_Magellano_
31-10-2009, 17:03
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/30/visualizza_new.html_992384394.html
ROMA - Saranno risentiti tutti dai magistrati prima dell'udienza del tribunale del riesame fissata per il 4 novembre prossimo, i carabinieri accusati di aver ricattato l'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.
Tra loro, come anticipato da alcuni quotidiani, sara' interrogato anche un quinto carabiniere indagato, Donato D'Autilia, gia' coinvolto peraltro in passato in un'indagine per pedofilia. Nonostante le smentite di ieri in procura, oggi c'e' stata la conferma della sua iscrizione nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di ricettazione. Per i titolari dell'inchiesta, D'Autilia avrebbe ricoperto il ruolo di intermediario nell'attivita' di vendita del video che ritrae l'ex governatore del Lazio in compagnia di un transessuale. La settimana prossima, dunque, saranno sentiti i cinque indagati. Ci sono, infatti, molti aspetti ancora da chiarire, come la presenza della cocaina nell'appartamento di via Gradoli, gli assegni che Marrazzo sostiene di aver consegnato ai militari, mai incassati, e dei quali non c'e' alcuna traccia, nonche' le telefonate fatte in Regione dai presunti ricattatori. Ma non e' escluso che agli indagati possano essere contestati altri illeciti, magari legati al giro di rapine compiute la scorsa primavera ai danni di transessuali e sulle quali la procura ha deciso di fare luce per verificare se nelle maglie dei ricattatori siano finite altre persone. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli intendono inoltre risentire anche
Marrazzo
. Non appena le condizioni di salute lo permetteranno, sara' convocato in procura.
Quando i carabinieri Carlo Tagliente e Luciano Simeone, probabilmente il 3 luglio, entrarono in quell'appartamento di via Gradoli e trovarono l'allora presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo in compagnia di "un viados di pelle scura, moro di capelli", i due furono "in gravissimo imbarazzo" anche perché Marrazzo era seminudo "per cui non sapemmo veramente cosa fare". Questa la versione fornita dallo stesso Tagliente, uno dei quattro carabinieri arrestati, nelle sue dichiarazioni spontanee agli atti dell'inchiesta e già nella disponibilità delle parti in vista dell'udienza del tribunale del riesame.
"Lui ci pregò con gli occhi lucidi - prosegue Tagliente - di non fare nulla perché ci diceva 'io ho una mia dignita' e la mia posizione... vi prego... aiutatemi ... saprò ricompensarvi vi aiuterò nell'Arma'. Quindi ci disse che avrebbe potuto aiutarci se volessimo un trasferimento". Lo stesso Tagliente aggiunge che, non avendo individuato "nessuna cosa pertinente a qualunque tipo di reato" e visto che non sapeva "veramente cosa fare" insieme al suo collega decise di andarsene "senza fare nulla per timore della personalità ". Sempre a dire di Tagliente, "circa 15 giorni dopo" lo stesso confidente che gli aveva segnalato un festino in corso con dei trans - segnalazione che aveva portato lui e Simeone nell'abitazione dove si trovava Marrazzo - gli disse che "era entrato in possesso, senza specificare come, di un video che ritraeva il citato presidente Marrazzo mentre si trovava in compagnia di un trans in atteggiamenti ambigui". Il trans non era però lo stesso perché "era un trans biondo, questa volta".
La cosa si complica in effetti,sia perchè è sempre più forte il sospetto che vi sia coinvolta anche la droga sia perchè pare quello di marrazzo non fosse stato un "flirt" ma un abitudine vera e propria basata sulla figura di questo ulteriore trans biondo.
Non mi pronuncio sugli assegni non intascati o le telefonate che non si trovano perchè è ancora troppo presto.
ROMA - Saranno risentiti tutti dai magistrati prima dell'udienza del tribunale del riesame fissata per il 4 novembre prossimo, i carabinieri accusati di aver ricattato l'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.
Tra loro, come anticipato da alcuni quotidiani, sara' interrogato anche un quinto carabiniere indagato, Donato D'Autilia, gia' coinvolto peraltro in passato in un'indagine per pedofilia. Nonostante le smentite di ieri in procura, oggi c'e' stata la conferma della sua iscrizione nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di ricettazione. Per i titolari dell'inchiesta, D'Autilia avrebbe ricoperto il ruolo di intermediario nell'attivita' di vendita del video che ritrae l'ex governatore del Lazio in compagnia di un transessuale. La settimana prossima, dunque, saranno sentiti i cinque indagati. Ci sono, infatti, molti aspetti ancora da chiarire, come la presenza della cocaina nell'appartamento di via Gradoli, gli assegni che Marrazzo sostiene di aver consegnato ai militari, mai incassati, e dei quali non c'e' alcuna traccia, nonche' le telefonate fatte in Regione dai presunti ricattatori. Ma non e' escluso che agli indagati possano essere contestati altri illeciti, magari legati al giro di rapine compiute la scorsa primavera ai danni di transessuali e sulle quali la procura ha deciso di fare luce per verificare se nelle maglie dei ricattatori siano finite altre persone. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli intendono inoltre risentire anche
Marrazzo
. Non appena le condizioni di salute lo permetteranno, sara' convocato in procura.
Quando i carabinieri Carlo Tagliente e Luciano Simeone, probabilmente il 3 luglio, entrarono in quell'appartamento di via Gradoli e trovarono l'allora presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo in compagnia di "un viados di pelle scura, moro di capelli", i due furono "in gravissimo imbarazzo" anche perché Marrazzo era seminudo "per cui non sapemmo veramente cosa fare". Questa la versione fornita dallo stesso Tagliente, uno dei quattro carabinieri arrestati, nelle sue dichiarazioni spontanee agli atti dell'inchiesta e già nella disponibilità delle parti in vista dell'udienza del tribunale del riesame.
"Lui ci pregò con gli occhi lucidi - prosegue Tagliente - di non fare nulla perché ci diceva 'io ho una mia dignita' e la mia posizione... vi prego... aiutatemi ... saprò ricompensarvi vi aiuterò nell'Arma'. Quindi ci disse che avrebbe potuto aiutarci se volessimo un trasferimento". Lo stesso Tagliente aggiunge che, non avendo individuato "nessuna cosa pertinente a qualunque tipo di reato" e visto che non sapeva "veramente cosa fare" insieme al suo collega decise di andarsene "senza fare nulla per timore della personalità ". Sempre a dire di Tagliente, "circa 15 giorni dopo" lo stesso confidente che gli aveva segnalato un festino in corso con dei trans - segnalazione che aveva portato lui e Simeone nell'abitazione dove si trovava Marrazzo - gli disse che "era entrato in possesso, senza specificare come, di un video che ritraeva il citato presidente Marrazzo mentre si trovava in compagnia di un trans in atteggiamenti ambigui". Il trans non era però lo stesso perché "era un trans biondo, questa volta".
La cosa si complica in effetti,sia perchè è sempre più forte il sospetto che vi sia coinvolta anche la droga sia perchè pare quello di marrazzo non fosse stato un "flirt" ma un abitudine vera e propria basata sulla figura di questo ulteriore trans biondo.
Non mi pronuncio sugli assegni non intascati o le telefonate che non si trovano perchè è ancora troppo presto.