RAEL70
25-03-2017, 14:36
http://pad.mymovies.it/filmclub/2016/10/158/locandina.jpg
Il regista svedese Espinosa (di origini cilene), già autore di buone prove come "Safe House" e "Child 44", si ripresenta con questa pellicola fantascientifica di stampo hollywoodiano.
Con attori del calibro di Jake Gyllenhaal (c'è bisogno di presentazioni?), Ryan Reynolds (visto in svariate decine di film di successo) e Rebecca Ferguson (recentissimamente vista ne "La ragazza del treno"), il film non fa nulla per nascondere i suoi pregi e difetti.
Se l'aspetto tecnico è di tutto rispetto (Fotografia, SFX, scenografie, colonna sonora), se quello artistico non delude (interpretazioni, dialoghi, ritmo), se quello narrativo sembra essere all'altezza (nessun buco logico), purtroppo è la sceneggiatura in sé che mostra i suoi limiti intrinseci: deja-vu.
Ambientiamo una storia nello Spazio (in orbita intorno alla Terra, in particolar modo in un ambiente ristretto (Stazione Spaziale ISS), prendiamo un gruppo di persone (scienziati, medici, biologi, astronauti), prendiamo la prima forma di vita aliena conosciuta dall'Umanità (Calvin), facciamo in modo che questo gruppo di scienziati faccia esperimenti sulla forma di vita aliena, con cosa vi ritrovate?
Elencate di seguito, se lo desiderate, i film che vi ricordano chiaramente questa situazione/trama :D.
Il difetto è tutto qua e nonostante Espinosa introduca delle varianti (non enormi astronavi ma una piccola stazione orbitante, non un alieno già adulto ed aggressivo ma una vera ed unica cellula marziana), nonostante il titolo abbia un significato profondo (mai come in questo caso "mors tua vita mea), da un punto di vista squisitamente cinematografico il film appare come un elegante e ben fatto deja-vu, dove tutto è al suo posto, dove non c'è alcuna nota stonata e dove, nonostante tutto, niente ti colpisce realmente.
Peccato essere arrivati con 38 anni di ritardo...:stordita:
Trailer (https://youtu.be/GmKA_sMdp7o)
Il regista svedese Espinosa (di origini cilene), già autore di buone prove come "Safe House" e "Child 44", si ripresenta con questa pellicola fantascientifica di stampo hollywoodiano.
Con attori del calibro di Jake Gyllenhaal (c'è bisogno di presentazioni?), Ryan Reynolds (visto in svariate decine di film di successo) e Rebecca Ferguson (recentissimamente vista ne "La ragazza del treno"), il film non fa nulla per nascondere i suoi pregi e difetti.
Se l'aspetto tecnico è di tutto rispetto (Fotografia, SFX, scenografie, colonna sonora), se quello artistico non delude (interpretazioni, dialoghi, ritmo), se quello narrativo sembra essere all'altezza (nessun buco logico), purtroppo è la sceneggiatura in sé che mostra i suoi limiti intrinseci: deja-vu.
Ambientiamo una storia nello Spazio (in orbita intorno alla Terra, in particolar modo in un ambiente ristretto (Stazione Spaziale ISS), prendiamo un gruppo di persone (scienziati, medici, biologi, astronauti), prendiamo la prima forma di vita aliena conosciuta dall'Umanità (Calvin), facciamo in modo che questo gruppo di scienziati faccia esperimenti sulla forma di vita aliena, con cosa vi ritrovate?
Elencate di seguito, se lo desiderate, i film che vi ricordano chiaramente questa situazione/trama :D.
Il difetto è tutto qua e nonostante Espinosa introduca delle varianti (non enormi astronavi ma una piccola stazione orbitante, non un alieno già adulto ed aggressivo ma una vera ed unica cellula marziana), nonostante il titolo abbia un significato profondo (mai come in questo caso "mors tua vita mea), da un punto di vista squisitamente cinematografico il film appare come un elegante e ben fatto deja-vu, dove tutto è al suo posto, dove non c'è alcuna nota stonata e dove, nonostante tutto, niente ti colpisce realmente.
Peccato essere arrivati con 38 anni di ritardo...:stordita:
Trailer (https://youtu.be/GmKA_sMdp7o)