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View Full Version : Fini Delocalizza e questo è solo l'inizio della crisi


August@1
22-04-2010, 13:02
http://www.youtube.com/watch?v=lbJgByyYDl0

They Work We Fancazzisti !

e negli anni a venire sarà pure peggio.
chi può cerca lavoro in istituzioni ancora protette,
come le aziende sanitarie o forze dell' ordine.

CoreDump
22-04-2010, 13:09
Non ci si può aspettare di meglio quando al comando delle aziende ci sono finanzieri che giocano a guadagnare nel corto/medio
termine tra licenziamenti e delocalizzazioni all'estero, e ovviamente nessuno dice niente :rolleyes:

Pucceddu
22-04-2010, 13:17
Tortellini Fini?
Bene, da domani compriamo i rana, non c'è problema.

easyand
22-04-2010, 13:20
sfortunatamente è il destino della maggior parte dei settori low tech, l'unica opzione per non chiudere definitivamente è portare il costo del lavoro a livello di quello dei concorrenti

IpseDixit
22-04-2010, 13:39
Tortellini Fini?


Fini compressori.

Pucceddu
22-04-2010, 13:43
Fini compressori.

Ah, non ne faccio largo uso, mi sa che non potrò protestare :(

Edit: sospettavo non si trattasse di tortellini comunque...:D

Fides Brasier
22-04-2010, 15:36
l'unica opzione per non chiudere definitivamente è portare il costo del lavoro a livello di quello dei concorrentima insegnano 'ste cazzate nelle universita' italiane?
non mi sorprende allora che la classe dirigente prodotta negli ultimi anni stia portando il paese allo sfascio.

Jammed_Death
22-04-2010, 15:42
ne so molto poco di economia ma mi pare fosse più di 100 anni fa che un imprenditore aveva aumentato gli stipendi ai suoi dipendenti che poi compravano roba sua e quindila produttività e il guadagno c'era sempre

in italia invece mi sembra che funzioni così:
licenziamento->pochi soldi->compro dal cinese->azienda italiana fallisce\costretta a dislocare->ancora meno soldi

dave4mame
22-04-2010, 15:44
Tortellini Fini?
Bene, da domani compriamo i rana, non c'è problema.

ma porc... fini quello, non fini l'ex amico del pdc.

zero problemi comunque.
ho sempre comprato quelli dei produttori locali.

ariedit.

no, fini n'artro ancora.
scusate...

Gnubbolo
22-04-2010, 15:51
sfortunatamente è il destino della maggior parte dei settori low tech, l'unica opzione per non chiudere definitivamente è portare il costo del lavoro a livello di quello dei concorrenti
ho visitato la Ferrero.
spettacolare. praticamente 10 operai sarebbero in grado di garantire la produzione di cioccolato per mezzo mondo :asd:

Steinoff
22-04-2010, 15:52
Tortellini, qui a Modena il Fini ha chiuso sia il ristorante che la fabbrica, e pare che abbia dato via anche l'albergo, ed e' certamente in crisi nera.

Tensai
22-04-2010, 15:52
sfortunatamente è il destino della maggior parte dei settori low tech, l'unica opzione per non chiudere definitivamente è portare il costo del lavoro a livello di quello dei concorrenti

Sì, e schiavizzare i lavoratori?

trallallero
22-04-2010, 16:20
ma insegnano 'ste cazzate nelle universita' italiane?
non mi sorprende allora che la classe dirigente prodotta negli ultimi anni stia portando il paese allo sfascio.
Il problema semmai è che purtroppo non le insegnano e così la gente crede che basti creare una società qualsiasi per essere obbligati ad aver bisogno di manodopera.

Guarda questa per esempio: http://www.ableton.com/

Fa uno "stupido" programmino e per quello ha bisogno di, tra Berlino e New York, ~100 dipendenti!
Quando i cinesi saranno in grado di pensare e produrre una cosa del genere a basso costo, allora saranno cazzi amari per la Ableton, ma per adesso non ha problemi e non deve delocalizzare.

La Fini avrebbe potuto scegliere la via del "the best" facendo i migliori compressori del mondo e vendendo a caro prezzo la garanzia di qualità, ma finchè fa prodotti che trovi anche made in China, s'attacca.

Questo per dire: col cazzo che lascio questa società che fa hi tech :asd:

berserkdan78
22-04-2010, 16:29
Henry Ford primo ma non riguardava aumenti di stipendio. La cosa si svolse, più o meno, così: I suoi consulentio gli suggerivano di ridurre gli stipendi per battere la concorrenza, alche egli se ne uscì con la famosa frase: se riduco le risorse agli acquirenti delle auto che escono dalla mia fabbrica, chi le comprerà ?.

In italia, purtroppo e per ragioni meramente ideologico/faziose, si è gettato discredito su chi, nei primi anni 90 già si impegnava nel mettere in guardia contro il dumping sociale, dumping operato da paesi come cina, india ed altri tramite il basso costo della mano d'opera con relativi diritti inesistenti. Qualcuno propose, allora, i dazi collegati al trattamento/diritti dei lavoratori, purtroppo i soliti noti se ne uscirono con le loro abituali menate, IMHO non del tutto disinteressate, e la cosa cadde nel nulla. Ora gli stessi che hanno allora combattuta l'idea son li a frignare e a fingere di preoccuparsi, in realtà hanno dimostrato ampiamente di strafregarsene e di considerarli null'altro che babbei da blandire e da inchiapettare, per i lavoratori che presumono, i soliti sinistri, di rappresentare.

ed invece il tuo caro governo che fa? se ne frega? non mi risulta ci siano i sinistri al potere no? che senspo ha criticare i sinistri se non ci stanno al governo? di solito non si critica chi ci sta?
io li criticherei pure se fossero la mia parte politica, alcuni evidentemente hanno qualche cosa in testa che gli impedisce di farlo.

ferste
22-04-2010, 16:36
basterebbe imporre un dazio del 100% ai compressori Fini prodotti in Cina.....se li fanno là che dicano addio al mercato italiano, li vendano a Shangai.....

easyand
22-04-2010, 16:44
ne so molto poco di economia ma mi pare fosse più di 100 anni fa che un imprenditore aveva aumentato gli stipendi ai suoi dipendenti che poi compravano roba sua e quindila produttività e il guadagno c'era sempre

in italia invece mi sembra che funzioni così:
licenziamento->pochi soldi->compro dal cinese->azienda italiana fallisce\costretta a dislocare->ancora meno soldi

quello era Ford, ma vendeva automobili, ma soprattutto erano altri tempi, in cui la Ford possedeva addirittura le centrali elettriche che alimentavano le fabbriche, gli ospedali che curavano i dipendenti e le miniere da cui estraevano i metalli...parliamo di centinaia di migliaia di dipendenti

easyand
22-04-2010, 16:54
Il problema semmai è che purtroppo non le insegnano e così la gente crede che basti creare una società qualsiasi per essere obbligati ad aver bisogno di manodopera.

Guarda questa per esempio: http://www.ableton.com/

Fa uno "stupido" programmino e per quello ha bisogno di, tra Berlino e New York, ~100 dipendenti!
Quando i cinesi saranno in grado di pensare e produrre una cosa del genere a basso costo, allora saranno cazzi amari per la Ableton, ma per adesso non ha problemi e non deve delocalizzare.

La Fini avrebbe potuto scegliere la via del "the best" facendo i migliori compressori del mondo e vendendo a caro prezzo la garanzia di qualità, ma finchè fa prodotti che trovi anche made in China, s'attacca.

Questo per dire: col cazzo che lascio questa società che fa hi tech :asd:


esattamente, l'unica via per sopravvivere con aziende manifatturiere è investire sul top quality. Ormai il settore medio basso del mercato è presidiato dai cinesi o dalle produzione nei paesi dell'est.

Basta vedere come è andata distrutta l'industria bresciana del tondino, quando i cinesi hanno immesso sul mercato tonnellate e tonnellate di tondino a basso costo, i bresciani hanno iniziato a chiudere uno dopo l'altro, idem per il distretto calzaturiero nella zona di Bari

Steinoff
22-04-2010, 17:16
ed invece il tuo caro governo che fa? se ne frega? non mi risulta ci siano i sinistri al potere no? che senspo ha criticare i sinistri se non ci stanno al governo? di solito non si critica chi ci sta?
io li criticherei pure se fossero la mia parte politica, alcuni evidentemente hanno qualche cosa in testa che gli impedisce di farlo.


tra l'altro, e' berlusconi che ha siglato un accordo con la Bielorussia, che agevola li' le delocalizzazioni di societa' italiane. Oltre a difendere un dittatore che NESSUN altro capo di stato o primo ministro europeo ha mai visitato.
Alla faccia dei nostri cassintegrati (Proteus, mi dispiace sul serio dirlo, perche' il lavoro e' sacrosanto e la cig una bestia davvero nera, ma questo riguarda anche te)

berserkdan78
22-04-2010, 17:27
tra l'altro, e' berlusconi che ha siglato un accordo con la Bielorussia, che agevola li' le delocalizzazioni di societa' italiane. Oltre a difendere un dittatore che NESSUN altro capo di stato o primo ministro europeo ha mai visitato.
Alla faccia dei nostri cassintegrati (Proteus, mi dispiace sul serio dirlo, perche' il lavoro e' sacrosanto e la cig una bestia davvero nera, ma questo riguarda anche te)

ma che dici? la colpa e' di stalin, di lenin, di marx, loro si che hanno fatto danni !!! e' colpa loro questa crisi!!!! e' colpa dei comunisti!!!!:D :D :D :D :D

Gnubbolo
22-04-2010, 17:37
Logitech perchè sta in svizzera e non a Como ( il fondatore era di Como ) ?
praticamente sarebbe stata la nuova Olivetti italiana ed invece.. :cry:

trallallero
22-04-2010, 17:38
edit: don't feed the trolls :D

trallallero
22-04-2010, 17:44
Logitech perchè sta in svizzera e non a Como ( il fondatore era di Como ) ?
praticamente sarebbe stata la nuova Olivetti italiana ed invece.. :cry:
Di Como se non sbaglio è il tizio che ideò la Chicco ... ecco appunto, Chicco, può temere avversari low cost una high quality come la Chicco (che comunque produce in parte in Cina) ?

trallallero
22-04-2010, 17:47
esattamente, l'unica via per sopravvivere con aziende manifatturiere è investire sul top quality. Ormai il settore medio basso del mercato è presidiato dai cinesi o dalle produzione nei paesi dell'est.

Basta vedere come è andata distrutta l'industria bresciana del tondino, quando i cinesi hanno immesso sul mercato tonnellate e tonnellate di tondino a basso costo, i bresciani hanno iniziato a chiudere uno dopo l'altro, idem per il distretto calzaturiero nella zona di Bari

Purtroppo non è facile passare dal normal al top, immagino richieda un bel investimento che non è alla portata di tutti.

Steinoff
22-04-2010, 17:58
Di Como se non sbaglio è il tizio che ideò la Chicco ... ecco appunto, Chicco, può temere avversari low cost una high quality come la Chicco (che comunque produce in parte in Cina) ?

neanche poi troppo high, la Chicco se paragonata a Peg Perego, Inglesina (Italiane) o Avent (inglese) e' di piu' basso livello qualitativo.
La forza della Chicco (oltre a produrre in Cina e vendere in Italia) e' che produce dalle carrozzine ai biberon, passando per giocattoli, thermos ed accessori di tutti i tipi.
Insomma, qualita' media ma ampissimo catalogo che spazia su ogni tipologia di prodotti per bambini e neonati.

matteo10
22-04-2010, 18:04
...La Fini avrebbe potuto scegliere la via del "the best" facendo i migliori compressori del mondo e vendendo a caro prezzo la garanzia di qualità, ma finchè fa prodotti che trovi anche made in China, s'attacca...
Sempre che nel mondo esistano, ancora, abbastanza aziende disposte a comprare il "the best" del compressore...

dave4mame
22-04-2010, 18:17
Sempre che nel mondo esistano, ancora, abbastanza aziende disposte a comprare il "the best" del compressore...

brauo.
centrato in pieno il problema.
e sa dio quanto più spinoso diventerà il problema quando la produzione cinese migliorerà la qualità.
nei settori in cui l'ha fatto non c'è stata più trippa per gatti.

Onisem
22-04-2010, 18:51
sfortunatamente è il destino della maggior parte dei settori low tech, l'unica opzione per non chiudere definitivamente è portare il costo del lavoro a livello di quello dei concorrenti

Insomma lavorare 18 ore al giorno per un ciotola di riso. Piuttosto mi faccio abbattere imbracciando un'arma.

trallallero
22-04-2010, 18:52
neanche poi troppo high, la Chicco se paragonata a Peg Perego, Inglesina (Italiane) o Avent (inglese) e' di piu' basso livello qualitativo.
La forza della Chicco (oltre a produrre in Cina e vendere in Italia) e' che produce dalle carrozzine ai biberon, passando per giocattoli, thermos ed accessori di tutti i tipi.
Insomma, qualita' media ma ampissimo catalogo che spazia su ogni tipologia di prodotti per bambini e neonati.
Non intendevo solo i passeggini ma la Chicco come società, qualsiasi cosa faccia. Comunque è vero quel che dici ed è comunque una multinazionale quindi un impero, impossibile paragonarla con la Fini.

Sempre che nel mondo esistano, ancora, abbastanza aziende disposte a comprare il "the best" del compressore...
Ecco, questo è un altro problema e lo confermo in quanto compratore di cose di bassa qualità per esigenza (faccio tante cose ma non ho i soldi per permettermele tutte :D).
Però vedi, tornando al mio esempio, la Ableton fa un programma che è il top ma del tipo che ne trovi a bizzeffe dal basso costo al completamente gratuito "open", eppure vende parecchio.
La Ferrari è il top, ma vende.
Insomma, se punti al top devi anche considerare che punti ad un altro tipo di clientela e di gente coi soldi il mondo è pieno.


e sa dio quanto più spinoso diventerà il problema quando la produzione cinese migliorerà la qualità.
Che questo sia uno stimolo a migliorare anche la nostra, di qualità.
Se loro fanno high tech noi facciamo iper tech :O

Steinoff
22-04-2010, 19:02
[...]

Che questo sia uno stimolo a migliorare anche la nostra, di qualità.
Se loro fanno high tech noi facciamo iper tech :O

Giustissimo.
Inoltre, secondo me in quel che si compra bisognerebbe introdurre la variabile "durata", sulla quale poter giocare la differenziazione col prodotto di bassa lega.
Se cambio scheda madre ogni anno perche' seguo l'evoluzione del mercato, probabilmente non comprero' la top di gamma della marca piu' blasonata, ma prendero' qualcosa di medio.
Se compro un compressore che mi deve stare in officina almeno 10 anni, lo cerchero' buono e che duri il piu' possibile, e pazienza se costa 100 euro in piu' rispetto a quello cinese che pero' campa solo una settimana.
Eh? :D

hd2lover
22-04-2010, 19:06
Se cambio scheda madre ogni anno perche' seguo l'evoluzione del mercato, probabilmente non comprero' la top di gamma della marca piu' blasonata, ma prendero' qualcosa di medio.

per mia esperienza....è proprio il contrario




Saluti

thorne
22-04-2010, 19:26
Nel nord-est sono centinaia i posti a rischio, la DM-elektron con oltre 200 dipendenti dovrebbe delocalizzare in Cina, un'altra fabbrica abbastanza grande pensa di trasferire tutto in Romania, ecc.

Senza contare le numerose aziende a rischio chiusura e le ampie difficoltà PER NULLA superate del commercio.

Vedere i destroidi-tifosi perdere il lavoro e farsela sbattere nel didietro dai loro stessi beniamini NON HA PREZZO :D

Ma per questi destroidi naturalmente la colpa non sarà mai dei loro beniamini, imprenditori di dx-leghisti e della classe politica del cdx che governa quasi ininterrottamente dal 1994, no, grazie a qualche strampalato ragionamento indotto dai loro beniamini per questi furbissimi destroidi la colpa sarà di Prodi delle sinistre e della CGIL , checcazz, le destre non son mica favorevoli alla delocalizzazione e globalizzazione, è da anni che lo vanno dicendo!

Sono per l'autarchia loro (ma delocalizzano :cool: ) ! :asd:

ConteZero
22-04-2010, 19:51
La Peg-Perego è ancora ad Arcore :O

lo_straniero
22-04-2010, 19:53
questa ditta e a 2 passi da casa mia :eek:

trallallero
22-04-2010, 20:44
Giustissimo.
Inoltre, secondo me in quel che si compra bisognerebbe introdurre la variabile "durata", sulla quale poter giocare la differenziazione col prodotto di bassa lega.
Se cambio scheda madre ogni anno perche' seguo l'evoluzione del mercato, probabilmente non comprero' la top di gamma della marca piu' blasonata, ma prendero' qualcosa di medio.
Se compro un compressore che mi deve stare in officina almeno 10 anni, lo cerchero' buono e che duri il piu' possibile, e pazienza se costa 100 euro in piu' rispetto a quello cinese che pero' campa solo una settimana.
Eh? :D
Beh si, è come la penso io :)

Altro esempio: sto ristrutturando casa e mi serve di tutto, dal trapano alla fresa passando per la levigatrice. Compro tutto cinese tanto con una semplice aggiustatina (doverosa) l'attrezzo lo rendo durevole ed utlizzabile, ma, se facessi questo per mestiere, andrei sul professionale, magari non il top ma di certo non cinese (che poi anche il professionale sia fatto in Cina è un altro discorso ma almeno non prenderei marche sconosciute anche solo per via della garanzia).

IpseDixit
22-04-2010, 20:45
Pare che ci sia un compratore pronto a salvare l'azienda

«Abbiamo bisogno di altro tempo», Bruno Papignani, il leader della Fiom, ha chiuso con cinque parole la (tesissima) assemblea di ieri alla Fini compressori. Il futuro dell’azienda di Zola Predosa (e dei suoi 108 lavoratori di fatto già licenziati) si decide oggi e spunta un’azienda piemontese pronta ad affiancare Marco Fini nella gestione dell’azienda. La New Air di Torino, che in questi mesi si era già spesa in corteggiamenti nei confronti dell’azienda bolognese, è pronta a fare il grande passo. Un gruppo in grado di fornire (oggi) le necessarie garanzie agli istituti di credito e disponibili (un domani) a rilevare l’impresa.

SUMMIT - È l’ennesimo colpo di scena di una vicenda che dopo la rottura delle trattative istituzionali è andata avanti con tantissime telefonate informali. Per la verità, ieri un incontro c’è stato. Quello tra il governatore, Vasco Errani, e il presidente di Unindustria Bologna, Maurizio Marchesini. Un summit che era già in programma da tempo ma nel quale s’è discusso anche dell’azienda di Zola Predosa. «Abbiamo parlato anche della Fini, un problema molto delicato che ci preoccupa — ha detto il numero uno degli industriali —. Tutta Unindustria se ne occupa in maniera attiva: facciamo il possibile su tutti i tavoli».

IPOTESI- E una prima soluzione sembra essere vicina. Il primo passo, però, lo dovrà fare Marco Fini che in questi giorni ha subito parecchie pressioni in tal senso. Si tratta, in primis, di ritirare i 108 licenziamenti per poi attivare la cassa integrazione straordinaria da sei fino a diciotto mesi. Una soluzione che garantirebbe sia il gruppo torinese pronto ad affiancare Fini che i lavoratori. Ma solo temporaneamente: i dipendenti con la lettera di licenziamento già in tasca godrebbero di una retribuzione più corposa rispetto a quella prevista dalla mobilità, che arriverebbe comunque al termine del periodo di cigs. Il nuovo assetto societario si troverebbe in mano un’azienda di fatto liberata dagli esuberi.

COMMENTI - Ieri intanto sulla crisi dell’azienda di Zola è intervenuta anche la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti. «La conferma dei 108 licenziamenti nonostante l’attività del tavolo provinciale di salvaguardia è un episodio devastante per le prospettive di sviluppo del nostro territorio». Stessa musica anche dal presidente della Camera di Commercio, Bruno Filetti: «Deve essere fatto di tutto perché rientri o perché rimanga un caso isolato» ha commentato il numero uno di Palazzo della Mercanzia esprimendo l’auspicio che la vicenda della Fini «non crei un effetto domino» per le altre imprese in crisi.

RISPOSTE - Oggi all’una davanti ai cancelli di Zola Predosa arriverà il momento della verità. L’unica (fondamentale) incognita resta l’effettiva volontà di Marco Fini di sbloccare la situazione. Bisognerà vedere se il patron si renderà disponibile a ritirare i licenziamenti e a consentire l’ingresso in società dell’azienda torinese. In caso contrario il rischio è quello di far esplodere una situazione già troppo carica di tensione.

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/economia/2010/22-aprile-2010/compratore-piemontese-salvare-fini-1602884278115.shtml

trallallero
22-04-2010, 20:49
Nel nord-est sono centinaia i posti a rischio, la DM-elektron con oltre 200 dipendenti dovrebbe delocalizzare in Cina, un'altra fabbrica abbastanza grande pensa di trasferire tutto in Romania, ecc.

Senza contare le numerose aziende a rischio chiusura e le ampie difficoltà PER NULLA superate del commercio.

Vedere i destroidi-tifosi perdere il lavoro e farsela sbattere nel didietro dai loro stessi beniamini NON HA PREZZO :D

Ma per questi destroidi naturalmente la colpa non sarà mai dei loro beniamini, imprenditori di dx-leghisti e della classe politica del cdx che governa quasi ininterrottamente dal 1994, no, grazie a qualche strampalato ragionamento indotto dai loro beniamini per questi furbissimi destroidi la colpa sarà di Prodi delle sinistre e della CGIL , checcazz, le destre non son mica favorevoli alla delocalizzazione e globalizzazione, è da anni che lo vanno dicendo!

Sono per l'autarchia loro (ma delocalizzano :cool: ) ! :asd:

Preferirei non risponderti in nome del "don't feed the trolls" ma non ci riesco.
Per quale motivo la DM-elektron oggi non delocalizzerebbe se al governo ci fosse Prodi, Berty o Pinco Pallo ?
Delocalizza la Spagna, delocalizza la Germania, la Francia e tutti gli altri, ma se lo fa l'Italia è colpa del governo ?

trallallero
22-04-2010, 20:53
Certo che l'Italia va un pò malino ma c'ha un culo che non ci si crede ... appare sempre il filantropo salvatore al momento giusto.
Sta' a vedè che pregare serve a qualcosa :asd:

Steinoff
22-04-2010, 22:23
Tra l'altro, ho visto poco fa che il compressore che ho in soffitta e uso da almeno una decina d'anni e' un Fini...

thorne
22-04-2010, 22:52
Preferirei non risponderti in nome del "don't feed the trolls" ma non ci riesco.
Per quale motivo la DM-elektron oggi non delocalizzerebbe se al governo ci fosse Prodi, Berty o Pinco Pallo ?
Delocalizza la Spagna, delocalizza la Germania, la Francia e tutti gli altri, ma se lo fa l'Italia è colpa del governo ?

A dare del troll stai trasgredendo il regolamento, per questa cosa fui sospeso. ma andiamo avanti.

Premesso che non voto e che per mia fortuna disprezzo orgogliosamente le sinistre e le destre italiane da sempre in TUTTE le loro forme e facce, e che NULLA mi importa di Bertinotti Vendola Bersani Prodi Casini & affini, faccio notare che stai usando la classica tattica del girare la frittatina per sviare.

Qui si stava parlando dell' ipocrisia e delle REITERATE e GIGANTESCHE BALLE delle destre di governo e destre imprenditoriali, che compongono la quasi totalità della classe imprenditoriale di "fascia alta" in Italia, oltre a Confindustria Confcommercio ecc. , e della ottusa cecità degli elettori-ultrà di destra che non si accorgono che in questi casi vengono fregati e presi per FESSI dai loro stessi "amiconi" imprenditori e politici di destra, si bevono TUTTO pur di sostenere i propri beniamini, riescono a dar la colpa a Prodi e alla cgil anche in questo.


I fatti dicono che


1 il sistema capitalista è di destra

2 La quasi totalità degli imprenditori che hanno delocalizzato dagli anni 80 in poi sono di destra.

3 La Prima Repubblica è stata governata quasi totalmente dalla DC (cdx), la seconda quasi totalmente dal cdx di Berlusconi (cdx + destre varie ed assortite)

4 E' da decenni che le destre di governo continuano a sostenere di essere CONTRO la globalizzazione e CONTRO la delocalizzazione; questo pensiero è fortemente sostenuto anche da Tremonti (oltre che da Alemanno, AN, e altre destre nazionaliste), leggi i suoi libri sull' argomento:
Globalizzazione cattiva di qua, mercatismo cattivo di la', dazi buoni di qui, sinistre masso-progressiste amiche delle banche e dei banchieri troppo aperte coi paesi dell' Est (quando pero' a delocalizzare in Polonia, Romania Cina e affini ci vanno aziende e imprenditori/dirgenti di DESTRA... prendiamo ad esempio la Fiat che produce in Polonia pagando stipendi da fame ) ecc.

Ovvero, in un sistema capitalista di destra, con dirigenti e politici di destra, e con imprenditori di destra... per gli ultrà le colpe maggiori sono delle sinistre e dei sindacati. :rotfl: :rotfl:

Ci rendiamo conto dell'enorme GIGANTESCA contraddizione ed ipocrisia di queste destre, che si promuovono come nazionaliste quasi autarchiche, e poi sono loro stessi imprenditori-politici di destra che delocalizzano imprese produzione capitali e know-how all' estero???

Prendi atto che se i politici di sinistra han vissuto raccontando frottole e aria fritta in politichese per anni, lo stesso stanno facendo i TUOI beniamini, raccontano frottole populiste, chiacchiere demagogiche a cui non sono mai seguiti fatti.


Venendo ai tuoi quesiti:

"Per quale motivo la DM-elektron oggi non delocalizzerebbe se al governo ci fosse Prodi, Berty o Pinco Pallo ?
Delocalizza la Spagna, delocalizza la Germania, la Francia e tutti gli altri, ma se lo fa l'Italia è colpa del governo ?"

1 La Dm-elektron e tutti gli altri ovviamente delocalizzerebbero anche se ci fossero al governo le sinistre e/o Prodi o chi altri.
Le delocalizzazioni ci saranno fin tanto quando non verranno presi provvedimenti da parte dei governi, con leggi, regole e limiti.

Come già detto pero' tra tutti quelli che in assoluto si è sbracciato di piu' contro globalizzazione e la cattiva delocalizzazione delle sinistre (?????!?! :rotfl: ) è il tuo amichetto Tremonti, dal quale dopo due decenni di governo, se fosse stato coerente, ci si sarebbe dovuti aspettare almeno un minimo provvedimento, un qualcosa, invece ZERO.

Ergo il piu' ipocrita e incoerente di tutti è lui senza alcun dubbio (ha staccato di molte lunghezze persino i comunisti), da fiato alla bocca sparando castronerie per far contento il proprio pubblico di creduloni.


2 Le delocalizzazioni degli altri Paesi europei, è sintomo che il capitalismo non è stato studiato e definito in molti aspetti e quindi non sono state messe determinate regole essendo come dinamica un sistema aperto, tutto il mondo capitalista è paese e agli imprenditori viene sempre lasciata la massima libertà di delocalizzare.

matti157
22-04-2010, 23:43
strano ma ho trovato questa notizia di compressori per caso:
http://www.agichina24.it/repository/canali/norme-e-tributi/notizie/200809010200-rt2-lu20080901015daa-art.html

Steinoff
23-04-2010, 07:47
A dare del troll stai trasgredendo il regolamento, per questa cosa fui sospeso. ma andiamo avanti.

Premesso che non voto e che per mia fortuna disprezzo orgogliosamente le sinistre e le destre italiane da sempre in TUTTE le loro forme e facce, e che NULLA mi importa di Bertinotti Vendola Bersani Prodi Casini & affini, faccio notare che stai usando la classica tattica del girare la frittatina per sviare.

Qui si stava parlando dell' ipocrisia e delle REITERATE e GIGANTESCHE BALLE delle destre di governo e destre imprenditoriali, che compongono la quasi totalità della classe imprenditoriale di "fascia alta" in Italia, oltre a Confindustria Confcommercio ecc. , e della ottusa cecità degli elettori-ultrà di destra che non si accorgono che in questi casi vengono fregati e presi per FESSI dai loro stessi "amiconi" imprenditori e politici di destra, si bevono TUTTO pur di sostenere i propri beniamini, riescono a dar la colpa a Prodi e alla cgil anche in questo.


I fatti dicono che


1 il sistema capitalista è di destra

2 La quasi totalità degli imprenditori che hanno delocalizzato dagli anni 80 in poi sono di destra.

3 La Prima Repubblica è stata governata quasi totalmente dalla DC (cdx), la seconda quasi totalmente dal cdx di Berlusconi (cdx + destre varie ed assortite)

4 E' da decenni che le destre di governo continuano a sostenere di essere CONTRO la globalizzazione e CONTRO la delocalizzazione; questo pensiero è fortemente sostenuto anche da Tremonti (oltre che da Alemanno, AN, e altre destre nazionaliste), leggi i suoi libri sull' argomento:
Globalizzazione cattiva di qua, mercatismo cattivo di la', dazi buoni di qui, sinistre masso-progressiste amiche delle banche e dei banchieri troppo aperte coi paesi dell' Est (quando pero' a delocalizzare in Polonia, Romania Cina e affini ci vanno aziende e imprenditori/dirgenti di DESTRA... prendiamo ad esempio la Fiat che produce in Polonia pagando stipendi da fame ) ecc.

Ovvero, in un sistema capitalista di destra, con dirigenti e politici di destra, e con imprenditori di destra... per gli ultrà le colpe maggiori sono delle sinistre e dei sindacati. :rotfl: :rotfl:

Ci rendiamo conto dell'enorme GIGANTESCA contraddizione ed ipocrisia di queste destre, che si promuovono come nazionaliste quasi autarchiche, e poi sono loro stessi imprenditori-politici di destra che delocalizzano imprese produzione capitali e know-how all' estero???

Prendi atto che se i politici di sinistra han vissuto raccontando frottole e aria fritta in politichese per anni, lo stesso stanno facendo i TUOI beniamini, raccontano frottole populiste, chiacchiere demagogiche a cui non sono mai seguiti fatti.


Venendo ai tuoi quesiti:

"Per quale motivo la DM-elektron oggi non delocalizzerebbe se al governo ci fosse Prodi, Berty o Pinco Pallo ?
Delocalizza la Spagna, delocalizza la Germania, la Francia e tutti gli altri, ma se lo fa l'Italia è colpa del governo ?"

1 La Dm-elektron e tutti gli altri ovviamente delocalizzerebbero anche se ci fossero al governo le sinistre e/o Prodi o chi altri.
Le delocalizzazioni ci saranno fin tanto quando non verranno presi provvedimenti da parte dei governi, con leggi, regole e limiti.

Come già detto pero' tra tutti quelli che in assoluto si è sbracciato di piu' contro globalizzazione e la cattiva delocalizzazione delle sinistre (?????!?! :rotfl: ) è il tuo amichetto Tremonti, dal quale dopo due decenni di governo, se fosse stato coerente, ci si sarebbe dovuti aspettare almeno un minimo provvedimento, un qualcosa, invece ZERO.

Ergo il piu' ipocrita e incoerente di tutti è lui senza alcun dubbio (ha staccato di molte lunghezze persino i comunisti), da fiato alla bocca sparando castronerie per far contento il proprio pubblico di creduloni.


2 Le delocalizzazioni degli altri Paesi europei, è sintomo che il capitalismo non è stato studiato e definito in molti aspetti e quindi non sono state messe determinate regole essendo come dinamica un sistema aperto, tutto il mondo capitalista è paese e agli imprenditori viene sempre lasciata la massima libertà di delocalizzare.


A tutto cio' aggiungo che mentre proprio di questi tempi (parlo di mesi) Francia e Germania stanno facendo passi importanti per evitare la delocalizzazione, berlusconi (NON Bertinotti o Prodi, ma berlusconi) ha fatto accordi economici con la Bielorussia che prevedono semplificazioni ed incentivi per delocalizzare li' aziente italiane. Poi non so eh.......

trallallero
23-04-2010, 08:38
La Dm-elektron e tutti gli altri ovviamente delocalizzerebbero anche se ci fossero al governo le sinistre e/o Prodi o chi altri.
Mi basta questa di risposta, del resto non so che farmene.

Steinoff
23-04-2010, 09:06
Mi basta questa di risposta, del resto non so che farmene.

beh, oddio, superficiale come approccio eh
Decontestualizzare una situazione cosi' complessa e' superficiale.
Perche' se ci fosse chiunque altro al governo che non fosse berlusconi, sarebbe diversa sicuramente la situazione italiana. Non fosse altro che per la mole di processi in meno, di leggi ad personam in meno, e poi bisognerebbe vedere quali politiche di contenimento della crisi sarebbero state intraprese.
Molte variabili, non considerare neanche la loro esistenza e' un po' tanto superficiale.

Blaster_Maniac
23-04-2010, 09:20
Tanto quando la manodopera cinese costerà quanto la nostra o più, e avranno i nostri stessi diritti (e prima o poi succeerà) la situazione si normalizzerà.
Purtroppo, come si dice, è una ruota che gira, non ci si può fare nulla.

trallallero
23-04-2010, 09:30
beh, oddio, superficiale come approccio eh
Decontestualizzare una situazione cosi' complessa e' superficiale.
Perche' se ci fosse chiunque altro al governo che non fosse berlusconi, sarebbe diversa sicuramente la situazione italiana. Non fosse altro che per la mole di processi in meno, di leggi ad personam in meno, e poi bisognerebbe vedere quali politiche di contenimento della crisi sarebbero state intraprese.
Molte variabili, non considerare neanche la loro esistenza e' un po' tanto superficiale.

Ma non ha nulla a che vedere con la delocalizzazione, oggetto del 3d.
Visto che la sua conclusione, "La Dm-elektron e tutti gli altri ovviamente delocalizzerebbero anche se ci fossero al governo le sinistre e/o Prodi o chi altri", conferma che l'attuale governo non c'entra una ceppa, di tutto quel fiume di parole col quale da solo sfogo al suo odio per il protagonista della sezione SPA, non so veramente che farci.

CoreDump
23-04-2010, 10:20
Tanto quando la manodopera cinese costerà quanto la nostra o più, e avranno i nostri stessi diritti (e prima o poi succeerà) la situazione si normalizzerà.
Purtroppo, come si dice, è una ruota che gira, non ci si può fare nulla.

Io invece mi chiedo, possibile che non ci si può fare proprio nulla?

Possibile che non ci sono alternative che quelle di adeguarci a paesi dove su diversi punti di vista sono palesemente dietro a noi?

Lo chiedo perche di economia non me ne intendo e vorrei capire se e quanto margine di movimento ce, se il governo ( e non me ne
frega un cazzo di destra, sinistra sopra e sotto :D ) potrebbe fare qualcosa.

easyand
23-04-2010, 10:23
proprio di questi tempi (parlo di mesi) Francia e Germania stanno facendo passi importanti per evitare la delocalizzazione, ......

tipo?


perchè le opzioni non sono tante, o sussidi le imprese con soldi statali colmando il gap di costi occidente-oriente oppure metti i dazi, ma rimane una situazione di mercato artificiosa

è anche vero comunque che i costi in cina stanno aumentando, le riforme introdotte dal governo cinese un annetto fa hanno portato all'aumento del costo del lavoro, ma fatta la legge gabbato lu santo...quote crescenti di delocalizzazione di trasferiscono in vietnam. addirittura le imprese cinesi STESSE delocalizzando in vietnam!!

dave4mame
23-04-2010, 10:26
almeno con riferimento alla germania le misure di antidelocalizzazione sembrano non essere granchè efficaci.

http://www.autoblog.it/post/25803/volkswagen-due-nuove-fabbriche-in-cina-entro-il-2013


quando tremonti ha fatto la proposta di (re)introdurre dazi alle importazioni è stato preso come un babbeo.

easyand
23-04-2010, 10:30
strano ma ho trovato questa notizia di compressori per caso:
http://www.agichina24.it/repository/canali/norme-e-tributi/notizie/200809010200-rt2-lu20080901015daa-art.html

è quello che fa anche luxottica, le montature di qualità media e alta vengono fatte in italia, quelle da 20 euro vengono fatte in cina.
Trasferire le produzioni in cina non è sempre conveniente, la stessa luxottica ha calcolato che il tasso di difettosità esistente in cina può essere sopportato solo per le montature a basso costo, per le altre si spende meno a pagare dipendenti in italia che a sopportare i costi legati alla difettosità in cina (migliaia di montature da buttare).

easyand
23-04-2010, 10:32
almeno con riferimento alla germania le misure di antidelocalizzazione sembrano non essere granchè efficaci.

http://www.autoblog.it/post/25803/volkswagen-due-nuove-fabbriche-in-cina-entro-il-2013


quando tremonti ha fatto la proposta di (re)introdurre dazi alle importazioni è stato preso come un babbeo.

il mercato dell'auto prevede di produrre dove si vende, quelle auto prodotte in quegli stabilimenti saranno vendute in Cina.
E come la Fiat che ha gli stabilimenti in sud america, le vendono solo la

CoreDump
23-04-2010, 10:33
tipo?


perchè le opzioni non sono tante, o sussidi le imprese con soldi statali colmando il gap di costi occidente-oriente oppure metti i dazi, ma rimane una situazione di mercato artificiosa

è anche vero comunque che i costi in cina stanno aumentando, le riforme introdotte dal governo cinese un annetto fa hanno portato all'aumento del costo del lavoro, ma fatta la legge gabbato lu santo...quote crescenti di delocalizzazione di trasferiscono in vietnam. addirittura le imprese cinesi STESSE delocalizzando in vietnam!!

Ma la situazione del mercato globale e "artificiosa" a prescindere secondo me. :)

Voglio dire come si fa a parlare di mercato libero tra paesi cosi distanti come costo della vita, diritti sociali, benessere?

Per il resto sono daccordo con te, tempo fa ho letto di una azienda ( non ricordo quale scusate :O ) che chiudeva
in cina per spostarsi in india visto che riusciva in questo modo ad abbassare ulteriormente i costi di produzione :rolleyes:

trallallero
23-04-2010, 10:38
addirittura le imprese cinesi STESSE delocalizzando in vietnam!!

Per il resto sono daccordo con te, tempo fa ho letto di una azienda ( non ricordo quale scusate :O ) che chiudeva
in cina per spostarsi in india visto che riusciva in questo modo ad abbassare ulteriormente i costi di produzione :rolleyes:
Colpa della famosa destra cinese :asd:

hd2lover
23-04-2010, 10:40
dainese ha già spostato tutta la produzione in tunisia (con licenziamenti e c.i. in italia)



Saluti

trallallero
23-04-2010, 10:46
dainese ha già spostato tutta la produzione in tunisia (con licenziamenti e c.i. in italia)



Saluti
http://www.moto.it/news/dainese-produrra-solo-all-estero.html

Riportiamo la notizia dal Corriere della Sera: Dainese, lo storico marchio italiano che possiede anche Mavet e AGV, sposta tutta la produzione dei capi di abbigliamento protettivo per motociclisti all'estero. Saranno ancora realizzate a Molvena solo poche centianaia di tute (quelle di livello e costo più alti e quelle destinate ai piloti). Il resto migra oltre mare, in Tunisia ad esempio, dove Dainese ha già due stabilimenti e dà lavoro a circa 250 persone.
La crisi economica, iniziata sul finire del 2008 e aggravatasi nel 2009, colpisce così anche l'Azienda fondata da Lino Dainese, da sempre all'avanguardia nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie che rendano più sicuro l'abbigliamento da moto. Di recente la Casa veneta ha realizzato una tuta protettiva dotata di airbag (non vincolato meccanicamente alla moto), utilizzata in gara da top riders come Simoncelli e Lorenzo, che potrebbe essere commercializzata nel corso del 2010.
E sempre Dainese annovera Rossi e Biaggi tra i campioni che indossano le protezioni progettate e realizzate a Molvena.

Tutto ciò è servito a contenere gli effetti della crisi economica che ha colpito il settore delle due ruote, ma non è bastato a mettere al riparo Dainese da pesanti tagli di personale.
L'Azienda ha firmato un accordo con la Provincia e i sindacati che prevede 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti e, tra un anno, il licenziamento di 80 tra questi.
Lo stabilimento di Molvena attualmente impiega 250 addetti, tra questi 100 si occupano della realizzazione di tute e capi d'abbigliamento.
Il bilancio del 2008 era ancora positivo, con un utile netto di circa 700.000 euro.



Visto ? il top lo si continua a fare in Italia, il resto no.

hd2lover
23-04-2010, 10:56
http://www.moto.it/news/dainese-produrra-solo-all-estero.html

Riportiamo la notizia dal Corriere della Sera: Dainese, lo storico marchio italiano che possiede anche Mavet e AGV, sposta tutta la produzione dei capi di abbigliamento protettivo per motociclisti all'estero. Saranno ancora realizzate a Molvena solo poche centianaia di tute (quelle di livello e costo più alti e quelle destinate ai piloti). Il resto migra oltre mare, in Tunisia ad esempio, dove Dainese ha già due stabilimenti e dà lavoro a circa 250 persone.
La crisi economica, iniziata sul finire del 2008 e aggravatasi nel 2009, colpisce così anche l'Azienda fondata da Lino Dainese, da sempre all'avanguardia nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie che rendano più sicuro l'abbigliamento da moto. Di recente la Casa veneta ha realizzato una tuta protettiva dotata di airbag (non vincolato meccanicamente alla moto), utilizzata in gara da top riders come Simoncelli e Lorenzo, che potrebbe essere commercializzata nel corso del 2010.
E sempre Dainese annovera Rossi e Biaggi tra i campioni che indossano le protezioni progettate e realizzate a Molvena.

Tutto ciò è servito a contenere gli effetti della crisi economica che ha colpito il settore delle due ruote, ma non è bastato a mettere al riparo Dainese da pesanti tagli di personale.
L'Azienda ha firmato un accordo con la Provincia e i sindacati che prevede 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti e, tra un anno, il licenziamento di 80 tra questi.
Lo stabilimento di Molvena attualmente impiega 250 addetti, tra questi 100 si occupano della realizzazione di tute e capi d'abbigliamento.
Il bilancio del 2008 era ancora positivo, con un utile netto di circa 700.000 euro.



Visto ? il top lo si continua a fare in Italia, il resto no.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/01/dainese-produzione-tunisia.shtml?uuid=43b60bae-044e-11df-a6b8-81e559ea24b2&DocRulesView=Libero

difatti io non compro più dainese.


Saluti

CoreDump
23-04-2010, 12:02
http://www.moto.it/news/dainese-produrra-solo-all-estero.html

--cuttone--

Visto ? il top lo si continua a fare in Italia, il resto no.

Perfetto, visto che i dazi doganali no, le tasse no, gli incentivi no, chiedo la completa tracciabilità del prodotto, in modo che al
momento dell'acquisto da consumatore posso "liberamente" scegliere se acquistare o meno, la globalizazione vale anche per
me e che cacchio :D

trallallero
23-04-2010, 12:10
Perfetto, visto che i dazi doganali no, le tasse no, gli incentivi no, chiedo la completa tracciabilità del prodotto, in modo che al
momento dell'acquisto da consumatore posso "liberamente" scegliere se acquistare o meno, la globalizazione vale anche per
me e che cacchio :D

Seee, campa cavallo, tracciabilità del prodotto :asd:
Roba che quà ho visto delle ciabatte di plastica da pochi euri con un mega biglietto "Tested in Germany" e basta.

trallallero
23-04-2010, 12:12
Peccato che allora, se non accade ciò che ho previsto, la cina saremo noi e si assisterà, causa la miseria che sarà tornata in questi luoghi, al processo di delocalizzazione inverso.

Pensa che paradosso se la società per cui lavoro delocalizza in Italia.
(mi vengono i brividi solo a pensarlo :stordita: )

Maverick18
23-04-2010, 12:19
(sbagliato thread)

Steinoff
23-04-2010, 12:22
tipo?


perchè le opzioni non sono tante, o sussidi le imprese con soldi statali colmando il gap di costi occidente-oriente oppure metti i dazi, ma rimane una situazione di mercato artificiosa

è anche vero comunque che i costi in cina stanno aumentando, le riforme introdotte dal governo cinese un annetto fa hanno portato all'aumento del costo del lavoro, ma fatta la legge gabbato lu santo...quote crescenti di delocalizzazione di trasferiscono in vietnam. addirittura le imprese cinesi STESSE delocalizzando in vietnam!!


di questo tipo (http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=4543):
di Giuseppe Marino, ordinario di diritto tributario all'Università Statale di Milano e direttore del Master in diritto tributario della Bocconi
[...]
In Francia, tra le altre iniziative, è stato applicato un credito d’imposta per gli investimenti nelle piccole e medie imprese che hanno la loro sede legale in Francia, in Stati Ue o in Stati appartenenti all’Eea che hanno con la Francia un accordo sullo scambio di informazioni ed è stata proposta la momentanea eliminazione della taxe professionnelle (che ricorda l’Irap) con l’obiettivo di favorire la creazione di nuove infrastrutture produttive con sede in Francia.

In Inghilterra, le misure puntano invece sul rilancio dei consumi mediante abbassamento dell’aliquota Iva, piuttosto che su incentivi fiscali agli investimenti in attività d’impresa. Per quanto attiene i profili di fiscalità internazionale, lo stratificarsi di regole che penalizzano gli investimenti effettuati all’estero, combinati con una stretta al regime fiscale dei manager resident not domicile, ha generato una profonda insoddisfazione nel mondo imprenditoriale inglese, sì da indurre alcune multinazionali a trasferire la sede di direzione e controllo fuori dal territorio britannico.

In Germania, il piano di risanamento dell’industria non prevede misure con effetti immediati sulla delocalizzazione delle imprese, ma molte di esse inducono alla rilocalizzazione degli investimenti in territorio tedesco, a partire dalla regolamentazione sui limiti alla detenzione del capitale di società tedesche da parte di soggetti non residenti.
[...]

easyand
23-04-2010, 12:23
più che altro non riesco a capire il nesso delocalizzazione-crisi, la maggioranza delle delocalizzazioni è avvenuta quando l'economia andava bene.

Secondo me il problema comunque è che spesso le imprese italiane, per la maggior parte piccole, sono condotte dal "padrone" in base all'esperienza si ma anche "a naso", guardando quel che fanno gli altri, senza un criterio manageriale che implichi una strategia e una vision sul futuro dei mercati. Risultato, tanti si trovano con il culo a terra.

trallallero
23-04-2010, 12:29
Che devo dirti se non di di prepararti al peggio ?.:D :ciapet:

Freenaaaaa, questo avverrà, se mai si verificherà perchè è una opportunità quantomai improbabile, non è impossibile ma manca poco, secondo i miei calcoli basati sulla storia passata, quando io sarà già men che polvere e voi gia scomparsi, quindi puoi stare tranquillo.:) :sofico:

Ok, mi sento meglio :D

easyand
23-04-2010, 12:30
di questo tipo (http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=4543):
di Giuseppe Marino, ordinario di diritto tributario all'Università Statale di Milano e direttore del Master in diritto tributario della Bocconi
[...]
In Francia, tra le altre iniziative, è stato applicato un credito d’imposta per gli investimenti nelle piccole e medie imprese che hanno la loro sede legale in Francia, in Stati Ue o in Stati appartenenti all’Eea che hanno con la Francia un accordo sullo scambio di informazioni ed è stata proposta la momentanea eliminazione della taxe professionnelle (che ricorda l’Irap) con l’obiettivo di favorire la creazione di nuove infrastrutture produttive con sede in Francia.

In Inghilterra, le misure puntano invece sul rilancio dei consumi mediante abbassamento dell’aliquota Iva, piuttosto che su incentivi fiscali agli investimenti in attività d’impresa. Per quanto attiene i profili di fiscalità internazionale, lo stratificarsi di regole che penalizzano gli investimenti effettuati all’estero, combinati con una stretta al regime fiscale dei manager resident not domicile, ha generato una profonda insoddisfazione nel mondo imprenditoriale inglese, sì da indurre alcune multinazionali a trasferire la sede di direzione e controllo fuori dal territorio britannico.

In Germania, il piano di risanamento dell’industria non prevede misure con effetti immediati sulla delocalizzazione delle imprese, ma molte di esse inducono alla rilocalizzazione degli investimenti in territorio tedesco, a partire dalla regolamentazione sui limiti alla detenzione del capitale di società tedesche da parte di soggetti non residenti.
[...]



l'unica minimamente sensata mi pare l'ultima (che comunque è MOLTO blanda e vorrei proprio vedere i reali effetti), la prima parla di società con sede legale in francia, ma nessuno mi vieta di avere la sede legale in francia e produrre su marte.

Quella inglese si commenta da sola, le imprese semplicemente trasferiscono all'estero tutto quanto invece che solo la produzione! E qua in italia nemmeno possiamo pensare di abbassare l'IVA, è un gettito fondamentale purtroppo.

Steinoff
23-04-2010, 12:42
l'unica minimamente sensata mi pare l'ultima (che comunque è MOLTO blanda e vorrei proprio vedere i reali effetti), la prima parla di società con sede legale in francia, ma nessuno mi vieta di avere la sede legale in francia e produrre su marte.

Quella inglese si commenta da sola, le imprese semplicemente trasferiscono all'estero tutto quanto invece che solo la produzione! E qua in italia nemmeno possiamo pensare di abbassare l'IVA, è un gettito fondamentale purtroppo.

Beh, ecco cosa abbiamo fatto noi, e poi commenta:

Viaggio di Berlusconi in Bielorussia:
critiche agli elogi per Lukashenko (http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/157283)



Silvio Berlusconi 'sdogana' Alexander Lukashenko, bollato dalla comunità internazionale come "ultimo dittatore d'Europa" e accusato di violazione dei diritti fondamentali e di brogli elettorali, ed in cambio riceve dal presidente bielorusso alcuni documenti inediti sugli italiani scomparsi durante la seconda guerra mondiale.

E' questo l'epilogo della visita del presidente del Consiglio in Bielorussia, la prima di un leader occidentale da quasi quindici anni, che scatena le critiche dell'opposizione bielorussa, ma anche di quella italiana con Pier Ferdinando Casini e Piero Fassino che chiedono al Cavaliere di riferire in aula. Che l'Italia vestisse i panni di 'avvocatò di Minsk nel tortuoso cammino verso l'Europa era noto da tempo. Lo scorso aprile 'bathkà (il 'padrè come si fa chiamare Lukashenko in patria) venne a Roma grazie al fatto che l'Ue, a seguito di alcune aperture, gli aveva sospeso il blocco del visto. Aperture successivamente confermate dallo stesso Berlusconi che sostenne l'esigenza di "stimolare la Bielorussia affinchè raggiunga standard democratici europei". Ma a Minsk, forse anche incoraggiato dal voto del Parlamento bielorusso che concede maggiori libertà ai partiti nelle elezioni (deciso proprio oggi), il premier italiano è andato ben oltre sostenendo che i risultati elettorali ottenuti da Lukashenko sono la dimostrazione "dell'amore" che la gente nutre nei suoi confronti. Parole che di fatto legittimano le elezioni del 2006 e del 2008, che al contrario l'Osce e gli Usa definirono "non democratiche". Già dal modo in cui accoglie Berlusconi al suo arrivo nel palazzo presidenziale si capisce quanto Lukashenko punti sull'Italia per uscire dall'isolamento internazionale. E' lui stesso, dopo aver salutato l'ospite definendolo un "esponente politico di livello mondiale", a dirlo chiaramente: "La sua visita - dice a Berlusconi - è un gesto eloquente di sostegno e appoggio del nostro Paese sulla scena internazionale". Parla dell'Italia come di un "partner privilegiato" e della necessità di accrescere le relazioni commerciali. Berlusconi lo ringrazia e conferma che l'obiettivo è di sfruttare meglio le potenzialità dei rapporti fra i due Paesi, lamentandosi del fatto che l'Italia sia solo nona per interscambio commerciale e addirittura quindicesima negli investimenti. Ma i due accordi siglati (uno per completare il quadro giuridico che consentirà alle imprese italiane di investire in Bielorussia e l'altro nel campo vetrinario) così come il memorandum siglato da Finmeccanica passano in secondo piano rispetto alle cortesie diplomatiche che i due leader si scambiano. Inizia Lukashenko ricordando quanto fatto da tante famiglie italiane per alleviare le pene dei bambini coinvolti nella tragedia di Cernobyl. Berlusconi ricambia ringraziandolo per le "assicurazioni" avute sul delicato tema delle adozioni, da anni praticamente bloccate per volere di Minsk. 'Bathkà rilancia, annunciando a sorpresa un "dono" speciale "all'amico" Silvio: si tratta di documenti inediti che i funzionari del servizio segreto (in Bielorussia si chiama ancora Kgb) hanno scovato negli archivi di Stato sugli italiani morti nei campi di prigionia bielorussi durante la seconda guerra mondiale e di quelli perseguitati per ragioni politiche negli anni Trenta. Il Cavaliere, nel dirsi "commosso", lo "ringrazia dal cuore" anche a nome dei familiari delle vittime italiane. Poi, proprio quando la conferenza stampa sembra terminata, aggiunge una frase destinata far discutere: "Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo". Parole che lasciano "sbigottito" il leader dell'Udc Casini che chiede al premier di riferire in Parlamento per spiegare "la nuova linea di politica estera italiana". Analoga richiesta da Piero Fassino del Pd che parla di "sconcertante superficialità" da parte di Berlusconi. Critiche per la visita arrivano dalla radicale Emma Bonino che parla di diplomazia "poco chiara" e dall'opposizione bielorussa che con Anatoli Lebedko, leader del partito civico unito paragona Berlusconi a Lukashenko, definendolo un "uomo d'affari pronto a sacrificare i valori europei" in cambio di accordi commerciali. Parole a cui replica il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti escludendo, ironicamente, l'esistenza di "gialli internazionali" all'Agatha Cristie.

Martedì 01 dicembre 2009 09.54

Sheera
23-04-2010, 12:46
Tortellini, qui a Modena il Fini ha chiuso sia il ristorante che la fabbrica, e pare che abbia dato via anche l'albergo, ed e' certamente in crisi nera.
Rana continua a vendere però.

Sheera
23-04-2010, 12:47
esattamente, l'unica via per sopravvivere con aziende manifatturiere è investire sul top quality. Ormai il settore medio basso del mercato è presidiato dai cinesi o dalle produzione nei paesi dell'est.

Basta vedere come è andata distrutta l'industria bresciana del tondino, quando i cinesi hanno immesso sul mercato tonnellate e tonnellate di tondino a basso costo, i bresciani hanno iniziato a chiudere uno dopo l'altro, idem per il distretto calzaturiero nella zona di Bari

Esiste anche il protezionismo, come ipotesi.

ConteZero
23-04-2010, 12:52
Esiste anche il protezionismo, come ipotesi.

Siamo in UE, è difficile applicare tecniche protezionistiche (che comunque sul medio-lungo termine deprimono il mercato interno).

Steinoff
23-04-2010, 12:55
Rana continua a vendere però.

si sa che Rana e' un noto comunista
:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

A parte gli scherzi, la crisi di Fini a Modena e' davvero una mazzata.

Sheera
23-04-2010, 12:56
Siamo in UE, è difficile applicare tecniche protezionistiche (che comunque sul medio-lungo termine deprimono il mercato interno).
Lo fanno anche negli Usa nella pratica, per certi settori, e prima o poi saranno costretti a farlo anche i governi europei, in una certa misura naturalmente.

Steinoff
23-04-2010, 12:59
A quelli che non sanno cosa siano e che sapore abbiano i tortellini veri !!!!!!!.:D :D :D

Ebbene Signori, c'e' una prima volta per tutto.
Questa e' la prima volta che quoto Proteus!!

ConteZero
23-04-2010, 13:07
Lo fanno anche negli Usa nella pratica, per certi settori, e prima o poi saranno costretti a farlo anche i governi europei, in una certa misura naturalmente.

Ma anche no.
Si parla di politiche a lungo termine con risvolti ben precisi.

dave4mame
23-04-2010, 13:27
A quelli che non sanno cosa siano e che sapore abbiano i tortellini veri !!!!!!!.:D :D :D

e grazie al cazzo e prego alla figa... chi è che, al giorno d'oggi, ha il tempo materiale per prepararli?

dave4mame
23-04-2010, 15:16
Se ti volessi bene potrei dirti dove, quelli preparati artigianalmente dalle massaie emiliane freschi freschi, trovarli, ma sono, oltre a non volerti bene perchè non sei femmina, egoista e non vorrei che non ne avanzassero , dopotutto da Verona non avresti che da percorrere meno di 100Km, per me !!!!!!!!.:D :D :D

P.S. Gnoca e turtlein i fan semper bein. :eek: :eek: :eek: :eek:

e allora fanculizzati... vorrà dire che mi metto a spignattare un pomeriggio, mi faccio le lasagne e me le magno tutte io! :D

dr-omega
23-04-2010, 15:30
ne so molto poco di economia ma mi pare fosse più di 100 anni fa che un imprenditore aveva aumentato gli stipendi ai suoi dipendenti che poi compravano roba sua e quindila produttività e il guadagno c'era sempre...

Ma facendo così i soldi circolano solo da datore a dipendenti e viceversa...non è una grande idea (credo si chiamino dollari gialli), perchè bisogna fare in modo di incamerare soldi "nuovi".

berserkdan78
23-04-2010, 15:41
Caro ragazzo, chiudere la stalla quando i buoi sono, per merito dei sinistrati, fuggiti mi sembra pleonastico ed inutile quanto i tentativi infantili di dividere le responsabilità per tentare di non pagar dazio.

Inoltre sappi che quello attualmente in carica non è il mio governo e ritienitene fortunato, il mio governo è solo quello nel quale io decido e comando, perchè se lo fosse potresti aver di che lamentarti sul serio.

P.S. Alcuni hanno qualcosa in testa ed altri nulla. Che vuoi farci, così va il mondo.:D :D

sahahahahahahahahahahhaahha che risate e che faresti tu? la dittatura? ammazza che idee concrete che hai!!!

berserkdan78
23-04-2010, 15:42
Peccato che allora, se non accade ciò che ho previsto, la cina saremo noi e si assisterà, causa la miseria che sarà tornata in questi luoghi, al processo di delocalizzazione inverso.

o, molto piu' probabilmente, grazie alla globalizzazione si assistera' a quel proccesso di olivellamento delle condizioni di vita ed economico a cui tanto aspira il comunismo... che ridere, grazie al capitalismo sfrenato, ci sara' una redistribuzione della ricchezza mondiale

berserkdan78
23-04-2010, 15:48
In parte è anche loro ma in gran parte questa colpa è da attribuirsi al miliardi di "persone",le quali delegano ad altri il compito di pensare in loro vece e che non riescono a realizzare cosa sia (come funzioni, a che scopo, a vantaggio di chi, quali ne siano i punti deboli e quali effetti li evidenzino etc etc) il sistema economico planetario.

Se tu vessi letti e compresi certi miei post certo avresti comprese molte cose, purtroppo non lo hai fatto ed allora rotolati pure, consolandoti per l'ampia compagnia, nelle tue illusioni.

ahaha fai ridere, la colpa della crisi ora e' di lenin! ma come si fa' a prendere seriamente uno che parla cosi'. i difetti el sistema economico non sono uno tuo tesoro segreto che custodisci, si sanno, almeno lo sannop chi si interessa a queste cose, di sicuro non lo sa la casalinga che guarda il caro tg4. ne tantomeno frega al governo che la gente lo sappia. anzi meno gente sa' meglio e'. panem et circenses ea tutti e via.
i tuoi post? se voglio interessarmi di economia ho il web ha dispiisizione, con tanto di siti e personalita' illustri, di cui tu sicuramente non fai parte, almeno credo. cazzo, adesso tu hai la rivelazione dai tuoi scritti, peggio di gesu' cristo in croce. occhio che chi crede di avere la verita' e di non essere vittima di illusion (ma gia' quando dici che la ciolpa della crisi attuale e' del comunismo dell primo 900' vai fuori dal seminato) quando vede la vera verita' e la luce, la ignora.

Pucceddu
23-04-2010, 15:58
ahaha fai ridere, la colpa della crisi ora e' di lenin! ma come si fa' a prendere seriamente uno che parla cosi'. i difetti el sistema economico non sono uno tuo tesoro segreto che custodisci, si sanno, almeno lo sannop chi si interessa a queste cose, di sicuro non lo sa la casalinga che guarda il caro tg4. ne tantomeno frega al governo che la gente lo sappia. anzi meno gente sa' meglio e'. panem et circenses ea tutti e via.
i tuoi post? se voglio interessarmi di economia ho il web ha dispiisizione, con tanto di siti e personalita' illustri, di cui tu sicuramente non fai parte, almeno credo. cazzo, adesso tu hai la rivelazione dai tuoi scritti, peggio di gesu' cristo in croce. occhio che chi crede di avere la verita' e di non essere vittima di illusion (ma gia' quando dici che la ciolpa della crisi attuale e' del comunismo dell primo 900' vai fuori dal seminato) quando vede la vera verita' e la luce, la ignora.

Non hai capito.
Rileggi il suo post impara a leggere e torna qua.

:asd:

berserkdan78
23-04-2010, 16:34
Se vuoi comprendere pensa a Darwin. Quando avrai compreso ti renderai conto che tutte le panzane su diritti e/o supremazie, raccontate da capitalisti, comunisti, totalitari e democratici sono null'altro se un'ammucchiata di fesserie e che tra non molto tempo, entro il 2050 IMHO, probabilmente torneremo alla tribù.

cioe? non si capisce quello che vuoi dire, veramente:D
dillo chiaro e conciso quello che vuoi dire, visto che io non lo capisco, no?
tu che sai la verita', illuminami. qual'è la verita del mondo? e perchè torneremo neanche a livbello dell'800, ma addirittutra' a quello di tribu' preistorica!
un salto indietro di 2000 anni! e come perderemo le conoscenze acquisite finora? ma una via di mezzo non c'è? una media dello stile di vita mondiale?
per me con l'economia globale si abbassera' il nostro stile di vita, e si alzera' per esempio quello dell'indiano o del cinese, fino a che non si arrivera' ad un puntop di incontro, ad un livellamento di diritti e di economia. questo e' quello che dovrebbe accadere in un mercato libero. se accadra' pazienza, vorra' dire che abbiamo vissuto (o creduto di vivere) al massimo per qualche anno. ma la storia mi dice che e' meglio essere stati poveri (relativamente) in questi ultimi 10 anni che riccho 100 anni fa'. e qualcosa mi fa pensare che il ricco di adesso, sara' messo peggio del povero che vivra' tra 100 anni. per fortuna, il cervello dell'uomo non smette di funzionare nei momenti difficili, anzi funziona pure meglio.

NexusMM
23-04-2010, 16:35
e grazie al cazzo e prego alla figa... chi è che, al giorno d'oggi, ha il tempo materiale per prepararli?

Mia nonna...

:asd:

Gnamm!

berserkdan78
23-04-2010, 16:43
Quella attuale, che gli ingenui chiamano crisi ma non lo è perchè è qualcosa di più grave, è provocata da un cedimento strutturale localizzato nel castello dell'economia mondiale, un'economia basata sul principio della famigerata catena di S.Antonio, catena che, come l'economia ndr, si basa su presupposti falsi che si riassumono in spazio infinito nel quale espandersi e risorse infinite cui attingere.

Questi cedimenti si vanno verificando con sempre maggior frequenza ed interessanomaree sempre piu estese dell'edificio. Ciò proseguirà fino al giorno in cui il castello collasserà del tutto e quel giorno non è poi tanto lontano.

P.S. Io non ho nominato ne Lenin ne altro, inattinente quanto irrilevante rispetto le forze storiche e di inerzia sociale operanti, personaggio storico/politico, sei vivamente pregato di non intorbidare il discorso facendo, almeno lo spero, intenzionalmente ricorso a sproloqui inattinenti.

guarda che sei stato tu a dare la colpa al comunismo del fatto che ci sia questa crisi, rileggiti.
e lo so bene, lo sanno tutti quelli che se ne interessano che questa "crisi" e' relkativa al primo mondo. se andassi in cina e parlassi di crisi, mi riderebbero dietro, da loro e' tutto un crescendo, in ogni senso. e' semplicemente uno spostamento di ricchezza da una parte del mondo all'altra. per anni c'è stato il verso contrario, ora il mondo gira da un'altra parte. per colpa delle diseguaglianze mondiali. l'uomo, purtroppo non pensa mai al dopodomani, si limita a pensare al domani. con l'economia globale, parecvchi si sono arricchiti, non mettendo minimamente in conto che prima o poi sarebbe accaduto qwuello che accade ora. in un mondo aperto, non protetto da dighe, l'acqua si disperde dappertutto, livellandosi, abbassandosi dove era troppo alta, e alzandosi dove era troppo bassa. la colpa dell'economia e' quella di essere astratta dalla fisicita', dal mondo materiale. presuppone una continua crescita, anzi, un continuo aumento della crescita. ed in un mondo materiale e' impossibile continuare cosi' per sempre. la base dell'economia dovrebbe essere appunto l'economia reale, non quella finanziaria, in cui si inventa ricchezza che non esiste. ma come si fa?
chi divrebbe controllare, qualsiasi persona sia addetta a questo controllo, cade vittima per forza della tentazione umana di approfittare della finanza, che ti permette di arricchirti senza produrre niente. una tua soluzione?

thorne
23-04-2010, 18:28
Mi basta questa di risposta, del resto non so che farmene.

Certo. leggi pure solo quello che ti fa comodo, va pure avanti col paraocchi ed evita cio' che urta, la verità dei FATTI da fastidio, meglio mettere la testa sotto la sabbia e tapparsi le orecchie.

Fa male quando si toccano la squadra del cuore e ideali ipocriti e fasulli.


Colpa della famosa destra cinese :asd:

Evita ulteriori frecciate o sarai segnalato.

Questo tuo commento dimostra aimhè, ed era già evidente, che non hai le basi per discutere seriamente sul tema, prima di dare del troll ad altri rileggi con attenzione i tuoi commenti e ne evincerai lo "spessore".

La Cina è un Paese guidato da un partito comunista (o pseudo-tale) ma il sistema politico ed economico interno è certamente di tipo capitalista, e segue le regole di quest'ultimo e non del "comunismo" o dei principi di una sinistra nazionalista o socialista.

almeno con riferimento alla germania le misure di antidelocalizzazione sembrano non essere granchè efficaci.

http://www.autoblog.it/post/25803/volkswagen-due-nuove-fabbriche-in-cina-entro-il-2013


quando tremonti ha fatto la proposta di (re)introdurre dazi alle importazioni è stato preso come un babbeo.


Tremonti e le destre in decenni di governo con forte maggioranza e appoggio di Confindustria e affini non hanno fatto alcunchè sul tema (oltre a scrivere i libri no-global di destra e scaricare le colpe di globalizzazione-delocalizzazione sulle "sinistre mercatiste pro-global", per far contento il suo elettorato), quando poteva fare cio' che voleva se lo avesse voluto... no, la colpa sarebbe delle sinistre che dicono che è un "babbeo", intaccando la sua autostima (?) , o convincendolo a non far nulla per ripicca (!!!?) .

Si spera non voglia essere una pseudo-giustificazione.

Molte leggi utili (ad alcuni) le hanno fatte passare con velocità "curvatura" nonostante insulti infinitamente piu' pesanti, proteste di piazza, stampa internazionale contro.

Quindi ci si continua a chiedere perchè in tutti questi anni queste proposte e FORTI convincimenti di Tremonti e delle destre non si traducono in realtà?.

Ma davvero qualcuno si beve la storiella che la colpa è delle sinistre (certamente pessime) all' opposizione che impediscono al governo di lavorare e legiferare?

Tremonti vuol dare un seguito alle sue proposte idee e convincimenti, vuol mettere i dazi, crede che siano utili ed efficaci? lo faccia
Vuol fare qualcos'altro che ritiene utile e positivo per l'economia? lo faccia

Nessuno potrà impedirglielo, nè Bersani Di Pietro o Casini.

Oppure piu' verosimilmente, non sarà forse che lui stesso non sa cosa fare e come farlo, o che piu' semplicemente sia cosciente del fatto di dire solo baggianate demagogiche a mero scopo elettorale?

Ma poi chi glie lo fa fare a Tremonti e alle destre di fare alcunchè, dato che un modo per scaricare le colpe sulle sinistre e i sindacati si trova sempre, e l'elettorato crede ciecamente ai propri eletti?

Leggendo questo thread se ne ha piena conferma.

Sheera
24-04-2010, 10:57
Ma anche no.
Si parla di politiche a lungo termine con risvolti ben precisi.
I governi non possono tollerare un tasso di disoccupazione e di impoverimento
che vada oltre certi livelli.

trallallero
24-04-2010, 11:51
Certo. leggi pure solo quello che ti fa comodo, va pure avanti col paraocchi ed evita cio' che urta, la verità dei FATTI da fastidio, meglio mettere la testa sotto la sabbia e tapparsi le orecchie.
Berlusconi con la delocalizzazione c'entra tanto quanto Prodi, Bersani, Berty, tu ed io.
Non leggo quello che mi fa comodo ma quello che serve alla discussione che, se finisce come il 99% delle discussioni di questa sezione a parlar male del PdC, lascio perdere, non perchè io sia un fan del nano ma solo perchè non mi interessa quel tipo di discorsi.

Fa male quando si toccano la squadra del cuore e ideali ipocriti e fasulli.
Da quel poco che ho scritto tu hai dedotto quale sia la mia "squadra del cuore" nonostante io non ne abbia, complimenti.

Evita ulteriori frecciate o sarai segnalato.
Ma segnala pure, me ne può fregà de meno. Se ti offende una battutina sarcastica, sono problemi tuoi.

Questo tuo commento dimostra aimhè, ed era già evidente, che non hai le basi per discutere seriamente sul tema, prima di dare del troll ad altri rileggi con attenzione i tuoi commenti e ne evincerai lo "spessore".

La Cina è un Paese guidato da un partito comunista (o pseudo-tale) ma il sistema politico ed economico interno è certamente di tipo capitalista, e segue le regole di quest'ultimo e non del "comunismo" o dei principi di una sinistra nazionalista o socialista.
Sei tu che sei partito in quarta sostenendo che il capitalismo è di destra quando il capitalismo è un sistema economico fondato sul capitale e non ha nulla a che vedere con la politica. Che sia preferito da certe parti politche non vuol dire che sia di destra e la Cina, appunto, lo dimostra; da quì la mia frecciatina che ti ha tanto dato fastidio.

La prima causa della delocalizzazione è il capitalismo stesso che ha le sue fondamenta sul libero mercato dove libero significa anche produrre dove si vuole, quindi non prendertela con le destre, mister B, Tremonti e compagnia bella perché non c'entrano niente o, meglio, c'entrano ma quanto tutti gli altri politici e, sopratutto, i consumatori che sono la vera benzina del capitalismo.

Steinoff
24-04-2010, 21:14
Berlusconi con la delocalizzazione c'entra tanto quanto Prodi, Bersani, Berty, tu ed io.
[...]

La prima causa della delocalizzazione è il capitalismo stesso che ha le sue fondamenta sul libero mercato dove libero significa anche produrre dove si vuole, quindi non prendertela con le destre, mister B, Tremonti e compagnia bella perché non c'entrano niente o, meglio, c'entrano ma quanto tutti gli altri politici e, sopratutto, i consumatori che sono la vera benzina del capitalismo.

No, e il perche' e' l'articolo con relativo link che ti ho postato una pagina fa.
Vero che una delle cause primarie della delocalizzazione e' il capitalismo stesso, ma e' anche CHI rende ancor piu' conveniente la delocalizzazione grazie ad accordi ad hoc. E questo CHI NON e' Prodi, NON e' Bersani, NON e' Bertinotti, NON e' neanche Saviano, non sono io, non sei tu ma E' il corruttore di mills, berlusconi.
E questi sono fatti.
Poi, ognuno vede cio' che vuole o come disse Luttazzi: toh, un cuoco.

berserkdan78
24-04-2010, 21:57
Fixed :ciapet:

Tornando seri è chiaro dal tuo post che non vuoi capire perchè così ti fa, la realtà che ne scaturirebbe non sei pronto a fronteggiarla, comodo. Siccome non ho proprio voglia di imbarcarmi in un inutle e dispersivo dialogo tra sordi permettimi di salutarti, invitandoti a riflettere su diversi argomenti contenuti, li hai scritti tu e dovresti ben conoscerne i risvolti, nel tuo post da me quotato.

ma fixed un par di palle!
sono boni tutti a dire cosi. se uno dti da contro, gli dici che non capisce. se questo ti dice di spiegargli , gli dici che non chai voglia. dalle mie partisi dice che chi fa cosi' parla per cambiar aria alla bocca, fai un pò te!
:cool:

thorne
24-04-2010, 23:54
Berlusconi con la delocalizzazione c'entra tanto quanto Prodi, Bersani, Berty, tu ed io.
Non leggo quello che mi fa comodo ma quello che serve alla discussione che, se finisce come il 99% delle discussioni di questa sezione a parlar male del PdC, lascio perdere, non perchè io sia un fan del nano ma solo perchè non mi interessa quel tipo di discorsi.


Non mi pare di aver chiamato in causa il Pdc.

Il Pdc comunque centra eccome assieme all'intero governo e al ministro dell' economia, e conta il programma messo in campo.

E' colpa di tutti se ci sono state solo chiacchiere ma non è stato fatto nulla, è colpa della DC, di Craxi, di Berlusconi, di Prodi, di Visco/Schioppa, di Tremonti, della Lega, delle sinistre ecc.

Non sono tutti innocenti ma sono tutti colpevoli, a maggior ragione chi ha piu' governato ed è piu' incoerente con le proposte avanzate in merito e le chiacchiere populiste, il già discusso Tremonti.

Molti altri Stati europei invece hanno chiacchierato poco e qualcosa (o molto) hanno fatto.

Se poi vogliamo parlare dell' attuale PDC, le sue posizioni sono anarco-capitaliste, a parole per un libertarianismo puro (almeno nei confronti delle sua aziende), lo si evince dai numerosi discorsi assolutamente coerenti col proprio credo dove espone il concetto base del libertarianismo: liberarsi completamente dall' oppressione dello Stato.

Rileggi i commenti in questo thread, come detto ci sono destri che continuano a scaricare le colpe della delocalizzazione sulle sinistre (il Tremonti pensiero), le destre non centrano mai nulla! :read:

Per gli elettori di destra i propri eletti sono SEMPRE innocenti, non centrano mai nulla nei problemi dell' Italia, non hanno nessuna colpa. MAI. un modo per scaricare le colpe sulle cattive sinistre e sui sindacati si trova sempre.

Non mi interessava attaccare Tremonti, interessava rimarcare le ipocrisie e le bugie di Tremonti per evidenziare il paraocchi ideologico e il tifo da stadio che aleggia nella larga maggioranza degli elettori della destra italiana, a livelli patologici.



Sei tu che sei partito in quarta sostenendo che il capitalismo è di destra quando il capitalismo è un sistema economico fondato sul capitale e non ha nulla a che vedere con la politica. Che sia preferito da certe parti politche non vuol dire che sia di destra e la Cina, appunto, lo dimostra; da quì la mia frecciatina che ti ha tanto dato fastidio.

La prima causa della delocalizzazione è il capitalismo stesso che ha le sue fondamenta sul libero mercato dove libero significa anche produrre dove si vuole, quindi non prendertela con le destre, mister B, Tremonti e compagnia bella perché non c'entrano niente o, meglio, c'entrano ma quanto tutti gli altri politici e, sopratutto, i consumatori che sono la vera benzina del capitalismo.

Semplificazione errata.

Per forza di cose è necessario partire dalla nascita di tale sistema e relative correnti di pensiero, dal passaggio della produzione e manifattura artigianale a quella industriale, quindi al 1700-1800.

La nascita della rivoluzione industriale in Inghilterra e in seguito in Francia ha visto per decenni lo sfruttamento e schiavismo del proletariato e sotto-proletariato, ridotto in condizioni indegne con salari miseri e condizioni di lavoro estreme, e con emarginazione e ghettizzazione sociale. (da li in poi, con la critica sociale è nato il pensiero Marxista e il comunismo)

Il capitalismo moderno è nativamente di destra ed è stato da subito applicato per essere funzionale alle classi agiate, con lo sfruttamento estremo delle classi piu' deboli a vantaggio di quella capitalista e borghese; solo in seguito in occidente ha assunto un volto piu' moderato grazie alle successive conquiste dei sindacati e delle lotte operaie, ma rimane un sistema nativamente di destra (tutt'oggi nettamente a favore dei ceti alti/altissimi e classi privilegiate) anche se viene oggi accettato dalle sinistre occidentali "moderate" di governo o addirittura da partiti (pseudo)comunisti.

Il classismo, lo sfruttamento estremo dei ceti piu' bassi e la forte sperequazione sociale non rientra (nè oggi nè in passato) negli ideali e principi nè comunisti nè socialisti e di sinistra in generale, quindi se il capitalismo (che per sua natura prevede forte distinzione e differenza tra le classi e l'esistenza di caste fortemente privilegiate) non è di sinistra non puo' essere altro che di destra.

Che poi possano esistere alcuni tipi di destra sociale assolutamente minoritari non favorevoli ad un capitalismo estremo o addirittura a favore di altri modelli, questo è un altro conto.

Oggi il massimo concesso dal regime capitalista (entro determinati limiti) è la sua intrpretazione:

Le sinistre moderate di governo cercano (o dovrebbero cercare) di rendere il capitalismo piu' moderato, con maggior sostegno per le classi basse e con l'inserimento di regole e limiti.

Molte sinistre extra-parlamentari anti-capitaliste e comuniste sono ancora oggi convinte della necessità di superare il capitalismo.

Le destre invece hanno tutto l'interesse a mantenere l'impianto attuale, anzi le destre libertarie sono per un capitalismo estremo piu' sregolato con meno diritti e maggior sfruttamento per i lavoratori e maggiori vantaggi per la classe dirigente imprenditoriale e i ceti alti.

E' un fatto che laddove possibile e quando viene concesso una parte dei capitalisti tornano piu' che volentieri al capitalismo dei primordi, quello basato su sfruttamento estremo.

E' cio' che fanno OGGI senza tanti problemi e scrupoli morali moltissimi imprenditori e dirigenti italiani Europei e statunitensi, producono e/o delocalizzano in oriente dove spesso sfruttano e schiavizzano CONSAPEVOLMENTE in modo indegno anche i bambini, si pensi al tessile (alle varie Nike e simili, ai palloni di cuoio ecc.) ma non solo, prodotti da bambini che lavorano 14-18 ore al giorno 6 o 7 giorni su 7 con salari da fame e che vivono (e talvolta muoiono stremati) spesso in fabbrica.

Come già detto la Cina è guidata da un partito che si dice comunista ma segue un modello capitalista; il comunismo non puo' abbracciare il capitalismo (sarebbe un controsenso), ma si fonda e prevede come concetto di BASE il superamento del capitalismo stesso dapprima con la statalizzazione delle industrie e in seguito con il successivo superamento anche dello Stato.

Questo è il comunismo originale teorizzato, non esistono altri comunismi e non puo' esistere un comunismo capitalista, se non si prefigge un sistema atto a superare il capitalismo.

trallallero
24-04-2010, 23:57
No, e il perche' e' l'articolo con relativo link che ti ho postato una pagina fa.
Vero che una delle cause primarie della delocalizzazione e' il capitalismo stesso, ma e' anche CHI rende ancor piu' conveniente la delocalizzazione grazie ad accordi ad hoc. E questo CHI NON e' Prodi, NON e' Bersani, NON e' Bertinotti, NON e' neanche Saviano, non sono io, non sei tu ma E' il corruttore di mills, berlusconi.
E questi sono fatti.
Poi, ognuno vede cio' che vuole o come disse Luttazzi: toh, un cuoco.
Cercare di far passare quello che ha fatto il governo oggi come la causa primaria di un qualcosa che succede da ben prima di oggi (e succede in tutto il mondo), è ridicolo ma, contenti voi.

Attribuire ad una singola entità la causa di un problema grosso, ti porta a perdere il controllo del problema stesso.
Il problema capitalismo è un pelino più grande del vostro demone e sapere che c'è qualcuno che pensa che un nano possa in qualche modo modificare nel giro di un mese, o anche un anno, la direzione che ha preso un movimento globale, mi fa girare un po' la testa.

Che non lo contrasti ma, anzi, l'aiuti questo problema è vero, quella storia della Bielorussia è una schifezza, ma spacciarlo come causa dell'oggetto del 3d ... ma che davvero ?

trallallero
25-04-2010, 00:08
@thorne: non ti quoto perchè scrivi troppo e non ho tutto questo tempo, ma volevo farti notare che, se c'è una cosa di sinistra, questa è il motore del capitalismo: rendere tutto disponibile a tutti. Può piacerti o non piacerti ma il "massimo profitto" ha portato benessere in molti posti dove prima c'era miseria.
Molto paesi che non hanno perso la guerra col capitalismo, fanno la fame adesso. Magari hanno l'atomica e possono gridare al mondo, ma fanno la fame.

thorne
25-04-2010, 05:25
@thorne: non ti quoto perchè scrivi troppo e non ho tutto questo tempo, ma volevo farti notare che, se c'è una cosa di sinistra, questa è il motore del capitalismo: rendere tutto disponibile a tutti. Può piacerti o non piacerti ma il "massimo profitto" ha portato benessere in molti posti dove prima c'era miseria.
Molto paesi che non hanno perso la guerra col capitalismo, fanno la fame adesso. Magari hanno l'atomica e possono gridare al mondo, ma fanno la fame.

In parte hai ragione ma hai unito industria e capitalismo facendone un tuttuno, storicamente sono andati di pari passo questo è vero, ma non è corretto unirli in un'unico prodotto finale.

E' l'industrializzazione (= abbattimento dei costi e dei prezzi) e il sistema basato sul consumo che ha portato benessere.

Il benessere non è stato portato dal "capitalismo" in sè, ma dall'industrializzazione che è stata gestita dal sistema capitalista, e con il capitalismo industriale storicamente il benessere è sempre giunto solo in un SECONDO momento, dopo un lungo primo momento di forte malessere e sfruttamento. il capitalismo "al naturale" senza regole e concertazioni non ha dimostrato alcuna propensione spontanea a portare subito benessere per i lavoratori (anzi, tuttaltro), e non ha mostrato nemmeno una evoluzione "umanistica-sociale" su scala temporale, dato che tuttoggi in oriente viene applicato da imprenditori e dirigenti occidentali avidi e senza scrupoli schiavizzando anche i bambini.

Quanto alla contraddizione delle sinistre, essere favorevoli al consumismo ma contrari al capitalismo, non dovrebbe essere una contraddizione per loro.

In linea teorica (ed anche pratica) puo' esistere un sistema industriale anche statale (secondo i pochi comunisti rimasti, anche di tipo collettivista), oppure privato ma con una gestione economica diversa e maggiormente di tipo "socialista" (tetti per gli stipendi manager-dirigenti, minore sperequazione sociale ecc.), che dovrebbero portare in linea ideale a salari e benessere maggiori nelle classi piu' basse e quindi maggiore propensione al consumo.

Il rendere "tutto disponibile a tutti" molto probabilmente dovrebbe essere una cosa gradita a chi è di sinistra o comunista, anche se probabilmente anzi certamente i comunisti saranno a favore di una industria quantomeno statalizzata e a un minor accentramento di capitale nelle mani di pochi, quindi alla scissione del binomio industria-capitalismo.

blamecanada
25-04-2010, 06:44
Il rendere "tutto disponibile a tutti" molto probabilmente dovrebbe essere una cosa gradita a chi è di sinistra o comunista, anche se probabilmente anzi certamente i comunisti saranno a favore di una industria quantomeno statalizzata
In realtà non ne sono cosí sicuro.
Sicuramente in una società comunista le banche e le infrastrutture saranno di gestione prettamente statale (ovviamente da parte di uno Stato democratico), ma non sono sicuro che affidare il controllo di tutto ad un unico organismo centrallizzato sia una buona idea, se non altro perché, qualora questo organismo finisca in cattive mani (talvolta anche governi democratici possono smettere di esserlo), esso avrebbe un potere assoluto dal quale sarebbe difficile separarlo.

Sicuramente però questioni specifiche andrebbero decise con calma, una volta preso il potere, discuterne ora è un po' ridicolo, visto il numero di comunisti presenti nell'Europa occidentale.

Il comunismo in ogni caso non può che nascere da un'estensione sempre maggiore dei diritti della persona e della sua libertà reale, ossia libertà intesa non nel senso di “mancanza di divieto statale”, ma come possibilità concreta.
Ad esempio, se lo Stato garantisce la libertà di stampa, dovrebbe fare in modo che la Stampa non sia di proprietà di alcuni privati che decidano arbitrariamente cosa pubblicare e cosa no e cosí indirizzare l'opinione pubblica conformemente ai loro interessi.

frankytop
25-04-2010, 11:36
In realtà non ne sono cosí sicuro.
Sicuramente in una società comunista le banche e le infrastrutture saranno di gestione prettamente statale (ovviamente da parte di uno Stato democratico), ma non sono sicuro che affidare il controllo di tutto ad un unico organismo centrallizzato sia una buona idea, se non altro perché, qualora questo organismo finisca in cattive mani (talvolta anche governi democratici possono smettere di esserlo), esso avrebbe un potere assoluto dal quale sarebbe difficile separarlo.
Sicuramente però questioni specifiche andrebbero decise con calma, una volta preso il potere, discuterne ora è un po' ridicolo, visto il numero di comunisti presenti nell'Europa occidentale.

Mi chiedo:nel passaggio ad un sistema comunista come lo intendi tu,che fine faranno i risparmi accumulati dalle famiglie ed eventualmente ereditati dai figli?Esproprio?E' contemplabile insomma nel tuo modello l'esistenza di una diversità di ricchezza pecuniaria,ottenuta sia tramite il proprio lavoro (anche se la vedo dura con una organizzazione del lavoro appiattita e inserita in un sistema economico e produttivo pianificato....) che per eredità?

Il comunismo in ogni caso non può che nascere da un'estensione sempre maggiore dei diritti della persona e della sua libertà reale, ossia libertà intesa non nel senso di “mancanza di divieto statale”, ma come possibilità concreta.
Ad esempio, se lo Stato garantisce la libertà di stampa, dovrebbe fare in modo che la Stampa non sia di proprietà di alcuni privati che decidano arbitrariamente cosa pubblicare e cosa no e cosí indirizzare l'opinione pubblica conformemente ai loro interessi.

Ci sarà da ridere,nascerà una sorta di pensiero unico sostenuto da oligarchi "acculturati" che indottrinano il popolino a sostegno della bontà del modello produttivo vigente e che,per dimostrare la propria democraticità,si concederà di permettere a sparuti e marginali gruppi liberali (liberali,ma non troppo...)di sostenere tesi avverse.

Fino a quando il sistema non reggerà per via di quell'ingessatura insopportabile che esso impone a tutti i livelli e allora ...patapunfete,il sistema crolla ('naltra volta) e il circo di coloro che sostengono che "quello non era il vero comunismo" ricomincia.

deja vu

blamecanada
25-04-2010, 13:05
Mi chiedo:nel passaggio ad un sistema comunista come lo intendi tu,che fine faranno i risparmi accumulati dalle famiglie ed eventualmente ereditati dai figli?Esproprio?
Stai parlando di una percentuale ridicola della ricchezza totale, in confronto a quella che hanno accumulato banche e compagnia.

E' contemplabile insomma nel tuo modello l'esistenza di una diversità di ricchezza pecuniaria,ottenuta sia tramite il proprio lavoro (anche se la vedo dura con una organizzazione del lavoro appiattita e inserita in un sistema economico e produttivo pianificato....) che per eredità?[/quote]
La differenza di ricchezza non è un grane problema, se essa si limita a consistere nel differente possesso di beni non fondamentali: se uno ha una televisione piú grande di un altro, chi se ne frega, se uno ha uno stereo piú grande idem.
Quello che non è ammesso è l'utilizzo di questa ricchezza per asservire qualcun altro. Perché l'obiettivo della società comunista non è chissà quale, se non impedire lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Ci sarà da ridere,nascerà una sorta di pensiero unico sostenuto da oligarchi "acculturati" che indottrinano il popolino a sostegno della bontà del modello produttivo vigente e che,per dimostrare la propria democraticità,si concederà di permettere a sparuti e marginali gruppi liberali (liberali,ma non troppo...)di sostenere tesi avverse.
La locuzione “pensiero unico” è stata coniata da Ignacio Ramonet per descrivere la situazione attuale, ovvero un pensiero (modifico quanto hai scritto tu):
sostenuto da organi di stampa “indipendenti dalla politica” (ma non indipendenti dagl'interessi convergenti -in quanto appartenenti allo stesso gruppo sociale- dei loro padroni, che hanno un chiaro risvolto politico) che indottrinano il popolino a sostegno della bontà del modello produttivo vigente e che,per dimostrare la propria democraticità,si concederà di permettere a sparuti e marginali gruppi di criticare il sistema vigente (ma non troppo: ogni tanto si pesta qualcuno dicendo che possedeva “materiale per molotov”, ossia delle bottiglie di vetro) di sostenere tesi avverse ovviamente con mezzi assai scarsi, e con la quasi impossibilità che le proprie tesi vengano recepite dal grande pubblico se non in modo distorto.
Pertanto anche se quanto dici fosse vero, non ci sarebbe nessuna differenza rispetto alla situazione attuale. Io però credo non sia vero.

Nella società comunista credo la stampa sarà diretta democraticamente.
Un'ipotesti organizzativa che mi viene in mente è che una parte del bilancio statale sia destinata alla stampa: ciascuna persona potrà decidere a chi dare la propria quota (eventualmente anche suddividendola tra piú testate). In questo modo un giornale non è finanziato dalle pubblicità di grandi gruppi di potere industriale, ma da singoli cittadini su un piano di parità: pertanto i pochi non potranno mai fare piú pressione dei molti. Chiunque potrà aprire un giornale, purché trovi un gruppo sufficiente di “sostenitori”. Ovviamente il numero necessario dipende dalla quota di ricchezza pubblica (diciamo di PIL, per dare un'idea) destinata alla stampa: ovviamente questa quota viene stabilita democraticamente. Fermo restando che qualora uno non trovi sufficienti finanziamenti nessuno gli vieta di aprire un giornale, ovviamente i dipendenti del giornale dovranno avere anche un altro lavoro (magari a tempo parziale) per avere uno stipendio pieno.
Un sistema simile fornisce margini di libertà di stampa infinitamente superiori a quelli attuali.

Fino a quando il sistema non reggerà per via di quell'ingessatura insopportabile che esso impone a tutti i livelli e allora ...patapunfete,il sistema crolla ('naltra volta) e il circo di coloro che sostengono che "quello non era il vero comunismo" ricomincia.
In una società comunista, si può tornare in qualsiasi momento ad un modello di sviluppo capitalista, mediante delle semplici elezioni democratiche. È proprio la possibilità del ritorno al capitalismo che può spronare il sistema a funzionare (un po' come un'azienda che può fallire è spronata a non farlo).

berserkdan78
25-04-2010, 20:41
@thorne: non ti quoto perchè scrivi troppo e non ho tutto questo tempo, ma volevo farti notare che, se c'è una cosa di sinistra, questa è il motore del capitalismo: rendere tutto disponibile a tutti. Può piacerti o non piacerti ma il "massimo profitto" ha portato benessere in molti posti dove prima c'era miseria.
Molto paesi che non hanno perso la guerra col capitalismo, fanno la fame adesso. Magari hanno l'atomica e possono gridare al mondo, ma fanno la fame.

contrariamente alla propaganda imperante, a cuba, ed in cina a parte casi isolati, che ci possono essere dapertutto, nopn si fa la fame. in cina non te lo posso dire con certezza, ma di cuba ci posso mettere la mano sul fuoco. e puoi controllarlo direttamente sulla classifica dei paesi secondo la classificazione secondo l'indice di sviluppo umano. se poi per fame qualcuno intende che non vivono come noi, ci può pure stare. ma fare la fame significa purtroppo abitare in qualche paese africano.

trallallero
25-04-2010, 21:16
contrariamente alla propaganda imperante, a cuba, ed in cina a parte casi isolati, che ci possono essere dapertutto, nopn si fa la fame. in cina non te lo posso dire con certezza, ma di cuba ci posso mettere la mano sul fuoco. e puoi controllarlo direttamente sulla classifica dei paesi secondo la classificazione secondo l'indice di sviluppo umano. se poi per fame qualcuno intende che non vivono come noi, ci può pure stare. ma fare la fame significa purtroppo abitare in qualche paese africano.
La Cina non ha perso una guerra col capitalismo (leggasi "esportazione della democrazia"; se ci fosse stata, il mondo sarebbe parecchio diverso perchè non l'avrebbe di certo persa) ma, anzi, lo ha assunto come sistema economico spontaneamente, quindi non è tra quelle a cui pensavo io tipo il Vietnam.
Cuba non lo so ma non sono di certo ricchi (economicamente) però mi sa che m'hai frainteso: io non parlo di paesi comunisti ma di quelli che non hanno adottato il capitalismo come sistema economico e quelli che hanno difeso il proprio sistema "vincendo" una guerra.

trallallero
25-04-2010, 21:20
@thorne: mi spiace non poter continuare la discussione e lo dico perchè hai cambiato i toni e mi fa piacere, ma sono veramente incasinato e domani parto pure per una trasferta, andrò nell'unico albergo che non ha internet.

Mi sembrava giusto scusarmi ... beh, qualcuno deve pur essere cortese ed educato nel forum :D

thorne
25-04-2010, 22:00
@thorne: mi spiace non poter continuare la discussione e lo dico perchè hai cambiato i toni e mi fa piacere, ma sono veramente incasinato e domani parto pure per una trasferta, andrò nell'unico albergo che non ha internet.

Mi sembrava giusto scusarmi ... beh, qualcuno deve pur essere cortese ed educato nel forum :D

non servono scuse figuriamoci. :)

P.S. Il mio primo post-flame era decisamente sopra le righe e da ammonizione, ma non rappresentava un mio modo di pensare bensi' una provocazione basata su discorsi che si sentono da entrambe le fazioni nella vita quotidiana, quando qualcosa va male e governa tizio o caio l'altra fazione "gode", è un modo di (s)ragionare ben diffuso in Italia.

berserkdan78
25-04-2010, 22:16
La Cina non ha perso una guerra col capitalismo (leggasi "esportazione della democrazia"; se ci fosse stata, il mondo sarebbe parecchio diverso perchè non l'avrebbe di certo persa) ma, anzi, lo ha assunto come sistema economico spontaneamente, quindi non è tra quelle a cui pensavo io tipo il Vietnam.
Cuba non lo so ma non sono di certo ricchi (economicamente) però mi sa che m'hai frainteso: io non parlo di paesi comunisti ma di quelli che non hanno adottato il capitalismo come sistema economico e quelli che hanno difeso il proprio sistema "vincendo" una guerra.

io mi rendo conto di rovinarti le uova nel paniere, ma di paesi "ricchi" (e per ricco intendo non come pil, ma come qualita' della vita) come li intendi tu, su 180 circa che ce ne sono al mondo, cuba si piazza al 51esimo posto. noi siamo al 18esimo. noi siamo in posizione "molto alta" cuba si ferma a "alta". quindi o viviamo in un mondo di morti di fame senza speranza, oppure dobbiamo rivedere le nostre aspettative su cosa sia la ricchezza di un paese. perchè altrimenti ci teniamo l'europa (non quella orientale), il nordamerica, e l'australia, e buttiamo via tutto il resto del mondo.
se ti vuoi informare, ecco il link (http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_Indice_di_sviluppo_umano)