Redazione di Hardware Upg
27-04-2026, 12:01
Link alla notizia: https://greenmove.hwupgrade.it/news/energie-rinnovabili/energia-infinita-dagli-oceani-questo-nanodispositivo-ci-si-avvicina_152932.html
Un team dell'EPFL ha sviluppato un nanodispositivo idrovoltaico capace di generare elettricità dall'evaporazione dell'acqua salata sfruttando luce e calore. Il sistema, basato su nanopilastri in silicio e una struttura a tre strati, migliora l'efficienza fino a cinque volte e promette applicazioni in sensori autonomi e dispositivi IoT senza batteria.
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Non sapevo dell'esistenza di questo fenomeno.
Mi faccio due domande da perfetto ignorante: la prima è se evaporando acqua salata non restino dei residui salini che diano fastidio incrostando il tutto, la seconda è che se serve comunque luce che differenza c'è rispetto a dei pannelli fotovoltaici? resa superiore?
Posto che comunque una strada del genere è giusto esplorarla.
Non sapevo dell'esistenza di questo fenomeno.
Mi faccio due domande da perfetto ignorante: la prima è se evaporando acqua salata non restino dei residui salini che diano fastidio incrostando il tutto, la seconda è che se serve comunque luce che differenza c'è rispetto a dei pannelli fotovoltaici? resa superiore?
Posto che comunque una strada del genere è giusto esplorarla.
la cristallizzazione del sale è un problema aperto. gli esperimenti sono fatti in ambienti controllato per 45 ore, bassa salinità e condizioni ideali. l’ingegnerizzazione reale in acqua di mare è ben lontana
La luce è solo un trigger secondario al calore stesso. L’energia viene “sottratta” all’evaporazione in sé, pur con rese 600-800 volte inferiori al fotovoltaico.
la luce nn viene convertita direttamente in elettricità, eccita elettroni nel silicio che vengono poi trainati dal campo ionico generato dall’evaporazione. l’effetto è istantaneo e reversibile (spegni la luce, il voltaggio cala subito), il che prova che non è semplice riscaldamento. però in termini di densità di potenza la differenza è brutale, nn è un competitor del solare, la nicchia sono sensori IoT autonomi dove non puoi portare un pannello ma hai acqua, calore e luce disponibili (anche se con le batterie elettrocinetiche attuali si produce già ampiamente tutto il necessario a livello elettrico)
il punto è approfondire un fenomeno noto ma che ha poca letteratura
il titolo dell’articolo è fantasiosa farneticazione
la cristallizzazione del sale è un problema aperto. gli esperimenti sono fatti in ambienti controllato per 45 ore, bassa salinità e condizioni ideali. l’ingegnerizzazione reale in acqua di mare è ben lontana
La luce è solo un trigger secondario al calore stesso. L’energia viene “sottratta” all’evaporazione in sé, pur con rese 600-800 volte inferiori al fotovoltaico.
la luce nn viene convertita direttamente in elettricità, eccita elettroni nel silicio che vengono poi trainati dal campo ionico generato dall’evaporazione. l’effetto è istantaneo e reversibile (spegni la luce, il voltaggio cala subito), il che prova che non è semplice riscaldamento. però in termini di densità di potenza la differenza è brutale, nn è un competitor del solare, la nicchia sono sensori IoT autonomi dove non puoi portare un pannello ma hai acqua, calore e luce disponibili (anche se con le batterie elettrocinetiche attuali si produce già ampiamente tutto il necessario a livello elettrico)
il punto è approfondire un fenomeno noto ma che ha poca letteratura
il titolo dell’articolo è fantasiosa farneticazione
Ok, tutto chiaro allora, si tratta di pura sperimentazione scientifica.
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