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View Full Version : I consumatori cinesi la speranza dell'Occidente


frankytop
25-03-2010, 14:14
I cinesi non consumano come potrebbero, e come dovrebbero per ribilanciare gli enormi squilibri globali. All'accusa di molti osservatori occidentali, si accompagna la ricetta di una rivalutazione dello yuan: è il cambio sottovalutato, sostengono, che comprime i consumi.
In realtà, secondo gli analisti di cose cinesi, a comprimere i consumi è soprattutto un fattore che poco ha a che vedere con l'andamento del cambio: la paura del futuro. In un paese che ha un sistema di sicurezza sociale, a voler essere generosi, primitivo, il cinese risparmia perché teme per sé e per la sua famiglia, in tempi di malattia, di disoccupazione o di pensione. Le autorità cinesi lo sanno e stanno mettendo mano alla costruzione di un sistema che garantisca fasce più ampie della popolazione. Ma è un lavoro che richiederà tempo. Nel frattempo, i cinesi, salvo le fasce più abbienti della popolazione, soprattutto a Pechino e sulla costa, risparmiano.
La situazione però sta cambiando più rapidamente di quanto si pensi. La quota della Cina nel commercio mondiale è oggi dell'8%, il quadruplo di una quindicina di anni fa. E non è tutto export: a marzo, per la prima volta da sei anni a questa parte, Pechino accuserà un deficit commerciale (per quanto discutibili siano sempre le statistiche cinesi). Ed è inevitabilmente destinato a crescere il mercato interno di un'economia che, secondo i calcoli di Jim O'Neill, l'economista di Goldman Sachs inventore della formula "Bric" (le nuove potenze emergenti che, oltre alla Cina, comprendono Brasile, Russia e India), sarà grande come quella americana già nel 2027. Oggi la Cina è soprattutto un grande importatore di materie prime e i maggiori beneficiari sono perciò spesso gli altri emergenti ricchi di commodities, come il Brasile o i paesi del Golfo.
Ma quest'anno, in cui i paesi avanzati sono ancora alla prese con una ripresa post-crisi asfittica, il 30% della crescita dei consumi globali verrà dalla Cina e così il 42% dell'aumento di vendite di auto nel mondo. Una finestra sul futuro.

Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/cina-consumi.shtml?uuid=0ae66adc-3778-11df-9033-f6a1d64d620e)

giacomo_uncino
25-03-2010, 14:43
I consumatori cinesi: la speranza delle multinazionali

I cinesi non consumano come potrebbero, e come dovrebbero per ribilanciare gli enormi squilibri globali. All'accusa di molti osservatori occidentali, si accompagna la ricetta di una rivalutazione dello yuan: è il cambio sottovalutato, sostengono, che comprime i consumi.
In realtà, secondo gli analisti di cose cinesi, a comprimere i consumi è soprattutto un fattore che poco ha a che vedere con l'andamento del cambio: la paura del futuro. In un paese che ha un sistema di sicurezza sociale, a voler essere generosi, primitivo, il cinese risparmia perché teme per sé e per la sua famiglia, in tempi di malattia, di disoccupazione o di pensione. Le autorità cinesi lo sanno e stanno mettendo mano alla costruzione di un sistema che garantisca fasce più ampie della popolazione. Ma è un lavoro che richiederà tempo. Nel frattempo, i cinesi, salvo le fasce più abbienti della popolazione, soprattutto a Pechino e sulla costa, risparmiano.
La situazione però sta cambiando più rapidamente di quanto si pensi. La quota della Cina nel commercio mondiale è oggi dell'8%, il quadruplo di una quindicina di anni fa. E non è tutto export: a marzo, per la prima volta da sei anni a questa parte, Pechino accuserà un deficit commerciale (per quanto discutibili siano sempre le statistiche cinesi). Ed è inevitabilmente destinato a crescere il mercato interno di un'economia che, secondo i calcoli di Jim O'Neill, l'economista di Goldman Sachs inventore della formula "Bric" (le nuove potenze emergenti che, oltre alla Cina, comprendono Brasile, Russia e India), sarà grande come quella americana già nel 2027. Oggi la Cina è soprattutto un grande importatore di materie prime e i maggiori beneficiari sono perciò spesso gli altri emergenti ricchi di commodities, come il Brasile o i paesi del Golfo.
Ma quest'anno, in cui i paesi avanzati sono ancora alla prese con una ripresa post-crisi asfittica, il 30% della crescita dei consumi globali verrà dalla Cina e così il 42% dell'aumento di vendite di auto nel mondo. Una finestra sul futuro.

Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/cina-consumi.shtml?uuid=0ae66adc-3778-11df-9033-f6a1d64d620e)

fix.

momo-racing
25-03-2010, 15:17
siamo stati cresciuti con la fiaba della cicala e della formica.
ora che siamo adulti ci vogliono insegnare che dobbiamo vivere tutti da cicale altrimenti il sistema-cicala non si regge in piedi. Ci hanno trasformato da persone a consumatori e il risultato è che nemmeno siamo più felici. Ci annoiamo davanti a televisori da 50'', imprechiamo per 2 ore in coda ogni giorno all'interno di auto da 40.000 e il lavoro ci allontana dalle nostre famiglie e dalle nostre passioni per 12 ore al giorno. A nessuno sfiora l'idea che sia il sistema a non funzionare?

nesema
25-03-2010, 16:41
i consumatori cinesi?????
quali?..... quelli a 2 euro al giorno???
i consumatori cinesi NON ci sono/saranno per il semplice motivo ... che NON possono esserci...

la "distorta" mentalità occidentale fa sì che si crede che lo sviluppo in Cina sia "in linea di massima" identico all'occidente (masse di operai/impiegati che grazie al loro consumo fanno la fortuna delle industrie)....

lo sviluppo cinese è dovuto alla manodopera a basso costo.... che a sua volta consuma il NECESSARIO x vivere...

sider
25-03-2010, 16:46
i consumatori cinesi?????
quali?..... quelli a 2 euro al giorno???
i consumatori cinesi NON ci sono/saranno per il semplice motivo ... che NON possono esserci...

la "distorta" mentalità occidentale fa sì che si crede che lo sviluppo in Cina sia "in linea di massima" identico all'occidente (masse di operai/impiegati che grazie al loro consumo fanno la fortuna delle industrie)....

lo sviluppo cinese è dovuto alla manodopera a basso costo.... che a sua volta consuma il NECESSARIO x vivere...

I tempi cambiano

INTERVISTA Andy Xie Economista
« La pressione viene dai salari»
Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
«L'inflazione? Tutta colpa dei salari che, dopo due decenni di stabilità, stanno aumentando a ritmo vertiginoso. Dovremo abituarci perché stavolta non si tratta di un rialzo congiunturale, bensì di un fenomeno strutturale destinato a durare a lungo». Andy Xie, oggi economista indipendente dopo essere stato per anni il grande stratega di Morgan Stanley per la Cina, non ha dubbi: la fiammata dei prezzi registrata a febbraio è l'effetto di un grande cambiamento che sta attraversando l'economia cinese.
Anche due anni fa di questi tempi, prima che la crisi finanziaria globale investisse la Cina, l'inflazione aveva alzato pericolosamente la testa. Cos'è cambiato in così poco tempo?
Sul mercato del lavoro, che è la spina dorsale di un'economia a basso contenuto di capitale e di automazione come quella cinese, tutto. Per vent'anni l'industria manifatturiera ha potuto contare su un bacino pressoché illimitato di manodopera a basso costo. Oggi non è più così, perché gli abitanti delle zone rurali che sono stati gli artefici del boom del made in China nel mondo, non sono più disposti a trasferirsi a migliaia di chilometri da casa per uno stipendio da quattro soldi. Per lasciare i loro villaggi chiedono una paga superiore ai livelli di sussistenza.
In pratica ciò cosa significa?
Significa salari molto più elevati rispetto a quelli che le imprese dei grandi poli manifatturieri hanno pagato finora. Nel Guangdong e nel Jiangsu, per esempio, di questi tempi per un'impresa è del tutto normale offrire a un operaio una remunerazione maggiore del 20% rispetto a un paio di mesi fa.
I costi di produzione delle aziende cinesi, dunque, sono destinati ad aumentare?
Certamente. E non solo a causa delle pressioni salariali sul settore manifatturiero. Anche nel terziario la musica è cambiata. Oggi nelle grandi città del paese anche gli emigrati che lavorano come camerieri negli alberghi e nei ristoranti vogliono essere pagati di più.
Ma il governo non può fare nulla per riportare sotto controllo l'aumento del costo del lavoro? Per esempio, considerando anche la necessità di fronteggiare l'invecchiamento demografico della popolazione con cui la Cina dovrà fare i conti nel prossimo ventennio, aprire le frontiere all'immigrazione di giovani lavoratori dal resto dell'Asia?
Assolutamente no. Sarebbe un'operazione troppa complessa e rischiosa sia sul piano politico, che su quello sociale. Inoltre, gli esperimenti di questo tipo già tentati da altri paesi asiatici, come Taiwan e Corea del sud, hanno avuto risultati fallimentari. Non c'è niente da fare: quando nei paesi emergenti le pressioni salariali iniziano a crescere troppo, le produzioni sono costrette a migrare in nazioni che offrono un costo del lavoro più basso. La Cina non farà eccezione a questa regola.
Tornando all'inflazione, cosa può fare Pechino per arrestare la spirale al rialzo dei prezzi?
La recente fiammata inflazionistica è l'effetto combinato dei cambiamenti strutturali del mercato occupazionale e della politica monetaria espansiva promossa dalla People's Bank of China dall'autunno 2008 in avanti. A mio avviso, per prevenire ulteriori violenti aumenti dei prezzi al consumo, la Banca centrale dovrebbe aumentare i tassi d'interesse di almeno 3 punti percentuali in tempi rapidissimi. In ogni caso, il paese è entrato in una fase inflazionistica di lunga durata. Questo è un dato di fatto. Non mi stupirei se, nel giro di un paio d'anni, l'inflazione cinese assumesse una portata a doppia cifra.
In questo caso Pechino sarebbe costretta a rialzare notevolmente il costo del denaro frenando così la crescita economica...
È un processo inevitabile. Nel prossimo decennio, la crescita economica cinese sarà certamente inferiore ai tassi registrati in questi ultimi anni.
Questo rallentamento non rischia di avere effetti destabilizzanti sul paese?
Questa è un timore assai diffuso, che però io non condivido. Sono convinto, infatti, che nello stadio di sviluppo raggiunto oggi dalla Cina, la crescita dei livelli salariali possa avere un effetto positivo sulla società cinese perché andrà ad attenuare le disparità di reddito e di ricchezza create da vent'anni di espansione economica incontrollata.
[email protected]
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CHI È

Dal Mit a Morgan Stanley
Andy Xie (nella foto), 47 anni, si è formato nelle aule del Massachusetts Institute of Technology di Boston: laurea in ingegneria e poi un Phd in Economia. Al Fondo monetario internazionale prima di arrivare alla Morgan Stanley nel 1997
Nella banca d'affari americana è stato capo economista per l'Asia e il Pacifico fino al 2006, quando venne diffusa all'esterno una sua mail riservata che definiva Singapore come un centro di riciclaggio di denaro e l'Asean come un fallimento
Noto per le sue posizioni provocatorie e spesso critiche nei confronti di Pechino. È tra quanti possono dire di aver visto in anticipo la crisi asiatica del 1997, la bolla di internet del 1999 e la crisi dei subprime del 2008. Oggi è un economista indipendente con base a Shanghai

12/03/2010

LaBride
25-03-2010, 16:46
i consumatori cinesi?????
quali?..... quelli a 2 euro al giorno???
i consumatori cinesi NON ci sono/saranno per il semplice motivo ... che NON possono esserci...

la "distorta" mentalità occidentale fa sì che si crede che lo sviluppo in Cina sia "in linea di massima" identico all'occidente (masse di operai/impiegati che grazie al loro consumo fanno la fortuna delle industrie)....

lo sviluppo cinese è dovuto alla manodopera a basso costo.... che a sua volta consuma il NECESSARIO x vivere...

Ti faccio presente che in Cina ci sono a occhio 300.000.000 di persone appartenenti alla cosiddetta "classe media" con stipendi lievemente inferiori a quelli italiani (si parla del 30-40 per cento) a fronte di un costo della vita di 1/4, quindi ti puoi ben rendere conto che, per circa 4-5 italie di consumatori che fanno la spesa a Walmart e Decathlon non puoi parlare di "2€ al giorno". Poi vabbè, potete sempre campare nelle poche informazioni date dai TG, tipo che google qui è chiuso e censurato.

giacomo_uncino
26-03-2010, 13:12
Ti faccio presente che in Cina ci sono a occhio 300.000.000 di persone appartenenti alla cosiddetta "classe media" con stipendi lievemente inferiori a quelli italiani (si parla del 30-40 per cento) a fronte di un costo della vita di 1/4, quindi ti puoi ben rendere conto che, per circa 4-5 italie di consumatori che fanno la spesa a Walmart e Decathlon non puoi parlare di "2€ al giorno". Poi vabbè, potete sempre campare nelle poche informazioni date dai TG, tipo che google qui è chiuso e censurato.

esatto, però questa massa di consumatori sarà indirizzati a consumare prodotti nazionali, sia per spirito prettamente nazionalistico sia per le misure che il governo centrale attua e attuaerà.

Dubito fortemente che verrà favorita l'importazione dall'estero, in quanto il problema attuale cinese è creare un forte consumatore interno che riesca a soppiantare progressivamente il consumatore USA e UE ormai in affanno

quindi i consumatori cinesi più che una speranza saranno una iattura per l'occidente inteso come popolazione, spingerà ancora di più sulla delocalizzazione e progressiva sostituzione di larghi strati dei consumatori occidentali, in quanto impoveriti, con i nuovi consumatori cinesi/indiani

easyand
26-03-2010, 13:28
Unilever india è la prova vivente di come si possa condurre ottimo business anche tra consumatori con ridotte possibilità economiche.

Scalor
26-03-2010, 13:29
siamo stati cresciuti con la fiaba della cicala e della formica.
ora che siamo adulti ci vogliono insegnare che dobbiamo vivere tutti da cicale altrimenti il sistema-cicala non si regge in piedi. Ci hanno trasformato da persone a consumatori e il risultato è che nemmeno siamo più felici. Ci annoiamo davanti a televisori da 50'', imprechiamo per 2 ore in coda ogni giorno all'interno di auto da 40.000 e il lavoro ci allontana dalle nostre famiglie e dalle nostre passioni per 12 ore al giorno. A nessuno sfiora l'idea che sia il sistema a non funzionare?

psssss... non dirlo.... che qualcuno potrebbe darti ragione !



a proposito.. quali sarebbero i cinesi che dovrebbero consumare ? quelli da 200$\mese ? :confused:

homoinformatico
26-03-2010, 14:04
I cinesi non consumano come potrebbero, e come dovrebbero per ribilanciare gli enormi squilibri globali. All'accusa di molti osservatori occidentali, si accompagna la ricetta di una rivalutazione dello yuan: è il cambio sottovalutato, sostengono, che comprime i consumi.
In realtà, secondo gli analisti di cose cinesi, a comprimere i consumi è soprattutto un fattore che poco ha a che vedere con l'andamento del cambio: la paura del futuro. In un paese che ha un sistema di sicurezza sociale, a voler essere generosi, primitivo, il cinese risparmia perché teme per sé e per la sua famiglia, in tempi di malattia, di disoccupazione o di pensione. Le autorità cinesi lo sanno e stanno mettendo mano alla costruzione di un sistema che garantisca fasce più ampie della popolazione. Ma è un lavoro che richiederà tempo. Nel frattempo, i cinesi, salvo le fasce più abbienti della popolazione, soprattutto a Pechino e sulla costa, risparmiano.
La situazione però sta cambiando più rapidamente di quanto si pensi. La quota della Cina nel commercio mondiale è oggi dell'8%, il quadruplo di una quindicina di anni fa. E non è tutto export: a marzo, per la prima volta da sei anni a questa parte, Pechino accuserà un deficit commerciale (per quanto discutibili siano sempre le statistiche cinesi). Ed è inevitabilmente destinato a crescere il mercato interno di un'economia che, secondo i calcoli di Jim O'Neill, l'economista di Goldman Sachs inventore della formula "Bric" (le nuove potenze emergenti che, oltre alla Cina, comprendono Brasile, Russia e India), sarà grande come quella americana già nel 2027. Oggi la Cina è soprattutto un grande importatore di materie prime e i maggiori beneficiari sono perciò spesso gli altri emergenti ricchi di commodities, come il Brasile o i paesi del Golfo.
Ma quest'anno, in cui i paesi avanzati sono ancora alla prese con una ripresa post-crisi asfittica, il 30% della crescita dei consumi globali verrà dalla Cina e così il 42% dell'aumento di vendite di auto nel mondo. Una finestra sul futuro.

Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/cina-consumi.shtml?uuid=0ae66adc-3778-11df-9033-f6a1d64d620e)

quasto sarebbe vero se dalle nostre parti si producessero cose per gente benestante...

ma qualcuno ha avuto la brillante idea di mandare a donne di facili costumi i prodotti ad alto valore aggiunto per risparmiare quattro soldi sugli stipendi e far vivere di elemosina gente che non deve imparare nulla...

Fradetti
26-03-2010, 14:54
quindi la cina tiene il cambio dello yuan basso e esporta la maggioranza della propria produzione industriale senza rendersi conto che i propri abitanti consumerebbero tantissimo, che idioti :O

blackgnat
26-03-2010, 15:17
cazzata assurda di articolo.

Mettiti nell'ottica del target del giornale !!
... previa delocalizzazione è un mercato illimitato !!

un giornale rivolto ad investitori non può vederlo altrimenti il mercato cinese !!
.... gli stessi contenuti visti come li vedo io ( ..e probabilmente te ) ... non lasciano presagire niente di buono per chi lavora e non vive di investimenti !!

El Macho
26-03-2010, 15:26
Tempi di merda. Cosa darei per vivere ai tempi dei miei genitori... :(

Sheera
26-03-2010, 16:55
esatto, però questa massa di consumatori sarà indirizzati a consumare prodotti nazionali, sia per spirito prettamente nazionalistico sia per le misure che il governo centrale attua e attuaerà.

Dubito fortemente che verrà favorita l'importazione dall'estero, in quanto il problema attuale cinese è creare un forte consumatore interno che riesca a soppiantare progressivamente il consumatore USA e UE ormai in affanno

quindi i consumatori cinesi più che una speranza saranno una iattura per l'occidente inteso come popolazione, spingerà ancora di più sulla delocalizzazione e progressiva sostituzione di larghi strati dei consumatori occidentali, in quanto impoveriti, con i nuovi consumatori cinesi/indiani
No, li snobbano e vogliono prodotti occidentali.

cometa18
26-03-2010, 16:56
quindi la cina tiene il cambio dello yuan basso e esporta la maggioranza della propria produzione industriale senza rendersi conto che i propri abitanti consumerebbero tantissimo, che idioti :O

Veramente sono il primo mercato al mondo per l'auto, se secondo te è un'industria trascurabile...:O

Le multinazionali hanno esportato le aziende in Cina, da lì producono sia per il mercato interno che estero. (Dal prossimo anno la Cina diventerà il secondo mercato mondiale nella moda, al primo gli USA). Vedi mercedes, BMW e anche la sfigatissima fiat, a Nanjing.

La Cina non è paragonabile agli altri paesi premiati da una manodopera a basso costo, esattamente per le dimensioni del proprio mercato interno (le persone con un reddito da classe media sono più della popolazione europea, già adesso), e per un sistema educativo che sforna più ingegneri di quanto ci immaginiamo, noi coi nostri analfabeti di ritorno... Le aziende non se ne andranno per accaparrarsi una fetta maggiore del mercato cinese.

Scalor
26-03-2010, 19:23
......
per un sistema educativo che sforna più ingegneri di quanto ci immaginiamo, noi coi nostri analfabeti di ritorno...

si, ma quelli vivono per lavorare ! guardateli !



ormai tra poco saremo alla ......

http://tuttoqua.files.wordpress.com/2009/03/attacco-del-gas.jpg

giacomo_uncino
28-03-2010, 12:32
No, li snobbano e vogliono prodotti occidentali.

made in P.R.C :fagiano:

Fil9998
28-03-2010, 13:18
siamo stati cresciuti con la fiaba della cicala e della formica.
ora che siamo adulti ci vogliono insegnare che dobbiamo vivere tutti da cicale altrimenti il sistema-cicala non si regge in piedi. Ci hanno trasformato da persone a consumatori e il risultato è che nemmeno siamo più felici. Ci annoiamo davanti a televisori da 50'', imprechiamo per 2 ore in coda ogni giorno all'interno di auto da 40.000 e il lavoro ci allontana dalle nostre famiglie e dalle nostre passioni per 12 ore al giorno. A nessuno sfiora l'idea che sia il sistema a non funzionare?
**

Fil9998
28-03-2010, 13:23
Tempi di merda. Cosa darei per vivere ai tempi dei miei genitori... :(

...ma anche fra 50 anni... il brutto è ora, nel mezzo.