View Full Version : L'Europa delle batterie perde un altro pezzo: Morrow Batteries dichiara insolvenza
Redazione di Hardware Upg
12-05-2026, 08:41
Link alla notizia: https://greenmove.hwupgrade.it/news/auto-elettriche/l-europa-delle-batterie-perde-un-altro-pezzo-morrow-batteries-dichiara-insolvenza_153470.html
Morrow Batteries, produttore norvegese di celle LFP, ha avviato la procedura di insolvenza dopo non essere riuscita a ottenere nuovi finanziamenti. La società, che aveva inaugurato nel 2024 un impianto da 1 GWh ad Arendal, punta ora a salvare parte delle attività nonostante costi elevati, ritardi e forte concorrenza globale
Click sul link per visualizzare la notizia.
Ma è tanto difficile capire che NON MERITA produrre batterie in UE???
Continuiamo a buttare nel cesso miliardi quando non c'è una filiera conveniente delle materie prime, non ci sono infrastrutture di produzione e anche di logistica convenienti, non c'è forza lavoro conveniente.
Tentare di creare impresa sapendo tutto questo è semplicemente un suicidio. Non sarai mai realmente competitivo.
L'unico modo in UE per essere competitivi è se avessimo una tecnologia nuova e completamente slegata dalle attuali celle LFP e LiPo e quindi potessimo almeno per i primi anni produrre in esclusiva o quasi.
Il resto è sempre e solo un suicidio economico.
Ripper89
12-05-2026, 10:59
L'unico modo in UE per essere competitivi è se avessimo una tecnologia nuova e completamente slegata dalle attuali celle LFP e LiPo e quindi potessimo almeno per i primi anni produrre in esclusiva o quasi.
Il resto è sempre e solo un suicidio economico.
L'UE ancora sta dietro ai motori a combustibile fossile, altro che batterie !
AlexSwitch
12-05-2026, 11:56
Forte concorrenza globale, ovvero cinese visto che controllano completamente la filiera!
Ma alle teste di gomma a Bruxelles che cianciano di indipendenza energetica e compagnia bella ciò non importa, l'importante è continuare ad andare a sbattere contro il muro lasciando i cittadini europei a leccarsi le ferite!
I risultati li stiamo purtroppo vedendo... :rolleyes:
Strato1541
12-05-2026, 14:19
L'anno scorso fallimento di Northvolt....eppure si continua impenitenti...
L'europa continua a voler "creare impresa imposta" invece di creare le condizioni per far "fiorire impresa"..
Intanto i produttori riducono personale, razionalizzano i modelli, tagliano le stime....
Comunque sempre viva la voderpippen!!!:D
L'anno scorso fallimento di Northvolt....eppure si continua impenitenti...
L'europa continua a voler "creare impresa imposta" invece di creare le condizioni per far "fiorire impresa"..
Intanto i produttori riducono personale, razionalizzano i modelli, tagliano le stime....
Comunque sempre viva la voderpippen!!!:D
In questo specifico caso le condizioni non le puoi creare salvo ipotizzare un evento biblico di rivoluzione.
Come puoi anche solo ipotizzare delle condizioni favorevoli a fare batterie in europa? Per me è letteralmente impossibile anche con tutta la buona volontà.
ndrmcchtt491
12-05-2026, 19:51
L'UE ancora sta dietro ai motori a combustibile fossile, altro che batterie !
ma magari, almeno avevamo ancora un industria, e invece nel nome di una ideologia idiota ci siamo fottuti...
stalker92
12-05-2026, 22:48
Ma è tanto difficile capire che NON MERITA produrre batterie in UE???
Continuiamo a buttare nel cesso miliardi quando non c'è una filiera conveniente delle materie prime, non ci sono infrastrutture di produzione e anche di logistica convenienti, non c'è forza lavoro conveniente.
Tentare di creare impresa sapendo tutto questo è semplicemente un suicidio. Non sarai mai realmente competitivo.
L'unico modo in UE per essere competitivi è se avessimo una tecnologia nuova e completamente slegata dalle attuali celle LFP e LiPo e quindi potessimo almeno per i primi anni produrre in esclusiva o quasi.
Il resto è sempre e solo un suicidio economico.
E quindi cosa facciamo, continuiamo a rimanere dipendenti dalla cina? Che poi anche lì, le aziende sono state aiutate parecchio dallo stato, cosa ci sarebbe di male nel fare lo stesso da noi?
Ovviamente è impossibile partire già competitivi, ma anche se inizialmente in perdita, è fondamentale riportare la produzione tecnologica in europa, batterie e non solo.
AlexSwitch
13-05-2026, 00:30
E quindi cosa facciamo, continuiamo a rimanere dipendenti dalla cina? Che poi anche lì, le aziende sono state aiutate parecchio dallo stato, cosa ci sarebbe di male nel fare lo stesso da noi?
Ovviamente è impossibile partire già competitivi, ma anche se inizialmente in perdita, è fondamentale riportare la produzione tecnologica in europa, batterie e non solo.
Lo siamo e lo rimarremo comunque visto che la Cina controlla il mercato delle terre rare e tutta la filiera della componentistica per produrre le batterie. Inoltre loro hanno i volumi ( non solo gli aiuti, selettivi, di stato ), il know how, tecnologia ed un costo energetico nettamente inferiore.
Se poi vuoi far pagare una BEV prodotta in Europa almeno il 35% in più rispetto ai prezzi attuali solo perchè monta una batteria made in EU...
stalker92
13-05-2026, 17:24
Lo siamo e lo rimarremo comunque visto che la Cina controlla il mercato delle terre rare e tutta la filiera della componentistica per produrre le batterie. Inoltre loro hanno i volumi ( non solo gli aiuti, selettivi, di stato ), il know how, tecnologia ed un costo energetico nettamente inferiore.
Se poi vuoi far pagare una BEV prodotta in Europa almeno il 35% in più rispetto ai prezzi attuali solo perchè monta una batteria made in EU...
Non bisogna rimanerlo per forza, anzi. I minerali critici volendo ci sono anche da noi, le industrie si possono costruire, l'unico ostacolo è politico/economico, perché appunto partendo da zero non si potrà mai essere competitivi sulle stesse cose. Ma almeno soddisfare il mercato interno, quello dovrebbe essere l'obiettivo.
AlexSwitch
13-05-2026, 17:40
Non bisogna rimanerlo per forza, anzi. I minerali critici volendo ci sono anche da noi, le industrie si possono costruire, l'unico ostacolo è politico/economico, perché appunto partendo da zero non si potrà mai essere competitivi sulle stesse cose. Ma almeno soddisfare il mercato interno, quello dovrebbe essere l'obiettivo.
Forse non capisci il discorso costi!! I cinesi hanno iniziato a sviluppare l'elettrico e le batterie per auto dal 2015 ed hanno una struttura di costi nettamente inferiore a quella di una ( ipotetica ) filiera EU!
stalker92
14-05-2026, 17:23
Forse non capisci il discorso costi!! I cinesi hanno iniziato a sviluppare l'elettrico e le batterie per auto dal 2015 ed hanno una struttura di costi nettamente inferiore a quella di una ( ipotetica ) filiera EU!
E fin qui l'ho detto anche io... ma il costo nascosto di dipendere totalmente da un altro paese, che può fare i prezzi che vuole e bloccare le esportazioni quando vuole, dove lo mettiamo? Oltre al fatto che riportare la produzione di beni qui significa anche più occupazione, più controlli, e perché no anche più qualità.
AlexSwitch
14-05-2026, 17:41
E fin qui l'ho detto anche io... ma il costo nascosto di dipendere totalmente da un altro paese, che può fare i prezzi che vuole e bloccare le esportazioni quando vuole, dove lo mettiamo? Oltre al fatto che riportare la produzione di beni qui significa anche più occupazione, più controlli, e perché no anche più qualità.
... e così le macchine costeranno europee costeranno almeno il 35% in più!
Forse questo benedetto ban del termico si poteva evitare del tutto visto che siamo partiti in questa folle impresa senza nulla in mano!
E quindi cosa facciamo, continuiamo a rimanere dipendenti dalla cina? Che poi anche lì, le aziende sono state aiutate parecchio dallo stato, cosa ci sarebbe di male nel fare lo stesso da noi?
Ovviamente è impossibile partire già competitivi, ma anche se inizialmente in perdita, è fondamentale riportare la produzione tecnologica in europa, batterie e non solo.
Rispondo in serie alle tue domande senza stare a fare tutti i quote delle singole cose:
- Non vedo alternative e d'altra parte siamo dipendenti da paesi esteri anche per altre cose che sono a tutti gli effetti materie prime critiche senza che ci sia tutto questo scandalo o preoccupazione vedi ad esempio petrolio.
- Che il problema non è l'aiuto di stato perché se con un aiuto di stato anche importante si potesse creare la filiera anche da noi allora sarei assolutamente favorevole. Il problema è che anche con l'aiuto di stato non ci sono le condizioni per avere una filiera europea competitiva.
- Ribadisco che il problema non è "non partire competitivi" ma che NON saresti mai competitivo. Anzi dire non competitivo non rende l'idea della differenza enorme che c'è. Il solo costo del personale e ripeto solo quello ci metterebbe completamente fuori mercato. Manca poi tutta l'infrastruttura logistica che significherebbe ridisegnare mezza europa, porti, accordi commerciali internazionali, mancano gli spazi... la Cina ha letteralmente delle città fabbrica da noi sarebbe impensabile. Manca proprio le basi per poter anche solo pensare non dico di essere competitivi ma anche solo avvicinarsi a prezzi vagamente molto vagamente simili e questo ammesso che si riesca a campare un'industria in perdita per 10 anni perché i primi 10 anni avresti perdite nell'ordine di miliardi di Euro.
Non ha veramente alcun senso tentare quella strada quando quel treno è passato 15 anni fa.
stalker92
15-05-2026, 17:39
Il solo costo del personale e ripeto solo quello ci metterebbe completamente fuori mercato. Manca poi tutta l'infrastruttura logistica che significherebbe ridisegnare mezza europa, porti, accordi commerciali internazionali, mancano gli spazi... la Cina ha letteralmente delle città fabbrica da noi sarebbe impensabile. Manca proprio le basi per poter anche solo pensare non dico di essere competitivi ma anche solo avvicinarsi a prezzi vagamente molto vagamente simili e questo ammesso che si riesca a campare un'industria in perdita per 10 anni perché i primi 10 anni avresti perdite nell'ordine di miliardi di Euro.
Dipende con cosa bisogna essere competitivi. Cinesate scadenti? Mai, ma perché puntare in basso? Moltissimi prodotti tecnologici e non oggi sono già fabbricati in europa, ma si tratta quasi sempre di produzioni di nicchia che pesano pochi punti percentuali sulla domanda interna. La logistica c'è già, visto tutto quello che importiamo, gli spazi idem, perché al contrario della cina non dobbiamo soddisfare il mondo intero. Anche 10 anni di perdite alla lunga convengono rispetto al dipendere totalmente da altri stati, se ne stanno accorgendo tutti.
Dipende con cosa bisogna essere competitivi. Cinesate scadenti? Mai, ma perché puntare in basso?
Cinesate scadenti? Ma hai idea che attualmente le batterie cinesi sono al vertice della qualità? Puntare a superare la Cina significa puntare a superare la qualità più alta del mercato.
Poi che ci siano batterie cinesi di alta e bassa qualità è palese ma definirle cinesate scadenti quando esprimono l'eccellenza del mercato mi sembra una roba assurda.
Moltissimi prodotti tecnologici e non oggi sono già fabbricati in europa, ma si tratta quasi sempre di produzioni di nicchia che pesano pochi punti percentuali sulla domanda interna.
Ma anche no. L'elettromedicale che è une delle eccellenze non è affatto così trascurabile così come tutto il comparto militare come Leonardo e simili. Semplicemente abbiamo delle filiere che funzionano e sono consolidate dove il costo del personale può tranquillamente essere assorbito nel prezzo del prodotto e altre in cui tutto questo non è fattibile.
La logistica c'è già, visto tutto quello che importiamo, gli spazi idem, perché al contrario della cina non dobbiamo soddisfare il mondo intero.
No... questo dimostra che non conosci il problema. La logistica del litio, della sua movimentazione e della movimentazione successiva delle batterie richiede in tanti casi tutta una serie di strutture ad hoc e non un camion o un treno qualsiasi arrivederci e grazie.
Servono impianti, trasporti ecc... ecc... adeguati senza contare che non basta la logistica generale di livello nazionale ma serve anche logistica locale: dove fai l'impianto produttivo? Come è collegato? Come distribuisce?
Impianto che non è il capannone dell'artigiano eh ma che se volessimo fare una cosa serie coprirebbe un'area come una piccola città.
Anche 10 anni di perdite alla lunga convengono rispetto al dipendere totalmente da altri stati, se ne stanno accorgendo tutti.
Ma infatti non sono 10 anni... sono perdite A VITA. Ma secondo voi se nessuno ce l'ha fatta, se non c'è un imprenditore interessato, se chi ha i soldi scappa da questo tipo di impresa significa che sono tutti rincoglioniti o che si sono fatti due conti e hanno capito che non c'è speranza né a 5, né a 10 e nemmeno a 25 anni?
Ribadisco che se vogliamo fare batterie in europa l'unica possibilità è se e quando troveremo un brevetto che preveda una tecnologia completamente nuova e slegata dalle attuali LFP o LiPo. Altrimenti ci merita comprarle da chi ormai ha il totale controllo del mercato.
Ripper89
16-05-2026, 09:00
Forte concorrenza globale, ovvero cinese visto che controllano completamente la filiera!
Ma alle teste di gomma a Bruxelles che cianciano di indipendenza energetica e compagnia bella ciò non importa, l'importante è continuare ad andare a sbattere contro il muro lasciando i cittadini europei a leccarsi le ferite!
I risultati li stiamo purtroppo vedendo... :rolleyes:
Indipendenza energetica con le rinnovabili ?
Pannelli solari ed eolico sono per la maggiore prodotti dalla Cina.
Ripper89
16-05-2026, 09:00
doppio
azi_muth
16-05-2026, 11:12
Forte concorrenza globale, ovvero cinese visto che controllano completamente la filiera!
Ma alle teste di gomma a Bruxelles che cianciano di indipendenza energetica e compagnia bella ciò non importa, l'importante è continuare ad andare a sbattere contro il muro lasciando i cittadini europei a leccarsi le ferite!
I risultati li stiamo purtroppo vedendo... :rolleyes:
L' EU fa quello che puo' riguardo a questo tema. Semplicemente non c'è abbastanza potere politico e coesione sull'argomento.
Le politiche sulle batterie restano un ibrido tra progetti UE, fondi nazionali e incentivi locali, che genera dispersione, ritardi e competizione interna invece che una strategia unica e pesante.
La realtà è che per fare un vero piano devi mettere su una montagna di miliardi che gli stati membri non vogliono mettere, nè l'EU è attrezzata per gestire perchè dovresti avere un bilancio federale vero.
Ma è tanto difficile capire che NON MERITA produrre batterie in UE???
Continuiamo a buttare nel cesso miliardi quando non c'è una filiera conveniente delle materie prime, non ci sono infrastrutture di produzione e anche di logistica convenienti, non c'è forza lavoro conveniente.
Tentare di creare impresa sapendo tutto questo è semplicemente un suicidio. Non sarai mai realmente competitivo.
L'unico modo in UE per essere competitivi è se avessimo una tecnologia nuova e completamente slegata dalle attuali celle LFP e LiPo e quindi potessimo almeno per i primi anni produrre in esclusiva o quasi.
Il resto è sempre e solo un suicidio economico.
Ma è tanto difficile capire che si vuole entrare in ritardo in un mercato fortemente distorto da sussidi governativi da vent'anni si deve spendere una MONTAGNA INDEGNA DI SOLDI PUBBLICI, la convenienza, la competizione economica non c'entra nulla visto che non è una situazione di mercato concorrenziale e c'entra solo la politica?
E questo vale anche se vuoi proporre tecnologie di rottura.
Ma è tanto difficile capire che si vuole entrare in ritardo in un mercato fortemente distorto da sussidi governativi da vent'anni si deve spendere una MONTAGNA INDEGNA DI SOLDI PUBBLICI, la convenienza, la competizione economica non c'entra nulla visto che non è una situazione di mercato concorrenziale e c'entra solo la politica?
E questo vale anche se vuoi proporre tecnologie di rottura.
Perdonami ma tutto questo non fa che avvalorare quello che ho scritto invece di confutarlo.
È un mercato fortemente sponsorizzato da una nazione con grandissima capacità di spesa, con contratti per materie prime pluriennali se non decennali blindati e in un mercato globale dove noi non abbiamo le leve necessarie per poterli scardinare senza farci più male di quello che potremmo guadagnare.
Io credo nell'UE non fraintendermi e penso che una UE sempre più unita sia la nostra salvezza ma al tempo stesso critico quando vedo combattere battaglie perse vent'anni fa in cui investire oggi è un enorme spreco di risorse che non porta a niente.
Vogliamo scommettere che per quanto l'UE ci investa su LFP e LiPo non si arriverà mai a niente di concreto? E i motivi sono ovvi... valeva la pena investirci 20 anni fa, investirci oggi è come impuntarsi a voler ricreare da zero il motore termico nel mentre il mondo l'ha già perfezionato da 100 anni e punta a trovare alternative nuove.
Quindi ripeto ben venga l'UE e ben vengano le iniziative UE ma dove hanno senso e producono risultati; non in mercati in cui ci facciamo solo del male.
AlexSwitch
16-05-2026, 12:01
L' EU fa quello che puo' riguardo a questo tema. Semplicemente non c'è abbastanza potere politico e coesione sull'argomento.
Le politiche sulle batterie restano un ibrido tra progetti UE, fondi nazionali e incentivi locali, che genera dispersione, ritardi e competizione interna invece che una strategia unica e pesante.
La realtà è che per fare un vero piano devi mettere su una montagna di miliardi che gli stati membri non vogliono mettere, nè l'EU è attrezzata per gestire perchè dovresti avere un bilancio federale vero.
Ma è tanto difficile capire che si vuole entrare in ritardo in un mercato fortemente distorto da sussidi governativi da vent'anni si deve spendere una MONTAGNA INDEGNA DI SOLDI PUBBLICI, la convenienza, la competizione economica non c'entra nulla visto che non è una situazione di mercato concorrenziale e c'entra solo la politica?
E questo vale anche se vuoi proporre tecnologie di rottura.
Oppure basta avere un approccio più pragmatico e meno integralista/dirigista!
Concordo che bisogna investire ma bisogna vedere dove e come. Il ban del termico, per come è stato concepito e posto in essere, è una delle decisioni più insensate che si potessero prendere; ed oggi tutti i gruppi industriali europei legati all'automotive e al trasporto su gomma lo stanno urlando in faccia a Timmermans e Von Der " Pippen " Leyen!
Perchè con tutti i soldi spesi in sovvenzioni a progetti che stanno fallendo e PNNR, non si è pensato ( imposto? ) ad orientare la logistica delle merci sempre più sul ferro e meno sulla gomma ( proprio com'era 50 anni fa... )? In questo modo nel giro di 20 anni avremmo potuto vantare una rete ferroviaria ammodernata e predisposta per il traffico pesante che servirebbe anche alle medie distanze. Perchè spendere 10,5 MLD ( costo stimato ) per opere come il tunnel basale del Brennero se poi il più del 78% delle merci ( media europea ) viaggia su gomma? Anche usando carburanti " green " o la trazione elettrica il trasporto su gomma per le lunghe distanze rimane inefficiente considerando i volumi/peso trasportati a Km ed i costi sostenuti.
Oppure basta avere un approccio più pragmatico e meno integralista/dirigista!
Concordo che bisogna investire ma bisogna vedere dove e come. Il ban del termico, per come è stato concepito e posto in essere, è una delle decisioni più insensate che si potessero prendere; ed oggi tutti i gruppi industriali europei legati all'automotive e al trasporto su gomma lo stanno urlando in faccia a Timmermans e Von Der " Pippen " Leyen!
È una verità a metà... concordo che certe cose potevano e dovevano essere gestite meglio ma la crisi dell'automotive europeo viene da molto più lontano. Le case europee era da tempo che si erano trasformate in carrozzoni senza identità e senza più idee con auto qualitativamente in caduta da anni prima dell'elettrico e di qualsiasi decisione in merito.
Il punto è che ormai erano diventate delle scatole finanziarie la cui dirigenza era ben poco interessata alla reale costruzione di auto ma soprattutto a realizzare obiettivi finanziari e speculativi.
Perchè con tutti i soldi spesi in sovvenzioni a progetti che stanno fallendo e PNNR, non si è pensato ( imposto? ) ad orientare la logistica delle merci sempre più sul ferro e meno sulla gomma ( proprio com'era 50 anni fa... )?
Perché era roba da fare 40 anni fa... farlo ora richiederebbe sbudellare città per creare hub per il carico/scarico di container e il relativo posizionamento su gomma per "gli ultimi km" cosa che oggi comporterebbe dei problemi politici oltre che economici enormi. Guarda anche solo per la TAV che avrebbe un impatto anche in questa ottica quanti problemi ci sono stati e come a distanza di anni siamo ancora ben lontani da farla funzionare.
In questo modo nel giro di 20 anni avremmo potuto vantare una rete ferroviaria ammodernata e predisposta per il traffico pesante che servirebbe anche alle medie distanze.
20 anni... Scusami, senza offesa, ma non ti rendi conto. Per una cosa del genere servirebbero se tutto va bene almeno 50 anni. E ribadisco che comunque sarebbe difficilissimo realizzare un progetto del genere.
Perchè spendere 10,5 MLD ( costo stimato ) per opere come il tunnel basale del Brennero se poi il più del 78% delle merci ( media europea ) viaggia su gomma?
Per evitare che quel 78% diventi l'88%.
azi_muth
16-05-2026, 12:32
Oppure basta avere un approccio più pragmatico e meno integralista/dirigista!
Concordo che bisogna investire ma bisogna vedere dove e come. Il ban del termico, per come è stato concepito e posto in essere, è una delle decisioni più insensate che si potessero prendere; ed oggi tutti i gruppi industriali europei legati all'automotive e al trasporto su gomma lo stanno urlando in faccia a Timmermans e Von Der " Pippen " Leyen!
Perchè con tutti i soldi spesi in sovvenzioni a progetti che stanno fallendo e PNNR, non si è pensato ( imposto? ) ad orientare la logistica delle merci sempre più sul ferro e meno sulla gomma ( proprio com'era 50 anni fa... )? In questo modo nel giro di 20 anni avremmo potuto vantare una rete ferroviaria ammodernata e predisposta per il traffico pesante che servirebbe anche alle medie distanze. Perchè spendere 10,5 MLD ( costo stimato ) per opere come il tunnel basale del Brennero se poi il più del 78% delle merci ( media europea ) viaggia su gomma? Anche usando carburanti " green " o la trazione elettrica il trasporto su gomma per le lunghe distanze rimane inefficiente considerando i volumi/peso trasportati a Km ed i costi sostenuti.
Ok sai come la penso e hai ragione nel dire che è stato insensato.
Ma il problema a mio avviso qui è un altro ovvero come fai a competere a livello globale se il banco è truccato? Il vero problema qui è pensare che le aziende private europee possano competere con le cinesi, ma anche con le americano che ricevono in modo coordinato pacchi di miliardi per sviluppare interi settori strategici. E proprio il modello di sviluppo che si è inceppato perchè nel commercio globale non si seguono le regole.
I soldi spesi dipendono sempre da un modello di gestione intergovernativa che deve tenere conto delle esigenze e delle strategie di 27 paesi...non siamo una federazione e in queste cose rispetto a quello che fanno gli altri il divario è molto pesante.
azi_muth
16-05-2026, 12:35
Vogliamo scommettere che per quanto l'UE ci investa su LFP e LiPo non si arriverà mai a niente di concreto? E i motivi sono ovvi... valeva la pena investirci 20 anni fa, investirci oggi è come impuntarsi a voler ricreare da zero il motore termico nel mentre il mondo l'ha già perfezionato da 100 anni e punta a trovare alternative nuove.
Quindi ripeto ben venga l'UE e ben vengano le iniziative UE ma dove hanno senso e producono risultati; non in mercati in cui ci facciamo solo del male.
Ma anche se ci avessi investito avresti perso. Perchè non avresti avuto la stessa coerenza e determinazioen della Cina che opera con la coerenza e le risorse di grande stato unico invece che 27 staterelli dove ognuno ha bisogno di ritagliarsi la sua posizione e le sue convenienze.
Siamos empre lì il problema dell'EU è la mancanza di EU, non il centralismo che qualcuno paventa e che fa francamente ridere perchè non esiste.
ma prima di mettere su una fabbrica di un certo livello non fanno dei business plan?
è come pensare di mettere su una fabbrica di scarpe a Vigevano e credere di poter fare concorrenza alle fabbriche in Vietnam
azi_muth
16-05-2026, 13:17
ma prima di mettere su una fabbrica di un certo livello non fanno dei business plan?
è come pensare di mettere su una fabbrica di scarpe a Vigevano e credere di poter fare concorrenza alle fabbriche in Vietnam
Il business plan si basa su molte ipotesi ragionevoli e per arrivare ad un certo livello molte di queste si sono rivelate fondate. Ma evidentemente solo ad un certo punto.
Ok sai come la penso e hai ragione nel dire che è stato insensato.
Ma il problema a mio avviso qui è un altro ovvero come fai a competere a livello globale se il banco è truccato?
Il banco è sempre stato truccato... fin dai tempi dei romani chi poteva si approfittava degli altri e cercava di drogare il mercato e le regole. Trovo semplicemente un atteggiamento ingenuo che si pensi che ci sia chi, avendone la possibilità non truccherebbe ivi compresi USA e UE sia chiaro.
Il vero problema qui è pensare che le aziende private europee possano competere con le cinesi, ma anche con le americano che ricevono in modo coordinato pacchi di miliardi per sviluppare interi settori strategici. E proprio il modello di sviluppo che si è inceppato perchè nel commercio globale non si seguono le regole.
Il problema perdonami ma non è questo. Il problema è che da noi in generale c'è poca voglia e troppa finanza. Un tempo in un mondo che era comunque truccato anche più di come è adesso si creava praticamente dal nulla Ferrari, Maserati e così via. Così come Leonardo non è che sia nata in un mondo in cui si seguono le regole più di adesso.
Semplicemente poi è subentrato un tenore di vita migliore che ha portato ad avere meno intraprendenza a livello imprenditoriale senza contare che più che in passato fare impresa è diventato un problema tecnologico in nazioni come quelle europee che sono restie a certi cambiamenti al punto da esserci movimenti anti-tecnologia.
Il problema in UE è solo parzialmente la mancanza di finanziamenti ma se dovessi sbilanciarmi è soprattutto un problema di stanca generale e di poca voglia oltre che di mezzi e infrastrutture.
I soldi spesi dipendono sempre da un modello di gestione intergovernativa che deve tenere conto delle esigenze e delle strategie di 27 paesi...non siamo una federazione e in queste cose rispetto a quello che fanno gli altri il divario è molto pesante.
Vero, non lo nego ma sono problemi che spesso vengono superati vedi ad esempio sulla ricerca per la fusione. Il problema ripeto non è trovare come finanziare il singolo progetto altrimenti anche la fusione sarebbe ferma al palo. Il problema è voler forzare realtà imprenditoriali che non interessano.
Ma anche se ci avessi investito avresti perso. Perchè non avresti avuto la stessa coerenza e determinazioen della Cina che opera con la coerenza e le risorse di grande stato unico invece che 27 staterelli dove ognuno ha bisogno di ritagliarsi la sua posizione e le sue convenienze.
Siamos empre lì il problema dell'EU è la mancanza di EU, non il centralismo che qualcuno paventa e che fa francamente ridere perchè non esiste.
Oddio ci sta che hai ragione ma questo non possiamo dirlo con certezza. Semplicemente quando era il momento non ci abbiamo creduto.
Concordo sul resto che l'EU ha bisogno di diventare una federazione e avere un vero governo centrale cosa che io mi auguro da anni ma che non so se vivrò abbastanza per vederla. Un'EU veramente unita ribadisco sarebbe la nostra salvezza.
ma prima di mettere su una fabbrica di un certo livello non fanno dei business plan?
è come pensare di mettere su una fabbrica di scarpe a Vigevano e credere di poter fare concorrenza alle fabbriche in Vietnam
I business plan sono da sempre fuffa inutile. Per lavoro ne leggo continuamente e non ce n'è uno e dico uno che sia attendibile. Tutta roba inutile inventata per creare burocrazia e far contento qualche funzionario di banca.
Sia chiaro capisco il concetto che vuoi esprimere ma il business plan è l'ultimo degli strumenti che avrei utilizzato.
stalker92
16-05-2026, 17:39
Se come dici non ha economicamente senso, che soluzioni proponi? No perché se dovesse succedere quello che ad esempio è successo tra cina e giappone, l'europa potrebbe trovarsi dall'oggi al domani senza disponibilità di prodotti/materie prime. Già la recente crisi di gas e petrolio dovrebbe fare da monito, dipendere fortemente da altri paesi per i settori critici è una debolezza enorme.
E comunque non è che in europa non abbiamo le competenze per costruire fonderie di chip, fabbriche di batterie e simili... quello che manca è lo stimolo a investire, vista la concorrenza asiatica, ma le soluzioni si potrebbero trovare.
Se come dici non ha economicamente senso, che soluzioni proponi? No perché se dovesse succedere quello che ad esempio è successo tra cina e giappone, l'europa potrebbe trovarsi dall'oggi al domani senza disponibilità di prodotti/materie prime.
Ipotesi altamente improbabile. La Cina ha tanto bisogno dell'UE quanto l'UE della Cina. La bilancia è comunque a nostro favore quindi noi esportiamo più di quello che importiamo e se la Cina tagliasse i commerci con l'Europa per loro sarebbe un collasso economico enorme e infatti al di là di minacce anche verso gli USA non arrivano mai a chiudere totalmente perché sanno che sarebbe più la rimessa del guadagno.
Già la recente crisi di gas e petrolio dovrebbe fare da monito, dipendere fortemente da altri paesi per i settori critici è una debolezza enorme.
Eh ma non è che esistono soluzioni semplici a questo eh... anche se facessimo le batterie in casa comunque dipenderemmo da nazioni estere per le materie prime.
Ad oggi nessuna nazione è totalmente autonoma nemmeno gli USA.
E comunque non è che in europa non abbiamo le competenze per costruire fonderie di chip, fabbriche di batterie e simili... quello che manca è lo stimolo a investire, vista la concorrenza asiatica, ma le soluzioni si potrebbero trovare.
In realtà non è così semplice... ci mancano brevetti, ci manca personale specializzato ecc... ecc... poi certo potremmo mettere su delle fabbriche è ovvio ma avrebbe dei costi mostruosi e ti rimangono i problemi storici di costi del personale, burocrazia, spese insostenibili, costo dell'energia ecc... ecc...
AlexSwitch
17-05-2026, 08:16
Ok sai come la penso e hai ragione nel dire che è stato insensato.
Ma il problema a mio avviso qui è un altro ovvero come fai a competere a livello globale se il banco è truccato? Il vero problema qui è pensare che le aziende private europee possano competere con le cinesi, ma anche con le americano che ricevono in modo coordinato pacchi di miliardi per sviluppare interi settori strategici. E proprio il modello di sviluppo che si è inceppato perchè nel commercio globale non si seguono le regole.
I soldi spesi dipendono sempre da un modello di gestione intergovernativa che deve tenere conto delle esigenze e delle strategie di 27 paesi...non siamo una federazione e in queste cose rispetto a quello che fanno gli altri il divario è molto pesante.
Puoi competere con il modello capitalista/economico " alla cinese " prendendo decisioni sensate a livello di finanziamenti europei usando, scusatemi se mi ripeto, pragmatismo e agendo da attore globale unico. Per farlo, soprattutto da ciò che è emerso dal bilaterale Cina-USA di questa settimana, ovvero un nuovo ordine mondiale tra USA e RPC, bisogna superare definitamente le storture dell'UE in campo economico/finanziario. Deve essere centralizzata la gestione e la creazione del debito pubblico, ci deve essere un regime fiscale unico, ed una gestione di spesa unica per quanto riguarda la difesa, l'energia, servizi fondamentali. Insomma dobbiamo superare, come hai giustamente lasciato intendere, questa situazione di unione monetaria e legislativa su alcune materie; bisogna diventare una federazione!
AlexSwitch
17-05-2026, 08:36
Se come dici non ha economicamente senso, che soluzioni proponi? No perché se dovesse succedere quello che ad esempio è successo tra cina e giappone, l'europa potrebbe trovarsi dall'oggi al domani senza disponibilità di prodotti/materie prime. Già la recente crisi di gas e petrolio dovrebbe fare da monito, dipendere fortemente da altri paesi per i settori critici è una debolezza enorme.
E comunque non è che in europa non abbiamo le competenze per costruire fonderie di chip, fabbriche di batterie e simili... quello che manca è lo stimolo a investire, vista la concorrenza asiatica, ma le soluzioni si potrebbero trovare.
Come ha giustamente scritto Darkon impiantare e sviluppare una industria di semiconduttori avanzati non è affatto una cosa " semplice " come sviluppare un altro settore industriale ed economico.
Sebbene l'Europa è stata una delle culle dell'industria dei chip, ARM è nata in UK ed abbiamo avuto realtà come Olivetti ( sigh ), è sempre mancata nei decenni la volontà politica e di investimento di capitali adeguati per avere un comparto industriale degno di questo nome. Cosa che è invece accaduta nella Silicon Valley da metà degli '50 in poi. In 70 anni di industria, ricerca e sviluppo di tecnologie hardware e software gli USA possono vantare un know how, un mare di brevetti e di un sistema finanziario a supporto che neanche Cina, Taiwan, Corea e Giappone ( i maggiori player di settore dopo gli USA ) possono solamente immaginare.
In Europa abbiamo preferito importare tecnologia piuttosto che produrla ed ora è semplicemente troppo tardi per recuperare; basta vedere cosa ha comportato per Intel un ritardo nello sviluppo nei nodi avanzati in termini di costi e di competitività oppure cosa sta costando alla Cina lo sviluppo in casa di CPU e GPU ( sempre su architettura americana ) paragonabili a quelle occidentali in termini di efficienza e prestazioni.
L'industria dei semiconduttori è un treno che l'Europa ha perso decenni fa e che sostanzialmente non passerà più.
azi_muth
17-05-2026, 11:04
Puoi competere con il modello capitalista/economico " alla cinese " prendendo decisioni sensate a livello di finanziamenti europei usando, scusatemi se mi ripeto, pragmatismo e agendo da attore globale unico. Per farlo, soprattutto da ciò che è emerso dal bilaterale Cina-USA di questa settimana, ovvero un nuovo ordine mondiale tra USA e RPC, bisogna superare definitamente le storture dell'UE in campo economico/finanziario. Deve essere centralizzata la gestione e la creazione del debito pubblico, ci deve essere un regime fiscale unico, ed una gestione di spesa unica per quanto riguarda la difesa, l'energia, servizi fondamentali. Insomma dobbiamo superare, come hai giustamente lasciato intendere, questa situazione di unione monetaria e legislativa su alcune materie; bisogna diventare una federazione!
E quindi significa una più stretta unione politica, ma stiamo andando al contrario con le varie tendenze sovraniste, populiste che hanno come punto comune uno stupido anti europeismo è da masochisti.
azi_muth
17-05-2026, 11:29
Il banco è sempre stato truccato... fin dai tempi dei romani chi poteva si approfittava degli altri e cercava di drogare il mercato e le regole. Trovo semplicemente un atteggiamento ingenuo che si pensi che ci sia chi, avendone la possibilità non truccherebbe ivi compresi USA e UE sia chiaro.
Non è stupido, perchè nessuno è fesso. Arrivi a un punto in cui poi ci si chiude in logiche che restringono i mercati.
Esattamente come sta avvenendo ora.
Il problema perdonami ma non è questo. Il problema è che da noi in generale c'è poca voglia e troppa finanza. Un tempo in un mondo che era comunque truccato anche più di come è adesso si creava praticamente dal nulla Ferrari, Maserati e così via. Così come Leonardo non è che sia nata in un mondo in cui si seguono le regole più di adesso.
Semplicemente poi è subentrato un tenore di vita migliore che ha portato ad avere meno intraprendenza a livello imprenditoriale senza contare che più che in passato fare impresa è diventato un problema tecnologico in nazioni come quelle europee che sono restie a certi cambiamenti al punto da esserci movimenti anti-tecnologia.
Il problema in UE è solo parzialmente la mancanza di finanziamenti ma se dovessi sbilanciarmi è soprattutto un problema di stanca generale e di poca voglia oltre che di mezzi e infrastrutture.
Il mondo del primo novecento non era globalizzato come quello attuale.
Ti sviluppavi su mercati locali ed era sufficiente.
Ora hai una competizione a livello globale e devi saper competere a livello globale, ma se il tavolo è truccato e non hai la forza di ribltarlo lo subisci.
Non ti puoi aspettare che aziende private di mettano in campo miliardi a fondo perduto per anni per competere a livello globale in ricerca, nel creare filiere exnovo o per coordinarle. Lo fanno i governi, con soldi pubblici ed è quello che ha fattola Cina con l'elettrico.
Continuare a leggere tutto attraverso la lente della “finanza cattiva” o degli “imprenditori cattivi” è una semplificazione ideologica che in Italia ha radici profonde, tra cultura cattolica e tradizione comunista. Ma è una visione moralistica, non analitica, e soprattutto lontana dalla realtà.
Il capitale non ha una morale: segue gli incentivi. I soldi vanno dove si fanno i soldi. Se un sistema economico non è più competitivo — perché energia, regole, infrastrutture o politiche industriali lo penalizzano — è naturale che il capitale si sposti dove le condizioni sono migliori. Non è un’anomalia, è il funzionamento normale dell’economia.
È un fenomeno già visto nella storia. Basta pensare a Venezia: quando cambiarono le rotte e gli equilibri economici globali, il suo sistema perse centralità e il capitale si spostò altrove. Da mercati molti diventarono proprietari terrieri.
Non per mancanza di capacità o volontà, ma perché erano cambiate le condizioni strutturali.
Vero, non lo nego ma sono problemi che spesso vengono superati vedi ad esempio sulla ricerca per la fusione. Il problema ripeto non è trovare come finanziare il singolo progetto altrimenti anche la fusione sarebbe ferma al palo. Il problema è voler forzare realtà imprenditoriali che non interessano.
E daje con questa visione farlocca. Non sono cose che fai con gli imprenditori, ti servè volontà politica stabile per finanziare e dare idirizzo a progetti di ricerca lungo periodo o di sviluppo di filiere.
Oddio ci sta che hai ragione ma questo non possiamo dirlo con certezza. Semplicemente quando era il momento non ci abbiamo creduto.
Ma CHIci doveva credere?
azi_muth
17-05-2026, 11:35
L'industria dei semiconduttori è un treno che l'Europa ha perso decenni fa e che sostanzialmente non passerà più.
L'industria dei semiconduttori ha applicazioni diverse e non è detto che tutte siano strategiche.
In un modno dove anche gli amici diventano nemici purtroppo bisogna anche ragionare in termini di autosufficienza e alla fine dipende tutto da quanto vuoi spenderci.
E' qualcosa che potrebbe non avere senso economico, ma strategico.
Alla fine la Cina è partita da zero in molti campi e ha raggiunto l'occidente investendo montagne di soldi, tempo e volontà politica.
AlexSwitch
17-05-2026, 11:45
E quindi significa una più stretta unione politica, ma stiamo andando al contrario con le varie tendenze sovraniste, populiste che hanno come punto comune uno stupido anti europeismo è da masochisti.
Il sovranismo, in tutte le sue forme e gradi, lo si sconfigge facendo politiche europee sensate in particolare sul debito e sulla spesa. La strategia è quella di levare la base di appoggio a chi ragiona con schemi mentali vecchi e con tutti gli occhi e le orecchie tappati! Il mondo è cambiato e l'Europa è stata messa da parte con il rischio di diventare ancora di più terra di conquista e di colonizzazione economica.
Quindi si, ci vuole una vera unione di Stati e politica, realista e pragmatica come USA e Cina, che sappia ritagliarsi la sua sfera d'influenza a livello globale.
AlexSwitch
17-05-2026, 11:55
L'industria dei semiconduttori ha applicazioni diverse e non è detto che tutte siano strategiche.
In un modno dove anche gli amici diventano nemici purtroppo bisogna anche ragionare in termini di autosufficienza e alla fine dipende tutto da quanto vuoi spenderci.
E' qualcosa che potrebbe non avere senso economico, ma strategico.
Alla fine la Cina è partita da zero in molti campi e ha raggiunto l'occidente investendo montagne di soldi, tempo e volontà politica.
Concettualmente e teoricamente hai ragione ma la realtà purtroppo è ben diversa. Nel breve e medio periodo l'autosufficienza europea del silicio è solamente una chimera o uno slogan d'intenti. Oramai il mercato globale è dominato da entità " straniere " e l'UE non è la Cina che può imporre decisioni direttamente ai consumatori ed ai produttori.
Piuttosto dovremmo iniziare a sfruttare i pochi appigli che ci sono rimasti per renderci necessari ( qualcuno a pensato ad ASML per esempio? ) all'industria del silicio nei settori chiave come la litografia e il packaging. Fare ricerca su nuovi materiali e brevettarli. Qui, giustamente, bisogna investirci tanto in risorse, ma tanto!
azi_muth
17-05-2026, 11:56
Il sovranismo, in tutte le sue forme e gradi, lo si sconfigge facendo politiche europee sensate in particolare sul debito e sulla spesa. La strategia è quella di levare la base di appoggio a chi ragiona con schemi mentali vecchi e con tutti gli occhi e le orecchie tappati! Il mondo è cambiato e l'Europa è stata messa da parte con il rischio di diventare ancora di più terra di conquista e di colonizzazione economica.
Quindi si, ci vuole una vera unione di Stati e politica, realista e pragmatica come USA e Cina, che sappia ritagliarsi la sua sfera d'influenza a livello globale.
Le politiche sensate presuppongono un robusto indirizzo politico, che non ceda a logiche ristrette a livello nazionale, quindi serve una trasformazione delle istituzioni europee verso una maggiore integrazione, a cominciare dall'abolizione del diritto di veto.
Ma il capitale politico necessario viene continuamente eroso dal sovranismo da quattro soldi che alla fine fa il gioco delle grandi potenze e spesso e proprio finanziato da loro...
E' un cane che si morde la coda.
azi_muth
17-05-2026, 12:02
Concettualmente e teoricamente hai ragione ma la realtà purtroppo è ben diversa. Nel breve e medio periodo l'autosufficienza europea del silicio è solamente una chimera o uno slogan d'intenti. Oramai il mercato globale è dominato da entità " straniere " e l'UE non è la Cina che può imporre decisioni direttamente ai consumatori ed ai produttori.
Piuttosto dovremmo iniziare a sfruttare i pochi appigli che ci sono rimasti per renderci necessari ( qualcuno a pensato ad ASML per esempio? ) all'industria del silicio nei settori chiave come la litografia e il packaging. Fare ricerca su nuovi materiali e brevettarli. Qui, giustamente, bisogna investirci tanto in risorse, ma tanto!
Il mondo non resta fermo. Il mercato puo' essere chiuso oggi, ma non è detto che rimanga così perchè comunque si basa su ricerca e innovazione.
Ma torniamo da capo serve una direzione politica certa e stabile che possa pompare miliardi a fondo perduto per anni. Forse decenni.
Non si puo' pensare di caricare questo sforzo esclusivamente sulle imprese private, semplicemente non sono lo strumento adatto per creare nuove filiere, specialmente con le dimensioni che hanno in Europa.
AlexSwitch
17-05-2026, 12:04
Ma le politiche sensate presuppongono un robusto indirizzo politico, che non ceda a logiche ristrette a livello nazionale, quindi serve una trasformazione delle istituzioni europee verso una maggiore integrazione, a cominciare dall'abolizione del diritto di veto.
Ma il capitale politico necessario viene continuamente eroso dal sovranismo da quattro soldi che alla fine fa il gioco delle grandi potenze e spesso e proprio finanziato da loro...
E' un cane che si morde la coda.
Si può far smettere al cane di mordersi la coda convincendo Paesi come Germania e Francia che il debito comune non può essere più un tabù e a cedere parte delle rispettive sovranità a Bruxelles. A parte i personagetti alla Orban o al nostro Salvini che si parlano addosso senza andare oltre il proprio naso come visione, sono proprio le due ( ex ) locomotive europee ad aver fatto resistenza su decisioni strategiche di unificazione.
AlexSwitch
17-05-2026, 12:12
Il mondo non resta fermo. Il mercato puo' essere chiuso oggi, ma non è detto che rimanga così perchè comunque si basa su ricerca e innovazione.
Ma torniamo da capo serve una direzione politica certa e stabile che possa pompare miliardi a fondo perduto per anni. Forse decenni.
Non si puo' pensare di caricare questo sforzo esclusivamente sulle imprese private, semplicemente non sono lo strumento adatto per creare nuove filiere, specialmente con le dimensioni che hanno in Europa.
Ovvio, mio caro, ma siamo noi ad essere fermi piantati a terra mentre già sono stati pianificati e posti in essere investimenti da trilioni di USD. Il divario è praticamente incolmabile, senza contare poi tutto il contorno di cui un comparto industriale come quello del silicio ha bisogno.
Investimenti pubblici? Si certamente ma, mia opinione, da investire dove l'Europa può emergere ed affermarsi, partendo soprattutto dalla formazione accademica e tecnica.
azi_muth
17-05-2026, 14:12
Ovvio, mio caro, ma siamo noi ad essere fermi piantati a terra mentre già sono stati pianificati e posti in essere investimenti da trilioni di USD. Il divario è praticamente incolmabile, senza contare poi tutto il contorno di cui un comparto industriale come quello del silicio ha bisogno.
Investimenti pubblici? Si certamente ma, mia opinione, da investire dove l'Europa può emergere ed affermarsi, partendo soprattutto dalla formazione accademica e tecnica.
Giusto investire nell'ambito della formazione, della ricerca e dell'ambito tecnico. Ma non è solo un problema di soldi ma di indirizzi ed obiettivi di politica economica unitari. E' una cosa che non si riesce a fare nemmeno in ambito di difesa per le politiche che guardano ai giardinetti nazionali. I soldi ci sono ma ognuno punta al suo campioncino...che però a livello globale è player piccolo che non puo' giocare le partite dei grandi.
Il mondo del primo novecento non era globalizzato come quello attuale.
Ti sviluppavi su mercati locali ed era sufficiente.
Ora hai una competizione a livello globale e devi saper competere a livello globale, ma se il tavolo è truccato e non hai la forza di ribltarlo lo subisci.
ma manco arrivi a scontrarti col tavolo truccato... ma ti rendi conto che la situazione in Italia è semplicemente ridicola con la stragrande maggioranza dell'imprenditoria che lavora con l'ottica delle ditte individuali e delle società di persone?! Roba ridicola a dir poco.
Vogliamo poi parlare di bilanci? Di come le ditte vengono effettivamente gestite? Di ricerca e sviluppo o di innovazione?
Il problema non è il banco truccato del mercato globale è che il 99% dell'imprenditoria al mercato globale nemmeno ci arriva a giocarci una mano quindi che sia truccato o no non gli cambia niente.
Non ti puoi aspettare che aziende private di mettano in campo miliardi a fondo perduto per anni per competere a livello globale in ricerca, nel creare filiere exnovo o per coordinarle. Lo fanno i governi, con soldi pubblici ed è quello che ha fattola Cina con l'elettrico.
Certo ma lo fai quando è il momento giusto. Farlo adesso su una tecnologia come le batterie sarebbe semplicemente suicida e non decolleresti mai.
A questo punto ribadisco meglio salvare quei miliardi per altre filiere o per nuove tecnologie. Non li butterei in un progetto dove le chances di sfondare sono bassissime e rischi di bruciare tutto per niente.
Continuare a leggere tutto attraverso la lente della “finanza cattiva” o degli “imprenditori cattivi” è una semplificazione ideologica che in Italia ha radici profonde, tra cultura cattolica e tradizione comunista. Ma è una visione moralistica, non analitica, e soprattutto lontana dalla realtà.
Veramente penso che non c'entri nulla la mia narrazione a parlare sono i dati. Tanto per darti un'idea se domani facessimo una legge che obbligasse alla chiusura tutte le aziende con patrimonio netto negativo in Italia ci sarebbe un'ecatombe e questi sono numeri eh... nessuna interpretazione personale.
Vogliamo parlare del DSCR medio che esprimono le aziende italiane? Oppure scegli te un indice che ritieni significativo...
L'Italia ha buoni indici praticamente solo sulla liquidità perché le nostre aziende tendono a incassare e lasciare i soldi o in tasca all'imprenditore o sui conti aziendali fermi. Per fare un esempio è come se Bezos quando Amazon ha iniziato a ingranare invece che reinvestire avesse iniziato a fare operazioni tipo "prelevamento soci", creato un patrimonio netto negativo per pagare meno tasse possibili e smesso di investire in innovazione e sviluppo aziendale.
Ripeto tutte cose che puoi e ti invito a verificare senza credere a una parola di quello che scrivo.
Il capitale non ha una morale: segue gli incentivi. I soldi vanno dove si fanno i soldi. Se un sistema economico non è più competitivo — perché energia, regole, infrastrutture o politiche industriali lo penalizzano — è naturale che il capitale si sposti dove le condizioni sono migliori. Non è un’anomalia, è il funzionamento normale dell’economia.
Quindi hai già un dato oggettivo e inconfutabile che certe produzioni da noi non saranno mai vantaggiose.
È un fenomeno già visto nella storia. Basta pensare a Venezia: quando cambiarono le rotte e gli equilibri economici globali, il suo sistema perse centralità e il capitale si spostò altrove. Da mercati molti diventarono proprietari terrieri.
Non per mancanza di capacità o volontà, ma perché erano cambiate le condizioni strutturali.
Certo... ma è metà della storia. A Venezia quando cambiò gli equilibri c'è chi si adattò e rimane ricco magari facendo altro tipo di business vendendo le navi e comprando terra o spostando le navi altrove e chi invece non fu capace di adattarsi e perse tutto.
E daje con questa visione farlocca. Non sono cose che fai con gli imprenditori, ti servè volontà politica stabile per finanziare e dare idirizzo a progetti di ricerca lungo periodo o di sviluppo di filiere.
Allora si discute del nulla:
Volontà politica? Non pervenuta.
Stabilità politica? Non pervenuta.
Indirizzi di lungo termine? A meno di considerare il ban 2035 un indirizzo di lungo termine anche qua non pervenuti.
Filiere? Qua ci sarebbe veramente da mettersi a ridere per la scarsa lungimiranza e il pressappochismo.
Ma CHIci doveva credere?
Noi... perché è inutile sperare che il politico creda in progetti futuri quando al cittadino non frega una ceppa, non è informato o peggio è perfino ostile alle nuove tecnologie e al mondo che cambia quindi i primi che dovevano crederci decenni fa eravamo noi.
E ti dirò di più oggi siamo nuovamente noi a dover credere in una UE unita con un unico governo centrale perché se non ci crediamo oggi anzi era meglio ieri non ci sarà mai la volontà politica di farla davvero e quando si renderà talmente necessaria da non poterne fare a meno per forza sarà tardi e anche quel treno sarà belle e passato.
azi_muth
17-05-2026, 16:07
ma manco arrivi a scontrarti col tavolo truccato... ma ti rendi conto che la situazione in Italia è semplicemente ridicola con la stragrande maggioranza dell'imprenditoria che lavora con l'ottica delle ditte individuali e delle società di persone?! Roba ridicola a dir poco.
Vogliamo poi parlare di bilanci? Di come le ditte vengono effettivamente gestite? Di ricerca e sviluppo o di innovazione?
Il problema non è il banco truccato del mercato globale è che il 99% dell'imprenditoria al mercato globale nemmeno ci arriva a giocarci una mano quindi che sia truccato o no non gli cambia niente.
Non stiamo parlando del tipo di aziende a cui sei abituato.
Il pizzicagnolo a cui fai i finanziamenti non era considerato...
:D :D :D :D
Certo ma lo fai quando è il momento giusto. Farlo adesso su una tecnologia come le batterie sarebbe semplicemente suicida e non decolleresti mai.
A questo punto ribadisco meglio salvare quei miliardi per altre filiere o per nuove tecnologie. Non li butterei in un progetto dove le chances di sfondare sono bassissime e rischi di bruciare tutto per niente.
Beh dipende se ritieni si aun settore strategico da cui dipendi e da cui per ragioni geopolitiche potresti essere tagliato fuori.
In tal caso o il conto lo paghi adesso oppure dopo....
Veramente penso che non c'entri nulla la mia narrazione a parlare sono i dati. Tanto per darti un'idea se domani facessimo una legge che obbligasse alla chiusura tutte le aziende con patrimonio netto negativo in Italia ci sarebbe un'ecatombe e questi sono numeri eh... nessuna interpretazione personale.
Vogliamo parlare del DSCR medio che esprimono le aziende italiane? Oppure scegli te un indice che ritieni significativo...
L'Italia ha buoni indici praticamente solo sulla liquidità perché le nostre aziende tendono a incassare e lasciare i soldi o in tasca all'imprenditore o sui conti aziendali fermi. Per fare un esempio è come se Bezos quando Amazon ha iniziato a ingranare invece che reinvestire avesse iniziato a fare operazioni tipo "prelevamento soci", creato un patrimonio netto negativo per pagare meno tasse possibili e smesso di investire in innovazione e sviluppo aziendale.
Ripeto tutte cose che puoi e ti invito a verificare senza credere a una parola di quello che scrivo.
Sempre tipende da una narrazione moralistica comunistoide o cattolica.
Se sei a questo punto è perchè l'ambiente non è favorevole alle imprese ed è difficle essere competitivi.
E non è favorevole sopratutto per certe mentalità.
Quindi hai già un dato oggettivo e inconfutabile che certe produzioni da noi non saranno mai vantaggiose.
Crea le condizioni e torneranno competitive. Non è scritto sulla pietra.
Certo... ma è metà della storia. A Venezia quando cambiò gli equilibri c'è chi si adattò e rimane ricco magari facendo altro tipo di business vendendo le navi e comprando terra o spostando le navi altrove e chi invece non fu capace di adattarsi e perse tutto.
Infatti ma la potenza di Venezia andò a tramontare a causa di variate condizioni...
Allora si discute del nulla:
Volontà politica? Non pervenuta.
Stabilità politica? Non pervenuta.
Indirizzi di lungo termine? A meno di considerare il ban 2035 un indirizzo di lungo termine anche qua non pervenuti.
Filiere? Qua ci sarebbe veramente da mettersi a ridere per la scarsa lungimiranza e il pressappochismo.
Non cambia una virgola quanto detto.
Non puoi pensare di addossare tutto alle imprese e poi lamentarti quando queste fanno altro se le condizioni non ci sono.
Noi... perché è inutile sperare che il politico creda in progetti futuri quando al cittadino non frega una ceppa, non è informato o peggio è perfino ostile alle nuove tecnologie e al mondo che cambia quindi i primi che dovevano crederci decenni fa eravamo noi.
E ti dirò di più oggi siamo nuovamente noi a dover credere in una UE unita con un unico governo centrale perché se non ci crediamo oggi anzi era meglio ieri non ci sarà mai la volontà politica di farla davvero e quando si renderà talmente necessaria da non poterne fare a meno per forza sarà tardi e anche quel treno sarà belle e passato.
"Noi" non esiste se non tradotto in azione politica.
Quindi inutile di nuovo pensare che imprese private possano competere con lo stato cinese e accusarle di aver dormito.
Non stiamo parlando del tipo di aziende a cui sei abituato.
Il pizzicagnolo a cui fai i finanziamenti non era considerato...
:D :D :D :D
Non è che brilliamo quanto a realtà internazionali eh... si contano su due mani.
Beh dipende se ritieni si aun settore strategico da cui dipendi e da cui per ragioni geopolitiche potresti essere tagliato fuori.
In tal caso o il conto lo paghi adesso oppure dopo....
Sono 80 anni che dipendiamo dagli altri per il petrolio, per l'energia elettrica (sia pure paesi EU ma sempre dipendenza è), per l'elettronica. Impuntarsi sulle batterie mi sembra solo volersi far male su qualcosa che non è nemmeno certo che sarà così strategico e rilevante. A questo punto sarebbe più importante raggiungere l'indipendenza su elettronica, software e settori energetici (produzione più che stoccaggio).
Sempre tipende da una narrazione moralistica comunistoide o cattolica.
Se sei a questo punto è perchè l'ambiente non è favorevole alle imprese ed è difficle essere competitivi.
E non è favorevole sopratutto per certe mentalità.
Mah sarà... scusa se lo dico lo sai che apprezzo le tue opinioni ma qua mi sembra un po' uno scarica barile che da la colpa agli altri. Per me è che in generale all'italiano medio così come all'imprenditore italiano medio non interessa quasi mai arrivare oltre un certo livello. Da noi molti puntano a fare l'imprenditore non per chissà che motivi ma per arrivare a un tenore di vita comodo... una volta arrivato a una ricchezza discreta da noi si perde slancio e a molti anche avendone la possibilità non vogliono andare oltre.
Sarà colpa del comunismo che praticamente è sparito da decenni che ti devo dire.
Crea le condizioni e torneranno competitive. Non è scritto sulla pietra.
Serve solo una rivoluzione e riscrivere l'UE da zero... facile.
Non cambia una virgola quanto detto.
Non puoi pensare di addossare tutto alle imprese e poi lamentarti quando queste fanno altro se le condizioni non ci sono.
E allora prendiamo atto che le condizioni non ci saranno mai e non sprechiamo soldi cercando di forzare situazioni impossibili.
"Noi" non esiste se non tradotto in azione politica.
Quindi inutile di nuovo pensare che imprese private possano competere con lo stato cinese e accusarle di aver dormito.
E infatti non ho grandi speranze... l'EU camperà in quanto parco giochi turistico del mondo. Nello scenario geopolitico saremo sempre più irrilevanti e la stessa cosa avverrà per il comparto industriale.
azi_muth
17-05-2026, 19:39
Non è che brilliamo quanto a realtà internazionali eh... si contano su due mani.
Sono 80 anni che dipendiamo dagli altri per il petrolio, per l'energia elettrica (sia pure paesi EU ma sempre dipendenza è), per l'elettronica. Impuntarsi sulle batterie mi sembra solo volersi far male su qualcosa che non è nemmeno certo che sarà così strategico e rilevante. A questo punto sarebbe più importante raggiungere l'indipendenza su elettronica, software e settori energetici (produzione più che stoccaggio).
Mah sarà... scusa se lo dico lo sai che apprezzo le tue opinioni ma qua mi sembra un po' uno scarica barile che da la colpa agli altri. Per me è che in generale all'italiano medio così come all'imprenditore italiano medio non interessa quasi mai arrivare oltre un certo livello. Da noi molti puntano a fare l'imprenditore non per chissà che motivi ma per arrivare a un tenore di vita comodo... una volta arrivato a una ricchezza discreta da noi si perde slancio e a molti anche avendone la possibilità non vogliono andare oltre.
Sarà colpa del comunismo che praticamente è sparito da decenni che ti devo dire.
Serve solo una rivoluzione e riscrivere l'UE da zero... facile.
E allora prendiamo atto che le condizioni non ci saranno mai e non sprechiamo soldi cercando di forzare situazioni impossibili.
E infatti non ho grandi speranze... l'EU camperà in quanto parco giochi turistico del mondo. Nello scenario geopolitico saremo sempre più irrilevanti e la stessa cosa avverrà per il comparto industriale.
1) Il nanismo delle imprese italiane è un'altro problema che dipende dal sistema, ma invece di capire cosa non va, e c'è una letteratura amplissima ma trascurata, chi ha il tuo approccio ideologico dice che gli imprendiotri sono brutti e cattivi.
2) La dipendenza rispetto alcune materie è una valutazione politico strategica in certi periodi storici conviene in altri no. In altri casi non hai proprio scelta. Visto che si va verso l'elettrificazione, che ha margini più ampi di indipendeza strategica del petrolio per come viene prodotta, le batterie sono strategiche c'è poco da fare sia quelle di questa generazione che le prossome
3) No scusa la solita fuffa ideologica della sinistra di chi nella vita non ha mai provato a fare impresa.
E tu da quello che scrivi hai fatto sempre il dipendente. Altrimenti certe bojate non le scriveresti
4) Il problema è prima italiano che europeo. L'Italia non è il paese migliore in Europa per fare impresa.
5) 6) Altra dimostrazione della sostanziale mentalità da anziano invecchiato male che fa tanto male a questo paese.
Tu ti lamenti che gli altri siano adagati ma caro mio se la pensi mediamente così sei pronto a dare da mangiare ai piccioni nel parco...
1) Il nanismo delle imprese italiane è un'altro problema che dipende dal sistema, ma invece di capire cosa non va, e c'è una letteratura amplissima ma trascurata, chi ha il tuo approccio ideologico dice che gli imprendiotri sono brutti e cattivi.
2) La dipendenza rispetto alcune materie è una valutazione politico strategica in certi periodi storici conviene in altri no. In altri casi non hai proprio scelta. Visto che si va verso l'elettrificazione, che ha margini più ampi di indipendeza strategica del petrolio per come viene prodotta, le batterie sono strategiche c'è poco da fare sia quelle di questa generazione che le prossome
3) No scusa la solita fuffa ideologica della sinistra di chi nella vita non ha mai provato a fare impresa.
E tu da quello che scrivi hai fatto sempre il dipendente. Altrimenti certe bojate non le scriveresti
4) Il problema è prima italiano che europeo. L'Italia non è il paese migliore in Europa per fare impresa.
5) 6) Altra dimostrazione della sostanziale mentalità da anziano invecchiato male che fa tanto male a questo paese.
Tu ti lamenti che gli altri siano adagati ma caro mio se la pensi mediamente così sei pronto a dare da mangiare ai piccioni nel parco...
1) E con questo si danno le ennesime giustificazioni, si rimanda il problema ed è sempre colpa di qualcun altro. Amplissima letteratura che non produce alcun risultato tra l'altro quindi totalmente inutile. Insomma morale della favola non cambierà niente ma la colpa facciamo che è delle stelle e con ciò tutti amici.
2) Concordo ma rimane il problema che esattamente come per il petrolio anche se per motivi diversi non abbiamo alcuna scelta e non c'è speranza di produrle a casa. Poi sarei ben felice di ricredermi ma ad oggi ogni tentativo fatto in tal senso ha bruciato miliardi senza produrre nemmeno poco proprio NULLA.
3) E infatti vedo i grandi risultati della destra invece... ma per piacere fa ridere nel 2026 ancora fare discorsi su destra e sinistra, su comunismo o capitalismo. Il mondo viaggia su ben altri binari e se ne frega delle ideologie. Io guardo ai risultati e non a questa o quella filosofia e i risultati sono che l'Europa a parte troppe poche eccezioni non sta producendo alcuna megacorp di livello mondiale e anzi rischia di perdere quelle che aveva. L'Italia poi riesce a performare ancora peggio degli altri. Buttarla in politica dicendo che la colpa è della destra o della sinistra è l'ennesimo sistema per cercare colpe invece che soluzioni e nel frattempo chi come me guarda ai risultati sposta i capitali altrove.
4) L'Italia è un paese come un altro per fare impresa. In Francia o Germania fare impresa non è poi così radicalmente diverso. Esistono differenze ovviamente ma sono tutto sommato relative. Infatti non è che il resto d'Europa sia messo così bene o che rispetto all'Italia esprimano chissà quali incredibili traguardi. Semmai la vera differenza la vedi con buona parte del mondo asiatico per i meccanismi che hanno sulle start up tecnologiche e gli USA per il meccanismo di finanziamento delle aziende. Sistemi non privi dei loro problemi sia chiaro ma più funzionali del nostro che ha un ricorso spropositato al credito bancario e in cui una startup che fallisce è considerata una macchia indelebile sulla persona.
5) e 6) (non ho capito perché qua hai messo due numeri ma vabbè) Fino a prova contraria io attualmente faccio 3 diverse professioni: il mio lavoro principale da dipendente, il consulente fiscale e ho la mia società immobiliare. Francamente mi pare di fare abbastanza. Te quante cose fai e quanto tempo hai per i piccioni?
azi_muth
18-05-2026, 11:20
1) E questo significa avere i paraocchi ideologici.
Analizzare un fenomeno per trovare le cause significa cercare giustificazioni?
Si parla di limitazioni del sistema a cui non si da risposta da decenni. Il fatto che a te NON PIACCIA SENTIRNE PARLARE non lo rende meno vere. E' esattamente il comportamento ideologico di cui parlavo.
2) Prima ne dovresti bruciare almeno quanto hanno fatto i cinesi negli ultimi trent'anni. I piani industriali possono prendere queste forme.
3) Il mondo è risultato di visioni politiche anche se le grandi ideologie sono morte. E questo che tu lo voglia o no. In quello che scrivi si vede una certa provenienza "culturale". Cmq approcci negativi all'impresa non mancano nemmeno a destra visto che in Italia non è mai esistita una vera destra liberale...
4) Quante imprese hai aperto in Europa e nel mondo? Con quanti imprenditori italiani che operano anche all'estero hai mai parlato?
In qualsiasi classifica siamo tra le posizioni più elevate per complessità di fare impresa: competitività del sistema fiscale, burocrazia lenta e asfissiante, instabilità normativa, giustizia lenta inefficiente, costi energetici elevati etc.
E poi c'è gente come te che dice l'Italia è un paese come un'altro.
E' proprio il tipo di paraocchi che poi non permette a questo paese di progredire....
5) 6) E quindi? Se le fai tutte con l'atteggiamento passivo che dimostri è meglio che vai in pensione...
1) E questo significa avere i paraocchi ideologici.
Analizzare un fenomeno per trovare le cause significa cercare giustificazioni?
Si parla di limitazioni del sistema a cui non si da risposta da decenni. Il fatto che a te NON PIACCIA SENTIRNE PARLARE non lo rende meno vere. E' esattamente il comportamento ideologico di cui parlavo.
2) Prima ne dovresti bruciare almeno quanto hanno fatto i cinesi negli ultimi trent'anni. I piani industriali possono prendere queste forme.
3) Il mondo è risultato di visioni politiche anche se le grandi ideologie sono morte. E questo che tu lo voglia o no. In quello che scrivi si vede una certa provenienza "culturale". Cmq approcci negativi all'impresa non mancano nemmeno a destra visto che in Italia non è mai esistita una vera destra liberale...
4) Quante imprese hai aperto in Europa e nel mondo? Con quanti imprenditori italiani che operano anche all'estero hai mai parlato?
In qualsiasi classifica siamo tra le posizioni più elevate per complessità di fare impresa: competitività del sistema fiscale, burocrazia lenta e asfissiante, instabilità normativa, giustizia lenta inefficiente, costi energetici elevati etc.
E poi c'è gente come te che dice l'Italia è un paese come un'altro.
E' proprio il tipo di paraocchi che poi non permette a questo paese di progredire....
5) 6) E quindi? Se le fai tutte con l'atteggiamento passivo che dimostri è meglio che vai in pensione...
1) Se l'analisi è fine a se stessa, non utile a creare soluzioni ma solo a scrivere letteratura che poi rimane su carta francamente ritengo che sì, sia inutile. Sarebbe come se un medico di fronte a un malato dicesse che ha studiato la malattia, ha capito come operarlo per salvargli la vita, ci ha scritto su un articolo medico pubblicato e apprezzato ma poi al malato gli dice "si ok... io ho studiato il problema ma fine lì mica voglio procedere con l'operazione". Quindi di fatto a che diamine è servito? Il punto cruciale poi sta nella parte che sono limitazioni del sistema ecc... ecc... ora guardala dal mio punto di vista: sostanzialmente mi dici che siccome da decenni non si fa nulla è inutile che pretendo che si faccia qualcosa. Dal mio punto di vista il paraocchi ideologico è il tuo... perché io vorrei fare, vorrei vedere delle azioni concrete e invece vedo solo giustificazioni al rimandare, all'immobilismo, all'aspettare ancora non si sa bene cosa. E se per te il fare è investire nelle batterie peggio mi sento perché significa che tutta quella letteratura scritta nemmeno se la sono letta se speravano di ottenere risultati in quel modo.
2) Quindi la tua condizione preliminare è venga fatto qualcosa di impossibile e insostenibile. Poi sarei io quello che mette davanti roba ideologica. Io sono per fare ma cose concrete e possibili. Se la condizione preliminare è impossibile sostanzialmente è come rimanere immobili ma dicendo che avremmo voluto...
3) Quindi ricapitolando la sinistra non va bene, la destra non è mai esistita, il centro sicuramente avrà qualche difetto. Dai del disfattista a me ma sinceramente mi sembra che la tua visione sia perfino più rassegnata.
4) Rispondo alle domande in serie: Una; Non saprei... credo nell'ordine di centinaia ma un numero preciso sarebbe difficile da dire. D'altra parte sono anni che lavoro nel mondo della finanza. Quanto alle classifiche può essere vero nei confronti col mondo ma all'interno dell'EU fare impresa in Italia o in Francia o in Germania non cambia particolarmente. Certo se poi mi fai il paragone con USA o in generale col mondo sono il primo a dire che cambia tutto.
5) Ma da che pulpito giudichi chi deve andare in pensione o meno? Te quante imprese hai aperto e con quanti imprenditori hai parlato? Cosa hai fatto fin'ora nella vita per dare lezioni agli altri su come fare impresa o su quando devono andare in pensione?
Sinceramente la sensazione che ho è che tu sia schiavo di ideologie che ti fanno vedere tutto o bianco o nero a seconda di come si allinea alla tua idea di come dovrebbero essere le cose. Salvo poi non proporre alcuna soluzione concreta, nessun piano di azione, nessuna critica concreta. Sostanzialmente sei più arreso di tutti ma critichi gli altri se ritengono che certe battaglie siano inutili e combattono altrove ma almeno cacchio combattono.
azi_muth
18-05-2026, 13:24
1) Se l'analisi è fine a se stessa, non utile a creare soluzioni ma solo a scrivere letteratura che poi rimane su carta francamente ritengo che sì, sia inutile. Sarebbe come se un medico di fronte a un malato dicesse che ha studiato la malattia, ha capito come operarlo per salvargli la vita, ci ha scritto su un articolo medico pubblicato e apprezzato ma poi al malato gli dice "si ok... io ho studiato il problema ma fine lì mica voglio procedere con l'operazione". Quindi di fatto a che diamine è servito? Il punto cruciale poi sta nella parte che sono limitazioni del sistema ecc... ecc... ora guardala dal mio punto di vista: sostanzialmente mi dici che siccome da decenni non si fa nulla è inutile che pretendo che si faccia qualcosa. Dal mio punto di vista il paraocchi ideologico è il tuo... perché io vorrei fare, vorrei vedere delle azioni concrete e invece vedo solo giustificazioni al rimandare, all'immobilismo, all'aspettare ancora non si sa bene cosa. E se per te il fare è investire nelle batterie peggio mi sento perché significa che tutta quella letteratura scritta nemmeno se la sono letta se speravano di ottenere risultati in quel modo.
2) Quindi la tua condizione preliminare è venga fatto qualcosa di impossibile e insostenibile. Poi sarei io quello che mette davanti roba ideologica. Io sono per fare ma cose concrete e possibili. Se la condizione preliminare è impossibile sostanzialmente è come rimanere immobili ma dicendo che avremmo voluto...
3) Quindi ricapitolando la sinistra non va bene, la destra non è mai esistita, il centro sicuramente avrà qualche difetto. Dai del disfattista a me ma sinceramente mi sembra che la tua visione sia perfino più rassegnata.
4) Rispondo alle domande in serie: Una; Non saprei... credo nell'ordine di centinaia ma un numero preciso sarebbe difficile da dire. D'altra parte sono anni che lavoro nel mondo della finanza. Quanto alle classifiche può essere vero nei confronti col mondo ma all'interno dell'EU fare impresa in Italia o in Francia o in Germania non cambia particolarmente. Certo se poi mi fai il paragone con USA o in generale col mondo sono il primo a dire che cambia tutto.
5) Ma da che pulpito giudichi chi deve andare in pensione o meno? Te quante imprese hai aperto e con quanti imprenditori hai parlato? Cosa hai fatto fin'ora nella vita per dare lezioni agli altri su come fare impresa o su quando devono andare in pensione?
Sinceramente la sensazione che ho è che tu sia schiavo di ideologie che ti fanno vedere tutto o bianco o nero a seconda di come si allinea alla tua idea di come dovrebbero essere le cose. Salvo poi non proporre alcuna soluzione concreta, nessun piano di azione, nessuna critica concreta. Sostanzialmente sei più arreso di tutti ma critichi gli altri se ritengono che certe battaglie siano inutili e combattono altrove ma almeno cacchio combattono.
1) Capisco la voglia di fare polemica a tutti costi ma è una posizone ridicola.
Stai dicendo che una cura è inutile se un tale medico non la implementa, il tuo punto di vista è di uno che confonde chi fa ricerca con la pratica. Te la prendi con lo scienziato che scopre la penicillina e non con il medico idiota che continua ad usare il salasso per curare un'infezione.
La tua pretesa che "si faccia qualcosa" a prescindere, mossa solo dalla frustrazione che tutto sia fermo da decenni, è il solito fumo ed è puramente retorico. E' tuo classico modus operandi di alzare un polverone per nasconde posizioni argomentive debolissime o senza capo nè coda.
2) La Cina ha fatto scelte di politca economica che vent'annifa erano considerate impossibili e insostenibili. Mi pare se la stiano cavando bene
3) Vabbè fai finta di non capire.
4) Si vabbè, il Warren Buffet di Sesto Fiorentino...sei sulla lista delle chiamate rapide di Orcel e di Giorgetti dimenticavo.
Scusa Warren ma cercherei fonti migliori.
5) Evidentemente da un pulpito migliore del tuo se scrivi certe cagate. Il resto è la solita fuffa in stile Darkon che è ridicola anche solo commentare.
Le quattro minchiate che scrivi qui non sono soluzioni, sono il chiacchericcio di uno senza alcuna qualifica che non ha meglio da fare nella pausa caffè e non cambia tanto rispetto a quello che potrebbe dire il mio macellaio quando parla di economia invece che di filetto e braciole.
Le soluzioni e diagnosi sono ben note da decenni, la mie critiche sono concrete e basata su fonti solide, a differenza delle tue cagate che mediamente hanno come metro solo quello che ti passa per la testa.
Manca l'implementazione politica a livello istituzionale, se vuoi cercare il problema è lì.
Ma è lo stesso perchè in Italia abbiamo politiche energetiche che si fondano sul gas e ripudiano per principio il nucleare ad esempio. Non è perchè gli studi sbagliano o perchè siano inutili e perchè la politica ha scelto diversamente.
1) Capisco la voglia di fare polemica a tutti costi ma è una posizone ridicola.
Stai dicendo che una cura è inutile se un tale medico non la implementa, il tuo punto di vista è di uno che confonde chi fa ricerca con la pratica. Te la prendi con lo scienziato che scopre la penicillina e non con il medico idiota che continua ad usare il salasso per curare un'infezione.
La tua pretesa che "si faccia qualcosa" a prescindere, mossa solo dalla frustrazione che tutto sia fermo da decenni, è il solito fumo ed è puramente retorico. E' tuo classico modus operandi di alzare un polverone per nasconde posizioni argomentive debolissime o senza capo nè coda.
2) La Cina ha fatto scelte di politca economica che vent'annifa erano considerate impossibili e insostenibili. Mi pare se la stiano cavando bene
3) Vabbè fai finta di non capire.
4) Si vabbè, il Warren Buffet di Sesto Fiorentino...sei sulla lista delle chiamate rapide di Orcel e di Giorgetti dimenticavo.
Scusa Warren ma cercherei fonti migliori.
5) Evidentemente da un pulpito migliore del tuo se scrivi certe cagate. Il resto è la solita fuffa in stile Darkon che è ridicola anche solo commentare.
Le quattro minchiate che scrivi qui non sono soluzioni, sono il chiacchericcio di uno senza alcuna qualifica che non ha meglio da fare nella pausa caffè e non cambia tanto rispetto a quello che potrebbe dire il mio macellaio quando parla di economia invece che di filetto e braciole.
Le soluzioni e diagnosi sono ben note da decenni, la mie critiche sono concrete e basata su fonti solide, a differenza delle tue cagate che mediamente hanno come metro solo quello che ti passa per la testa.
Manca l'implementazione politica a livello istituzionale, se vuoi cercare il problema è lì.
Ma è lo stesso perchè in Italia abbiamo politiche energetiche che si fondano sul gas e ripudiano per principio il nucleare ad esempio. Non è perchè gli studi sbagliano o perchè siano inutili e perchè la politica ha scelto diversamente.
No no... non è che UN medico non la implementa perché allora avresti ragione a dire che può esistere un ricercatore e il medico che lo fa praticamente. Qua il problema è che NESSUN medico sta facendo niente. Il problema dell'EU è che si ragiona, si ragiona e all'atto pratico non c'è un riforma veramente concreta e veramente profonda che viene messa in atto. In pratica stiamo morendo di cancro ma prendiamo un'aspirina ogni tanto dicendo che intanto si fa qualcosa che poi non produce alcun risultato ma ehi abbiamo fatto qualcosa. Poi oh... sei convinto che vada tutto bene così? Benissimo io spero che entrambi saremo ancora qua anche fra 20 anni e si vedrà se le cose sono migliorate o meno seguendo la tua linea. Io ho dei seri dubbi che l'attuale andazzo generale possa portare a un qualsiasi risultato positivo per i cittadini europei ma se te sei convinto che invece sia la scelta giusta che ti devo dire... a fra 20 anni. Sia chiaro ci aggiungo che sarei ben felice di sbagliarmi perché significherebbe che in EU stiamo tutti meglio, non mi auguro certo di aver ragione anche a scapito del benessere di dove vivo ma purtroppo non vedo segnali che facciano sperare.
Per il punto due perdonami ma vorrei capire chi le definiva impossibili e insostenibili. Francamente mi viene da sorridere perché se un analista al mio livello che non è che sia un guru di livello mondiale o un nome famoso aveva accesso a report che elogiavano le scelte della Cina e enfatizzavano di investire in tal senso sostenere che le scelte che facevano erano insostenibili mi pare roba da fantascienza. La Cina ha da sempre una politica di investimenti coerente e determinata. Fanno una politica che definirei lineare. Per quanto mi scocci sono più che sicuro di poter scommettere che sia pure con le sue fasi quindi anche periodi recessivi ma crescerà con un trend positivo senza grossi problemi e senza eccessive opposizioni. Il resto è fuffa politica... da un punto di vista strettamente economico il sistema cinese è pragmatico e paga. Poi sia chiaro questo non significa che da un punto di vista umano, di diritti e così via lo elogi o anche solo lo accetti ma rimane il fatto che economicamente funziona anche perché altrimenti sarebbero ancora con le pezze al culo.
Quanto al punto 4 guarda che chiunque fa il mio lavoro parla con centinaia di imprenditori eh. Non è che io sia speciale o che siamo chissà quale elite. Semplicemente è la norma. Un qualsiasi mio collega lavora circa 2 o 3 pratiche al giorno, 20/21 giorni al mese per 12 mesi. Il che significa che 2x20x12=480 imprenditori all'anno con cui hai contatti. Ripeto io come qualunque altro collega che fa parte della direzione. In qualsiasi banca di livello nazionale hai contatti del genere. Non c'entra una fava Warren Buffet che invece è uno speculatore e probabilmente spesso non ci parla proprio con le aziende su cui specula.
Quanto al punto 5 le mie saranno cagate e bla bla bla ma intanto io ho scritto chiaramente quello che faccio e te eviti la risposta. Bisogna chiedere al presidente della repubblica capire da quale background giudichi l'opinione altrui come cagate? Perché più si va avanti più mi sembri uno di quelli che dall'alto dell'università della strada sentenziano che gli altri non capiscono nulla salvo poi venir fuori che nella vita non han fatto niente di rilevante sull'argomento di cui parlano.
Per il resto ti sottolineo che io non ho affatto mai parlato di ALCUNA soluzione quindi mi giudichi anche su qualcosa che io non ho MAI detto. Io dico che CHI DI DOVERE che sta in ben altri ruoli rispetto al mio deve mettere in atto soluzioni e che non fare nulla non è una soluzione. Io non ho certo dati, mezzi, potere per poter mettere in atto soluzioni ma faccio quello che posso per spingere chi invece questo ce l'ha a farlo. Per il resto ho solo evidenziato quelle che a mio parere sono criticità. Niente di più e niente di meno. Quindi anche qua dimostri che giudichi puramente in maniera ideologica al punto di esserti immaginato che io abbia proposto soluzioni che invece non ho scritto.
Comunque come dice il proverbio la colpa morì fanciulla. A me ben poco interessa avere ragione... a me basterebbe vedere qualcosa di concreto che garantisce che il tenore di vita degli europei rimanga quantomeno invariato. Invece sia colpa di A o sia colpa di B mi sembra che si faccia poco se non nulla, che poco per volta perdiamo pezzi di industria e che perdiamo tempo in discussioni accademiche e spese folli in opere chiaramente fallimentari come le batterie. Poi ti ripeto mi auguro tra 20 anni di essere entrambi ancora qua e che tu possa scrivermi che avevo torto marcio.
azi_muth
18-05-2026, 17:32
No no... non è che UN medico non la implementa perché allora avresti ragione a dire che può esistere un ricercatore e il medico che lo fa praticamente. Qua il problema è che NESSUN medico sta facendo niente. Il problema dell'EU è che si ragiona, si ragiona e all'atto pratico non c'è un riforma veramente concreta e veramente profonda che viene messa in atto. In pratica stiamo morendo di cancro ma prendiamo un'aspirina ogni tanto dicendo che intanto si fa qualcosa che poi non produce alcun risultato ma ehi abbiamo fatto qualcosa. Poi oh... sei convinto che vada tutto bene così? Benissimo io spero che entrambi saremo ancora qua anche fra 20 anni e si vedrà se le cose sono migliorate o meno seguendo la tua linea. Io ho dei seri dubbi che l'attuale andazzo generale possa portare a un qualsiasi risultato positivo per i cittadini europei ma se te sei convinto che invece sia la scelta giusta che ti devo dire... a fra 20 anni. Sia chiaro ci aggiungo che sarei ben felice di sbagliarmi perché significherebbe che in EU stiamo tutti meglio, non mi auguro certo di aver ragione anche a scapito del benessere di dove vivo ma purtroppo non vedo segnali che facciano sperare.
Per uno che si vanta di essere un analista di livello hai una comprensione scarsa di come funziona un sistema complesso se fai queste affermazioni e ancora quelle più ridicole di prima.
Per il punto due perdonami ma vorrei capire chi le definiva impossibili e insostenibili. Francamente mi viene da sorridere perché se un analista al mio livello che non è che sia un guru di livello mondiale o un nome famoso aveva accesso a report che elogiavano le scelte della Cina e enfatizzavano di investire in tal senso sostenere che le scelte che facevano erano insostenibili mi pare roba da fantascienza. La Cina ha da sempre una politica di investimenti coerente e determinata. Fanno una politica che definirei lineare. Per quanto mi scocci sono più che sicuro di poter scommettere che sia pure con le sue fasi quindi anche periodi recessivi ma crescerà con un trend positivo senza grossi problemi e senza eccessive opposizioni. Il resto è fuffa politica... da un punto di vista strettamente economico il sistema cinese è pragmatico e paga. Poi sia chiaro questo non significa che da un punto di vista umano, di diritti e così via lo elogi o anche solo lo accetti ma rimane il fatto che economicamente funziona anche perché altrimenti sarebbero ancora con le pezze al culo.
Dubito che tu abbia scritto qualche pubblicazione al riguardo vent'anni fa?
No perchè con il senno di poi sono tutti capaci a dire che avevano capito tutto.
Mi viene difficile pensarlo provenga proprio da uno che non capisce la differenza tra pratica politica e linee guida dettate dalla ricerca o dall'ambito accademico e perchè il travaso da un aparte all'altra è difficile.
Quanto al punto 4 guarda che chiunque fa il mio lavoro parla con centinaia di imprenditori eh. Non è che io sia speciale o che siamo chissà quale elite. Semplicemente è la norma. Un qualsiasi mio collega lavora circa 2 o 3 pratiche al giorno, 20/21 giorni al mese per 12 mesi. Il che significa che 2x20x12=480 imprenditori all'anno con cui hai contatti. Ripeto io come qualunque altro collega che fa parte della direzione. In qualsiasi banca di livello nazionale hai contatti del genere. Non c'entra una fava Warren Buffet che invece è uno speculatore e probabilmente spesso non ci parla proprio con le aziende su cui specula.
Ah be se lavora le pratiche di finanziamneto capisce cosa significa gestire un'impresa in Italia.
E' la differenza tra chi legge la telemetria e chi si fa il culo in pista.
Quanto al punto 5 le mie saranno cagate e bla bla bla ma intanto io ho scritto chiaramente quello che faccio e te eviti la risposta. Bisogna chiedere al presidente della repubblica capire da quale background giudichi l'opinione altrui come cagate? Perché più si va avanti più mi sembri uno di quelli che dall'alto dell'università della strada sentenziano che gli altri non capiscono nulla salvo poi venir fuori che nella vita non han fatto niente di rilevante sull'argomento di cui parlano.
Ma tu puoi anche scrivere di essere Andrea Orcel, per come sono abituato io sono i fanfaroni che sentono di più la necessità di qualificarsi quando hanno argomenti deboli. E' proprio il tuo modo di trattare gli argomenti che si scontro con quello che ti vanti di essere.
Poi di base non me ne frega nulla se vuoi fare il fanfarone. Puoi anche essere genio della finanza, ma per me vale meno di zero se scrivi cose che non sono verificate o oggettive.
Sta a te dimostrare che sbaglio. Tentare di qualificarti continuamente, in modo piuttosto infatile visto che uno in rete da anonimo puo' dire di essere quello che vuole, non è un modo dimostrare nulla se non la povertà di argomentazione.
Per il resto ti sottolineo che io non ho affatto mai parlato di ALCUNA soluzione quindi mi giudichi anche su qualcosa che io non ho MAI detto. Io dico che CHI DI DOVERE che sta in ben altri ruoli rispetto al mio deve mettere in atto soluzioni e che non fare nulla non è una soluzione. Io non ho certo dati, mezzi, potere per poter mettere in atto soluzioni ma faccio quello che posso per spingere chi invece questo ce l'ha a farlo. Per il resto ho solo evidenziato quelle che a mio parere sono criticità. Niente di più e niente di meno. Quindi anche qua dimostri che giudichi puramente in maniera ideologica al punto di esserti immaginato che io abbia proposto soluzioni che invece non ho scritto.
Allora non si capisce perchè rompi i coglioni agli altri con questo argomento e non faccio nemmeno la fatica di quotarlo.
Per uno che si vanta di essere un analista di livello hai una comprensione scarsa di come funziona un sistema complesso se fai queste affermazioni e ancora quelle più ridicole di prima.
E vabbè se per azi_muth ho una scarsa comprensione me ne farò una ragione finché c'è chi è disposto a pagare per la mia analisi mi accontento. :D
Dubito ch etu abbia scritto qualche pubblicazione al riguardo vent'anni fa? No perchè con il senno di poi sono tutti capaci a dire che avevano capito tutto.
Mi viene difficile pensarlo provenga proprio da uno che non capisce la differenza tra pratica politica e linee guida dettate dalla ricerca o dall'ambito accademico e perchè il travaso da un aparte all'altra è difficile.
Io no... ma tanti altri sì. 20 anni fa era il 2006 eh mica il 1906 e nel 2006 che la Cina stava guadagnando terreno e che la loro politica di investimenti già stava producendo frutti non credo fosse questo segreto di stato e nemmeno questa roba da analisti di alto livello anzi... penso che chiunque seguisse un minimo i mercati lo avesse ben chiaro.
Ah be se lavora le pratiche capisce cosa significa gestire un'impresa in Italia.
E' la differenza tra chi legge la telemetria e chi si fa il culo in pista.
Quindi uno che fa di mestiere di analizzare le aziende e decidere se sono meritevoli del credito per te da i soldi a caso perché non ci capisce nulla. Mi chiedo per quale diamine di motivo ci paghino allora? O un potevano chiamare te che gli davi tutte le risposte?! Domani guarda avverto i colleghi che è ufficiale che non serviamo a nulla.
Ma tu puoi anche scrivere di essere Andrea Orcel, per come sono abituato io sono i fanfaroni che sentono di più la necessità di qualificarsi quando hanno argomenti deboli. E' proprio il tuo modo di trattare gli argomenti che si scontro con quello che ti vanti di essere.
A parte che nel forum c'è chi mi conosce dal vivo ma poi puoi venire a trovarmi anche di persona visto che io non ho assolutamente nulla da nascondere ma non credo lo farai. Quanto al resto trovo questa lettura totalmente assurda e figlia di movimenti da social in cui si vuole far passare che uno vale uno ma non è così. Il parere di un medico non è uguale alla casalinga di Voghera, così come il parere di un virologo non è uguale a quello del medico di famiglia se parliamo di virus. Allo stesso modo qualificarsi è un dato essenziale per capire che autorevolezza può avere o meno il parere di una persona. Anche perché se partiamo dal presupposto che tutti fingiamo di essere quello che non siamo è semplicemente inutile partecipare al forum o possiamo limitarci a giocare al troll e prenderci a insulti. Che scopo ha lo scambio se tanto dai per scontato che l'interlocutore è un fake?
Comunque sarà come dici te eh... ma per esperienza ho notato che spesso è proprio chi non tira fuori alcuna reale esperienza a non avere alcuna reale esperienza molto più di chi esagera quelle che realmente ha. Mi sbaglierò eh ma sento odore di università della strada.
Poi di base non me ne frega nulla se vuoi fare il fanfarone. Pensi di essere genio della finanza per me vale meno di zero se scrivi cose che non sono verificate o oggettive.
Genio della finanza? Ma perché ti inventi cose che NON ho mai detto e mai scritto. TU ti stai inventando un personaggio sostenendo di cose che IO non ho MAI detto o scritto. Io non sono un genio anche perché altrimenti a quest'ora ero ai tropici non certo qua. Faccio il mio, analizzo quello che devo analizzare come decine di altri colleghi che sono persone preparate ma assolutamente normali e che fanno un lavoro complesso ma non certo da geni.
Ti pregherei quindi se devi criticarmi di limitarti a quello che scrivo veramente e non a quello che tu ti immagini.
Sta a te dimostrare che sbaglio e tentare di qualificarti continuamente, in modo infatile, uno puo' dire di essere quello che vuole, non è un modo dimostrare nulla.
Per gli argomenti di cui parliamo dimostrare l'una o l'altra tesi richiede rivedersi fra 20 anni se bastano. A questo punto perché non facciamo al contrario e dimostri te che sono io a sbagliare? Voglio imparare... son proprio curioso di vedere questo miracolo.
Allora non si capisce perchè rompi i coglioni agli altri con questo argomento e non faccio nemmeno la fatica di quotarlo.
Perché la soluzione vorrei che venisse cercare e attuata. Perché comunque ci tengo a continuare a vivere bene e cerco di garantire un futuro a chi verrà dopo di me.
Così giusto le prime cose che mi vengono in mente... dimmi te se ti pare poco.
azi_muth
18-05-2026, 18:52
E vabbè se per azi_muth ho una scarsa comprensione me ne farò una ragione finché c'è chi è disposto a pagare per la mia analisi mi accontento. :D
Io no... ma tanti altri sì. 20 anni fa era il 2006 eh mica il 1906 e nel 2006 che la Cina stava guadagnando terreno e che la loro politica di investimenti già stava producendo frutti non credo fosse questo segreto di stato e nemmeno questa roba da analisti di alto livello anzi... penso che chiunque seguisse un minimo i mercati lo avesse ben chiaro.
Quindi uno che fa di mestiere di analizzare le aziende e decidere se sono meritevoli del credito per te da i soldi a caso perché non ci capisce nulla. Mi chiedo per quale diamine di motivo ci paghino allora? O un potevano chiamare te che gli davi tutte le risposte?! Domani guarda avverto i colleghi che è ufficiale che non serviamo a nulla.
A parte che nel forum c'è chi mi conosce dal vivo ma poi puoi venire a trovarmi anche di persona visto che io non ho assolutamente nulla da nascondere ma non credo lo farai. Quanto al resto trovo questa lettura totalmente assurda e figlia di movimenti da social in cui si vuole far passare che uno vale uno ma non è così. Il parere di un medico non è uguale alla casalinga di Voghera, così come il parere di un virologo non è uguale a quello del medico di famiglia se parliamo di virus. Allo stesso modo qualificarsi è un dato essenziale per capire che autorevolezza può avere o meno il parere di una persona. Anche perché se partiamo dal presupposto che tutti fingiamo di essere quello che non siamo è semplicemente inutile partecipare al forum o possiamo limitarci a giocare al troll e prenderci a insulti. Che scopo ha lo scambio se tanto dai per scontato che l'interlocutore è un fake?
Comunque sarà come dici te eh... ma per esperienza ho notato che spesso è proprio chi non tira fuori alcuna reale esperienza a non avere alcuna reale esperienza molto più di chi esagera quelle che realmente ha. Mi sbaglierò eh ma sento odore di università della strada.
Genio della finanza? Ma perché ti inventi cose che NON ho mai detto e mai scritto. TU ti stai inventando un personaggio sostenendo di cose che IO non ho MAI detto o scritto. Io non sono un genio anche perché altrimenti a quest'ora ero ai tropici non certo qua. Faccio il mio, analizzo quello che devo analizzare come decine di altri colleghi che sono persone preparate ma assolutamente normali e che fanno un lavoro complesso ma non certo da geni.
Ti pregherei quindi se devi criticarmi di limitarti a quello che scrivo veramente e non a quello che tu ti immagini.
Per gli argomenti di cui parliamo dimostrare l'una o l'altra tesi richiede rivedersi fra 20 anni se bastano. A questo punto perché non facciamo al contrario e dimostri te che sono io a sbagliare? Voglio imparare... son proprio curioso di vedere questo miracolo.
Perché la soluzione vorrei che venisse cercare e attuata. Perché comunque ci tengo a continuare a vivere bene e cerco di garantire un futuro a chi verrà dopo di me.
Così giusto le prime cose che mi vengono in mente... dimmi te se ti pare poco.
1) Ho conosciuto più buffoni che si credevano professionisti e più professionisti che si sono rivelati dei buffoni di quanti voglia ricordare.
Il fatto che uno si faccia pagare per le proprie prestazioni non è un indice di qualità.
2) Si vabbè. Stai trasformando una scelta rischiosa in una profezia azzeccata, nel 2006 c’erano indizi, non garanzie. È il solito trucco del senno di poi.
Ci sono stati fior di economisti, con pubblicazioni all'attivo, che al tempo affermavano che gli aiuti di stato avrebbero determinato delle bolle gigantesche, e per dirla tutta in parte ci hanno preso vedi Evergrande, ma c'è una differenza tra dare per certo qualcosa e qualcosa che potrebbe avvenire. Ed è da venditori di fumo (o da casalinghe di Voghera )dire che uno nel 2006 avesse capito tutto sulla Cina perchè ci potevano essere un miliardo di cose che avrebbero potute andare storte.
Le scelte di politica industriale hanno sempre una percentuale di rischio.
3) Fa un mestiere diverso che non è quello dell'imprenditore e spesso non capisce le imprese, nè i mercati dove operano.
Sono mentalità per molti versi opposte. In Italia in particolare. Il semplice fatto che uno debba spiegarlo conferma l'idea iniziale....
4) Di nuovo a qualificarsi è quasi penoso...
Sono d'accordo che l'opinione della casalinga di Voghera non valga quella di un medico. Il problema nasce quando quello che si vuole far passare come medico parla come la casalinga di Voghera e questo è il tuo caso.
On line valgono solo gli argomenti, chi sei (o meglio chi pensi di essere) vale meno di zero se non sei capace di argomentare due concetti e fornire fonti adeguate.
5) Vabbè qui si aggiunge anche la scarsa comprensione di un linguaggio figurato al resto. Di male in peggio.
6) Aggiungiamo la pigrizia mentale al resto, nemmeno ti senti in dovere di motivare le bojate che scrivi. Ah dimenticavo...sei il genio della finanza...
7) E quindi era il solito misero escamotage retorico a vuoto per fare caciara in pieno stile Darkon.
1) Ho conosciuto più buffoni che si credevano professionisti e più professionisti che si sono rivelati dei buffoni di quanti voglia ricordare.
Il fatto che uno si faccia pagare per le proprie prestazioni non è un indice di qualità.
2) Si vabbè. Stai trasformando una scelta rischiosa in una profezia azzeccata, nel 2006 c’erano indizi, non garanzie. È il solito trucco del senno di poi.
Ci sono stati fior di economisti, con pubblicazioni all'attivo, che al tempo affermavano che gli aiuti di stato avrebbero determinato delle bolle gigantesche, e per dirla tutta in parte ci hanno preso vedi Evergrande, ma c'è una differenza tra dare per certo qualcosa e qualcosa che potrebbe avvenire. Ed è da venditori di fumo (o da casalinghe di Voghera )dire che uno nel 2006 avesse capito tutto sulla Cina perchè ci potevano essere un miliardo di cose che avrebbero potute andare storte.
Le scelte di politica industriale hanno sempre una percentuale di rischio.
3) Fa un mestiere diverso che non è quello dell'imprenditore e spesso non capisce le imprese, nè i mercati dove operano.
Sono mentalità per molti versi opposte. In Italia in particolare. Il semplice fatto che uno debba spiegarlo conferma l'idea iniziale....
4) Di nuovo a qualificarsi è quasi penoso...
Sono d'accordo che l'opinione della casalinga di Voghera non valga quella di un medico. Il problema nasce quando quello che si vuole far passare come medico parla come la casalinga di Voghera e questo è il tuo caso.
On line valgono solo gli argomenti, chi sei (o meglio chi pensi di essere) vale meno di zero se non sei capace di argomentare due concetti e fornire fonti adeguate.
5) Vabbè qui si aggiunge anche la scarsa comprensione di un linguaggio figurato al resto. Di male in peggio.
6) Aggiungiamo la pigrizia mentale al resto, nemmeno ti senti in dovere di motivare le bojate che scrivi. Ah dimenticavo...sei il genio della finanza...
7) E quindi era il solito misero escamotage retorico a vuoto per fare caciara in pieno stile Darkon.
Bla bla bla gli altri quanto sono brutti e cattivi ma alla fine te che critichi gli altri quali argomenti avresti portato a parte un chiaro atteggiamento passivo aggressivo e non rispondere mai a nessuna domanda?
Io non metto in dubbio che le mie idee od opinioni possano non piacere ma almeno io non sento la necessità di insultare velatamente o no il mio interlocutore o metterne in dubbio la professionalità.
Alla fine hai fatto un gran piagnisteo, sei ricorso alle offese e come sempre mi pare che chi la butta in capirà sei proprio te.
Francamente mi sembra evidente chi è che si classifica per quello che è.
:read:
azi_muth
18-05-2026, 20:31
Bla bla bla gli altri quanto sono brutti e cattivi ma alla fine te che critichi gli altri quali argomenti avresti portato a parte un chiaro atteggiamento passivo aggressivo e non rispondere mai a nessuna domanda?
Io non metto in dubbio che le mie idee od opinioni possano non piacere ma almeno io non sento la necessità di insultare velatamente o no il mio interlocutore o metterne in dubbio la professionalità.
Alla fine hai fatto un gran piagnisteo, sei ricorso alle offese e come sempre mi pare che chi la butta in capirà sei proprio te.
Francamente mi sembra evidente chi è che si classifica per quello che è.
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Vabbè siamo al fondo della farsa con il tipico escamotage del rispecchiamento.
Uno che confonde la ricerca con la pratica medica chiede e dopo che gli hai dimostrato che la minchiata che ha detto dice che non rispondo a domande.
Uno che oggi vende come profezia azzeccata quello che nel 2006 era un azzardo o nella migliore casi una ipotesi per darsi un tono ( che non ha)
Le cose sono due: o non capisci quello che leggi oppure è la solita disonestà intellettuale che ti caratterizza.
Mai però che porti un argomento ben costruito che mostri anche solo in parte la professionalità che dici di avere, ma che evidentemente a parte le chiacchere, non hai.
E qui ci sono poche balle.
Vabbè siamo al fondo della farsa con il tipico escamotage del rispecchiamento.
Uno che confonde la ricerca con la pratica medica chiede e dopo che gli hai dimostrato che la minchiata che ha detto dice che non rispondo a domande.
Uno che oggi vende come profezia azzeccata quello che nel 2006 era un azzardo o nella migliore casi una ipotesi per darsi un tono ( che non ha)
Le cose sono due: o non capisci quello che leggi oppure è la solita disonestà intellettuale che ti caratterizza.
Mai però che porti un argomento ben costruito che mostri anche solo in parte la professionalità che dici di avere, ma che evidentemente a parte le chiacchere, non hai.
E qui ci sono poche balle.
Egregio,
leggere il compendio delle Sue esternazioni mi ha indotto a una riflessione non priva di sconcerto, giacché Ella parrebbe abitare una dimensione esegetica del tutto peculiare, in cui la capacità di discernimento critico viene sistematicamente sacrificata sull'altare di una vis polemica che, per quanto ardente, difetta di quel minimo fondamento logico imprescindibile per qualsiasi scambio dialettico che voglia definirsi tale.
È francamente desolante constatare come Ella, nel manifestare il proprio pensiero, scelga di perseverare in una fallacia metodologica che confonde, con noncurante disinvoltura, l'orizzonte speculativo della ricerca scientifica con la perentorietà dogmatica della prassi clinica. Tale confusione non è soltanto il sintomo di una lacunosa padronanza semantica, ma appare, a un’analisi più spassionata, come il pretesto eletto per svicolare, con maldestra solerzia, dal confronto probatorio. Quando, infatti, le evidenze da me addotte hanno inequivocabilmente lumeggiato l’infondatezza delle Sue temerarie asserzioni, Ella non ha trovato miglior rifugio che appellarsi a un presunto, quanto inesistente, mio rifiuto a rispondere, erigendo così un paravento retorico volto a occultare la propria inconfutabile débâcle intellettuale.
Ancor più singolare – e, se mi consente, non priva di una nota di involontaria comicità – è la Sua pretesa di trasmutare in una folgorante profezia quel che, nel 2006, altro non era che una congettura audace, se non addirittura un azzardo empirico. Tentare di ammantare di preveggenza profetica ciò che nasceva sotto il segno dell’incertezza ipotetica rappresenta, nei fatti, un esercizio di revisionismo storiografico che ben poco aggiunge al Suo prestigio, ponendo in luce, viceversa, un’aspirazione a un rango intellettuale che, per quanto ambìto, appare purtroppo dissonante rispetto alla sostanza dei Suoi contributi.
In ultima istanza, la Sua condotta mi pone di fronte a un bivio euristico: è lecito chiedersi, in tutta onestà, se la Sua ostinazione sia il frutto di un’incapacità congenita di decodificare la complessità del testo, ovvero se essa scaturisca dalla cifra stilistica che ormai pare connota il Suo agire: una sistematica e, direi, quasi pervicace disonestà intellettuale.
Non mi stupisce, pertanto, che la Sua produzione discorsiva sia radicalmente priva di quell’architettura argomentativa solida, di quel rigore analitico che Ella va sbandierando con tanta enfasi quanto scarsa aderenza ai fatti. Laddove la professionalità dovrebbe palesarsi attraverso il peso specifico delle tesi espresse, Ella predilige la vacuità delle ciance e l’artificio verbale. Ma la realtà, si sa, è un giudice severo: e qui, al netto di ogni orpello, non v’è spazio per le finzioni; le Sue affermazioni, depurate dalla cortina fumogena della Sua spocchia, rimangono, purtroppo, irrimediabilmente prive di sostanza.
azi_muth
18-05-2026, 21:46
Vabbè che con tutta probabilità non hai nemmeno capito quello che l'AI ti scritto, ma diventa ironico che sia proprio tu a fornire le prove della tua totale inconsistenza e inesistenza sul piano argomentativo con questa rara perla di copia e incolla alla mentula canis elaborata sul mio ultimo commento non si capisce bene a quale scopo.
Vabbè che con tutta probabilità non hai nemmeno capito quello che l'AI ti scritto, ma diventa ironico che sia proprio tu a fornire le prove della tua totale inconsistenza e inesistenza sul piano argomentativo con questa rara perla di copia e incolla alla mentula canis elaborata sul mio ultimo commento non si capisce bene a quale scopo.
Egregio,
la Sua recente missiva, lungi dal sollevare il livello del confronto, sortisce l’unico effetto di confermare, con ineluttabile nitidezza, l’inconsistenza del Suo impianto dialettico. Osservare come Ella cerchi di confutare il mio precedente intervento – il quale, ben lungi dall’essere un artificio sterile, intendeva anatomizzare con rigore la vacuità delle Sue pretese – è un esercizio che definire tragicomico sarebbe, forse, un benevolo eufemismo.
È peraltro di una ironia sottile, quasi perversa, constatare come Ella, nel tentativo di ergersi a censore della forma, finisca per prestare il fianco alla più cristallina delle evidenze: la Sua incapacità di governare il logos. Definire "copia e incolla" – con una licenza espressiva che, mi permetta, tradisce una profonda penuria di argomenti – un’analisi puntuale e ponderata, rivela non solo la Sua inettitudine nell'esegesi del testo, ma altresì un'indigenza intellettuale che definirei quasi patologica.
La Sua accusa, formulata in guisa di una stizzita difesa d'ufficio, non scalfisce minimamente la solidità delle mie osservazioni, limitandosi invece a confermare quanto da me già predetto: Ella è, suo malgrado, il miglior testimone a carico di se stesso. La presunta "inesistenza argomentativa" che vorrebbe proiettare sul sottoscritto altro non è che uno specchio deformante in cui si riflette la Sua stessa inadeguatezza.
Non vi è scopo, nella mia esposizione, che non sia quello di restituire alla dialettica la sua dignità, un tentativo evidentemente vano laddove manchino le premesse cognitive necessarie per intavolare una discussione degna di tal nome. Se la Sua intenzione, attraverso questa sortita, era quella di ristabilire una sorta di primato dialettico, ebbene, è doveroso informarLa che ha conseguito l’esatto opposto: ogni Sua parola, in questo frangente, si è risolta in un’involontaria quanto magistrale dimostrazione della Sua totale vacuità.
Resti pure, dunque, a crogiolarSi nel sollazzo di queste Sue deduzioni; la realtà, ferma e imperturbabile, resta immune alle Sue acrobazie retoriche, le quali, a conti fatti, risultano essere soltanto l'ennesimo inutile esercizio di stile di chi, non potendo ambire al confronto, si rifugia nel ridicolo.
azi_muth
18-05-2026, 22:33
Siamo allo specchio riflesso.
Pensa quanto sia imbecille e infantile.
Non c'è bisogno dell'Ai per dirlo.
Siamo allo specchio riflesso.
Pensa quanto sei imbecille e infantile.
Non c'è bisogno dell'Ai per dirlo.
Egregio,
constato con una miscela di sconcerto e rassegnata ironia come il Suo pur esiguo repertorio dialettico si sia definitivamente esaurito, costringendoLa a rifugiarSi nel desolante perimetro dell’insulto plebeo e della reazione scomposta. L’evocazione dell’infantile formula dello «specchio riflesso», lungi dal costituire una benché minima argomentazione, rappresenta l’epitaffio definitivo su qualsiasi Sua pretesa di dignità intellettuale, svelando la cifra di un’immaturità comunicativa che non trova albergo se non nelle dispute da cortile.
La transizione repentina dalla pretesa disamina critica all’invettiva villana e grossolana («imbecille», per citare la Sua più recente e fulgida velleità espressiva) è il sintomo lampante di un’irreversibile disfatta argomentativa. Quando l’intelletto non dispone dei mezzi necessari per sostenere il peso di una controversia, l’ego ferito reagisce invariabilmente attivando i meccanismi più ancestrali e beceri della difesa verbale. Ella, in buona sostanza, ha deposto le armi della logica per impugnare la clava dell’ingiuria, palesando un’evidente e incontrollabile frustrazione di fronte a un’architettura concettuale che non è in grado né di scalfire, né tantomeno di comprendere.
L’insistenza ossessiva con cui Ella menziona l’intelligenza artificiale – quasi a voler esorcizzare lo smacco di essere stato surclassato nella forma e nella sostanza – tradisce un disperato tentativo di sminuire l’efficacia dei miei rilievi. Che la paternità di siffatta demolizione analitica risieda nelle facoltà del mio intelletto o in qualsivoglia altro strumento, resta un dettaglio del tutto irrilevante ai fini del dato oggettivo: le Sue tesi sono state ridotte in frantumi, e la Sua reazione ne è la prova provata.
Sperperare ulteriore tempo nel tentativo di emendare una condotta così radicalmente refrattaria al decoro e al rigore logico sarebbe un esercizio di sterile filantropia. La lascio volentieri al Suo soliloquio ingiurioso, nella certezza che il pubblico spettatore di questo consesso saprà trarre le debite conclusioni sull'abisso valoriale e culturale che separa una disamina rigorosa da un volgare scatto d'ira.
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