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View Full Version : Stop Killing Games: Ross Scott convince il Parlamento europeo, la Commissione avvia l'analisi


Redazione di Hardware Upg
18-04-2026, 07:01
Link alla notizia: https://gaming.hwupgrade.it/news/videogames/stop-killing-games-ross-scott-convince-il-parlamento-europeo-la-commissione-avvia-l-analisi_152610.html

Stop Killing Games è arrivata ufficialmente al Parlamento europeo. Con un intervento di 45 minuti, Ross Scott e Daniel Ondruska hanno convinto la Commissione europea ad analizzare la questione e verificare l'attuale legislatura per effettuare, se necessario, i dovuti aggiornamenti

Click sul link per visualizzare la notizia.

matsnake86
18-04-2026, 08:13
Per come la vedo io basterebbe che per i giochi online venisse rilasciato il software per creare server community una volta che quelli ufficiali si spengono.
Credo che così nessuno avrebbe da ridire.

Hiei3600
18-04-2026, 08:19
Per come la vedo io basterebbe che per i giochi online venisse rilasciato il software per creare server community una volta che quelli ufficiali si spengono.
Credo che così nessuno avrebbe da ridire.

Ho pensato anche io una cosa del genere. Ma credo sia troppo facile da circumnavigare.

Un'azienda potrebbe dedicare un computer da € 500 con un CPU celeron e 2 GB di ram come "Ultimo server" per un gioco che vuole dismettere... quel computer può forse far giocare non più di un 1 giocatore in tutto il mondo prima che lagga di morire...tuttavia la presenza di quel ridicolo "Server" permette all'azienda di dichiarare che "Tecnicamente" il loro gioco è ancora online e giocabile...

Una soluzione più solida potrebbe essere l'imporre ad un azienda di rilasciare il codice dopo XX anni o dopo che l'azienda ha dichiarato il fallimento o è stata assorbita da un'altra azienda.

Cfranco
18-04-2026, 08:59
Per come la vedo io basterebbe che per i giochi online venisse rilasciato il software per creare server community una volta che quelli ufficiali si spengono.
Credo che così nessuno avrebbe da ridire.

Peccato che gli editori non solo non vogliono rilasciare server community, ma agiscono attivamente per impedire che vengano creati , persino su titoli che hanno chiuso
https://www.hdblog.it/sony/articoli/n638750/concord-chiuso-progetto-fan-made/

Non è che i giochi si perdano perché le SW house se ne dimenticano, le SW house sono effettivamente impegnate a rendere impossibile alla gente di giocare ai titoli che loro vogliono che non siano più giocati
Anche se hai speso soldi per comprarli

coschizza
18-04-2026, 09:20
Per come la vedo io basterebbe che per i giochi online venisse rilasciato il software per creare server community una volta che quelli ufficiali si spengono.
Credo che così nessuno avrebbe da ridire.

Sarebbe comunque software con brevetti proprietari nessuno ti regala il suo lavoro
Non vedo speranza per i titoli online mentre per quello offline l emulazione ormai è ben oliata da decenni

blackshard
18-04-2026, 09:38
Sarebbe comunque software con brevetti proprietari nessuno ti regala il suo lavoro
Non vedo speranza per i titoli online mentre per quello offline l emulazione ormai è ben oliata da decenni

I brevetti sul software esistono solo in America, nel resto del mondo no.

matsnake86
18-04-2026, 10:06
So che ci sono diversi problemi e avete praticamente tutti ragione in quello che avete scritto.

Ma una soluzione potrebbe essere fare una legge per cui i giochi che necessitano di un service online per funzionare sono obbligati a dichiarare una presunta data di EOS.
Passata quella data se il gioco è ancora attivo si puo allungare, altrimenti obblighi le software house a rilasciare il software che permette di creare server community.

Come rilasciarlo è compito della Softare house. Devono essere loro a prevedere di poter rilasciare il loro software (magari in formato open source) in modo che non svelino segreti aziendali o altre paturnie.

matsnake86
18-04-2026, 10:11
I brevetti sul software esistono solo in America, nel resto del mondo no.

Non è vero. Ci sono cose legate all'ambito software che puoi brevettare.

Non è possibile brevettare il singolo codice sorgente (protetto invece dal diritto d'autore) o algoritmi logici astratti. Si può invece brevettare la "ricetta", ovvero un metodo innovativo che utilizza il software per risolvere un problema tecnico o ottimizzare una funzione. In questo caso, il brevetto non protegge il segreto, ma ti garantisce l'esclusiva sull'invenzione in cambio della sua pubblicazione.

piwi
18-04-2026, 10:24
i i giochi che necessitano di un service online per funzionare sono obbligati a dichiarare una presunta data di EOS.


Questa potrebbe essere una soluzione. Con l'impegno a fornire un qualche tipo di ristoro o codice, in caso l'azienda non fosse in grado di rispettare la "data di scadenza".

Ciò insieme all'obbligo, per l'azienda, di rendere più chiara la natura "transitoria" dell'acquisto, il quale, appunto, acquisto non è. Via i "per sempre", via i riferimenti all'acquisto in luogo di "noleggio", etc ... Deve essere evidente al contraente che non sarà proprietario di alcunchè al termine della transazione; sarà titolare di una licenza di utilizzo destinata, prima o poi, a trasformarsi in un pugno di mosche.

coschizza
18-04-2026, 10:46
I brevetti sul software esistono solo in America, nel resto del mondo no.

Questo te lo sei inventato tu, in America hanno solo un nome diverso ma anche io posso brevettare un software sarebbe assurdo il contrario
Nessuno investirei nemmeno un euro in Europa se il proprio lavoro non potesse essere protetto

coschizza
18-04-2026, 10:47
Non è vero. Ci sono cose legate all'ambito software che puoi brevettare.

Non è possibile brevettare il singolo codice sorgente (protetto invece dal diritto d'autore) o algoritmi logici astratti. Si può invece brevettare la "ricetta", ovvero un metodo innovativo che utilizza il software per risolvere un problema tecnico o ottimizzare una funzione. In questo caso, il brevetto non protegge il segreto, ma ti garantisce l'esclusiva sull'invenzione in cambio della sua pubblicazione.

Esatto ma l'utente non lo sa, e non ha mai usato google

Therinai
18-04-2026, 10:54
Il discorso è mooooooolto semplice: i publisher devono indicare un periodo in cui il servizio è garantito.
Non lo vogliono fare solo perché ciò ridurrebbe il valore percepito dai consumatori.
Quindi un gioco 100% online oggi viene venduto a 69.99€, come un qualsiasi gioco che non ha bisogno dei server per funzionare, quando i publisher saranno obbligati a indicare il periodo di garanzia dovranno vendere un gioco che funziona, per esempio, per 5 anni, e a quel punto sarà più difficile venderlo alla stessa cifra.
Ma è solo una questione di percezione, tutto qui, in realtà non penso proprio che gli affari dei publisher andranno gambe all'aria quando dichiareranno che il nuovo giochino online ha una vita garantita di 5 anni, i bimbiminkia compreranno il prossimo Concord anche a 89.99, manco si renderanno conto di cosa significa server garantito per 5 anni.
Insomma per me i publishers fanno tanta resistenza per niente, farebbero meno fatica ad assecondare la giusta obiezione di Stop Killing Games.
Non facendolo i publishers ci fanno solo una pessima figura, già solo questa notizia di Ross Scott che discute l'argoimento al parlamento europeo è una pubblicità estremamente negativa.

alien321
18-04-2026, 11:48
Questo te lo sei inventato tu, in America hanno solo un nome diverso ma anche io posso brevettare un software sarebbe assurdo il contrario
Nessuno investirei nemmeno un euro in Europa se il proprio lavoro non potesse essere protetto

Falso, confondi Brevetto con Copyright.

La differenza è che il primo ti protegge anche a re implementazioni di qualcosa il secondo no.

In Europa i brevetti sul software non sono possibili salvo specifici casi.

Cfranco
18-04-2026, 11:52
Ma una soluzione potrebbe essere fare una legge per cui i giochi che necessitano di un service online per funzionare sono obbligati a dichiarare una presunta data di EOS.

Eh, proprio quello che le SW house NON vogliono fare :stordita:
Perché scrivere sopra un gioco "funziona solo fino al giorno x" è pessima pubblicità, chi compra dà per scontato che funzioni per sempre, se gli dai una data di scadenza comincia a pensare che forse non vale tutti i $$ che sta spendendo
Infatti uno dei punti principali della campagna è proprio quello di costringere le SW a dichiarare apertamente che quello che vendono è a scadenza

Questo te lo sei inventato tu, in America hanno solo un nome diverso ma anche io posso brevettare un software sarebbe assurdo il contrario
Nessuno investirei nemmeno un euro in Europa se il proprio lavoro non potesse essere protetto

La sai la differenza tra copyright e brevetto ?
Lo sai che in EU algoritmi e in generale qualsiasi metodo matematico non si possono brevettare ?

UtenteHD
18-04-2026, 12:21
Anche per questo io compro solo giochi che son sicuro funzionino solo offline tipo JPRG/RPG, Soul, ecc.. (GOG o Steam dopo il primo avvio per scaricare il file ID con la licenza acquistata), quindi backup gioco, backup licenza e visto che ci siamo partizione con Steam e sono come ai bei vecchi tempi dove quello che compro è mio e fine.

Per i giochi online concordo con chi dice che a fine supporto dovrebbero dare la possibilità di usare un server alternativo e per chi lo fa non impedirglielo che alla fine il gioco lo hanno acquistato anche se ora vendono il diritto di uso.
Comunque per me sarebbe meglio che inizi l'idea dell'offline meglio ed ogni tanto gioco online ed evitare i solo online, poi tutti fanno come preferiscono ovvio.

AlPaBo
18-04-2026, 12:28
Ho pensato anche io una cosa del genere. Ma credo sia troppo facile da circumnavigare.

Un'azienda potrebbe dedicare un computer da € 500 con un CPU celeron e 2 GB di ram come "Ultimo server" per un gioco che vuole dismettere... quel computer può forse far giocare non più di un 1 giocatore in tutto il mondo prima che lagga di morire...tuttavia la presenza di quel ridicolo "Server" permette all'azienda di dichiarare che "Tecnicamente" il loro gioco è ancora online e giocabile...

Una soluzione più solida potrebbe essere l'imporre ad un azienda di rilasciare il codice dopo XX anni o dopo che l'azienda ha dichiarato il fallimento o è stata assorbita da un'altra azienda.

Non vedo che vantaggi avrebbe l'azienda nel fornire solo un server scrauso. Cosa ci guadagnerebbe?

Amigomerlo
18-04-2026, 12:41
Per tanti giochi online basterebbe tornare a implementare la modalità lan

sbaffo
18-04-2026, 18:38
Per tanti giochi online basterebbe tornare a implementare la modalità lan Infatti, una volta era la norma, e si facevano pure i server privati casalinghi oppure su ngi o gamespy (mi pare). Non capisco il perchè di questa involuzione.
Va bene che certe megamappe con centinaia di giocatori, tipo Fortnite, starebbero strette su un serverino privato, ma si possono affittare, e comunque cavoli di chi lo fa.
Questa mania del controllo secondo me è giustifibile solo in caso di microtransazioni, allora ha senso centralizzare per riscuotere. Altrimenti non ne vedo il motivo.
Le protezioni drm essendo online sono più sicure, ma dopo qualche anno non hanno più motivo di esistere.
Comunque quando il gioco è morto che senso ha?

Certi giochi già a partire dal 2007-8-9 avevano bisogno di loggarsi online per il multiplayer, seppure oggi il single continua a funzionare non posso più giocare in multi nemmeno via lan. E sui notebook/pc scrausi i nuovi giochi non girano, quelli di 15-20 anni fa anche con un'integrata ormai girano accettabilmente.

Certo il retrogaming è nemico del consumismo, ma non capiscono che sono due mercati diversi. Non è che se gli togli il vecchio gioco uno si compra il pc gheiming da 1500e + giochi nuovi a 50-70 carte. Troverà altro piuttosto.

piwi
18-04-2026, 19:59
il retrogaming è nemico del consumismo, ma non capiscono che sono due mercati diversi

Non più come una volta, quando era un'esclusiva per pochi nerdacchioni. Tra consoles dedicate, aumentata attenzione mediatica, emulazione "ufficiale", remastered, remakes, anniversary edition etc.etc. ormai è di ... pubblico dominio, tra i giocatori. Le software house hanno compreso che ci si diverte anche con i titoli vecchi e cercano di ... metterci una pezza !

sbaffo
19-04-2026, 09:17
Non più come una volta, quando era un'esclusiva per pochi nerdacchioni. Tra consoles dedicate, aumentata attenzione mediatica, emulazione "ufficiale", remastered, remakes, anniversary edition etc.etc. ormai è di ... pubblico dominio, tra i giocatori. Le software house hanno compreso che ci si diverte anche con i titoli vecchi e cercano di ... metterci una pezza ! Beh, quello che dici è vero ma più per i single player.
I multiplayer online quando sono morti è perchè non ci gioca più nessuno, non fanno un remaster di un flop.
Invece i grandi classici come CS/2 restano ancora in vita, e proprio recentemente Epic ha reso pubblici il primo e il secondo UT. Ci sono software house guidate da gamers che ne capiscono, altre governate da pavidi burocrati che ne capiscono poco e seguono logiche puramente finanziarie-avvocatizie, e sono terrorizzati di dover rispondere ai capi di decisioni "avventate" fuori dagli schemi. Un po il motivo per cui la creatività è messa in secondo piano anche nel cinema, si va sul sicuro coi sequel, prequel, remake, spin off, ecc., fino alla nausea, si spreme il limone fino alla buccia, poi si aspetta qualche anno e si ricomincia.

zappy
19-04-2026, 09:17
Se il problema fossero solo i videogiochi...
Il fatto è che l'obsolescenza programmata è su tutto, pure su oggetti fisici costosi che funzionano solo se c'è connessione e server attivi (tipo il caso delle soundbar Bose morte perchè Bose ha sento i server. Mica cinesata da 20€).

Ben vengano obblighi di legge per i produttori, auspicabilmente il rilascio open source obbligatorio, anche perchè i brevetti scadono, e si possono anche far scadere d'ufficio se non li usi.

piwi
19-04-2026, 09:43
si spreme il limone fino alla buccia, poi si aspetta qualche anno e si ricomincia.

Finchè il pubblico è "ricettivo". Ma gli "stimoli" oggi sono veramente tanti, tempo e risorse quello che sono.

l'obsolescenza programmata è su tutto, pure su oggetti fisici costosi che funzionano solo se c'è connessione e server attivi



Come la tastiera meccanica che ho appena comprato - Keychron, applicativo di configurazione online - ma esistono tecniche di aggiramento.

euscar
19-04-2026, 14:47
Per quanto mi riguarda, escludendo i videogiochi (ormai li puoi prendere solo da steam e compagnia bella), aborro qualsiasi cosa che richieda una configurazione online permanente.

zappy
19-04-2026, 15:37
Come la tastiera meccanica che ho appena comprato - Keychron, applicativo di configurazione online - ma esistono tecniche di aggiramento.
Tipica roba che va lasciata sullo scaffale, altrimenti i produttori pensano che fare 'ste porcate sia conveniente...

piwi
19-04-2026, 17:03
L'applicativo on-line è l'"estensione" di altro applicativo che, per quanto capisco, sembra essere uno standard ed ha versioni off-line. Senza troppo approfondire, per il mio caso, ho risolto in pochi secondi.

Hiei3600
19-04-2026, 18:45
Non vedo che vantaggi avrebbe l'azienda nel fornire solo un server scrauso. Cosa ci guadagnerebbe?

Il vantaggio è che non dovendo cedere il source code del gioco, può detenere la proprietà intellettuale dello stesso e rilasciarlo magari 10 anni dopo in versione remastered per 70€

jyk
20-04-2026, 09:16
Spero di sbagliarmi, ma per me andranno a far pagare questo tipo di servizio.
Se vuoi continuare a giocare ad un gioco che sto disbandando, paga per la manutenzione del server.
Troveranno la modalità legale per implentarla.

euscar
20-04-2026, 14:15
Spero di sbagliarmi, ma per me andranno a far pagare questo tipo di servizio.
Se vuoi continuare a giocare ad un gioco che sto disbandando, paga per la manutenzione del server.
Troveranno la modalità legale per implentarla.

Alla stregua della M$ che si fa pagare per continuare ad utilizzare W10 aggiornato?

piwi
20-04-2026, 14:37
La Msoldi ... non lo fa per soldi ! Lo scopo è spingere al passaggio a Windows 11.

Comunque, no pagamento in UE e ... no pagamento per chi utilizza versioni LTS.