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View Full Version : consiglio per inizio percorso formativo


peppe84
24-05-2013, 21:41
Ciao ragazzi, vorrei chiedervi dei consigli su una idea che mi sta passando per la testa in questo periodo, cominciando intanto con la domanda più importante:

ha senso alla mia età, 29 anni, intraprendere un percorso di formazione (lettura libri, conseguimento certificazioni ...) che potrebbe portarmi tra qualche anno ad immettermi nel mondo lavorativo dei sistemisti, o rischio solo, ancor prima della verifica delle mie competenze, di sentirmi dire sei troppo grande per cominciare adesso a lavorare in questo ambito? Premetto che ho un titolo di studio non inerente con il settore informatico ma sono anni che ho una grande passione per il mondo dell'informatica e che faccio il cosiddetto "ragazzo dei computer" oltre a collaborare da poco ad un progetto nella quale mi occupo della parte informatica (implementazione e manutenzione di circa 15 postazioni e di un pc che funge da file server, mail server, proxy ...)

inoltre volevo chiedervi quali sono secondo voi i libri (in italiano o inglese) che vale la pena acquistare e leggere perchè danno quelle nozioni basilari che non possono mancare ad un sistemista (so già che l'esperienza è molto più importante e che su internet si trova tanta roba gratuita), leggendo in giro ho trovato questi:

Reti di calcolatori di Tanenbaum
Sistemi operativi. Concetti ed esempi di Silberschatz, Galvin, Gagne

ma non so se sono testi ancora validi o se ce ne siano altri migliori.

Scusate per la lunghezza del post e grazie a tutti in anticipo

Shinobi
25-05-2013, 09:32
Ciao ragazzi, vorrei chiedervi dei consigli su una idea che mi sta passando per la testa in questo periodo, cominciando intanto con la domanda più importante:

ha senso alla mia età, 29 anni, intraprendere un percorso di formazione (lettura libri, conseguimento certificazioni ...) che potrebbe portarmi tra qualche anno ad immettermi nel mondo lavorativo dei sistemisti, o rischio solo, ancor prima della verifica delle mie competenze, di sentirmi dire sei troppo grande per cominciare adesso a lavorare in questo ambito? Premetto che ho un titolo di studio non inerente con il settore informatico ma sono anni che ho una grande passione per il mondo dell'informatica e che faccio il cosiddetto "ragazzo dei computer" oltre a collaborare da poco ad un progetto nella quale mi occupo della parte informatica (implementazione e manutenzione di circa 15 postazioni e di un pc che funge da file server, mail server, proxy ...)

inoltre volevo chiedervi quali sono secondo voi i libri (in italiano o inglese) che vale la pena acquistare e leggere perchè danno quelle nozioni basilari che non possono mancare ad un sistemista (so già che l'esperienza è molto più importante e che su internet si trova tanta roba gratuita), leggendo in giro ho trovato questi:

Reti di calcolatori di Tanenbaum
Sistemi operativi. Concetti ed esempi di Silberschatz, Galvin, Gagne

ma non so se sono testi ancora validi o se ce ne siano altri migliori.

Scusate per la lunghezza del post e grazie a tutti in anticipo

Ciao, prima di tutto a mio avviso occorre sapere se attualmente hai già un lavoro o meno: considerando infatti che un'infarinatura di base già la hai io ti suggerirei uno stage per iniziare e per farti le ossa in una realtà aziendale.
Chiaro che questa ipotesi ha un senso se al momento sei libero, ma se invece hai già un altro lavoro passare da un contratto (anche se a tempo determinato) a uno stage non è una cosa leggera in primis dal punto di vista economico.

Detto questo dico la mia: "sistemista" è un concetto che nell'informatica attuale significa tutto e nulla visto che ci sono così tante ramificazioni che rendono veramente generico dire "lavoro nell'IT".
Se il tuo obbiettivo è di ampliare le tue conoscenze per poi magari un domani specializzarti in un settore specifico allora ti direi di partire subito alla ricerca di qualcosa, stare dei mesi fermo a studiare e magari a ottenere un paio di certificazioni difficilmente ti aiuterà, molto meglio trovare subito qualcosa che ti permetta di vedere dal vivo l'informatica in una realtà aziendale e studiare magari la sera o nei we.

Per i libri: come hai detto giustamente c'è molta documentazione disponibile in rete, anche se inizialmente io mi focalizzerei sullo studiare a fondo gli strumenti e gli applicativi principali in uso nell'azienda dove andrai ad operare.
Per farti un esempio: "Computer networks" di Tanenbaum è un libro stupendo ma è fin troppo approfondito per ciò che serve a te al momento, molto meglio puntare a concetti che potrai vedere dal vivo durante il lavoro (quindi concetti base di networking, conoscenza lato server etc.)

Ci sarebbe ancora moltissimo altro da scrivere ma concludo dicendo che a mio avviso nell'IT o si ha una buona dose di passione per ciò che si fa oppure sarà al 99% un lavoro che non piace.
Il rapporto tra retribuzione e bagaglio di conoscenze necessarie per fare bene il proprio lavoro è spesso basso e imho è proprio la passione e la voglia di imparare sempre cose nuove che dà il valore aggiunto, c'è da dire che nel tuo caso questo non sembra essere un problema.

ciao!

peppe84
25-05-2013, 14:42
Ciao, prima di tutto a mio avviso occorre sapere se attualmente hai già un lavoro o meno: considerando infatti che un'infarinatura di base già la hai io ti suggerirei uno stage per iniziare e per farti le ossa in una realtà aziendale.
Chiaro che questa ipotesi ha un senso se al momento sei libero, ma se invece hai già un altro lavoro passare da un contratto (anche se a tempo determinato) a uno stage non è una cosa leggera in primis dal punto di vista economico.

Detto questo dico la mia: "sistemista" è un concetto che nell'informatica attuale significa tutto e nulla visto che ci sono così tante ramificazioni che rendono veramente generico dire "lavoro nell'IT".
Se il tuo obbiettivo è di ampliare le tue conoscenze per poi magari un domani specializzarti in un settore specifico allora ti direi di partire subito alla ricerca di qualcosa, stare dei mesi fermo a studiare e magari a ottenere un paio di certificazioni difficilmente ti aiuterà, molto meglio trovare subito qualcosa che ti permetta di vedere dal vivo l'informatica in una realtà aziendale e studiare magari la sera o nei we.

Per i libri: come hai detto giustamente c'è molta documentazione disponibile in rete, anche se inizialmente io mi focalizzerei sullo studiare a fondo gli strumenti e gli applicativi principali in uso nell'azienda dove andrai ad operare.
Per farti un esempio: "Computer networks" di Tanenbaum è un libro stupendo ma è fin troppo approfondito per ciò che serve a te al momento, molto meglio puntare a concetti che potrai vedere dal vivo durante il lavoro (quindi concetti base di networking, conoscenza lato server etc.)

Ci sarebbe ancora moltissimo altro da scrivere ma concludo dicendo che a mio avviso nell'IT o si ha una buona dose di passione per ciò che si fa oppure sarà al 99% un lavoro che non piace.
Il rapporto tra retribuzione e bagaglio di conoscenze necessarie per fare bene il proprio lavoro è spesso basso e imho è proprio la passione e la voglia di imparare sempre cose nuove che dà il valore aggiunto, c'è da dire che nel tuo caso questo non sembra essere un problema.

ciao!

Ciao, io attualmente lavoro, ma al giorno d'oggi ritengo sia importante essere preparati al cambiamento, dato che un posto stabile ormai è solo utopia. Il problema è che, come hai scritto giustamente tu, passare ora da un contratto ad uno stage non è una cosa leggera, tanto più che, non avendo altro che la passione e le mie attuali conoscenze, ma niente che attesti esperienza passata o studi particolari, non so quanto al momento potrei essere "appetibile" per i datori di lavoro di questo settore.

Per la questione del concetto di sistemista mi rendo conto che è troppo generica, ma ho volutamente omesso di parlare di specializzazioni o di specifiche certificazioni (di cui avrei chiesto a voi in futuro altre informazioni e consigli) perchè penso che all'inizio sia bene farsi una cultura di base quanto più ampia possibile.

Il mio problema però è proprio capire se valga la pena partire in questo modo. Non vorrei essere frainteso, non pretendo mica che le aziende aspettino tutte me a braccia aperte e mi facciano un contratto da 10.000/mese, però vorrei evitare di passare qualche anno a studiare, ottenere certificazioni, per poi provare a cambiare lavoro (per volontà o necessità) e sentirmi rispondere: non hai esperienza, cerchiamo ragazzi giovani per cominciare a fare gavetta e tu hai già più di trent'anni, non ci servi, (senza magari valuare le mie reali capacità) e scoprire quindi di aver perso tempo (per il mondo del lavoro, perchè imparare nuove cose di per sè ritengo non sia mai una perdita di tempo).

Tasslehoff
25-05-2013, 16:53
Personalmente ho sempre ritenuto che porsi paletti di anzianità sia una delle più grosse scemenze che si possano fare, quindi l'età è un parametro irrilevante.
Piuttosto come giustamente fa notare Shinobi devi tener conto delle tue attuali occupazioni e necessità.

Attualmente il mondo IT in italia sta abbassando di molto le retribuzioni (parli delle quotazioni per giornate uomo nei contratti e nelle gare), ti basti pensare che nelle gare per forniture alla PA (che rappresenta la vera ossatura del comparto IT in Italia, inutile girarci intorno...) le quotazioni per figure senior sono a livelli infimi, roba da 20 euro/h per figure professionali senior, quando fino a poco tempo fa si sta su cifre attorno alle 400-450 €/giornata uomo fino a 6-700 euro/g (ovviamente questo è quanto è pagato dagli enti, poi con tutti i subappalti di mezzo al professionista viene in tasca uno stipendio normale da impiegato :rolleyes: ).
Il lavoro resta tanto, tantissimo, ma le quotazioni sono basse di conseguenza chi è occupato si ritrova oberato di lavoro all'inverosimile, chi vuole entrare inevitabilmente farà fatica per una pura questione di riduzione dei costi.

Detto questo dico la mia: "sistemista" è un concetto che nell'informatica attuale significa tutto e nulla visto che ci sono così tante ramificazioni che rendono veramente generico dire "lavoro nell'IT".Jack of all trades, master on none, certainly better then a master of one ;)

Quando io cominciai a lavorare in questo settore era appena scoppiata la bolla IT attorno al 2000 e questo essere factotum era visto come un malus, erano i periodi degli specialisti pagati 1000 euro a giornata (e si intascavano tutto, netto eh...), e il sistemista era visto come il ragazzetto da chiamare quando la stampante non va, ovviamente il lavoro e le responsabilità reali erano ben altre :doh:

Ora questa storia è finita da tempo e con il dilatarsi in "orizzontale" dell'IT e l'isolamento delle competenze verticali il sistemista si è evoluto imho, e da quanto vedo è più gettonato e gode di maggiore considerazione e responsabilità di tanti esperti.
Una volta la distinzione tra servizi era più netta, il db stava da una parte, il codice da un'altra, avevi un problema sul primo chiamavi il dba, avevi un problema sul secondo sbolognavi sullo sviluppatore.
Ora tutto è più liquido, applicazioni con repository che non usano i db, componenti applicative che girano nei db, tutto è meno definito e in una situazione del genere vedo molti specialisti spiazzati e in crisi, o quantomeno li vedo più impotenti, vedo che il gap tra uno specialista e l'altro rimane vuoto, e quel vuoto deve essere riempito da una figura trasversale che è il sistemista.

Ad es un aspetto ESSENZIALE di cui nessuno parla è il monitoraggio, oggi si dispone di servizi e sistemi di monitoraggio impensabili fino a qualche anno fa, e quella è la prima linea per rilevare le criticità, il sistemista è il padrone incontrastato di questo mondo.
Tecnologie che una volta erano ad esclusivo appannaggio di grandi società con grandi investimenti ora sono accessibili anche per le piccole e medie imprese, pensiamo alla virtualizzazione sw e hw, ai nas, alle san, ai filesystem distribuiti, tutto questo è il regno del sistemista.
Infine la cosa più importante, il problem solving che è il vero pane del sistemista, e ciò richiede ottime basi teoriche e tanta esperienza.

PhoEniX-VooDoo
25-05-2013, 17:03
fossi in te:

- proverei a sperimantere piu cose possibili per i fatti miei (a casa), quindi provare sistemi operativi, infrastrutture, tecnologie ecc. (chiaramente provare intendo mettere in pratica e capire)
- cercherei piccole aziende tramite amici, conoscenti ecc a cui serve un'informatico ma non abbastanza da averne uno fisso, in questo modo tu intervieni a richiesta quando riesci (dopo il tuo orario di lavoro, nel week end, anche prendendo ferie, insomma bisogna darsi da fare) e fai esperienza da piazzare nel curriculum
- punterei a certificazioni brevi, specifiche ed orientate alla pratica


Quando ti "senti pronto" cominci a cercare un lavoro nell'ambito; un datore di lavoro tendenzialmente preferiesce un 30enne che dopo un'infarinatura iniziale è gia operativo piuttosto che lo studentello appena uscito da n anni di teoria che al primo problema pratico non ha idea di come muoversi perchè nel suo libro non c'era scritto e che in ogni caso è solo un costo nei primi mesi di lavoro..

peppe84
25-05-2013, 21:20
Intanto grazie a tutti per i preziosi consigli

fossi in te:

- proverei a sperimantere piu cose possibili per i fatti miei (a casa), quindi provare sistemi operativi, infrastrutture, tecnologie ecc. (chiaramente provare intendo mettere in pratica e capire)

Avevo già iniziato a farlo, tramite macchine virtuali, ma mi sa che adesso cercherò di sperimentare molto di più

- cercherei piccole aziende tramite amici, conoscenti ecc a cui serve un'informatico ma non abbastanza da averne uno fisso, in questo modo tu intervieni a richiesta quando riesci (dopo il tuo orario di lavoro, nel week end, anche prendendo ferie, insomma bisogna darsi da fare) e fai esperienza da piazzare nel curriculum

Sto cominciando a guardarmi in giro, sperando di avere un po' di fortuna

- punterei a certificazioni brevi, specifiche ed orientate alla pratica

Avresti qualche suggerimento in particolare? Facendo un giro in rete ho visto che ne esistono tante (MCSA/MCSE, RHCSA/RHCE, LPIC...) ma dovendo scegliere non saprei onestamente quale potrebbe rivelarsi più utile


Quando ti "senti pronto" cominci a cercare un lavoro nell'ambito; un datore di lavoro tendenzialmente preferiesce un 30enne che dopo un'infarinatura iniziale è gia operativo piuttosto che lo studentello appena uscito da n anni di teoria che al primo problema pratico non ha idea di come muoversi perchè nel suo libro non c'era scritto e che in ogni caso è solo un costo nei primi mesi di lavoro..

Wolfhwk
26-05-2013, 15:50
Dura la vita per il ruolo di sistemista in Italia, atroce, infernale oserei dire. :coffee:
Le aziende mediamente cercano informatici già con esperienza pregressa, perchè è diventato un lusso formare le persone e investirci dei soldi. Pretendono che tu conosca una caterva di linguaggi di programmazione, di sistemi operativi e chi più ne ha più ne metta.
Se risiedi a Roma o Milano, avrai a che fare con le famose agenzie interinali che si assumono il ruolo di selezione del personale per le aziende clienti, avrai a che fare con stipendi bassi (bassi per un costo della vita così alto, come in queste due città), reperibilità H24 e orari assurdi. Ma quelli fantastici sono i colloqui tecnici :nono:

Comunque, basta lamentarsi.

Dunque, studiati il networking bene bene. Puoi cominciare con la certificazione Juniper base, le Cisco ormai ce le hanno tutti quanti. Dato che nelle piccole-medie imprese italiane non c'è quasi mai la figura del network engineer (per configurazioni complesse chiamano i consulenti), ti toccherà a te il monitoraggio e la configurazione di dispositivi di rete, firewall, ips etc.

Wolfhwk
26-05-2013, 16:17
Ad es un aspetto ESSENZIALE di cui nessuno parla è il monitoraggio, oggi si dispone di servizi e sistemi di monitoraggio impensabili fino a qualche anno fa, e quella è la prima linea per rilevare le criticità, il sistemista è il padrone incontrastato di questo mondo.


Questa me la segno. :cool:

Tasslehoff
26-05-2013, 17:21
Questa me la segno. :cool:E' una cosa assurda, non ti dico la quantità di società in cui sono stato dove non c'è nemmeno la più pallida idea di cosa monitorare e come monitorarlo.

E' una cosa che proprio non mi spiego, prendi la sicurezza, è una cosa che (a torto) viene vista come lontana, quasi un lusso, oppure tante aziende non ci pensano nemmeno perchè non ne hanno evidenza, non ha effetti immediati e tangibili e quindi non se ne preoccupano.

Ma anche solo il monitoraggio dell'hardware e delle risorse, il fatto che ci sia "qualcosa" che ti dica "Ehi! s'è schiantato un disco!" piuttosto che "Ehi! S'è riempita una tablespace!" :\
Non li conto più i ced dove i frontalini dei server sono un carnevale di led di errore luccicanti... poi quando chiedi perchè nella migliore delle ipotesi ti rispondono "no ma sono solo i log del bios o del bmc... niente di grave" (eh beh grazie, così quando capita un problema grave non viene registrato nulla perchè il log è pieno :rolleyes: ), nella peggiore ti rispondono che pensavano fosse normale :doh:

I guasti hardware (99% dischi che si schiantano, lo sappiamo tutti) sono delle cretinate da monitorare, tutti i produttori hanno le loro utility e i loro sistemi, molti dei quali poi si possono integrare con uno strumento centralizzato tipo Nagios.

Oppure pensa anche soltanto al banale controllo dello storage sui volumi, è una cosa di una banalità disarmante eppure è la causa di gran parte dei disservizi.
Anche qui basta una banale installazione di Nagios per farlo, non costa nulla e ci si mette mezz'ora quando è tanto (l'ho appena messo a casa mia sull'Epia per controllare la tenuta della mia ADSL tanto per dire...).

Poi se vogliamo fare i precisini ci sarebbe la rilevazione statistica delle risorse, fondamentale per capire che diavolo stanno facendo le macchine, le cause di un rallentamento su un servizio o la previsione di qualche rogna.
Cacti, collectd (il mio preferito) sono banali e utilissimi, poi generano anche degli grafici utilissimi per la reportistica e la documentazione.

Poi volendo si può approfondire con servizi di IDS basato sulle analisi dei log (tipo OSSEC), ma qui siamo già sulla luna, gran parte delle aziende non fa nemmeno il banale controllo dello storage occupato, hai voglia a proporre un IDS... :O

E' una cosa disarmante, sarà che mi colpisce particolarmente perchè è un argomento che mi piace tantissimo e che quando posso cerco di approfondire e implementare, però è come se uno guidasse la macchina e non si preoccupasse nemmeno di guardare l'indicatore del carburante... è una follia :rolleyes:

Wolfhwk
26-05-2013, 19:11
Mi fa sempre molto piacere leggere i tuoi post tecnici, si vede chiaramente che c'è della passione inesauribile e della competenza eccellente, sempre più rara da reperire in questa epoca di informatici improvvisati. Sei una fonte motivazionale notevole per andare avanti in questo disastrato scenario informatico italiano.
Appena ho finito di impazzare con il BGP, mi compro subito un manuale sul Nagios.

PhoEniX-VooDoo
27-05-2013, 09:05
Intanto grazie a tutti per i preziosi consigli

dipende un po' anche dall'ambito, chiaro che come si diceva prima uno non puo essere tutto(logo)... sicuramente farei qualcosa in ambito reti (cisco?) e come sistemista linux, tipo le certificazioni che organizza Red Hat (puoi già fare un test del tuo livello sul loro sito..)

Poi c'e il mondo Microsoft nel quale devi un po decidere quanto inoltrarti, nel senso se diventarne un "esperto" o uno che ci convive cavandosela..

chiaramente le certificazioni costano, alcune anche molto, quindi scegli anche in base a quello.. (a meno che i danari non siano un problema per te :D )

Tasslehoff
27-05-2013, 16:02
Mi fa sempre molto piacere leggere i tuoi post tecnici, si vede chiaramente che c'è della passione inesauribile e della competenza eccellente, sempre più rara da reperire in questa epoca di informatici improvvisati. Sei una fonte motivazionale notevole per andare avanti in questo disastrato scenario informatico italiano.
Appena ho finito di impazzare con il BGP, mi compro subito un manuale sul Nagios.Ti ringrazio, lo stesso vale per me sui tuoi post soprattutto riguardanti il networking, si vede davvero che di rogne ne hai masticate assai anche tu :D

Approfitto per un piccolo appunto che capita a fagiolo proprio in tema di trattamenti economici nel settore.
Proprio 10 min fa i colleghi mi hanno ricordato che dal primo aprile è scattato un degli aumenti previsti dal CCNL del commercio che noi applichiamo (link (http://contrattolavoro.blogspot.it/search/label/commercio)).
Sorvoliamo sull'esiguità dell'aumento (roba da poco più di 25 euro lordi per il massimo livello subito dopo un quadro, non ci si paga nemmeno una pizza, un junior nemmeno un pranzo in un giorno lavorativo... :rolleyes: ), controllando mi sono reso conto che quegli avvoltoi l'hanno pure assorbito col superminimo.

Lo dico non tanto per lamentarmi o piagnucolare (ognuno è libero di cercarsi un nuovo lavoro se non gli sta bene, giusto?) ma per dare un'idea di quanto sia ignorata la criticità della nostra professione.
Lavoriamo (quasi sempre in emergenza) da clienti che pagano milioni di euro, affrontando quotidianamente criticità di ogni tipo contando unicamente sulle nostre forze, la nostra professionalità, esperienza e buona volontà; ci formiamo in autonomia dando alla società la possibilità di venderci sempre per cose nuove e più complesse e senza che loro sgancino un euro per certificazioni o formazione.
I sistemi su cui lavoriamo hanno un livello di criticità pauroso, ogni fermo corrisponde a un articolo su corsera o repubblica, con dati e log che hanno rilevanza penale.
Il carico aumenta sempre senza alcun preavviso e senza adeguare il personale a tutto questo, e questo perchè la dirigenza e i commerciali non hanno la più pallida idea di cosa stanno vendendo e offrendo ai clienti, per loro basta solo fatturare (e mi fermo per non scadere nell'insulto...).

E il ringraziamento per tutto questo qual'è? Assorbire un aumento ridicolo?
Ma andate a...

Ecco, questo è quello a cui si deve preparare un sistemista, sviluppatore, professionista IT in genere che lavora in Italia. :muro:

malatodihardware
27-05-2013, 19:03
Ci sarebbe ancora moltissimo altro da scrivere ma concludo dicendo che a mio avviso nell'IT o si ha una buona dose di passione per ciò che si fa oppure sarà al 99% un lavoro che non piace.
Il rapporto tra retribuzione e bagaglio di conoscenze necessarie per fare bene il proprio lavoro è spesso basso e imho è proprio la passione e la voglia di imparare sempre cose nuove che dà il valore aggiunto, c'è da dire che nel tuo caso questo non sembra essere un problema.Quoto, sono entrato da qualche anno nel mondo dell'IT (perchè sono giovanissimo) e la passione IMHO è l'unica cosa che ti porta avanti, la retribuzione purtroppo in Italia non è ancora pari alle conoscenze\impegno che ci si mette..

Consiglio anche di valutare le certificazioni nell'ambito virtualizzazione\HA, anche se hanno un costo un pò proibitivo per chi è all'inizio

Wolfhwk
27-05-2013, 19:16
Ti ringrazio, lo stesso vale per me sui tuoi post soprattutto riguardanti il networking, si vede davvero che di rogne ne hai masticate assai anche tu :D

Approfitto per un piccolo appunto che capita a fagiolo proprio in tema di trattamenti economici nel settore.
Proprio 10 min fa i colleghi mi hanno ricordato che dal primo aprile è scattato un degli aumenti previsti dal CCNL del commercio che noi applichiamo (link (http://contrattolavoro.blogspot.it/search/label/commercio)).
Sorvoliamo sull'esiguità dell'aumento (roba da poco più di 25 euro lordi per il massimo livello subito dopo un quadro, non ci si paga nemmeno una pizza, un junior nemmeno un pranzo in un giorno lavorativo... :rolleyes: ), controllando mi sono reso conto che quegli avvoltoi l'hanno pure assorbito col superminimo.

Lo dico non tanto per lamentarmi o piagnucolare (ognuno è libero di cercarsi un nuovo lavoro se non gli sta bene, giusto?) ma per dare un'idea di quanto sia ignorata la criticità della nostra professione.
Lavoriamo (quasi sempre in emergenza) da clienti che pagano milioni di euro, affrontando quotidianamente criticità di ogni tipo contando unicamente sulle nostre forze, la nostra professionalità, esperienza e buona volontà; ci formiamo in autonomia dando alla società la possibilità di venderci sempre per cose nuove e più complesse e senza che loro sgancino un euro per certificazioni o formazione.
I sistemi su cui lavoriamo hanno un livello di criticità pauroso, ogni fermo corrisponde a un articolo su corsera o repubblica, con dati e log che hanno rilevanza penale.
Il carico aumenta sempre senza alcun preavviso e senza adeguare il personale a tutto questo, e questo perchè la dirigenza e i commerciali non hanno la più pallida idea di cosa stanno vendendo e offrendo ai clienti, per loro basta solo fatturare (e mi fermo per non scadere nell'insulto...).

E il ringraziamento per tutto questo qual'è? Assorbire un aumento ridicolo?
Ma andate a...

Ecco, questo è quello a cui si deve preparare un sistemista, sviluppatore, professionista IT in genere che lavora in Italia. :muro:




Grazie. :)

Sono perfettamente d'accordo.
Io credo che in questi ultimi 10 anni in troppi si sono riciclati come informatici, senza avere un' adeguata esperienza in merito e le conoscenze tecniche necessarie. Molti, non trovando altro o il lavoro dei propri sogni, si sono improvvisati professionisti dell' ITC con qualche corso da 50 ore di programmazione. Se ne deriva di conseguenza la massiccia inflazione che ha colpito il nostro settore, con un ribasso drastico degli stipendi e delle competenze(si ripercuote poi sulla qualità dell' operato e dei prodotti), l' aumento delle responsabiltà e delle richieste di turnazione e reperibilità H24, contratti assurdi e assenza di formazione.
Fateci caso, negli annunci ITC si cerca sempre qualcuno con esperienza, pagato poco ovviamente. Abbiamo viziato le aziende, che adesso pretendono troppo dando poco in termini di formazione e guadagno.
Per non parlare poi della categoria dei commerciali...

peppe84
29-05-2013, 23:24
....

chiaramente le certificazioni costano, alcune anche molto, quindi scegli anche in base a quello.. (a meno che i danari non siano un problema per te :D )

Magari....:D
Proprio per questo almeno all'inizio dovrei fare sicuramente selezione sulla/e certificazione/i da prendere

Per l'ambito linux pensi siano meglio le certificazioni Red Hat o le LPIC?

Inoltre secondo te, dovendo scegliere, meglio prendere come prima certificazione (a parte cisco) una in ambito linux o windows?

Grazie e scusate per le troppe domande!!!

Tasslehoff
29-05-2013, 23:53
SNIP
Per non parlare poi della categoria dei commerciali...Ti supplico, fermiamoci qui altrimenti se cominciamo con i commerciali inizio a straparlare e rischio al sospensione :rolleyes:

Magari....:D
Proprio per questo almeno all'inizio dovrei fare sicuramente selezione sulla/e certificazione/i da prendere

Per l'ambito linux pensi siano meglio le certificazioni Red Hat o le LPIC?

Inoltre secondo te, dovendo scegliere, meglio prendere come prima certificazione (a parte cisco) una in ambito linux o windows?

Grazie e scusate per le troppe domande!!!Io ho un rapporto un po' controverso con le certificazioni, ovviamente è il mio punto di vista e la mia esperienza, lungi da me il farti passare queste cose come assolute o valide per tutti.

Io stesso ho passato una fase in cui vedevo nelle certificazioni il messia e stavo sempre a inseguirne qualcuna, poi è successo che le poche che ho completato mi sono costate troppo (magari non economicamente ma in termini di stress, salute e tempo, con la CCNA ho guadagnato una bella colite e ipertensione a meno di 30 anni...) e non sono servite a nulla.

Questo ovviamente non dico che valga per tutte, e non dico nemmeno che sia un difetto delle certificazioni, è un problema legato al rapporto tra certificazione e l'ambito in cui sei calato a livello lavorativo.
Se l'azienda per cui lavori o l'attività che fai valorizza la certificazione allora è sicuramente un bonus, se non è così rischia di essere una grossa perdita di tempo e di soldi.

Una certificazione non ti insegna certo come lavorare, è un bollino che fa comodo alle aziende per venderti a clienti o che fa CV, poi ce ne sono di più o meno utili e più o meno serie, il mio suggerimento però è quello di non caricarle troppo di aspettative e valore.

Poi quando ti sei fatto le ossa (il che non vuol dire saper fare tutto, ma aver fatto esperienza su parecchie casistiche, scenari e problemi) qualche certificazione può far comodo, ma partire da quello imho rischia di trasformarsi in un boomerang.

Ricorda sempre che per quanto i commerciali possano appiccicare l'etichetta "senior" a tutto, in realtà siamo tutti junior (io almeno mi considero tale, di gente che mi sento di definire veramente senior ne ho incontrata davvero poca da quando lavoro), e per quante sfighe tu possa risolvere o per quante ottime soluzioni tu possa trovare, l'asticella si alza sempre di più di volta in volta.
Quella del professionista IT è un cammino continuo che non giunge mai a destinazione, questo è il suo bello e anche la sua maledizione.

Ora mi sento troppo matusa, mi faccio una camomilla e me ne vo a letto :old:

:asd:

Wolfhwk
30-05-2013, 08:56
Inoltre secondo te, dovendo scegliere, meglio prendere come prima certificazione (a parte cisco) una in ambito linux o windows?


Se alla fine decidi di fare la CCNA, falla bene. Prenditi tutto il tempo necessario a comprendere e approfondire gli argomenti. Io ci misi eoni fa con molta calma, tipo 1-2 anni da autodidatta :asd:
Ma dopo, la differenza con chi l'ha fatta in 1 mese si è vista come sul campo, così nella teoria. Specialmente per sgamare i cheaters :asd:

OoZic
30-05-2013, 09:33
discussione interessante, vi ho letto con piacere :)