eraser
05-03-2010, 11:54
Con le tecnologie attuali, internet, i social network, i servizi online, i dati di tutti sono praticamente su Internet. Quasi come un nostro alter ego virtuale, siamo presenti sia nella vita reale, sia in quella virtuale. Quest'ultimo, un mondo nuovo, che sfugge alla gran parte delle leggi attualmente in vigore, che difficilmente può essere regolamentato e che è entrato molto velocemente nella vita di ognuno di noi senza che potesse essere adeguatamente compreso, metabolizzato.
Si sente spesso parlare di privacy, ognuno di noi vuole la propria privacy, vuole che venga tutelata. Esistono leggi che regolamentano la tutela della privacy personale (Dlgs 196/03). Eppure non basta, molte persone lamentano violazioni continue della propria privacy.
A mio avviso vanno fatte delle distinzioni, perché l'argomento relativo alla privacy è un argomento molto importante, delicato che può avere diverse sfaccettature.
Se è vero che in alcuni casi ci solo palesi situazioni in cui si vìola la privacy delle persone, in altre la situazione è più delicata e mi porta ad una riflessione personale.
Le persone non vogliono le telecamere per strada, perché ci si lamenta della violazione della privacy. Poi però, se viene rubata la propria macchina, bicicletta, o avviene qualsiasi altra cosa che lede la propria persona, si corre a chiedere la registrazione magari di una telecamera lì vicino di qualche istituto per poter verificare il furto e, possibilmente, facilitare le operazioni delle forze di polizia.
Questo è uno dei tanti esempi che è possibile fare, ma altrettanto simili possono essere fatti nel mondo dei PC, di Internet.
Con l'aumento dei malware in circolazione è necessario sviluppare nuove tecnologie, ogni giorno, che permettano di far fronte ad un'emergenza evidente. Migliaia di nuovi malware al giorno, un trend impossibile da gestire se non chiedendo l'aiuto anche degli utenti finali. Questo ad esempio è il discorso delle tecnologie in-the-cloud.
Però questo solleva un mare di critiche, si parla di violazione della privacy anche per le cose piu banali. Però si vuole che il proprio prodotto di sicurezza sia in grado di proteggere da tutti i malware in circolazione, che dia il massimo delle performance e della sicurezza.
Massimo della privacy e massimo della sicurezza sono due fattori che non posso chiaramente coesistere, l'uno impiccia per ovvie ragioni l'altro.
La domanda che mi viene da porgere dunque è: quanta privacy si può sacrificare in favore della propria sicurezza?
Questo è un post che volevo mettere nel mio blog personale, ma prima di metterlo lì volevo avere un riscontro in questa sezione del forum, a me molto cara.
Si sente spesso parlare di privacy, ognuno di noi vuole la propria privacy, vuole che venga tutelata. Esistono leggi che regolamentano la tutela della privacy personale (Dlgs 196/03). Eppure non basta, molte persone lamentano violazioni continue della propria privacy.
A mio avviso vanno fatte delle distinzioni, perché l'argomento relativo alla privacy è un argomento molto importante, delicato che può avere diverse sfaccettature.
Se è vero che in alcuni casi ci solo palesi situazioni in cui si vìola la privacy delle persone, in altre la situazione è più delicata e mi porta ad una riflessione personale.
Le persone non vogliono le telecamere per strada, perché ci si lamenta della violazione della privacy. Poi però, se viene rubata la propria macchina, bicicletta, o avviene qualsiasi altra cosa che lede la propria persona, si corre a chiedere la registrazione magari di una telecamera lì vicino di qualche istituto per poter verificare il furto e, possibilmente, facilitare le operazioni delle forze di polizia.
Questo è uno dei tanti esempi che è possibile fare, ma altrettanto simili possono essere fatti nel mondo dei PC, di Internet.
Con l'aumento dei malware in circolazione è necessario sviluppare nuove tecnologie, ogni giorno, che permettano di far fronte ad un'emergenza evidente. Migliaia di nuovi malware al giorno, un trend impossibile da gestire se non chiedendo l'aiuto anche degli utenti finali. Questo ad esempio è il discorso delle tecnologie in-the-cloud.
Però questo solleva un mare di critiche, si parla di violazione della privacy anche per le cose piu banali. Però si vuole che il proprio prodotto di sicurezza sia in grado di proteggere da tutti i malware in circolazione, che dia il massimo delle performance e della sicurezza.
Massimo della privacy e massimo della sicurezza sono due fattori che non posso chiaramente coesistere, l'uno impiccia per ovvie ragioni l'altro.
La domanda che mi viene da porgere dunque è: quanta privacy si può sacrificare in favore della propria sicurezza?
Questo è un post che volevo mettere nel mio blog personale, ma prima di metterlo lì volevo avere un riscontro in questa sezione del forum, a me molto cara.