View Full Version : "Il software non è più per un'élite". Michele Catasta, da La Sapienza alla guida AI di Replit
Redazione di Hardware Upg
21-05-2026, 13:31
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/il-software-non-e-piu-per-un-elite-michele-catasta-da-la-sapienza-alla-guida-ai-di-replit_153864.html
Intervista a Michele Catasta, President AI di Replit, su vibe coding, lavoro tech entry-level e perché l'ambizione manca all'Europa
Click sul link per visualizzare la notizia.
foggypunk
21-05-2026, 13:52
E gli ho raccontato una cosa che chiunque abbia provato il vibe coding sul serio riconoscerà subito. Mi è quasi presa una modalità "berserk" in cui andavo avanti a costruire fino alle quattro del mattino perché volevo vedere la fine di un progetto, e il vibe coding mi dava una specie di superpotere che mi spingeva avanti ("una cosa sola" mi dicevo, e poi andavo avanti per altre 2 ore). La passione, su questo siamo stati d'accordo, non si impara all'università. Cresce dentro, e tocca trovarla.
Sono laureato in economia e di programmazione non sapevo nulla. Da marzo ho attivato un abbonamento Claude Pro e da allora ho sviluppato un'app da zero per colmare alcune mancanze nell'utilizzo di software di streaming locale come Sunshine e Apollo in combinazione con il client Moonlight, del quale ho anche realizzato un fork aggiungendo funzionalità e stravolgendone l'interfaccia.
Capisco perfettamente cosa intenda l'autore dell'articolo in quel passaggio.
windowistaxcaso
21-05-2026, 13:57
Sono laureato in economia e di programmazione non sapevo nulla. Da marzo ho attivato un abbonamento Claude Pro e da allora ho sviluppato un'app da zero per colmare alcune mancanze nell'utilizzo di software di streaming locale come Sunshine e Apollo in combinazione con il client Moonlight, del quale ho anche realizzato un fork aggiungendo funzionalità e stravolgendone l'interfaccia.
Capisco perfettamente cosa intenda l'autore dell'articolo in quel passaggio.
Anche io laureato in economia, anche io zero conoscenze di programmazione (tranne il Simon's Basic del Commodore 64 :D )
E come te ho sviluppato app da zero.
La passione e la voglia di fare e di reinventarsi sono tutto.
mmorselli
21-05-2026, 14:01
Diciamo che ha democratizzato le utility, e mi fa molto piacere che sia così, è un grande beneficio per il mondo, però credo che i laureati in informatica serviranno ancora, anche senza esperienza, perché comunque quella esperienza se la faranno, studieranno, faranno corsi e realizzeranno progetti, e in questo modo acquisiranno concetti come backend e frontend, integrità referenziale, security e tanti altri concetti che il vibecoding non copre, perché l'AI fa solo quello che gli chiedi e non fa nulla di avanzato se non lo specifichi, e non puoi specificare ciò che non conosci.
windowistaxcaso
21-05-2026, 14:14
Diciamo che ha democratizzato le utility, e mi fa molto piacere che sia così, è un grande beneficio per il mondo, però credo che i laureati in informatica serviranno ancora, anche senza esperienza, perché comunque quella esperienza se la faranno, studieranno, faranno corsi e realizzeranno progetti, e in questo modo acquisiranno concetti come backend e frontend, integrità referenziale, security e tanti altri concetti che il vibecoding non copre, perché l'AI fa solo quello che gli chiedi e non fa nulla di avanzato se non lo specifichi, e non puoi specificare ciò che non conosci.
E' proprio quello che dice Catasta: "Replit assume molti giovani appena usciti dall’università, persone che lui considera capaci e inclini a imparare in fretta"
E poi: "Secondo Catasta ci sono molte nuove possibilità di lavoro nelle aziende più piccole, quelle che vogliono scommettere su un certo tipo di talento. Non è la fine dell’occupazione tech giovanile"
L'élite protegge la qualità. Democratizzare la creazione di qualunque prodotto od opera, da cui sarebbe lecito aspettarsi qualità, è l'errore più grande che si possa mai fare.
La massa crea melma non perché incapace di creare altro, ma proprio perché massa, ovvero maggioranza, in quanto tale. La percentuale di produzioni o creazioni con caratteristiche inferiori aumenterà esponenzialmente in proporzione a ciò che prima richiedeva sacrificio e sudore.
Condannare l'elitismo è il primo passo per distruggere i progressi di una società portata avanti grazie all'intenso e focalizzato lavoro dei pochi che hanno deciso di dedicare la propria vita al migliorare quella degli altri.
La democrazia è purtroppo un'utopia irrealizzabile.
Prima che il popolo possa avere il "potere" nelle sue mani, ci dovrebbe essere una profonda e accurata opera di alfabetizzazione e civilizzazione.
Non si possono dare forchette e coltelli a delle scimmie e aspettarsi che li usino per mangiare sedendosi educatamente a un tavolo.
mmorselli
21-05-2026, 21:38
L'élite protegge la qualità. Democratizzare la creazione di qualunque prodotto od opera, da cui sarebbe lecito aspettarsi qualità, è l'errore più grande che si possa mai fare.
I software non sono opere d'arte
I software non sono opere d'arte
Appunto perciò ho scritto "prodotti od opere". Includevo sia l'utilitarismo funzionale che il godimento astratto.
Poi potremmo stare a lungo a disquisire sul concetto di "videogiochi come software con espressione artistica", ma penso proprio che non sia questo l'argomento in questione. ;)
mmorselli
21-05-2026, 23:07
Appunto perciò ho scritto "prodotti od opere". Includevo sia l'utilitarismo funzionale che il godimento astratto.
Poi potremmo stare a lungo a disquisire sul concetto di "videogiochi come software con espressione artistica", ma penso proprio che non sia questo l'argomento in questione. ;)
I videogiochi sicuramente non c'entrano col vibe coding, anche se qualcuno può trovare appagante giocare ad un tetris "fatto da lui" e c'è comunque chi ha fatto un sacco di soldi con giochini web scritti in vibe coding, ma sono casi particolari poco replicabili.
Però non capisco cos'hai contro l'utilitarismo, quando un software svolge pienamente il suo compito è perfetto, non esiste qualità più alta, e nel momento in cui tu lo realizzi per te grazie all'AI, cosa hai tolto a me?
Però non capisco cos'hai contro l'utilitarismo, quando un software svolge pienamente il suo compito è perfetto, non esiste qualità più alta, e nel momento in cui tu lo realizzi per te grazie all'AI, cosa hai tolto a me?
Se vivessimo in tante micro-bolle autosufficienti ti darei anche ragione, ma così non è. I danni che può arrecare un software "sviluppato" in vibe-coding possono facilmente riversarsi su chi ci sta intorno, in base, ovviamente, al contesto e al suo utilizzo. Il vibe-coding è una simpatica lotteria di errori e allucinazioni che a volte sputa fuori un aborto mezzo funzionante. Spesso anche abbastanza convincente. Ma se manca un accurato controllo della sorgente e, soprattutto, la capacità/conoscenza per far ciò, allora sono "guai" amari per tutti.
Svilupparsi giochini o semplici utility in proprio senza diffondere nulla è legittimo, ma costruire una carriera su qualcosa che non si potrebbe mai e poi mai "riparare" (mettendo a repentaglio qualunque aspetto della vita altrui) è da sconsiderati. Si sta facendo credere alle persone che se hai qualcuno che sa progettare un'automobile al posto tuo, allora non hai più bisogno di un meccanico se la stessa si dovesse rompere.
mmorselli
22-05-2026, 00:58
I danni che può arrecare un software "sviluppato" in vibe-coding possono facilmente riversarsi su chi ci sta intorno, in base, ovviamente, al contesto e al suo utilizzo.
In 40 anni di carriera ho visto anche un sacco di software imbarazzante scritto dagli umani, quando entriamo nel campo del software per PMI o per la Pubblica Amministrazione si vede roba che l'AI potrebbe rappresentare più la soluzione che il problema. Non sono tutti Linus Torvalds.
Notturnia
22-05-2026, 07:46
In 40 anni di carriera ho visto anche un sacco di software imbarazzante scritto dagli umani, quando entriamo nel campo del software per PMI o per la Pubblica Amministrazione si vede roba che l'AI potrebbe rappresentare più la soluzione che il problema. Non sono tutti Linus Torvalds.
proprio per questo il vibe-coding è pericoloso..
permette a chiunque di creare software senza sapere cosa realmente fa e ad una velocità imbarazzante..
prima i software erano testati e messi in vendita e anche se potevano avere errori erano errori creati da umani che creavano un software per uno scopo e quindi erano limitati a quel contesto.. e ci voleva tempo per creare un software
oggi con i codex che programmano per te puoi creare un programma in 4 ore senza sapere niente e senza sapere cosa faccia realmente
questo di norma è un problema.. scommetto che tu saresti felice di inocularti un vaccino creato da una persona che non sa niente di medicina ma che ha creato in 4 ore un vaccino usando una IA dedicata alla farmaceutica che non sa come funziona e quali possano essere gli effetti collaterali.. io no
ma abbiamo già visto che siamo diversi nel nostro pensiero :D
mmorselli
22-05-2026, 08:46
oggi con i codex che programmano per te puoi creare un programma in 4 ore senza sapere niente e senza sapere cosa faccia realmente
Fanno utility, agende e calendari, non software strategico multiutente che espone dati personali al mondo, perché non lo sanno fare, non conoscono le architetture client-server e non saprebbero fare il salto dal programma in node.js o python che gli ha fatto l'AI sul loro disco locale ad un'infrastruttura differente. A noi è capitato anche che un cliente facesse tutto il prototipo in vibe coding e poi chiedesse a noi di farlo diventare un programma serio, partendo dalle specifiche che ha avuto modo di studiare, non dal suo sorgente.
Il problema invece è che troppo spesso ho visto software strategico multiutente che espone dati personali al mondo fatto da umani improvvisati ed incompetenti.
Atteggiamento finto-vittimista alla ricerca di consensi, come se qualche "elite" li avesse voluti sinora escludere per privilegio (il privilegio di sottoporsi al crunch e all'essere sottopagati, peraltro), quando la verità è che le cose vengono fatte bene finché c'è qualcuno che si è formato per farle bene, ci vuole l'investimento di tempo e impegno, semplicemente chi arriva e si accascia sull'IA perché gli faccia dei programmi non vuole metterci l'impegno, acquisire il know how, neppure riconosce un valore allo stesso, ma ne pretende i dividendi. Gli amici del settore umanistico si trovano nella stessa situazione, con accuse di esser stati elitisti esclusori di coloro che non avevano voluto imparare a scrivere, disegnare, comporre, suonare, come se essi fossero nati col cucchiaio in bocca e non avessero dovuto sudare e costantemente migliorarsi. Che poi è lo stesso che si fa con lo sviluppo di software e il risultato tende ad essere software migliiore -al netto delle deviazioni imposte da marketing e dirigenze, che peraltro sono le categorie affini a quelle che sposano l'IA- mentre ciò che qui si vuole sposare è un rigurgito del lavoro passato d'altri, rubato peraltro, con un metodo meramente statistico votato non al conseguimento dell'obiettivo ma a dire all'interpellante quel che vuole sentirsi dire, senza una reale attenzione per l'esattezza, e se gli vien consentito di proseguire, diventerà un sistema che si cannibalizzerà rigurgitando il proprio prodotto già più scadente in una spirale di peggioramento.
Peraltro i "ragazzi AI native" che vengono citati sono i primi ad essersi accorti che questi "strumenti" servono a svalutarli e a metterli da parte, e si fanno sentire a suon di pernacchie. Quelli che li abbracciano sono quelli che hanno deciso di lasciarsi svalutare.
Atteggiamento finto-vittimista alla ricerca di consensi, come se qualche "elite" li avesse voluti sinora escludere per privilegio (il privilegio di sottoporsi al crunch e all'essere sottopagati, peraltro), quando la verità è che le cose vengono fatte bene finché c'è qualcuno che si è formato per farle bene, ci vuole l'investimento di tempo e impegno, semplicemente chi arriva e si accascia sull'IA perché gli faccia dei programmi non vuole metterci l'impegno, acquisire il know how, neppure riconosce un valore allo stesso, ma ne pretende i dividendi. Gli amici del settore umanistico si trovano nella stessa situazione, con accuse di esser stati elitisti esclusori di coloro che non avevano voluto imparare a scrivere, disegnare, comporre, suonare, come se essi fossero nati col cucchiaio in bocca e non avessero dovuto sudare e costantemente migliorarsi. Che poi è lo stesso che si fa con lo sviluppo di software e il risultato tende ad essere software migliiore -al netto delle deviazioni imposte da marketing e dirigenze, che peraltro sono le categorie affini a quelle che sposano l'IA- mentre ciò che qui si vuole sposare è un rigurgito del lavoro passato d'altri, rubato peraltro, con un metodo meramente statistico votato non al conseguimento dell'obiettivo ma a dire all'interpellante quel che vuole sentirsi dire, senza una reale attenzione per l'esattezza, e se gli vien consentito di proseguire, diventerà un sistema che si cannibalizzerà rigurgitando il proprio prodotto già più scadente in una spirale di peggioramento.
Peraltro i "ragazzi AI native" che vengono citati sono i primi ad essersi accorti che questi "strumenti" servono a svalutarli e a metterli da parte, e si fanno sentire a suon di pernacchie. Quelli che li abbracciano sono quelli che hanno deciso di lasciarsi svalutare.
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Notturnia
22-05-2026, 12:16
Fanno utility, agende e calendari, non software strategico multiutente che espone dati personali al mondo, perché non lo sanno fare, non conoscono le architetture client-server e non saprebbero fare il salto dal programma in node.js o python che gli ha fatto l'AI sul loro disco locale ad un'infrastruttura differente. A noi è capitato anche che un cliente facesse tutto il prototipo in vibe coding e poi chiedesse a noi di farlo diventare un programma serio, partendo dalle specifiche che ha avuto modo di studiare, non dal suo sorgente.
Il problema invece è che troppo spesso ho visto software strategico multiutente che espone dati personali al mondo fatto da umani improvvisati ed incompetenti.
d'altro canto se usi un sistema in cloud che non sai cosa fa come pensi di poterlo gestire ? :D
noi li usiamo per affiancamento a programmazione in python che resta su server locale e usando le versioni desktop senza autorizzazione ad accedere al web.. quando serve/manca qualcosa devono chiedere e ci pensa l'operatore ad installare la libreria mancante..
il rischio di fuga dei dati anche se dicono di essere GDPR compliant resta elevato visto che non sai che cavolo fanno quando gli dai un comando.. nel dubbio monitoriamo (sono paranoico) la rete per vedere quanto blaterano via ethernet..
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