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View Full Version : Transgender accusa Valve di discriminazione e chiede 3 milioni di danni


Redazione di Hardware Upg
25-05-2016, 18:31
Link alla notizia: http://www.gamemag.it/news/transgender-accusa-valve-di-discriminazione-e-chiede-3-milioni-di-danni_62868.html

Un'ex impiegata, che ha lavorato per Valve come traduttrice, accusa Valve di aver contribuito a creare un ambiente di lavoro ostile nei confronti della sua sessualità.

Click sul link per visualizzare la notizia.

SpyroTSK
25-05-2016, 18:55
Il fatto che accusi di tante cose a me sembra indice che è stata licenziata per altro e si attacchi a tutto per prendere dei soldi.

Abbi pazienza, ma fà fare lavori altrui violando le norme interne dell'azienda, promette cose che non può mantenere e per di più dopo che l'azienda ha acconsentito al suo trasferimento per il cambio di sesso, la denunci pure per discriminazione perchè ti ha licenziato per i due motivi sopra citati? :mc:

Skelevra
25-05-2016, 18:57
Abbi pazienza, ma fà fare lavori altrui violando le norme interne dell'azienda, promette cose che non può mantenere e per di più dopo che l'azienda ha acconsentito al suo trasferimento per il cambio di sesso, la denunci pure per discriminazione?

Guarda che è così che campano i SJW

SoxxoZ
25-05-2016, 19:57
Sai che non ho capito il senso del post?
Per forza, lui non ha capito l'articolo.

Noir79
25-05-2016, 20:22
Magari questo é un altro che pretende di scegliere i pronomi a cui viene riferito sulla base della sua delusione personale di voler essere ció che non é... e poi denuncia la compagnia quando qualcuno non si adatta alle sue assurde pretese.

Fanno bene le compagnie a liberarsi di impiegati che causano problemi, altrimenti rischiava che andava a finire come questa scuola (http://www.chicksontheright.com/see-why-this-transgender-teacher-is-getting-60000-from-hisheritstheir-school-district/).

OttoVon
26-05-2016, 00:42
La tipa postata da Noir79 è fuori, continuavano a chiamarla con she e lady.:ciapet:
Sorvolo sul risarcimento, ma minacciare il licenziamento è troppo.


Questi signorO devono capire l'eventuale shock che potrebbe subire il collega, vedendo entrare un qualcosa che non riconosce più come... TE.
Voce diversa, corpo diverso, il colore dei capelli... Prima c'era Belle, oggi è entrato Rocco (viceversa).

Anch'io potrei rimanerci di sasso.
Tema molto ampio, su un forum non si ha il tempo per discuterne.
Ringraziando il Neutro Originario:help:

Tasslehoff
26-05-2016, 01:05
Magari questo é un altro che pretende di scegliere i pronomi a cui viene riferito sulla base della sua delusione personale di voler essere ció che non é... e poi denuncia la compagnia quando qualcuno non si adatta alle sue assurde pretese.

Fanno bene le compagnie a liberarsi di impiegati che causano problemi, altrimenti rischiava che andava a finire come questa scuola (http://www.chicksontheright.com/see-why-this-transgender-teacher-is-getting-60000-from-hisheritstheir-school-district/).Beh anzitutto il sito che hai linkato è tutto fuorchè una fonte imparziale sul tema, già dal nome del sito si evince il bigottismo e la totale noncuranza e anzi sberleffo delle diversità altrui; non si capisce poi da quale pulpito venga questo loro diritto di appioppare giudizi a tutto e a tutti, magari sbandierare la propria ottusità va di moda tra l'elettorato conservatore statunitense :doh:

Sorvolando sul caso specifico (di cui la scarna news da un quadro poco chiaro) è palese che esiste un clima ostile per le persone non chiaramente classificabili con cisgender, quindi omosessuali, transessuali e qualsiasi altra variante.
Parlare di "delusione personale" è sintomatico del livello di ignoranza sul tema, basta andarsi a leggere o vedere qualche testimonianza di persone che vivono questa condizione per rendersi conto di quanto coraggio ci voglia nel combattere ogni giorno per diritti che dovrebbero essere tali a prescindere dal genere con cui si nasce o dal proprio orientamento sessuale.

Andando a Valve o più in generale alle grandi firme dell'IT mondiale ci sono un'infinità di casi di persone mobbizzate ed emarginate con le scuse più stupide.
Aziende che si vantano del loro essere "cool", aperte, disponibili, luoghi paradisiaci dove poter lavorare, dove invece si vive con il costante peso del ricatto di responsabili incapaci e prevenuti; spesso poi per subire questi trattamenti degradanti non occorre nemmeno essere gay, lesbica o transessuale, basta anche semplicemente essere donna :rolleyes:

Noir79
26-05-2016, 01:26
Beh anzitutto il sito che hai linkato è tutto fuorchè una fonte imparziale sul tema, già dal nome del sito si evince il bigottismo e la totale noncuranza e anzi sberleffo delle diversità altrui; non si capisce poi da quale pulpito venga questo loro diritto di appioppare giudizi a tutto e a tutti, magari sbandierare la propria ottusità va di moda tra l'elettorato conservatore statunitense :doh:

Perché dal nome del sito (Chicks on the Right) si dovrebbe evincere "bigottismo"? Attenzione che quella parola é una spada a doppio taglio.

Sorvolando sul caso specifico (di cui la scarna news da un quadro poco chiaro) è palese che esiste un clima ostile per le persone non chiaramente classificabili con cisgender, quindi omosessuali, transessuali e qualsiasi altra variante.

Davvero? Veramente in America ci sono state persone che sono state licenziate solo per aver espresso opposizione al "matrimonio" gaio, direi che il clima ostile c'é soprattutto verso chi non accetta ogni diktat dei fascisti arcobaleno.

Parlare di "delusione personale" è sintomatico del livello di ignoranza sul tema, basta andarsi a leggere o vedere qualche testimonianza di persone che vivono questa condizione per rendersi conto di quanto coraggio ci voglia nel combattere ogni giorno per diritti che dovrebbero essere tali a prescindere dal genere con cui si nasce o dal proprio orientamento sessuale.

Qui non si sta parlando di chi semplicemente voglia vestirsi o comportarsi come persone del sesso opposto, che per quanto bizzarro é del tutto legittimo, stiamo parlando di chi minaccia conseguenze legali per chi usa termini e pronomi fattualmente e biologicamente corretti. Che solo perché hanno deciso di sentirsi offesi da un linguaggio incontrovertibilmente legittimo vogliono punire chi non li accetta per quello che non sono e non saranno mai.
Si, questo significa delirare.

OttoVon
26-05-2016, 02:07
Guarda che il coraggio serve quotidianamente a tutti.
Affrontando la vita senza coraggio finirai succube del primo arrogante che passa.

dove invece si vive con il costante peso del ricatto di responsabili incapaci e prevenuti
Mi pare prevenuto il tuo "incapace".
Uno può fare l'odioso ed essere il più preparato di tutti.
Anzi, per esperienza, posso dirti che i più odiosi sono proprio quelli che sanno di valere.


Fa sempre piacere leggere che l'altro è ottuso e miope, solo perché vede la cosa da un'altra prospettiva.
Lo sanno tutti che una persona non cambia sesso per sport, chiaramente ha la risolutezza necessaria per affrontare le varie operazioni. Chapeau!
Al momento resta il libero pensiero, quindi non puoi far piacere a tutti questa tua decisione.

Da quello che ho capito: un cisgender è colui che sta a proprio agio con il sesso con il quale nasce.
Se così fosse lesbiche e gay, cioè gli omosessuali in generale, non possono rientrare tra i trans. Loro sono donne e uomini che stanno bene così, vanno solo a letto con persone dello stesso sesso.
Questo è un tema delicato, finirete per fare muro contro muro e ciccia.

cronos1990
26-05-2016, 07:46
Qui non si sta parlando di chi semplicemente voglia vestirsi o comportarsi come persone del sesso opposto, che per quanto bizzarro é del tutto legittimo, stiamo parlando di chi minaccia conseguenze legali per chi usa termini e pronomi fattualmente e biologicamente corretti. Che solo perché hanno deciso di sentirsi offesi da un linguaggio incontrovertibilmente legittimo vogliono punire chi non li accetta per quello che non sono e non saranno mai.
Si, questo significa delirare.Non entro nel merito della questione, perché le informazioni date sulla notizia sono ben poche: dare giudizi a favore di una o l'altra parte lo considero abbastanza supponente da parte di chiunque in questi casi.
Senza considerare che tra chi ha postato finora, credo nessuno possa comprendere quello che una persona che si sottopone ad un cambiamento del genere stia passando, vista dagli occhi di chi gli sta attorno soprattutto nell'ambiente di lavoro.

Trovo fuori luogo dare contro al dipendente in questione senza sapere la reale situazione dei fatti, dove nell'articolo proposto viene solo accennata la situazione. E sinceramente (pur non condividendo certe scelte di alcune persone) non capisco dove si evince che è il dipendente ad essere in torto.

Nella mia ignoranza mi limito a dire che mi sembra puerile ridurre tutta la situazione solo al semplice "insulto" verbale: sia perché in 4 anni possono essere successi tantissimi casi di discriminazione di vario tipo (non lo sappiamo), sia perché anche dal poco che è scritto si parla anche di altre situazioni per così dire "spiacevoli" (al che, a questo punto, mi domando perché non se ne tenga conto: per far valere meglio la propria tesi?).

Infine, sempre nella mia ignoranza, non mi pare neanche che si siano usati pronomi fattualmente e biologicamente corretti. Il mio inglese zoppicherà parecchio, ma da che ricordi si usa "he" per indicare i maschi, "she" per indicare le femmine e "it" è neutro e serve ad indicare cose ed animali.
Tu saresti contento se venissi considerato un oggetto o un animale?

Doraneko
26-05-2016, 08:58
Infine, sempre nella mia ignoranza, non mi pare neanche che si siano usati pronomi fattualmente e biologicamente corretti. Il mio inglese zoppicherà parecchio, ma da che ricordi si usa "he" per indicare i maschi, "she" per indicare le femmine e "it" è neutro e serve ad indicare cose ed animali.
Tu saresti contento se venissi considerato un oggetto o un animale?

"it" come hai detto tu è neutro, ma non è solo per cose o persone. Ad esempio in "who is it?" è assessuale ma è chiaramente riferito a qualcuno.
Se uno nasce maschio e viene visto come tale, non può sentirsi offeso se ci si riferisce a "lui" e non a "lei", non c'è malafede in ciò. Bene saremmo messi se ognuno avesse l'assurda pretesa di uscire dai canoni del buon senso e di quelle che vengono comunemente accettate come forme rispettose per pretendere che ci si riferisca a lui in modi assurdi (tipo il "they" del link).
Adesso è la comunità lgbt che sta acquistando importanza, un domani che dovesse diventare più importante quella dei giocatori online uno potrebbe volere che ci si riferisca a lui col nome del suo personaggio? "Non chiamarmi Mario Rossi, chiamami TheKiller1234" :rolleyes:

cronos1990
26-05-2016, 09:29
"it" come hai detto tu è neutro, ma non è solo per cose o persone. Ad esempio in "who is it?" è assessuale ma è chiaramente riferito a qualcuno.A qualcuno in senso generico, non ad un individuo specifico (fermo restando che fai un esempio specifico, quando nella realtà dei fatti potrebbero esserci stati centinaia di situazioni); al che, l'uso del pronome neutro ha una logica. E qui si ritorna al punto di cui sopra: quando ti riferisci ad una persona specifica (in inglese), si usa mai il pronome "it"?
La domanda è ovviamente retorica. Se parli di tua madre non usi "it" ma "she", se parli di tuo fratello uso "he". Se parli del tuo collega di lavoro maschio che è diventato donna, non usi "it".
Se uno nasce maschio e viene visto come tale, non può sentirsi offeso se ci si riferisce a "lui" e non a "lei", non c'è malafede in ciò. Bene saremmo messi se ognuno avesse l'assurda pretesa di uscire dai canoni del buon senso e di quelle che vengono comunemente accettate come forme rispettose per pretendere che ci si riferisca a lui in modi assurdi (tipo il "they" del link).
Adesso è la comunità lgbt che sta acquistando importanza, un domani che dovesse diventare più importante quella dei giocatori online uno potrebbe volere che ci si riferisca a lui col nome del suo personaggio? "Non chiamarmi Mario Rossi, chiamami TheKiller1234" :rolleyes:Qui però, e sempre riferendoci al discorso specifico (perché ripeto: ci si impunta su problemi puramente linguistici, ma dubito fortemente che il problema sia solo sull'uso di un semplice termine, cosa che tra l'altro viene evidenziata nelle seppur poche righe dell'articolo) non stiamo parlando di una situazione in cui una persona terza si trova in imbarazzo e non sa se usare il termine maschile o femminile.
Non è neanche il discorso di uno che usa un nickname al posto del suo nome o viceversa; potrei anche incaxxarmi come una bestia se mi chiami "Francesco" anziché "Cronos", ma dacchè mi risulta non fai una discriminazione né mi insulti: sono entrambi nomi con i quali da sempre sono conosciuto, ed in ogni caso non implicano discriminazione. Anche se oggi decidessi di andare alla anagrafe e cambiarmi il nome col nickname.

Qui siamo nella situazione in cui una persona viene deliberatamente ed offensivamente paragonata ad un oggetto. E non parliamo di situazioni generiche come l'esempio che tu hai fatto. E a differenza dell'italiano (che non ha il pronome neutro alla terza persona) non è neanche la situazione in cui non sai, conoscendo la persona, se considerarla un maschio o una femmina, dove l'uso errato di un termine può non essere un insulto ma anche più semplicemente confusione od impaccio.

Fermo restando che ogni singola situazione andrebbe contestualizzata ed analizzata nello specifico (si potrebbe trattare di casi in cui si prende bonariamente in giro la persona in questione per quanto ne sappiamo, o di una scelta ragionata nell'uso dei termini perché non si sa bene quale usare, o di semplice ignoranza. Esempi per far capire che molto dipende anche dal contesto nel quale ci si trova), a livello puramente linguistico il discorso è molto semplice.
Perché per quanto uno possa rigirare il discorso, su questa questione specifica la grammatica inglese è molto chiara e semplice.

Non è, infine, neanche il caso di qualcuno che pretende situazioni fuori dai canoni del buon senso per essere identificata, come tu hai accennato; questo non emerge da nessuna parte.

ziozetti
26-05-2016, 09:40
Qui non si sta parlando di chi semplicemente voglia vestirsi o comportarsi come persone del sesso opposto, che per quanto bizzarro é del tutto legittimo, stiamo parlando di chi minaccia conseguenze legali per chi usa termini e pronomi fattualmente e biologicamente corretti. Che solo perché hanno deciso di sentirsi offesi da un linguaggio incontrovertibilmente legittimo vogliono punire chi non li accetta per quello che non sono e non saranno mai.
Si, questo significa delirare.
Corretti manco per niente, se la persona (che era uomo) ha legalmente cambiato sesso sui documenti è ufficialmente e socialmente donna.
Premesso che chiamarla it è incredibilmente offensivo, chiamarla he sarebbe comunque una mancanza di rispetto.
Quella persona ora è una donna, quello bizzarro sei tu se non l'accetti. E nota bene che bizzarro non è il primo termine che mi verrebbe in mente, nel caso.

marezza
26-05-2016, 10:45
Visto come traducono molte cose meglio i nerd freelance :D

Doraneko
26-05-2016, 11:41
Corretti manco per niente, se la persona (che era uomo) ha legalmente cambiato sesso sui documenti è ufficialmente e socialmente donna.
Premesso che chiamarla it è incredibilmente offensivo, chiamarla he sarebbe comunque una mancanza di rispetto.
Quella persona ora è una donna, quello bizzarro sei tu se non l'accetti. E nota bene che bizzarro non è il primo termine che mi verrebbe in mente, nel caso.

"legalmente", "socialmente" e "ufficialmente" sono avverbi che sottintendono un contesto arbitrario e artificiale. Posso capire che uno/a che ha cambiato sesso non debba essere preso a calci per la scelta che ha fatto, ma non si può neanche pretendere che io fisiologicamente percepisca (esempio) come femmina una persona che fino all'altro ieri era un maschio, cioè che le mie percezioni sensoriali non facciano alcuna differenza tra una donna nata donna e una donna nata uomo. E il "bizzarro" o qualsiasi altro termine perde tatalmente peso se le circostanze che fanno si che uno venga etichettato come tale sono quelle che dici tu.
Comunque vedo sempre più frequente la pratica di voler imporre idee e metodi di pensiero a gente ritenuta bigotta o intollerante, con tanta pace per la tolleranza stessa...

Madcrix
26-05-2016, 12:04
fonte: Polygon :asd:

il buco del c**o della stampa specializzata, dato che hanno zero credibilità puntano allo scandalo ormai...

Un trans non diventa donna, quindi "she" è fuori luogo. Questi degenerati facciano quel che gli pare con la propria salute e il proprio corpo, liberissimi di distruggersi, ma manco per sogno pensino di venderci il fatto che sono femmine.

ziozetti
26-05-2016, 12:10
"legalmente", "socialmente" e "ufficialmente" sono avverbi che sottintendono un contesto arbitrario e artificiale. Posso capire che uno/a che ha cambiato sesso non debba essere preso a calci per la scelta che ha fatto, ma non si può neanche pretendere che io fisiologicamente percepisca (esempio) come femmina una persona che fino all'altro ieri era un maschio, cioè che le mie percezioni sensoriali non facciano alcuna differenza tra una donna nata donna e una donna nata uomo. E il "bizzarro" o qualsiasi altro termine perde tatalmente peso se le circostanze che fanno si che uno venga etichettato come tale sono quelle che dici tu.
Comunque vedo sempre più frequente la pratica di voler imporre idee e metodi di pensiero a gente ritenuta bigotta o intollerante, con tanta pace per la tolleranza stessa...
Se sui documenti è maschio, è maschio, he.
Se sui documenti è femmina, è femmina, she.

Poi, se stiamo parlando di una persona che conosci da tanto vien da sé che ti verrà automatico chiamarla Mario invece che Maria, così come suppongo che Maria non di denuncerà per discriminazione.

Diverso è il caso di (solo a scopo esemplificativo, l'ho intravista facendo zapping) Caitlyn Jenner: riferirsi a lei chiamandola Bruce mi sembra abietto.

ziozetti
26-05-2016, 12:15
...
Comunque vedo sempre più frequente la pratica di voler imporre idee e metodi di pensiero a gente ritenuta bigotta o intollerante, con tanta pace per la tolleranza stessa...

Un trans non diventa donna, quindi "she" è fuori luogo. Questi degenerati facciano quel che gli pare con la propria salute e il proprio corpo, liberissimi di distruggersi, ma manco per sogno pensino di venderci il fatto che sono femmine.
Tolleranza con gli intolleranti? No, grazie.

*aLe
26-05-2016, 12:21
Un trans non diventa donna, quindi "she" è fuori luogo.Dipende. Se una persona mi si presenta davanti ed esteticamente è una donna, io la indico come "lei".
Se viceversa esteticamente si presenta come un uomo, lo indico come "lui".
Non mi interessa chi fosse ieri/l'anno scorso/dieci anni fa, e non ho diritto/tempo/soldi di fargli/farle un esame del DNA per vedere se effettivamente l'aspetto concorda con quanto dicono i suoi geni (tantomeno vado a sbirciargli/le nelle mutande per vedere cosa trovo, scusa la volgarità ma è per farti capire l'idea).

Discorso diverso, più difficile forse, se questa persona la conosci da una vita. Ma in questo caso c'è abbastanza "confidenza" da domandargli/domandarle "ascolta, prima di fare figure di palta, come preferisci essere chiamato/a?"

Madcrix
26-05-2016, 12:25
[COLOR="Red"]
Tolleranza con gli intolleranti? No, grazie.

Il fatto di assecondare una malattia mentale piuttosto che curarla è già di per sè ridicolo. Qui non si tratta di preferenze sessuali o altro, qui si tratta di mutilarsi per assecondare ossessioni. Se uno si sveglia domani e decide di voler diventare un gatto, si fa impiantare metri di peluria e smantellare la faccia finché non ha la fisionomia di un felino, ci sarà gente pronta a giustificare questa follia.
Come ho detto liberissimi di farlo eh, ma io sono liberissimo di pensare che sia incredibilmente folle.

Quale intolleranza? Io sono per la libertà di fare quel si vuole. Ovviamente poi tocca fare i conti col mondo reale, non è tutto come nella fantasia malata di certi individui.

ziozetti
26-05-2016, 12:29
Il fatto di assecondare una malattia mentale piuttosto che curarla è già di per sè ridicolo.
Il fatto che tu consideri i transgender dei malati ti qualifica come persona profondamente ignorante.

Tralascio i miei giudizi personali, non mi va di essere bannato.

ziozetti
26-05-2016, 12:30
Dipende. Se una persona mi si presenta davanti ed esteticamente è una donna, io la indico come "lei".
Se viceversa esteticamente si presenta come un uomo, lo indico come "lui".
Non mi interessa chi fosse ieri/l'anno scorso/dieci anni fa, e non ho diritto/tempo/soldi di fargli/farle un esame del DNA per vedere se effettivamente l'aspetto concorda con quanto dicono i suoi geni (tantomeno vado a sbirciargli/le nelle mutande per vedere cosa trovo, scusa la volgarità ma è per farti capire l'idea).

Discorso diverso, più difficile forse, se questa persona la conosci da una vita. Ma in questo caso c'è abbastanza "confidenza" da domandargli/domandarle "ascolta, prima di fare figure di palta, come preferisci essere chiamato/a?"
Uh... stai dicendo che lo rispetteresti anche se è un degenerato?!? :eek:


;)

Madcrix
26-05-2016, 12:30
Dipende. Se una persona mi si presenta davanti ed esteticamente è una donna, io la indico come "lei".
Se viceversa esteticamente si presenta come un uomo, lo indico come "lui".
Non mi interessa chi fosse ieri/l'anno scorso/dieci anni fa, e non ho diritto/tempo/soldi di fargli/farle un esame del DNA per vedere se effettivamente l'aspetto concorda con quanto dicono i suoi geni (tantomeno vado a sbirciargli/le nelle mutande per vedere cosa trovo, scusa la volgarità ma è per farti capire l'idea).

Discorso diverso, più difficile forse, se questa persona la conosci da una vita. Ma in questo caso c'è abbastanza "confidenza" da domandargli/domandarle "ascolta, prima di fare figure di palta, come preferisci essere chiamato/a?"


Capisco il tuo punto di vista, ma uno potrebbe risponderti che il sesso è quello sui documenti. Certo a prima vista si può cadere in errore, ma è questo il punto, si tratta di un errore.

Se so che quella persona è un trans, non lo considero di certo una donna, per me alla meglio diventa appunto un trans, ossia un uomo che si è mutilato.

Madcrix
26-05-2016, 12:34
Il fatto che tu consideri i transgender dei malati ti qualifica come persona profondamente ignorante.

Tralascio i miei giudizi personali, non mi va di essere bannato.

Mi sa che l'ignorante sei tu, avendo 5 anni di psicologia sulle spalle ti assicuro che ci sono gli estremi e ben oltre per sostenere questa idea. Anzi è un'idea già sostenuta, di fatto è una malattia e ha anche un nome.
Poi ovviamente c'è l'altra sponda, che pensa che mutilarsi ed avvelenarsi con ormoni sia assolutamente naturale e la giusta cura perché è il corpo ad essere sbagliato, non la mente, quindi è il corpo che va "purificato" e modificato a piacere.

Sono punti di vista.

ziozetti
26-05-2016, 12:57
Mi sa che l'ignorante sei tu, avendo 5 anni di psicologia sulle spalle ti assicuro che ci sono gli estremi e ben oltre per sostenere questa idea. Anzi è un'idea già sostenuta, di fatto è una malattia e ha anche un nome.
Poi ovviamente c'è l'altra sponda, che pensa che mutilarsi ed avvelenarsi con ormoni sia assolutamente naturale e la giusta cura perché è il corpo ad essere sbagliato, non la mente, quindi è il corpo che va "purificato" e modificato a piacere.

Sono punti di vista.
Peccato che non ci siano più i manicomi dove rinchiuderli. :rolleyes:

PS: e che anche i rieducational camp siano diventati illegali in parte degli USA...

Doraneko
26-05-2016, 13:02
Il fatto che tu consideri i transgender dei malati ti qualifica come persona profondamente ignorante.

Guarda che l'essere transgender è in sè causato da un disturbo, un disturbo che provoca in discostamento tra il sesso al quale uno si sente di appartenere e quello di nascita, una specie di disturbo d'identità. Non lo dico con disprezzo ma è proprio una cosa medica.
Addirittura, per anni, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come malattia mentale anche l'omosessualità.
Se si vogliono trattare certe questioni con imparzialità è un conto, altrimenti chi si pone a priori come favorevole a tutto fà la stessa figura barbina dei bigottoni che parlano di certe cose come blasfeme, contro-natura, ecc...

Enderedge
26-05-2016, 13:04
Non entro nel merito della questione riportata dall'articolo perché è riportata in modo talmente generale che non si sa effettivamente quali siano i termini della stessa.
Sulla questione più generale della scelta del "modo di essere" ritengo che ci sia molta confusione e soprattutto una supervalutazione dei diritti dei singoli.
Apparentemente da qualche anno a questa parte si è instillata l'idea che ognuno abbia assoluta libertà di diritto.
Ed in nome di questa libertà sembra che ognuno possa fare e dire qualsiasi cosa perché "ha diritto" (la generalizzazione è necessaria per sinteticità).
I diritti delle "società" (intesi come aggregato di regole che una comunità si da per poter vivere insieme) sembrano sempre più sfumati e modificabili soprattutto in funzione dei momenti.
Ritengo che la libertà di esprimere il proprio modo di essere sia una libertà fondamentale.
Non ritengo che l'imposizione di una "ideologia" (quale che sia) sia un modo corretto di affermare la propria libertà.
Se un uomo vuole diventare donna, o viceversa, dovrebbe poterlo fare.
Non ritengo corretto criticare chi però non la pensa nello stesso modo.
E non è una questione di "bigottismo" o "ignoranza" ma, forse, di libertà.
Ultimamente sembra che sia corretto essere di differenti orientamenti sessuali e non corretto avere quello che normalmente (e apparentemente ancora per la maggiore) appare l'orientamento prevalente.
L'imposizione, perchè nel momento in cui si "bollano" per ignoranti e/o bigotti tutti quelli che non la pensano nello stesso modo parliamo imposizione (o dittatura), è esattamente allo stesso livello di chi critica chi non accetta le difformità e/o differenze di stile di vita.
Come per qualsiasi cambiamento sociale la discussione ed il tempo sono elementi necessari per potere portare ad un cambiamento.
Ma ritengo che ci sia una sopravvalutazione dei diritti mentre ci dovrebbe essere, prima, un sano richiamo ai propri doveri (tutti).
Il portato di tali discussioni, ritengo, siano prevalentemente determinati da un momento socio culturale povero di idee, di immobilismo culturale e di vera e propria decadenza sociale che ha portato ad un eccesso di individualismo e quindi ad una supervalutazione dei propri diritti e conseguente "dimenticanza" dei propri doveri.

ziozetti
26-05-2016, 13:07
Guarda che l'essere transgender è in sè causato da un disturbo, un disturbo che provoca in discostamento tra il sesso al quale uno si sente di appartenere e quello di nascita, una specie di disturbo d'identità. Non lo dico con disprezzo ma è proprio una cosa medica.
Addirittura, per anni, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come malattia mentale anche l'omosessualità.
Se si vogliono trattare certe questioni con imparzialità è un conto, altrimenti chi si pone a priori come favorevole a tutto fà la stessa figura barbina dei bigottoni che parlano di certe cose come blasfeme, contro-natura, ecc...
L'omosessualità è stata considerata una malattia fino agli anni '90, se non erro.

L'essere transgender è un disturbo dell'identità di genere ma da qui a parlare di transgender come pazzi malati che godono nel farsi togliere o aggiungere pezzi ce ne passa.
Non si "guarisce" dall'essere transgender.

ziozetti
26-05-2016, 13:11
...
Ultimamente sembra che sia corretto essere di differenti orientamenti sessuali e non corretto avere quello che normalmente (e apparentemente ancora per la maggiore) appare l'orientamento prevalente.

Per chi non lo sappia, sono quanto di più tradizionale ci possa essere: eterosessuale sposato con figli.
Non ho alcun interesse personale nel difendere persone LGBT.

Ma ritengo che ci sia una sopravvalutazione dei diritti mentre ci dovrebbe essere, prima, un sano richiamo ai propri doveri (tutti).

Non capisco a quali doveri ti riferisci.

Madcrix
26-05-2016, 13:17
Peccato che non ci siano più i manicomi dove rinchiuderli. :rolleyes:

PS: e che anche i rieducational camp siano diventati illegali in parte degli USA...

Non ho mai auspicato o accennato a cose del genere, sei a corto di argomenti e vai sulla difensiva.



L'omosessualità è stata considerata una malattia fino agli anni '90, se non erro.

L'essere transgender è un disturbo dell'identità di genere ma da qui a parlare di transgender come pazzi malati che godono nel farsi togliere o aggiungere pezzi ce ne passa.
Non si "guarisce" dall'essere transgender.

Certo che si guarisce, a suon di ormoni e mutilazioni, perché questa è la cura attuale... Mi chiedo se almeno la metà di chi sostiene questa linea sa che effetti hanno gli ormoni a lungo termine su corpo e mente, e soprattutto se dopo 20 anni vanno a vedere che ne è di coloro che si sottopongono a questa "cura", giusto per vederne gli effetti.

SL3
26-05-2016, 13:24
:muro: Per forza, lui non ha capito l'articolo.

Enderedge
26-05-2016, 13:59
Mi rincresce il fatto che non hai idea di quali doveri si abbiano (dal momento che viviamo in una società civile (o almeno così si dice)) che ha dettato le sue regole.
Direi quindi che quanto ho scritto non si discosta troppo da quanto viviamo ...

Cmq, intendo prima il dovere del rispetto dell'altrui libertà, in questo caso, quella di pensiero ... per esempio
... o il dovere del rispetto delle regole esistenti ...
ne esistono molti che derivano (sempre) dalle regole che una società si da ... (a prescindere da qualsiasi credo religioso e politico)

ziozetti
26-05-2016, 14:25
Mi rincresce il fatto che non hai idea di quali doveri si abbiano (dal momento che viviamo in una società civile (o almeno così si dice)) che ha dettato le sue regole.
Direi quindi che quanto ho scritto non si discosta troppo da quanto viviamo ...

Cmq, intendo prima il dovere del rispetto dell'altrui libertà, in questo caso, quella di pensiero ... per esempio
... o il dovere del rispetto delle regole esistenti ...
ne esistono molti che derivano (sempre) dalle regole che una società si da ... (a prescindere da qualsiasi credo religioso e politico)
Stai trollando?!?
Credevo ti riferissi a chissà quali diritti specifici, non ai massimi sistemi...

PaulGuru
26-05-2016, 14:28
Accusa ridicola.

Ambiente ostile per lei ?
E il disagio che alcuni sanno creare nei confronti degli altri ?
E anche se ipoteticamente fosse vero, come se poi non sapesse cosa comportava il cambiamento di sesso a livello sociale ......
Sarà IL classicO dipendente frustratO.

Era da sbattere fuori !

ziozetti
26-05-2016, 14:51
Sarà IL classicO dipendente frustratO.

Livelli altissimi!

Embryo
26-05-2016, 15:06
Lavoro in un'azienda dove UNA collega ha intrapreso il percorso per diventare UN collega. Da quel che ne so tecnicamente adesso è transessuale (passa da un sesso all'altro attraverso un lungo percorso), una volta finito tutto l'iter sarà un uomo a tutti gli effetti.
Mi sono chiesto una volta appresa la notizia di questo cambiamento cosa l'avesse spinto a fare questa richiesta. Ho pensato solamente a quanta sofferenza deve aver provato fino adesso per sentirsi di dover affrontare un calvario simile, che vale la pena di ricordare non è a discrezione di chi lo chiede, ma c'è una commissione medica che valuta la cosa (almeno qui in Italia).
Certo non è semplice reidentificare una persona che si conosce da 15 anni e inserirla in un nuovo genere, ma se lui sta meglio ed felice di questa nuova identità io sono assolutamente contento per lui che ha trovato una nuova serenità.
Non è nemmeno semplice parlare di lui al maschile senza concentrarsi, ma anche lui sa benissimo che le cose saranno ballerine per un bel po' di tempo, questo non è un problema... il problema nasce, come sarà nato per la ex dipendente di Valve, se c'è una forma di discriminazione palese... e sarà un problema sia per i dipendenti cosiddetti normali sia per l'azienda che deve tutelare dal mobbing tutte le persone a cui dà un lavoro.

Epoc_MDM
26-05-2016, 15:11
Ma l'apertura mentale, a mio avviso, dovrebbe essere da entrambe le parti.

La società (e le persone) ha bisogno dei suoi tempi per maturare. E' naturale che di fronte ad una cosa su cui si è poco abituati, si faccia fatica ad accettarla, si cade in errore (molto spesso in buona fede).

E' anche logico però, pensare che chi ci metta di fronte ad una situazione del genere, capisca che la cosa possa creare confusione e disagio.

Pretendere di essere accettati SEMPRE e COMUNQUE, per quello che si è (o non si è), lo metto allo stesso livello di chi non accetta.

Quando vi danno un argomento da studiare, imparate tutto subito alla prima lettura, o avete bisogno di leggere, rileggere, riscrivere, riassuntare, ripetere etc etc infinite volte?

Per come la vedo io, ognuno, della sua vita, è libero di fare quello che vuole, non criticherò mai nessuna scelta. Ma ho bisogno di tempo, come tutti, per accettare una novità e renderla meccanica, nel parlare e nell'agire.

Offendere è sempre e comunque sbagliato.

PaulGuru
26-05-2016, 15:38
L'essere transgender è un disturbo dell'identità di genere ma da qui a parlare di transgender come pazzi malati che godono nel farsi togliere o aggiungere pezzi ce ne passa.
Disturbo psicologico, che dovrebbe essere curato come tale non da un punto di vista chirurgico.
Non si guarisce ? Chi te lo ha detto ? Pensi veramente che in 7 miliardi di persone i casi di disturbi psicologici siano tutti archiviati ?

Non si guarisce nel senso che essendo un disturbo psicologico così come tutti quelli di questo tipo non sono realmente diagnosticabili in quanto non è una scienza esatta e il metodo di intervento è astratto, questo solo per quel che riguardo il percorso con lo psicologo.

Detto questo così come altri non hanno il diritto di giudicare, anche tu non dovresti giudicare chi la pensa diversamente da te.
E non usiamo la frase "apertura mentale" che oramai è più una frase di moda.

ziozetti
26-05-2016, 16:04
Detto questo così come altri non hanno il diritto di giudicare, anche tu non dovresti giudicare chi la pensa diversamente da te.


questo é un altro che pretende di scegliere i pronomi a cui viene riferito sulla base della sua delusione personale di voler essere ció che non é
Questi signorO devono capire l'eventuale shock che potrebbe subire il collega
Questi degenerati
si tratta di mutilarsi per assecondare ossessioni
Sarà IL classicO dipendente frustratO.
Non è questione di pensarla o meno come me, è questione di rispetto.
Tu e altri avete dimostrato di non averne nei confronti di quei degenerati, come pensi che possa avere rispetto delle vostre opinioni?

PaulGuru
26-05-2016, 16:32
Non è questione di pensarla o meno come me, è questione di rispetto.
Tu e altri avete dimostrato di non averne nei confronti di quei degenerati, come pensi che possa avere rispetto delle vostre opinioni?
Io la parola "degenerati" non l'ho mai usata ( ho detto tutto )
Come puoi avere rispetto ? Se pensi di essere migliore dovresti dare l'esempio.

Nessuno scegliere dove, come e quando nascere, quindi ognuno se la deve cavare con le carte che ha, se non ci riesci non puoi di certo essere ritenuto al pari di altri, questo è il mio pensiero, stop !
C'è gente che nasce più sfortunata di me ? Sì così' come io sono stato sfortunato rispetto ad altri, ma mica mi lagno.

biometallo
26-05-2016, 16:38
Non è questione di pensarla o meno come me, è questione di rispetto.

In effetti stavo proprio pensando che il nocciolo della questione sia proprio questo, il rispetto;
Indipendentemente dal fatto che essere trasgender sia o meno una malattia, indipendentemente dalla semantica ecc... qui si tratta semplicemente di rispettare la libera scelta di un individuo, e non vedo cosa ci sia di così difficile nel concedere il "lei" o "lui" a chi si sente uomo o donna indipendentemente dal sesso di nascita, di certo nessuno si merita "del coso" come stando alle accuse sarebbe successo qui.

Epoc_MDM
26-05-2016, 16:43
In effetti stavo proprio pensando che il nocciolo della questione sia proprio questo, il rispetto;
Indipendentemente dal fatto che essere trasgender sia o meno una malattia, indipendentemente dalla semantica ecc... qui si tratta semplicemente di rispettare la libera scelta di un individuo, e non vedo cosa ci sia di così difficile nel concedere il "lei" o "lui" a chi si sente uomo o donna indipendentemente dal sesso di nascita, di certo nessuno si merita "del coso" come stando alle accuse sarebbe successo qui.

Corretto. DI contro, però, l'individuo in questione deve rispettare il tempo fisiologico necessario affinchè, persone non abituate quotidianamente a vivere la situazione, riescano a viverla in modo naturale.

Rispetto? Certo e sempre, ma sempre da entrambe le parti :)

ziozetti
26-05-2016, 16:44
Io la parola "degenerati" non l'ho mai usata ( ho detto tutto )
Come puoi avere rispetto ? Se pensi di essere migliore dovresti dare l'esempio.

Scusa, ho messo insieme tutte le parti che mi hanno disgustato, non volevo addebitarle a te.
Edito perché sia più chiaro.

PaulGuru
26-05-2016, 16:44
In effetti stavo proprio pensando che il nocciolo della questione sia proprio questo, il rispetto;
Indipendentemente dal fatto che essere trasgender sia o meno una malattia, indipendentemente dalla semantica ecc... qui si tratta semplicemente di rispettare la libera scelta di un individuo, e non vedo cosa ci sia di così difficile nel concedere il "lei" o "lui" a chi si sente uomo o donna indipendentemente dal sesso di nascita, di certo nessuno si merita "del coso" come stando alle accuse sarebbe successo qui.
Finchè esiste la società, non esisterà mai la libertà assoluta.
La società attuale è così per ora.

Quindi chiunque decida di sottoporsi a questo tipo di operazione dovrebbe già mettere in conto certi atteggiamenti giusti o sbagliati, e invece a me sembra la solita lotta di un dipendente frustrato che cerca di imporre il rispetto anzichè guadagnarselo peggiorando solo la situazione.

Adesso che ha sollevato tutto sto polverone alla Valve pensa veramente di trovare un lavoro analogo da altre aziende del settore ?
- Perderà la causa
- Perderà il lavoro
- E sarà bandito perchè etichettato come creatore di problemi.

Quì non centra nulla essere trans o meno, questo è un frustrato che è stato troppo avventato.

ziozetti
26-05-2016, 16:51
Corretto. DI contro, però, l'individuo in questione deve rispettare il tempo fisiologico necessario affinchè, persone non abituate quotidianamente a vivere la situazione, riescano a viverla in modo naturale.

Rispetto? Certo e sempre, ma sempre da entrambe le parti :)
Credo ci metterà molto di più la persona a cambiare che gli altri ad abituarsi, non è cosa di un paio di giorni.

Non so se sei sposato, ma dopo il matrimonio ci ho messo mesi a parlare della mia fidanzata come moglie; credo che sia la stessa cosa, rivolgendosi per anni ad un collega al maschile ci vuole qualche tempo per entrare nell'ordine di idee. Se dopo una settimana di confondi non ci vedo nulla di male e anche la collega (spero!) non se la prenderà; se lo fai volontariamente per mesi e mesi però sei stronzo.

Mparlav
26-05-2016, 16:53
Uno pensa che un film come Philadelfia sia stata pura finzione, poi scopri che di questi episodi ne accadono ogni giorno.

Madcrix
26-05-2016, 17:34
Scusa, ho messo insieme tutte le parti che mi hanno disgustato, non volevo addebitarle a te.
Edito perché sia più chiaro.


http://www.cbsnews.com/news/sex-change-treatment-for-kids-on-the-rise/

Tutto ok, nulla di sbagliato in questo approccio secondo te?

PaulGuru
26-05-2016, 18:29
http://www.cbsnews.com/news/sex-change-treatment-for-kids-on-the-rise/
Tutto ok, nulla di sbagliato in questo approccio secondo te?
Questa è la vera indignazione.

ziozetti
26-05-2016, 19:47
Su questo sì, mi sembrano veramente pochi 8 anni per decidere della propria sessualità. Fino all'adolescenza è un continuo divenire, prendere decisioni dalle quali non si può più tornare indietro così presto mi sembra rischioso.
Per non sapere né leggere né scrivere metterei il limite della maggiore età.

NODREAMS
26-05-2016, 19:50
Come si dice a Roma...
So tutti froci cor culo degli altri.

PaulGuru
26-05-2016, 19:51
Su questo sì, mi sembrano veramente pochi 8 anni per decidere della propria sessualità. Fino all'adolescenza è un continuo divenire, prendere decisioni dalle quali non si può più tornare indietro così presto mi sembra rischioso.
Per non sapere né leggere né scrivere metterei il limite della maggiore età.

eppure in teoria per un buon lavoro fatto come si deve è quella l'età giusta per cominciare la "cura" ormonale

MiKeLezZ
26-05-2016, 22:48
Bhe il pronome "it" è per le cose "indefinite"... noi li chiamiamo "transessuali", ovvero né maschio né femmina (infatti che pronome si usa per il transessuale? lei o lui? bho)... non mi pare questo dramma.

A vedere i normali soprusi in una giornata lavorativa italiana anzi mi pare che tutto sommato se la godeva alla grande, visto il cambio di sede (in Italia ti dicevano: se non ti sta bene licenziati), visto il periodo preso per l'operazione (in Italia ti dicevano: fai l'intervento ad Agosto sfruttandoti le ferie), visto la possibilità di lavorare da casa (in Italia ti dicevano: non mi frega un cazzo tu vieni comunque in ufficio così ti posso controllare) e tutto il resto............

Embryo
26-05-2016, 23:15
Bhe il pronome "it" è per le cose "indefinite"... noi li chiamiamo "transessuali", ovvero né maschio né femmina (infatti che pronome si usa per il transessuale? lei o lui? bho)... non mi pare questo dramma.

Usi il pronome del sesso di destinazione, che è quello più rispettoso del desiderio della persona che sta facendo quel percorso. Infatti transessuale indica il passaggio da un sesso all'altro.


A vedere i normali soprusi in una giornata lavorativa italiana anzi mi pare che tutto sommato se la godeva alla grande, visto il cambio di sede (in Italia ti dicevano: se non ti sta bene licenziati), visto il periodo preso per l'operazione (in Italia ti dicevano: fai l'intervento ad Agosto sfruttandoti le ferie), visto la possibilità di lavorare da casa (in Italia ti dicevano: non mi frega un cazzo tu vieni comunque in ufficio così ti posso controllare) e tutto il resto............
Questo vale per chi non ha un contratto e non può usufruire dei propri diritti, fortunatamente non tutti i posti sono così e l'azienda in cui lavoro sostiene il percorso del collega che ha intrapreso il percorso per diventare maschio.

MiKeLezZ
26-05-2016, 23:29
Usi il pronome del sesso di destinazione, che è quello più rispettoso del desiderio della persona che sta facendo quel percorso. Infatti transessuale indica il passaggio da un sesso all'altro.Bho se lo dici te. Per me resta un uomo che prende gli ormoni. Se a un letto ci metto le rotelle e un motore resta un letto con le rotelle e un motore, non è che poi lo chiamo automobile.

Questo vale per chi non ha un contratto e non può usufruire dei propri diritti, fortunatamente non tutti i posti sono così e l'azienda in cui lavoro sostiene il percorso del collega che ha intrapreso il percorso per diventare maschio.No no vale anche per chi ha un contratto... si chiama tenersi il posto. Tienti stretto ciò che fai perché le aziende che rispettano i contratti non esistono più.

biometallo
27-05-2016, 08:30
Finchè esiste la società, non esisterà mai la libertà assoluta.
La società attuale è così per ora.
"Libertà assoluta"? Mi pare un concetto totalmente astratto tanto da essere inapplicabile al nostro mondo mentre io parlavo di una cosa assai più pragmatica ovverio quel minimo di rispetto che ancora prima di essere regolato da specifiche norme sui diritti del lavoratore dovrebbe venire naturale anche per una semplice questione di educazione.

Sul caso in sè continuo a non esprimere giudizi ma se tali diritti sono stati effettivamente violati allora trovo che sia un diritto\dovere ricorrere ai vari strumenti giuridici messi a disposizione dalla nostra società affinchè essi vengano tutelati, anzi trovo assai più inquietante che per convenienza si deva far finta di nulla, qui la seconda parola "magica" è omertà.

Sul discorso del pronome "it" bisognerebbe poi conoscere anche come viene considerato nella cultura anglo\americana, su cui preciso di essere piuttosto ignorante, però proprio settimana scorsa hanno dato in tv quello che credo fosse l'episodio 17 della prima stagione di Star Trek TNG, beh in un dialogo Data fa notare a Picard di avere dato a lui e suo fratello Lore del "coso" (nell'originale si parla proprio del pronome it) Picard a quel punto si scusa precisando che una cosa simile non si dovrà più ripetere.

PaulGuru
27-05-2016, 08:47
"Libertà assoluta"? Mi pare un concetto totalmente astratto tanto da essere inapplicabile al nostro mondo mentre io parlavo di una cosa assai più pragmatica ovverio quel minimo di rispetto che ancora prima di essere regolato da specifiche norme sui diritti del lavoratore dovrebbe venire naturale anche per una semplice questione di educazione.

Sul caso in sè continuo a non esprimere giudizi ma se tali diritti sono stati effettivamente violati allora trovo che sia un diritto\dovere ricorrere ai vari strumenti giuridici messi a disposizione dalla nostra società affinchè essi vengano tutelati, anzi trovo assai più inquietante che per convenienza si deva far finta di nulla, qui la seconda parola "magica" è omertà.

Sul discorso del pronome "it" bisognerebbe poi conoscere anche come viene considerato nella cultura anglo\americana, su cui preciso di essere piuttosto ignorante, però proprio settimana scorsa hanno dato in tv quello che credo fosse l'episodio 17 della prima stagione di Star Trek TNG, beh in un dialogo Data fa notare a Picard di avere dato a lui e suo fratello Lore del "coso" (nell'originale si parla proprio del pronome it) Picard a quel punto si scusa precisando che una cosa simile non si dovrà più ripetere.
L'uso degli strumenti giuridici dovrebbe essere regolamentata.
Intanto è già passata la parola che da Valve c'è discriminazione ......

L'uso degli strumenti giuridici va regolamentata, o si introduce l'indiscrezione o si dovrebbe dare diritto all'accusato di chiedere un risarcimento ( e vincere automaticamente ) all'accusante in caso di sconfitta giuridica di quest'ultimo.

Non si può far causa così gratuitamente ( spese avvocato a parte ), devono esserci delle conseguenze obbligatorie nel caso in cui la denuncia non sia basata su prove convincenti, quindi ritenuta ingiustificata.
Così chi vuol ricorrere in causa può farlo ma ci pensa due volte e si assicurare prima che ci siano le giuste condizioni.

Noir79
27-05-2016, 10:21
Corretti manco per niente, se la persona (che era uomo) ha legalmente cambiato sesso sui documenti è ufficialmente e socialmente donna.
Premesso che chiamarla it è incredibilmente offensivo, chiamarla he sarebbe comunque una mancanza di rispetto.
Quella persona ora è una donna, quello bizzarro sei tu se non l'accetti. E nota bene che bizzarro non è il primo termine che mi verrebbe in mente, nel caso.

Se il "cambio di sesso" (virgolettato perché l'operazione rimane sempre e comunque soltanto cosmetica) é previsto dall'ordinamento legale allora ci posso stare, dal punto vista legale; la mia reazione nasce dal fatto che ultimamente c'é chi sostiene che l'unico requisito legale per essere trattati a tutti gli effetti come persona di un determinato sesso é il "sentirsi" tale.


Rimane il fatto, incontrovertibile, che allo stato attuale della tecnologia non é possibile cambiare il proprio genere.

Embryo
27-05-2016, 18:19
Bho se lo dici te. Per me resta un uomo che prende gli ormoni. Se a un letto ci metto le rotelle e un motore resta un letto con le rotelle e un motore, non è che poi lo chiamo automobile.

No no vale anche per chi ha un contratto... si chiama tenersi il posto. Tienti stretto ciò che fai perché le aziende che rispettano i contratti non esistono più.

Questi sono i tuoi pensieri, io sono portato a rispettare il desiderio della persona che fa questo percorso, e di aziende che rispettano i contratti fortunatamente ce ne sono ancora

Embryo
27-05-2016, 18:29
L'uso degli strumenti giuridici dovrebbe essere regolamentata.
Intanto è già passata la parola che da Valve c'è discriminazione ......

L'uso degli strumenti giuridici va regolamentata, o si introduce l'indiscrezione o si dovrebbe dare diritto all'accusato di chiedere un risarcimento ( e vincere automaticamente ) all'accusante in caso di sconfitta giuridica di quest'ultimo.

Non si può far causa così gratuitamente ( spese avvocato a parte ), devono esserci delle conseguenze obbligatorie nel caso in cui la denuncia non sia basata su prove convincenti, quindi ritenuta ingiustificata.
Così chi vuol ricorrere in causa può farlo ma ci pensa due volte e si assicurare prima che ci siano le giuste condizioni.

direi che perdendo la causa la persona paga le spese processuali e finisce nella posizione di subire un processo per diffamazione dovre potrebbero chiederle un bel risarcimento. Gli strumenti ci sono già...

Se il "cambio di sesso" (virgolettato perché l'operazione rimane sempre e comunque soltanto cosmetica) é previsto dall'ordinamento legale allora ci posso stare, dal punto vista legale; la mia reazione nasce dal fatto che ultimamente c'é chi sostiene che l'unico requisito legale per essere trattati a tutti gli effetti come persona di un determinato sesso é il "sentirsi" tale.


Rimane il fatto, incontrovertibile, che allo stato attuale della tecnologia non é possibile cambiare il proprio genere.

Nel caso della mia azienda c'è stato il via libera da parte dei medici per poter iniziare il processo di transizione e quindi iniziare a definire la persona come uomo.
Va da sè che è rendersi somigliante al genere di appartenenza a livello psicologico in quanto i geni non si possono cambiare e nemmeno gli organi ormai differenziati, ma alla fine, se la persona è felice, dove sta il problema? ;)

PaulGuru
27-05-2016, 20:09
direi che perdendo la causa la persona paga le spese processuali e finisce nella posizione di subire un processo per diffamazione dovre potrebbero chiederle un bel risarcimento. Gli strumenti ci sono già...
No perchè anche se perde la causa poi difficilmente Valve potrà vincere una causa di risarcimento, quando invece dovrebbe essere pre-deciso a tavolino.