Redazione di Hardware Upg
11-08-2016, 18:01
Link alla notizia: http://www.hwupgrade.it/news/web/lovby-l-influence-marketing-che-valorizza-il-tempo-perso-sui-social_64011.html
Una piattaforma pensata e sviluppata in Italia per premiare il tempo che passiamo sui social, compiendo missioni diventiamo promoter, aiutiamo il brand a crescere e riceviamo in cambio dei punti tramutabili in premi
Click sul link per visualizzare la notizia.
Ineressante anche l'altra faccia della medaglia, ovvero quella che riguarda le aziende che vogliono aderire a questa nuova modalità di marketing. Esse potranno infatti ora scegliere di pagare per risultati ottenuti, come ad esempio per numero di condivisioni di un post, o di mi piace a una pagina, o di iscrizioni a una newsletter e non più spendere dei soldi a priori per comparire in un banner i cui risultati sono sempre incerti.
Oppure potrebbero pagare una testata online per fare pubblicità mascherata da articolo ;)
Oppure potrebbero pagare una testata online per fare pubblicità mascherata da articolo ;)
Dici? :asd:
inkpapercafe
12-08-2016, 11:18
Che pessima marketta per un incentivo allo spam :D
La pubblicità sta sulle balle a tutti, è un fatto oggettivo, non c'è fanboy che tenga.
Non vedo come possa funzionare questa roba...
anzi no... qualcuno disposto a LAVORARE pur d'ottenere un buono sconto del 5% lo trovano, sicuro.:muro:
La pubblicità sta sulle balle a tutti, è un fatto oggettivo, non c'è fanboy che tenga.
Non vedo come possa funzionare questa roba...
anzi no... qualcuno disposto a LAVORARE pur d'ottenere un buono sconto del 5% lo trovano, sicuro.:muro:
Il 5 percento dici? Per me li trovano gratis, se non disposti a pagare, per "lavorare" facendo l'interesse di altri. Soprattutto in italia, patria natìa di queste "geniali startup". All'inizio "dell'internet per tutti" (parlo di fine anni '90) era consueto trovare aziende che ti pagavano per visualizzare pubblicità mentre navigavi, sfruttando un software che ti faceva comparire un banner sempre in primo piano sul desktop. O simili. Ma le aziende han capito che con altri strumenti più "sociali" potevano tranquillamente raggiungere lo scopo spendendo molto meno. Sarebbe stata la gente a voler entrare nel meccanismo in prima persona e spesso pure a gratis o poco meno.
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