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View Full Version : Crisi alle spalle: Consumi giù dell'1,8% nel 2009 In crisi anche la tecnologia


DvL^Nemo
20-03-2010, 14:18
http://www.repubblica.it/economia/2010/03/20/news/confcommercio-2779521/



L'analisi di Confcommercio. Sempre più ampia la quota di reddito riservata alle spese obbligate
Crescono gli acquisti nel campo della sanità, anche per via del forte aumento della popolazione anziana
Consumi giù dell'1,8% nel 2009
In crisi anche la tecnologia, bene le auto
Il settore trasporti fortemente favorito dagli incentivi pubblici, a detrimento degli elettrodomestici
Si tratta dei dati peggiori dal 1993. Ma è la prima volta che la voce servizi presenta il segno meno

ROMA - Più spese 'obbligate' e meno reddito disponibile per quelle superflue, una riduzione della quota riservata alle comunicazioni e ai consumi tecnologici, e della spesa reale per i servizi, una crescita della spesa sanitaria dovuta all'aumento dell'età della popolazione e infine uno spostamento delle scelte dovuto alla 'distorsione' provocata dagli incentivi auto, soprattutto a detrimento degli acquisti di elettrodomestici. Sono le linee principali dei consumi in Italia tra il 2008 e il 2009, secondo l'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio, che mette a confronto il biennio della crisi con gli ultimi 40 anni, per individuare i cambiamenti più significativi.

Il crollo dei consumi. Che il biennio 2008-2009 abbia segnato una profonda caduta dei consumi in Italia è già noto: secondo Confcommercio solo nel 1993 si è avuta una crisi analoga. A ridursi, oltre alla domanda interna, anche quella dei turisti stranieri (-10 per cento nel biennio). Mentre il calo dei beni e servizi consumati dalle famiglie italiane è pari all'1,8 per cento nel 2009 (nel 1993 il calo fu anche maggiore, -3,1 per cento). L'associazione dei commercianti sottolinea come nel biennio appena concluso si sia definita con maggiore forza una tendenza in atto ormai da anni: la progressiva riduzione della quota di reddito che le famiglie hanno la possibilità di riservare alle spese non necessarie. Le spese obbligate, come affitti, utenze domestiche, servizi bancari e assicurativi, sono passate da una quota del 18,9 per cento sul totale dei consumi, registrata nel 1970, a oltre il 30 per cento nel 2008, anche a causa della riduzione dei redditi reali.


Per la prima volta giù servizi e tecnologia. E quindi nel 2009 cala, per la prima volta, la spesa reale per servizi (-0,8 per cento): non era successo neanche nel 1993, a fronte di un calo percentualmente maggiore, ricorda Confcommercio. Non solo: il 2009 segna anche una battura d'arresto in particolare per la spesa in comunicazioni (-4,7 per cento), cresciute ininterrottamente con tassi robusti a partire dall'inizio degli anni '90 (ancora nel 2007 si era registrata una crescita del 10 per cento e nell'anno successivo, nonostante la crisi fosse iniziata, c'era ancora un aumento del 3,8 per cento).

Cosa cresce: abitazione, sanità. Nella tabella di Confcommercio sono pochissime le voci non precedute dal segno meno. Tra queste c'è l'abitazione: si tratta di spese 'incomprimibili', sottolinea l'ufficio studi. Mentre per le spese per la sanità e il loro aumento registrato negli anni la spiegazione è di carattere anagrafico: "Tra il 1971 e il 2008 la quota di popolazione con più di 65 anni è sostanzialmente raddoppiata passando dall'11,3 al 20 per cento", ricorda Confcommercio. Ma non si tratta solo di questo: "Il benessere di base, lo stare bene, è diventato una priorità e non si rinuncia a nulla per perseguire questo obiettivo".

La 'distorsione' degli incentivi. C'è invece una categoria di spesa che non cresce per ragioni 'naturali', legate a diverse esigenze o a una diversa composizione della popolazione o del reddito, ma per effetto degli incentivi pubblici: si tratta del mercato dell'auto, che in un anno di crisi come il 2009 ha registrato un forte aumento, che per tutto il settore trasporti è dell'1,1 per cento. Critica Confcommercio: "Le normali dinamiche dei consumi di beni durevoli e semidurevoli nel corso del 2009 sono state largamente oscurate dall'effetto incentivi, che ha spostato cospicue risorse da alcuni settori di spesa al mercato dell'auto. La riduzione di acquisti di mobili ed elettrodomestici in volume (-7,9 per cento, ndr) appare più profonda di quanto sarebbe stata in un contesto di politica degli incentivi di tipo neutrale (esempio, attraverso una detassazione, anche modesta, dei redditi da lavoro). Considerazioni che spiegano il diverso orientamento assunto quest'anno dal governo per la definizione degli incentivi, diretti, tra l'altro, verso l'acquisto di cucine ed elettrodomestici nuovi.

Si spende meno per l'abbigliamento. Il settore abbigliamento e calzature è tra i più penalizzati, -3,8 per cento nel 2009, dopo il -1 per cento del 2008. Ma in questo caso, spiega Confcommercio, non si tratta solo della crisi, ma di una tendenza in atto dall'inizio degli anni Novanta. Fino ad allora, infatti, "le mode procedevano per onde corte e frequenti che richiedevano un notevole dispendio di risorse per il ricambio del guardaroba". Dopo, il reddito disponibile si contrae, "emergono nuove opportunità di vestire con una spesa minore", si spende di più per i beni durevoli come auto ed elettrodomestici e soprattutto s'ingigantisce una voce di spesa fino ad allora modesta, quella legata alle telecomunicazioni e all'informatizzazione di massa. Infatti la quota di spesa reale per i servizi di comunciazione, hardware e personale computer cresce dagli anni Novanta a oggi di 3,5 volte, dal 2 al 7 per cento. Una tendenza che, ritengono gli analisti di Confcommercio, ha subito solo una battuta d'arresto dovuta alla crisi l'anno scorso, ma riprenderà il proprio corso nei prossimi anni.

fabio80
20-03-2010, 14:23
non dimentichiamoci anche che grazie ai salari che ci danno gli imprendiminchia italioti, presto la forbice si allargherà sempre di più

che vengano a piangere poi, che vengano a fare la pubblicità per fare girare l'economia

una classe dirigente miope che non sa fare una pianificazione oltre ai due anni di forecast, ecco cosa abbiamo

Onisem
20-03-2010, 16:06
http://www.repubblica.it/economia/2010/03/20/news/confcommercio-2779521/

E' poco, ci vuole un -18%.

Scalor
20-03-2010, 18:28
ma perchè uno dovrebbe comprare ?

se io mi guardo intorno nella mia casa , ho tutto,non mi serve nulla, ho elettrodomestici che funzionano il pc fisso lo stesso,la stampante, il notebook, l'eepc, cosa dovrei ancora comprarmi ?

stesso discorso per l'abbigliamento, proprio oggi ho fatto un giro in città a cercare un giubbotto primaverile di cotone taglia 54, ho girato parecchi negozi di italiani, leggi l'etichetta, made in bangladesh, PRC, corea, moltissimi non avevano piu la taglia, finita, esaurita , poi si lamentano delle vendite che calano :confused: , ne ho trovato uno non cinese marchiato bugatti, 160€ ! poi vengono a dire che c'è un calo delle vendite.....

whistler
20-03-2010, 18:30
ma che cazzo è questo thread oggi è festa c è la manifestazione di silvio

va tutto bene :O

fabio80
20-03-2010, 19:22
ma perchè uno dovrebbe comprare ?

se io mi guardo intorno nella mia casa , ho tutto,non mi serve nulla, ho elettrodomestici che funzionano il pc fisso lo stesso,la stampante, il notebook, l'eepc, cosa dovrei ancora comprarmi ?

stesso discorso per l'abbigliamento, proprio oggi ho fatto un giro in città a cercare un giubbotto primaverile di cotone taglia 54, ho girato parecchi negozi di italiani, leggi l'etichetta, made in bangladesh, PRC, corea, moltissimi non avevano piu la taglia, finita, esaurita , poi si lamentano delle vendite che calano :confused: , ne ho trovato uno non cinese marchiato bugatti, 160€ ! poi vengono a dire che c'è un calo delle vendite.....

bah, a casa tua, chi ha la casa vuota si guarda in giro e si chiede "con che cazzo la pago la roba per riempirla?"

ammesso che si abbia la casa, di sti tempi un superlusso

Onisem
21-03-2010, 01:12
ma perchè uno dovrebbe comprare ?

se io mi guardo intorno nella mia casa , ho tutto,non mi serve nulla, ho elettrodomestici che funzionano il pc fisso lo stesso,la stampante, il notebook, l'eepc, cosa dovrei ancora comprarmi ?

stesso discorso per l'abbigliamento, proprio oggi ho fatto un giro in città a cercare un giubbotto primaverile di cotone taglia 54, ho girato parecchi negozi di italiani, leggi l'etichetta, made in bangladesh, PRC, corea, moltissimi non avevano piu la taglia, finita, esaurita , poi si lamentano delle vendite che calano :confused: , ne ho trovato uno non cinese marchiato bugatti, 160€ ! poi vengono a dire che c'è un calo delle vendite.....
Ma infatti fondamentalmente la crisi è lo specchio del fatto che è anche stata prodotta molta più roba di quella che serve. E' banale ma è così.