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View Full Version : Voi lavorereste per 5,95 € l'ora?


Gargoyle
31-01-2010, 10:36
La metto giù chiaramente.

Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana, ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.

Sto raccogliendo qualche dato su eventuali possibilità all'estero ma non mi giungono notizie particolarmente positive, specie considerando che fuori da questo paese dimenticato da dio c'è gente che a 25 anni ha già finito il dottorato e che presentarsi a 28-29 anni come neoPhD fa un po' ridere.

Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?

Idontmind
31-01-2010, 10:38
Onestamente col tuo titolo di studio punterei ad altro. 1000 euro non mi fanno schifo (anzi) però rimani fossilizzato per 3 anni.. onestamente non so che sbocchi avrai dopo questi 3 anni.

tazok
31-01-2010, 10:52
Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?

pensa che c'è chi "laureato", offerta di lavoro da "operaio di secondo livello" per 1200 euro lordi al mese, si sente dire "lei è troppo qualificato"...e rimane disoccupato:rolleyes:

la corda non serve insaponarla, è gia bella che insabbiata, cosi prima del calcio alla sedia, ti si irrita anche il collo:muro:

DvL^Nemo
31-01-2010, 11:27
La metto giù chiaramente.

Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana, ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.

Sto raccogliendo qualche dato su eventuali possibilità all'estero ma non mi giungono notizie particolarmente positive, specie considerando che fuori da questo paese dimenticato da dio c'è gente che a 25 anni ha già finito il dottorato e che presentarsi a 28-29 anni come neoPhD fa un po' ridere.

Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?

Il problema dei lavori all'estero e' che in genere ( anche se pagano piu' che bene rispetto ai nostri stipendi ) vogliono gente con molta esperienza.. Poi dipende anche dal tipo di laurea che hai, all'estero quella triennale e' quella che va di piu' quindi e' logico che a 25 anni hanno gia' fatto tutto.. Mentre da noi in genere la gente fa i "vecchi" 5 anni.. Hai provato con le solite "accenture" e co ? Ti fai 2/3 anni li' un po' di "ossa" e ti cerchi altro ( come mi pare facciano molti di quelli che ci lavorano )..

carter100
31-01-2010, 11:36
La metto giù chiaramente.

Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana, ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.

Sto raccogliendo qualche dato su eventuali possibilità all'estero ma non mi giungono notizie particolarmente positive, specie considerando che fuori da questo paese dimenticato da dio c'è gente che a 25 anni ha già finito il dottorato e che presentarsi a 28-29 anni come neoPhD fa un po' ridere.

Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?

Corro ad insaponarla anche io guarda :muro:
Io prendo 6 euro l'ora, e tra 3 anni forse ne prenderò 7 a conti fatti (senza contare che in realtà ne prendo meno, visto che non son mai 8 ore precise).
Non so che futuro ci sia sinceramente. Provato a cercare anche fuori dalla toscana qualcosa?Magari c'è qualche regione che ti darebbe un posto con un minimo più di futuro, piuttosto che 1 calcio nel culo tra 3 anni

Bismark85
31-01-2010, 13:00
Ciao...

Secondo me dipende tutto dalle opportunità...

Durante il dottorato ti faranno viaggiare?
Durante il dottorato hai la possibilità di rimanere in contatto con società, aziende ad esempio per consulenza?
Il progetto di dottorato è valido?

Se tutte le domande sono positive e ti piace veramente io lo farei, tanto con i tempi che girano non credo che in società troveresti poi così tanto più di 1000 euro al mese!!

Gargoyle
31-01-2010, 13:31
Hai provato con le solite "accenture" e co ? Ti fai 2/3 anni li' un po' di "ossa" e ti cerchi altro ( come mi pare facciano molti di quelli che ci lavorano )..
Non ho competenze che interessino ad Accenture, ed in Italia non c'è più nessuna grossa azienda del mio ramo di studi.

Ciao...

Secondo me dipende tutto dalle opportunità...

Durante il dottorato ti faranno viaggiare?
Durante il dottorato hai la possibilità di rimanere in contatto con società, aziende ad esempio per consulenza?
Il progetto di dottorato è valido?

Se tutte le domande sono positive e ti piace veramente io lo farei, tanto con i tempi che girano non credo che in società troveresti poi così tanto più di 1000 euro al mese!!
Viaggiare nì, dovrò fare necessariamente un periodo all'estero, il solo fatto è che sarò obbligato ad andare in un paese lavorativamente morto.
Quanto alle aziende ed alla validità del progetto... è un progetto di ricerca, quindi basta già dire questo per far scappare via le aziende a gambe levate.

sliver80
31-01-2010, 13:32
La metto giù chiaramente.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.


Non posso passartelo, ma non perchè tu non lavori tanto quanto un impiegato aziendale, anzi, ma perchè se parti da questo principio perdi tutto il punto del discorso e non te ne esci più. mi spiego meglio...

il dottorato non è un lavoro e tu non sei un lavoratore con uno stipendio, tu sei uno Phd student che sta "studiando" coperto da una borsa di studio per conseguire il titolo di dottore di ricerca, c'è gente che fa il tuo stesso lavoro gratis, punto.
Non vederla quindi come "prendo 1000 euro al mese", ma "sto prendendo un titolo", titolo che puoi prendere solo in quel modo (un lavoratore aziendale non l'avrà neanche lavorando 50 anni) e che ti apre (in teoria) possibilità altrimenti impossibili.
Semmai quindi dovresti chiederti se quel titolo ti interessa / potrai rivendertelo.
Posso chiederti perchè stai facendo il dottorato? Sei interessato al mondo della ricerca o didattica o solo per guadagnare qualcosa?
Nel primo caso continua per la tua strada senza guardare ai soldi perchè questo è l'unico (o quasi) percorso obbligato possibile, nel secondo caso... bhè, questo thread può avere più senso e la risposta ovvia è di buttarti nel mondo aziendale come ti hanno consigliato.
Guadagnerai (quasi) sicuramente di più, ma fra qualche mese ti chiederai: ha senso lavorare per 1500 euro facendo qualcosa di noiosissimo in giacca e cravata anche per stare 10 ore al pc, pagare 500 euro di affitto in nero per una stanza in una casa da dividere con altri lavoratori/studenti, con orari fissi, dovendo essere sempre puntuale, portando il certificato medico se sto male, dovendo chiedere le ferie in carta scritta, ecc ecc? (non sto dicendo che durante il dottorato ci si fa i cazzi propri, ma col tempo avrai degli orari molto più flessibili del lavoro aziendale).

La domanda quindi che dovresti porti è: dove voglio essere fra 5 anni?

Riguardo l'estero... la ricerca funziona in tuttaltro modo dal punto di vista funzionale, ma sarà pagata sempre meno che nel mondo aziendale dello specifico paese e questo thread lo riscriveresti uguale in altra lingua. Puoi diventare abbastanza facilmente un ricercatore ma dovrai sempre muoverti, non esiste nessun ricercatore che ha fatto laurea/phd/post doc nello stesso dipartimento come "pretendiamo" noi qua in italia mettendo radici e ragnatele.
Il fattore età è vero ma 25 non sono per niente così terribili. Sulla difficoltà non so che dirti, so di phd italiani molto apprezzati per post-doc (pagati) nell'ambito di ricerca specifico, per le posizioni da phd la vedo un pò più dura perchè altri ragazzi stranieri a parità di nostra età hanno lauree (ed in facoltà ben prestigiose) in più.
Ti faccio un esempio ma non voglio scoraggiarti... l'anno scorso ho fatto domanda per entrare all'epfl (tra l'altro oggetto di una notizia di questo sito) e nonostante laurea con lode, tesi sperimentale in laboratorio aziendale di R&D, 2 pubblicazioni scientifiche internazionali, finalista al premio di laurea confindustria e aica, un lavoro nel dipartimento universitario per un progetto finanziato... non mi hanno preso :sofico:

Gargoyle
31-01-2010, 13:57
il dottorato non è un lavoro e tu non sei un lavoratore con uno stipendio, tu sei uno Phd student che sta "studiando" coperto da una borsa di studio per conseguire il titolo di dottore di ricerca, c'è gente che fa il tuo stesso lavoro gratis, punto.
Quella che fai è una obiezione giustissima, solo che io non ho mai visto nessuno fare il dottorato senza una borsa di studio.
Io di gente che faccia il mio stesso "lavoro" gratis non ne ho mai vista.


Posso chiederti perchè stai facendo il dottorato? Sei interessato al mondo della ricerca o didattica o solo per guadagnare qualcosa?

La seconda non esclude la prima.
Lavoro nel mio settore non ce n'è più, ed anche negli anni passati chi trovava lavoro faceva cose che poteva fare un diplomato.
Il dottorato è "qualcosa" e le attività sono interessanti. Su questo non ci piove.

Del resto, chi è che non vorrebbe fare ricerca? Tutti vorrebbero fare ricerca, è la cosa più interessante che c'è.

Solo che te la pagano 1000 euro il mese e devi sottostare alle volontà altrui.
Inoltre non sono molto convinto della mia rivendibilità (in Italia o all'estero, non pretendo di rimanere qua) dopo aver conseguito il titolo.

con orari fissi, dovendo essere sempre puntuale, portando il certificato medico se sto male, dovendo chiedere le ferie in carta scritta, ecc ecc? (non sto dicendo che durante il dottorato ci si fa i cazzi propri, ma col tempo avrai degli orari molto più flessibili del lavoro aziendale).
Effettivamente l'orario sarà pure flessibile sulla carta, ma visto che i miei "capi" mi fanno pesare quando sto in dipartimento meno di 8-9 ore, è una flessibilità molto limitata.

Per quanto il "dottorato" sia "mio" e non "dei miei capi", loro hanno sempre il potere per bocciarmi se non rispondo alle loro aspettative.


La domanda quindi che dovresti porti è: dove voglio essere fra 5 anni?

Cambio domanda: "quali prospettive voglio avere tra 5 anni?"
Risposta: "vorrei essere da qualche parte con la prospettiva di avere uno stipendio anche l'anno dopo e così via".
Come tutti del resto, indipendentemente dalla propria vocazione professionale.

Non sono così presuntuoso o imbecille da pretendere di essere "arrivato" tra 5 anni o men che meno di parlare di "tenure track".
Però avrei piacere di essere su una strada che porti a qualcosa di ragionevolmente stabile entro i 35-40 anni.
Ed io non sono convinto di aver preso la strada giusta.

Non è essere sempre sub judice che mi inquieta.
Questa è una cosa che di riffa o di raffa la nostra generazione deve accettare, il "posto fisso" è morto e sepolto.
E' essere sub judice, pagato meno di 6 € l'ora e senza prospettive che mi inquieta, ecco.

tazok
31-01-2010, 14:01
Questa è una cosa che di riffa o di raffa la nostra generazione deve accettare, il "posto fisso" è morto e sepolto.
E' essere sub judice, pagato meno di 6 € l'ora e senza prospettive che mi inquieta, ecco.

sai che esiste anche l'impiego pubblico? e che un impiegato dei sistemi informativi, categoria C, prende anche 1300 euro netti al mese? tempo indeterminato? :rolleyes:

:dissident:
31-01-2010, 14:06
Solo che te la pagano 1000 euro il mese e devi sottostare alle volontà altrui.
Inoltre non sono molto convinto della mia rivendibilità (in Italia o all'estero, non pretendo di rimanere qua) dopo aver conseguito il titolo.


Forse avresti dovuto pensarci prima, allora

Gargoyle
31-01-2010, 14:07
sai che esiste anche l'impiego pubblico? e che un impiegato dei sistemi informativi, categoria C, prende anche 1300 euro netti al mese? tempo indeterminato? :rolleyes:
I concorsi pubblici, quando vengono banditi, sono già ritagliati come un vestito sul profilo del vincitore designato.

Quindi non ho alcuna prospettiva da questo punto di vista, senza contare che il mio percorso di studi è incompatibile con il 99.9% dei concorsi che verranno mai banditi.

Gargoyle
31-01-2010, 14:08
Forse avresti dovuto pensarci prima, allora
Non avevo alternative concrete per le mani né a settembre né adesso.

L'imminenza di alcune scadenze (bando di concorso per il dottorato, preparazione dell'esame di stato per la mia professione) mi ha impedito di cercare attivamente qualcos'altro.
Comunque, dubito che il mio profilo da neo-laureato ormai già invecchiato interessi a qualsivoglia azienda italiana.
Le mie competenze, come quelle di quasi tutti i laureati nella mia classe, sono poco spendibili.

tazok
31-01-2010, 14:24
I concorsi pubblici, quando vengono banditi, sono già ritagliati come un vestito sul profilo del vincitore designato.


Concordo.
Ma con un N ragionevolmente grande, prima o poi la spunti.
Fermo restando che devi trasferirti in loco.


Quindi non ho alcuna prospettiva da questo punto di vista, senza contare che il mio percorso di studi è incompatibile con il 99.9% dei concorsi che verranno mai banditi.

beh no, perchè? dipende a quello che punti. Il pubblico impiego paga il giusto, come ti ho detto sopra, se hai una laurea in informatica, un responsabile dei sistemi informativi prende un buono stipendio..perchè è incompatibile? :rolleyes: mi sembra solo una scusa per scartare una opportunità....

Gargoyle
31-01-2010, 14:30
beh no, perchè? dipende a quello che punti. Il pubblico impiego paga il giusto, come ti ho detto sopra, se hai una laurea in informatica, un responsabile dei sistemi informativi prende un buono stipendio..perchè è incompatibile? :rolleyes: mi sembra solo una scusa per scartare una opportunità....
Non ho una laurea in informatica.

tazok
31-01-2010, 14:34
Non ho una laurea in informatica.

e quale, se posso?

Gargoyle
31-01-2010, 14:36
e quale, se posso?
Chimica.
Ma il mio percorso è molto poco applicativo, per quanto l'esame di abilitazione mi sia andato benissimo (ho avuto fortuna) non ho le competenze adatte per i lavori "chimici" più richiesti in Toscana e nelle altre regioni.

tazok
31-01-2010, 14:43
Chimica.
Ma il mio percorso è molto poco applicativo, per quanto l'esame di abilitazione mi sia andato benissimo (ho avuto fortuna) non ho le competenze adatte per i lavori "chimici" più richiesti in Toscana e nelle altre regioni.

ti posto alcuni esempi:
primo (http://concorsi.it/scheda/98341-concorso-pubblico-per-titoli-ed-esami-ad-un-posto-di-dirigente-chimico-disciplina-chimica-analitica-area-di-chimica-per-uoc-servizio-di-medicina-di-laboratorio-profilo-professionale-chimici-ruolo-sanitario.html)

secondo (http://concorsi.it/scheda/98952-avviso-pubblico-di-selezione-per-titoli-e-colloquio-per-il-conferimento-di-incarico-a-n-1-posto-di-dirigente-medico-di-laboratorio-di-analisi-chimico-cliniche-e-microbiologia.html)

terzo (http://concorsi.it/scheda/98253-riduzione-dei-posti-a-concorso-da-due-a-uno-del-concorso-pubblico-unificato-per-titoli-ed-esami-per-la-copertura-a-tempo-indeterminato-di-due-posti-di-dirigente-chimico-disciplina-chimica-analitica-area-di-chimica-presso-lestav-nord-ovest-di-pisa.html)

e ti garantisco che in tutta Italia ne escono parecchi, basta controllare ogni giorno ;-)

magari non sono EFFETTIVAMENTE per il tuo esatto profilo, ma basta cercare sul web.... ;)

Gargoyle
31-01-2010, 14:50
magari non sono EFFETTIVAMENTE per il tuo esatto profilo, ma basta cercare sul web.... ;)
No, è quello il punto.
C'è una infinità di gente più qualificata di me per quelle mansioni, ed io non ho modo di recuperare il gap (che si recupera solo con la pratica di laboratorio).

Il mio settore, anche a prenderlo alla larga, non ha sbocchi possibili nel settore pubblico o privato in Italia.

sliver80
31-01-2010, 14:54
ed aggiungo le posizioni da chimico tra gli ultimi bandi del cnr per 485 posti di ricercatore t.i. in tutta italia. Il 99.99% saranno già assegnati sul nascere, ma senza dottorato non puoi neanche presentare domanda.

Anyway... da quanto mi hai risposto non posso che consigliarti di continuare a fare il dottorato giusto per vivere, ma di cercare giornalmente ed attivamente altro per mollare tutto anche domani stesso.


edit ot: ne approfitto per salutare tazok, la mia fu guida spirituale santech :D

tazok
31-01-2010, 15:06
ed aggiungo le posizioni da chimico tra gli ultimi bandi del cnr per 485 posti di ricercatore t.i. in tutta italia. Il 99.99% saranno già assegnati sul nascere, ma senza dottorato non puoi neanche presentare domanda.

Anyway... da quanto mi hai risposto non posso che consigliarti di continuare a fare il dottorato giusto per vivere, ma di cercare giornalmente ed attivamente altro per mollare tutto anche domani stesso.


edit ot: ne approfitto per salutare tazok, la mia fu guida spirituale santech :D
Ciao Sliver..bei tempi :) sai ancora io lo uso il mio x1880 ;-) è qui bello che funzionante (tocco ferro) da ormai 7 anni..

cmq per i concorsi io ti dico che l'importante è entrare in graduatoria. spesso se anche arrivi secondo o terzo, se il vincitore durante la sua "carriera" trova qualcosa di meglio, vieni chiamato tu(o chi è in graduatoria)...strano ma è cosi.. :rolleyes: certo che le graduatorie non durano per sempre, però è una rottura di scatole che io affronterei, con una laurea in chimica :)

:dissident:
31-01-2010, 17:45
Non avevo alternative concrete per le mani né a settembre né adesso.

L'imminenza di alcune scadenze (bando di concorso per il dottorato, preparazione dell'esame di stato per la mia professione) mi ha impedito di cercare attivamente qualcos'altro.
Comunque, dubito che il mio profilo da neo-laureato ormai già invecchiato interessi a qualsivoglia azienda italiana.
Le mie competenze, come quelle di quasi tutti i laureati nella mia classe, sono poco spendibili.

No il mio discorso e' un altro: ormai da anni scegliere lo studio (in questo caso il dottorato) e' una scelta che si fa per se', non per il guadagno.
Confondere il dottorato con il lavoro e', come giustamente ti hanno fatto gia' notare, un grosso errore di principio.

Blaster_Maniac
31-01-2010, 19:42
Se tu avessi cominciato a lavorare a 18 anni, per quella cifra, e avessi speso i soldi con criterio, adesso, a 25 anni, quanti soldi avresti da parte?

Gargoyle
31-01-2010, 19:51
ed aggiungo le posizioni da chimico tra gli ultimi bandi del cnr per 485 posti di ricercatore t.i. in tutta italia. Il 99.99% saranno già assegnati sul nascere, ma senza dottorato non puoi neanche presentare domanda.

Quei concorsi verranno vinti da gente che se va bene avrà 40 anni.

Ora, la prospettiva di arrivare a 40 anni per sperare di avere una possibilità su 100 di giocarmela per un posto mi sembra un po' eccessiva, ecco.

Bismark85
31-01-2010, 19:52
Se tu avessi cominciato a lavorare a 18 anni, per quella cifra, e avessi speso i soldi con criterio, adesso, a 25 anni, quanti soldi avresti da parte?

Va bene... allora diciamolo che studiare qui in Italia non serve più praticamente a niente e amen... Facciamo in modo che tutti studino fino alla 5 elementare e via... Giusto per vedere poi che succede...

Gargoyle
31-01-2010, 19:56
Se tu avessi cominciato a lavorare a 18 anni, per quella cifra, e avessi speso i soldi con criterio, adesso, a 25 anni, quanti soldi avresti da parte?
Parecchi, e se tornassi indietro probabilmente smetterei dopo la scuola dell'obbligo.

Ma ormai sono in ballo e mi tocca ballare, la laurea ce l'ho, i miei anni anche e non posso tornare indietro e presentarmi in una bottega artigiana chiedendo di diventare apprendista adesso, che non gli conviene manco più prendermi perché sono troppo vecchio.

Fedozzo
31-01-2010, 22:12
No, è quello il punto.
C'è una infinità di gente più qualificata di me per quelle mansioni, ed io non ho modo di recuperare il gap (che si recupera solo con la pratica di laboratorio).

Il mio settore, anche a prenderlo alla larga, non ha sbocchi possibili nel settore pubblico o privato in Italia.

Qualè il tuo settore, allora?

La chimica, dopo l'ingegneria, è uno dei settori dove le figure professionali sono sempre richieste.
Quale gap hai? sei dottorando, dovresti saperne di chimica, di processi chimici industriali, se li fanno ad ingegneria generica li avran fatti anche a te.
E comunque, dovrai per forza recuperare sul campo, voglio dire non ti aspettare di trovare un lavoro che coinvolga SOLO quello che hai studiato.

Proponiti per i tanti bandi per chimici in italia, forza e coraggio!
hai una buona laurea.. !

Gargoyle
01-02-2010, 07:42
Qualè il tuo settore, allora?

Le mie competenze sono più affini a quelle di un fisico che non a quelle di un chimico.
Non ho alcuna esperienza di laboratorio.


La chimica, dopo l'ingegneria, è uno dei settori dove le figure professionali sono sempre richieste.
Non è vero.
Fino a qualche anno fa era ancora possibile trovare qualche lavoro a fare analisi e cose così (roba squallida da periti chimici, ma almeno era qualcosa), ora da due anni non c'è più niente.


Quale gap hai? sei dottorando, dovresti saperne di chimica, di processi chimici industriali, se li fanno ad ingegneria generica li avran fatti anche a te.
Non credo che ad ingegneria "generica" ci si occupi di processi chimici industriali.
Comunque, su questa roba ci ho dato un esame teorico anni fa, non ho mai visto un impianto in vita mia.


Il gap che ho rispetto ai chimici più "applicati" soprattutto (IMHO) non merita di essere colmato, perché i chimici sono tantissimi (non in assoluto, ma relativamente alle offerte di lavoro) ed hanno già saturato da un pezzo il mercato del lavoro.
Ripartire ora in un altro campo è inutile perché c'è già gente con anni di vantaggio.

david-1
01-02-2010, 11:00
.

Per la mia esperienza posso dirti che, ad oggi, lavori altamente qualificati come il tuo vanno forte in Paesi in via di sviluppo.
Brasile?

DvL^Nemo
01-02-2010, 11:17
Non ho competenze che interessino ad Accenture, ed in Italia non c'è più nessuna grossa azienda del mio ramo di studi.


Si scusa, mi sembrava di aver letto che fossi laureato in ing. inf. :doh:
Ho una collega qui laureata in chimica, sui 35 anni, ha lavorato al CNR e min. dell'ambiente, assunta precaria e finito il contratto lasciata a piedi.. :muro:

ciuketto
01-02-2010, 11:22
La metto giù chiaramente.

Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana, ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.

Sto raccogliendo qualche dato su eventuali possibilità all'estero ma non mi giungono notizie particolarmente positive, specie considerando che fuori da questo paese dimenticato da dio c'è gente che a 25 anni ha già finito il dottorato e che presentarsi a 28-29 anni come neoPhD fa un po' ridere.

Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?

Eh..e che vorresti fare? Non fare niente a casa?:mbe:
Mah, scusa ma certi discorsi non li capisco proprio.
Se ora puoi fare quello fai quello, anche perchè tu stesso hai detto che sei rimasto disoccupato per 4 mesi.
Anche io lavoro per 1000€ al mese, e anche più di 40 ore la settimana, perchè lavoro anche quasi tutti i sabati mattina, oltre a fare 8 ore al giorno gli altri giorni. Ma non mi pongo il problema se restare o meno. Quando troverò qualcosa di meglio me ne andrò. Punto.
E ti giuro, non capisco come farsi venitre dubbi se lavorare o meno se non hai un'altro sbocco.
Pensi di essere pagato poco?
Stattene a casa, vedrai come i lavori pioveranno dal cielo.
:doh: :doh:
Scusa se mi "incazzo" ma mi pare la tipica mentalità di chi si fa troppe domande e da troppe cose per scontate. Lavora, se dimostrerai il tuo valore farai strada, se resterai a casa sicuramente non ne farai.;)

yorkeiser
01-02-2010, 11:37
Consiglio spassionato: vattene dall'università quanto prima e mettiti a cercare lavoro seriamente, nel privato. Qui a nord nel settore chimico il lavoro c'è, anche
se il periodo è quello che è (e non ti aspettare una paga oraria troppo superiore... )

ciuketto
01-02-2010, 11:40
Consiglio spassionato: vattene dall'università quanto prima e mettiti a cercare lavoro seriamente, nel privato. Qui a nord nel settore chimico il lavoro c'è, anche
se il periodo è quello che è (e non ti aspettare una paga oraria troppo superiore... )

Ma che consiglio è?
Vattene e rischia di rimanere disoccupato anni?:muro: :muro:
Piuttosto cerca lavoro mentre lavori, e se è meglio..allora vattene.
Ma non andartene mai da un lavoro senza avere null'altro sottomano.:rolleyes:
Poi è chiaro che penso di parlare di persone adulte e indipendenti. E non con persone che sono disposte a stare 3 anni mantenute da mamma e papà.;) Se si è disposti a questo chiedo scusa, e mi eclisso dalla discussione.:)

Froze
01-02-2010, 11:45
Le mie competenze sono più affini a quelle di un fisico che non a quelle di un chimico.
Non ho alcuna esperienza di laboratorio.
hai pensato di fare l'informatore scientifico del farmaco?
un mio amico si e' laureato in chimica qualche anno fa e ha preso quella strada.
la paga e' buona (quando entro' era sui 1500 al mese) e ha alcuni benefit non trascurabili (vedi auto aziendale, cellulare, ecc ecc).

yorkeiser
01-02-2010, 11:52
Ma che consiglio è?
Vattene e rischia di rimanere disoccupato anni?:muro: :muro:
Piuttosto cerca lavoro mentre lavori, e se è meglio..allora vattene.
Ma non andartene mai da un lavoro senza avere null'altro sottomano.:rolleyes:

Ma è ovvio: è da stupidi lasciare una paga senza averne un'altra ;)
Intendevo che, al posto suo, darei priorità alla ricerca di un posto di lavoro nel privato: ergo, su 40 ore settimanali in facoltà, me ne ritaglierei almeno una al giorno per mandare curricula.

Fedozzo
01-02-2010, 14:39
Le mie competenze sono più affini a quelle di un fisico che non a quelle di un chimico.
Non ho alcuna esperienza di laboratorio.



Te lo dico spassionatamente, ma chi ha fatto il tuo piano di studi è un vero irresponsabile.
Un chimico che non ha alcuna esperienza di laboratorio :doh: ?

Supersam
01-02-2010, 14:51
Se tu avessi cominciato a lavorare a 18 anni, per quella cifra, e avessi speso i soldi con criterio, adesso, a 25 anni, quanti soldi avresti da parte?

Lavoro full time mediamente pagato 1000-1200 euro al mese ?

Se uno vive con i suoi e NON PAGA ALTRO perchè :
-non da soldi in casa
- usa l'auto dei genitori
- non ha stile di vita particolarmente dispendioso
- cibo+affitto+vestiti+spese per la casa(carta igienica,prodotti per pulire,affitti,bollette,ecc) li pagano COMPLETAMENTE i tuoi

allora si ,la,tanti ,tantissimi secondo me.

Se comincia a non vivere con i tuoi (ipotesi peggiore) o dai qualcosa in casa + ti compri i vestiti+ti compli il cibo o contribuisci+per lavorare stai pagando le rate dell'auto e poi c'è l'assicurazione+bollo+benzina+spese telefono ecc. allora credo che alla fine di questi "spensierati anni" in cui si è lavorato a quelle cifre non ne restano molti

blade9722
01-02-2010, 15:06
Parecchi, e se tornassi indietro probabilmente smetterei dopo la scuola dell'obbligo.

Ma ormai sono in ballo e mi tocca ballare, la laurea ce l'ho, i miei anni anche e non posso tornare indietro e presentarmi in una bottega artigiana chiedendo di diventare apprendista adesso, che non gli conviene manco più prendermi perché sono troppo vecchio.

Aspetta un attimo. In genere uno non sceglie di proseguire gli studi per una questione meramente economica, ma per migliorare la propria cultura.

Gargoyle
01-02-2010, 17:37
Aspetta un attimo. In genere uno non sceglie di proseguire gli studi per una questione meramente economica, ma per migliorare la propria cultura.
Dieci anni fa lo dicevo anche io.

:dissident:
01-02-2010, 17:45
presentarmi in una bottega artigiana chiedendo di diventare apprendista adesso, che non gli conviene manco più prendermi perché sono troppo vecchio.

Palle, se hai voglia lo puoi fare benissimo.

Gargoyle
01-02-2010, 17:48
Palle, se hai voglia lo puoi fare benissimo.
Sarà allora che non ho davvero voglia di farsi 5 anni di università per andare a lavorare in bottega, in effetti.

:dissident:
01-02-2010, 17:49
Sarà allora che non ho davvero voglia di farsi 5 anni di università per andare a lavorare in bottega, in effetti.

Ok, questo e' piu' che ragionevole..

mrhanky
01-02-2010, 17:51
Secondo me dovresti cercare fuori, perchè Firenze è, parlando di lavoro,come dire...come posso trovare un vocabolo adatto, ah si....una merda! :D
Insomma non sei mica laureato in lettere moderne indirizzo cinema, hai una laurea con i controcazzi, per cui devi preparare le valigie.
Al limite, se non hai già provato, senti i 2 o 3 nomi che ci sono qui, menarini, manetti & roberts, la nuova pignone forse....

masand
01-02-2010, 21:46
Ti porto la mia esperienza.

Sono laureato, vecchio ordinamenti, in CTF (110 e lode) e ho un dottorato in ricerca.

Lavoro ora, presso una azienda farmaceutica nel mio paese. L'azienda farmaceutica è una multinazionale americana, una delle più grandi del mondo.

Lavoro nel Quality Assurance come Validation Manager.

Ora come ora, posso dirti che "per me" il dottorato, da un punto di vista, meramente economico è stata "una perdita di tempo", ma da un punto di vista prettamente culturale e di crescita personale/professionale è stata una ottima scuola.

Ho avuto la possibilità di spotarmi all'estero (UK e USA) e quindi di imparare molto bene l'Inglese come mai avrei potuto fare, con qualsiasi corso anche molto costoso, rimanendo in Italia.

Ho conosciuto molta gente valida che mi ha insegnato molto non solo a livello professionale, ma anche molto a livello umano.

C'è da dire che a me piaceva l'Industria, per cui piano piano, sono riuscito ad entrare e ora ho le mie soddisfazioni.

Se ti piace l'industria (e ti assicuro che in questo momento, nel settore farmaceutico, c'è un grosso fermento, ti cito, ad esempio, BMS-Pfitzer-Patheon, solo per dirne alcune), con la tua laurea e con un buon dottorato, hai molte possibilità.

Poi, tu essendo di Firenze, hai la possibilità di lavorare con due GROSSISSIME realtà della zona (no, non sto parlando di Menarini e Lilly) realtive al settore della consulenza, che sono due rampe di lancio incredibile in questo settore.

Sto parlando di CTP e Pharma D&S.

All'inizio potrebbe essere una vita un po' "stressante", perché sarai sempre in giro, mandato di quà e di là come consulente, ma questo che sembra un punto debole è anche un punto di forza incredibile perché ti dà la possibilità di poter conoscere gente (che è importantissimo in questo campo) e di farti veramente le ossa lavorando in posti VERI e, quindi avere molte possibilità essere assunto nelle aziende in cui poi andrai a fare il consulente.

Questo è un aspetto che non sottovaluterei se ti piace l'industria, se ti piace invece la ricerca, allora, purtroppo prendi in considerazione la reale possibilità di andare all'estero.

Questo è un periodo molto brutto per la ricerca, ma non nel senso della ricerca in sé ovviamente, ma proprio economicamente parlando.

Le aziende, anche quelle grandi stanno smantellando le loro unità che si occupano di questo (guarda il caso Merk in Italia).

Insomma, dal punto di vista "Industria+Farmaceutico" non avresti grossi problemi di integrazione sia con la laurea ovviamente (potresti probabilmente essere integrato come responsabile di laboratorio, QC manager, o all'inizio come QC Coordinator).

Stiamo parlando come minimo di un inquadramento per lo meno B nella fascia organizzativa 1, con tanto per cominciare un 2200€/mese lordi.

Quindi, sfrutta bene il tuo dottorato, e mettilo nel CV, dopodiché muoviti a "manetta" ;)

Ovvio che, sempre ti piaccia l'industria, pensa a quel che ti ho detto prendendo al volo le varie proposte (dopo averle valutate un pochino).

Soprattutto, non fare paragoni con le qualifiche estere, sono MOOOOOOOOLTO meno qualificati di noi (parlo del vecchio ordinamento, ma non credo che ora la situazione sia molto diversa).

ChristinaAemiliana
01-02-2010, 21:51
Mi permetto di parlare con franchezza anche io. ;)

Questa affermazione che segue:

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta"...

immagino (o meglio, voglio sperare) che tu l'abbia scritta perché -sarebbe assurdo negarlo- esprime il tipico giudizio del datore di lavoro italiano medio nei confronti di chi fa il dottorato e cioè che il dottorando sia un bamboccione che si ferma in università a "vivacchiare da studente" per ulteriori tre anni per il semplice fatto di non aver voglia di andare a trovarsi un "lavoro serio da gente adulta".

Se invece mi sbaglio e quello che ho quotato lassù è il tuo giudizio sul dottorato di ricerca, allora la questione che poni è retorica, in quanto con quelle premesse per forza non è possibile essere contenti di quello che si sta facendo, e la risposta è ovvia: lascia perdere e cerca il già citato "lavoro serio da gente adulta". :D

Comunque sia, quello che scrivi qui di seguito:

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana...


contraddice l'affermazione precedentemente quotata poiché dedizione e responsabilità sono indubbiamente caratteristiche degli adulti che lavorano seriamente...;)

...insieme che, detto per inciso, praticamente coincide con quello dei dottorandi, mentre per contro non è nemmeno denso su quello dei lavoratori, il che dovrebbe dirci molte cose. :fiufiu:

Fatta quindi piazza pulita della classificazione del dottorato come lavoro non serio e/o da bambocci, veniamo a qualche considerazione pratica.

...ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.


Il dottorato lo inizi già sapendo di non poterti paragonare, in quanto a guadagni, all'amico che va in azienda o rileva l'attività del babbo. E' uno di quei lavori che fai per passione, altrimenti rimpiangerai per tre anni il fatto di dover sacrificare il tuo tempo libero, di dover faticare sui libri imparando continuamente, di dover soffrire le pene del precariato e dello stipendio scarso.

Fatta questa premessa, se non hai la suddetta passione, allora decisamente no, non ha senso continuare in queste condizioni; se invece ce l'hai, resta comunque il problema che sollevi nella seconda parte del periodo. In quel senso però l'analisi della situazione dipende molto dalle condizioni del tuo caso specifico, troppo per poterti dare una risposta del tipo sì/no che sia poggiata su elementi concreti. Supponendo vera l'ipotesi del calcio in culo certo fra tre anni, restano tuttavia i vari tentativi in altre città e financo in altre nazioni (il fatto di doverti probabilmente spostare fa parte dei famosi sacrifici che devi mettere in conto alla partenza). Io ho intrapreso il dottorato ma in ingegneria, quindi non conosco per esperienza diretta i dottorati teorici della ricerca di base, però penso che anche in quel caso valgano le regole che si applicano al mio e che suggeriscono di usare i tre anni anche per stabilire contatti, sondare possibilità di post doc, guardarsi attorno insomma...se sei bravo e soprattutto se lavori coscienziosamente, i professori generalmente sono disposti ad aiutarti e indirizzarti anche se personalmente non sono in grado di offrirti un assegno di ricerca. Chiaro, non è una certezza, ma è una concreta possibilità e, se la ricerca è ciò che vuoi fare nella vita, ci provi. :)

Poi oh, è naturale che si possano fare ovvie considerazioni del tipo che in un mondo ideale e "giusto" si terrebbero in gran conto i giovani disposti a intraprendere una strada che in ogni caso richiede (anche se il precariato non esistesse!) dedizione e sacrificio, che in fondo anche i più convinti non restano indifferenti quando vedono che le scelte lavorative più "facili" sono anche più remunerative della loro, che alla fine al netto di tutto ciò è normale pensare mille volte "ma chi ç@#*§° me lo ha fatto fare???"...:sofico:

Concludo dicendo che la vedi un po' troppo tragica sul discorso "estero": la mentalità del dottorato "inutile" è abbastanza italiana (anzi, sarebbe meglio dire italiota), all'estero ci sono posizioni che non puoi ricoprire se non hai il dottorato di ricerca, ed è anche abbastanza comune (e niente affatto mal visto) iniziarlo anche molto tardi, tipo a 40 anni. ;)

ChristinaAemiliana
01-02-2010, 22:08
Soprattutto, non fare paragoni con le qualifiche estere, sono MOOOOOOOOLTO meno qualificati di noi (parlo del vecchio ordinamento, ma non credo che ora la situazione sia molto diversa).

Per quanto riguarda l'ingegneria la situazione è purtroppo drasticamente peggiorata con il nuovo ordinamento (detto da gente che fa l'esaminatore ai colloqui tecnici per una grande azienda che usa tecnologia allo stato dell'arte, non da me :D).

Per lauree teoriche come Chimica, Fisica e simili credo che sia un po' diverso e che le qualifiche dei laureati siano non dico costanti ma almeno confrontabili con quelle del vecchio ordinamento (le discipline teoriche o le capisci e le impari oppure no, non puoi tagliare troppo i programmi o svolgerli modello infarinatura). Almeno spero. :stordita:

Parlando di vecchio ordinamento, ai miei tempi noi di ingegneria eravamo automaticamente a livello post Master, all'estero (USA e non solo). Oggi, non so, ma se è ancora così temo che lo sia per inerzia. :boh:

Gargoyle
02-02-2010, 08:08
Personalmente, devo dire che non mi sento qualificato.
Tutt'altro.

Non so neanche che cosa una azienda se ne possa fare di me, in tutta sincerità.
Me lo dissero anche all'esame di abilitazione: nonostante fossi andato molto bene (anche perché erano uscite tracce che stranamente ero stato in grado di fare) i commissari esterni (liberi professionisti) mi dissero candidamente riodendo "Ma lei qua che c'è venuto a fare?". Ed in effetti non c'era risposta, ero lì a prenderli in giro e spacciarmi per un chimico applicato che non sono.

Tanto per dire quanto sono alienato dalla realtà aziendale, non so neppure cosa voglia dire "fare consulenza" nel settore chimico.
Sono un chimico teorico/computazionale, non ho l'attitudine né a risolvere problemi pratici né a entrare nei meccanismi di mercato.
Per avere un'attitudine simile dovrei fare tanta di quella pratica che a 70 anni sarei ancora tirocinante.


* * *


A parte questo, nel primo post ho scritto che il PhD non è un impegno "serio" perché non è quel genere di contratti che ti porta a poterti mantenere, tutto qua.

Inoltre, se volessi ed avessi la faccia tosta per farlo, potrei girarmi i pollici tutto il giorno e starmene a casa come altri dottorandi fanno senza problemi: un lavoro che mi lascia questa possibilità (che non ho la minima intenzione di sfruttare) non è "serio".

Inoltre, mi sembra che la strada che inizia col dottorato sia una strada perdente (anche se mi sembra sempre più l'unica che posso percorrere, vedi cosa dicevo prima delle mie competenze): proprio "strategicamente" sbagliata.
La gente che guadagna e fa carriera nella vita (in genere, si saranno svariate eccezioni) non è quella che passa dal dottorato di ricerca. Un motivo ci sarà.

Nella mia posizione non posso né chiedere né pretendere nulla, e forse è giusto così (visto che, in effetti, non sono in grado di dare in cambio nulla né alla società né ad un'azienda), però i 6€ l'ora mettono sconforto lo stesso.

masand
02-02-2010, 09:06
Personalmente, devo dire che non mi sento qualificato.
Tutt'altro.

Non so neanche che cosa una azienda se ne possa fare di me, in tutta sincerità.
Me lo dissero anche all'esame di abilitazione: nonostante fossi andato molto bene (anche perché erano uscite tracce che stranamente ero stato in grado di fare) i commissari esterni (liberi professionisti) mi dissero candidamente riodendo "Ma lei qua che c'è venuto a fare?". Ed in effetti non c'era risposta, ero lì a prenderli in giro e spacciarmi per un chimico applicato che non sono.

Tanto per dire quanto sono alienato dalla realtà aziendale, non so neppure cosa voglia dire "fare consulenza" nel settore chimico.
Sono un chimico teorico/computazionale, non ho l'attitudine né a risolvere problemi pratici né a entrare nei meccanismi di mercato.
Per avere un'attitudine simile dovrei fare tanta di quella pratica che a 70 anni sarei ancora tirocinante.


* * *


A parte questo, nel primo post ho scritto che il PhD non è un impegno "serio" perché non è quel genere di contratti che ti porta a poterti mantenere, tutto qua.

Inoltre, se volessi ed avessi la faccia tosta per farlo, potrei girarmi i pollici tutto il giorno e starmene a casa come altri dottorandi fanno senza problemi: un lavoro che mi lascia questa possibilità (che non ho la minima intenzione di sfruttare) non è "serio".

Inoltre, mi sembra che la strada che inizia col dottorato sia una strada perdente (anche se mi sembra sempre più l'unica che posso percorrere, vedi cosa dicevo prima delle mie competenze): proprio "strategicamente" sbagliata.
La gente che guadagna e fa carriera nella vita (in genere, si saranno svariate eccezioni) non è quella che passa dal dottorato di ricerca. Un motivo ci sarà.

Nella mia posizione non posso né chiedere né pretendere nulla, e forse è giusto così (visto che, in effetti, non sono in grado di dare in cambio nulla né alla società né ad un'azienda), però i 6€ l'ora mettono sconforto lo stesso.

Dammi retta, la realtà aziendale ormai la conosco molto bene. Non è così come te l'hanno dipinta o come la immagini tu.

Buttati e non te ne pentirai... fidati.

E comunque non ti costerebbe niente, a limite rimani come sei no? Dammi retta avresti solo da migliorare...

Buttati!!!

Bismark85
02-02-2010, 09:17
Dammi retta, la realtà aziendale ormai la conosco molto bene. Non è così come te l'hanno dipinta o come la immagini tu.

Buttati e non te ne pentirai... fidati.

E comunque non ti costerebbe niente, a limite rimani come sei no? Dammi retta avresti solo da migliorare...

Buttati!!!

Infatti!! Non è che tutti quelli che escono dall'università sono già manager nati...

ChristinaAemiliana
02-02-2010, 10:52
Dammi retta, la realtà aziendale ormai la conosco molto bene. Non è così come te l'hanno dipinta o come la immagini tu.

Buttati e non te ne pentirai... fidati.

E comunque non ti costerebbe niente, a limite rimani come sei no? Dammi retta avresti solo da migliorare...

Buttati!!!

Sottoscrivo questo consiglio, decisamente.

Per quanto riguarda il discorso del dottorato, capisco cosa intendi dire Gargoyle, ma se un dottorando si gira i pollici (ammesso che glielo consentano) allora è lui che prende il dottorato poco seriamente (e con lui i suoi tutor), non è il lavoro a essere poco serio. Che però il dottorato non sia la strada di chi guadagna (e fa carriera in quel senso) è indubbio. ;)

Ad ogni modo, ripeto, cerca di vedere la situazione in maniera più positiva...sembri non avere fiducia nelle tue possibilità (continui a ripetere che non sei qualificato e non potrai diventarlo, che non puoi offrire niente e simili) e parli come se in azienda dovessi arrivare conoscendo già perfettamente il lavoro appena uscito dall'università. Insomma, prova a buttarti come dice masand, tanto cosa ci perdi? Al limite continui il dottorato...:D

Mr6600
02-02-2010, 11:30
La metto giù chiaramente.

Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

----------CUT
Non ho tempo/voglia di leggere tutte le risposte, quindi ti esprimo brevemente la mia opnione, da ex-lavoratore universitario sfruttato e sottopagato che ha rinunciato a presentarsi alle selezioni per i dottorati di ricerca.

Il dottorato di ricerca è un titolo di studio aggiuntivo che si somma alla tua laurea. Considera che chi non prende la borsa di studio, non guadagna neanche quei 6€/h che tu hai stimato con un calcolo approssimativo, e per giunta paga le tasse annuali.
Quindi, non considerare il dottorato come un vero lavoro e quei 1000€ (non so se lordi o netti) come uno stipendio. Consideralo un rimborso spese che ti permette di coprire l'affitto mensile della casa, la benzina, il cibo, ecc...e che ti lascia in tasca 300-400€ per toglierti uno sfizio ogni tanto.
Chi fa il dottorato non lo fa per denaro; lo fa perchè vuole un titolo in più rispetto alla laurea specialistica.

Dovresti guardare la questione da una angolazione diversa: questo titolo in più è un valore aggiunto per il mio CV? La risposta è DIPENDE!
L'azienda preferisce sempre un laureato con un paio di anni di esperienza nel settore, ad un dottore di ricerca col massimo dei voti e zero esperienza sul campo. Ti sfido a trovarmi un numero consistente di annunci lavorativi dove l'azienda X richiede espressamente il dottorato di ricerca.
Se invece vuoi fare carriera accademica, il discorso cambia, perchè per partecipare a un qualsiasi concorso all'università o al CNR, il dottorato (talvolta anche il post-dottorato) è indispensabile.

masand
02-02-2010, 13:48
Dovresti guardare la questione da una angolazione diversa: questo titolo in più è un valore aggiunto per il mio CV? La risposta è DIPENDE!
L'azienda preferisce sempre un laureato con un paio di anni di esperienza nel settore, ad un dottore di ricerca col massimo dei voti e zero esperienza sul campo. Ti sfido a trovarmi un numero consistente di annunci lavorativi dove l'azienda X richiede espressamente il dottorato di ricerca.
Se invece vuoi fare carriera accademica, il discorso cambia, perchè per partecipare a un qualsiasi concorso all'università o al CNR, il dottorato (talvolta anche il post-dottorato) è indispensabile.

Non sono totalmente d'accordo.

Per la mia posizione, mi capita spesso di fare colloqui e ultimamente ne ho fatti parecchi per prendere personale per il mio gruppo.

E le direttive sono state ben altre.

Oggi come oggi, si sta preferendo personale "vergine" con buona esperienza teorica a sopratutto nuove idee e mentre fresca.

Per lo meno è quello che serve a me.

Una persona con esperienza è anche una persona che "costa". Una persona che fa cambio di azienda, lo fa per crescita perché quanto meno, ti si alza la posizione organizzativa (magari da un C1, passi da un B2 e così via), anche perché è giusto che la esperienza e il conto ore risparmiato per la formazione vengano quantizzate e riconosciute.

Una persona invece che non ha esperienza, la formi come vuoi, come ti serve, dopodiché se vale e pensi sia un grado di dare valore aggiunto, si assume e si tiene e da qui comincerà il suo percorso di carriera e una nuova serie di formazione.

Nella seconda ipotesi, è vero che bisogna mettere un conto le ore/formazione, ma queste vengono fatte prima di tutto "on the job" e poi remunerate diversamente ad uno che ha esperienza (il che non vuol dire poco o molto, sicuramente il giusto e con tutte le tutele del caso).

Ripeto, qui da noi sono entrati ragazzi da poco che ormai sono coordinator che sono arrivati a prendere da 1800€/lordi a 2500€/lordi e, a casa mia, non è poco.

Immaginiamoci gente con un CV di tutto rispetto con una mente sveglia... e che è in grado di riciclarsi...

Io ne ho due ora che sto formando e sono in gambissima e andranno ad affiancare persone che erano già nel mio gruppo (non laureati, ma con molta esperinza sul campo e molto, ma molto in gamba).

Insomma, il farmaceutico è in fermento ed è vero, ma è anche vero che se si può risparmiare qualcosa, ben venga.

Gargoyle,
ti rinnovo il mio consiglio di buttarti nel mondo del lavoro, ché una delle cose che capirai da subito è che ci sono molti "non qualificati" in posti chiave, ma che hanno le "palle che fumano". Questo conta. ;)

Dammi retta, fai il tuo dottorato, IMPEGNATI (perché è importante che tu lo faccia), ma allo stesso tempo girati intorno, manda CV e IMPEGNATI, IMPEGNATI e, ultima cosa, IMPEGNATI!!! ;)

tazok
02-02-2010, 17:24
giusto per essere coerenti attualmente lavoro per 6.25 euro ora :(

Mr6600
02-02-2010, 19:45
Non sono totalmente d'accordo.

Per la mia posizione, mi capita spesso di fare colloqui e ultimamente ne ho fatti parecchi per prendere personale per il mio gruppo.

E le direttive sono state ben altre.

Oggi come oggi, si sta preferendo personale "vergine" con buona esperienza teorica a sopratutto nuove idee e mentre fresca.

Per lo meno è quello che serve a me.

...........................................
Una rondine non fa primavera.
Ad alcuni colloqui, i selezionatori dicevano pure a me che preferivano dei giovani neolaureati da formare a loro piacimento, piuttosto che un 35 enne con 5 anni di esperienza nel settore e una mente già formata, quindi più difficilmente plasmabile. Ma, ripeto, si tratta di casi sporadici.
Ultimamente, in (quasi) tutti gli annunci che leggo, si richiedono almeno un paio di anni di esperienza.

masand
02-02-2010, 19:56
Una rondine non fa primavera.
Ad alcuni colloqui, i selezionatori dicevano pure a me che preferivano dei giovani neolaureati da formare a loro piacimento, piuttosto che un 35 enne con 5 anni di esperienza nel settore e una mente già formata, quindi più difficilmente plasmabile. Ma, ripeto, si tratta di casi sporadici.
Ultimamente, in (quasi) tutti gli annunci che leggo, si richiedono almeno un paio di anni di esperienza.

Probabilmente dipende dal settore.

Ho parechi amici e colleghi nelle varie aziende farmaceutiche del Lazio (il grosso polo farmaceutico Italiano) e TUTTI ragionano allo stesso modo.

Probabilmente, ripeto, è un discorso di settore.

Mr6600
02-02-2010, 20:19
Probabilmente dipende dal settore.

Ho parechi amici e colleghi nelle varie aziende farmaceutiche del Lazio (il grosso polo farmaceutico Italiano) e TUTTI ragionano allo stesso modo.

Probabilmente, ripeto, è un discorso di settore.
Beh, io sono un chimico industriale, quindi il settore è praticamente lo stesso.
Tu sei laureato/diplomato in....?

HPower
03-02-2010, 00:01
Come chimico in teoria puoi fare mille cose....puoi lavorare per un'azienda di vini o per qualunque altra azienda che necessiti di un chimico: farmaceutica, azienda automotive ecc ecc ecc..

manda il tuo curriculum ad aziende come Castrol, Mobil, aziende vinicole, aziende alimentare di vario genere....sono sicuro che qualcuna risponderà ;)

HPower
03-02-2010, 00:07
Una rondine non fa primavera.
Ad alcuni colloqui, i selezionatori dicevano pure a me che preferivano dei giovani neolaureati da formare a loro piacimento, piuttosto che un 35 enne con 5 anni di esperienza nel settore e una mente già formata, quindi più difficilmente plasmabile. Ma, ripeto, si tratta di casi sporadici.
Ultimamente, in (quasi) tutti gli annunci che leggo, si richiedono almeno un paio di anni di esperienza.


e certo ! Perché per i contratti di formazione oppure per gli stage i soldi li paga in larga parte lo Stato o la Regione, spessissimo è così.

Spesso ti chiedono anche dove sei residente come punto fondamentale. perché?
Perché se sei residente in un'altra regione, non possono avere le agevolazioni previste magari dalla Regione dove ha sede l'azienda.

masand
03-02-2010, 09:09
Beh, io sono un chimico industriale, quindi il settore è praticamente lo stesso.
Tu sei laureato/diplomato in....?

Laureato in CTF con un dottorato di ricerca tra UK e USA.

masand
03-02-2010, 09:21
Beh, io sono un chimico industriale, quindi il settore è praticamente lo stesso.
Tu sei laureato/diplomato in....?

Il settore è lo stesso, ma le "applicazioni" sono (o possono potenzialmente essere) diverse.

La mia azienda ha un'altra sede a Latina. Questa sede produce anche gli API per l'azienda stessa e per il Mercato.

Purtroppo, ultimamente (3/4 anni) la parte chimica si è dovuta ridimensionare rispetto al farmaceutico.

Stessa cosa per le grandi anziende nella zona come la onnipotente Pfitzer... E poi non dimentichiamoci la Merk... altro gigante...

Però non vorrei, con questi discorsi distogliere l'attenzione dall'autore del 3D.

Perché credo (e su questo penso siamo d'accordo tutti), che Gargoyle stia attraversando quella fase di "sfiducia" che tutti più o meno abbiamo già passato, ma deve capire che il mondo del lavoro NON È come uno si immagina o come viene dipinto dai vari "baroni" (lettere mimuscola non a caso)... il mondo del lavoro è talmente vario e variegato che è milto difficile dare una direzione piuttosto che un'altra.

Il fatto è che si deve rimboccare le maniche e buttarsi, ma sopratutto, prendere SEMPRE SUL SERIO qualsiasi impegno che si accetta di eseguire.

Il dottorato, uno stage, un master e comunque qualsiasi altra cosa, non possono essere valutate SOLO dal lato economico (che ha il suo peso, per carità), ma da una serie di fattori che devono essere presi come fondamenta per la crescita personale e professionale, sia nel bene che nel male, anzi, ingoriare parecchi rospi è una "palestra" migliore di quella in cui è tutto "rose e fiori".

È una sorta di investimento su sé stessi. Sempre.

Un saluto a tutti...
masand

ChristinaAemiliana
03-02-2010, 16:54
E' vero che spesso è richiesta esperienza, ma in altri casi l'azienda preferisce formare i propri tecnici attraverso un percorso caratteristico.

Oltretutto in sede di colloquio è sempre ben gradito che il candidato dimostri disposizione a imparare e una certa sicurezza al riguardo...questo è precisare l'ovvio, ma è chiaro che a un colloquio non ci si debba lasciar scappare qualcosa come "non sono qualificato e ormai non lo potrò diventare"! :D

Infine, come giustamente altri hanno rimarcato, la realtà è variegata e complessa...io, per dire, sono finita in un posto che non ci azzecca niente né col mio percorso universitario né con la mia esperienza e i miei colleghi sono laureati in un'altra "ingegneria". Le strade bisogna anche avere la volontà di cercarle, con un minimo di fiducia...:)

HPower
04-02-2010, 00:07
Il settore è lo stesso, ma le "applicazioni" sono (o possono potenzialmente essere) diverse.

La mia azienda ha un'altra sede a Latina. Questa sede produce anche gli API per l'azienda stessa e per il Mercato.

Purtroppo, ultimamente (3/4 anni) la parte chimica si è dovuta ridimensionare rispetto al farmaceutico.

Stessa cosa per le grandi anziende nella zona come la onnipotente Pfitzer... E poi non dimentichiamoci la Merk... altro gigante...

Però non vorrei, con questi discorsi distogliere l'attenzione dall'autore del 3D.

Perché credo (e su questo penso siamo d'accordo tutti), che Gargoyle stia attraversando quella fase di "sfiducia" che tutti più o meno abbiamo già passato, ma deve capire che il mondo del lavoro NON È come uno si immagina o come viene dipinto dai vari "baroni" (lettere mimuscola non a caso)... il mondo del lavoro è talmente vario e variegato che è milto difficile dare una direzione piuttosto che un'altra.

Il fatto è che si deve rimboccare le maniche e buttarsi, ma sopratutto, prendere SEMPRE SUL SERIO qualsiasi impegno che si accetta di eseguire.

Il dottorato, uno stage, un master e comunque qualsiasi altra cosa, non possono essere valutate SOLO dal lato economico (che ha il suo peso, per carità), ma da una serie di fattori che devono essere presi come fondamenta per la crescita personale e professionale, sia nel bene che nel male, anzi, ingoriare parecchi rospi è una "palestra" migliore di quella in cui è tutto "rose e fiori".

È una sorta di investimento su sé stessi. Sempre.

Un saluto a tutti...
masand



Personalmente non vedo nessun tipo di crescita con i master né ancor meno con i dottorati

Gargoyle
04-02-2010, 07:42
Personalmente non vedo nessun tipo di crescita con i master né ancor meno con i dottorati
"Crescita" in che senso?

Di cose se ne imparano anche, ma dal punto di vista economico valgono zero.

masand
04-02-2010, 09:16
Personalmente non vedo nessun tipo di crescita con i master né ancor meno con i dottorati

Bravo, l'importante è che resti sul "personalmente". ;)

Poi lo spieghi ai nostri manager e ai nostri azionisti (che ripeto, sono di una multinazionale farmaceutica americana) che da SEMPRe agiscono in questo modo... e fino a prova contraria, hanno sulle spalle un secolo e anche più, che gli da ragione.

;)

masand
04-02-2010, 09:24
"Crescita" in che senso?

Di cose se ne imparano anche, ma dal punto di vista economico valgono zero.

Non posso che ripeterti:

Il dottorato, uno stage, un master e comunque qualsiasi altra cosa, non possono essere valutate SOLO dal lato economico (che ha il suo peso, per carità), ma da una serie di fattori che devono essere presi come fondamenta per la crescita personale e professionale, sia nel bene che nel male, anzi, ingoriare parecchi rospi è una "palestra" migliore di quella in cui è tutto "rose e fiori".

È una sorta di investimento su sé stessi. Sempre.

Tra l'altro, anche qui la cosa è molto soggettiva.

Io come dottorato, non ho prendevo granché (800$), ma avevo l'alloggio e il vitto pagati e, in più ho usufruito del miglior corso di lingue possibile, la gente.

Per quanto riguarda lo stage, io personalmente non l'ho fatto, ma anche qui dipende dall'azienda. C'è chi dà il rimpborso spese, ma senza nient'altro, chi invece dà lo stipendio (basso), ma senza riborso spese e così via.

Nella mia azienda, ci sono discrepanze da settore a settore (sto sempre parlando di stage), il mio, il QA è quello che "paga" meglio 1200€ mensili e riborso spese chilometrico, mentre nel settore ingegneria e produzione pagano di meno (800€ più il rimborso spese chilometrico). Il motivo non lo so, ma è legato gran parte al budget annuale che ha ogni singola funzione.

Ragazzi, mettetevi in testa, che nessuno regala niente.

Non si prendono n_mila€ senza far niente o senza essere disposti a qualche sacrificio.

Ripeto, bisogna investire su sé stessi.

Un saluto a tutti...
masand

Mr6600
04-02-2010, 09:56
Personalmente non vedo nessun tipo di crescita con i master né ancor meno con i dottorati
Quindi, pensi che la gente abbia tempo da perdere, stando dietro a esperimenti di laboratorio, bibliografia, articoli scientifici? :rolleyes:

"Crescita" in che senso?

Di cose se ne imparano anche, ma dal punto di vista economico valgono zero.
Come ti dissi 1 pagina fa, l'equazione:
dottorato=lavoro
borsa di studio=stipendio
non funziona. Quando fai un dottorato, il lato economico passa in secondo piano. Quello che ti spinge ad andare avanti è la voglia di acquisire nuove competenze, fare nuove esperienze (magari all'estero) confrontandoti con nuove figure professionali che in Italia non incontreresti mai, e ottenere, al termine dei 3 anni, un nuovo titolo di studio.

HPower
04-02-2010, 11:30
Bravo, l'importante è che resti sul "personalmente". ;)

Poi lo spieghi ai nostri manager e ai nostri azionisti (che ripeto, sono di una multinazionale farmaceutica americana) che da SEMPRe agiscono in questo modo... e fino a prova contraria, hanno sulle spalle un secolo e anche più, che gli da ragione.

;)


le gente che conosco che ha fatto carriera, nemmeno uno ha fatto master o dottorati

Gargoyle
04-02-2010, 11:39
le gente che conosco che ha fatto carriera, nemmeno uno ha fatto master o dottorati
Ci sarà un motivo.

Mr6600
04-02-2010, 11:55
Tra dire
Personalmente non vedo nessun tipo di crescita con i master né ancor meno con i dottorati
e dire
le gente che conosco che ha fatto carriera, nemmeno uno ha fatto master o dottorati
c'è una bella differenza.

Pure io ho affermato con forza che per fare carriera non è indispensabile farsi un mazzo così per 3 anni su un dottorato di ricerca, ma di qui a dire che non ti dà alcun tipo di crescita professionale, ce ne passa....

masand
04-02-2010, 12:27
le gente che conosco che ha fatto carriera, nemmeno uno ha fatto master o dottorati

E allora?

Io? Mi posso mettere nella casistica? Eppure ho un dottorato. E come mi ci sono i centianaia di Manager e Dirigenti di tutta l'azienda.

Ma questo, ripeto, è qualcosa di puramente soggettivo e a discrezione dell'azienza/settore dove vuoi essere impiegato.

Stare qui a dire io si/io no, non credo porti a niente.

Poi se vuoi, possiamo passare il tempo qui a snocciolare numeri ;)

masand
04-02-2010, 12:28
Ci sarà un motivo.

Ok,
Gargoyle, pare che tu una decisione l'abbia presa. Buon per te ;)

Ma allora abbi almeno la coerenza di seguirla. Se pensi che fare il dottorato non serva a niente, allora dimettiti e comincia a lavorare. ;)

kannetth
04-02-2010, 12:36
ciao, scusa se mi intrometto, sono capitato qui per caso...
io sono perito chimico, diplomato nel 2009 con 61 (e anche ripetente): non esattamente quello che si definisce un luminare.

nonostante cio', da quando sono uscito dall'orale, hanno cominciato a chiamarmi aziende varie pregandomi di contattarle se avessi cambiato idea riguardo all'universita' (mi sono iscritto a biotecnologie farmaceutiche)...

ora, e' vero che un diplomato a volte e' ritenuto troppo qualificato e blabla, pero' e' anche vero che su siti come menpower e catapulta richiedono molti laureati in chimica... magari tenta una ricerca.
anzi, il settore al momento offre molti posti, non scoraggiarti.

l'ultima offerta che ho ricevuto (e anche molti miei amici) sembra interessante: l'Eni cerca chimici, e mi pare che offrano anche il lavoro su piattaforma (e' un lavoro un po' di sacrifici, ma si guadagna molto bene).
a me hanno chiesto, finita la triennale, di iscrivermi sul sito eni, quindi credo cerchino anche a lungo termine... fossi in te un tentativo lo farei. ;)

tantopiu' che un laureato ha possibilita' di arrivare dove un diplomato non puo'.

in bocca al lupo!

HPower
04-02-2010, 14:24
E allora?

Io? Mi posso mettere nella casistica? Eppure ho un dottorato. E come mi ci sono i centianaia di Manager e Dirigenti di tutta l'azienda.

Ma questo, ripeto, è qualcosa di puramente soggettivo e a discrezione dell'azienza/settore dove vuoi essere impiegato.

Stare qui a dire io si/io no, non credo porti a niente.

Poi se vuoi, possiamo passare il tempo qui a snocciolare numeri ;)



Che un dottorato dia crescita professionale è una cosa oggettivamente contestabile.

Vogliamo anche dire che chi diventa avvocato, il giorno dopo sa fare l'avvocato?

Io ho imparato che si impara lavorando, stando sul campo.

Puoi avere 100 lauree e mille dottorati in economia aziendale e tremila master...ma se non stai sul campo non saprai gestire nemmeno un negozio di patate

kaliostro
04-02-2010, 21:09
Caro Gargoyle forse io più di tutti gli altri posso parlare di questo argomento perchè sono sulla tua stessa barca.
A fine Luglio 2009 mi sono laureato in Chimica -5 anni- e ad agosto mi sono giustamente fatto 1 mese di mare, convinto che a settembre le aziende avrebbero fatto a gara per accaparrarmisi.... invece telefono muto. Ho anzi notato che preferiscano prendere dei periti chimici

Quindi quando è così ci si rimbocca le maniche e non ci si avvilisce di fronte alle provette.

Ho fatto l'esame di stato e mi sono iscritto all'ordine, mi hanno dato il sigillo e ho iniziato una piccola carriera da libero professionista. Ho fatto i bigliettini da visita e mi sono proposto alle agenzie immobiliari per fare le certificazioni energetiche. In pratica guadagno 200 euro per 3 ore di lavoro..... certo devi andare in giro e dare dei premi alle agenzie immobiliari per farti lavorare, ma piano piano i soldi si vedono.
Intanto sto facendo domande per PhD all'estero, dove il dottorato è pagato di più, e se mi dovessero prendere prenderei questo come trampolino di lancio per il futuro.
Ti sei iscritto come CTU al tribunale di Firenze? Che aspetti? Corri in Tribunale/Procura e fatti dare i moduli per l'iscrizione e preparati a sborsare un pò di $ in marche da bollo e bollettini....

Te gia stai facendo un PhD e prendi 1000 euro al mese, quella è una borsa di studio...... Potresti intanto fare il libero professionista. Ma magari te manco ti sei iscritto all'ordine..... Ti assicuro che con il timbro dell'ordine puoi farti STRApagare le consulenze/certificazioni.....
Devi essere uno squalo altrimenti vieni mangiato.... se tutto questo non fa per te stai tranquillo dietro al chemcad e allo spettrometro.... 1000 euro so pure troppi.

Gargoyle
05-02-2010, 07:43
Te gia stai facendo un PhD e prendi 1000 euro al mese, quella è una borsa di studio...... Potresti intanto fare il libero professionista.
Fare il dottorato che impegna a tempo pieno e pure il libero professionista mi sembra abbastanza impossibile.


Ma magari te manco ti sei iscritto all'ordine..... Ti assicuro che con il timbro dell'ordine puoi farti STRApagare le consulenze/certificazioni.....
Ho fatto l'esame di stato, ma i liberi professionisti che erano nella commissione mi hanno fatto chiaramente capire che col mio profilo io e la libera professione eravamo inconciliabili, e temo avessero ragione.

Con tanti chimici qualificati che ci stanno a giro, non vedo perché qualcuno avrebbe bisogno di far fare certificazioni ad un chimico teorico.

Sono il primo a dire che io, fossi un'azienda, non mi assumerei.


Devi essere uno squalo altrimenti vieni mangiato.... se tutto questo non fa per te stai tranquillo dietro al chemcad e allo spettrometro.... 1000 euro so pure troppi.
Non sono tipo da "essere squalo".

Mr6600
05-02-2010, 10:06
Ho fatto l'esame di stato e mi sono iscritto all'ordine, mi hanno dato il sigillo e ho iniziato una piccola carriera da libero professionista. Ho fatto i bigliettini da visita e mi sono proposto alle agenzie immobiliari per fare le certificazioni energetiche. In pratica guadagno 200 euro per 3 ore di lavoro..... certo devi andare in giro e dare dei premi alle agenzie immobiliari per farti lavorare, ma piano piano i soldi si vedono.
............................................... ......................
Ti sei iscritto come CTU al tribunale di Firenze? Che aspetti? Corri in Tribunale/Procura e fatti dare i moduli per l'iscrizione e preparati a sborsare un pò di $ in marche da bollo e bollettini....

Ciao kaliostro,
io sono abilitato all'esercizio della professione, ma non mi sono mai iscritto all'Albo, visto che non ho i mezzi finanziari per aprire un laboratorio chimico privato. Questo CTU, se ho ben capito, è il Consulente Tecnico d'Ufficio.
Per diventare CTU, cosa bisogna fare esattamente, a parte iscriversi all'albo dei chimici? Frequentare un corso di formazione, sostenere un esame e poi fare domanda al tribunale?
Per chi non è un ingegnere o un agronomo, ma un chimico, che genere di perizie si possono fare?

Mi interessa anche il discorso delle certificazioni energetiche...che significa
devi dare dei premi alle agenzie immobiliari per farti lavorare?
In pratica, hai aperto un vero e proprio studio privato (tipo: Studio del dottor Tizio, dottore in chimica), dove fai consulenze e certificazioni per le agenzie immobiliari?

EDIT: a proposito di CTU ho trovato questo in rete, che rende la situazione molto meno rosea di come l'hai descritta tu:
Ora per fare il CTU occorre iscriversi a delle liste presso la cancelleria dei tribunali e aspettare di essere chiamati (serve comunque essere iscritti all'albo da tre anni minimo), solitamente passa parecchio tempo (anni), la parcella è stabilita dal Giudice, e solitamente non ha prezzi alle stelle.

mark41176
06-02-2010, 11:12
La metto giù chiaramente.

Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana, ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.

Sto raccogliendo qualche dato su eventuali possibilità all'estero ma non mi giungono notizie particolarmente positive, specie considerando che fuori da questo paese dimenticato da dio c'è gente che a 25 anni ha già finito il dottorato e che presentarsi a 28-29 anni come neoPhD fa un po' ridere.

Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?

Non avevo alternative concrete per le mani né a settembre né adesso.

L'imminenza di alcune scadenze (bando di concorso per il dottorato, preparazione dell'esame di stato per la mia professione) mi ha impedito di cercare attivamente qualcos'altro.
Comunque, dubito che il mio profilo da neo-laureato ormai già invecchiato interessi a qualsivoglia azienda italiana.
Le mie competenze, come quelle di quasi tutti i laureati nella mia classe, sono poco spendibili.

Gargoyle la laurea in chimica ha anche uno sbocco pratico nell'industria manifatturiera .... certo il periodo nero di crisi dell'industria deprime le speranze ma è ancor più sbagliato abbandonare completamente ogni speranza.

Ci sono laureati che amano profondamente il percoso di studi fatto e che quindi non vedono altre prospettive al di fuori di una carriera universitaria, di ricerca o più in generale di insegnamento ... però mi chiedo perchè precludersi delle opportunità importanti e "sconosciute" fuori da questo bell'ambiente che è l'università e non accettare di fare la gavetta anche come quelli non laureati brillantemente?

con questo non sto dicendo assolutamente che tu faccia parte di coloro che laureati presto e brillantemente rifiutano a priori di fare la gavetta partendo con degli stage e via via progredendo professionalmente con un percorso mirato che possa dare una certa rivendibilità, però più che preoccuparsi di quanto si guadagna all'ora io penserei prima al concetto di "rivendibilità"!

Lo sappiamo benissimo che in Italia la ricerca è "roba" di pochissimi intimi, per cui sarebbe più logico e ragionevole "fuggire" dal nostro paese per andare a competere all'estero con un mercato del lavoro di altra caratura che come ammetti tu stesso vede gente che a 25 anni magari ha già un'esperienza di lavoro di qualche anno!

Hai già intrapreso questa strada del dottorato che terminerà dopo 3 anni, ebbene concludila e dopo quei 3 anni semmai deciderai o sarai costretto a non poter proseguire nella ricerca e dovrai iniziare dalla gavetta se ti proietterai nel mondo dell'industria .... una gavetta normale e giusta che sia e che comunque (visto il tuo tipo di laurea) non esclude che tu possa avere qualche ottima chance nella R&D ad esempio di un'industria farmaceutica.

purtroppo la realtà è questa Gargoyle, le occasioni sono poche e quelle che ci sono non rispecchiano mai ciò che desideriamo per il nostro profilo..... prendi me ad esempio: una volta mi lamentavo perchè nel centro-sud non c'erano occasioni lavorative ed ora che il lavoro l'ho trovato e che addirittura il ruolo professionale mi piace e non lo scambierei mai purtroppo non sono affatto contento con lo stipendio rispetto al carico di lavoro e alle responsabilità accollatemi!

P.S. Sbagli se pensi che la laurea in chimica non abbia sbocchi lavorativi interessanti........ un mio caro amico è biologo e lavora in un'azienda di consulenza per il settore qualità nell'industria alimentare e si trova bene (anche se pure lui si lamenta un pò per lo stipendio :stordita: ) e scusa la mia ignoranza in materia ma non vedo perchè un chimico non possa occuparsi anche di qualità nel settore alimentare. Tra l'altro poi la conoscenza della chimica è applicabile in qualsiasi processo industriale produttivo!

Gargoyle
06-02-2010, 12:18
mark, io non ho le competenze per lavorare nei settori in cui i chimici sono più richiesti (controllo qualità, alimenti, tessile, analisi ambientali).

Fedozzo
06-02-2010, 13:18
mark, io non ho le competenze per lavorare nei settori in cui i chimici sono più richiesti (controllo qualità, alimenti, tessile, analisi ambientali).

Sinceramente, mi sembra che tu abbia davvero poca fiducia in te stesso..

Ora, hai una laurea in CHIMICA: per quanto teorico possa essere stato il tuo corso di studi, sei un chimico, e in quanto tale hai le carte in regola per poter fare quello che fanno tutti gli altri chimici, anche se hanno fatto corsi di studi piu pratici del tuo.

Non credo ch tu abbia studiato i pupazzetti, e cose come controllo qualità&alimenti sono cose che tutti i chimici, chi piu chi meno, può approcciare..a questo punto mi viene da chiedere, cosa hai studiato di così diverso dagli altri chimici?

Gargoyle
06-02-2010, 13:28
Sinceramente, mi sembra che tu abbia davvero poca fiducia in te stesso..

Ora, hai una laurea in CHIMICA: per quanto teorico possa essere stato il tuo corso di studi, sei un chimico, e in quanto tale hai le carte in regola per poter fare quello che fanno tutti gli altri chimici, anche se hanno fatto corsi di studi piu pratici del tuo.

Non credo ch tu abbia studiato i pupazzetti, e cose come controllo qualità&alimenti sono cose che tutti i chimici, chi piu chi meno, può approcciare..a questo punto mi viene da chiedere, cosa hai studiato di così diverso dagli altri chimici?
Mi sono occupato di chimica computazionale e spettroscopia.
Roba non rivendibile.

Fedozzo
06-02-2010, 14:52
Mi sono occupato di chimica computazionale e spettroscopia.
Roba non rivendibile.

http://www.buchi.it/uploads/media/Pectine.pdf

niente delle scienze è non utilizzabile industrialmente

Mr6600
06-02-2010, 15:58
Mi sono occupato di chimica computazionale e spettroscopia.
Roba non rivendibile.
Capisco, sei un chimico fisico ad indirizzo teorico. Facevi simulazioni al computer di spettri e compagnia bella, giusto?

Non demoralizzarti. Esistono anche gli stage per neolaureati, in cui puoi toccare con mano cose che hai solo studiato sui libri. Come diceva la nostra amata moderatrice, il fatto che tu non abbia mai ricoperto il ruolo X non esclude che tu possa imparare. Le aziende apprezzano molto la flessibilità dei candidati, intesa sia come disponibilità a trasferimenti/trasferite in italia e all'estero, sia come disponibilità ad imparare, ad acquisire nuove competenze.

ironmanu
06-02-2010, 16:29
La metto giù chiaramente.

Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana, ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.

Sto raccogliendo qualche dato su eventuali possibilità all'estero ma non mi giungono notizie particolarmente positive, specie considerando che fuori da questo paese dimenticato da dio c'è gente che a 25 anni ha già finito il dottorato e che presentarsi a 28-29 anni come neoPhD fa un po' ridere.

Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?

mi sono appena dottorato. puoi spiegare meglio quanto ho quaotato? non so se lo sai ma il phd in italia dura tre anni, all'estero anche di + (amici dottorandi tedeschi hanno superato i 4 anni e staranno lì finchè il supervisor non avrà deciso che l'obiettivo è raggiunto). mi spieghi chi ha il phd a 25 anni? conosco alcuni tedeschi ppunto, fracesi, danesi e jappi che sono in dottorato e la situazione in termini di età è ben diversa. Con il mio ciclo iniziò un ragazzo arrivato dal vietnam (è un '80) ed ha finito con me quest'annocoi 30 suonati
PS: ho 29 anni

ironmanu
06-02-2010, 16:33
Ciao...

Secondo me dipende tutto dalle opportunità...

Durante il dottorato ti faranno viaggiare?
Durante il dottorato hai la possibilità di rimanere in contatto con società, aziende ad esempio per consulenza?
Il progetto di dottorato è valido?

Se tutte le domande sono positive e ti piace veramente io lo farei, tanto con i tempi che girano non credo che in società troveresti poi così tanto più di 1000 euro al mese!!

un intervento razionale, e secondo me pure un buono spunto per la valutazione. Mi permetto di consigliarti di non imbarcarti nel dottorato per inerzia e con sfiducia, sennò tra 3 anni ti si ripresenta identicamente lo stesso problema.

Ziosilvio
06-02-2010, 17:58
Da utente:
Personalmente non vedo nessun tipo di crescita con i master né ancor meno con i dottorati
le gente che conosco che ha fatto carriera, nemmeno uno ha fatto master o dottorati
Allora tu hai visto che il master e il dottorato non sono necessari alla crescita (second post quotato), non che non sono sufficienti alla crescita (primo post quotato).

Io, da parte mia, vedo un sacco di persone abbagliate dal mito del self made man e che non sanno comprendere un rapporto causa-effetto.
E ho forti dubbi sul loro futuro professionale.

Ziosilvio
06-02-2010, 18:07
Sempre da utente:
Mi sono laureato a 25 anni a settembre.
Sono rimasto senza nulla fino a gennaio continuando comunque l'attività di tesi in facoltà, adesso ho un dottorato con borsa di 1000 € al mese.

So che non è un contratto di lavoro "serio" da "gente adulta", e non ci giro attorno, però richiede comunque un impegno sostanzialmente lavorativo ed a tempo pieno, quindi userò il termine "lavorare" lo stesso. Passatemelo.

Considerato che quando va bene faccio 40 ore la settimana e che quando mi va male mi capita di portarmi ancora cose da fare a casa pure nel fine settimana, ho fatto un rapido conto e mi viene che guadagno al netto un po' meno di 6 € l'ora.

Mi chiedo se abbia senso continuare in queste condizioni, sapendo comunque che tra 3 anni mi tireranno un calcio in culo perché il mio gruppo non ha più i soldi per rinnovare borse ed assegni neppure ai più bravi e sgobboni.

Sto raccogliendo qualche dato su eventuali possibilità all'estero ma non mi giungono notizie particolarmente positive, specie considerando che fuori da questo paese dimenticato da dio c'è gente che a 25 anni ha già finito il dottorato e che presentarsi a 28-29 anni come neoPhD fa un po' ridere.

Voi che ne pensate?
Vado ad insaponare la corda?
Che il dottorato non sia "un lavoro da gente seria", è mitologia nel migliore dei casi, e menzogna nel peggiore.
Non ho dubbi che la paga sia scarsa in confronto all'impegno richiesto. Questa in realtà è un'anomalia tutta italiana, la situazione è diversa in altri Paesi. C'è però da tener conto che la borsa del dottorato è una borsa di studio e non uno stipendio, per cui ci paghi sopra pochissime tasse.
Io non mi preoccuperei troppo della situazione fra tre anni, periodo in cui le cose possono cambiare; semmai (nell'ipotesi di proseguire il dottorato) inizierei a cercare postdoc già qualche mese prima della discussione della tesi.

Mr6600
06-02-2010, 18:49
Io non mi preoccuperei troppo della situazione fra tre anni, periodo in cui le cose possono cambiare; semmai (nell'ipotesi di proseguire il dottorato) inizierei a cercare postdoc già qualche mese prima della discussione della tesi.
Quoto.
Collega Gargoyle, fare un dottorato di ricerca non ti vieta di cercare lavoro. Sai quante persone che conosco lo fanno/facevano?
- sveglia al mattino alle 7:30
- alle 8:30 si timbra il cartellino e si inizia a lavorare
- alle 16:30 si stacca da lavoro
- alle 17 si arriva all'università e si portano avanti le ricerche
- alle 20 si esce dall'università e si torna a casa

Vita dura, indubbiamente, ma vuoi mettere la soddisfazione di avere un lavoro retribuito, che magari un domani diventa a tempo indeterminato, e trovarti tra 3 anni con un dottorato di ricerca in mano?

pierodj
06-02-2010, 18:51
no, non lavorerei mai per uno "stipendio" del genere, a meno di non avere serie difficoltà economiche per cui "prendo il primo lavoro che trovo, anche se sottopagato".

comunque, per esperienza, posso consigliarti questo:
- manda una marea di CV
- non farti troppi problemi se gli annunci di lavoro che leggi non corrispondono perfettamente al tuo profilo... evita solo quelli totalmente diversi (tipo da noi in azienda, mettiamo l'annuncio per cercare uno sviluppatore php junior e manda il CV gente di 40 anni che fa i siti in joomla :asd: )
- nessuna facoltà forma laureati in grado di entrare da subito nel mondo del lavoro; molte aziende investono sulla tua formazione per il primo periodo, quindi non farti troppi problemi per il fatto che non hai esperienza o conoscenza pratica del lavoro ;)

ironmanu
06-02-2010, 18:55
Sempre da utente:

Che il dottorato non sia "un lavoro da gente seria", è mitologia nel migliore dei casi, e menzogna nel peggiore.
Non ho dubbi che la paga sia scarsa in confronto all'impegno richiesto. Questa in realtà è un'anomalia tutta italiana, la situazione è diversa in altri Paesi. C'è però da tener conto che la borsa del dottorato è una borsa di studio e non uno stipendio, per cui ci paghi sopra pochissime tasse.
Io non mi preoccuperei troppo della situazione fra tre anni, periodo in cui le cose possono cambiare; semmai (nell'ipotesi di proseguire il dottorato) inizierei a cercare postdoc già qualche mese prima della discussione della tesi.

Esatto. Tanto per avere la misura: (ingegneria) LFT Erlangen, Germania, il primo anno di dottorato 1800€/mese a crescere nei successivi. Verifica obiettivi ricerca ogni 6 mesi. Prima di ultimare le attività sono già rubati dalle aziende.
Esperienza diretta grazie agli scambi interuniversitari.

ironmanu
06-02-2010, 18:57
Quoto.
Collega Gargoyle, fare un dottorato di ricerca non ti vieta di cercare lavoro. Sai quante persone che conosco lo fanno/facevano?
- sveglia al mattino alle 7:30
- alle 8:30 si timbra il cartellino e si inizia a lavorare
- alle 16:30 si stacca da lavoro
- alle 17 si arriva all'università e si portano avanti le ricerche
- alle 20 si esce dall'università e si torna a casa

Vita dura, indubbiamente, ma vuoi mettere la soddisfazione di avere un lavoro retribuito, che magari un domani diventa a tempo indeterminato, e trovarti tra 3 anni con un dottorato di ricerca in mano?

mmm... si ok i propositi. Lasciami dubitare molto sui risultati!

ironmanu
06-02-2010, 18:59
no, non lavorerei mai per uno "stipendio" del genere, a meno di non avere serie difficoltà economiche per cui "prendo il primo lavoro che trovo, anche se sottopagato".

comunque, per esperienza, posso consigliarti questo:
- manda una marea di CV
- non farti troppi problemi se gli annunci di lavoro che leggi non corrispondono perfettamente al tuo profilo... evita solo quelli totalmente diversi (tipo da noi in azienda, mettiamo l'annuncio per cercare uno sviluppatore php junior e manda il CV gente di 40 anni che fa i siti in joomla :asd: )
- nessuna facoltà forma laureati in grado di entrare da subito nel mondo del lavoro; molte aziende investono sulla tua formazione per il primo periodo, quindi non farti troppi problemi per il fatto che non hai esperienza o conoscenza pratica del lavoro ;)

qui è il presupposto che è sbagliato

Mr6600
06-02-2010, 19:06
mmm... si ok i propositi. Lasciami dubitare molto sui risultati!
Che intendi? Pensi che sia impossibile fare il dottorato e contemporaneamente lavorare? Conosco personalmente più di una persona che ce l'ha fatta.

ironmanu
06-02-2010, 20:34
Che intendi? Pensi che sia impossibile fare il dottorato e contemporaneamente lavorare? Conosco personalmente più di una persona che ce l'ha fatta.

Per poter svolgere contemporanenamente un lavoro la situazione è abbastanza delicata, a parte che nella mia scuola di dottorato, serve il consenso del consiglio per svolgere attività terze. In generale, stando alle condizioni che hai messo, mi viene da pensare "ok, ce la si fa ma non certo in 3 anni, e neppure in 4!"
Altrimenti non ci sarebbe paragone con quelli che lo fanno full-time. Anche par-time sarebbe comunque complicato per fare le cose seriamente. Io sono nella normalità ma durante il mio dottorato tra analisi bibliografica,analizzare il problema, strutturare un piano prove, eseguirlo, analizzare i risultati, passa al problema successivo e via dicendo....per non parlare di scrivere gli articoli, vai alle conferenze, segui i tesisti che portano avanti i work packages. Insomma non mi paiono proprio attività da portare avanti nelle ore buche, o no?.

Gargoyle
06-02-2010, 20:59
Che intendi? Pensi che sia impossibile fare il dottorato e contemporaneamente lavorare? Conosco personalmente più di una persona che ce l'ha fatta.
E' impossibile lavorare bene e fare tutte e due le cose.

Inoltre, chi ha la borsa non può svolgere alcuna altra attività retribuita.

mark41176
07-02-2010, 15:22
Mi sono occupato di chimica computazionale e spettroscopia.
Roba non rivendibile.

permettimi una battuta... ti bastano 2 mani per "contare" quanti laureati in un determinato indirizzo lavorano poi in un ambito in cui si occupano esattamente di ciò che hanno studiato!

gli argomenti studiati torneranno sempre e comunque utili durante il percorso lavorativo ma non è molto ragionevole fossilizzarsi sul problema della rivendibilità senza aver ancora provato un'esperienza fuori dall'ambito universitario

spero di essere brevissimo:
dopo essermi laureato tardi in ing. elettrica v.o. pur sentendomi spacciato per la mia rivendibilità sul mercato sai cosa ho fatto?
mi sono chiesto quale fosse la migliore azienda a livello mondiale e dopo aver avuto come responso la "Toyota" ho inziato a studiarmi tutto ciò che la riguardasse per capire cosa significasse il Toyota Production System... ne sono rimasto folgorato e credimi se ti dico che questo mi ha permesso di inziare un cammino professionale che mi ha tolto dal "limbo" lavorativo e che comunque mi ha permesso nell'arco di 2 anni di superare (a livello di ruolo intendo) tanti compagni di università laureati prima di me e più brillantemente!

non è un esempio ma solo un invito a non avere paraocchi inutili, a non fossilizzarsi ed essere lungimiranti

Mr6600
07-02-2010, 20:02
E' impossibile lavorare bene e fare tutte e due le cose.

Inoltre, chi ha la borsa non può svolgere alcuna altra attività retribuita.
Su questo probabilmente hai ragione. Una delle persone che conosco io sicuramente non aveva la borsa di studio. L'altro non so, ma è probabile che pure lui facesse il dottorato gratis.

Ma di cosa ti sei occupato esattamente nella tesi e cosa stai facendo ora nel dottorato?
Così capiamo in quali settori sono spendibili le competenze che stai acquisendo/hai acquisito.