Fredx84
16-03-2010, 22:23
Vi pongo un interessante quesito sorto oggi in ufficio con i miei colleghi in merito alla questione della cittadinanza acquisita da un neonato venuto alla luce a bordo di un aereo. E' solo una curiosità, ma vediamo chi mi sa rispondere..
Cioè, se un bambino nasce durante una traversata, quale cittadinanza assume? Quella dei genitori? Quella del Paese sorvolato al momento della nascita? Quella del Paese a cui appartiene l'aeromobile? Tutte queste? Essendo questo un forum di diritto, mi pare il luogo adatto per affrontare la questione..
Dopo una breve discussione io e i colleghi siamo giunti a queste conclusioni: come è noto la concessione della cittadinanza varia da Paese a Paese: alcuni applicano il diritto di sangue, altri il diritto di suolo. Secondo il diritto di sangue è cittadino di uno Stato chi ha almeno un genitore cittadino di quello Stato. Secondo il diritto di suolo è cittadino di uno Stato chi nasce nel territorio di quello Stato.
Ora, se non ricordo male, secondo le norme del diritto internazionale, è considerato territorio di un Paese la sua superficie, il sottosuolo, l'atmosfera, le acque territoriali e il relativo fondale. Costituiscono inoltre parte del territorio anche gli aerei e le navi militari (ovunque esse si trovano) e gli aerei e le navi civili (ma solo in acque o cieli internazionali). E' corretto?
Quindi se un bambino nasce a bordo di un aereo (ma lo stesso vale per le nascite a bordo di navi) acquisisce:
- le cittadinanze dei suoi genitori se i Paesi di cui essi sono cittadini ammettono il diritto di sangue;
- la cittadinanza del Paese sorvolato al momento della nascita se la nascita è avvenuta nei "cieli territoriali" di un Paese e se il Paese in questione ammette il diritto di suolo;
- la cittadinanza del Paese a cui l'aereo appartiene se la nascita è invece avvenuta in cieli internazionali e se il Paese in questione ammette il diritto di suolo;
- più cittadinanze se si verificano contemporaneamente più di una delle condizioni citate;
- nessuna cittadinanza se non si verifica nessuna condizione;
Anche questo è corretto?
Ma per nazionalità del velivolo, in caso di cargo civile, si intende la nazionalità della compagnia aerea o quella relativa al luogo di immatricolazione? E in caso di mezzo militare? Su questo punto ho trovato pareri discordanti..
Inoltre, cosa viene riportato come luogo di nascita (che è cosa ben diversa dalla cittadinanza)?
Ho eseguito alcune ricerche e, se non ho capito male, in questi casi (eiste addirittura una raccomandazione ONU seguita dalla maggior parte dei Paesi che regola la materia) sull'atto di nascita deve essere annotata la posizione geografica e l'ora esatta della nascita, quindi qualcosa del tipo "A bordo del velivolo xxxxxx, immatricolato in yyyyyy, volo WXYZ, Lat. XX° N Long. YY° E, ore 12:00 UTC, sbarcato in località zzzzzz". Nel documento d'identità, probabilmente, si riporterà solo la città di arrivo. Confermate?
Ho letto poi le formalità burocratiche da espletare in questi casi previste dal Codice della Navigazione italiano (valevole quindi solo per le nascite sugli aeromobili di "nazionalità" italiana): l'atto dovrebbe essere redatto dal comandante del volo, che dovrebbe poi trasmetterlo al responsabile del personale del primo aeroporto in cui viene fatto scalo, che a sua volta lo trasmetterà all'anagrafe del posto se il luogo dello scalo si trova in Italia, altrimenti all'autorità consolare. Confermate anche questo? Valgono procedure simili anche negli altri Paesi? Spiegatemi bene come funziona.
Voi cosa ne pensate? Sono curioso di sentire il parere di qualche esperto in materia...
Per info qui (http://www.fog.it/articoli/98-0090.htm) e qui (http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=19&t=7487&start=0&st=0&sk=t&sd=a&hilit=nascita+volo+nazionalit%C3%A0).
Cioè, se un bambino nasce durante una traversata, quale cittadinanza assume? Quella dei genitori? Quella del Paese sorvolato al momento della nascita? Quella del Paese a cui appartiene l'aeromobile? Tutte queste? Essendo questo un forum di diritto, mi pare il luogo adatto per affrontare la questione..
Dopo una breve discussione io e i colleghi siamo giunti a queste conclusioni: come è noto la concessione della cittadinanza varia da Paese a Paese: alcuni applicano il diritto di sangue, altri il diritto di suolo. Secondo il diritto di sangue è cittadino di uno Stato chi ha almeno un genitore cittadino di quello Stato. Secondo il diritto di suolo è cittadino di uno Stato chi nasce nel territorio di quello Stato.
Ora, se non ricordo male, secondo le norme del diritto internazionale, è considerato territorio di un Paese la sua superficie, il sottosuolo, l'atmosfera, le acque territoriali e il relativo fondale. Costituiscono inoltre parte del territorio anche gli aerei e le navi militari (ovunque esse si trovano) e gli aerei e le navi civili (ma solo in acque o cieli internazionali). E' corretto?
Quindi se un bambino nasce a bordo di un aereo (ma lo stesso vale per le nascite a bordo di navi) acquisisce:
- le cittadinanze dei suoi genitori se i Paesi di cui essi sono cittadini ammettono il diritto di sangue;
- la cittadinanza del Paese sorvolato al momento della nascita se la nascita è avvenuta nei "cieli territoriali" di un Paese e se il Paese in questione ammette il diritto di suolo;
- la cittadinanza del Paese a cui l'aereo appartiene se la nascita è invece avvenuta in cieli internazionali e se il Paese in questione ammette il diritto di suolo;
- più cittadinanze se si verificano contemporaneamente più di una delle condizioni citate;
- nessuna cittadinanza se non si verifica nessuna condizione;
Anche questo è corretto?
Ma per nazionalità del velivolo, in caso di cargo civile, si intende la nazionalità della compagnia aerea o quella relativa al luogo di immatricolazione? E in caso di mezzo militare? Su questo punto ho trovato pareri discordanti..
Inoltre, cosa viene riportato come luogo di nascita (che è cosa ben diversa dalla cittadinanza)?
Ho eseguito alcune ricerche e, se non ho capito male, in questi casi (eiste addirittura una raccomandazione ONU seguita dalla maggior parte dei Paesi che regola la materia) sull'atto di nascita deve essere annotata la posizione geografica e l'ora esatta della nascita, quindi qualcosa del tipo "A bordo del velivolo xxxxxx, immatricolato in yyyyyy, volo WXYZ, Lat. XX° N Long. YY° E, ore 12:00 UTC, sbarcato in località zzzzzz". Nel documento d'identità, probabilmente, si riporterà solo la città di arrivo. Confermate?
Ho letto poi le formalità burocratiche da espletare in questi casi previste dal Codice della Navigazione italiano (valevole quindi solo per le nascite sugli aeromobili di "nazionalità" italiana): l'atto dovrebbe essere redatto dal comandante del volo, che dovrebbe poi trasmetterlo al responsabile del personale del primo aeroporto in cui viene fatto scalo, che a sua volta lo trasmetterà all'anagrafe del posto se il luogo dello scalo si trova in Italia, altrimenti all'autorità consolare. Confermate anche questo? Valgono procedure simili anche negli altri Paesi? Spiegatemi bene come funziona.
Voi cosa ne pensate? Sono curioso di sentire il parere di qualche esperto in materia...
Per info qui (http://www.fog.it/articoli/98-0090.htm) e qui (http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=19&t=7487&start=0&st=0&sk=t&sd=a&hilit=nascita+volo+nazionalit%C3%A0).