Ja]{|e
28-03-2010, 16:12
LINK (http://www.leggonline.it/articolo.php?id=53702)
Berlusconi dorme al summit dei Paesi Arabi
http://www.leggonline.it/LeggoNews/HIGH/20100328_berlu.jpg
(fotogallery repubblica.it (http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/27/foto/summit_lega_araba_berlusconi_si_addormenta-2941457/1/))
Invitato in Libia al summit della Lega Araba, in programma ieri, in compagnia di capi di Stato importanti del mondo arabo come il presidente siriano Bashar Al-Assad, il leader tunisino Ben Alì e ovviamente il colonnello Gheddafi, padrone di casa, Silvio Berlusconi ha trovato ancora il modo di far parlare di sè. Stavolta, però, involontariamente: forse provato dagli alti ritmi dovuti agli impegni internazionali e di governo, il premier si è letteralmente addormentato durante il summit. Le impietose foto del 'sonnellino' di Berlusconi, ovviamente, sono subito apparse sul web. Il presidente del consiglio italiano era l'unico rappresentante del mondo occidentale presente al summit, senza dubbio un onore e un impegno da rispettare per il premier italiano, che più volte ha vantato un'amicizia personale ed istituzionale con il colonnello Gheddafi.
...giusto per chiarire chi sono i nostri interlocutori, a parte Gheddafi che non ha bisogno di presentazioni:
Bashar al-Asad (arabo: بشار الأسد, Bashār al-Asad ; Damasco, 11 settembre 1965) è un politico siriano, attuale presidente della Siria e successore del padre Hafiz al-Asad.
Senza tenere in alcun conto gli ideali del partito Ba'th al quale teoricamente apparteneva, Hafiz al-Asad attentamente programmò la sua successione alla carica presidenziale ricercandola all'interno della sua famiglia e del suo gruppo religioso alauita. Dal momento che il figlio Bashar studiava oftalmologia a Londra e che sembrava mostrare scarso interesse per la vita politica, il padre destinò senz'altro a succedergli l'altro figlio, fratello maggiore di Bashar, Basil al-Asad.
Quando Basil però morì in un incidente d'auto nel 1994, Bashar si ritrovò ad essere il nuovo successore designato da parte di suo padre e, quando l'anziano genitore morì nel 2000, Bashar ereditò la presidenza anche se la legge stabiliva un'età minima di 35 anni per assumere la carica.
Diventato presidente senza avere alcuna esperienza politica, secondo alcuni osservatori sarebbe manovrato da appartenenti alla vecchia cerchia di collaboratori del padre, anche se Bashar al-Asad ha promesso riforme economiche e politiche sin dalla sua ascesa al potere.
Ciò non ha evitato alla Siria di essere inclusa dagli USA tra i cosiddetti "Stati canaglia": paesi cioè considerati pregiudizialmente anti-occidentali e anti-sionisti, assolutamente decisi nel contrastare le strategie degli USA e d'Israele per quanto riguarda la politica vicino-orientale, e sovente complici, o addirittura mandanti, di operazioni terroristiche organizzate contro quei due paesi.
Nonostante le relazioni tese con Israele, Bashar al-Asad ha invitato lo Stato ebraico a una ripresa delle conferenze di pace sulla questione delle Alture del Golan occupato ma l'aver anche appoggiato Saddam Hussein prima dell'invasione dell'Iraq nel 2003 lo ha fatto bollare come personaggio ambiguo (al pari del padre) nel panorama politico arabo.
La medesima ambiguità sembra caratterizzare anche la vicenda che ha portato il 14 febbraio del 2005 all'assassinio dell'ex-Primo Ministro libanese Rafiq Hariri a Beirut, a seguito di un attentato dinamitardo che distrusse l'autovettura su cui viaggiava.
L'avvio dell'inchiesta ha messo in luce un intreccio d'interessi politici nel quale è stato coinvolto un parente stretto dello stesso Presidente siriano. Le pressioni di una parte dei libanesi e le minacce degli USA hanno indotto dal 24 aprile 2005 la Siria a far rientrare in patria le proprie forze armate che stazionavano nella valle libanese della Beqāʿ fin dall'ottobre 1976, anno in cui, sotto il nome di FAD (Forza Araba di Dissuasione) e su esplicito invito dalla Lega Araba riunita a Riyād, alla Siria fu chiesto di intervenire militarmente in Libano per metter fine a una lunga e irrefrenabile guerra civile.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Bashar_al-Asad
Zine El-Abidine Ben Ali, زين العابدين بن علي (Hammam-Sousse, 3 settembre 1936), è un militare e politico tunisino. È il secondo presidente della Repubblica di Tunisia dal 7 novembre 1987, successore di Habib Bourguiba.
Carriera
Dopo aver gestito le forze militari del ministero della difesa dal 1964 al 1974, il generale Ben Ali fu promosso, nel 1977, a direttore generale della Sicurezza Nazionale per il Ministero dell'Interno, carica che occupò fino all'aprile del 1980, quando a seguito degli avvenimenti di Gafsa occupò il posto di ambasciatore di Tunisia in Polonia.
Tornato di nuovo a capo della Sicurezza Nazionale per il Ministero dell'interno, stavolta con poteri di governo, il primo ottobre 1987 Ben Ali fu nominato Primo Ministro e successore costituzionale del Presidente Habib Bourguiba.
Dopo sole cinque settimane a capo del governo Ben Ali depose il presidente Bourguiba facendolo giudicare dai medici inidoneo per senilità (agevolato in questo colpo di Stato da alcuni servizi segreti tra cui il SISMI), e fu dichiarato Presidente della Repubblica il 7 novembre 1987.
Presidente della Tunisia
Il nuovo leader proseguì la politica filo-occidentale del predecessore e sotto il suo governo la ricchezza del paese crebbe costantemente. Il suo partito, il Raggruppamento Costituzionale Democratico (RCD), erede del Partito socialista destouriano, dominò la scena politica nazionale: nel 1999 in occasione delle prime elezioni presidenziali con due candidati, il partito ottenne il 99,66% dei suffragi. Nel 2002 impose una riforma costituzionale che abolì ogni limite di durata alla carica presidenziale, permettendo la sua rielezione nel 2004 con il 94,5% dei consensi.
Nei suoi 21 anni di governo, Ben Alì si preoccupò di soffocare ogni opposizione al suo regime, aumentando il controllo sui media e sui partiti politici rivali e soprattutto rifiutando qualsiasi riforma politica in senso democratico. Molte sparizioni, omicidi e casi di tortura sono stati segnalati dalle organizzazioni per i diritti umani.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Zine_El-Abidine_Ben_Ali
LINK (http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_27/berlusconi-gheddafi-sirte-lega-araba_36158b6a-398b-11df-862c-00144f02aabe.shtml)
IL VERTICE
Berlusconi al summit della Lega Araba
«Gerusalemme fermi gli insediamenti»
Gheddafi ha accolto il premier in Libia. Sullo sfondo del vertice la ripresa della tensione in Medio Oriente
SIRTE (LIBIA) - Arrivato in mattinata Silvio Berlusconi è stato salutato con calore dal leader libico: i due hanno ascoltato assieme gli inni nazionali e hanno passato in rassegna il picchetto d'onore. «Sono qui per testimoniare la partecipazione dell'Italia nell'affrontare sfide comuni, la nostra volontà di condividere valutazioni e delineare strategie da percorrere insieme». Questo il saluto del premier Silvio Berlusconi al 22esimo vertice della Lega Araba. Poi il premier è stato accolto da Gheddafi sotto una tenda multicolore allestita vicino alla pista dell'aeroporto, alla presenza di alcuni leader arabi, tra i quali il presidente siriano Bashar Al-Assad e il leader tunisino Ben Alì. Berlusconi ha quindi raggiunto il centro congressi Ouagadougou, dove si svolge il Summit. Prima di entrare in sala, il Cavaliere si è concesso un giro per il piccolo suk allestito all'ingresso del centro, dove ha passeggiato tra le varie bancarelle accompagnato dal fratello di Gheddafi.
«AMICIZIA E COLLABORAZIONE» - Nel suo intervento, Berlusconi ha ringraziato Gheddafi e il segretario generale Amre Moussa «per l'invito rivoltomi a partecipare a questo importante Summit. Ho accolto immediatamente e con grande piacere l'invito ad essere qui oggi, anche in ragione degli storici e sempre attuali legami tra il mio Paese e gli Stati arabi. Spero che i sentimenti di amicizia, di fiducia e di stima che ispirano il rapporto tra la Lega degli Stati Arabi, i popoli arabi e l'Italia possano costituire un esempio e favorire una più profonda comprensione reciproca tra il Mondo Arabo e l'Occidente». Berlusconi ha quindi ricordato gli «speciali rapporti di amicizia e collaborazione» tra l'Italia e il mondo arabo, la Libia in particolare: «La firma del Trattato di Amicizia, il 30 agosto 2008 a Bengasi, ha segnato un momento storico per i nostri Paesi».
«FERMARE INSEDIAMENTI» - Il summit della Lega si svolge sullo sfondo di una ripresa della tensione in Medio Oriente. L'annuncio di nuove costruzioni a Gerusalemme est, che ha creato una crisi nei rapporti fra Stati Uniti e Israele, rende più difficile l'apertura di colloqui di prossimità fra israeliani e palestinesi e venerdì la tensione è ulteriormente salita con scontri nella Striscia di Gaza in cui sono morti due soldati israeliani e quattro palestinesi. «Non possiamo adesso non esprimere la nostra più profonda preoccupazione per una situazione che sembra ulteriormente deteriorarsi, come dimostrano anche gli eventi nella Striscia di Gaza», ha detto Berlusconi. «In questo contesto abbiamo ribadito ad Israele che le recenti decisioni riguardanti gli insediamenti, specie a Gerusalemme Est, sono controproducenti e possono compromettere seriamente le possibilità di ripresa del dialogo».
IL VERTICE - Partecipano al vertice il tunisino Ben Ali, il siriano Bachar el-Assad, con il quale il premier italiano si è intrattenuto in un breve incontro bilaterale, Re Ahmed dal Qatar, Ahmad Nadif, il primo ministro del Cairo e i presidenti di Comore e Barehein. Venerdì, accolti dal leader Muhammar Gheddafi in persona, erano arrivati Mahmoud Abbas, presidente della Palestina, il Re Abdallah di Giordania, i capi di Stato di Algeria, Mauritania, Yemen, Gibuti, Somalia, Kuwait, dal Marocco il fratello del re, per l'Arabia Saudita il Ministro degli Affari esteri e un rappresentante governativo anche per gli Emirati Arabi Uniti e l'Oman.
L'INVITO AD ASSAD - Nel suo colloquio con Assad, Berlusconi lo ha invitato a Roma, e il leader siriano ha ricambiato l'invito, dopo la recente visita del Presidente della Repubblica Napolitano in Siria. Il turbolento scenario mediorientale e l'area mediterranea sono stati i temi al centro del colloquio. Assad si è anche informato delle condizioni del premier dopo l'aggressione subita a Milano poco prima di Natale: il Cavaliere gli ha mostrato con un cenno della mano il segno lasciato sul suo volto dalla statuetta, ma poi ha rassicurato il suo interlocutore dicendogli di essere in gran forma. Berlusconi e Assad hanno discusso comunque anche di iniziative di cooperazione culturale tra Roma e Damasco.
Edit: aggiungo questra bellissima fotografia...
http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs450.snc3/25814_1265903569683_1292586609_30611941_8022617_n.jpg
Berlusconi dorme al summit dei Paesi Arabi
http://www.leggonline.it/LeggoNews/HIGH/20100328_berlu.jpg
(fotogallery repubblica.it (http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/27/foto/summit_lega_araba_berlusconi_si_addormenta-2941457/1/))
Invitato in Libia al summit della Lega Araba, in programma ieri, in compagnia di capi di Stato importanti del mondo arabo come il presidente siriano Bashar Al-Assad, il leader tunisino Ben Alì e ovviamente il colonnello Gheddafi, padrone di casa, Silvio Berlusconi ha trovato ancora il modo di far parlare di sè. Stavolta, però, involontariamente: forse provato dagli alti ritmi dovuti agli impegni internazionali e di governo, il premier si è letteralmente addormentato durante il summit. Le impietose foto del 'sonnellino' di Berlusconi, ovviamente, sono subito apparse sul web. Il presidente del consiglio italiano era l'unico rappresentante del mondo occidentale presente al summit, senza dubbio un onore e un impegno da rispettare per il premier italiano, che più volte ha vantato un'amicizia personale ed istituzionale con il colonnello Gheddafi.
...giusto per chiarire chi sono i nostri interlocutori, a parte Gheddafi che non ha bisogno di presentazioni:
Bashar al-Asad (arabo: بشار الأسد, Bashār al-Asad ; Damasco, 11 settembre 1965) è un politico siriano, attuale presidente della Siria e successore del padre Hafiz al-Asad.
Senza tenere in alcun conto gli ideali del partito Ba'th al quale teoricamente apparteneva, Hafiz al-Asad attentamente programmò la sua successione alla carica presidenziale ricercandola all'interno della sua famiglia e del suo gruppo religioso alauita. Dal momento che il figlio Bashar studiava oftalmologia a Londra e che sembrava mostrare scarso interesse per la vita politica, il padre destinò senz'altro a succedergli l'altro figlio, fratello maggiore di Bashar, Basil al-Asad.
Quando Basil però morì in un incidente d'auto nel 1994, Bashar si ritrovò ad essere il nuovo successore designato da parte di suo padre e, quando l'anziano genitore morì nel 2000, Bashar ereditò la presidenza anche se la legge stabiliva un'età minima di 35 anni per assumere la carica.
Diventato presidente senza avere alcuna esperienza politica, secondo alcuni osservatori sarebbe manovrato da appartenenti alla vecchia cerchia di collaboratori del padre, anche se Bashar al-Asad ha promesso riforme economiche e politiche sin dalla sua ascesa al potere.
Ciò non ha evitato alla Siria di essere inclusa dagli USA tra i cosiddetti "Stati canaglia": paesi cioè considerati pregiudizialmente anti-occidentali e anti-sionisti, assolutamente decisi nel contrastare le strategie degli USA e d'Israele per quanto riguarda la politica vicino-orientale, e sovente complici, o addirittura mandanti, di operazioni terroristiche organizzate contro quei due paesi.
Nonostante le relazioni tese con Israele, Bashar al-Asad ha invitato lo Stato ebraico a una ripresa delle conferenze di pace sulla questione delle Alture del Golan occupato ma l'aver anche appoggiato Saddam Hussein prima dell'invasione dell'Iraq nel 2003 lo ha fatto bollare come personaggio ambiguo (al pari del padre) nel panorama politico arabo.
La medesima ambiguità sembra caratterizzare anche la vicenda che ha portato il 14 febbraio del 2005 all'assassinio dell'ex-Primo Ministro libanese Rafiq Hariri a Beirut, a seguito di un attentato dinamitardo che distrusse l'autovettura su cui viaggiava.
L'avvio dell'inchiesta ha messo in luce un intreccio d'interessi politici nel quale è stato coinvolto un parente stretto dello stesso Presidente siriano. Le pressioni di una parte dei libanesi e le minacce degli USA hanno indotto dal 24 aprile 2005 la Siria a far rientrare in patria le proprie forze armate che stazionavano nella valle libanese della Beqāʿ fin dall'ottobre 1976, anno in cui, sotto il nome di FAD (Forza Araba di Dissuasione) e su esplicito invito dalla Lega Araba riunita a Riyād, alla Siria fu chiesto di intervenire militarmente in Libano per metter fine a una lunga e irrefrenabile guerra civile.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Bashar_al-Asad
Zine El-Abidine Ben Ali, زين العابدين بن علي (Hammam-Sousse, 3 settembre 1936), è un militare e politico tunisino. È il secondo presidente della Repubblica di Tunisia dal 7 novembre 1987, successore di Habib Bourguiba.
Carriera
Dopo aver gestito le forze militari del ministero della difesa dal 1964 al 1974, il generale Ben Ali fu promosso, nel 1977, a direttore generale della Sicurezza Nazionale per il Ministero dell'Interno, carica che occupò fino all'aprile del 1980, quando a seguito degli avvenimenti di Gafsa occupò il posto di ambasciatore di Tunisia in Polonia.
Tornato di nuovo a capo della Sicurezza Nazionale per il Ministero dell'interno, stavolta con poteri di governo, il primo ottobre 1987 Ben Ali fu nominato Primo Ministro e successore costituzionale del Presidente Habib Bourguiba.
Dopo sole cinque settimane a capo del governo Ben Ali depose il presidente Bourguiba facendolo giudicare dai medici inidoneo per senilità (agevolato in questo colpo di Stato da alcuni servizi segreti tra cui il SISMI), e fu dichiarato Presidente della Repubblica il 7 novembre 1987.
Presidente della Tunisia
Il nuovo leader proseguì la politica filo-occidentale del predecessore e sotto il suo governo la ricchezza del paese crebbe costantemente. Il suo partito, il Raggruppamento Costituzionale Democratico (RCD), erede del Partito socialista destouriano, dominò la scena politica nazionale: nel 1999 in occasione delle prime elezioni presidenziali con due candidati, il partito ottenne il 99,66% dei suffragi. Nel 2002 impose una riforma costituzionale che abolì ogni limite di durata alla carica presidenziale, permettendo la sua rielezione nel 2004 con il 94,5% dei consensi.
Nei suoi 21 anni di governo, Ben Alì si preoccupò di soffocare ogni opposizione al suo regime, aumentando il controllo sui media e sui partiti politici rivali e soprattutto rifiutando qualsiasi riforma politica in senso democratico. Molte sparizioni, omicidi e casi di tortura sono stati segnalati dalle organizzazioni per i diritti umani.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Zine_El-Abidine_Ben_Ali
LINK (http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_27/berlusconi-gheddafi-sirte-lega-araba_36158b6a-398b-11df-862c-00144f02aabe.shtml)
IL VERTICE
Berlusconi al summit della Lega Araba
«Gerusalemme fermi gli insediamenti»
Gheddafi ha accolto il premier in Libia. Sullo sfondo del vertice la ripresa della tensione in Medio Oriente
SIRTE (LIBIA) - Arrivato in mattinata Silvio Berlusconi è stato salutato con calore dal leader libico: i due hanno ascoltato assieme gli inni nazionali e hanno passato in rassegna il picchetto d'onore. «Sono qui per testimoniare la partecipazione dell'Italia nell'affrontare sfide comuni, la nostra volontà di condividere valutazioni e delineare strategie da percorrere insieme». Questo il saluto del premier Silvio Berlusconi al 22esimo vertice della Lega Araba. Poi il premier è stato accolto da Gheddafi sotto una tenda multicolore allestita vicino alla pista dell'aeroporto, alla presenza di alcuni leader arabi, tra i quali il presidente siriano Bashar Al-Assad e il leader tunisino Ben Alì. Berlusconi ha quindi raggiunto il centro congressi Ouagadougou, dove si svolge il Summit. Prima di entrare in sala, il Cavaliere si è concesso un giro per il piccolo suk allestito all'ingresso del centro, dove ha passeggiato tra le varie bancarelle accompagnato dal fratello di Gheddafi.
«AMICIZIA E COLLABORAZIONE» - Nel suo intervento, Berlusconi ha ringraziato Gheddafi e il segretario generale Amre Moussa «per l'invito rivoltomi a partecipare a questo importante Summit. Ho accolto immediatamente e con grande piacere l'invito ad essere qui oggi, anche in ragione degli storici e sempre attuali legami tra il mio Paese e gli Stati arabi. Spero che i sentimenti di amicizia, di fiducia e di stima che ispirano il rapporto tra la Lega degli Stati Arabi, i popoli arabi e l'Italia possano costituire un esempio e favorire una più profonda comprensione reciproca tra il Mondo Arabo e l'Occidente». Berlusconi ha quindi ricordato gli «speciali rapporti di amicizia e collaborazione» tra l'Italia e il mondo arabo, la Libia in particolare: «La firma del Trattato di Amicizia, il 30 agosto 2008 a Bengasi, ha segnato un momento storico per i nostri Paesi».
«FERMARE INSEDIAMENTI» - Il summit della Lega si svolge sullo sfondo di una ripresa della tensione in Medio Oriente. L'annuncio di nuove costruzioni a Gerusalemme est, che ha creato una crisi nei rapporti fra Stati Uniti e Israele, rende più difficile l'apertura di colloqui di prossimità fra israeliani e palestinesi e venerdì la tensione è ulteriormente salita con scontri nella Striscia di Gaza in cui sono morti due soldati israeliani e quattro palestinesi. «Non possiamo adesso non esprimere la nostra più profonda preoccupazione per una situazione che sembra ulteriormente deteriorarsi, come dimostrano anche gli eventi nella Striscia di Gaza», ha detto Berlusconi. «In questo contesto abbiamo ribadito ad Israele che le recenti decisioni riguardanti gli insediamenti, specie a Gerusalemme Est, sono controproducenti e possono compromettere seriamente le possibilità di ripresa del dialogo».
IL VERTICE - Partecipano al vertice il tunisino Ben Ali, il siriano Bachar el-Assad, con il quale il premier italiano si è intrattenuto in un breve incontro bilaterale, Re Ahmed dal Qatar, Ahmad Nadif, il primo ministro del Cairo e i presidenti di Comore e Barehein. Venerdì, accolti dal leader Muhammar Gheddafi in persona, erano arrivati Mahmoud Abbas, presidente della Palestina, il Re Abdallah di Giordania, i capi di Stato di Algeria, Mauritania, Yemen, Gibuti, Somalia, Kuwait, dal Marocco il fratello del re, per l'Arabia Saudita il Ministro degli Affari esteri e un rappresentante governativo anche per gli Emirati Arabi Uniti e l'Oman.
L'INVITO AD ASSAD - Nel suo colloquio con Assad, Berlusconi lo ha invitato a Roma, e il leader siriano ha ricambiato l'invito, dopo la recente visita del Presidente della Repubblica Napolitano in Siria. Il turbolento scenario mediorientale e l'area mediterranea sono stati i temi al centro del colloquio. Assad si è anche informato delle condizioni del premier dopo l'aggressione subita a Milano poco prima di Natale: il Cavaliere gli ha mostrato con un cenno della mano il segno lasciato sul suo volto dalla statuetta, ma poi ha rassicurato il suo interlocutore dicendogli di essere in gran forma. Berlusconi e Assad hanno discusso comunque anche di iniziative di cooperazione culturale tra Roma e Damasco.
Edit: aggiungo questra bellissima fotografia...
http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs450.snc3/25814_1265903569683_1292586609_30611941_8022617_n.jpg