View Full Version : D E V S (2020)
https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2020/04/devs.jpeg
Alex Garland, già regista di Ex-Machina e Annientamento, scrive e dirige questa serie di un unica stagione.
Se "Dark" è per palati fini, "Devs" è per la nicchia dei palati fini.
Una opera magistrale, visualmente affascinante e con una tematica che attanaglia lo spettatore e non lo molla per un attimo.
Capolavoro?
Probabile ma ce ne renderemo conto nei prossimi anni...
Trailer (https://youtu.be/Fp9LMsI6uJ8)
stefano76
13-08-2020, 13:59
https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2020/04/devs.jpeg
Alex Garland, già regista di Ex-Machina e Annientamento, scrive e dirige questa serie di un unica stagione.
Se "Dark" è per palati fini, "Devs" è per la nicchia dei palati fini.
Una opera magistrale, visualmente affascinante e con una tematica che attanaglia lo spettatore e non lo molla per un attimo.
Capolavoro?
Probabile ma ce ne renderemo conto nei prossimi anni...
Trailer (https://youtu.be/Fp9LMsI6uJ8)
Ho divorato le prime 3, viste tutte di fila e non vedo l'ora di continuarla.
stefano76
15-08-2020, 10:57
Capolavoro?
Direi di si. Probabilmente una delle cose più belle viste negli ultimi anni. Non mi ha convinto solo una cosa sul finale, ma concettualmente è una serie granitica dall'inizio alla fine, e una delle migliori nel suo genere.
Vista. Bella. Ma Dark è una cosa più grande, secondo me.
Mi fa piacere che sia stata di vostro gradimento.
"Dark", apparentemente, sembra essere una storia più ampia ed imponente ma la profondità di "Devs" è inarrivabile.
stefano76
27-08-2020, 11:29
Mi fa piacere che sia stata di vostro gradimento.
"Dark", apparentemente, sembra essere una storia più ampia ed imponente ma la profondità di "Devs" è inarrivabile.
Dark è carina ma in realtà è una storia molto meno complessa e profonda di quello che possa sembrare inizialmente. Il suo intreccio e la sua risoluzione si potrebbero contenere in poche righe e diciamocelo, nelle 3 stagioni si sono dilungati e allungati inutilmente. Se fosse stata una mini serie anche quella ne avrebbe certamente giovato.
Inoltre, e questo è un mio vezzo personale, preferisco di gran lunga DEVS perchè si basa su concetti che si possono quasi toccare e che non sono molto distanti dalla realtà attuale (i computer quantistici sono ormai dietro l'angolo).
Volendo si potevano anche fare solo due parti di "Dark" magari con puntate più lunghe ma, alla fine, non si può incolpare i produttori di aver allungato il brodo oltre ogni immaginazione (vedasi serie da sei, sette o più stagioni); è durato il giusto anche se qualche linea narrativa secondaria poteva essere evitata.
Il fulcro di "Devs", come sicuramente avrai compreso, non è l'hardware quantistico in quanto tale ma qualcosa di molto più profondo e fondamentale: la scelta tra determinismo e libero arbitrio nell'ambito umano.
stefano76
30-08-2020, 10:16
Volendo si potevano anche fare solo due parti di "Dark" magari con puntate più lunghe ma, alla fine, non si può incolpare i produttori di aver allungato il brodo oltre ogni immaginazione (vedasi serie da sei, sette o più stagioni); è durato il giusto anche se qualche linea narrativa secondaria poteva essere evitata.
Il fulcro di "Devs", come sicuramente avrai compreso, non è l'hardware quantistico in quanto tale ma qualcosa di molto più profondo e fondamentale: la scelta tra determinismo e libero arbitrio nell'ambito umano.
Ah si, sicuramente quello è il bellissimo tema centrale filosofico, anche se io lo vedo più come: all'interno di un universo governato da leggi matematiche e quindi fondamentalmente deterministico che ruolo e che scelte ha l'uomo? Ha davvero la possibilità di fare delle scelte? Che questi temi vengano trattati con l'espediente di una tecnologia che è alle porte, la rende per me molto più affascinante ed efficace. Poi naturalmente ci sono tutti i sotto rimandi difficili da comprendere ad una prima visione (io l'ho visto due volte) come la consapevolezza che raggiunta la singolarità quantistica, ovvero la capacità di riprodurre in una simulazione la realtà, non vi è più certezza di quale sia effettivamente la realtà, e nella serie viene fatto intendere tra le righe che tutto è simulazione
Questa è un'altra cosa che ho amato di questa serie: non ti sbatte in faccia conclusioni o teorie, ma te le fa intuire, e solo col ragionamento o una seconda visione le comprendi meglio, e capisci davvero il senso di certe sequenze (la reazione atterrita di Sergej, la scena di Stewart con gli altri dipendenti che si osservano nel video, il topo, ecc...).
All'interno di un universo governato da leggi matematiche e quindi fondamentalmente deterministico che ruolo e che scelte ha l'uomo? Ha davvero la possibilità di fare delle scelte?
Proprio questo è il tema centrale della serie (mi viene difficile definirla tale dato che non ci saranno ulteriori stagioni), senza se e senza ma.
Tra l'altro lo spettatore si renderà conto che
realmente il settore non si chiama "Devs" ma "Deus" con tutte le consequenziali implicazioni.... che porterà la trama ad un livello assolutamente più teorico/filosofico di quello iniziale.
la consapevolezza che raggiunta la singolarità quantistica, ovvero la capacità di riprodurre in una simulazione la realtà, non vi è più certezza di quale sia effettivamente la realtà, e nella serie viene fatto intendere tra le righe che tutto è simulazione
Rispondo:
La risposta si trova in ciò che aveva scoperto Lyndon: l'esistenza di un multiverso.
In sostanza "Devs" era riuscito a calcolare le n variazioni di un unica realtà che portavano, inevitabilmente, all'esistenza di n realtà differenti (anche se per pochi dettagli).
Questa è un'altra cosa che ho amato di questa serie: non ti sbatte in faccia conclusioni o teorie, ma te le fa intuire, e solo col ragionamento o una seconda visione le comprendi meglio, e capisci davvero il senso di certe sequenze (la reazione atterrita di Sergej, il topo, ecc...).
Esattamente.
Non ti spiega nulla ma ti fa riflettere approfonditamente su quello che vedi.
A mio parere un piccolo capolavoro.
La scena di Stewart con gli altri dipendenti che si osservano nel video
Sono rimasto a bocca aperta e senza fiato: una scena che, al tempo stesso, terrorizza a morte e fa viaggiare la mente verso orizzonti senza fine...
stefano76
30-08-2020, 16:27
La risposta si trova in ciò che aveva scoperto Lyndon: l'esistenza di un multiverso.
In sostanza "Devs" era riuscito a calcolare le n variazioni di un unica realtà che portavano, inevitabilmente, all'esistenza di n realtà differenti (anche se per pochi dettagli).
Certo tramite Lyndon il Devs prova l'esistenza del multiverso, ma non è la sola conclusione a cui giungono i personaggi. Per me la vera scoperta è che loro stessi potrebbero essere una simulazione, fin dall'inizio, ovvero da sempre. proprio la scena di Stweart è illuminante, se la rivedi si comprende che giunge proprio a questa consapevolezza "dentro al riquadro c'è un altro riquadro, ad infinitum", che secondo me significa che nessuno può essere certo di non essere a sua volta dentro una simulazione, in quanto simulazione e realtà risultano ormai indistinguibili. Se ci pensi è qualcosa di dannatamente affascinante (e in un certo senso appunto spaventoso), almeno per me...
Per me la vera scoperta è che loro stessi potrebbero essere una simulazione, fin dall'inizio, ovvero da sempre. Proprio la scena di Stewart è illuminante, se la rivedi si comprende che giunge proprio a questa consapevolezza "dentro al riquadro c'è un altro riquadro, ad infinitum", che secondo me significa che nessuno può essere certo di non essere a sua volta dentro una simulazione, in quanto simulazione e realtà risultano ormai indistinguibili. Se ci pensi è qualcosa di dannatamente affascinante (e in un certo senso appunto spaventoso), almeno per me...
Certo ma forse non hai tenuto conto del fatto che
Devs arriva ad un punto oltre il quale non riesce ad andare (ossia predire) perché l'esistenza del multiverso include (non può mai matematicamente escluderlo) necessariamente il fatto che una tra le N realtà possibili implica un futuro dove Devs viene annullato o, molto semplicemente, non creato.
...e qui si apre l'Infinito. :)
stefano76
30-08-2020, 23:05
Certo ma forse non hai tenuto conto del fatto che
Devs arriva ad un punto oltre il quale non riesce ad andare (ossia predire) perché l'esistenza del multiverso include (non può mai matematicamente escluderlo) necessariamente il fatto che una tra le N realtà possibili implica un futuro dove Devs viene annullato o, molto semplicemente, non creato.
...e qui si apre l'Infinito. :)
Certo ma questo avviene solo in uno dei possibili mondi (quello dove avviene la storia). Mi piace pensare che sia soltanto uno dei possibili scenari/realtà. Tra l'altro nel finale i due protagonisti finiscono appunto in uno dei possibili mondi dove appunto Devs non è mai stato creato, ma ce ne vengono mostrati altri dove invece il progetto Devs esiste
Alla fine credo che ognuno possa interpretarlo come vuole e forse è proprio il bello della serie. :)
DelusoDaTiscali
06-09-2023, 21:05
Visto solo ora, proprio per aver letto questa discussione.
La serie è molto buona, avrebbe meritato maggior risonanza (ha comunque un voto di 7,7 su IMDB).
Sul piano ideale la considero una potente risposta a "2001 Odissea nello spazio": mentre A.C. Clarke (autore del romanzo uscito in contemporanea con il film) fa riferimento ad un misterioso oggetto collegato con la nascita e lo sviluppo di una specie consapevole di esistere, e quindi di farsi domande sulla propria esistenza, in Devs si fa ricorso alle teorie della fisica ma sempre nel rapporto tra sviluppo dell' umanità e sviluppo dell' universo si va a ravanare.
Sul piano della teoria credo che ci sia un buco. Non conosco la fisica ma di una cosa sono certo: un computer quantico in grado di simulare l'intero universo dovrebbe contenere altrettanti "quanti" di quelli che formano l'universo stesso, il che ovviamente è impossibile perché una parte (l'elaboratore quantico) non può avere la stessa numerosita del tutto (l'universo).
Altra sciocchezza ricorrente nel multiverso è quella di troppo piccole variazioni tra un universo e l'altro: è legittimo supporre che, ancorché infiniti, gli universi alternativi siano totalmente diversi dal nostro, magari in molti di quelli il big Bang non è ancora avvenuto o non avverrà mai o si è già concluso, insomma ben altre differenze che non un singolo essere umano vivo piuttosto che morto nel contesto di un universo completamente identico se non per quel particolare ancor meno che totalmente insignificante.
Dopo tutto nel finale si celebra la vittoria di Forest: determinista o meno che sia l' universo egli ottiene il suo scopo di essere proiettato in una simulazione "felice" in cui si avvera il suo sogno di avere ancora la figlia viva tra le braccia.
Al di là delle spiegazioni cerebrali di come ciò avvenga in fondo non è che il caro vecchio sopravvivere nel cyberspazio dopo la morte fisica, con l' unica rilevante differenza che qui il "cyberspazio" è contenuto in un unico computer quantico, tanto che la sua prosecuzione è legata alla capacità di Katie di convincere i viventi nel mondo reale a continuare a mantenere acceso il super computer.
mithos65
23-09-2023, 20:32
E' un capolavoro assoluto.
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