SuperSandro
28-04-2010, 09:35
Due domande semplici e banali.
Leggendo la procedura di funzionamento della posta certificata (un esempio per tutti: cliccare qui (http://www.pec.it/Cosa.aspx)) non capisco se è sufficiente che la mail giunga sul server del destinatario oppure sul client del destinatario per essere considerata effettivamente recapitata.
Mi spiego meglio. Un utente ha una casella generica (tipo [email protected]) che potrebbe essere controllata da procedure automatiche antispam. In pratica, la mail certificata - ed erroneamente riconosciuta come spam - potrebbe essere automaticamente cancellata oppure inserita in una specifica cartella che dovrebbe essere controllata dall'utente. A patto che questi, ovviamente, la controlli periodicamente.
Domanda 1: la mail viene comunque considerata consegnata al destinatario oppure vi sono procedure che permettono di gestire "false notifiche di ricevimento" se si verifica un caso come quello che ho descritto?
Ancora: un utente che si connette al web raramente (conosco persone che scaricano la posta ogni tre / quattro settimane!) potrebbe involontariamente far decorrere eventuali termini di ricorso (o altre scadenze).
Domanda 2: Qualunque casella di posta elettronica è abilitata a ricevere posta certificata oppure c'è bisogno del consenso esplicito dell'utente a riceverla?
Esempio estremo: supponiamo che un utente sia "titolare" di una casella di posta che non utilizza più e che - come forse saprete - non può eliminare. Supponiamo inoltre che non sia più in grado di accedere alla casella in questione perché - per esempio - ha dimenticato la password. In casi come questo, se a quella casella di posta giunge una mail certificata che cosa succede?
Leggendo la procedura di funzionamento della posta certificata (un esempio per tutti: cliccare qui (http://www.pec.it/Cosa.aspx)) non capisco se è sufficiente che la mail giunga sul server del destinatario oppure sul client del destinatario per essere considerata effettivamente recapitata.
Mi spiego meglio. Un utente ha una casella generica (tipo [email protected]) che potrebbe essere controllata da procedure automatiche antispam. In pratica, la mail certificata - ed erroneamente riconosciuta come spam - potrebbe essere automaticamente cancellata oppure inserita in una specifica cartella che dovrebbe essere controllata dall'utente. A patto che questi, ovviamente, la controlli periodicamente.
Domanda 1: la mail viene comunque considerata consegnata al destinatario oppure vi sono procedure che permettono di gestire "false notifiche di ricevimento" se si verifica un caso come quello che ho descritto?
Ancora: un utente che si connette al web raramente (conosco persone che scaricano la posta ogni tre / quattro settimane!) potrebbe involontariamente far decorrere eventuali termini di ricorso (o altre scadenze).
Domanda 2: Qualunque casella di posta elettronica è abilitata a ricevere posta certificata oppure c'è bisogno del consenso esplicito dell'utente a riceverla?
Esempio estremo: supponiamo che un utente sia "titolare" di una casella di posta che non utilizza più e che - come forse saprete - non può eliminare. Supponiamo inoltre che non sia più in grado di accedere alla casella in questione perché - per esempio - ha dimenticato la password. In casi come questo, se a quella casella di posta giunge una mail certificata che cosa succede?