View Full Version : Intel e l'investimento tecnologico in Italia: perché bisogna sperare che vada in porto
Redazione di Hardware Upg
03-05-2022, 16:09
Link all'Articolo: https://www.hwupgrade.it/articoli/cpu/6288/intel-e-l-investimento-tecnologico-in-italia-perche-bisogna-sperare-che-vada-in-porto_index.html
Intel sta trattando con il governo per aprire un impianto relativo al back-end dei processori in Italia. Ma cosa significa back-end e cosa potrebbe significare in futuro? Tra parole ingannevoli come "packaging" e altre considerazioni, vediamo perché l'arrivo nel Bel Paese del colosso dei microchip potrebbe essere una bellissima notizia.
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I politicanti italiani dovrebbero solo togliersi il cappello e raccogliere tutto quello che intel generosamente decide di concedere loro.
In italia a livello di poli tecnologici e sinergie uni/impresa siamo anni luce indietro. C'è qualcosina-ina-ina giusto al nord che non è paragonabile a quel che c'è in Germania. E adesso anche la Francia spernacchia l'italia. :muro:
Prendessero tutti gli incentivi che danno a caso (reddito di cittadinanza, incentivi sulle auto, bici ed elicotteri elettrici & co) e puntassero tutto su università e ricerca. Sarebbe uno shock, ma magari in 10-20 anni in italia ci sarebbero più posti ad alto reddito, si riuscirebbe a pagare le pensioni e meno persone accetterebbero lavori pagati 2 sesterzi da parte di gente che gioca a fare l'imprenditore.
che palla di articolo
la metà del testo sprecata in dialoghi da bambini e sul packaging quattro parole di cui 3 sulla “visione di hwupgrade”. wow
Shotokhan
03-05-2022, 22:06
non ho letto tutto perché l'articolo è un po' palloso e lungo però credo che un problema da tenere conto sia quello delle condizioni di lavoro. Se Intel pensa di venir qui a sottopagarci con l'aiuto del governo allora non è un grande affare.
È pure vero che se investono milioni in Italia poi si può anche giocare sul fatto che debbano pagare gli italiani in modo corretto!
Mi sarebbe piaciuto vedere qualche regione del sud in più tra le papabili, non è possibile che tutto venga concentrato tra Lombardia, Piemonte e Veneto. Unica voce fuori dal coro la Puglia. Quando vedrò la Calabria resterò sorpreso
edit: Il terzo investimento importante riguarda la tanto bistrattata Italia. Si parla di un "potenziale investimento fino a 4,5 miliardi di euro, questa fabbrica potrà creare circa 1500 posti di lavoro in Intel e altri 3500 posti di lavoro fra fornitori e partner".
solita solfa! poi appena il governo chiude i rubinetti alzano i tacchi e se ne vanno a produrre in vietnam lasciando i lavoratori nostrani a manifestare fuori i cancelli.
ovviamente,come sempre, il governo di turno manifesterà tutto il suo dissenso:cry:
Un paio di settimane fa leggevo un articolo in lingua straniera dove in pratica la mettevano in questo modo: Intel vuole fortemente investire in europa sotto "suggerimento" dello stato (USA) per evitare che l'europa sia "dipendente" dalla cina in quest'ambito e che quindi sia legata per ovvie ragioni agli stati uniti.
Io sto facendo una sintesi becera, ma il succo del discorso era quello...
Effettivamente se la Cina o Taiwan decidesse di aprire una complesso produttivo in Europa cosa succederebbe?
Gli Stati Uniti farebbero fuoco e fiamme o accetterebbero la cosa di buona lena?
elgabro.
04-05-2022, 10:29
Non sarebbe ora di creare una Intel europea?
Opteranium
04-05-2022, 10:43
articolo logorroico, diciamo che basta sintetizzarlo con due parole: va fatto
ci comprano con 2 soldi :asd:
ehhhh c'è da farci un articolo :asd: :asd: :rotfl:
alle elementari oltre ai falli e ai billi - come visto nel lazio -, insegneranno ai bambini a fare pure il packaging :asd:
Bell'articolo, interessante ed esaustivo, senza essere troppo pesante. Speriamo che i nostri politici sappiano prendersi la responsabilità e non si facciano scappare anche questa opportunità. Avevamo ditte come Olivetti, Seleco, Mivar (le prime tre che mi sono venute in mente, in fatto di elettronica). Ora siamo il terzo mondo.
tuttodigitale
04-05-2022, 14:23
Edit
Non sarebbe ora di creare una Intel europea?
c'era e si chiamava Olivetti.
Poi quando è morto Adriano Olivetti gli (im)prenditori italiani ci hanno messo le mani...
Bell'articolo, interessante ed esaustivo, senza essere troppo pesante. Speriamo che i nostri politici sappiano prendersi la responsabilità e non si facciano scappare anche questa opportunità. Avevamo ditte come Olivetti, Seleco, Mivar (le prime tre che mi sono venute in mente, in fatto di elettronica). Ora siamo il terzo mondo.
Brionvega...
:mano:
no_side_fx
04-05-2022, 16:34
Bell'articolo, interessante ed esaustivo, senza essere troppo pesante. Speriamo che i nostri politici sappiano prendersi la responsabilità e non si facciano scappare anche questa opportunità. Avevamo ditte come Olivetti, Seleco, Mivar (le prime tre che mi sono venute in mente, in fatto di elettronica). Ora siamo il terzo mondo
appena si rendono conto del costo del lavoro più alto d'europa, del sistema italiota dei "favori" e dei i sindacati che gli staranno addosso perchè loro sono la multinazionale cattiva e sfruttatrice scapperanno
Rubberick
05-05-2022, 10:37
Onestamente mi sembra un articolo ben scritto e non ci va nemmeno giú troppo pesante sui lamentoni da forum che tutti i gg commentano a spiovere un sacco delle news poatate qui...
comunque si spera che arrivino varie aziende di questo tipo, sia mai che da cosa nasca cosa, magari si crei qualche nuova centrale geotermica...
toni.bacan
05-05-2022, 15:20
...Se Intel pensa di venir qui a sottopagarci con l'aiuto del governo allora non è un grande affare. Lo vedo un po miope come pensiero.
E a volerlo allungare con la stessa miopia, intanto c'è una azienda in più che crea opportunità di lavoro. Se poi le condizioni di lavoro sono da schiavisti resteremo a casa a percepire il reddito di cittadinanza e l'azienda chiuderà.
Per come la vedo io, aziende come INTEL è sempre meglio che aprano qui in Italia che in Polonia o chissàdove.
Dobbiamo anche slegarci dai luoghi comuni per cui se una azienda preferisce l'estero sono i soliti cattivi che aprono dove la manodopera costa meno, mentre se investono in Italia è perchè hanno fatto un accordo favorevole dove a guadagnarci sono solo i politicanti di turno.
...Mi sarebbe piaciuto vedere qualche regione del sud in più tra le papabili, non è possibile che tutto venga concentrato tra Lombardia, Piemonte e Veneto. Unica voce fuori dal coro la Puglia. Quando vedrò la Calabria resterò sorpresoCome scritto anche nell'articolo si cercerà di cotruire la struttura dove c'è la presenza di risorse e servizi di vario genere.
Alla fine, considerando anche la morfologia dell'Italia le scelte sono risultate quasi scontate:
- Piemonte = Torino = Fiat zone industriali ricche di servizi, e ad un passo dalla Francia
- Lombardia = Milano = capitale dell'industrializzazione italiana
- Veneto = Verona/Padova = citta amipamente industrializzate e con vicinanza all'autostrada del brennero
- Puglia = Taranto = acciaierie e punto strategico per il trasporto navale
Onestamente mi sembra un articolo ben scritto e non ci va nemmeno giú troppo pesante sui lamentoni da forum che tutti i gg commentano a spiovere un sacco delle news poatate qui...
comunque si spera che arrivino varie aziende di questo tipo, sia mai che da cosa nasca cosa, magari si crei qualche nuova centrale geotermica...
quoto tutto
e concordo che finalmente qualche articolo che fa informazione
consiglio a @Manolo: forse un po' lunghetto, si poteva persino dividere in due puntate... ;)
Lo vedo un po miope come pensiero.
beh, dipende da quanto si tira la corda... cioè, se paga tutto lo Stato (cioè NOI) il vantaggio si riduce... ci sta finanziare, ma senza calare le braghe e mettersi a 90.
4.5 miliardi per 5000 posti di lavoro.
un impiegato versa allo stato 300.000 euro in 40 anni di lavoro per una pensione da 16-17.000 euro netti.
4.5 miliardi diviso 5000 sono 900.000 a testa.
potrebbero pagare quelle 5000 persone con una pensione di 50.000 euro all'anno netti senza muovere un sasso o pagare 15.000 persone 1500 euro al mese per quasi 20 anni.
il finanziamento delle imprese è la solita truffa all'italiana.
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