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View Full Version : Gelmini: scuola e Università


Мир
22-03-2010, 19:06
Tutti i nostri politici affermano che bisogna investire nella formazione e nella ricerca per dare una spinta al paese. In europa e nel mondo è così: aumentano gli investimenti per la ricerca, anche per la ricerca di base, e si cerca di migliorare la scuola fornendo le risorse finanziarie.

Sono convinto che per dare spinta ad un paese serva un investimento forte nell'educazione e nella ricerca.

In Italia assistiamo a tagli finanziari paurosi: le scuole in rivolta (mancano pure i soldi per far le fotocopie), le Università tagliano drammaticamente i posti disponibili per il dottorato, mancano i fondi per far ricerca. Solo recentemente sono arrivati i fondi destinati alla ricerca stanziati nel 2008 :eek: Di fatto abbiamo saltato per due anni i finanziamenti annuali alla ricerca (che sono finiti ad alitalia e agli autotrasportatori).

Dulcis in fundo, la riforma Gelmini sull'Università prevede di mettere ad esaurimento circa 20000 ricercatori universitari, senza dargli prospettive di carriera, tagliandogli di fatto lo stipendio (si stima che in seguito a questa riforma un ricercatore nell'arco della sua vita avrà circa 100000 euro in meno), e prevedendo un precariato della ricerca che porterà la nuova generazione ad arrivare a 35-40 anni senza sapere se avrà un lavoro.
Ma secondo voi i migliori rimarranno in Italia?

Le Università sono fortemente contrari alla sistematica distruzione dell'Università pubblica. Il primo effetto sarà sicuramente un aumento delle tasse universitarie (arriveremo come negli USA dove si paga 15-25000 $ all'anno?). Tutte queste considerazioni e molte altre sono alla base della protesta che si sta diffondendo nelle Università italiane:

Corriere (http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_21/ricercatori-universita-sciopero-gelmini_5200641e-34d9-11df-b226-00144f02aabe.shtml)
Repubblica (http://www.repubblica.it/scuola/2010/03/21/news/universit_cattedre_vuote_lo_sciopero_dei_ricercatori-2798883/)
Manifesto (http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100318/pagina/07/pezzo/273923/)
La Stampa (http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/151942/)

Bologna, Cagliari, Napoli, Torino, Milano, Genova, ecc....
Io vorrei che mio figlio possa studiare in una Università sana, in grado di preparare adeguatamente. Fino ad ora si è sopperito alla cronica riduzione di fondi, tant'è che a tutt'oggi continuiamo ad esportare "cervelli" in europa e nel mondo, segno che la nostra preparazione è buona, anzi decisamente buona. Gli italiani sono ben apprezzati all'estero, ma vogliamo a continuare a spendere centinaia di migliaia di euro per la formazione di un singolo laureato per poi regalarlo, già belle che formato?

La miopia della nostra classe politica è pari all'incapacità della nostra classe dirigente (politica).

Questo è un urlo di dolore di tutta l'Università che spero possa scuotere qualche politico e farlo rinsavire....

Sinclair63
22-03-2010, 19:23
Tutto come da copione, l'taGlia deve diventare un paese di ignoranti e lo RE che lo vuole :O

superanima
22-03-2010, 19:41
Tutti i nostri politici affermano che bisogna investire nella formazione e nella ricerca per dare una spinta al paese. In europa e nel mondo è così: aumentano gli investimenti per la ricerca, anche per la ricerca di base, e si cerca di migliorare la scuola fornendo le risorse finanziarie.


In realtà, a causa dei noti problemi di bilancio, in quasi tutto il mondo occidentale si stanno riducendo i fondi per le università, vedi ad esempio cosa succede in Inghilterra proprio in questi giorni.

Il punto è che TUTTI domandano più soldi, ma i soldi sono sempre meno. Quindi cosa si propone oltre ai soliti slogan del "no-tagli"?
Io credo che sia proprio la scuola a dover fare un salto di mentalità qualitativo, e che la smetta di aspettare sempre e solo lo stato. Se lo stato non ha soldi che li cerchi altrove, ovvero presso le aziende, come, guarda caso, già succede nel resto del mondo occidentale. Che si aprano le porte del Tempio!

Lorekon
22-03-2010, 19:43
madonna mia :rolleyes:

cat1
22-03-2010, 19:52
In realtà, a causa dei noti problemi di bilancio, in quasi tutto il mondo occidentale si stanno riducendo i fondi per le università, vedi ad esempio cosa succede in Inghilterra proprio in questi giorni.

Il punto è che TUTTI domandano più soldi, ma i soldi sono sempre meno. Quindi cosa si propone oltre ai soliti slogan del "no-tagli"?
Io credo che sia proprio la scuola a dover fare un salto di mentalità qualitativo, e che la smetta di aspettare sempre e solo lo stato. Se lo stato non ha soldi che li cerchi altrove, ovvero presso le aziende, come, guarda caso, già succede nel resto del mondo occidentale. Che si aprano le porte del Tempio!

Il governo svedese (di destra) ha aumentato i fondi dedicati all'istruzione. In un'intervista al ministro dell'istruzione svedese quest'ultimo ha dichiarato che non c'è altra scelta: l'unico modo per rimanere sul mercato e di continuare a progredire è investire nell'istruzione, nel mondo c'è già troppa disponibilità di lavoro a basso costo.
Appena ho tempo posto il link, cmq l'hanno intervistato quei komunistacci di Presadiretta non più di un anno fa :D

FLikKo
22-03-2010, 19:53
Tutto come da copione, l'taGlia deve diventare un paese di ignoranti e lo RE che lo vuole :O

quotissimo

pupe e secchioni per non far dimenticare la nostalgia della sQuola

Scalor
22-03-2010, 19:57
Tutto come da copione, l'taGlia deve diventare un paese di ignoranti e lo RE che lo vuole :O

già perchè se uno ha un po di " cultura " ... non li vota !:D

Мир
22-03-2010, 20:24
In realtà, a causa dei noti problemi di bilancio, in quasi tutto il mondo occidentale si stanno riducendo i fondi per le università, vedi ad esempio cosa succede in Inghilterra proprio in questi giorni.

Il punto è che TUTTI domandano più soldi, ma i soldi sono sempre meno. Quindi cosa si propone oltre ai soliti slogan del "no-tagli"?
Io credo che sia proprio la scuola a dover fare un salto di mentalità qualitativo, e che la smetta di aspettare sempre e solo lo stato. Se lo stato non ha soldi che li cerchi altrove, ovvero presso le aziende, come, guarda caso, già succede nel resto del mondo occidentale. Che si aprano le porte del Tempio!

In Inghilterra tagliano con criterio. Qui da noi gli unici ad essere tagliati sono quelli che non hanno sufficienti agganci. Qui da noi c'e' l'incapacita' ad eseere obiettivi. In Inghilterra, come nel resto del mondo, prendono i migliori e li mettono nelle universita', a fare i dirigenti e al governo.
Siamo lo zimbello d'europa e del mondo.

Il salto di mentalita' come dici tu, c'e' gia'. Nella mia universita' c'e' un giro di circa 600 milioni di euro all'anno. Sai quanto ne prende dallo Stato?
circa 200 (e l'anno prossimo saranno 48 in meno).
Ed il resto? Arriva da finanziamenti esterni.
Inoltre, sai quanto paghiamo di IVA allo Stato? circa 230 milioni di euro.
Siamo gia' a costo zero...

Il problema e' che uno stato, deve sostenere anche quella parte di cultura che non produce reddito nell'immediato. L'istruzione NON e' paragonabile agli introiti di cassa di una azienda, tant'e' che nessuna zienda fa istruzione a meno che non serva nell'immediato.

Per farti un esempio, chi studiava cinese 30 anni fa era visto come una mosca bianca, uno che non aveva altro da fare nella vita se non cazzeggiare con trastulli accademici. Beh, oggi sapere il cinese e' una conoscenza di una certa importanza...

Il messaggio che DEVE essere chiaro e' che la cultura non puo' essere monetizzata al 100%. Esiste una ricerca (scientifica) di base che nessuna azienda farebbe mai, ma che, come dice la parola stessa, e' alla base della ricerca applicata.
All'estero esistono due tipi di universita': quella dedicata alla ricerca di base e quella dedicata alla ricerca applicata. Una sorta di cuscinetto fra "l'accademia" e l'industria, un ponte di trasferimento tecnologico assai importante.

Qui in Italia non esiste.
E poi non ci sono aziende sufficientemente grandi per sostenere i costi della ricerca, anche quella applicata, figuriamoci quella di base...

gbhu
22-03-2010, 20:30
...
Tu hai ragione a dire tutte queste cose, e l'importanza della scuola e della ricerca è ben noto, ma vedi il problema è che siamo quasi arrivati al punto in cui, come si dice, non c'è trippa per gatti.
Il nostro debito pubblico è spaventoso. Il PIL fa fatica a risalire e se non stiamo attenti nei prossimi anni rischiamo di trovarci come la grecia.
Io non sono così pessimista, ma credo che al momento vi siano altre priorità, soprattutto mantenere la sanità accessibile a tutti. E già questo è difficile visto l'ammontare della spesa sanitaria che manda in deficit intere regioni.
Cioè io temo che proprio non ci siano i soldi per fare tutto ciò che vorremmo per avere una società migliore.
Dobbiamo scegliere. Un governo ha questo triste compito: fare scelte.
E credo che sanità e ammorizzatori sociali vengano prima. Ma ciò non esclude che un governo possa anche decidere di tagliare gli ammortizzatori sociali e la sanità e dare più soldi alle università. Tutto è possibile.
Tu ti lamenti del futuro della ricerca, ma c'è sempre più gente che non sa se avrà un lavoro tra un anno.

cat1
22-03-2010, 20:34
Tu hai ragione a dire tutte queste cose, e l'importanza della scuola e della ricerca è ben noto, ma vedi il problema è che siamo quasi arrivati al punto in cui, come si dice, non c'è trippa per gatti.
Il nostro debito pubblico è spaventoso. Il PIL fa fatica a risalire e se non stiamo attenti nei prossimi anni rischiamo di trovarci come la grecia.
Io non sono così pessimista, ma credo che al momento vi siano altre priorità, soprattutto mantenere la sanità accessibile a tutti. E già questo è difficile visto l'ammontare della spesa sanitaria che manda in deficit intere regioni.
Cioè io temo che proprio non ci siano i soldi per fare tutto ciò che vorremmo per avere una società migliore.
Dobbiamo scegliere. Un governo ha questo triste compito: fare scelte.
E credo che sanità e ammorizzatori sociali vengano prima. Ma ciò non esclude che un governo possa anche decidere di tagliare gli ammortizzatori sociali e la sanità e dare più soldi alle università. Tutto è possibile.
Tu ti lamenti del futuro della ricerca, ma c'è sempre più gente che non sa se avrà un lavoro tra un anno.

Il governo potrebbe scegliere di combattere la corruzione ed incoraggiare la legalità, già basterebbe. Ovviamente al momento è pura utopia :muro:

Fides Brasier
22-03-2010, 20:37
[...]credo che al momento vi siano altre priorità[...]
Dobbiamo scegliere. Un governo ha questo triste compito: fare scelte.mmmh vediamo: tipo alitalia?
oppure i quattro miliardi di euro per gheddafi? be' non c'e' che dire, questo governo compie delle scelte scelte davvero oculate.

superanima
22-03-2010, 20:37
All'estero esistono due tipi di universita': quella dedicata alla ricerca di base e quella dedicata alla ricerca applicata. Una sorta di cuscinetto fra "l'accademia" e l'industria, un ponte di trasferimento tecnologico assai importante.

Qui in Italia non esiste.
E poi non ci sono aziende sufficientemente grandi per sostenere i costi della ricerca, anche quella applicata, figuriamoci quella di base...

E magari domandati pure perché in Italia non esiste. CHI è stato a tenere la società civile fuori dalla porta fino a pochi anni fa? CHI è che - ancora oggi - quando si rapporta al mondo delle professioni lo fa guardando dall'alto in basso, come se stesse facendo loro un gran favore ad accettare il loro vil denaro?
La politica ha le sue colpe ma fino a che pure il mondo accademico non inizierà a guardare alle sue, la nostra scuola non potrà mai migliorare.
Non è un caso se le nostre aziende sono ancora tanto estranee alle università. E il fatto stesso che tu le giudichi sulle dimensioni, prima ancora che sulla qualità dei loro progetti, la dice lunga sulla miopia accademica.

gbhu
22-03-2010, 20:45
Il governo potrebbe scegliere di combattere la corruzione ed incoraggiare la legalità, già basterebbe. Ovviamente al momento è pura utopia :muro:
No purtoppo non basta. Alla comunità europea vogliono vedere i conti e se sei sul lastrico gliene frega nulla delle tue buone intenzioni.
E aggiungo che altre fregnacce tipo "perché non tagliamo gli stipendi ai ministri" o "riduciamo le auto blu" sono appunto fregnacce perchè non è con qualche taglietto agli sprechi (comunque utile) che ci paghi la sanità pubblica o la scuola. Le cifre in gioco sono enormi. Soprattutto quando un paese ha già un debito ai limiti dell'accettabile. La pressione ficale pure è al limite.
Ah adesso qualcuno dirà che si risolve tutto combattendo l'evasione... certo certo. E magari piantando i soldini nel campo come dicevano il gatto e la volpe a pinocchio.

Crazy rider89
22-03-2010, 21:00
con 200 miliardi di € di evasione qualche scuola e/o ospedale ce lo fai :rolleyes:

Varilion
22-03-2010, 21:00
Considerato che l'unico stato occidentale che non sta marciando verso la bancarotta è la Germania (si anche l'Olanda, l'Austria, la Svizzera e forse anche il Canada e l'Australia se la passano abbastanza bene) direi che la lotta alla corruzione ed all'evasione sono necessarie ma non sufficienti.

Dalla Grecia all'Inghilterra. Dall'Italia alla Francia, la produttività e troppo bassa e la spesa pubblica (schiacciata dai debiti) è insostenibile.

Comunque anche la Germania se non riesce a tenere la spesa sotto controllo e la popolazione in crescita rischia sul lungo periodo di dissanguarsi...stile Giappone..

(200 miliardi di evasione non ci sono)

cat1
22-03-2010, 21:06
No purtoppo non basta. Alla comunità europea vogliono vedere i conti e se sei sul lastrico gliene frega nulla delle tue buone intenzioni.
E aggiungo che altre fregnacce tipo "perché non tagliamo gli stipendi ai ministri" o "riduciamo le auto blu" sono appunto fregnacce perchè non è con qualche taglietto agli sprechi (comunque utile) che ci paghi la sanità pubblica o la scuola. Le cifre in gioco sono enormi. Soprattutto quando un paese ha già un debito ai limiti dell'accettabile. La pressione ficale pure è al limite.
Ah adesso qualcuno dirà che si risolve tutto combattendo l'evasione... certo certo. E magari piantando i soldini nel campo come dicevano il gatto e la volpe a pinocchio.

Scusami, credo di essere stato fraiteso.
Faccio un esempio: prendi lo scudo fiscale, l'imprenditore onesto ha pagato tutto ed ha sopportato dei costi molto più alti dell'imprenditore disonesto. Quindi l'imprenditore onesto non solo ha visto minori utili rispetto al disonesto ma ha anche perso quote di mercato. In più, quello che ha portato i soldini all'estero sicuramente non ha nessuna intenzione di investirli in Italia altrimenti non l'avrebbe portati via. Non solo, sicuramente il disonesto avrà lasciato a casa un bel po' di lavoratori=maggior costo per lo stato.
Ma questo è solo un esempio, potremmo farne altri cento e saremmo OT.

Crazy rider89
22-03-2010, 21:08
(200 miliardi di evasione non ci sono)

ovvio che non ci sono altrimenti non era evasione :O

Мир
22-03-2010, 21:29
E magari domandati pure perché in Italia non esiste. CHI è stato a tenere la società civile fuori dalla porta fino a pochi anni fa? CHI è che - ancora oggi - quando si rapporta al mondo delle professioni lo fa guardando dall'alto in basso, come se stesse facendo loro un gran favore ad accettare il loro vil denaro?
La politica ha le sue colpe ma fino a che pure il mondo accademico non inizierà a guardare alle sue, la nostra scuola non potrà mai migliorare.
Non è un caso se le nostre aziende sono ancora tanto estranee alle università. E il fatto stesso che tu le giudichi sulle dimensioni, prima ancora che sulla qualità dei loro progetti, la dice lunga sulla miopia accademica.

Questa storia di scaricare le colpe sui predecessori per coprire le incapacita' (o le colpe? o la corruzione?) deve finire. Sia a destra che a sinistra. Si prendano i fatti e li si analizzi. Stop.
Il corporativismo ed il clienteralismo italiano sono realta' che non si trovano all'estero. Io sarei quasi quasi dell'idea di dichiarare bancarotta e farci amministrare dai tedeschi. Sono sicuro che le cose andrebbero meglio...

Il mondo accademico ha certamente delle colpe, e non da poco. Ma cio' che e' definitivamente morta e' l'etica e la moralita'. L'esempio deve venire dalle massime cariche dello Stato e della politica. Non mi pare che negli ultimi anni sia pervenuti esempi di alta integrita' morale....

Per le aziende: l'Universita' attrae aziende interessate a fare ricerca. Purtroppo sono quelle estere. Aziende come BASF, Kao, Mitsubishi,... cercano le universita' italiane e le finanziano.
Non e' una questione di progetto buono oppure no. Per la ricerca applicata (quella finananziata dalle aziende) servono soldi. E tanti. Ovviamente in proporzione al progetto. Ma le aziende piccole devono mirare a progetti piccoli. E' una questione di risorse da impiegare a) nella strumentazione, b) nel personale, c) nel materiale di consumo, d) nella realizzazione pilota.

Una persona dedicata alla ricerca costa parecchio... l'Universita' mette a disposizione le conoscenze, ma serve che l'azienda sia disposta a supportarla. Ci sono pochissime aziende italiane che possono permettersi di investire ingenti quantita' nella ricerca. Guarda caso ci sono le banche, dalle quali le universita' attingono e non poco.

La miopia, semmai, arriva da chi gestisce i finanziamenti pubblici.
Ti faccio un esempio: in questi giorni si sono conclusi le assegnazioni a progetti di ricerca riservati a giovani ricercatori (sotto i 32 anni), che hanno presentato lodevoli ed interessanti progetti di ricerca.
Sono stati presentati progetti da circa 3800 giovani per un budget di 2.9 miliardi di euro. Le grandi speranze della “meglio gioventù” italiana purtroppo sono state deluse da un finanziamento così smaccatamente sottodimensionato. 50 milioni, poi raddoppiato.
Sono mancati fondi per supportare questa iniziativa, che ha condotto ad un processo di valutazione non cristallino, con notevoli ritardi del feedback (da Agosto 2009 a Gennaio 2010), con la revisione dei progetti ad opera di un unico esperto (gli standard internazionali prevedono che una peer review non abbia senso senza almeno due revisori, neppure per pubblicare un articolo su rivista, figuriamoci per decidere finanziamenti di centinaia di migliaia di euro…). L’unico reviewer inoltre è stato lasciato inconsapevole della reale soglia di ammissibilità dei progetti (40/40esimi contro i 38/40esimi indicati nelle guidelines fornite ai revisori).

Come risulta quindi evidente, la difficoltà di scegliere, tra tutti i campi del sapere scientifico e umanistico, così pochi progetti, ha portato a trascurarne molti che erano davvero sullo stesso piano di quelli finanziati e con il paradosso di vedere rispettati, nel giudizio di questi, tutti i criteri di eccellenza e senza alcuna critica, ma con una votazione di “soli” 38 o 39 punti su 40. Il numero inaspettatamente alto di progetti presentati e l’elevato livello di questi ultimi non fanno altro che testimoniare l’enorme patrimonio umano presente in Italia e il rischio che essa corre di perdere un’intera generazione, dopo averla formata, a favore di Paesi con economie concorrenti.

(fonte: sciencedebate.it)

Мир
22-03-2010, 21:45
Per quello che riguarda la mancanza cronica dei fondi, sono anche disposto a fare sacrifici. Mi si dica: "signori, siamo in crisi, crisi economica, dobbiamo fare tutti degli sforzi per il paese, e i primi fondi ad essere tagliati sono quelli della ricerca". Ragionamo su dove tagliare e lo si fa.

E' diverso dal dire pubblicamente che la ricerca e' fondamentale, che la scuola e' insostituibile, che si finanzia la ricerca mentre invece si agisce esattamente nel verso opposto. Questo si chiama prendere per il c#lo.

Mentre nel frattempo provengono proposte da un certo generale in pensione per aumentare lo stipendio dei generali in pensione.... o ci sono sprechi mostruosi (ponte sullo stretto? chi paga il progetto e le ditte coinvolte che hanno vinto la gara?).

In questo senso affermo che la classe dirigente italiana e' alla frutta. O si riesce ad uscire da questro sistema "mafioso" o andiamo a gambe all'aria... come l'Argentina...

Мир
22-03-2010, 21:48
mmmh vediamo: tipo alitalia?
oppure i quattro miliardi di euro per gheddafi? be' non c'e' che dire, questo governo compie delle scelte scelte davvero oculate.

Ecco.. mi hai tolto ... i caratteri dalla tastiera! :D

Ma non e' che a sinistra abbiano fatto molto meglio, intendiamoci. Ma almeno non era cosi' spudorato...
.. stiamo andando verso "mani pulite 2"? quasi quasi lo spero...

Jarni
22-03-2010, 21:57
Ecco.. mi hai tolto ... i caratteri dalla tastiera! :D

Se li rivuoi prepara una busta con 100.000 euro in biglietti di piccolo taglio, usati e non segnati...:rotfl:

Мир
22-03-2010, 22:02
Se li rivuoi prepara una busta con 100.000 euro in biglietti di piccolo taglio, usati e non segnati...:rotfl:

Buona questa... :D

giammy
22-03-2010, 22:12
Considerato che l'unico stato occidentale che non sta marciando verso la bancarotta è la Germania (si anche l'Olanda, l'Austria, la Svizzera e forse anche il Canada e l'Australia se la passano abbastanza bene) direi che la lotta alla corruzione ed all'evasione sono necessarie ma non sufficienti.

Dalla Grecia all'Inghilterra. Dall'Italia alla Francia, la produttività e troppo bassa e la spesa pubblica (schiacciata dai debiti) è insostenibile.

Comunque anche la Germania se non riesce a tenere la spesa sotto controllo e la popolazione in crescita rischia sul lungo periodo di dissanguarsi...stile Giappone..

(200 miliardi di evasione non ci sono)

anche perchè l'università è un carrozzone mangiasoldi inefficiente e stra-politicizzato. le riforme fatte dalla sinistra (berlinguer) hanno peggiorato il livello qualitativo dell'insegnamento con lo sdoppiamento, triplicazione dei corsi ma hanno accontentato con la docenza tutta quella moltitudine che per anni ha servito fedelmente la casta dei baroni.
io ho vissuto una università che era assurda (ingegneria elettronica 89-95) per disorganizzazione, pressapochismo, arretratezza della strutture, definizione ridicola dei ruoli e delle responsabilità che erano chiari solo quando c'era da prendere soldi.
da allora mi risulta che le cose siano addirittura peggiorate.

con questo non voglio dire che la riforma Gelmini sia cosa positiva (anche perchè mossa per lo più da motivi di risparmio economico) ma che l'università sia qualcosa di perfetto e intoccabile è una grandissima bugia.

Neo_
22-03-2010, 22:15
quotissimo

pupe e secchioni per non far dimenticare la nostalgia della sQuola

non sanno più cosa si devono inventare per far cantare donne vecchi e bambini, proprio poco fa vedevo la pubblicità dell'enneSimo programma dopo Io Canto per i bambini, Amici per gli adolescenti ora c'è Italia has got talent immagino per tutto il resto, popolo di veline e cantanti avanti così, lo studio non serve a niente.

superanima
22-03-2010, 22:36
Questa storia di scaricare le colpe sui predecessori per coprire le incapacita' (o le colpe? o la corruzione?) deve finire. Sia a destra che a sinistra. Si prendano i fatti e li si analizzi. Stop.
Il corporativismo ed il clienteralismo italiano sono realta' che non si trovano all'estero. Io sarei quasi quasi dell'idea di dichiarare bancarotta e farci amministrare dai tedeschi. Sono sicuro che le cose andrebbero meglio...

Il mondo accademico ha certamente delle colpe, e non da poco. Ma cio' che e' definitivamente morta e' l'etica e la moralita'. L'esempio deve venire dalle massime cariche dello Stato e della politica. Non mi pare che negli ultimi anni sia pervenuti esempi di alta integrita' morale....

Per le aziende: l'Universita' attrae aziende interessate a fare ricerca. Purtroppo sono quelle estere. Aziende come BASF, Kao, Mitsubishi,... cercano le universita' italiane e le finanziano.
Non e' una questione di progetto buono oppure no. Per la ricerca applicata (quella finananziata dalle aziende) servono soldi. E tanti. Ovviamente in proporzione al progetto. Ma le aziende piccole devono mirare a progetti piccoli. E' una questione di risorse da impiegare a) nella strumentazione, b) nel personale, c) nel materiale di consumo, d) nella realizzazione pilota.

Una persona dedicata alla ricerca costa parecchio... l'Universita' mette a disposizione le conoscenze, ma serve che l'azienda sia disposta a supportarla. Ci sono pochissime aziende italiane che possono permettersi di investire ingenti quantita' nella ricerca. Guarda caso ci sono le banche, dalle quali le universita' attingono e non poco.
[...]
Il numero inaspettatamente alto di progetti presentati e l’elevato livello di questi ultimi non fanno altro che testimoniare l’enorme patrimonio umano presente in Italia e il rischio che essa corre di perdere un’intera generazione, dopo averla formata, a favore di Paesi con economie concorrenti.

(fonte: sciencedebate.it)

Мир, scusa ma pure tu hai aperto il thread "scaricando le colpe" sulla politica. Sappiamo tutti benissimo che è lo sport nazionale, iniziamo magari a considerare le "nostre" prima di fare le pulci agli altri.
Detto questo, concordo sul bassissimo esempio morale dato dalla politica in questi anni.

Sulla riforma invece vedo segnali positivi, certo, l'obiettivo primario è risparmiare, ma è un inizio. Ora si tratta soprattutto di abituare le aziende italiane alla ricerca, è ottimistico e ingenuo aspettarsi che da un momento all'altro le aziende si fiondino nell'Accademia col portafoglio aperto, dopo che per decenni ne sono state sdegnosamente tenute fuori. E non parlo solo dell'università. Un altro passo che aiuterebbe i due mondi a incontrarsi sarebbe metterli in contatto fin dalla secondaria superiore, ma la sinistra è ancora troppo ideologizzata per accettare la trasformazione delle scuole in fondazioni. Ci vorranno ancora anni, e forse decenni, purtroppo.

Мир
22-03-2010, 23:37
anche perchè l'università è un carrozzone mangiasoldi inefficiente e stra-politicizzato.

con questo non voglio dire che la riforma Gelmini sia cosa positiva (anche perchè mossa per lo più da motivi di risparmio economico) ma che l'università sia qualcosa di perfetto e intoccabile è una grandissima bugia.

Che le cose non funzionino in universita', e' abbastanza vero. Ma a dispetto di questo mondo corrotto che descrivi (meno, molto meno di quello politico, pero') ci sono tanti che ci mettono l'anima, ci lavorano con passione ed impegno. I risultati scientifici internazionali sono piu' che soddisfacenti in rapporto ai finanziamenti ricevuti, ma anche in assoluto. Ripeto, se un albero ha dei rami morti, si tagliano i rami, non la pianta alla base con una motosega.
Sono d'accordo che alcune cose positive ci sono state nella riforma e forse ci sono nel nuovo disegno di legge che si sta discutendo ora, ma continua a mancare una fase di discussione e di confronto con il mondo della ricerca scientifica. L'attuale disegno prevede cio' che viene definito "tenure track". Io sono d'accordo con il vero tenure track, che consiste in un tot numero di anni di prova (all'estero sono 5 di solito) al termine dei quali uno e' giudicato: hai fatto bene? hai superato un minimo richiesto? Bene, sei assunto permanentemente. Hai fatto niente? bye bye...
Pero', sempre all'estero, uno e' messo in grado di provare la sua bravura con a) uno stipendio che e' il triplo del nostro, b) ti forniscono 250000 euro per far ricerca, c) ti danno un gruppo, piccolo, ma un gruppo di ricerca, d) puoi usare la strumentazione del dipartimento per la tua ricerca.
Il tenure track proposto dalla Gelmini e' solo a parole: dopo 6 anni di precariato, ad uno stipendio pari a quello di un operaio (senza offesa per gli operai), senza soldi per la ricerca, senza personale, e, se ti va male, anche senza strumentazione perche' il dipartimento non ce l'ha o e' "assegnata" ai singoli gruppi di ricerca e non hai accesso, non c'e' nessuna garanzia di essere assunti. Puoi essere da premio nobel, ma se non ci sono i soldi non c'e' trippa per gatti. Manca la programmazione.

Мир, scusa ma pure tu hai aperto il thread "scaricando le colpe" sulla politica. Sappiamo tutti benissimo che è lo sport nazionale, iniziamo magari a considerare le "nostre" prima di fare le pulci agli altri.
Detto questo, concordo sul bassissimo esempio morale dato dalla politica in questi anni.

Sulla riforma invece vedo segnali positivi, certo, l'obiettivo primario è risparmiare, ma è un inizio. Ora si tratta soprattutto di abituare le aziende italiane alla ricerca, è ottimistico e ingenuo aspettarsi che da un momento all'altro le aziende si fiondino nell'Accademia col portafoglio aperto, dopo che per decenni ne sono state sdegnosamente tenute fuori. E non parlo solo dell'università. Un altro passo che aiuterebbe i due mondi a incontrarsi sarebbe metterli in contatto fin dalla secondaria superiore, ma la sinistra è ancora troppo ideologizzata per accettare la trasformazione delle scuole in fondazioni. Ci vorranno ancora anni, e forse decenni, purtroppo.

Non esiste una riforma universitaria buona il cui obiettivo primario sia risparmiare... Sono arcistufo di sentire "a costo zero" "nessun costo aggiuntivo per lo stato" ecc... ripetuto 24 volte nel DDL Gelmini...

Prova a proporre alle aziende italiane di investire soldi nella ricerca sulla filologia orientale, o in lettere.... Anche questa e' cultura, ed uno stato degno di tal nome non puo' semplicemente ignorarle. Inoltre, la ricerca scientifica di base per lo piu' non produce nulla, ma a volte, dalla semplice conoscenza di base scaturiscono innovazioni di grande portata... non si mai quando si possa ottenere qualcosa... La ricerca di base non va dimenticata,e , lo ripeto, non funziona il concetto di stato-azienda...Quale azienda investirebbe su un progetto con un grado di rischio di insuccesso elevatissimo?

La trasformazione di scuole in fondazioni, poi, e' abbastanza pericolosa sotto alcuni punti di vista. Qui interviene che tipo di politica si voglia perseguire. Vogliamo fare gli americani? bene, ma siamo pronti a sborsare 20000 euro l'anno per mandare i nostri figli all'universita'?
Il concetto e' che, per me, e almeno in europa, l'istruzione deve essere accessibile a tutti, e non puo' costare quella cifra... Se avessi uno stipendio da 100000 euro l'anno potrei permettermelo, ma purtroppo per la stradrande maggioranza degli italiani, soprattutto recentemente, non e' cosi'.

Ti faccio un altro esempio: l'universita' di Trento e' stata praticamente comprata dalla regione. Regione autonoma, efficiente, con tanti soldini, che praticamente ora amministra l'universita'. Bene, la regione e' interessata allo sviluppo regionale, e ritiene che Matematica non sia una priorita', a causa delle caratteristiche locali... Risultato? Matematica verra' con tutta probabilita' lasciata morire....

superanima
22-03-2010, 23:55
La trasformazione di scuole in fondazioni, poi, e' abbastanza pericolosa sotto alcuni punti di vista. Qui interviene che tipo di politica si voglia perseguire. Vogliamo fare gli americani? bene, ma siamo pronti a sborsare 20000 euro l'anno per mandare i nostri figli all'universita'?
Il concetto e' che, per me, e almeno in europa, l'istruzione deve essere accessibile a tutti, e non puo' costare quella cifra... Se avessi uno stipendio da 100000 euro l'anno potrei permettermelo, ma purtroppo per la stradrande maggioranza degli italiani, soprattutto recentemente, non e' cosi'.

Trasformare le scuole in fondazioni non significa copiare il modello americano, ma piuttosto quello anglosassone. Significa mettere la scuola DENTRO al tessuto sociale che la circonda, farla tornare sulla terra. E il problema non è se questa sia una strada buona, lo è senza dubbio, ma piuttosto quanto tempo ci vorrà prima che pure la società civile accetti questo "invito" ad occuparsi in modo diretto delle sue scuole, senza limitarsi a delegare il compito a un padre-stato lontano e incapace.

Poi è indubbiamente vero che ci saranno settori che per loro natura resteranno al margine degli investimenti privati, ma nessuno dice che lo stato non debba più metterci del suo.
Ah, ricordo che l'Italia è già oggi uno dei paesi che spende di più per l'istruzione. Il guaio è semmai per cosa vengono impiegati questi soldi: quasi tutto per stipendi.

LUVІ
22-03-2010, 23:55
Tutto come da copione, l'taGlia deve diventare un paese di ignoranti e lo RE che lo vuole :O

Ignoranti e ricconi che emigreranno per studiare all'estero.

LUVІ
22-03-2010, 23:56
Il governo potrebbe scegliere di combattere la corruzione ed incoraggiare la legalità, già basterebbe. Ovviamente al momento è pura utopia :muro:

O potrebbe rinunciare al ponte del cazzo e costruire 30 nuove università con corsi gratis per 10.000 studenti.

Мир
23-03-2010, 08:59
Trasformare le scuole in fondazioni non significa copiare il modello americano, ma piuttosto quello anglosassone. Significa mettere la scuola DENTRO al tessuto sociale che la circonda, farla tornare sulla terra. E il problema non è se questa sia una strada buona, lo è senza dubbio, ma piuttosto quanto tempo ci vorrà prima che pure la società civile accetti questo "invito" ad occuparsi in modo diretto delle sue scuole, senza limitarsi a delegare il compito a un padre-stato lontano e incapace.

Poi è indubbiamente vero che ci saranno settori che per loro natura resteranno al margine degli investimenti privati, ma nessuno dice che lo stato non debba più metterci del suo.
Ah, ricordo che l'Italia è già oggi uno dei paesi che spende di più per l'istruzione. Il guaio è semmai per cosa vengono impiegati questi soldi: quasi tutto per stipendi.
Ma dove?
Negli investimenti per la scuola e la ricerca siamo al penultimo posto in europa, forse appena prima del portogallo e superati dalla grecia...
La repubblica ceca, la polonia, ecc stanno investendo piu' di noi.

La trasformazione in fondazioni, ripeto, è pericoloso. Negli ultimi anni abbiamo assitito alla svendita delle proprietà pubbliche e statali: acqua, strade, spiaggie, edifici, sitri archeologici, divise dei militari, scrivanie degli uffici, partecipazioni azionarie... Il patrimonio dello Stato è diminuito in 4 anni di oltre 165 miliardi di euro (Fonte: Il Tesoro). Contemporaneamente il debito pubblico è passato da 1550 miliardi a 1800, aumentando di 250 miliardi all'anno...
Continuiamo cosi'.... stiamo dilapidando un patrimonio che faticosamente è stato costruito negli anni passati. Io non guardo al passato, ma a cosa lascero' a mio figlio, e sono preoccupato.
Ripeto, il problema principale di questo paese è l'assoluta mancanza di moralità e di etica, che trae origine dall'alto per propagarsi giù fino al fondo. Non a caso all'estero siamo visti come un paese di mafiosi in cui tutto è possibile a patto di avere gli "agganci" giusti...
Ma perchè in italia ci sono 95 Università? ma è mai possibile?
Io comincerei almeno a dimezzare il numero delle Università.
E non mi si venga a dire che la destra non ha colpe in questo. La sinistra ha le sue, ma ricordo che fu la Lega a voler fortemente molte delle università locali....
Non poniamo limite all'istruzione. Vogliamo le università private? okay, ma queste sì, DEVONO essere a COSTO ZERO per lo stato. Invece le private mungono la mucca-stato (come tutti, del resto .. mancanza di etica menzionata sopra) e sottraggono risorse alle pubbliche.
Prova a leggere il testo di Calamandrei di 50 anni fa sull'istruzione ... lo si troverà drammaticamente attuale...

[Edit]: mi correggo... è di 60 anni fa... Ecco lo riporto perchè drammaticamente attuale:

"Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

gbhu
23-03-2010, 09:15
Ma dove?
Negli investimenti per la scuola e la ricerca siamo al penultimo posto in europa, forse appena prima del portogallo e superati dalla grecia...

Senti, potresti specificare un pò meglio cosa intendi per "ricerca"?
Perché allo stato attuale un ricercatore in italia non è altro che una sorta di dipendente pubblico, prima precario e poi a tempo indeterminato, che occupa un posto in qualche università e con tutta la sua "ricerca" potrebbe anche non "trovare" nulla in tutta la vita, continuando però ad essere pagato dalla comunità.
Anch'io li ho visti i "ricercatori". Ricordo molti anni fa all'epoca in cui dovevo fare la tesi che andai a cercare il prof e mentre aspettavo c'era un "ricercatore" che se ne stava lì 3 ore a chiacchierare con la segretaria parlando della domenica passata al mare.
Tutti si lamentano che in america i ricercatori sono pagati molto meglio. Certo, ma devono anche produrre dei risultati sennò li buttano fuori e il posto lo danno ad un altro.
Allora se per dare soldi alla ricerca intendiamo distribuire aumenti a pioggia alla massa di dipendendi pubblici che lavorano nelle università a fare non si sa cosa, o aumentarne il numero, forse è meglio che prima si pensi a riformare la cosa rendendola un pò più efficiente.

=Kraven83=
23-03-2010, 10:36
O potrebbe rinunciare al ponte del cazzo e costruire 30 nuove università con corsi gratis per 10.000 studenti.

Concordo sul rinunciare al ponte,
tuttavia di atenei ce ne sono già fin troppi.
E anche di studenti.

elect
23-03-2010, 10:58
In realtà, a causa dei noti problemi di bilancio, in quasi tutto il mondo occidentale si stanno riducendo i fondi per le università, vedi ad esempio cosa succede in Inghilterra proprio in questi giorni.

Il punto è che TUTTI domandano più soldi, ma i soldi sono sempre meno. Quindi cosa si propone oltre ai soliti slogan del "no-tagli"?
Io credo che sia proprio la scuola a dover fare un salto di mentalità qualitativo, e che la smetta di aspettare sempre e solo lo stato. Se lo stato non ha soldi che li cerchi altrove, ovvero presso le aziende, come, guarda caso, già succede nel resto del mondo occidentale. Che si aprano le porte del Tempio!


Se ne vanno così tanti soldi in corruzione, tav, ponte, stipendi e pensioni dei politici

Non ricordo più quanto spendiamo all'anno per la corruzione, ma per il debito ad es sono 80 miliardi l'anno.

Quanto ci costano tutti i privilegi dei parlamentari? Le auto blu, i voli, palazzo Grazioli..

E che cazzo, solo 'ste cose non hanno toccato :muro:

Мир
23-03-2010, 11:32
Se ne vanno così tanti soldi in corruzione, tav, ponte, stipendi e pensioni dei politici

Non ricordo più quanto spendiamo all'anno per la corruzione, ma per il debito ad es sono 80 miliardi l'anno.

Quanto ci costano tutti i privilegi dei parlamentari? Le auto blu, i voli, palazzo Grazioli..

E che cazzo, solo 'ste cose non hanno toccato :muro:

Quoto...
il volo pressochè privato Alitalia Albenga-Roma che serve ad un solo ministro e che ci costa 15000 euro la settimana....

superanima
23-03-2010, 12:27
Ma dove?
Negli investimenti per la scuola e la ricerca siamo al penultimo posto in europa, forse appena prima del portogallo e superati dalla grecia...
La repubblica ceca, la polonia, ecc stanno investendo piu' di noi.

La trasformazione in fondazioni, ripeto, è pericoloso. Negli ultimi anni abbiamo assitito alla svendita delle proprietà pubbliche e statali:
[...]
Ma perchè in italia ci sono 95 Università? ma è mai possibile?
Io comincerei almeno a dimezzare il numero delle Università.
E non mi si venga a dire che la destra non ha colpe in questo. La sinistra ha le sue, ma ricordo che fu la Lega a voler fortemente molte delle università locali....
Non poniamo limite all'istruzione. Vogliamo le università private? okay, ma queste sì, DEVONO essere a COSTO ZERO per lo stato. Invece le private mungono la mucca-stato (come tutti, del resto .. mancanza di etica menzionata sopra) e sottraggono risorse alle pubbliche.
Prova a leggere il testo di Calamandrei di 50 anni fa sull'istruzione ... lo si troverà drammaticamente attuale...

[Edit]: mi correggo... è di 60 anni fa... Ecco lo riporto perchè drammaticamente attuale:


l'Italia è uno dei paesi - al mondo - con la più alta spesa pro-capite per ogni studente. Poche balle, altro che Portogallo e Grecia.

Inoltre, non so cosa tu abbia capito ma non c'entra nulla la svendita del patrimonio pubblico con la trasformazione in fondazioni delle scuole. Ma proprio nulla.
E quanto dice Calamandrei sulla scuola ha del surreale, considerando che da qualche decennio è un feudo privato della sinistra. Suvvia.

Мир
23-03-2010, 13:52
Senti, potresti specificare un pò meglio cosa intendi per "ricerca"?
Perché allo stato attuale un ricercatore in italia non è altro che una sorta di dipendente pubblico, prima precario e poi a tempo indeterminato, che occupa un posto in qualche università e con tutta la sua "ricerca" potrebbe anche non "trovare" nulla in tutta la vita, continuando però ad essere pagato dalla comunità.
Anch'io li ho visti i "ricercatori". Ricordo molti anni fa all'epoca in cui dovevo fare la tesi che andai a cercare il prof e mentre aspettavo c'era un "ricercatore" che se ne stava lì 3 ore a chiacchierare con la segretaria parlando della domenica passata al mare.
Tutti si lamentano che in america i ricercatori sono pagati molto meglio. Certo, ma devono anche produrre dei risultati sennò li buttano fuori e il posto lo danno ad un altro.
Allora se per dare soldi alla ricerca intendiamo distribuire aumenti a pioggia alla massa di dipendendi pubblici che lavorano nelle università a fare non si sa cosa, o aumentarne il numero, forse è meglio che prima si pensi a riformare la cosa rendendola un pò più efficiente.

La ricerca è un qualcosa di difficile definizione... dipende... non conosco la ricerca che si fa a lettere, ma immagino che non abbia una ricaduta immediata sul tessuto sociale. Ciò, detto, ribadisco che pure a lettere si faccia ricerca con una ricaduta culturale. Che può essere, è vero, di maggior o minor peso, ma, come nel caso della ricerca scientifica, è difficile valutare la portata di tale ricerca prima che questa sia fatta...
Conosco meglio, invece, la ricerca scientifica. Come dicevo, un "ricecatore", è vero, potrebbe non trovare nulla, diciamo che c'è però una certa probabilità di "trovare" qualcosa. Ma se non si comincia neanche a "cercare", è sicuro che non si troverà nulla... :D
Che cosa si "ricerca"? Non c'è che l'imbarazzo della scelta, basta guardarsi attorno: OLED (nuovi display a basso consumo energetico), celle solari per la conversione di energia solare in elettricità a basso costo e ampio spettro, innovazione nelle telecomunicazioni, nuovi materiali polimerici (Teflon, GoreTeX e tutta la plastica sono ambito di ricerca chimica), nuovi materiali per le memorie di massa per i PC, produzione e metodi di stoccaggio di idrogeno per le (possibili) auto del futuro, produzione di nuove medicine, agenti antitumorali, conoscenza biomolecolare e genetiche del corpo umano e quindi cure per le malattie, ecc...
La ricerca di base, invece, è più difficile da quantificare. Prendi un fisico che sta a studiale nel LHC in svizzera. Che fa? Mah, forse sta cercando di capire le leggi che governano le particelle quantistiche, l'elettrodinamica quantistica, la teoria delle stringhe, ed altre amenità "teoriche". Ma queste "amenità teoriche" hanno portato in passato alla comprensione dei fenomeni nucleari, alla produzione di energia nucleare, al tentativo (tutt'ora in atto) di produrre energia pulita a basso costo attraverso la fusione nucleare, ecc.. ecc...
Insomma, la ricerca di base sono le fondamenta della ricerca applicata.

In america i ricercatori sono pagati il triplo che da noi. Un dottorando prende il doppio che un ricercatore italico.... e gli forniscono pure una quantità di soldi per far ricerca che va dai 100000 $ in su. Sai quanto abbiamo ricevuto quest'anno dall'università dopo i tagli statali? ...ZERO...
In america i progetti sono valutati per la loro reale validità da reviewer che hanno una certa moralità ed etica.... Risulta difficile (direi impossibile) produrre della buona ricerca a costo ZERO.
In america non esiste l'evasione fiscale che c'è qui...

Qui si sta discutendo su come migliorare un sistema universitario che ne ha bisogno, è vero, ma che consuma 1, quando i veri sprechi sono da tutt'altra parte!
Cominciamo a dare, invece, un segnale in questa direzione. Eliminiamo gli sprechi dove ci sono per davvero, e non sono 1 ma 1000000....

La ricerca scientifica italiana, lo ripeto per l'ennesima volta, non è malvagia a livello internazionale. Il numero di pubblicazioni scientifiche in cui compaiono nomi di italiani che lavorano in italia non è male. Ma questo trend sta per subire una drastica riduzione, secondo me.
Il trend è molto preoccupante.

Guarda la Cina. Non so se lo sai, ma in Cina c'è parecchia corruzione, ma i fondi stanziati nella ricerca sono ordini di grandezza superiori a quelli europei. In mezzo alla corruzione ci sono delle eccellenze. I cinesi ci stanno massacrando, scientificamente parlando. Hanno e stanno comprando strumenti da milioni di euro che gli permettono di essere all'avanguardia e proporre nuove tecnologie/materiali. Hanno un numero di addetti alla ricerca spaventoso. Ogni gruppo di ricerca ha 50 persone che lavorano per un singolo docente. E' impossibile competere con loro quando noi abbiamo si e no' un dottorando ed un assegnista e, recentemente queste risorse umane sono state drammaticamente ridotte.
La ricerca costa. Ma è l'unica via che abbiamo per competere a livello internazionale: innovazione e conoscenza....

Forse, e qui lo ammetto, manca una informazione a livello nazionale, popolare direi, sull'importanza che la ricerca ha (applicata e di base) sullo sviluppo, anche economico, di un paese.
Fino a poco fa è passatat l'equazione Chimica = Inquinamento = cose brutte e sporche..., dimenticandosi che, essendo semplicemente uno strumento di conoscenza, non è la chimica in sè ad essere malata (anzi, è proprio grazie alla chimica che si trovano rimedi contro l'inquinamento), ma lo sono chi ne fa un abuso.

Jarni
23-03-2010, 13:54
considerando che da qualche decennio è un feudo privato della sinistra
"Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima."

Мир
23-03-2010, 13:56
l'Italia è uno dei paesi - al mondo - con la più alta spesa pro-capite per ogni studente. Poche balle, altro che Portogallo e Grecia.

Inoltre, non so cosa tu abbia capito ma non c'entra nulla la svendita del patrimonio pubblico con la trasformazione in fondazioni delle scuole. Ma proprio nulla.
E quanto dice Calamandrei sulla scuola ha del surreale, considerando che da qualche decennio è un feudo privato della sinistra. Suvvia.

Non ne farei un problema di sinistra o di destra, giacchè la cosa può essere usata indifferentemente dai comunisti o dai fascisti...ma semplicemente di fatti.
Le affermazioni di Calamandrei mi sembrano ragionate e valide a prescindere. Certo che se abbiamo un imperatore valido tutti ne guadagnano, ma se questo invece non lo è, c'è molto da perdere.

Blue Spirit
24-03-2010, 12:09
Senti, potresti specificare un pò meglio cosa intendi per "ricerca"?
Perché allo stato attuale un ricercatore in italia non è altro che una sorta di dipendente pubblico, prima precario e poi a tempo indeterminato, che occupa un posto in qualche università e con tutta la sua "ricerca" potrebbe anche non "trovare" nulla in tutta la vita, continuando però ad essere pagato dalla comunità.
Anch'io li ho visti i "ricercatori". Ricordo molti anni fa all'epoca in cui dovevo fare la tesi che andai a cercare il prof e mentre aspettavo c'era un "ricercatore" che se ne stava lì 3 ore a chiacchierare con la segretaria parlando della domenica passata al mare.
Tutti si lamentano che in america i ricercatori sono pagati molto meglio. Certo, ma devono anche produrre dei risultati sennò li buttano fuori e il posto lo danno ad un altro.
Allora se per dare soldi alla ricerca intendiamo distribuire aumenti a pioggia alla massa di dipendendi pubblici che lavorano nelle università a fare non si sa cosa, o aumentarne il numero, forse è meglio che prima si pensi a riformare la cosa rendendola un pò più efficiente.

Qui in italia invece si massacrano senza distinzione anche coloro che producono risultati, per la sola colpa di essere nati nel luogo o nell'anno sbagliato...tagli a tappeto...l'opposto della meritocrazia, camuffata da meritocrazia...e poi non diciamo sciocchezze sulle "scelte" che un governo deve fare, con la lotta alla corruzione e all'evasione non ci sarebbe alcun motivo di "scegliere" fra "ammortizzatori sociali e sanità" e "scuola, università, ricerca" (che poi francamente non mi sembra si stia semplicemente massacrando il secondo settore per finanziare il primo, ma piuttosto che, in un modo o nell'altro si stiano distruggendo entrambi)...
a proposito di scelte: i tagli alla scuola pubblica e i simultanei finanziamenti alla scuola privata, rappresentano una "scelta" (cit. politico della maggioranza di cui non ricordo il nome) anche loro..."scelta" molto equa eh?! sento un tremendo rumore di unghia sugli specchi...:mc:

Мир
25-03-2010, 23:33
Qui in italia invece si massacrano senza distinzione anche coloro che producono risultati, per la sola colpa di essere nati nel luogo o nell'anno sbagliato...tagli a tappeto...l'opposto della meritocrazia, camuffata da meritocrazia...e poi non diciamo sciocchezze sulle "scelte" che un governo deve fare, con la lotta alla corruzione e all'evasione non ci sarebbe alcun motivo di "scegliere" fra "ammortizzatori sociali e sanità" e "scuola, università, ricerca" (che poi francamente non mi sembra si stia semplicemente massacrando il secondo settore per finanziare il primo, ma piuttosto che, in un modo o nell'altro si stiano distruggendo entrambi)...
a proposito di scelte: i tagli alla scuola pubblica e i simultanei finanziamenti alla scuola privata, rappresentano una "scelta" (cit. politico della maggioranza di cui non ricordo il nome) anche loro..."scelta" molto equa eh?! sento un tremendo rumore di unghia sugli specchi...:mc:

quoto...

Mr_Max
26-03-2010, 04:54
Cosa aspettarsi da una ragazza (Gelmini) che mette gli occhiali solo per darsi un tono da intellettuale e coprire le occhiaie ? Idem Maroni.

Avranno lo stesso consulente artistico.

Мир
26-03-2010, 09:21
La cosa preoccupante è che c'è veramente la convinzione di trasformare le università in qualcosa di diverso. Fondazioni? Privatizzazioni?
La formazione è e dovrebbe rimanere compito dello stato... Stiamo progressivamente smantellando i servizi statali... MA ALLORA PER QUALE MOTIVO PAGO LE TASSE?

Mi piacerebbe che la gente si rendesse conto SUBITO che cosa vuol dire privatizzare le Università e le scuole...
Io proporrei di portare SUBITO le tasse universitarie a 15000 € l'anno, facendo capire SUBITO, prima che sia troppo tardi, la portata delle scelte politiche...

MadJackal
26-03-2010, 10:51
Io proporrei di portare SUBITO le tasse universitarie a 15000 € l'anno, facendo capire SUBITO, prima che sia troppo tardi, la portata delle scelte politiche...

Eccerto, così poi non possono dare la colpa alla sinistra Komunista che mette le mani nelle tasche degli italiani. Non sono tanto scemi.

Мир
27-03-2010, 08:48
Ecco un esempio enorme di come si possano sperperare i soldi pubblici:
protezione civile (http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/27/news/parentopoli_bertolaso-2932413/):
numero dei dipendenti (di parenti e amici potenti) triplicati in tre anni...

... non dico che non si debba razionalizzare anche l'universita' e la scuola, ma questi "sperperi" sono cose grosse come le case e DOVREBBERO avere la precedenza.
...ettecredo che poi non ci sono piu' soldi per scuola, universita' e ricerca....

TheBigBos
27-03-2010, 09:13
quotissimo

pupe e secchioni per non far dimenticare la nostalgia della sQuola

Pure questi finti !

Мир
07-04-2010, 00:16
Up!
Perche' secondo me e' un tema molto importante per il rilancio dell'economia.
Gli USA hanno gia' investito decine di miliardi di dollari in universita' e ricerca, ma l'Italia cosa fa? Taglia i finanziamenti (e di brutto) sia all'Universita' che alla ricerca....

Jarni
07-04-2010, 07:08
Up!
Perche' secondo me e' un tema molto importante per il rilancio dell'economia.
Gli USA hanno gia' investito decine di miliardi di dollari in universita' e ricerca, ma l'Italia cosa fa? Taglia i finanziamenti (e di brutto) sia all'Universita' che alla ricerca....

Sai, è la vecchia teoria del tubo che perde.
Se hai una tubatura che ogni 100 litri ne perde 40, la Gelmini di turno pensa che se invece di 100 litri al secondo gliene mandi 60 automaticamente risolvi il problema delle perdite. Come se quei 60 litri spontaneamente evitano la falla e proseguono verso l'uscita...:asd:

ironmanu
07-04-2010, 08:09
Sai, è la vecchia teoria del tubo che perde.
Se hai una tubatura che ogni 100 litri ne perde 40, la Gelmini di turno pensa che se invece di 100 litri al secondo gliene mandi 60 automaticamente risolvi il problema delle perdite. Come se quei 60 litri spontaneamente evitano la falla e proseguono verso l'uscita...:asd:

già, peccato che stavolta l'esempio idraulico non depone a tuo favore. Infatti, solitamente, PRIMA si CHIUDE l'acqua, POI si RIPARA il tubo ed infine va riaperto il flusso :asd:. Qua dentro secondo alcuni:" ah si, perde 40l/s??? e allora aumenta la portata a 140 che così ristabiliamo a 100!" E i mangerecci ringraziano!

Мир
07-04-2010, 08:22
già, peccato che stavolta l'esempio idraulico non depone a tuo favore. Infatti, solitamente, PRIMA si CHIUDE l'acqua, POI si RIPARA il tubo ed infine va riaperto il flusso :asd:. Qua dentro secondo alcuni:" ah si, perde 40l/s??? e allora aumenta la portata a 140 che così ristabiliamo a 100!" E i mangerecci ringraziano!

si, ma se chiudi l'acqua qui si muore di sete...
Il problema "etico" è annoso in Italia. In Cina, che in quanto a corruzione stanno bene, hanno pompato miliardi di euro in ricerca. Forse se ne perde qualcuno per strada, ma i risultati arrivano. Scientificamente ci stanno massacrando (come ho più volte ricordato).

Negli USA Obama ha immesso decine di miliardi di dollari nella ricerca per combattere la crisi economica. Quali misure sono state prese da noi?
Ci dicono che la crisi è passata, ma a me non sembra, visto che si continua a tagliare fondi..

La ricerca, per sua natura, non garantisce risultati. Ma ci sono mezzi per controllare a posteriori che i soldi dedicati alla ricerca sono stati impiegati bene. Ecco, questo MANCA nel nostro Paese. UN CONTROLLO A POSTERIORI.
Ma in TUTTI I CAMPI, a partire dalla POLITICA.

Se volete vi faccio degli esempi in cui la ricerca potrebbe fornire già a breve interessanti risvolti economici...

Мир
07-04-2010, 08:28
Quali misure sono state prese da noi?
Ci dicono che la crisi è passata, ma a me non sembra, visto che si continua a tagliare fondi..


Ahh.. si, è vero: Hanno promesso 250 miliardi di euro alla Sicilia (per cosa?), ed hanno dato 450 milioni di euro alle aziende _PRIVATE_ di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia che fanno ricerca... Ma ci rendiamo conto? Hanno dato fondi 46 volte superiori dell'intero programma Nazionale della Ricerca, solo a 4 regioni del Sud...

Va bene, lo accetto. Però vorrei VEDERE una RELAZIONE ANNUALE sui risultati conseguiti ed un CONTROLLO a FINE progetto sul COME sono stati spesi questi fondi e QUALI RISULTATI si sono ottenuti!
Ma si sa già, non vi sarà nessun controllo....

Scalor
07-04-2010, 08:35
Up!
Perche' secondo me e' un tema molto importante per il rilancio dell'economia.
Gli USA hanno gia' investito decine di miliardi di dollari in universita' e ricerca, ma l'Italia cosa fa? Taglia i finanziamenti (e di brutto) sia all'Universita' che alla ricerca....

prima di assumere definitivamente ricercatori prof precari & co io proporrei di ripulire l'elenco telefonico dei cognomi uguali, altrimenti questo sarà solamente un altro regalo alla casta !

Мир
07-04-2010, 08:55
prima di assumere definitivamente ricercatori prof precari & co io proporrei di ripulire l'elenco telefonico dei cognomi uguali, altrimenti questo sarà solamente un altro regalo alla casta !

Tu stesso, commentando la puntata di Ballarò dici "il riassunto della puntata è ... italiani fatevi furbi evadete !" E' tutto il sistema che non funziona, e che è basato sulle conoscenze/mafia/agganci, a partire dalla POLITICA.
Io comincerei da qui, perchè ho sempre pensato che chi si mette a far politica DOVREBBE essere fra le migliori menti che il Paese è in grado di esprimere, e DOVREBBERO DARE L'ESEMPIO.
Qui stiamo andando esattamente al contrario, oramai da decenni a questa parte, e l'Università si è adeguata. Ma, per fortuna, al'interno dell'Università, e sono convinto di ciò che dico, accanto ad una massa di cerebrolesi che sta sempre più aumentando di dimensioni, ci sono ancora delle ottime persone e dei validi lavoratori scienziati che portano lustro al nostro Paese.

Nel libro della Hack "Libera Scienza in Libero Stato" si parla pure della produzione scientifica del nostro Paese che, a dispetto di quanto detto e soprattutto del fatto che siamo enormemente sottofinanziati rispetto ad altri paesi europei, la nostra produzione scientifica è di tutto rispetto e confrontabile (se non in certi casi migliore) di molti paesi europei.

Ma tutto questo sta per finire, perchè si sta tagliando l'albero alla base con una motosega invece di potare i rami morti...

gbhu
07-04-2010, 09:19
... Ma, per fortuna, al'interno dell'Università, e sono convinto di ciò che dico, accanto ad una massa di cerebrolesi che sta sempre più aumentando di dimensioni, ci sono ancora delle ottime persone e dei validi lavoratori scienziati che portano lustro al nostro Paese.

Su questo non vi è alcun dubbio. il problema è che allo stato attuale è veramente difficile valorizzare queste persone in quanto il sistema proprio per la sua struttura post-68 non è basato sul merito, o almeno lo è solo in parte.
In pratica questi ottimi ricercatori si perdono in una massa di "normali" ricercatori che non sono altro che dipendenti pubblici che non riusciranno mai a scoprire nulla in tutta la loro vita, proprio nel senso che non ne sono in grado.
E' evidente che tutto il sistema necessita di una riforma pesante.
Altrimenti gli investimenti sulla ricerca diventano semplicemente fondi a perdere, usati per pagare migliaia di stipendi a gente che non si sa bene per quale motivo occupa un posto nell'università.

Scalor
07-04-2010, 09:21
Tu stesso, commentando la puntata di Ballarò dici "il riassunto della puntata è ... italiani fatevi furbi evadete !" E' tutto il sistema che non funziona, e che è basato sulle conoscenze/mafia/agganci, a partire dalla POLITICA.
Io comincerei da qui, perchè ho sempre pensato che chi si mette a far politica DOVREBBE essere fra le migliori menti che il Paese è in grado di esprimere, e DOVREBBERO DARE L'ESEMPIO.
Qui stiamo andando esattamente al contrario, oramai da decenni a questa parte, e l'Università si è adeguata. Ma, per fortuna, al'interno dell'Università, e sono convinto di ciò che dico, accanto ad una massa di cerebrolesi che sta sempre più aumentando di dimensioni, ci sono ancora delle ottime persone e dei validi lavoratori scienziati che portano lustro al nostro Paese.

Nel libro della Hack "Libera Scienza in Libero Stato" si parla pure della produzione scientifica del nostro Paese che, a dispetto di quanto detto e soprattutto del fatto che siamo enormemente sottofinanziati rispetto ad altri paesi europei, la nostra produzione scientifica è di tutto rispetto e confrontabile (se non in certi casi migliore) di molti paesi europei.

Ma tutto questo sta per finire, perchè si sta tagliando l'albero alla base con una motosega invece di potare i rami morti...



se tu tagli il ramo morto all'interno della facoltà rimmarrà sempre quello che ha fatto si che il ramo morto si sviluppasse ! meglio tagliare tutto e ripiantare tutto ! se un inmanicato vince il concorso....grazie al " grado di parentela " .... il problema non è lui che è il ramo marcio !, ma la commissione che lo ha valutato, e se si togliesse il ramo marcio salterebbero interi dipartimenti !

qui si dice che in mezzo all'università ci sono persone preparate, meritevoli, ma contemporaneamente c'è la schiera degli inmanicati che poichè sono parenti di, figli di, amicidi, amanti di, mogli di ,..... vengono piazzati in primis a contratto in attesa di sanatoria ecc ecc !
concorsi creati ad hoc proprio per assumere qualcuno ecc.
sanare tutti e stabilizzare i contratti di lavoro porterà piu beneficio a loro poichè auspicano solo quello, e una volta assunti non si lasceranno piu a casa. ad ogni parente assunto corrisponde una persona meritevole quanto lui lasciata a casa !
quando una università è a conoscenza del parentelismo e non fa nulla tramite i propri organi interni per eliminarlo, significa che è già marcia a partire dagli organi dirigenziali ! è solo un azienda pubblica usata per spartirsi i posti.

blamecanada
07-04-2010, 09:25
Su questo non vi è alcun dubbio. il problema è che allo stato attuale è veramente difficile valorizzare queste persone in quanto il sistema proprio per la sua struttura post-68 non è basato sul merito, o almeno lo è solo in parte.
In pratica questi ottimi ricercatori si perdono in una massa di "normali" ricercatori che non sono altro che dipendenti pubblici che non riusciranno mai a scoprire nulla in tutta la loro vita, proprio nel senso che non ne sono in grado.
E' evidente che tutto il sistema necessita di una riforma pesante.
Altrimenti gli investimenti sulla ricerca diventano semplicemente fondi a perdere, usati per pagare migliaia di stipendi a gente che non si sa bene per quale motivo occupa un posto nell'università.
Il Sessantotto chiedeva il diritto allo studio per tutti, non il diritto al titolo od allo stipendio anche se si è incapaci...

Che poi i risultati siano questi dipende piú da chi comandava davvero, non certo dai sessantottini, che non sono mai stati al governo.

Tra l'altro tutti i sessantottini che conosco (non sono molti, ma qualcuno sí) la pensano cosí.

Scalor
07-04-2010, 09:43
Su questo non vi è alcun dubbio. il problema è che allo stato attuale è veramente difficile valorizzare queste persone in quanto il sistema proprio per la sua struttura post-68 non è basato sul merito, o almeno lo è solo in parte.
In pratica questi ottimi ricercatori si perdono in una massa di "normali" ricercatori che non sono altro che dipendenti pubblici che non riusciranno mai a scoprire nulla in tutta la loro vita, proprio nel senso che non ne sono in grado.
E' evidente che tutto il sistema necessita di una riforma pesante.
Altrimenti gli investimenti sulla ricerca diventano semplicemente fondi a perdere, usati per pagare migliaia di stipendi a gente che non si sa bene per quale motivo occupa un posto nell'università.

nessuno deve valorizzare nulla !
si deve permettere alle persone che vogliono studiare di farlo anche se non hanno le capacità economiche .
poi vanno sul mercato, e il mercato premierà i migliori !
il mercato non è il posto pubblico !
il ricercatore capace verrà assunto dall'industria dall'azienda ecc.
colui che vorrà si metterà per proprio conto, aprirà un azienda ecc.
in usa ci sono le aziende che sponsorizzano i laboratori delle università ! e se non si conclude nulla..... niente sponsorizzazione in futuro !


vuoi fare una cosa giusta, bene metti un coefficente di riduzione dei finanziamenti in funzione del parentelismo in modo che anno dopo anno si riduca il finanziamento a meno di non lasciare a casa il parente ! e la riduzione vada a vantaggio delle facoltà con nessun parentelismo :D ma siamo sull'utopia !

Jarni
07-04-2010, 09:44
già, peccato che stavolta l'esempio idraulico non depone a tuo favore.
A mio favore?!
Infatti, solitamente, PRIMA si CHIUDE l'acqua, POI si RIPARA il tubo ed infine va riaperto il flusso :asd:.
Cosa che la Gelmini nemmeno ha provato a fare.
Qua dentro secondo alcuni:" ah si, perde 40l/s??? e allora aumenta la portata a 140 che così ristabiliamo a 100!" E i mangerecci ringraziano!
Cosa che IO non ho detto.

Мир
07-04-2010, 13:11
quando una università è a conoscenza del parentelismo e non fa nulla tramite i propri organi interni per eliminarlo, significa che è già marcia a partire dagli organi dirigenziali ! è solo un azienda pubblica usata per spartirsi i posti.

Stai parlando dell'Università, dei politici o dell'intero sistema italiano?
A me pare, purtroppo, che le tue affermazioni siano maggiormente vere per le ultime due categorie.... e dico purtroppo...

Мир
07-04-2010, 13:30
nessuno deve valorizzare nulla !
si deve permettere alle persone che vogliono studiare di farlo anche se non hanno le capacità economiche .
poi vanno sul mercato, e il mercato premierà i migliori !
il mercato non è il posto pubblico !
il ricercatore capace verrà assunto dall'industria dall'azienda ecc.
colui che vorrà si metterà per proprio conto, aprirà un azienda ecc.
in usa ci sono le aziende che sponsorizzano i laboratori delle università ! e se non si conclude nulla..... niente sponsorizzazione in futuro !


vuoi fare una cosa giusta, bene metti un coefficente di riduzione dei finanziamenti in funzione del parentelismo in modo che anno dopo anno si riduca il finanziamento a meno di non lasciare a casa il parente ! e la riduzione vada a vantaggio delle facoltà con nessun parentelismo :D ma siamo sull'utopia !

Parentelismo come questo (http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2172808)?

Mi pare evidente che, lo ripeto, E' NECESSARIO che l'ESEMPIO arrivi dall'ALTO.

Schematizzo. Vedete, ci sono cose alle quali uno stato dovrebbe provvedere. La ricerca di base è una di queste. DOPO la ricerca di base c'è la ricerca APPLICATA, che per sua definizione ha le fondamenta sulla ricerca di base. DOPO la ricerca applicata vi è la produzione industriale innovativa.
Tutti questi passaggi richiedono SOLDI, e tanti. L'industria piccola punta solo all'ultima fase. Quella grossa cerca di fare, almeno parzialmente, anche la seconda. In Italia ci sono solo aziende piccole, e nessuna investe in ricerca.
Non esiste nessuna azienda che faccia ricerca di base, perchè non remunerativa. Eppure la nostra società si BASA sulle scoperte che, almeno inizialmente, erano un puro esercizio di conoscenza e indagine accademica.

Senza soldi un premio nobel non puo' fare nulla: nessuna innovazione/ricerca. Punto. E tutto si ferma.

Non si puo' ragionare con la logica aziendale in queste cose.... lo stato-azienda è uno stato nel quale "o produci o vieni scartato". L'istruzione, da questo punto di vista, non serve all'azienda-stato, e cosi' facendo si azzera la crescita culturale, ma in tempi lunghi pure quella economica.

Negli USA è da sempre che si investe in ricerca, a prescindere dai risultati ottenuti. Basterebbe applicare l'equazione: 1) finanziamo la ricerca 2) controlliamo i risultati 3) hai fatto bene?, bravo te ne diamo di piu' 4) hai fatto male?, male! ti riduciamo i fondi. 5) GOTO 1)

thewebsurfer
07-04-2010, 13:33
Cosa aspettarsi da una ragazza (Gelmini) che mette gli occhiali solo per darsi un tono da intellettuale e coprire le occhiaie ? Idem Maroni.

Avranno lo stesso consulente artistico.

cos'è sta cosa?:stordita:
cioè non ha bisogno degli occhiali?dove l'hai letto?

gbhu
07-04-2010, 14:10
Negli USA è da sempre che si investe in ricerca, a prescindere dai risultati ottenuti.
Su questo ho dei seri dubbi.

Мир
07-04-2010, 16:53
Su questo ho dei seri dubbi.

Non hai quotato il resto!
Eccolo:
Negli USA è da sempre che si investe in ricerca, a prescindere dai risultati ottenuti. Basterebbe applicare l'equazione: 1) finanziamo la ricerca 2) controlliamo i risultati 3) hai fatto bene?, bravo te ne diamo di piu' 4) hai fatto male?, male! ti riduciamo i fondi. 5) GOTO 1)

Per risultati ottenuti non necessariamente si intende APPLICAZIONI pratiche, economiche ed industriali immediate, ma PUBBLICAZIONI su riviste con referees internazionali.
I finanziamenti SUCCESSIVI sono legati non solo alla bontà dei progetti presentati, e che sono giudicati in maniera assai meno clientelare che non da noi, e che soprattutto sono giudicati da almeno 3 differenti referees sulla base di criteri stabiliti e NOTI a TUTTI, ma anche ai risultati della PRECEDENTE ricerca. E' ovvio che se un giovane ha un'idea brillante, ma NON ha dati precedenti (causa gioventu') HA COMUNQUE BUONE possibilità di finanziamento a patto di avere un BUON PROGETTO, che quidi verrà BEN FINANZIATO a prescindere dai dati ottenuti. SOLO SUCCESSIVAMENTE, cioè i finaziamenti successivi, saranno legati ai risultati ottenuti... E' chiaro ora?

HolidayEquipe™
07-04-2010, 17:26
ci sono mezze verità in giro...

in realta' nelle scuole viaggiano fiumi di soldi...
il problema è che vengono utilizzati per una miriade di progetti di nessuna utilità...con soldi della regione, che poi intaschera' il personale della scuola (Docenti ovviamente + esperti esterni).


andate in qualsiasi scuola...e chiedete di visionare il P.O.F.
VEDRETE L'ELENCO DEI PROGETTI CHE LA SCUOLA HA ATTIVATO...

quando si dice che le scuole sono senza soldi, tutte stronzate...in realta' ci sono, ma non per spenderli nelle cose che servono realmente...didattica e materiale

Мир
07-04-2010, 17:31
ci sono mezze verità in giro...

in realta' nelle scuole viaggiano fiumi di soldi...
il problema è che vengono utilizzati per una miriade di progetti di nessuna utilità...con soldi della regione, che poi intaschera' il personale della scuola (Docenti ovviamente + esperti esterni).


andate in qualsiasi scuola...e chiedete di visionare il P.O.F.
VEDRETE L'ELENCO DEI PROGETTI CHE LA SCUOLA HA ATTIVATO...

quando si dice che le scuole sono senza soldi, tutte stronzate...in realta' ci sono, ma non per spenderli nelle cose che servono realmente...didattica e materiale

A me non pare che viaggino fiumi di soldi... Qualche insegnante (o Preside) potrebbe postare un commento?

Cio' che ti posso dire è che sicuramente in Università il TAGLIO del FFO (Fondi Finanziamento Ordinario) è di 1.5 miliardi di euro in 5 anni.... come dire basta ricerca... TUTTI i soldi serviranno SOLO per gli stipendi...
Ahh... e basta pure dottorati di ricerca... (1000 euro al mese...)

HolidayEquipe™
07-04-2010, 17:53
A me non pare che viaggino fiumi di soldi... Qualche insegnante (o Preside) potrebbe postare un commento?

Cio' che ti posso dire è che sicuramente in Università il TAGLIO del FFO (Fondi Finanziamento Ordinario) è di 1.5 miliardi di euro in 5 anni.... come dire basta ricerca... TUTTI i soldi serviranno SOLO per gli stipendi...
Ahh... e basta pure dottorati di ricerca... (1000 euro al mese...)

e secondo te i docenti che si fanno un sacco di soldi coi progetti, diranno mai che questa è la verità?:D

killercode
07-04-2010, 17:53
ci sono mezze verità in giro...

in realta' nelle scuole viaggiano fiumi di soldi...
il problema è che vengono utilizzati per una miriade di progetti di nessuna utilità...con soldi della regione, che poi intaschera' il personale della scuola (Docenti ovviamente + esperti esterni).


andate in qualsiasi scuola...e chiedete di visionare il P.O.F.
VEDRETE L'ELENCO DEI PROGETTI CHE LA SCUOLA HA ATTIVATO...

quando si dice che le scuole sono senza soldi, tutte stronzate...in realta' ci sono, ma non per spenderli nelle cose che servono realmente...didattica e materiale

tipo cosa, il torneo di calcetto e il corso di recitazione?
Proprio barcate di soldi nel cesso eh?

gbhu
07-04-2010, 17:58
Non hai quotato il resto!
Eccolo:


Per risultati ottenuti non necessariamente si intende APPLICAZIONI pratiche, economiche ed industriali immediate, ma PUBBLICAZIONI su riviste con referees internazionali.
I finanziamenti SUCCESSIVI sono legati non solo alla bontà dei progetti presentati, e che sono giudicati in maniera assai meno clientelare che non da noi, e che soprattutto sono giudicati da almeno 3 differenti referees sulla base di criteri stabiliti e NOTI a TUTTI, ma anche ai risultati della PRECEDENTE ricerca. E' ovvio che se un giovane ha un'idea brillante, ma NON ha dati precedenti (causa gioventu') HA COMUNQUE BUONE possibilità di finanziamento a patto di avere un BUON PROGETTO, che quidi verrà BEN FINANZIATO a prescindere dai dati ottenuti. SOLO SUCCESSIVAMENTE, cioè i finaziamenti successivi, saranno legati ai risultati ottenuti... E' chiaro ora?
Ok ma per fare questo occorre prima riformare il sistema perché così come è adesso buttarci dentro più soldi non ha molto senso.

Мир
07-04-2010, 18:23
Ok ma per fare questo occorre prima riformare il sistema perché così come è adesso buttarci dentro più soldi non ha molto senso.

Aridajje con 'sta solfa... buttare soldi? Ma tu cosa ne sai? Chi ti ha detto che "buttare" soldi nella ricerca sono soldi "buttati nel cesso"?
Che il sistema debba essere riformato sono d'accordo, ma sarai altrettando d'accordo che il sistema universitario qualcosa di buono ha e sta tirando fuori! Ma, guarda, che è TUTTO IL SISTEMA ITALIA che deve essere riformato, a PARTIRE da CHI SI FA LE LEGGI per proprio uso e consumo e da chi munge la mucca "Stato Italia" senza preoccuparsi della sua salute...

Una cosa, però, è certa: se NON finanzia la ricerca, questa MUORE, perchè non si riesce a stare al passo!! e ricuperare è molto, ma molto difficile, credimi.

HolidayEquipe™
07-04-2010, 19:55
la soluzione c'e'...
eliminiamo gli sprechi...
soldi buttati per progetti di dubbia utilità, da destinare per la didattica pura e per il materiale di vario genere

gbhu
07-04-2010, 20:17
Aridajje con 'sta solfa... buttare soldi? Ma tu cosa ne sai? Chi ti ha detto che "buttare" soldi nella ricerca sono soldi "buttati nel cesso"?
Che il sistema debba essere riformato sono d'accordo, ma sarai altrettando d'accordo che il sistema universitario qualcosa di buono ha e sta tirando fuori! Ma, guarda, che è TUTTO IL SISTEMA ITALIA che deve essere riformato, a PARTIRE da CHI SI FA LE LEGGI per proprio uso e consumo e da chi munge la mucca "Stato Italia" senza preoccuparsi della sua salute...

Una cosa, però, è certa: se NON finanzia la ricerca, questa MUORE, perchè non si riesce a stare al passo!! e ricuperare è molto, ma molto difficile, credimi.
Senti, non è che voglio ripetermi ma tu mi costringi a farlo.
Dare più soldi all'università oggi come oggi non è dare più soldi alla ricerca ma semplicemente rimpinguare le tasche di una massa di dipendenti pubblici dove solo una minima parte fa veramente ricerca, gli altri ce campano.
Senza una riforma che introduca un vero sistema meritocratico è difficilissimo andare a premiare solo i meritevoli, i quali giustamente quando possono vanno in altri paesi con maggiore ricchezza e con un sistema in grado di valorizzare le loro competenze.
Comunque se proprio vuoi dare più soldi alla ricerca trovati un lavoro e dai una parte del tuo stipendio (ma ti avviso che le tasse sono già alte) a qualche fondazione per la ricerca. Io sinceramente ogni volta che guardo il lordo e il netto della mia busta mi deprimo.

Мир
07-04-2010, 20:32
Ok ma per fare questo occorre prima riformare il sistema perché così come è adesso buttarci dentro più soldi non ha molto senso.

E chi dovrebbe fare queste riforme... il governo attuale? :asd: (per non piangere)
Le priorita' di questo governo sono il "legittimo impedimento"....
Certo che è avvilente... Negli altri stati se c'è un ombra di dubbio che qualcuno al governo abbia i panni sporchi, questo si dimette... Da noi invece pare si faccia a gara chi ha il maggior numero di processi pendenti...
.. povera Italia...:cry:

SoleNeve
07-04-2010, 21:57
Ci sarà un motivo per il quale la Finlandia è in testa a tutte le classifiche comparative circa l'istruzione, in ogni ambito (letterario, scientifico etc...): la Finlandia ha un tipo di università diametralmente opposto a quella americana e verso la quale qualcuno vuole indirizzare anche quella italiana.
Su l'istruzione è GRATUITA per tutti. Gratuita significa libri, pasti e trasporto GRATUITI. Costa allo stato? CERTAMENTE! E' vista come cosa negativa il fatto che costi tanto? ASSOLUTAMENTE NO!

(per maggiori info cercate classifiche ocse-pisa)

Мир
07-04-2010, 22:04
Ci sarà un motivo per il quale la Finlandia è in testa a tutte le classifiche comparative circa l'istruzione, in ogni ambito (letterario, scientifico etc...): la Finlandia ha un tipo di università diametralmente opposto a quella americana e verso la quale qualcuno vuole indirizzare anche quella italiana.
Su l'istruzione è GRATUITA per tutti. Gratuita significa libri, pasti e trasporto GRATUITI. Costa allo stato? CERTAMENTE! E' vista come cosa negativa il fatto che costi tanto? ASSOLUTAMENTE NO!

(per maggiori info cercate classifiche ocse-pisa)

Quoto... A me non spaventa e non mi scandalizza pagare le tasse, purche' veda come i miei soldi vengano investiti nei servizi pubblici. Le tasse in Svezia sono fra le piu' alte in europa, eppure i cittadini sono contenti.
Il fatto e' che se l'universita' fosse gratuita, nessuno ci potrebbe lucrare...e' triste.... A me personalmente piacerebbe vedere una universita' gratuita. Oppure, come in Russia, delle borse di studio per gli studenti piu' meritevoli...

Marilisa87
07-04-2010, 22:20
Come studentessa universitaria mi sento di dire che siamo veramente alla frutta, nonostante nella mia facoltà (Ingegneria Biomedica) non possa riportare casi particolari di nepotismo i casi di incompetenza e inefficienza non mancano: dai professori troppo anziani che propongono programmi rimasti invariati per decenni ad aule ed altri strumenti didattici poco adatti. Purtroppo mi rendo conto, anche da alcuni post precedenti, che non è semplice capire la situazione se non la si vive nel quotidiano, però la soluzione non deve essere ridurre (drasticamente a mio parere) i fondi alle università e sperare che le inefficienze e i problemi spariscano come per incanto. Questa politica di tagli ha poi un risvolto ancora più preoccupante: non potendo tagliare gli stipendi vengono a essere eliminati laboratori e/o vengono tagliati posti per i giovani che vorrebbero rimanere all'interno dell'università dopo la laurea, instaurando un circolo vizioso che porta ad aumentare l'età media dei docenti, diminuire la qualità della didattica che diventa solo una noiosa ripetizione di concetti acquisiti, e quindi una minore vitalità e creatività nella ricerca che porterà ad un ulteriore taglio dei fondi (dati i probabili scarsi risultati).

Мир
07-04-2010, 22:40
Come studentessa universitaria mi sento di dire che siamo veramente alla frutta, nonostante nella mia facoltà (Ingegneria Biomedica) non possa riportare casi particolari di nepotismo i casi di incompetenza e inefficienza non mancano: dai professori troppo anziani che propongono programmi rimasti invariati per decenni ad aule ed altri strumenti didattici poco adatti. Purtroppo mi rendo conto, anche da alcuni post precedenti, che non è semplice capire la situazione se non la si vive nel quotidiano, però la soluzione non deve essere ridurre (drasticamente a mio parere) i fondi alle università e sperare che le inefficienze e i problemi spariscano come per incanto. Questa politica di tagli ha poi un risvolto ancora più preoccupante: non potendo tagliare gli stipendi vengono a essere eliminati laboratori e/o vengono tagliati posti per i giovani che vorrebbero rimanere all'interno dell'università dopo la laurea, instaurando un circolo vizioso che porta ad aumentare l'età media dei docenti, diminuire la qualità della didattica che diventa solo una noiosa ripetizione di concetti acquisiti, e quindi una minore vitalità e creatività nella ricerca che porterà ad un ulteriore taglio dei fondi (dati i probabili scarsi risultati).
Esatto. I primi a soffrire sono gia' stati i futuri dottorandi. In molte universita' sono stati tagliati o aboliti completamenti i posti di dottorato, causa mancanza di fondi ministeriali.

Il DDL Gelmini, cosi' come e' ora prevede la messa al bando dei ricercatori a tempo indeterminato e prevede ricercatori a contratto per 3+3 anni. Alla fine dei 6 anni si puo' essere da premio nobel, ma non e' garantito nessun posto. Qui si vuole introdurre il concetto del tenure track anglosassone, ma senza la certezza di essere assunti al termine se si supera un minimo. Cioe' la precarizzazione portata all'estremo, con la prospettiva per i giovani di trovarsi a 36-40 anni senza lavoro...
I migliori andranno all'estero....

Мир
07-04-2010, 22:54
Aggiungo che tagliare cosi' i fondi alle universita' non potra' che avere una soluzione: aumentare drammaticamente i costi di iscrizione annuale. Le tasse universitarie si allineeranno a quelle americane, che vanno dai 15000 (quindicimila) euro l'anno fino a 25000 per le universita' piu' prestigiose...
Io vorrei che mio figlio possa avere la possibilita' di studiare....

Мир
26-04-2010, 17:57
A proposito dell'Università.
Scopro adesso (http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2183196) che ci sarà l'Università del pensiero liberale (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/04/berlusconi-putin-professore.shtml?uuid=953a1be4-513a-11df-95dd-47b0345b4152&DocRulesView=Libero), che sarà aperta a Villa Gernetto, la villa settecentesca acquistata da Berlusconi.

Ma questo vi pare normale?

zanardi84
27-04-2010, 09:48
Secondo me manca uno strumento molto importante che è un po' il detonatore per distruggere l'immobilismo: la possibilità da parte degli studenti di valutare i docenti in base a svariate voci riportabili su una scheda come:

-Puntualità perchè se arriva in ritardo si perde tempo
-Competenza
-Disponibilità nei colloqui e cortesia (perchè si è stufi di professori che trattano come pezzenti gli studenti.. dimenticano di essere stati tali anche loro)
-Aggiornamento: un prof al passo coi tempi, anche se è anziano, è pur sempre valido!
-Coerenza tra i programmi stabiliti per i corsi, il materiale proposto, i crediti, la difficoltà o la complessità dell'esame.
-Utilità del corso all'interno dell'iter della facoltà scelta.

In definitiva: Se un professore non spiega un tubo e lascia il tutto agli studenti, mi spiegate a cosa serve e perchè deve starsene lì a prendere lo stipendio? Tanto vale fare i privatisti o studiare da autodidatta sapendo quali sono i requisiti per l'esame senza il bisogno di lezioni o esercitazioni che sarebbero solo tempo sprecato.

In definitiva tutto ciò si chiama meritocrazia democratica perchè i meritevoli sono premiati e/o scartati dagli "utilizzatori finali" che sono gli studenti, coloro che devono apprendere dai docenti.
Se invece sono i senati accademici o tutti quegli organismi stantii interni algli atenei a giudicare, è ovvio che non se ne esce più: basterebbe essere dalla stessa parte politica o essere lecchini di chi poi vota per essere sempre saldi al proprio posto.

Altra cosa: sono favorevolissimo alle attività extra come sport o musica o teatro o altro all'interno delle facoltà, ma con un'aggiunta a mio avviso molto interessante: mettere le università in competizione in qualche gara tipo squadra di calcio o altro sport, anche in discipline singole e non di squadra, piuttosto che concorsi musicali o di recitazione. Qualche sponsor, coinvolgendo le istituzioni locali, lo si rimedia e il premio serve per finanziare ulteriormente l'ateneo. Poi, anche per chi perde, premio di consolazione.
Penso alle università americane che si sfidano nel campionato di basket o le storiche sfide di canottaggio tra le prestigiose università inglesi.
Ci dobbiamo mettere in testa che l'università non può essere solo una fucina di titoli di studio, freddi, asciutti e utili solo per il lavoro, ma un'esperienza di vita coinvolgente!
Ma come al solito noi prendiamo il peggio da tutti.
Riguardo ai paesi del nord: le tasse si possono pagare anche volentieri se poi quei soldi sono usati come si deve.
E' chiaro che se si pagano per stipendiare politici chenon fanno un cazzo dalla mattina alla sera, puntano su opere folli e inutili, fanno campagna elettorale, finanziano organismi o società fatiscenti come alitalia e rai per citarne due, o ne fanno di tutti i colori, è ovvio che si pagano un po' meno volentieri. Senza contare che le tasse devono essere giuste, cioè per cose utili e sensate e non sull'acqua come vorrebbero fare per esempio, e in base al reddito, ossia chi prende tanto deve pagare tanto e non chi prende poco, in proporzione paga più di chi prende tanto.

Мир
27-04-2010, 10:00
Tutti punti condivisibili. La valutazione dei docenti c'è già. E si comincia, a livello di corso di studi, a tenerne conto per "stimolare" i docenti scarsi...
C'è anche da evidenziare come
1) la partecipazione da parte degli studenti a questionari sulla didattica è spesso scarsa
2) a volte il giudizio non è dato in base all'effettiva capacità del docente, ma se è simpatico oppure no, oppure se il corso è più o meno facile ed è più o meno facile "passare gli esami".
Insomma, la valutazione sulla didattica è una cosa positiva e se ne deve tener conto per correggere derive evidenti da parte di certi docenti, ma mettiamo i puntini sulle i...

Il DDL Gelmini, però, esaspera la questione da punto di vista finanziario. Mi sa che non ci saranno molti soldini per migliorare la didattica, anzi, non ce ne saranno proprio. E se il DDL verrà applicato in questa forma, temo che l'aumento delle tasse universitarie sarà obbligato.

Мир
07-07-2010, 12:13
Riprendo il thread cecando di rendere pubblica la protesta nelle università. Un articolo dal titolo:

A settembre l'università ci sarà ancora?

http://www3.lastampa.it/tuttoscienze/sezioni/edicola/articolo/lstp/45461/

e

http://www3.lastampa.it/tuttoscienze/sezioni/edicola/articolo/lstp/45491/

durbans
07-07-2010, 15:19
Riprendo il thread cecando di rendere pubblica la protesta nelle università. Un articolo dal titolo:

A settembre l'università ci sarà ancora?

http://www3.lastampa.it/tuttoscienze/sezioni/edicola/articolo/lstp/45461/

e

http://www3.lastampa.it/tuttoscienze/sezioni/edicola/articolo/lstp/45491/

Tutti gli anni la stessa solfa. Ricordo un articolo di Giavazzi che preannunciava la chiusura di buona parte delle Università per l'autunno del 2009; non mi pare che nessuna Università sia stata chiusa nel 2009.

L'Università in Italia mi sembra messa molto male, e anche se ne chiudessero una cinquantina delle oltre 100 che ci sono forse non sarebbe poi così male.

E' vero che i soldi sono pochi, la ricerca è sottofinanziata, ecc. ecc. ma vogliamo anche parlare del "malaffare" che c'è dietro ?
Nepotismo, concorsi truccati, fannullonismo, assenza di qualsiasi forma di controllo.

Il rettore della Sapienza si è accorto che un 10% dei ricercatori della sua Università non fa niente, leggete alcuni commenti qua:

http://www.repubblica.it/scuola/2010/07/06/news/ricercatori_fannulloni_e_improduttivi_le_risposte_alle_accuse_del_rettore_frati-5424548/#commentatutti

Cosa aspetta a licenziarli istantaneamente ?

thewebsurfer
07-07-2010, 15:27
L'Università in Italia mi sembra messa molto male, e anche se ne chiudessero una cinquantina delle oltre 100 che ci sono forse non sarebbe poi così male.


chissà perché sono sicuro che non sei laureato..

durbans
07-07-2010, 15:36
chissà perché sono sicuro che non sei laureato..

Laureato nel 2006. Dopo la tesi (esperienza abbastanza deprimente) ho fatto anche alcuni mesi di "ricerca" (chiamiamola così) nel dipartimento dove ho fatto la tesi; esperienza ancora più deprimente.

Infatti il giudizio che ho dato è perché ho conosciuto un pochino questo ambiente.

Inugami
07-07-2010, 15:51
Non sono uno che ama lamentarsi; non esiste niente di dovuto e tutto va guadagnato e io preferisco rimboccarmi le maniche piuttosto che lagnarmi che le cose non vanno, amo definirmi un uomo del fare, quindi se non avrò i soldi per pagarmi gli anni che mi mancano di università mi limiterò a derubare qualcuno. :)

durbans
07-07-2010, 15:56
Poi c'è anche il discorso che l'Università produce migliaia di laureati (la cosiddetta università di massa) che il "mercato" (e l'Università stessa: mica possono diventare tutti docenti o ricercatori) non è in grado di assorbire. E molti finiscono nei call center. Allucinante.

thewebsurfer
07-07-2010, 16:49
Laureato nel 2006. Dopo la tesi (esperienza abbastanza deprimente) ho fatto anche alcuni mesi di "ricerca" (chiamiamola così) nel dipartimento dove ho fatto la tesi; esperienza ancora più deprimente.

Infatti il giudizio che ho dato è perché ho conosciuto un pochino questo ambiente.

certo, anche se questo non depone certo a tuo favore, di solito all'università uno impara a ragionare escludendo i luoghi comuni e ottuse generalizzazioni, ma, come hai detto tu, c'è università e Università.

Мир
07-07-2010, 18:43
L'Università in Italia mi sembra messa molto male, e anche se ne chiudessero una cinquantina delle oltre 100 che ci sono forse non sarebbe poi così male.
Sul chiuderle si può discuterne. Andrei piano, però. Non vorrei chiudere quelle che funzionano (e ce ne sono).

E' vero che i soldi sono pochi, la ricerca è sottofinanziata, ecc. ecc. ma vogliamo anche parlare del "malaffare" che c'è dietro ?
Nepotismo, concorsi truccati, fannullonismo, assenza di qualsiasi forma di controllo.
C'è, è vero, ma evitiamo di fare "di tutta l'erba un fascio". Come dissi, se c'è un ramo secco, lo si taglia, non si prende la motosega e si taglia l'albero alla radice. E di marcio, credimi, ce n'è di più in moltissime altri parti del paese (parlando solo del pubblico).

Il rettore della Sapienza si è accorto che un 10% dei ricercatori della sua Università non fa niente
Il rettore Frati dovrebbe star zitto, visto che nel passato ne ha fatte di cotte e di crude, fra moglie e due figli e parentado vario resi tutti docenti...

Cosa aspetta a licenziarli istantaneamente ?
Dovrebbe licenziare prima i parenti suoi...

Poi c'è anche il discorso che l'Università produce migliaia di laureati (la cosiddetta università di massa) che il "mercato" (e l'Università stessa: mica possono diventare tutti docenti o ricercatori) non è in grado di assorbire. E molti finiscono nei call center. Allucinante.
L'incapacità del Paese e dell'industria di assorbire gente qualificata è docuta al fatto che da noi non c'è riceca e sviluppo. L'industria preferisce avere operai da pagare poco che manager e personale in grado di promuovere l'high-tech. Non è un male produrre laureati e cultura.

Anche la rivista Nature si è accorta della protesta:
http://www.nature.com/news/2010/300610/full/466016b.html

Gli unici e non essere informati sono i cittadini italiani

zanardi84
07-07-2010, 19:13
C'è laurea e c'è laurea.
Per esempio abbiamo una marea di "scienze di..." che in fin dei conti sono varianti di lettere moderne o scienze della comunicazione che sarebbe poi lettere all'acqua di rose. Sono talmente ridicoli molti di questi che è impossibile trovare uno sbocco perchè non si ha alcun requisito: si vede qualcosinina di tutto e non si sa fare niente di niente.
Andrebbero poi razionalizzati alcuni percorsi all'interno degli stessi corsi, eliminando quelli che tra i facoltativi sono frequentati da 4 gatti, così come altri che non riguardano nello specifico il corso al quale si appartiene.

Scienze di... secondo me non porta niente di più rispetto a quello che ha chi esce da un liceo classico o scientifico ben fatto, ho assistito a sessioni dove anche chi usciva con ottimi voti presentava lavori paragonabili a quelli della tesina della maturità, livello molto basso. Però sono considerati laureati. E' lì il problema.

Belzebub
07-07-2010, 20:07
C'è laurea e c'è laurea.
Per esempio abbiamo una marea di "scienze di..." che in fin dei conti sono varianti di lettere moderne o scienze della comunicazione che sarebbe poi lettere all'acqua di rose. Sono talmente ridicoli molti di questi che è impossibile trovare uno sbocco perchè non si ha alcun requisito: si vede qualcosinina di tutto e non si sa fare niente di niente.
Andrebbero poi razionalizzati alcuni percorsi all'interno degli stessi corsi, eliminando quelli che tra i facoltativi sono frequentati da 4 gatti, così come altri che non riguardano nello specifico il corso al quale si appartiene.

Scienze di... secondo me non porta niente di più rispetto a quello che ha chi esce da un liceo classico o scientifico ben fatto, ho assistito a sessioni dove anche chi usciva con ottimi voti presentava lavori paragonabili a quelli della tesina della maturità, livello molto basso. Però sono considerati laureati. E' lì il problema.

Confermo e quoto. Migliaia e migliaia di laureati in scienzedellacomunicazioneramopsicologiadell'infanziaconspecializzazioneinippoterapia con zero sbocchi professionali e poi magari non trovi un chimico manco a pagarlo oro.

Мир
08-07-2010, 16:18
Interrrogazione parlamentare del Sen. Giaretta
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=492346

Atto n. 4-03406

Pubblicato il 6 luglio 2010
Seduta n. 400

GIARETTA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

il sistema universitario italiano è stato oggetto di pesanti tagli (si vedano al riguardo la legge 6 agosto 2008, n. 133, "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", e il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, in corso di esame in Parlamento) che hanno comportato ricorrenti e diffusi fenomeni di protesta e mobilitazione contro le iniziative governative, da parte di organizzazioni studentesche riunite nel movimento dell'Onda, da parte degli stessi docenti universitari e dei ricercatori;

il Governo ha presentato un disegno di legge, attualmente in discussione al Senato (disegno di legge n. 1905 "Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario") che riforma il sistema universitario, introducendo una maggiore precarizzazione nella fase di ingresso e di accesso alla professione dell'insegnamento e della ricerca universitaria;

tale provvedimento sta provocando pesanti proteste in tutti gli Atenei del Paese: in particolare numerosi ed autorevoli quotidiani italiani riportano la notizia di una generale mobilitazione dei ricercatori, di assegnisti di ricerca, di dottorandi e del mondo del precariato dell'università contro il disegno di legge di riforma precedentemente citato;

la forma estrema di protesta scelta dai ricercatori consiste nella non accettazione di incarichi didattici e di accertamento di profitto a partire dal mese di settembre e tale scelta comporterà il sostanziale blocco della didattica e la non copertura di insegnamenti di base e specialistici, con grave danno per tutta la popolazione studentesca;

anche la stampa internazionale si sta interessando al potenziale blocco della didattica universitaria: è apparso in data 20 giugno 2010 infatti un articolo sul sito dell'autorevolissima rivista scientifica internazionale "Nature" dal titolo "Strikes could break Italy's universities" (Gli scioperi potrebbero mandare in frantumi le università italiane) in cui si afferma che "two thirds of Italy's 25.000 ricercatori will stop teaching corse and running exams during the strike" (due terzi dei 25.000 ricercatori bloccheranno le attività didattiche e la partecipazione a commissioni d'esame durante la mobilitazione);

il sito www.ricercatori-unito.it ha realizzato un auto censimento dell'astensione della didattica da parte dei ricercatori italiani e i dati raccolti in 38 atenei e 258 facoltà (sul totale di 66 atenei e 533 facoltà presenti in Italia) dimostrano che 8.677 ricercatori, pari al 62,36 per cento del totale si sono dichiarati indisponibili alla didattica non obbligatoria per legge;

il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.382, all'art 32, evidenzia la non obbligatorietà da parte dei ricercatori universitari di farsi carico di insegnamenti e corsi universitari in qualità di supplenti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della diffusa mobilitazione e dello stato di agitazione dei ricercatori, degli assegnisti di ricerca, dei dottorandi e del personale precario dedito alla ricerca e all'insegnamento universitario, contro il disegno di legge di iniziativa governativa n. 1905 attualmente in discussione presso il Senato della Repubblica;

se sia a conoscenza delle motivazioni di tale mobilitazione e delle critiche e controproposte sollevate quotidianamente dai giovani talenti del mondo universitario;

se le cifre riportate dalla stampa e riprese dallo scrivente, ed ottenute dall'autocensimento dei ricercatori dell'Università di Torino corrispondano al vero, ed in caso contrario quali siano le stime (e sulla base di quali criteri siano state realizzate) del Ministero per quanto riguarda l'astensione dei ricercatori universitari dall'attività didattica a partire dal mese di settembre 2010;

se sia a conoscenza e corrisponda al vero che l'iniziativa della non accettazione di incarichi didattici da parte dei ricercatori universitari (iniziativa che si muove nel pieno solco della legalità, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 382 del 1980) lascerà scoperto l'affidamento di centinaia di insegnamenti di base e specialistici in tutta Italia, con un sostanziale blocco della didattica ed un conseguente grave disservizio per le matricole e gli studenti universitari;

quali iniziative intenda prendere il Governo al fine di garantire il sereno inizio dell'anno accademico e delle attività didattiche, garantendo l'erogazione degli insegnamenti privi di titolarità;

quali iniziative intenda prendere per ascoltare le ragioni di una protesta diffusa, tenendo conto dei rappresentanti dei ricercatori e dei precari delle università, e delle rispettive associazioni, al fine di pervenire ad una iniziativa di riforma condivisa con i soggetti interessati.

thewebsurfer
08-07-2010, 16:52
Interrrogazione parlamentare del Sen. Giaretta
...

la risposta del ministro via stampa non tarda: "il ministero è mio e voi brutti non ci giocate più"

Мир
08-07-2010, 16:56
la risposta del ministro via stampa non tarda: "il ministero è mio e voi brutti non ci giocate più"

mmmm secondo me farà come ha fatto fino ad adesso: dirà che che gli studenti, i ricercatori ed i docenti sono tutti con lei... e che sono i comunisti ad inventarsi tutto...

Deuced
08-07-2010, 16:57
C'è laurea e c'è laurea.
Per esempio abbiamo una marea di "scienze di..." che in fin dei conti sono varianti di lettere moderne o scienze della comunicazione che sarebbe poi lettere all'acqua di rose. Sono talmente ridicoli molti di questi che è impossibile trovare uno sbocco perchè non si ha alcun requisito: si vede qualcosinina di tutto e non si sa fare niente di niente.
Andrebbero poi razionalizzati alcuni percorsi all'interno degli stessi corsi, eliminando quelli che tra i facoltativi sono frequentati da 4 gatti, così come altri che non riguardano nello specifico il corso al quale si appartiene.

Scienze di... secondo me non porta niente di più rispetto a quello che ha chi esce da un liceo classico o scientifico ben fatto, ho assistito a sessioni dove anche chi usciva con ottimi voti presentava lavori paragonabili a quelli della tesina della maturità, livello molto basso. Però sono considerati laureati. E' lì il problema.


quoto...ma il problema sono anche gli studenti.Mi spiego meglio:io ho frequentato scienze della comunicazione appena finito il liceo,dopo l'iniziale entusiasmo (addirittura prendevano soli 500 studenti,la facoltà era ed è a numero chiuso indi pensavo fosse un buon risultato) mi sono accorto che la facoltà non offriva nulla,studiando poco passavo comunque gli esami e i neolaureati non avevano conoscenze superiori a quelle di un qualunque buon diplomato.Me ne sono scappato a gambe levate.

Perché tanti altri non hanno fatto come me?

Credo perché in fin dei conti fa piacere avere un "pezzo di carta" ottenuto con il minimo sforzo,oppure perché l'università può anche essere un tranquillo "parcheggio" facilmente giustificabile ad un genitore,quindi non diamo la colpa solo all'università e ai professori (i quali sicuramente ci marciano,questo è lapalissiano) ma la colpa IMHO è anche di chi del servizio università ne fruisce,non raccontiamoci balle.E non parlo per sentito dire,i mesi passati ne ho viste di cotte e di crude alle sedute di laurea di vari ex colleghi,roba da mettersi le mani nei capelli.

Giustifico soltanto chi studia certe materie per la sola passione,ma persone del genere solitamente sono ben consce che i loro studi con buona probabilità non li porteranno da nessuna parte.

L'Italia ha pochi laureati rispetto alla media europa,e di quei pochi solo la minoranza si laurea nelle materie per cui c'è forte richiesta,non solo sono pochi,ma anche "inutili" al mondo lavorativo.

Мир
08-07-2010, 17:17
Se aggiungiamo che certi parametri per valutare la bontà delle università (e di conseguenza anche i finanziamenti) sono qualcosa tipo quanti si laureano...o la % di studenti che si laureano....

thewebsurfer
08-07-2010, 17:22
quoto...ma il problema sono anche gli studenti.Mi spiego meglio:io ho frequentato scienze della comunicazione appena finito il liceo,dopo l'iniziale entusiasmo (addirittura prendevano soli 500 studenti,la facoltà era ed è a numero chiuso indi pensavo fosse un buon risultato) mi sono accorto che la facoltà non offriva nulla,studiando poco passavo comunque gli esami e i neolaureati non avevano conoscenze superiori a quelle di un qualunque buon diplomato.Me ne sono scappato a gambe levate.

Perché tanti altri non hanno fatto come me?


:mbe: questa è stata la tua esperienza..l'università mi ha talmente cambiato rispetto a ciò che ero prima che somiglio più a qualcun'altro che a me stesso:stordita:
riprendendo il tuo discorso sul carico di studi scarso..a me all'inizio è capitato di fare 'del mio meglio' e fallire un esame, così nel ripeterlo, o nell'affrontare esami in maniera consapevole, ti rendi conto che quello che credevi 'il tuo meglio' all'inizio non era neanche l'1% di ciò che sei capace..

io sono convinto che l'università sia una tappa fondamentale per lo sviluppo della persona, e non intendo a livello culturale in riferimento alla disciplina studiata, quello, rispetto a tutti gli altri aspetti di maggior rilievo, è quasi un effetto collaterale secondario.
Ed è inutile sforzarsi di capire, chi non ha vissuto lo studio universitario in un certo modo non lo capirà (anche se non è detto che non si arrivi a qualcosa di simile con un percorso di studi autonomo).

Per questo spesso i laureati assumono quella ridicola tracotanza rispetto ai non-laureati, non perché vogliono ostentare 'cultura', semplicemente ragionano in modo diverso.

zanardi84
09-07-2010, 08:20
Vorrei aggiungere carne al fuoco per il dibattito con questo:

I nostri nonni e/o genitori non hanno avuto la possibilità di studiare all'università, eppure con i loro titoli di "ragioniere" "geometra" "perito" non solo sono riusciti a metter su famiglia e a comprarsi una casa, ma addirittura riescono a mantenerci quando il lavoro latita.
Quello che domando e dico è: se venisse riscoperto il valore dei titoli di cui ho scritto sopra, senza il bisogno di andare tutti all'università a prendere titoli ridicoli come appunto "scienze di.." (escludo le classiche facoltà che sono necessariamente da università), saremmo tutti ignoranti o saremmo lo stesso intelligenti?
E poi: a cosa serve prendere in massa un titolo se poi si finisce a fare ciò che si poteva fare anche prima, per esempio lavorare nei call center o fare i commessi?

Come conseguenza di quanto ho appena scritto:

1) Certi titoli sono stati inventati per muovere il sistema universitario, o meglio, per muovere quello malato fatto di raccomandazioni e baronati (altrimenti dove andrebbero quelli che insegnano in sti inutili percorsi senza sbocchi?)

2) La corsa al titolo sembra dettata dalla smania di successo (illusoria ormai) o dalla falsa credenza secondo cui laurea=soldi a palate, figlia di quel modello secondo cui se si ha il denaro si può fare tutto quello che si vuole. Perchè scienze di.. in fin dei conti è considerata laurea invece che carta da formaggio quanto per esempio un diploma di liceo che a mio avviso offre gli stessi contenuti di sapere.

Мир
09-07-2010, 09:02
Vorrei aggiungere carne al fuoco per il dibattito con questo:

I nostri nonni e/o genitori non hanno avuto la possibilità di studiare all'università, eppure con i loro titoli di "ragioniere" "geometra" "perito" non solo sono riusciti a metter su famiglia e a comprarsi una casa, ma addirittura riescono a mantenerci quando il lavoro latita.
Quello che domando e dico è: se venisse riscoperto il valore dei titoli di cui ho scritto sopra, senza il bisogno di andare tutti all'università a prendere titoli ridicoli come appunto "scienze di.." (escludo le classiche facoltà che sono necessariamente da università), saremmo tutti ignoranti o saremmo lo stesso intelligenti?
E poi: a cosa serve prendere in massa un titolo se poi si finisce a fare ciò che si poteva fare anche prima, per esempio lavorare nei call center o fare i commessi?

Come conseguenza di quanto ho appena scritto:

1) Certi titoli sono stati inventati per muovere il sistema universitario, o meglio, per muovere quello malato fatto di raccomandazioni e baronati (altrimenti dove andrebbero quelli che insegnano in sti inutili percorsi senza sbocchi?)

2) La corsa al titolo sembra dettata dalla smania di successo (illusoria ormai) o dalla falsa credenza secondo cui laurea=soldi a palate, figlia di quel modello secondo cui se si ha il denaro si può fare tutto quello che si vuole. Perchè scienze di.. in fin dei conti è considerata laurea invece che carta da formaggio quanto per esempio un diploma di liceo che a mio avviso offre gli stessi contenuti di sapere.

Il discorso è complesso e non ho certo la pretesa di svolgerlo qui. Ma forse posso fare una paio di considerazioni:
1) I diplomi di qualche o tanti anni fa mi sembra fossero più formativi ed informativi, nonchè professionalizzanti. C'è stata una spinta verso la laurea, ma l'effetto generale è stato di abbassare il livello della laurea fino a quasi quello del diploma. E' una estremizzazione, ma è per far capire. Di conseguenza, il livelli dei diplomi si sono abbassati.

Ora, questa liceizzazione delle università ha introdotto altre forme di specializzazione (Master, PhD, etc..), con l'effetto netto di spostare sempre più in là, anagraficamente parlando, l'ingresso verso il mondo del lavoro.

Mondo del lavoro che, come spesso ricordato, non è in grado di assorbire la creatività l'ingegno e le potenzialità di giovani protesi all'innovazione scientifica con propensioni dirigenziali e/o di ricerca applicata.

Manca il trasferimento tecnologico dall'università all'industria principalmente perchè non ci sono industrie abbastanza forti da investire in ricerca. E, anche, la nostra industria preferisce guardare non oltre il proprio naso e capitalizzare il più rapidamente possibile gli eventuali investimenti. Manca una prospettiva di lungo termine. Così come del resto ci dimostrano i nostri politici. Non abbiamo statisti da parecchio, oramai.

2) A me non spaventa che ci sia un'offerta formativa la più ampia e più variegata possibile. E' un'opportunità di scelta e non un vincolo. Ciò che invece ho assistito è il progressivo scadimento della qualità delle matricole universitarie, che abbinato alla "foga" di voler laureare a tutti i costi il maggior numero di persone, ha prodotto degli emeriti imbecilli, i quali, a loro volta, hanno cresciuto alle superiori (ma anche all'università) una massa sempre più grande di pseudo-diplomati e pseudo-laureati.

C'è bisogno di rigore a tutti i livelli. A tutti i livelli s'è "sbracato", a partire dalla nostra classe dirigente. Bisogna rompere il ciclo vizioso.

Un titolo di studio serve sempre. Dovrebbe far parte della nostra natura la curiosità e l'interesse, e quindi la conoscenza, a prescindere da ciò che nell'immediato andremo ad usare (anche nei call center).
Prendi l'arte e mettila da parte, è sempre un bel motto :D

La società ed i media ci hanno messo del loro. Invece di promuovere l'interesse scientifico, si illudono i giovani con "calciatori", "veline" (che diventano ministri), "imbroglioni" e "ladri" (pure loro diventano ministri), "show man" alla "non importa cosa dici e cosa fai, ma se sei in TV diventi un idolo" (alla Grande 'Fardello' :stordita: ).

Bon, la chiudo qui perchè il post sta diventanto lunghino.

mixkey
09-07-2010, 09:05
Leggo che c'e' gente che si vanta di studiare ingegneria su Wikipedia. Eh si' il valore della laurea si e' unpo' deprezzato.

Мир
09-07-2010, 09:09
Leggo che c'e' gente che si vanta di studiare ingegneria su Wikipedia. Eh si' il valore della laurea si e' unpo' deprezzato.

:asd:

zanardi84
09-07-2010, 09:52
Leggo che c'e' gente che si vanta di studiare ingegneria su Wikipedia. Eh si' il valore della laurea si e' unpo' deprezzato.

Beh, se sentissi certi prof (che magari consigliano o adottano libri di cui sono autori o co autori) capiresti perchè si usa wikipedia :asd:

mixkey
09-07-2010, 09:56
Beh, se sentissi certi prof (che magari consigliano o adottano libri di cui sono autori o co autori) capiresti perchè si usa wikipedia :asd:

Se poi uno esce dall'universita' con una formazione minore di un tornitore anni 50 e' normale che non lo voglia nessuno.

zanardi84
09-07-2010, 10:14
Il discorso è complesso e non ho certo la pretesa di svolgerlo qui. Ma forse posso fare una paio di considerazioni:
1) I diplomi di qualche o tanti anni fa mi sembra fossero più formativi ed informativi, nonchè professionalizzanti. C'è stata una spinta verso la laurea, ma l'effetto generale è stato di abbassare il livello della laurea fino a quasi quello del diploma. E' una estremizzazione, ma è per far capire. Di conseguenza, il livelli dei diplomi si sono abbassati.

Ora, questa liceizzazione delle università ha introdotto altre forme di specializzazione (Master, PhD, etc..), con l'effetto netto di spostare sempre più in là, anagraficamente parlando, l'ingresso verso il mondo del lavoro.

Mondo del lavoro che, come spesso ricordato, non è in grado di assorbire la creatività l'ingegno e le potenzialità di giovani protesi all'innovazione scientifica con propensioni dirigenziali e/o di ricerca applicata.

Manca il trasferimento tecnologico dall'università all'industria principalmente perchè non ci sono industrie abbastanza forti da investire in ricerca. E, anche, la nostra industria preferisce guardare non oltre il proprio naso e capitalizzare il più rapidamente possibile gli eventuali investimenti. Manca una prospettiva di lungo termine. Così come del resto ci dimostrano i nostri politici. Non abbiamo statisti da parecchio, oramai.

2) A me non spaventa che ci sia un'offerta formativa la più ampia e più variegata possibile. E' un'opportunità di scelta e non un vincolo. Ciò che invece ho assistito è il progressivo scadimento della qualità delle matricole universitarie, che abbinato alla "foga" di voler laureare a tutti i costi il maggior numero di persone, ha prodotto degli emeriti imbecilli, i quali, a loro volta, hanno cresciuto alle superiori (ma anche all'università) una massa sempre più grande di pseudo-diplomati e pseudo-laureati.

C'è bisogno di rigore a tutti i livelli. A tutti i livelli s'è "sbracato", a partire dalla nostra classe dirigente. Bisogna rompere il ciclo vizioso.

Un titolo di studio serve sempre. Dovrebbe far parte della nostra natura la curiosità e l'interesse, e quindi la conoscenza, a prescindere da ciò che nell'immediato andremo ad usare (anche nei call center).
Prendi l'arte e mettila da parte, è sempre un bel motto :D

La società ed i media ci hanno messo del loro. Invece di promuovere l'interesse scientifico, si illudono i giovani con "calciatori", "veline" (che diventano ministri), "imbroglioni" e "ladri" (pure loro diventano ministri), "show man" alla "non importa cosa dici e cosa fai, ma se sei in TV diventi un idolo" (alla Grande 'Fardello' :stordita: ).

Bon, la chiudo qui perchè il post sta diventanto lunghino.

Tutto condivisibile, ma mi permetto di aggiungere:

1) Perchè hanno spinto verso la laurea se poi l'effetto è stato quello che abbiamo visto?

2) La confindustria è una casta che pensa ai propri interessi, infatti ha sempre più peso nelle decisioni dei governi: ne è esempio il fatto che è composta principalmente dai grossi industriali che sono quelli che in tempo di crisi hanno limitato i danni, mentre le piccole medie imprese e l'artigianato sono stati distrutti e con essi l'economia del paese di cui rappresentano il vero motore. Ci sono alcuni rari casi, ma non possono essere presi come regola.

3) Un titolo serve, vero, ma c'è anche chi non ha voglia o possibilità di studiare, ma è obbligato per colpa del processo vizioso che impone a tutti gli effetti titoli più alti di quelli che servirebbero effettivamente per accedere a certe attività. Senza contare che il processo di demolizione progressiva dell'artigianato ha fatto parzialmente cadere l' "impara l'arte e mettila da parte" inteso come lavoro tramandato per le generazioni.. oggi un artigiano se vuole sopravvivere alla concorrenza spietata deve tenere i prezzi alle stelle oppure vivere di stenti.

4) Ben venga l'ampia offerta formativa, ma con una logica e soprattutto con un buon livello di approfondimento: tornando a puntare il dito contro le "scienze di.." esistono 1000 varianti che in fin dei conti sono "lettere moderne + qualcosina" che non si differenza abbastanza da un corso di "lettere moderne" standard: lì si dovrebbe intervenire seriamente per differenziare bene i corsi. Mi fa ridere per esempio "scienze sociali dell'ambiente" o una roba del genere che dovrebbe essere attivo a Milano: da quel corso ci aspetterebbe qualcosa di ampio respiro, invece è lettere +, udite udite, geografia come si studiava al liceo + forse biologia, tutto all'acqua di rose. Anni fa veniva presentato come un ottimo corso per poter entrare in enti legati al turismo e ai parchi naturali o nazionali. La realtà è che c'è chi ha preso quella laurea e l'ha stracciata perchè quando andava a presentare il curriculum, nonostante il massimo dei voti, i datori gli ridevano in faccia.
Capite la situazione?

5) hai detto sostanzialmente la mia stessa cosa riguaro ai media: è tutto figlio del "coi soldi puoi fare tutto" che deriva sostanzialmente dal materialismo: senza soldi e quindi oggetti che si possono comprare sembra che non si possa essere felici, ma a ben vedere, nonostante i soldi, questa non è una società molto felice.

Deuced
09-07-2010, 11:15
:mbe: questa è stata la tua esperienza..l'università mi ha talmente cambiato rispetto a ciò che ero prima che somiglio più a qualcun'altro che a me stesso:stordita:
riprendendo il tuo discorso sul carico di studi scarso..a me all'inizio è capitato di fare 'del mio meglio' e fallire un esame, così nel ripeterlo, o nell'affrontare esami in maniera consapevole, ti rendi conto che quello che credevi 'il tuo meglio' all'inizio non era neanche l'1% di ciò che sei capace..

io sono convinto che l'università sia una tappa fondamentale per lo sviluppo della persona, e non intendo a livello culturale in riferimento alla disciplina studiata, quello, rispetto a tutti gli altri aspetti di maggior rilievo, è quasi un effetto collaterale secondario.
Ed è inutile sforzarsi di capire, chi non ha vissuto lo studio universitario in un certo modo non lo capirà (anche se non è detto che non si arrivi a qualcosa di simile con un percorso di studi autonomo).

Per questo spesso i laureati assumono quella ridicola tracotanza rispetto ai non-laureati, non perché vogliono ostentare 'cultura', semplicemente ragionano in modo diverso.

non ho scritto da nessuna parte che ho abbandonato definitivamente l'università,ma che ho abbandonato quella specifica facoltà.Se avessi ragionato su ciò che ho scritto avresti capito che avevo voglia di studiare,mi sembrava superfluo sottolinearlo

Il resto del discorso lo condovido in parte,alcune persone oltre te ragionano come dici tu,molti laureati o quasi laureati che conosco vivono gli studi come un periodo da allungare all'inverosimile per darsi al cazzeggio o da concludere al più presto indipendentemente dai risultati per poi cercare lavoro.

Se tutti i ragazzi che studiano ragionassero come dici tu staremmo a cavallo,invece credo proprio che sia una risicata minoranza.

Per come la vedo io non è l'università ad essere tappa fondamentale,ma lo studio,la cultura in sé che ti apre la mente,l'università è troppo piena di fancazzisti (sia dalla sponda studentesca che dell'insegnamento) per essere questo paradiso culturale di cui parli.Altrimenti non si spiegano quei tanti laureati che hanno gravi deficit linguistici e grammaticali (sintomo che non hanno mai aperto un libro o che almeno non l'hanno mai studiato con serietà) o di preparazione.

E' mai possibile che un laureando in lettere sia convinto che purtroppo si scriva puLtroppo e che "un altro" necessiti dell'apostrofo?O che uno in ingegneria civile si sia laureato grazie alle ripetizioni di matematica prese fino al giorno prima della tesi?O che laureandi in giurisprudenza s'incazzino perché il professore ad un esame di diritto commerciale abbia chiesto un riferimento alla costituzione italiana,lamentando che non è argomento di studio,dimostrando apertura mentale pari a quella di un sasso?Saranno pure eccezioni,ma intanto sono dottori (o quasi)

Мир
09-07-2010, 12:53
Tutto condivisibile, ma mi permetto di aggiungere:

1) Perchè hanno spinto verso la laurea se poi l'effetto è stato quello che abbiamo visto?

2) La confindustria è una casta che pensa ai propri interessi, infatti ha sempre più peso nelle decisioni dei governi: ne è esempio il fatto che è composta principalmente dai grossi industriali che sono quelli che in tempo di crisi hanno limitato i danni, mentre le piccole medie imprese e l'artigianato sono stati distrutti e con essi l'economia del paese di cui rappresentano il vero motore. Ci sono alcuni rari casi, ma non possono essere presi come regola.


I primi due punti sono l'uno (il 1) la conseguenza dell'altro (il 2). E' stata l'industria a spingere verso certi tipi di laurea. Ed ovviamente ci siamo andati dietro. Ma c'è anche da dire che mentre a livello europeo, probabilmente, la cosa è accettabile, a livello italiano siamo scaduti troppo. Come dire, è anche colpa nostra...

polli079
09-07-2010, 12:59
In realtà, a causa dei noti problemi di bilancio, in quasi tutto il mondo occidentale si stanno riducendo i fondi per le università, vedi ad esempio cosa succede in Inghilterra proprio in questi giorni.

Il punto è che TUTTI domandano più soldi, ma i soldi sono sempre meno. Quindi cosa si propone oltre ai soliti slogan del "no-tagli"?
Io credo che sia proprio la scuola a dover fare un salto di mentalità qualitativo, e che la smetta di aspettare sempre e solo lo stato. Se lo stato non ha soldi che li cerchi altrove, ovvero presso le aziende, come, guarda caso, già succede nel resto del mondo occidentale. Che si aprano le porte del Tempio!

Tagliare i costi della politica sarebbe un ottimo inizio.

polli079
09-07-2010, 14:07
Bisogna però ammettere che come da classica realtà italiana, bisogna anche ottimizzare i fondi destinati alle università in quanto gli sprechi abbondano.
Ciò che comunque più temo e che nonostante i tagli gli sprechi e i fannulloni persistano.

zanardi84
09-07-2010, 14:09
Tagliare i costi della politica sarebbe un ottimo inizio.

Specialmente in Italia.

Vorrei proporre anche un certo ritorno all'autarchia, intesa come il produrre (anche in agricoltura che andrebbe rilanciata alla grande) a casa nostra ciò che possiamo invece di produrre per l'estero e comprare da fuori il medesimo prodotto.

Мир
09-07-2010, 16:32
Tagliare i costi della politica sarebbe un ottimo inizio.

Qui si tratta di equità. io sarei già MOLTO contento se gli stipendi medi dei nostri politici E dei docenti universitari fossero in media con quelli europei.
I nostri politici in media prendono il doppio di un politico tedesco
I nostri ricercatori universitari in media prendono un terzo dell'equivalente germanico
I nostri ordinari con 40 anni di servizio prendono molto di pù dell'equivalente tedesco.

Ergo, si dovrebbe
1) RIDURRE (direi dimezzare almeno) l'esorbitante stipendio dei nostri parlamentari (si parla di 15000 € / mese fra indennità integrativa speciale e benefit..)

2) aumentare lo stipendio dei giovani in università (un ricercatore neoassunto prende 1250 € /mese...)

3) ridurre lo stipendio troppo elevato di certi ordinari.

4) probabilmente, ma qui siamo nel campo dell'utopia, legare lo stipendio alla produttività.

Invece l'effetto netto della manovra finanziaria sarà quello di ridurre del 32% lo stipendio dei neo-ricercatori e solo del 5-6% quello degli ordinari di una certa anzianità. Ma vi pare giusto?

Gnubbolo
09-07-2010, 17:42
E' mai possibile che un laureando in lettere sia convinto che purtroppo si scriva puLtroppo e che "un altro" necessiti dell'apostrofo?O che uno in ingegneria civile si sia laureato grazie alle ripetizioni di matematica prese fino al giorno prima della tesi?O che laureandi in giurisprudenza s'incazzino perché il professore ad un esame di diritto commerciale abbia chiesto un riferimento alla costituzione italiana,lamentando che non è argomento di studio,dimostrando apertura mentale pari a quella di un sasso?Saranno pure eccezioni,ma intanto sono dottori (o quasi)

ti assicuro che queste persone in qualsiasi facoltà dell'Università di Genova non resisterebbero 1 giorno.
apertura mentale è capire che un concetto di algebra puo' sposarsi ad un argomento di linguaggi di programmazione al di là del formalismo, queste sono cose che molti non vedono e vengono piano piano eliminati.. anche se sono nerdoni incredibili, ma se manca il QI al di là della preparazione enciclopedica non c'è futuro per loro.
secondo me il quoziente intellettivo delle persone che critichi è più basso della media e quindi dovresti dare colpa a loro di avere scelto male e non alla scuola che li prepara.