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View Full Version : L'Economia Italiana For Dummies


D.O.S.
18-04-2010, 12:12
http://www.quattrogatti.info/index.php?option=com_content&view=article&id=55&Itemid=67

http://www.youtube.com/watch?v=sn29NSHrVfQ&feature=player_embedded

complimenti a questi giovani economisti (naturalmente emigrati all'estero ) per la loro capacità espositiva , è una presentazione molto chiara e intelligibile

servizi del genere mi piacerebbe vederli alla RAI :fagiano:

gbhu
18-04-2010, 13:27
Economisti che si mettono a parlare di centro-destra e centro-sinistra... mah.
Mi sembra leggermente fazioso.
In realtà secondo me confronti di questo tipo sono un pò arbitrari, in quanto le condizioni al contorno cambiano costantemente.
Se quando è avvenuta la crisi mondiale del 2008 ci fosse stato in Italia un governo di centro-sinistra (che avrebbe anche potuto esserci se non si fosse suicidato), nessuno può realmente sapere se avrebbe fatto meglio o peggio nell'affrontarla. Quando si fanno discorsi politici ognuno tende semplicemente a difendere le proprie posizioni sottolineando gli errori dell'altro. Forse avrebbero fatto meglio, forse no. Non si può sapere e non c'e modo di sperimentarlo o dimostrarlo.
Economia e politica sono due cose diverse. La prima è una quasi-scienza, l'altra manco ci si avvicina.

blamecanada
18-04-2010, 13:39
L'economia non è una scienza neutrale, in base al proprio orientamento teorico economisti diversi danno risposte diverse allo stesso problema.
Inutile dire che gli orientamenti teorici hanno delle conseguenze sociali niente affatto “apolitiche”.

L'economia è una scienza: bisogna però smetterla di credere che le scienze possano essere completamente “neutrali”. Certo alcune scienze si avvicinano piú di altre alla neutralità, ma nessuna lo è completamente.

gbhu
18-04-2010, 14:08
L'economia non è una scienza neutrale, in base al proprio orientamento teorico economisti diversi danno risposte diverse allo stesso problema.
Inutile dire che gli orientamenti teorici hanno delle conseguenze sociali niente affatto “apolitiche”.

L'economia è una scienza: bisogna però smetterla di credere che le scienze possano essere completamente “neutrali”. Certo alcune scienze si avvicinano piú di altre alla neutralità, ma nessuna lo è completamente.
Ok, però capisci che se un gruppo di fisici si mette a discutere sulle equazioni di Maxwell sottolineando continuamente il fatto che in quel periodo in gran bretagna (era là se non sbaglio ma è irrilevante, solo un esempio) ci fossero al governo i conservatori o i laburisti, e magari lasciando intendere che alla posizione politica del governo o di Maxwell stesso dipenda la scoperta e la sua importanza... mi viene da pensare che ci sia una certa faziosità nell'elaborazione.

Amsirak
18-04-2010, 14:45
No, perché l'evoluzione dell'economia dipende soprattutto dai provvedimenti dell'autorità monetaria e dei governi, quindi non se ne può parlare senza mettere queste istituzioni in ballo.

lowenz
18-04-2010, 15:24
L'economia non può essere una scienza perchè un approccio scientifico ai problemi economici penso sovrasti di gran lunga come complessità la fisica quantistica :D e al contempo non possa essere ridotto a versioni semplificate ma "bene o male funzionanti" come lo è per esempio la fisica tecnica :p
Troppe variabili, troppe non linearità, troppo.....troppo.

Quindi pace.....andrà tutto alla malora :asd:

Toh!

http://it.wikipedia.org/wiki/Econofisica

Il termine econofisica designa un ambito di ricerca interdisciplinare, caratterizzato dall'applicazione di tecniche e metodi in origine sviluppati nel campo della fisica a problemi propri dell'economia, e che in genere includono aspetti stocastici, statistici e di dinamica non lineare.
Esempi di applicazioni dell'econofisica includono (senza pretese di esaustività): impiego di modelli di percolazione e modelli derivati dalla geometria frattale per spiegare le fluttuazioni dei mercati finanziari, impiego di modelli di arresto cardiaco, criticalità auto-organizzata, previsione dei terremoti, per comprendere e spiegare i crash del mercato azionario.
Fondamentali strumenti dell'econofisica sono la teoria matematica della complessità e quella, strettamente collegata, dell'informazione, sviluppate da Murray Gell-Mann e Claude Shannon, rispettivamente. Poiché i fenomeni economici sono il risultato macroscopico dell'interazione di numerosi agenti a livello microscopico, i modelli fisici (nonché economici) che li analizzano devono riflettere tale caratteristica; questa considerazione ha aperto la via all'impiego di modelli multiagente in economia. Infine, diversi altri metodi fisici possono essere e sono impiegati all'econofisica; esempi sono dati da fluidodinamica, meccanica quantistica, integrazione di linea.

Un importante predecessore della disciplina oggi nota come econofisica è costituito dal complesso di studi e ricerche effettuati da Benoit Mandelbrot a partire dai primi anni sessanta col suo innovativo approccio frattale all'economia. L'econofisica è stata sviluppata sul finire degli anni novanta da diversi fisici con interessi nel campo della meccanica statistica. Questi decisero spontaneamente di affrontare i complessi problemi posti dall'economia, specialmente nell'ambito della finanza. Non soddisfatti dai modelli tradizionalmente adottati dagli economisti (diversi dei quali mancavano di un solido fondamento empirico) applicarono strumenti e metodi della fisica, in primo luogo cercando di replicare i dati finanziari osservati, quindi nel tentativo di spiegare fenomeni economici in maniera più generale. A questo proposito si segnalano i risultati ottenuti dalla finanza frattale.
Un importante motore dello sviluppo dell'econofisica in epoca recente è stata la ampia disponibilità di dati su variabili finanziarie, soprattutto a partire dagli anni ottanta. Divenne presto evidente che i metodi di analisi tradizionale erano insufficienti: i modelli economici standard si fondavano sull'ipotesi di omogeneità degli agenti e sul concetto di equilibrio, laddove diversi e interessanti fenomeni osservati nei mercati finanziari sembrano dipendere in maniera fondamentale dall'eterogeneità degli agenti e da dinamiche di non-equilibrio.

Ne ho paura io che sono l'incarnazione della teoria dei sistemi :sofico: