Ja]{|e
23-03-2010, 11:57
LINK (http://www.polisblog.it/post/3595/non-era-sano-laborto-di-veronica-berlusconi-e-la-difesa-della-vita-a-corrente-alternata)
"Non era sano": l'aborto di Veronica Berlusconi e la difesa della vita a corrente alternata
Colpo sotto la cintola, dite? Ehi ehi: non sono stato io a parlare di costituzioni filosovietiche da cambiare, o a giocare all’eversione sbattendomene di un iter giudiziario pluridecennale, sputando in faccia a un padre che sta da 17 anni a vegliare una figlia, Eluana Englaro, che non si sveglierà mai più. Ma parliamo di quell’aborto “terapeutico” di Veronica Lario in Berlusconi. Nella blogosfera rimbalza in queste ore un pezzo del 2005 di Maria Latella uscito sul Corriere dei tempi, in epoca di referendum condannati al fallimento da un popolo senza speranze:
Negli anni Ottanta, prima che nascesse la primogenita Barbara, Veronica si sottopose a un aborto terapeutico rinunciando al figlio che lei e Silvio Berlusconi avevano voluto. Decise di non averlo perché quel bambino non sarebbe nato sano
Ah, la difesa della vita! Nel mentre, a Udine si parla di sequestrare la stanza di una clinica (Italia, 2009? Macchè: roba da Cile, 1973), e continua la riduzione dell’alimentazione. Ridicole le divisioni del PD, di cui si legge in questo pezzo del Corriere. Un’opposizione tanto mesta, divisa, insicura su quello che vorrebbe il Paese - e su come rilanciarlo su temi che ci stanno facendo coprire di ridicolo nel resto d’Europa - credo non sia mai esistita. Volete leggere come vanno queste cose nel resto del mondo? Dopo il salto - e su wikipedia - c’è tutto.
Europa
* Austria. Esisteva una legge permissiva sull’eutanasia, ma fu abrogata nel 1977.
* Belgio. Dal 16 maggio 2002 è in vigore una legge che disciplina l’eutanasia.
* Danimarca. Le cosiddette “direttive anticipate” hanno valore legale. I parenti del malato possono autorizzare l’interruzione delle cure.
* Germania. Il suicidio assistito non è reato, purché il malato sia capace di intendere e di volere e ne faccia esplicita richiesta.
* Lussemburgo. Il 19 febbraio 2008 il parlamento del Granducato di Lussemburgo ha approvato una proposta di legge che prevede l’eliminazione delle sanzioni penali contro i medici che mettono fine, su richiesta, alla vita dei malati. In particolare, il provvedimento prevede che l’eutanasia venga autorizzata per i malati terminali e coloro che soffrono di malattie incurabili, solo su richiesta ripetuta e col consenso di due medici e una commissione di esperti. A questa data il Lussemburgo si colloca terzo, dopo Olanda e Belgio, ad aver legalizzato l’eutanasia.
* Olanda. Dal 1994 l’eutanasia cessò di essere perseguita penalmente, pur rimanendo un reato. Nel 2000 i Paesi Bassi divennero il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge che regolamentava l’eutanasia e dal 1° aprile 2002 la legge è in vigore.
* Regno Unito. L’aiuto al suicidio è perseguito a norma del Suicide Act del 1961, anche se sul piano giurisprudenziale e giurisdizionale vi sono aperture consistenti all’eutanasia passiva. È attualmente in discussione alla Camera dei Comuni l’Assisted Dying for the Terminally Ill Bill (Legge sulla morte assistita per malati terminali), che permetterebbe una forma di suicidio assistito simile a quella prevista dallo statunitense Oregon Death with Dignity Act del 1997.
* Svezia. L’eutanasia non è perseguita penalmente.
* Svizzera. È previsto il suicidio assistito. Viene praticato al di fuori delle istituzioni mediche statali dall’associazione Dignitas, che accetta le richieste indipendentemente dalla nazionalità del richiedente. In Italia le informazioni sull’attività svolta dall’associazione Dignitas sono fornite dall’associazione Exit Italia[29].
Resto del mondo
* Australia. In alcuni Stati le cosiddette “direttive anticipate” hanno valore legale. I Territori del Nord legalizzarono (1996) l’eutanasia attiva volontaria, ma il parlamento federale annullò tale provvedimento nel 1998.
* Canada. Negli Stati di Manitoba e Ontario le direttive anticipate hanno valore legale.
* Cina. Una legge del 1998 autorizza gli ospedali a praticare l’eutanasia ai malati terminali.
* Colombia. Non esiste una legge specifica sull’eutanasia. Tuttavia, in seguito a un pronunciamento della Corte Costituzionale, la pratica è permessa.
* Stati Uniti d’America. La normativa varia a seconda degli Stati. Le direttive anticipate hanno generalmente valore legale. Nello Stato dell’Oregon è possibile, da parte del malato, richiedere farmaci letali. Una regolamentazione specifica di tale materia è tuttavia bloccata per opposizione di un tribunale federale.
LINK (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/22/almeno-un-po-fatela-soffrire/)
Almeno un po’, fatela soffrire
Ieri il consiglio superiore della Sanità, organo del Ministero della Salute, ha deciso che in Italia la Ru486 si potrà prendere solo in ospedale, con un ricovero.
«Quindi, nel nostro Paese – diversamente da ciò che normalmente accade da anni in tutti i paesi della Ue (con l’eccezione dell’Irlanda e del Portogallo), negli Usa e in Canada – si autorizza una pillola che ha come funzione quella di evitare un gravoso ricovero ospedaliero, ma se ne vincola l’uso al ricovero ospedaliero: Con l’incredibile paradosso che la donna che abortirà chirurgicamente lo potrà farà in day hospital, mentre quella che avrebbe preferito evitare il bisturi e inghiottire una pillola lo dovrebbe invece fare restando chiusa in ospedale – senza motivo e con evidente stress psicologico – per almeno tre giorni». (Minerva-Fassari)
Oggi la Cei ha ringraziato: schierandosi contro Emma Bonino e Mercedes Bresso, invitando a votare in Piemonte e Lazio i candidati di Berlusconi.
Nel documento scritto da Bagnasco si fa riferimento preciso all’interruzione di gravidanza, e si sottolinea che «la Ru486 banalizza l’aborto perché l’idea di pillola è associata a gesti semplici, che portano un sollievo immediato».
Cei e centrodestra, belli uniti per impedire alle donne che vogliono interrompere la gravidanza di diminuire la loro sofferenza.
"Non era sano": l'aborto di Veronica Berlusconi e la difesa della vita a corrente alternata
Colpo sotto la cintola, dite? Ehi ehi: non sono stato io a parlare di costituzioni filosovietiche da cambiare, o a giocare all’eversione sbattendomene di un iter giudiziario pluridecennale, sputando in faccia a un padre che sta da 17 anni a vegliare una figlia, Eluana Englaro, che non si sveglierà mai più. Ma parliamo di quell’aborto “terapeutico” di Veronica Lario in Berlusconi. Nella blogosfera rimbalza in queste ore un pezzo del 2005 di Maria Latella uscito sul Corriere dei tempi, in epoca di referendum condannati al fallimento da un popolo senza speranze:
Negli anni Ottanta, prima che nascesse la primogenita Barbara, Veronica si sottopose a un aborto terapeutico rinunciando al figlio che lei e Silvio Berlusconi avevano voluto. Decise di non averlo perché quel bambino non sarebbe nato sano
Ah, la difesa della vita! Nel mentre, a Udine si parla di sequestrare la stanza di una clinica (Italia, 2009? Macchè: roba da Cile, 1973), e continua la riduzione dell’alimentazione. Ridicole le divisioni del PD, di cui si legge in questo pezzo del Corriere. Un’opposizione tanto mesta, divisa, insicura su quello che vorrebbe il Paese - e su come rilanciarlo su temi che ci stanno facendo coprire di ridicolo nel resto d’Europa - credo non sia mai esistita. Volete leggere come vanno queste cose nel resto del mondo? Dopo il salto - e su wikipedia - c’è tutto.
Europa
* Austria. Esisteva una legge permissiva sull’eutanasia, ma fu abrogata nel 1977.
* Belgio. Dal 16 maggio 2002 è in vigore una legge che disciplina l’eutanasia.
* Danimarca. Le cosiddette “direttive anticipate” hanno valore legale. I parenti del malato possono autorizzare l’interruzione delle cure.
* Germania. Il suicidio assistito non è reato, purché il malato sia capace di intendere e di volere e ne faccia esplicita richiesta.
* Lussemburgo. Il 19 febbraio 2008 il parlamento del Granducato di Lussemburgo ha approvato una proposta di legge che prevede l’eliminazione delle sanzioni penali contro i medici che mettono fine, su richiesta, alla vita dei malati. In particolare, il provvedimento prevede che l’eutanasia venga autorizzata per i malati terminali e coloro che soffrono di malattie incurabili, solo su richiesta ripetuta e col consenso di due medici e una commissione di esperti. A questa data il Lussemburgo si colloca terzo, dopo Olanda e Belgio, ad aver legalizzato l’eutanasia.
* Olanda. Dal 1994 l’eutanasia cessò di essere perseguita penalmente, pur rimanendo un reato. Nel 2000 i Paesi Bassi divennero il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge che regolamentava l’eutanasia e dal 1° aprile 2002 la legge è in vigore.
* Regno Unito. L’aiuto al suicidio è perseguito a norma del Suicide Act del 1961, anche se sul piano giurisprudenziale e giurisdizionale vi sono aperture consistenti all’eutanasia passiva. È attualmente in discussione alla Camera dei Comuni l’Assisted Dying for the Terminally Ill Bill (Legge sulla morte assistita per malati terminali), che permetterebbe una forma di suicidio assistito simile a quella prevista dallo statunitense Oregon Death with Dignity Act del 1997.
* Svezia. L’eutanasia non è perseguita penalmente.
* Svizzera. È previsto il suicidio assistito. Viene praticato al di fuori delle istituzioni mediche statali dall’associazione Dignitas, che accetta le richieste indipendentemente dalla nazionalità del richiedente. In Italia le informazioni sull’attività svolta dall’associazione Dignitas sono fornite dall’associazione Exit Italia[29].
Resto del mondo
* Australia. In alcuni Stati le cosiddette “direttive anticipate” hanno valore legale. I Territori del Nord legalizzarono (1996) l’eutanasia attiva volontaria, ma il parlamento federale annullò tale provvedimento nel 1998.
* Canada. Negli Stati di Manitoba e Ontario le direttive anticipate hanno valore legale.
* Cina. Una legge del 1998 autorizza gli ospedali a praticare l’eutanasia ai malati terminali.
* Colombia. Non esiste una legge specifica sull’eutanasia. Tuttavia, in seguito a un pronunciamento della Corte Costituzionale, la pratica è permessa.
* Stati Uniti d’America. La normativa varia a seconda degli Stati. Le direttive anticipate hanno generalmente valore legale. Nello Stato dell’Oregon è possibile, da parte del malato, richiedere farmaci letali. Una regolamentazione specifica di tale materia è tuttavia bloccata per opposizione di un tribunale federale.
LINK (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/22/almeno-un-po-fatela-soffrire/)
Almeno un po’, fatela soffrire
Ieri il consiglio superiore della Sanità, organo del Ministero della Salute, ha deciso che in Italia la Ru486 si potrà prendere solo in ospedale, con un ricovero.
«Quindi, nel nostro Paese – diversamente da ciò che normalmente accade da anni in tutti i paesi della Ue (con l’eccezione dell’Irlanda e del Portogallo), negli Usa e in Canada – si autorizza una pillola che ha come funzione quella di evitare un gravoso ricovero ospedaliero, ma se ne vincola l’uso al ricovero ospedaliero: Con l’incredibile paradosso che la donna che abortirà chirurgicamente lo potrà farà in day hospital, mentre quella che avrebbe preferito evitare il bisturi e inghiottire una pillola lo dovrebbe invece fare restando chiusa in ospedale – senza motivo e con evidente stress psicologico – per almeno tre giorni». (Minerva-Fassari)
Oggi la Cei ha ringraziato: schierandosi contro Emma Bonino e Mercedes Bresso, invitando a votare in Piemonte e Lazio i candidati di Berlusconi.
Nel documento scritto da Bagnasco si fa riferimento preciso all’interruzione di gravidanza, e si sottolinea che «la Ru486 banalizza l’aborto perché l’idea di pillola è associata a gesti semplici, che portano un sollievo immediato».
Cei e centrodestra, belli uniti per impedire alle donne che vogliono interrompere la gravidanza di diminuire la loro sofferenza.