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View Full Version : Eolico gigante: Siemens Gamesa avvia la più potente (e grande) fra le sue turbine


Redazione di Hardware Upg
24-03-2023, 16:23
Link alla notizia: https://auto.hwupgrade.it/news/energie-rinnovabili/eolico-gigante-siemens-gamesa-avvia-la-piu-potente-e-grande-fra-le-sue-turbine_115271.html

Il gigante spagnolo-tedesco entra a sua volta nell’eolico gigante, col prototipo di turbina eolica offshore SG 14-236 DD la più grande e potente turbina fra quelle prodotte finora dall'azienda

Click sul link per visualizzare la notizia.

Sandro kensan
24-03-2023, 19:31
ma ce l'hanno più lungo i cinesi o gli spagnoli? Qual'è la turbina più grande?

Douglas Mortimer
24-03-2023, 22:12
14 MW ?
Un solo reattore nucleare EPR ha 1600 MW.

berson
24-03-2023, 22:46
14 MW ?
Un solo reattore nucleare EPR ha 1600 MW.

Peccato per te che questa turbina eolica costi 12 milioni di dollari (0,86 $/W) e si realizzi in pochi mesi, mentre una centrale nucleare da 1600 MW costa 3500 milioni di dollari (2,20 $/W) e ci vogliono 10 anni per realizzarla. E tutto questo senza contare i costi di smantellamento, di stoccaggio delle scorie, di approvvigionamento dell'uranio, e i rischi di incidente nucleare. Forse è per tutti questi motivi che si costruiscono turbine eoliche a tutto spiano invece che centrali nucleari.

asbestum
25-03-2023, 05:11
Assolutamente non competitivo.

Un power generator, diesel o a metano, con sistema trattamento gas di scarico Stage V (quindi con tutti i filtri per abbattere gli inquinanti SCR / DOC / DPF oppure con un catalizzatore trivalente per metano) costa 200.000 euro al Megawatt. Ergo 3 milioni di euro per 15 megawatt.

Con i 9 milioni di dollari rimanenti ci compri carburante per tutta la vita utile del sistema di power generation e oltre.

Apriamo gli occhi sul payback di queste tecnologie, nulla è gratis e certamente Siemens Gamesa non fa beneficienza

berson
25-03-2023, 09:16
Assolutamente non competitivo.

Un power generator, diesel o a metano, con sistema trattamento gas di scarico Stage V (quindi con tutti i filtri per abbattere gli inquinanti SCR / DOC / DPF oppure con un catalizzatore trivalente per metano) costa 200.000 euro al Megawatt. Ergo 3 milioni di euro per 15 megawatt.

Con i 9 milioni di dollari rimanenti ci compri carburante per tutta la vita utile del sistema di power generation e oltre.

Apriamo gli occhi sul payback di queste tecnologie, nulla è gratis e certamente Siemens Gamesa non fa beneficienza

Cosa non ti è chiaro del problema dei gas serra?

Quando dici che con i soldi rimanenti ci compri il carburante per tutta la vita utile, sei al corrente del fatto che il petrolio aumenta costantemente di prezzo perché è una risorsa NON rinnovabile?

Nel tuo bilancio economico hai considerato anche i costi occulti accollati alla collettività, come costi sanitari dovuti all'inquinamento, costi ambientali dovuti all'estrazione e al trasporto del petrolio, ecc. ? Ti ridpondo io; NO. Smettiamola di fare bilanci a favore del petrolio ignorando i suoi veri costi.

softkarma
25-03-2023, 09:33
Assolutamente non competitivo.

Un power generator, diesel o a metano, con sistema trattamento gas di scarico Stage V (quindi con tutti i filtri per abbattere gli inquinanti SCR / DOC / DPF oppure con un catalizzatore trivalente per metano) costa 200.000 euro al Megawatt. Ergo 3 milioni di euro per 15 megawatt.

Con i 9 milioni di dollari rimanenti ci compri carburante per tutta la vita utile del sistema di power generation e oltre.

Apriamo gli occhi sul payback di queste tecnologie, nulla è gratis e certamente Siemens Gamesa non fa beneficienza

Diciamo che ignoriamo totalmente il problema ambientale.

Ti sei mai chiesto perché non ci sono più centrali elettriche diesel? Progetta un impianto da 1GW con motori diesel, poi mi dici se conviene rispetto ad un parco eolico. Già solo per il trasporto e lo stoccaggio del carburante sarebbe un incubo, il GAS come alternativa è comodo perché l'approvvigionamento è con un sistema di tubature, ma poi con la manutenzione come la mettiamo?

Non so se hai notato lo schifo che c'è intorno alle centrali a carbone che sono tornate a tutta birra nel 2022, uno sversamento di carburante diventa un disastro ecologico per i prossimi 20/40 anni.

Il diesel può essere comodo come sistema di backup su piccola scala, non certo per alimentare una nazione.

azi_muth
25-03-2023, 13:20
Peccato per te che questa turbina eolica costi 12 milioni di dollari (0,86 $/W) e si realizzi in pochi mesi, mentre una centrale nucleare da 1600 MW costa 3500 milioni di dollari (2,20 $/W) e ci vogliono 10 anni per realizzarla. E tutto questo senza contare i costi di smantellamento, di stoccaggio delle scorie, di approvvigionamento dell'uranio, e i rischi di incidente nucleare. Forse è per tutti questi motivi che si costruiscono turbine eoliche a tutto spiano invece che centrali nucleari.

Un po' troppo semplicistico:
Quello che scrivi suppone che ci sia vento sufficiente per far girare una turbina eolica di quelle dimensioni 8760 ore l'anno ovvero h24 365/365 giorni l'anno al suo valore nominale.
Ma l'energia prodotta e di molto inferiore...da noi l'eolico ha un capacity factor (la percentuale di energia che viene prodotta rispetto alla quantità massima producibile) del 20% anche nei luoghi dove il capacity factor la Scozia o la Spagna dove si superano capacity factor del 30%.

Poi bisognerebbe calcolare i costi di rete di accumuli a breve e lungo periodo, cosa che non trovo mai quando si parla di costi delle rinnovabili e di durata nel tempo le turbine eoliche hanno una durata di 30 anni una centrali nucleare oggi viene data per 60 anni estendibile.

Per contro il nucleare puo' funzionare con un capacity factor che arriva al 90% e puo' produrre energia indipendentemente dalle condizioni meteo per 7.800 ore l'anno e particolarmente adatta a sostituire le centrali a gas o carbone che sono fortemente inquinanti ma di cui non si riesce a fare a meno proprio perchè permettono di produrre energia in modo costante e forniscono il cosiddetto baseload che è quello che fa andare avanto industrie, famiglie, ospedali e vi ricarica la macchina elettrica quando non c'è il sole o non c'è il vento.

Ma questi sono solo alcuni elementi che rientrano in queste valutazione fare valutazioni tanto al chilo su problemi di questa complessità non ha il minimo senso.


Inoltre non sono tecnologie in opposizione l'una alle altre ma dovrebbero essere utilizzate in modo oculato e non ideologico per contrastare il vero nemico che è il riscaldamento globale, ma mantenendo costi dell'energia competitivi per le industrie e famiglie.
Così come fanno paesi molto pragmatici come la Cina

Alzatan
26-03-2023, 01:17
Assolutamente non competitivo.

Un power generator, diesel o a metano, con sistema trattamento gas di scarico Stage V (quindi con tutti i filtri per abbattere gli inquinanti SCR / DOC / DPF oppure con un catalizzatore trivalente per metano) costa 200.000 euro al Megawatt. Ergo 3 milioni di euro per 15 megawatt.

Con i 9 milioni di dollari rimanenti ci compri carburante per tutta la vita utile del sistema di power generation e oltre.

Apriamo gli occhi sul payback di queste tecnologie, nulla è gratis e certamente Siemens Gamesa non fa beneficienza

Scusa ma che conti hai fatto?
Un motore termico da 15MW ipotizzando un rendimento del 40% e un prezzo del gas industriale di 0,15 al kWh costa 44 milioni all'anno di combustibile...

Alzatan
26-03-2023, 01:27
Un po' troppo semplicistico:
Quello che scrivi suppone che ci sia vento sufficiente per far girare una turbina eolica di quelle dimensioni 8760 ore l'anno ovvero h24 365/365 giorni l'anno al suo valore nominale.
Ma l'energia prodotta e di molto inferiore...da noi l'eolico ha un capacity factor (la percentuale di energia che viene prodotta rispetto alla quantità massima producibile) del 20% anche nei luoghi dove il capacity factor la Scozia o la Spagna dove si superano capacity factor del 30%.

Poi bisognerebbe calcolare i costi di rete di accumuli a breve e lungo periodo, cosa che non trovo mai quando si parla di costi delle rinnovabili e di durata nel tempo le turbine eoliche hanno una durata di 30 anni una centrali nucleare oggi viene data per 60 anni estendibile.

Per contro il nucleare puo' funzionare con un capacity factor che arriva al 90% e puo' produrre energia indipendentemente dalle condizioni meteo per 7.800 ore l'anno e particolarmente adatta a sostituire le centrali a gas o carbone che sono fortemente inquinanti ma di cui non si riesce a fare a meno proprio perchè permettono di produrre energia in modo costante e forniscono il cosiddetto baseload che è quello che fa andare avanto industrie, famiglie, ospedali e vi ricarica la macchina elettrica quando non c'è il sole o non c'è il vento.

Ma questi sono solo alcuni elementi che rientrano in queste valutazione fare valutazioni tanto al chilo su problemi di questa complessità non ha il minimo senso.


Inoltre non sono tecnologie in opposizione l'una alle altre ma dovrebbero essere utilizzate in modo oculato e non ideologico per contrastare il vero nemico che è il riscaldamento globale, ma mantenendo costi dell'energia competitivi per le industrie e famiglie.
Così come fanno paesi molto pragmatici come la Cina

Ciao, premetto che lavoro nell'eolico quindi sono di parte.
Il capacity factor dell'offshore è del 50%
https://windeurope.org/newsroom/press-releases/eu-wind-installations-up-by-a-third-despite-challenging-year-for-supply-chain/#:~:text=New%20offshore%20wind%20farms%20deliver,on%20average%204.4%20TWh%20pa.&text=It's%20good%20the%20EU%20built%20more%20wind%20farms%20in%202022%20than%202021.

Il mix energetico deve includere il nucleare, ma finché non ci saranno soluzioni industriali basate sui reattori dei sottomarini (small modular reactor) le tempistiche e l'inerzia degli impianti nucleari tradizionali sono incompatibili con gli obiettivi di riduzione emissioni globali e aggiungerei che in tempi di vacche magre come ora nessuno ha un miliardo di euro da investire in un'opera con roi a 30 anni

giuvahhh
26-03-2023, 01:38
https://www.tempi.it/lideologia-green-distrugge-lindustria-e-non-cambia-il-clima/

softkarma
26-03-2023, 09:12
Ciao, premetto che lavoro nell'eolico quindi sono di parte.
Il capacity factor dell'offshore è del 50%
https://windeurope.org/newsroom/press-releases/eu-wind-installations-up-by-a-third-despite-challenging-year-for-supply-chain/#:~:text=New%20offshore%20wind%20farms%20deliver,on%20average%204.4%20TWh%20pa.&text=It's%20good%20the%20EU%20built%20more%20wind%20farms%20in%202022%20than%202021.

Il mix energetico deve includere il nucleare, ma finché non ci saranno soluzioni industriali basate sui reattori dei sottomarini (small modular reactor) le tempistiche e l'inerzia degli impianti nucleari tradizionali sono incompatibili con gli obiettivi di riduzione emissioni globali e aggiungerei che in tempi di vacche magre come ora nessuno ha un miliardo di euro da investire in un'opera con roi a 30 anni

Sul nucleare con grandi centrali la Francia è nei guai, nessun privato ci vuole investire e quindi solo lo stato la finanzia. Bisogna spingere in italia su eolico offshore mentre sugli accumuli i prezzi sono in discesa rapida sopratutto per le tecnologie su larga scala. Per quando la produzione supererà la richiesta le tecnologie saranno ampiamente abbordabili, intanto abbiamo i pompaggi su cui si può già fare affidamento.

k0nt3
26-03-2023, 10:07
https://www.tempi.it/lideologia-green-distrugge-lindustria-e-non-cambia-il-clima/
Articolo molto lacunoso, come al solito si spaccia l'opinione personale di alcuni individui che non hanno conoscenza approfondita sull'argomento come se fosse "scienza".
Fa sorridere l'intervento di Colombini che auspica nel breve termine un aumento della dipendenza dal gas, come se la geopolitica non esistesse :asd:
Se dessimo in mano le sorti del pianeta a questi tre individui saremmo rovinati, altrochè ideologia green :doh:

Mparlav
26-03-2023, 10:21
Sugli SMR:
https://ieefa.org/resources/eye-popping-new-cost-estimates-released-nuscale-small-modular-reactor

azi_muth
26-03-2023, 13:09
Ciao, premetto che lavoro nell'eolico quindi sono di parte.
Il capacity factor dell'offshore è del 50%


Io penso che non ci dovrebbero essere "parti" ma solo un comune obiettivo che quello di ridurre le emissioni.
Se ragionassimo sulla convenienza pura probabilmente dovremmo rimanere sulle fossili

Ad ogni modo visto che sei del mestiere ti faccio 3 domande:

1) Nelle RES il capacity factor dipende non solo dalla tecnologia ma dove fisicamente metti l'impianto. Se non c'è il vento della velocità giusta in modo che spiri costante per 4380 ore puoi mettere la turbina che vuoi ma non gira.
In Italia in quale zone è possibile arrivare al 50% di capacity factor e quale capacità è realisticamente installabile visto che comunque pale giganti come quella del 3d hanno bisogno di un certo spazio attorno per evitare di coprirsi il vento a vicenda?

2) Quanto ci metterebbe una turbina eolica a raggiungere il ROI senza incentivi governativi?

3) Quanto pesano sull'investimento di un eolico offshore i costi di rete e chi li paga? Il privato che installa le turbine o lo stato?

azi_muth
26-03-2023, 13:27
Sugli SMR:
https://ieefa.org/resources/eye-popping-new-cost-estimates-released-nuscale-small-modular-reactor

Costa ma rispetto a cosa?
Posto che l'obiettivo principale è la decarbonizzazione e si dovrebbe essere quindi neutrali sulla tecnologia...quando si parla di costi normalmente si dovrebbe ragionare in modo relativo alle alternative.
Io ancora non ho capito come s'intenda affrontare la questione della variabilità delle RE e quanto costa farlo e se ci sono attualmente tecnologie mature per accumuli di rete in grado di gestire quantitativi enormi come quelli necessari per la stagionalità. Nelle fredde notti d'inverno dovremmo pure ricaricare le auto elettriche, azionare le nostre belle pompe di calore per le quali abbiamo dato contributi a pioggia no?
Ora visto che la domanda prevista di energia elettrica viene proiettata verso il raddoppio mi chiedo come si possa fare.

Alzatan
26-03-2023, 18:02
Io penso che non ci dovrebbero essere "parti" ma solo un comune obiettivo che quello di ridurre le emissioni.
Se ragionassimo sulla convenienza pura probabilmente dovremmo rimanere sulle fossili

Ad ogni modo visto che sei del mestiere ti faccio 3 domande:

1) Nelle RES il capacity factor dipende non solo dalla tecnologia ma dove fisicamente metti l'impianto. Se non c'è il vento della velocità giusta in modo che spiri costante per 4380 ore puoi mettere la turbina che vuoi ma non gira.
In Italia in quale zone è possibile arrivare al 50% di capacity factor e quale capacità è realisticamente installabile visto che comunque pale giganti come quella del 3d hanno bisogno di un certo spazio attorno per evitare di coprirsi il vento a vicenda?

2) Quanto ci metterebbe una turbina eolica a raggiungere il ROI senza incentivi governativi?

3) Quanto pesano sull'investimento di un eolico offshore i costi di rete e chi li paga? Il privato che installa le turbine o lo stato?

Premetto che le tue domande sono molto pertinenti ma non so rispondere (lavoro nel service e nella mia azienda ci sono decine di persone che si occupano di ciascuno dei tuoi punti sopra).

In generale considera che
1. In offshore le turbine sono più grandi (parliamo di 230m di diametro) e che si possono distanziare meglio per eliminare l'effetto scia perché in mare solitamente non ci sono problemi di spazio. A terra comunque in Europa siamo limitati dallo spazio, quindi meglio mettere poche turbine potenti e grandi piuttosto che molte piccole (adesso i prodotti di punta sono sui 6MW e 160m di diámetro). I posti non mancano, le limitazioni (soprattutto in Italia) sono dettate dalla burocrazia dei permessi

2. Incentivi ce ne sono ben pochi adesso, infatti guarda che le aste per le rinnovabili ultimamente sono sui 5-8 Cent al kwh (costo) nel link qui sotto. Questo ha fatto si che ultimamente tutti i produttori OEM di turbine in europa abbiano riportato nell'esercizio 2022 delle pesanti perdite (tra i €500M e €2.5B), perché hanno dovuto vendere turbine sottocosto a fronte di elevata inflazione delle materie prime e costi delle altre fonti energetiche molto alte. Ricordiamo che per un parco eolico i costi siano per il 75% per la turbina stessa (sostenuti dal produttore), e solo il 25% sono i costi di gestione per tutta la vita di 25-30 anni. Per il gas, come dicevo sopra, il costo d'esercizio che sostiene l'acquirente é oltre il 50% del totale. Il ROI delle turbine eoliche comunque é buono, di fatto che io sappia in europa i nostri clienti sono principalmente dei fondi di investimento che trattano il prodotto come un investimento, dandolo poi in gestione ad altre aziende esperte del settore.
https://windeurope.org/policy/topics/economics/

3. questo é un altro tema che non so, sicuramente se viene dato dallo stato/regione un permesso per installare un parco onshore o offshore, ci saranno inclusi dei piani sulla rete elettrica. Sicuramente fino alla sottostazione di alta tensione paga tutto il cliente/proprietario del parco. Immagino che poi la linea di alta tensione sia di TERNA in italia...

azi_muth
26-03-2023, 23:41
Premetto che le tue domande sono molto pertinenti ma non so rispondere (lavoro nel service e nella mia azienda ci sono decine di persone che si occupano di ciascuno dei tuoi punti sopra).

In generale considera che
1. In offshore le turbine sono più grandi (parliamo di 230m di diametro) e che si possono distanziare meglio per eliminare l'effetto scia perché in mare solitamente non ci sono problemi di spazio. A terra comunque in Europa siamo limitati dallo spazio, quindi meglio mettere poche turbine potenti e grandi piuttosto che molte piccole (adesso i prodotti di punta sono sui 6MW e 160m di diámetro). I posti non mancano, le limitazioni (soprattutto in Italia) sono dettate dalla burocrazia dei permessi


Approfondendo un pochino la cosa è parecchio complessa perchè esiste un atlante del vento italiano molto carino devo dire che ti permette anche di simulare gli impanti pero il problema è che le rilevazioni sono stime basate su osservazioni satellitari e ci sono di margini d'errore anche importanti. Bisognerebbe avere delle misure in loco ed essendo offshore non è facile. Cmq secondo questo atlante ci sono luoghi in mare aperto a circa 50 km dalla costa dove si può arrivare anche al 45% di dutycycle anche se poi uno studio " Floating shoreWindFarmsinItalybeyond2030andbeyond2060:PreliminaryResultsofaTechno-EconomicAssessment" che ho trovato che cerca di calcolare l'LCOE dell'eolico offshore ritiene che i primi impianti saranno per questioni di vicinanza alla costa e di costi che vanno a compensare il minore capacity factor entro i 20-30km con un capacity factor attorno al 34% e poi aggiunge tutti caveat del caso perchè date le profondità bisognerebbe utilizzare l'eolico galleggiante che dicono alla data dello studio non acora maturo quindi anche i costi sono stati approssimati. Cmq è interessante.

Ritornando all'inizio per sostituire un reattore da 1600MW facendo i conti della serva sarebbero necessarie ben 192 turbine eoliche offshore come quella di cui si parla in apertura al 3d ipotizzando un capacity factor del 50%.

1 Reattore 1600MW= 1600MW x 8760= 14.016 TWh x 0,9 capacity factor= 12.614 TWh
206 Turbine Eoliche offshore da 14 MW= 206x14x8760= 25.264TWh x0,5 capacity factor= 12.631 TWh

Ma questo poi non basta perchè è necessario calcolare gli accumuli per pareggiare i conti. Butto lì dei numeri solo per dare un'idea...sicuramente errati
Visto che non producono energia per il 50% mentre il rettore produce energia per 90% bisognerebbe avere un accumulo equivalente almeno al 40% di quei 12.614TWh e sovradimensionare l'impianto di almeno un altro 40%
Quindi ci servono 5.045 TWh di accumulo e vanno aggiunti almeno 5.045 TWh per caricare l'accumulo.
Quindi arriviamo a 288 turbine offshore da 14MW e un accumulo di 5TWh per sostituire un reattore da 1600MW.
Magari come ragionamento è un po' ruvido ma sbaglio qualcosa?


Il ROI delle turbine eoliche comunque é buono, di fatto che io sappia in europa i nostri clienti sono principalmente dei fondi di investimento che trattano il prodotto come un investimento, dandolo poi in gestione ad altre aziende esperte del settore.


Come utente finale m'interessa più il costo della bolletta del ROI degli investitori privati credo che i produttori di RES abbiano guadagnato una vagonata di soldi nell'ultimo anno con l'aumento dei prezzi dell'energia. Però ho seguito la cosa distrattamente.



3. questo é un altro tema che non so, sicuramente se viene dato dallo stato/regione un permesso per installare un parco onshore o offshore, ci saranno inclusi dei piani sulla rete elettrica. Sicuramente fino alla sottostazione di alta tensione paga tutto il cliente/proprietario del parco. Immagino che poi la linea di alta tensione sia di TERNA in italia...

Eh questo è un altro elemento di costo che non si trova nelle varie di LCOE ma che alla fine dovrebbe essere calcolato all'interno delle RES ovvero i costi per adattare rete a forme di produzione energetica discontinua.
Perchè altrimenti accade quello che sta accadendo in UK dove siccome non adeguato le linee parte dell'energia prodotta dall'Eolico nel mare del Nord è andata sprecata e hanno dovuto accendere le centrali a gas per supplire alla mancanza di energia.
https://www.power-technology.com/news/uk-grid-paying-millions-lack-of-offshore-wind-transmission-capacity/

Alzatan
27-03-2023, 21:44
Ciao, allora secondo me (e poi passiamo quasi dall'ingegneria alla filosofia) è sbagliato pensare alle rinnovabili e all'eolico come fonti di energia uniche senza un contesto di energia termica nucleare in un futuro a zero emissioni. Il sistema di accumulo che è richiesto per tutte le fonti rinnovabili con prospettive di crescita (praticamente tutte tranne idroelettrico e geotermico che già sono sfruttate al massimo), è allo stato attuale e pure con tecnologie in fase di dimostrazione, inarrivabile. Semplicemente non abbiamo nulla su questo pianeta in grado di accumulare GWh di energia elettrica o anche meccanica o chimica che non siano combustibili.
Però sono convinto che l'eolico principalmente sia la fonte rinnovabile più economica e scalabile per i prossimi 50 anni, quindi la mia prospettiva è installare quanti più GW possibile e relegare gli impianti a gas a coprire solo i picchi e le fasce orarie senza vento (tanto il costo relativo di un impianto a gas è basso se sta spento). In Italia invece si ha investito sulle centrali a ciclo combinato per la domanda di base, di fatto ponendo i alla mercé dei russi e dei nordafricani.. Vediamo ora con in rigassificatori.

azi_muth
27-03-2023, 22:00
Ciao, allora secondo me (e poi passiamo quasi dall'ingegneria alla filosofia) è sbagliato pensare alle rinnovabili e all'eolico come fonti di energia uniche senza un contesto di energia termica nucleare in un futuro a zero emissioni. Il sistema di accumulo che è richiesto per tutte le fonti rinnovabili con prospettive di crescita (praticamente tutte tranne idroelettrico e geotermico che già sono sfruttate al massimo), è allo stato attuale e pure con tecnologie in fase di dimostrazione, inarrivabile. Semplicemente non abbiamo nulla su questo pianeta in grado di accumulare GWh di energia elettrica o anche meccanica o chimica che non siano combustibili.


Precisamente infatti chi contesta il nucleare poi non offre alternative, non capendo i problemi delle rinnovabili quando si tratta di fornire energia per il carico base che quello che tiene acceso il mio pc in questo momento che non c'è sole ed probabilmente energia che esce da una centrale nucleare francese piuttosto che una centrale a gas italiana o a carbone sigh!


Però sono convinto che l'eolico principalmente sia la fonte rinnovabile più economica e scalabile per i prossimi 50 anni, quindi la mia prospettiva è installare quanti più GW possibile e relegare gli impianti a gas a coprire solo i picchi e le fasce orarie senza vento (tanto il costo relativo di un impianto a gas è basso se sta spento). In Italia invece si ha investito sulle centrali a ciclo combinato per la domanda di base, di fatto ponendo i alla mercé dei russi e dei nordafricani.. Vediamo ora con in rigassificatori.

Sono sostanzialmente d'accordo. Ho molte speranze per l'Eolico offshore e se non fosse per il riscaldamento climatico, non mi dispiace nemmeno la piega che sta prendendo per l'Italia la questione del gas si potrebbe anche recuperare una certa centralità come hub del gas mediterraneo, cosa più difficile per la Spagna.

Tuttavia non credo che riusciremo a raggiungere gli obiettivi richiesti dall' IPCC, per limitare l'aumento delle temperature, se rimaniamo con le centrali a gas per il baseload. Questo è un enorme problema anche se poi effettivamente anche se magicamente domani l'EU non emettesse nemmeno un grammo di carbonio mettendoci tutte le risorse possibili e immaginabili ci sono altri che compenserebbero per noi.
Nonostante tutto il blaterare degli "ambientalisti" irrazionali quelli che sollevano gli scudi per il nucleare, per i parchi eolici ( pure su quelli) ma che non alzano ciglio sul fatto che le centrali a gas perpetuano il problema della produzione di CO2... vedrai che alla fine il nucleare non si farà ma rimarremo a gas e forse dovremo costruire altre centrali a gas. Fino al 2050...