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View Full Version : Di che religione sei ? [parte II - "Il senso della vita"]


eoropall
02-09-2003, 07:28
quote:
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Originariamente inviato da bananarama
Ok. Stop, questo tipo di discussioni, che non avevo mai voluto porre in un 3d perche' sapevo come sarebbe andata a finire, d'ora in poi la affrontero' solo di fronte a persone fisiche e in luoghi che non siano vincolati da regolamenti.

Per me finisce qui, statemi tutti bene.

Ciao
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Ciao

Volevo ringraziarti per aver esposto il tuo pensiero; lo hai fatto in modo onesto e sincero come hai affermato in precedenza; sarà un paradosso ma chissà, forse solo una persono che "non crede in niente" può esserlo davvero in quanto gode della più assoluta liberta, non deve sottostare ad alcuna "verità", non ha una "gabbia" ideologica, non deve conformarsi a nulla e a nessuno; l'ipocrisia e la menzogna gli sono sconosciute in quanto prive di "terreno" dove attecchire...
James Dean disse: vivi in fretta, muori giovane, e lascia un bel cadavere... In questa celebre affermazione era concentrato il disagio giovanile, il desiderio di vivere alla giornata in modo edonistico, fregandosene delle apparenze consci del fatto che si è destinati a morire salvo poi convivere con quella straziante sensazione di vuoto data dalla mancanza di una autentica ragione di vita...
Nel momento in cui scegli di vestire una divisa diventi ciò che essa rappresenta, giusto ?... L'uomo però non è solo una mera espressione formale... In questo stà il tuo errore: nel tuo modello manca il significato che si dà alla forma, è questo a conferirgli uno spessore psicologico e spirituale, a renderlo buono o cattivo, giusto o malvagio...
A quanto pare sei una persona che rispetta delle regole.. Perchè ? Non sono proprio queste a determinare la divisa ? Il fatto di doverle rispettare intendo: non parlo di buona educazione quanto del fatto di crederci allo scopo di avere un riferimeno comune su cui confrontarsi... Non pensi che ciò valga anche nel mondo reale ? Pensi che la possibiltà di offendere o mandarsi apertamente a fanculo faccia tanta differenza... L'hai detto tu, sono solo parole, lasciano il tempo che trovano, dirle o non dirle che differenza vuoi che faccia... Anche il rispetto per gli altri se deve essere solo formale perde il suo significato....
Rispondimi se ti và :) (Vedi tema in oggetto) tnx...

marcop
02-09-2003, 10:44
mi tolgo dai piedi

bananarama
02-09-2003, 11:04
Originariamente inviato da eoropall
Nel momento in cui scegli di vestire una divisa diventi ciò che essa rappresenta, giusto ?... L'uomo però non è solo una mera espressione formale... In questo stà il tuo errore: nel tuo modello manca il significato che si dà alla forma, è questo a conferirgli uno spessore psicologico e spirituale, a renderlo buono o cattivo, giusto o malvagio...
A quanto pare sei una persona che rispetta delle regole.. Perchè ? Non sono proprio queste a determinare la divisa ? Il fatto di doverle rispettare intendo: non parlo di buona educazione quanto del fatto di crederci allo scopo di avere un riferimeno comune su cui confrontarsi... Non pensi che ciò valga anche nel mondo reale ? Pensi che la possibiltà di offendere o mandarsi apertamente a fanculo faccia tanta differenza... L'hai detto tu, sono solo parole, lasciano il tempo che trovano, dirle o non dirle che differenza vuoi che faccia... Anche il rispetto per gli altri se deve essere solo formale perde il suo significato....
Rispondimi se ti và :) (Vedi tema in oggetto) tnx...

So che l'uomo non e' esclusivamente l'immagine che da di se stesso. So che commetto un errore le volte che mi limito a questo, ma so anche che se capitera' il momento in cui dovro' pentirmi del mio comportamento no npotro piangermi addosso perche' lo ho scelto io consapevolmente e calcolandone punti positivi e nagativi!
Ma, come ho detto, accettare di vestirsi di una divisa, quindi rappresentare un ruolo o portare avanti un'immagine e' sbagliato a priori, ma su questo posso anche sorvolare, altrimenti rischierei la solitudine eterna, che in senso lato e' comunque caratteristica della mia persona. Ma per me anche dire un solo si ad una qualsiasi regola di una qualsiasi divisa che per me e' idealmente e concettualmente sbagliata automaticamente mi porta ad escluderti da ogni qualsiasi rapporto, sia tu un prete, un fascio, un ultra', un comunista etc. Io da parte mia non vesto divise, se non quella che necessariamente gli altri vogliono vedermi addossata per i miei comportamenti e i miei pensieri, ma di sicuro non sono io a volermi creare una divisa ne' un'immagine "calcolata e programmata". Tento di fare sclusivamente quello che sento, e quello che mi pare piu' opportuno, anche se e' legalmente, socialmente o eticamente sbagliato. Tutti rispettano regole, e' da escludersi la possibilita' di vivere senza regole, non si avrebbe una personalita' e dei punti di contatto e confronto col proprio ego; il nodo e' un'altro ed e' di nietscheana memoria: io non accetto di principio le regole che mi vengono impartita dall'esterno ma ne creo di mie. Uccidere e' sbagliato? Puo' non esserlo; ci devo riflettere sopra e io devo decidere se sia sbagliato o meno, non qualcun'altro che poi mi venga a riferire il comportamente piu' corretto; e cosi' per tutta la MIA etica, che spesso non coincide con il senso comune, facendomi sembrare quindi un anarchico sregolato e folle in modo tale che gli altri si sentano il dovere di infilarmi quella divisa, quando la mia colpa e' solo quella di tentare di essere consapevole della mia vita!

Ok? Ciao ciao

buster
02-09-2003, 11:47
Originariamente inviato da bananarama
....

io non accetto di principio le regole che mi vengono impartita dall'esterno ma ne creo di mie. Uccidere e' sbagliato? Puo' non esserlo; ci devo riflettere sopra e io devo decidere se sia sbagliato o meno, non qualcun'altro che poi mi venga a riferire il comportamente piu' corretto; e cosi' per tutta la MIA etica, che spesso non coincide con il senso comune, facendomi sembrare quindi un anarchico sregolato e folle in modo tale che gli altri si sentano il dovere di infilarmi quella divisa, quando la mia colpa e' solo quella di tentare di essere consapevole della mia vita!

Ok? Ciao ciao

Passo oltre la questione della divisa, a cui attribuisci un'importanza ossessiva e, a volte, un senso non proprio, per riflettere su queste tue parole che ho quotato e che ben si inseriscono nella questione libertà-libero arbitrio.
Il libero arbitrio è avere la facoltà di decidere liberamente per sè e per gli altri (a volte semplicemente di conseguenza).
La libertà parte dal libero arbitrio necessariamente, ma richiede una interrogazione personale costante, richiede dei sì e dei no quotidiani: richiede scelte giuste, non solo scelte. Mentre il libero arbitrio è individuale, la libertà non lo è più: l'uomo è un essere inserito in un contesto sociale, se non altro per densità di popolazione!
Io sento di acquisire consapevolezza della mia vita anche e soprattutto attraverso gli altri, mentre scelgo liberamente di provare a fare mia la vita di Gesù perchè riconosco in lui la Libertà che cerco: un dono di fede di cui ringrazio ogni giorno.
E' proprio quanto più mi avvicino a Lui che sento di perdere ogni "divisa" (come piaca a te;) ), per indossare l'unica che ha valore eterno: quella dell'amore.
Naturalmente, imho.

bananarama
02-09-2003, 11:52
Buster potrei obbiettare alcune cose nel tuo ragionamento ma non mi interessa, quel 3d e' dedicato a eoropall.

De gustibus.

Ciao

buster
02-09-2003, 12:12
ok, peccato: ero convinto che sul forum le discussioni fossero aperte a tutti e i pvt servissero per il resto. Mi spiace di essermi intromesso.
D'altronde credo di aver dato un piccolo contributo al tema della discussione, per cui lascerò vivere ugualmente il mio reply...:)

marcop
02-09-2003, 12:42
non esiste fare un thread x una persona sola ... si va in PVT o chat

Marco

bananarama
02-09-2003, 13:34
Il mio pensiero e' a disposizione di tutti, semplicemente avevo gia' detto che non avrei continuato la discussione se non con persone fisiche. Eoropall mi ha dato uno spunto che trovo interessante per cui rispondero' solo a quello. Poi la mia discrezionalita' mi permette di scegliere a chi rispondere e a chi no. Ma come ho detto il pensiero e' per tutti. Vi basta?

Ciao

StefAno Giammarco
02-09-2003, 14:09
Originariamente inviato da bananarama
Il mio pensiero e' a disposizione di tutti...


:D :D :D :D :D
Sei simpatico, comunque sono d'accordo, direi che può bastare.

eoropall
04-09-2003, 07:46
Ciao :)

Chiedo scusa per il ritardo; il "mondo reale" mi ha tenuto impegnato oltre le mie previsioni e non mi andava di scrivere in maniera "affrettata"; eccco alcune mie considerazioni:

L'uomo è per sua natura una creatura sociale: nasce, vive e si riproduce nell'ambito di un contesto; adeguarsi, assumere un ruolo all'interno di esso gli permette di condurre una esistenza tranquilla, talvolta appagante, quindi di esserne accettato in quanto membro... Tutti noi veniamo continuamente giudicati e soppesati; ci viene chiesto chi siamo, cosa facciamo, cosa ci piace, quanto guadagnamo, chi frequentiamo, salute, gusti, tendenze, ecc..
In base alle risposte o all'immagine che forniamo di noi veniamo
"inquadrati" all'interno di uno schema logico di riferimento; se si ha la "sfortuna" di possedere in quanto individui caratteristiche ritenute "poco apprezzabili" da quello specifico contesto si tende ad essere emarginati. In sostanza il significato che molti attribuiscono alle divise o alle mode è proprio sentirsi parte di un qualcosa, per certi versi quasi un nascondersi per potere "apparire"... Giudicare in base alle apparenze è sbagliato? Certo, è propria questa la base del pregiudizio; è la "scorciatoia" o "semplificazione" che molti si concedono per relazionarsi alla complessità del mondo circostante. In effetti la tua idea sulle "divise" è molto più diffusa di quanto non si immagini... Mi è sembrato di percepire una sorta di reciprocità in questo tuo atteggiamento: tu rifiuti qualcuno a priori senza esserti prima interrogato sulle motivazioni che lo hanno indotto a fare una determinata scelta; Tu non "vesti" divise ma agli occhi degli altri anche tu ne "indossi" una; non credi che dal loro punto di vista viene fatto ll tuo stesso ragionamento ? Tu escludi loro in quanto "conformi" e loro escludono te in quanto "non conforme"... Aggiungo che a prescindere da quanto sia calcolata e programmata la loro immagine essi sono o si ritengono comunque originali; solo evitano eventualmente di mostrarlo in determinati ambiti per ragioni di opportunità. Questa "elasticità" è ciò che molti definirebbero il fondamento del vivere in società... Aderire alle regole di un contesto non significa essere
tutt'uno con esso. Penso che tutti vorrebbero fare ciò che sentono ma non sempre ciò "appare" possibile. Alzarsi tutte le mattine per andare a lavorare: quanti lo vorrebbero fare ? Pensa alla ragione per cui molte persone frequentano i forum e le chat: nel mondo virtuale non si è vincolati dalla forma, puoi essere o apparire come meglio credi; potresti persino diventare amico di persone a cui nel mondo reale non rivolgeresti neppure la parola...

Vorei capire poi in base a che cosa consideri concettualmente giusta o sbagliata una divisa o una istituzione. La polizia indaga sui crimini, La magistratura fà rispettare le leggi, La religione (idem sentire) dà indicazioni morali e spirituali, ognuna di esse svolge un compito all,interno della società, possiamo criticarle ma di certo non possiamo negare il ruolo che esse hanno?

Per quanto riguarda la fede religiosa e l'etica da cui essa scaturisce ho già espresso il mio pensiero in merito: Io credo nei postulati cristiani, ci credo in quanto li "sento" nel cuore; questo per me significa avere fede; la dottrina (i teoremi di qualunque religione) invece è frutto di un ragionamento i cui imput variano nel corso dei tempi e in base alle persone per cui in quanto tale essa può essere soggetta a critica e revisione. Di una cosa però sono certo: la fede non può essere imposta da nessuno, neanche da sè stessi, poichè essa trascende la ragione... Il ragionare ti dà la possibilità di capire e di analizzare i termini della questione ma non di provare sentimenti...

ciao ;)

bananarama
04-09-2003, 10:17
Il mondo reale impegna anche me, ma soprattutto di notte!;)

Il tuo ragionamento e' corretto, fila liscio, ma se posso vorrei sottolineare una cosa: e' vero io escludo a priori alcune persone e dal tuo post sembra che mi contraddica; ma, come ho gia' detto, non ti diro' di possedere la verita' ma so bene di stare dalla parte "sbagliata" e sono pronto a portarne addosso le conseguenze come ho sempre fatto! Giusta la tua notazione sulla divisa che forzatamente mi viene vista addosso, forse anche perche' le persone che la attaccano sono schiave del concetto di immagine senza la quale non potrebbero vivere, e tendono ad uniformare il loro pensiero, pur restando, come hai giustamente detto, "originali".

Sui giudizi non c'e' altra base che vivere, vedere, pensare e astrarre. Va da' se quindi che ogni vita portera' a vedere cose diverse e ogni cervello ne astrarra' altrettante, magari io ho avuto le mie ragioni che ora mi portano e disprezzare "quei signori" che hai detto tu, ma anche altri, in divise ufficiali o meno.
Le ragioni precise e i dettagli preferisco ometterli causa lititi di regolamento.

Ciao

eoropall
08-09-2003, 07:59
Salve a tutti :)

Eccomi di ritorno dopo una settimana veramente stressante; riprendere i soliti ritmi dopo le vacanze è dura....

x Bananarama

Tu non sei una persona "sbagliata", sei più una sorta di bastian contrario, un anticonformista ad oltranza, rifiuti qualunque modello di riferimento comportamentale; ti concentri su te stesso accettando stoicamente gli eventuali errori e ciò che da essi potrebbe derivare... (cito un proverbio orientale: Le persone intelligenti imparano dai propri errori, i saggi da quelli degli altri)

Non ho dubbi sul fatto che tu abbia le tue ragioni (vedi esperienze negative) ma ammetterai che sono proprio queste a condizionarti precludendoti la possibilità di ragionare in alcune direzioni. E' vero: ogni vita portera' a vedere cose diverse ma è anche vero che proprio perchè l'uomo è un individuo sociale cerca sempre, quando è possibile, di stabilire con i propri simili dei punti di contatto al di là delle rispettive differenze; socializzare non significa accettare il pensiero di tendenza ma esserne partecipe, arricchendolo con il proprio contributo: più numerosi sono i punti tanto più profonda e dettagliata sarà la visione di insieme...

X tutti: vorrei consigliare un bellissimo racconto; ho appena finito di leggerlo: "Il gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach;

bananarama
08-09-2003, 11:50
Originariamente inviato da eoropall
E' vero: ogni vita portera' a vedere cose diverse ma è anche vero che proprio perchè l'uomo è un individuo sociale cerca sempre, quando è possibile, di stabilire con i propri simili dei punti di contatto al di là delle rispettive differenze; socializzare non significa accettare il pensiero di tendenza ma esserne partecipe, arricchendolo con il proprio contributo: più numerosi sono i punti tanto più profonda e dettagliata sarà la visione di insieme...

X tutti: vorrei consigliare un bellissimo racconto; ho appena finito di leggerlo: "Il gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach;


Quello che dici e' giusto, infatti nella mia ignobile testolina ho in mente il modo per avere un contatto con il sociale che intendi, prenderne la parte che a me interessa e poi tornarmene bello bello a casa con botte piena e moglie ubriaca...;) :)

Quel racconto l'ho letto circa una decina di volte, fin dai tempi delle elementari ma non e' che mi dica piu' di tanto...

ciao