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View Full Version : Brunetta, offensiva anti-fannulloni Estese a 7 le ore per le visite fiscali


Sinclair63
29-10-2009, 20:20
Per i medici sarà obbligatorio inviare
i certificati all'Inps per via telematica
ROMA
Torna la lotta all’assenteismo: il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha deciso di estendere a sette ore la reperibilità dei dipendenti statali in malattia. Le nuove fasce orarie aperte alle visite fiscali vanno dalle 9,00 alle 13,00 del mattino, e dalle 15,00 alle 18,00 della sera.

Un aumento di tre ore rispetto alle quattro attuali (10,00-12,00 e 17,00-19,00). «Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno», ha commentato il ministro, che spiega di aver commesso un «errore» nel tornare indietro, riportando a luglio la reperibilità a quattro ore, quando a maggio l’aveva ampliato a undici (8,00-13,00 e 14,00-20,00). La nuova misura rientra nel decreto legislativo di attuazione della legge 15 del 2009, che verrà pubblicata sabato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore a metà novembre.

Il provvedimento, infatti, dà al titolare della Pubblica amministrazione il potere di decidere sulle fasce orarie di reperibilità. A riaccendere l’allarme «fannulloni» sono stati i risultati del monitoraggio sulle assenze nel settore pubblico, che ha rilevato un aumento del 16,7% ad agosto e del 24,2% a settembre, dopo 14 mesi di riduzione progressiva. Brunetta ha sottolineato come «sia stata una delusione ma anche una lezione: abbiamo capito che non possiamo abbassare la guardia contro i comportamenti opportunistici».

L’altra novità inserita nel decreto riguarda l’obbligo d’invio dei certificati medici per via telematica, spedito direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’Inps. Il sistema partirà subito, ha fatto sapere il ministro, anche se è prevista una fase di transizione durante la quale si potrà ricorrere sia al meccanismo online sia al cartaceo.

Ci risiamo :rolleyes:

Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48824girata.asp

Fritz!
29-10-2009, 20:24
da 4 a 11
poi da 11 a 4
e ora da 4 a 7

La terza modifica in sei mesi?

Sinclair63
29-10-2009, 20:25
da 4 a 11
poi da 11 a 4
e ora da 4 a 7

La terza modifica in sei mesi?

Beh lui il giocattolo ce l'ha e lo usa come gli pare e piace...:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

חוה
29-10-2009, 20:25
ma non l'avevano ritirata perchè era anticostituzionale, la norma che diversificava gli orari di reperibilità tra pubblico/privato?

indelebile
29-10-2009, 20:29
ma non avete sentito che ad agosto a settembre sono aumentate?

«Avevo tentato di dare fiducia - spiega Brunetta a La Stampa - riducendo da 11 a 4 le ore della reperibilità giornaliera per i controlli medici. Ora riscontriamo il 20-22% di assenze in più. Ho sbagliato - rimarca - e mi dovrò correggere».

A riaccendere l’allarme «fannulloni» sono stati i risultati del monitoraggio sulle assenze nel settore pubblico, che ha rilevato un aumento del 16,7% ad agosto e del 24,2% a settembre, dopo 14 mesi di riduzione progressiva

ah brunettya il salvatore :muro:

daniele.messina
29-10-2009, 20:31
ma non l'avevano ritirata perchè era anticostituzionale, la norma che diversificava gli orari di reperibilità tra pubblico/privato?

Addirittura anticostituzionale? :) No, non mi risulta.
Si va per aggiustamenti progressivi, ma capisco che ai maestri di chiacchiere un metodo di intervento concreto risulti una stranezza. 3 cambiamenti in 6 mesi, e allora?

Sinclair63
29-10-2009, 20:33
Addirittura anticostituzionale? :) No, non mi risulta.
Si va per aggiustamenti progressivi, ma capisco che ai maestri di chiacchiere un metodo di intervento concreto risulti una stranezza. 3 cambiamenti in 6 mesi, e allora?

Va tutto bene....:)

Fritz!
29-10-2009, 20:33
Addirittura anticostituzionale? :) No, non mi risulta.
Si va per aggiustamenti progressivi, ma capisco che ai maestri di chiacchiere un metodo di intervento concreto risulti una stranezza. 3 cambiamenti in 6 mesi, e allora?

Le chiacchere sono le specialità del tuo ministro.

חוה
29-10-2009, 20:41
Addirittura anticostituzionale? :) No, non mi risulta.
Si va per aggiustamenti progressivi, ma capisco che ai maestri di chiacchiere un metodo di intervento concreto risulti una stranezza. 3 cambiamenti in 6 mesi, e allora?

d'accordo sugli aggiustamenti, per qualunque cosa

ma una disparità di trattamento fra i lavoratori non va bene

ConteZero
29-10-2009, 20:44
Titolo : "Un ministro piccolo piccolo"
Sottotitolo : "Le assenze per malattia anziché diminuire aumentano e lui si vendica come i bimbi di terza elementare"

^TiGeRShArK^
29-10-2009, 20:58
d'accordo sugli aggiustamenti, per qualunque cosa

ma una disparità di trattamento fra i lavoratori non va bene

Niente chiacchiere. :O
qualunque cosa faccia brunetta contro i fannulloni è giusta a priori, sporco comunista! :O
























(:asd: )

fitness
29-10-2009, 20:59
Tutti impiegati statali qui dentro?

ConteZero
29-10-2009, 21:11
Tutti impiegati statali qui dentro?

No, tutti fermamente convinti che "sconfiggere i fannulloni" significa ZERO persone in malattia. :O

.marco.
29-10-2009, 21:14
solo chiacchiere e distintivo.

Che poi le malattie fossero diminuite è un dato molto controverso, e quindi anche il dato che siano aumentate lo è.

Acrobat
29-10-2009, 21:20
Ancora! Ma la vogliamo capire o no che il primo spreco è Brunetta stesso?? Mandare le visite fiscali COSTA! E lui di soldi ne ha fatti sputtanare un casino!!

Risultato? I furbi fanno ancora i furbi, chi è malato sul serio(io, e guardacaso proprio mentre scrivo) continua a prenderselo nel culo(sempre io, per esempio.. dato che ho una specie di bronchite cronica..) date le gentili "sottrazioni" di denaro a chi si ammala(si, la norma nella scuola è ancora in vigore, non si capisce bene se la vogliano togliere o meno).

Chi vuol fare il furbo(ne conosco vari, lavorando a scuola) sta bellamente continuando a farlo, non è minimamente toccato dalle patetiche mosse di questo piccolo ministro e, anzi, se la ride.

Il mio augurio è il solito: che gli torni indietro tutto il male che fa. Ne più ne meno.

ziozetti
29-10-2009, 21:21
L’altra novità inserita nel decreto riguarda l’obbligo d’invio dei certificati medici per via telematica, spedito direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’Inps. Il sistema partirà subito, ha fatto sapere il ministro, anche se è prevista una fase di transizione durante la quale si potrà ricorrere sia al meccanismo online sia al cartaceo.
Questa è una innovazione importante, è assurdo dover portare/spedire una copia del certificato al datore di lavoro e portare/spedire un'altra copia all'INPS.

Bene la via telematica, ma ho la certezza che verrà implementata col culo (perdonate il francesismo) e dopo le proteste dei medici dopo 3 mesi verrà abbandonata.

PS: chi ha detto dimissioni on line?

Fil9998
29-10-2009, 21:22
budellata galattica, se uno deve andar dal medico in farmacia o far spesa sotto casa prima di blindarsi a letto??

budellata galattica.

esempio pratico : hai la febbre o comunque sei messo male il medico verra domani o ci andrai tu domani barcollando appena ti passa un poco, ovviamente di ritorno dal medico per strada passi in farmacia e al marketing a prendere quelle tre stronzate che ti servono in casa nei giorni di convalescenza...


secondo sua altezza che si fa??? medico farmacista e commesso dell' iper vengon loro a casa???


son a casa con un braccio ingessato. vuol dire che non posso andar all ufficio postale? al giornalaio? a trovare mia zia un paio di ore ?? ma rinchiudetelo. gli piace Venezia , rinchiudetelo nei piombo, tanto i soffitti bastano....


budellate di uno che lavorato non ha mai in vita sua...

ConteZero
29-10-2009, 21:22
solo chiacchiere e distintivo.

Che poi le malattie fossero diminuite è un dato molto controverso, e quindi anche il dato che siano aumentate lo è.

Pensa a tutti quelli che presentano Brunetta come un figo che sta facendo miracoli... loro ci credono che Brunetta stia facendo qualcosa anziché combattere contro i mulini a vento.

Acrobat
29-10-2009, 21:27
Questa è una innovazione importante, è assurdo dover portare/spedire una copia del certificato al datore di lavoro e portare/spedire un'altra copia all'INPS.

Bene la via telematica, ma ho la certezza che verrà implementata col culo (perdonate il francesismo) e dopo le proteste dei medici dopo 3 mesi verrà abbandonata.

PS: chi ha detto dimissioni on line?

Concordo su tutto. Oppure verrà implementata prima male, poi malino, poi un pò meglio, poi altro scivolone, e infine benino, sull'accttabile.. all'italiana insomma..

Ileana
29-10-2009, 21:32
Ancora! Ma la vogliamo capire o no che il primo spreco è Brunetta stesso?? Mandare le visite fiscali COSTA! E lui di soldi ne ha fatti sputtanare un casino!!

Risultato? I furbi fanno ancora i furbi, chi è malato sul serio(io, e guardacaso proprio mentre scrivo) continua a prenderselo nel culo(sempre io, per esempio.. dato che ho una specie di bronchite cronica..) date le gentili "sottrazioni" di denaro a chi si ammala(si, la norma nella scuola è ancora in vigore, non si capisce bene se la vogliano togliere o meno).

Chi vuol fare il furbo(ne conosco vari, lavorando a scuola) sta bellamente continuando a farlo, non è minimamente toccato dalle patetiche mosse di questo piccolo ministro e, anzi, se la ride.

Il mio augurio è il solito: che gli torni indietro tutto il male che fa. Ne più ne meno.
Mia mamma è invalida.
E' a casa praticamente una volta al mese.
Eppure è ben felice che le arrivi a casa la visita fiscale.
Se non hai nulla da nascondere, se non sei furbo, ti dovrebbe solo far piacere.
Quindi...
budellata galattica, se uno deve andar dal medico in farmacia o far spesa sotto casa prima di blindarsi a letto??

budellata galattica.

esempio pratico : hai la febbre o comunque sei messo male il medico verra domani o ci andrai tu domani barcollando appena ti passa un poco, ovviamente di ritorno dal medico per strada passi in farmacia e al marketing a prendere quelle tre stronzate che ti servono in casa nei giorni di convalescenza...


secondo sua altezza che si fa??? medico farmacista e commesso dell' iper vengon loro a casa???


budellate di uno che lavorato non ha mai in vita sua...

Sono 7 le ore possibili, c'è comunque modo di andare a fare la spesa.
Non siamo tragici.

Fratello Cadfael
29-10-2009, 21:47
...
L’altra novità inserita nel decreto riguarda l’obbligo d’invio dei certificati medici per via telematica, spedito direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’Inps. Il sistema partirà subito, ha fatto sapere il ministro, anche se è prevista una fase di transizione durante la quale si potrà ricorrere sia al meccanismo online sia al cartaceo.
...
Ma questa caricatura di ministro lo sa che l'INPS non tratta la previdenza dei dipendenti pubblici o è un errore dell'estensore dell'articolo?
Signori, qui l'impressione è di trovarci di fronte a persone (con rispetto parlando) che legiferano senza neanche sapere su cosa stiano legiferando.
Ma questo sintomo di ministro lo sa che tutte le strutture pubbliche hanno speso un bastimento di soldi per mandare le visite fiscali in tutti (compresi quelli nei quali già c'era una diagnosi di convalescenza in seguito a interventi chirurgici eseguiti in strutture pubbliche) i casi fino a giugno e che per reperire questi medici fiscali sono stati scoperti servizi ambulatoriali e di guardia medica?
Ma quando riusciremo a levarci dai coglioni questi dilettanti allo sbaraglio?

Xspazz
29-10-2009, 21:51
Mia mamma è invalida.
E' a casa praticamente una volta al mese.
Eppure è ben felice che le arrivi a casa la visita fiscale.
Se non hai nulla da nascondere, se non sei furbo, ti dovrebbe solo far piacere.
Quindi...


Sono 7 le ore possibili, c'è comunque modo di andare a fare la spesa.
Non siamo tragici.

Massì dai, niente tragedie. Però sorge spontaneo un quesito bipartisan: come sono trattate le malattie e/o le assenza dal parlamento?

Xspazz
29-10-2009, 21:53
Ma questa caricatura di ministro lo sa che l'INPS non tratta la previdenza dei dipendenti pubblici o è un errore dell'estensore dell'articolo?
Signori, qui l'impressione è di trovarci di fronte a persone (con rispetto parlando) che legiferano senza neanche sapere su cosa stiano legiferando.
Ma questo sintomo di ministro lo sa che tutte le strutture pubbliche hanno speso un bastimento di soldi per mandare le visite fiscali in tutti (compresi quelli nei quali già c'era una diagnosi di convalescenza in seguito a interventi chirurgici eseguiti in strutture pubbliche) i casi fino a giugno e che per reperire questi medici fiscali sono stati scoperti servizi ambulatoriali e di guardia medica?
Ma quando riusciremo a levarci dai coglioni questi dilettanti allo sbaraglio?

:rotfl:

ma davvero, non se ne può più. Populismo è l'unico aggettivo quale, or ora, mi sovviene :asd:

ConteZero
29-10-2009, 21:53
La domanda sorge spontanea...

...ma se uno deve rimanere obbligatoriamente A CASA in quanto malato (e sotto possibile visita) come fa a recuperare il certificato medico da presentare in ufficio ?

A questo punto Brunetta faccia anche la visita medica H24, ma non richieda che il malato vada a farsi visitare per produrre prova della sua malattia.

חוה
29-10-2009, 21:59
se non hanno modificato anche quello, scendere ed andare dal medico è consentito anche nelle ore di reclusione, perchè si produrrà adeguata documentazione nel momento in cui dovesse essere contestata l'assenza

jumpermax
29-10-2009, 22:14
Mia mamma è invalida.
E' a casa praticamente una volta al mese.
Eppure è ben felice che le arrivi a casa la visita fiscale.
Se non hai nulla da nascondere, se non sei furbo, ti dovrebbe solo far piacere.
Quindi...


Sono 7 le ore possibili, c'è comunque modo di andare a fare la spesa.
Non siamo tragici.

si beh prova a dover andare a fare una visita specialistica e poi ne riparliamo...

Dream_River
29-10-2009, 22:23
Mia mamma è invalida.
E' a casa praticamente una volta al mese.
Eppure è ben felice che le arrivi a casa la visita fiscale.
Se non hai nulla da nascondere, se non sei furbo, ti dovrebbe solo far piacere.
Quindi...


Sono 7 le ore possibili, c'è comunque modo di andare a fare la spesa.
Non siamo tragici.

*

Contento che ci sia almeno un Ministro in tutto il governo che almeno tenta di muoversi in una giusta direzione

daniele.messina
29-10-2009, 22:27
Ma questa caricatura di ministro lo sa che l'INPS non tratta la previdenza dei dipendenti pubblici o è un errore dell'estensore dell'articolo?
Signori, qui l'impressione è di trovarci di fronte a persone (con rispetto parlando) che legiferano senza neanche sapere su cosa stiano legiferando.
Ma questo sintomo di ministro lo sa che tutte le strutture pubbliche hanno speso un bastimento di soldi per mandare le visite fiscali in tutti (compresi quelli nei quali già c'era una diagnosi di convalescenza in seguito a interventi chirurgici eseguiti in strutture pubbliche) i casi fino a giugno e che per reperire questi medici fiscali sono stati scoperti servizi ambulatoriali e di guardia medica?
Ma quando riusciremo a levarci dai coglioni questi dilettanti allo sbaraglio?

Eliminiamo le visite fiscali, così Fratello Cadfael è contento e ognuno fa il cavolo che gli pare. Tagliamo anche i fondi alla guardia di finanza, tutti questi controlli... ma avete idea di quanto costino? :mbe:

Dream_River
29-10-2009, 22:32
si beh prova a dover andare a fare una visita specialistica e poi ne riparliamo...

Basta farsi fare un certificato dal medico che ti visita che dimostra la giustificata assenza dall'orario di reperibilità

ConteZero
29-10-2009, 22:32
Eliminiamo le visite fiscali, così Fratello Cadfael è contento e ognuno fa il cavolo che gli pare. Tagliamo anche i fondi alla guardia di finanza, tutti questi controlli... ma avete idea di quanto costino? :mbe:

...perché no, tanto a quanto pare la visita fiscale obbligatoria non ha risolto un kaiser.

Fratello Cadfael
29-10-2009, 22:34
si beh prova a dover andare a fare una visita specialistica e poi ne riparliamo...
Non è neanche quello il problema (se si va a fare una visita specialistica ci si fa rilasciare il "giustificaivo"), è proprio l'idea che chi si assenta per malattia lo faccia proprio perché è un fannullone (e l'abitudine a pensar male degli altri è generalmente più presente in chi è uso a quegli stessi comportamenti che stigmatizza).
Dove lavoro io (ma immagino succeda anche altrove) fra gli accessori del salario c'è il premio di produttività (che poi è un modo per dare una piccola mancia invece dell'aumento, visto che non va a incidere né nel calcolo della tredicesima né nel TFR) che in perfetto stile Brunetta non è legato alla produttività vera e propria ma solo alla presenza sul lavoro: nei 5 mesi di osservazione va a tutti quei dipendenti che hanno totalizzato un certo numero di presenze. Anche se hanno solo scaldato la sedia e non hanno combinato un cazzo. Mentre magari il lavoratore che ha operato bene se in quel periodo si è fatto un paio di settimane di ferie e poi ha avuto la sfiga di prendersi una malattia e stare un'altra decina di giorni a casa si attacca al cazzo; con il risultato che magari con 39°C di febbre si imbottisce di tachipirina e va a lavoro, con che risultati ve lo lascio immaginare.
Ma tornasse a vendere gondolette...

vale1312
29-10-2009, 22:35
se non hanno modificato anche quello, scendere ed andare dal medico è consentito anche nelle ore di reclusione, perchè si produrrà adeguata documentazione nel momento in cui dovesse essere contestata l'assenza
da sempre nel privato non è mai stata valida la giustificazione del medico curante, solo di ospedali e simili.
dici che nel pubblico è diverso?

MadJackal
29-10-2009, 22:39
Eliminiamo le visite fiscali, così Fratello Cadfael è contento e ognuno fa il cavolo che gli pare. Tagliamo anche i fondi alla guardia di finanza, tutti questi controlli... ma avete idea di quanto costino? :mbe:

Stai mancando il punto di mezzo miglio.
Il problema è che per mandare fuori i medici rischiano di mancare quelli per la guardia medica. I soldi sono solo un problema secondario.

MadJackal
29-10-2009, 22:42
...perché no, tanto a quanto pare la visita fiscale obbligatoria non ha risolto un kaiser.

Se non a fare andare i dipendenti pubblici onesti malati al lavoro. Con risultati immaginabili e peggioramento delle loro condizioni di lavoro, mentre i fannulloni al massimo stanno a far niente in ufficio. :cool:

Fratello Cadfael
29-10-2009, 22:45
Eliminiamo le visite fiscali, così Fratello Cadfael è contento e ognuno fa il cavolo che gli pare. Tagliamo anche i fondi alla guardia di finanza, tutti questi controlli... ma avete idea di quanto costino? :mbe:
Ragionamento del cazzo.
Non dico di eliminare i controlli così ognuno fa quel che gli pare.
Puntare sulla repressione delle malattie è fumo negli occhi, visto che comunque una parte del salario per molti lavoratori è legata alla presenza; il rendimento aumenterebbe se si riuscisse a far lavorare tutti meglio, ma è più populista dire che il lavoratore si mette in malattia per stare a casa a fare il cazzo che gli pare.
E purtroppo molta gente, come te, abbocca.

ConteZero
29-10-2009, 22:45
Se non a fare andare i dipendenti pubblici onesti malati al lavoro. Con risultati immaginabili e peggioramento delle loro condizioni di lavoro, mentre i fannulloni al massimo stanno a far niente in ufficio. :cool:

Nel caso delle malattie infettive (tipo l'influenza) peggiorando le condizioni sul posto di lavoro...

fitness
29-10-2009, 23:05
No, tutti fermamente convinti che "sconfiggere i fannulloni" significa ZERO persone in malattia. :O

Non sono convinto di questo ma di ben altro.
Io licenzierei tutti quelli che sono sorpresi a truffare sul posto di lavoro e nella finta malattia pagata alla faccia di chi lavora sul serio.

Se un malato vero non necessità di stare a casa a riposo per più di 7 ore forse può andare a lavorare ( in alcuni casi a riscaldare la sedia).
La spesa (con i buoni pasto), comprare i farmaci, comprare le sigarette, la passeggiata, la birra al bar li può delegare ai familiari sani.
Se vive da solo ed è impossibilitato a fare tutto causa malattia si fa ricoverare in ospedale o clinica privata.
Strane poi le malattie subito dopo le ferie estive o natalizie.

Io lavoro per conto mio anche se non sto bene.
Tu che lavoro fai?

rgart
29-10-2009, 23:05
Mia mamma è invalida.
E' a casa praticamente una volta al mese.
Eppure è ben felice che le arrivi a casa la visita fiscale.
Se non hai nulla da nascondere, se non sei furbo, ti dovrebbe solo far piacere.
Quindi...

e la visita fiscale quando viene? il primo giorno giusto? e poi? secondo te ritorna? una persona che conosco ha fatto 3 mesi a casa quante visite ha subito? 2, una per ogni certificato...

per cui questa cosa è solamente una cagata sprecasoldi...

hai mai visto la visita fiscale come si svolge?

Eliminiamo le visite fiscali, così Fratello Cadfael è contento e ognuno fa il cavolo che gli pare. Tagliamo anche i fondi alla guardia di finanza, tutti questi controlli... ma avete idea di quanto costino? :mbe:

certo che dopo certe sparate sembra di ragionare con l'ologramma di irobot.... :asd: :asd: -Sono programmato solo per dire 2 cose in croce-

Basta farsi fare un certificato dal medico che ti visita che dimostra la giustificata assenza dall'orario di reperibilità

è più difficile di quello che dici. la visita deve essere pertinente alla malattia e non credo che tutti i medici la possano emettere ma solo quelli ospedalieri.


Infine basterebbe poco poco per risolvere il problema: PUNIRE i dottori... avete mai visto una visita fiscale? alla mia ragazza che è stata a casa 4-5 volte in 1 anno e mezzo per periodi di 1-2 giorni per cistite ogni volta il medico stava meno in casa, fino a dire mi firma dal cancello sulla strada senza nenanche entrare....

1- Visita del medico RANDOM durante il periodo di mlattia almeno 1 VOLTA
2- Vista esaustiva: se si ha l'influenza si vedono i sintomi, se si ha il tic di benigni si vedono i segni etc.

Vedete che se si martellano i medici compiacenti la malattia si riduce del 90%...

חוה
29-10-2009, 23:09
da sempre nel privato non è mai stata valida la giustificazione del medico curante, solo di ospedali e simili.
dici che nel pubblico è diverso?

da quello che so nel pubblico il certificato del proprio medico è sufficiente, non so nel privato

scorpionkkk
29-10-2009, 23:10
Non voglio parlare delle visite fiscali.

Dell'invio telematico dei certificati di malattia NON se ne occupa il ministero dell'innovazione ma bensì il Ministero della Salute in collaborazione con il Ministero dell'Economia.
Inoltre il presupposto per mandare i certificati di malattia online è il collegamento telematico del medico cosa che è ancora in fase di attuazione e di sperimentazione.

Ergo:
1) Brunetta si sta appropriando di una cosa non sua.
2)Brunetta non sa di cosa sta parlando e cosa sta annunciando poichè per legge non ha alcuna voce in capitolo nel progetto
3) Brunetta non conosce le tempistiche di progetto e non sa che i certificati di malattia verranno inviati telematicamente non prima di metà del 2010 se non fine 2010.

MadJackal
29-10-2009, 23:14
Vedete che se si martellano i medici compiacenti la malattia si riduce del 90%...

Ma toccare i medici compiacenti è come toccare gli imprenditori che assumono in nero. Non si può, non genera abbastanza voti, non ha lo stesso impatto mediatico che urlare al fannullonismo od agli immigrati che rubano il posto di lavoro agli italiani.

scorpionkkk
29-10-2009, 23:15
Questa è una innovazione importante, è assurdo dover portare/spedire una copia del certificato al datore di lavoro e portare/spedire un'altra copia all'INPS.

Bene la via telematica, ma ho la certezza che verrà implementata col culo (perdonate il francesismo) e dopo le proteste dei medici dopo 3 mesi verrà abbandonata.

PS: chi ha detto dimissioni on line?

1) Bene un cavolo. Non se ne occupa Brunetta, bensì il Ministero della Salute che sfrutta il collegamento dei medici che si sta mettendo in piedi tramite il Sistema di monitoraggio nazionale della spesa sanitaria.

2) L'implementazione dei sistemi pubblici è una faccenda abbastanza semplice leggi permettendo. Non c'è bisogno di scomodare la NASA per far inviare 4 bit in croce ad un medico. Quindi l'implementazione non è un problema.

3) OK per i medici. Volendo essere pagati anche per guardare un riucettario da un angolazione diversa sicuramente si metteranno di traverso. Resta il fatto che in Piemonte e Campania già è pronta la sperimentazione con l'ok dei medici e con un contributo ad hoc, inoltre la FIMMG già conosce il progetto e non ha mai lamentato problemi.

In ogtni caso Brunetta poco c'entra

^TiGeRShArK^
29-10-2009, 23:15
Non sono convinto di questo ma di ben altro.
Io licenzierei tutti quelli che sono sorpresi a truffare sul posto di lavoro e nella finta malattia pagata alla faccia di chi lavora sul serio.

Se un malato vero non necessità di stare a casa a riposo per più di 7 ore forse può andare a lavorare ( in alcuni casi a riscaldare la sedia).
La spesa (con i buoni pasto), comprare i farmaci, comprare le sigarette, la passeggiata, la birra al bar li può delegare ai familiari sani.
Se vive da solo ed è impossibilitato a fare tutto causa malattia si fa ricoverare in ospedale o clinica privata.
Strane poi le malattie subito dopo le ferie estive o natalizie.

Io lavoro per conto mio anche se non sto bene.
Tu che lavoro fai?
Si vede che non hai la benchè MINIMA idea di quello che voglia dire stare da soli a un migliaio di km di distanza dai familiari. :rolleyes:
Ripassa quando vorrai parlare di cose che quantomeno conosci di striscio. :)

scorpionkkk
29-10-2009, 23:27
Concordo su tutto. Oppure verrà implementata prima male, poi malino, poi un pò meglio, poi altro scivolone, e infine benino, sull'accttabile.. all'italiana insomma..


La sfida in queste cose non è mettere su il sistema superfico da starwars con il medico che manda il certificato olografico su marte, la sfida è portare tutte le regioni d'Italia ad un livello accettabile e rendere la Calabria uguale alla Lombardia.
E' come fare l'autostrada del sole quando in una regione c'è il deserto e in un'altra ci sono i treni a levitazione magnetica: non fai i treni nel deserto, fai l'autostrada ad entrambi.

In questo modo il medico non protesta troppo, si spendono pochi soldi, la gente non si spaventa rispetto al cartaceo a cui era abituata abituandosi subito al nuovo sistema, Brunetta fa i suoi annunci e dè contento dando appoggio politico nel caso ce ne fosse bisogno e piano piano il sistema funziona e diventa uno standard e l'Italia ha un piccolo servizio in più, dato dallo stato a tutti a basso costo e non strapagato e non funzionante secondo l'abitudine delle regioni di dare soldi a destra e a manca costruendo cattedrali nel deserto che poi non servono ad un'acca.

scorpionkkk
29-10-2009, 23:28
Ma questa caricatura di ministro lo sa che l'INPS non tratta la previdenza dei dipendenti pubblici o è un errore dell'estensore dell'articolo?
Signori, qui l'impressione è di trovarci di fronte a persone (con rispetto parlando) che legiferano senza neanche sapere su cosa stiano legiferando.
Ma questo sintomo di ministro lo sa che tutte le strutture pubbliche hanno speso un bastimento di soldi per mandare le visite fiscali in tutti (compresi quelli nei quali già c'era una diagnosi di convalescenza in seguito a interventi chirurgici eseguiti in strutture pubbliche) i casi fino a giugno e che per reperire questi medici fiscali sono stati scoperti servizi ambulatoriali e di guardia medica?
Ma quando riusciremo a levarci dai coglioni questi dilettanti allo sbaraglio?

Per legge da quest'anno i certificati di malattia dei dipendenti puvbblici vengono trattati come quelli privati. Emendamento dell'ultima finanziaria (o DL che dir si voglia)

scorpionkkk
29-10-2009, 23:31
Ragionamento del cazzo.
Non dico di eliminare i controlli così ognuno fa quel che gli pare.
Puntare sulla repressione delle malattie è fumo negli occhi, visto che comunque una parte del salario per molti lavoratori è legata alla presenza; il rendimento aumenterebbe se si riuscisse a far lavorare tutti meglio, ma è più populista dire che il lavoratore si mette in malattia per stare a casa a fare il cazzo che gli pare.
E purtroppo molta gente, come te, abbocca.

concordo..già con le 11 ore dopo 1 mese c'era la circolare (nascosta a tutto il paese) con cui si ripristinava il vecchio sistema.
La storia delle 7 ore tenta di metter una pezza ma le ASL allo stesso modo non hanno i soldi per pagare i medici che vanno a fare le visite fiscali. Quindi non cambia nulla.

ziozetti
29-10-2009, 23:31
1) Bene un cavolo. Non se ne occupa Brunetta, bensì il Ministero della Salute che sfrutta il collegamento dei medici che si sta mettendo in piedi tramite il Sistema di monitoraggio nazionale della spesa sanitaria.
Bene a priori, non mi interessa chi lo fa, basta che si faccia.
Lungi da me, comunque, elogiare Brunetta! :D

2) L'implementazione dei sistemi pubblici è una faccenda abbastanza semplice leggi permettendo. Non c'è bisogno di scomodare la NASA per far inviare 4 bit in croce ad un medico. Quindi l'implementazione non è un problema.
'nzomma, devi fornire a tutti i medici una connessione dati...

3) OK per i medici. Volendo essere pagati anche per guardare un riucettario da un angolazione diversa sicuramente si metteranno di traverso. Resta il fatto che in Piemonte e Campania già è pronta la sperimentazione con l'ok dei medici e con un contributo ad hoc, inoltre la FIMMG già conosce il progetto e non ha mai lamentato problemi.

In ogtni caso Brunetta poco c'entra
Vedi punto 2. Se è a carico dei medici, apriti cielo!

fitness
29-10-2009, 23:36
Si vede che non hai la benchè MINIMA idea di quello che voglia dire stare da soli a un migliaio di km di distanza dai familiari. :rolleyes:
Ripassa quando vorrai parlare di cose che quantomeno conosci di striscio. :)

Effettivamente i miei genitori vivi ed autonomi stanno a meno di due km. da casa mia.
Peccato che da quasi 5 anni non si sono minimamente interessati ai miei due figli.
La grande di 7 anni ha fatto con ottimi risultati due anni di psicomotricità a pagamento, il piccolo di 4 anni e da due anni e mezzo che fa ugualmente psicomotricità a pagamento per analoghi problemi di linguaggio.
Non sto a dirti quanto costano le sedute e le trasferte.
Non sto a dirti che da quasi 8 anni non si dorme bene la notte nella mia famiglia.
Io e mia moglie dovremmo stare in malattia per i prossimi 20 anni.

Non sto neanche a dirti come le tue parole hanno sbagliato bersaglio.
Tu dici che non ho la benchè MINIMA idea di quello che voglia dire stare da soli a un migliaio di km di distanza dai familiari.
Forse è peggio averli vicini e considerarli morti, caro ^TiGeRShArK^.

Ma ti chiedo ugualmente tu che lavoro fai?
Quanto dormi la notte senza pianti di bambini e pensieri per la testa?
Quante malattie pagate hai all'anno?
Da quanti anni pensi di essere indipendente da "mamma e papà"?

Rispondi ma sinceramente.

scorpionkkk
29-10-2009, 23:37
Bene a priori, non mi interessa chi lo fa, basta che si faccia.
Lungi da me, comunque, elogiare Brunetta! :D

'nzomma, devi fornire a tutti i medici una connessione dati...

Vedi punto 2. Se è a carico dei medici, apriti cielo!

Le regioni devono aderire alla famosa SPC per collegare le pubbliche amministrazioni, non è un problema (tranne in calabria ovviamente).
I medici sono convenzionati e quindi pagati dallo stato per esercitare la propria funzione che si estrinseca tramite un assegno in bianco (la ricetta) ed inolktre percepiscono un contributo di informatizzazione mensile ($$$) per avere un PC ed una connessione utili alla redazione elettronica della ricetta.
1+1+1 fa 3: se sei informatizzato ed hai la connessione mi spedisci anche i dati della ricetta che già hai nel tuo PC.

Io ti posso semplificare la questione dandoti un contributo, fornendoti la connessione, facendo modificare i software commerciali secondo determinati criteri di semplicità e comodità e salvaguardando i tuoi investimenti (o quelli della regione). Resta che me devi mandà i dati.

Tra l'altro è anche inserito nel nuovo accordo convenzionale nazionale con i medici come obbligo..quindi..

ziozetti
29-10-2009, 23:39
Le regioni devono aderire alla famosa SPC per collegare le pubbliche amministrazioni, non è un problema (tranne in calabria ovviamente).
I medici sono convenzionati e quindi pagati dallo stato per esercitare la propria funzione che si estrinseca tramite un assegno in bianco (la ricetta) ed inolktre percepiscono un contributo di informatizzazione mensile ($$$) per avere un PC ed una connessione utili alla redazione elettronica della ricetta.
1+1+1 fa 3: se sei informatizzato ed hai la connessione mi spedisci anche i dati della ricetta che già hai nel tuo PC.

Io ti posso semplificare la questione dandoti un contributo, fornendoti la connessione, facendo modificare i software commerciali secondo determinati criteri di semplicità e comodità e salvaguardando i tuoi investimenti (o quelli della regione). Resta che me devi mandà i dati.

Bon, non lo sapevo. Allora bastano due click, speriamo in bene...

scorpionkkk
29-10-2009, 23:41
Bon, non lo sapevo. Allora bastano due click, speriamo in bene...

eh..aspetta..non c'è limite all'avidità umana..le cose devono solo essere fatte piano piano..i meidic Lombardi e quelli di Bolzano per fare le stesse cose prendono un boato di soldi. Nella PA di Bolzano a volte si arriva anche a 10.000 euro al mese per i medici con più assistiti.

daniele.messina
29-10-2009, 23:54
Ma questa caricatura di ministro lo sa che l'INPS non tratta la previdenza dei dipendenti pubblici o è un errore dell'estensore dell'articolo?
Signori, qui l'impressione è di trovarci di fronte a persone (con rispetto parlando) che legiferano senza neanche sapere su cosa stiano legiferando.
Ma questo sintomo di ministro lo sa che tutte le strutture pubbliche hanno speso un bastimento di soldi per mandare le visite fiscali in tutti (compresi quelli nei quali già c'era una diagnosi di convalescenza in seguito a interventi chirurgici eseguiti in strutture pubbliche) i casi fino a giugno e che per reperire questi medici fiscali sono stati scoperti servizi ambulatoriali e di guardia medica?
Ma quando riusciremo a levarci dai coglioni questi dilettanti allo sbaraglio?

Ragionamento del cazzo.
Non dico di eliminare i controlli così ognuno fa quel che gli pare.
Puntare sulla repressione delle malattie è fumo negli occhi, visto che comunque una parte del salario per molti lavoratori è legata alla presenza; il rendimento aumenterebbe se si riuscisse a far lavorare tutti meglio, ma è più populista dire che il lavoratore si mette in malattia per stare a casa a fare il cazzo che gli pare.
E purtroppo molta gente, come te, abbocca.

Sei tu a fare questo "ragionamento del cazzo". Sei tu ad aver posto l'attenzione solo sul costo delle visite fiscali. Io ho portato all'estremo il tuo ragionamento finchè praticamente tu stesso non ti sei giudicato autore di ragionamenti del cazzo.
Bisogna valutare sia gli effetti che i costi, ed in certi casi solo gli effetti, quando c'è da garantire dei diritti o assicurarsi che dei doveri vengano rispettati. Il dato è lì: con la riduzione delle ore di reperibilità sono risalite le assenze. E' chiaro che le ore di reperibilità sono un problema solo per disonesti. E' altrettanto chiaro che il dipendente che sta a casa sua non sta lavorando per la pubblica amministrazione e chi ha un minimo di esperienza di lavoro d'ufficio sa che un'assenza comporta una reazione a catena di ritardi, sostituzioni e sovraccarichi, e che quando leggiamo un dieci per cento di variazione cambia il mondo nel funzionamento di un ufficio. Se si ottiene questo dieci per cento di variazione con una misura che colpisce selettivamente chi imbroglia, questo non è fumo negli occhi.
Ciò detto, la questione delle ore di reperibilità non è l'unica misura contenuta nella riforma Brunetta. Peccato che dove si sia cercato di discuterla il thread sia stato abbandonato.

Fratello Cadfael
30-10-2009, 00:02
Per legge da quest'anno i certificati di malattia dei dipendenti puvbblici vengono trattati come quelli privati. Emendamento dell'ultima finanziaria (o DL che dir si voglia)
Boh... sarà come dici ma ho un'esperienza fresca: lunedì sono rientrato a lavoro dopo una breve malattia (sei giorni, da martedì 20; e prima che pensiate male la mia malattia precedente è stata intorno a metà dicembre 2007...), il certificato del medico (anzi due, speravo di poter rientrare venerdì ma non ce l'ho fatta) in carta intestata con timbro (insomma non quello INPS in doppia copia numerata) l'ho consegnato direttamente io al rientro e il medico non ha comunicato nulla...

Fratello Cadfael
30-10-2009, 00:19
Sei tu a fare questo "ragionamento del cazzo". Sei tu ad aver posto l'attenzione solo sul costo delle visite fiscali. Io ho portato all'estremo il tuo ragionamento finchè praticamente tu stesso non ti sei giudicato autore di ragionamenti del cazzo.
Bisogna valutare sia gli effetti che i costi, ed in certi casi solo gli effetti, quando c'è da garantire dei diritti o assicurarsi che dei doveri vengano rispettati. Il dato è lì: con la riduzione delle ore di reperibilità sono risalite le assenze. E' chiaro che le ore di reperibilità sono un problema solo per disonesti. E' altrettanto chiaro che il dipendente che sta a casa sua non sta lavorando per la pubblica amministrazione e chi ha un minimo di esperienza di lavoro d'ufficio sa che un'assenza comporta una reazione a catena di ritardi, sostituzioni e sovraccarichi, e che quando leggiamo un dieci per cento di variazione cambia il mondo nel funzionamento di un ufficio. Se si ottiene questo dieci per cento di variazione con una misura che colpisce selettivamente chi imbroglia, questo non è fumo negli occhi.
Ciò detto, la questione delle ore di reperibilità non è l'unica misura contenuta nella riforma Brunetta. Peccato che dove si sia cercato di discuterla il thread sia stato abbandonato.

Esempio concreto: un mio amico, infermiere in un ospedale pubblico viene sottoposto a un intervento chirurgico nello stesso ospedale dove lavora; l'intervento chirurgico comporta una certa degenza riportata nel foglio di dimissioni e che il mio amico ha portato al suo reparto al momento delle dimissioni.
Il giorno successivo riceve la visita di un medico fiscale (distolto all'uopo dal servizio di guardia medica pediatrica) perché quella struttura (non so se è accaduto in tutte o meno) aveva avuto disposizioni di mandare sempre la visita di controllo.

Fra l'altro pare che la visita di controllo passi sempre il giorno stesso o al più il successivo per cui che si prendeva 15 giorni di malattia prima di Brunetta doveva stare a casa quelle 4 ore tutti i giorni in attesa di una visita che spesso neanche veniva ed ora sta a casa più tempo ma dal terzo giorno al massimo va dove gli pare tanto la visita è passata...
Per me continua ad essere fumo negli occhi. Costoso e che crea disservizi.

daniele.messina
30-10-2009, 01:12
Esempio concreto: un mio amico, infermiere in un ospedale pubblico viene sottoposto a un intervento chirurgico nello stesso ospedale dove lavora; l'intervento chirurgico comporta una certa degenza riportata nel foglio di dimissioni e che il mio amico ha portato al suo reparto al momento delle dimissioni.
Il giorno successivo riceve la visita di un medico fiscale (distolto all'uopo dal servizio di guardia medica pediatrica) perché quella struttura (non so se è accaduto in tutte o meno) aveva avuto disposizioni di mandare sempre la visita di controllo.

Fra l'altro pare che la visita di controllo passi sempre il giorno stesso o al più il successivo per cui che si prendeva 15 giorni di malattia prima di Brunetta doveva stare a casa quelle 4 ore tutti i giorni in attesa di una visita che spesso neanche veniva ed ora sta a casa più tempo ma dal terzo giorno al massimo va dove gli pare tanto la visita è passata...
Per me continua ad essere fumo negli occhi. Costoso e che crea disservizi.

Scusa ma secondo te la riforma specifica a livello nazionale unico come e quando deve essere svolta la visita del medico? Ovviamente no. Bisogna distinguere tra le responsabilità del ministro e quelle locali delle singole amministrazioni pubbliche.

jumpermax
30-10-2009, 01:55
Basta farsi fare un certificato dal medico che ti visita che dimostra la giustificata assenza dall'orario di reperibilità

si lo credevo anche io... finchè non mi sono trovato a doverci fare i conti per davvero
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_4479.asp

La Corte di Cassazione, con la sentenza 20.2.2007 n. 3921, ha affermato che, nell'ipotesi in cui il lavoratore in malattia risulti irreperibile al momento della visita di controllo da parte del medico dell'INPS, affinché tale assenza risulti giustificata, è necessario che il lavoratore dimostri: - non solo di essere risultato assente per la necessità di effettuare una visita medica specialistica; - ma anche di non aver potuto fissare tale visita al di fuori delle c.d. fasce orarie di reperibilità. Si ricorda che l'art. 5 della L. 300/70 prevede la possibilità per il datore di svolgere accertamenti sullo stato di malattia del dipendente. In attuazione di tale disposizione, la L. 438/83 ha introdotto fasce orarie durante le quali il lavoratore ha l'obbligo di rendersi reperibile presso il proprio domicilio per permettere l'effettuazione di visite di controllo da parte dell'INPS. In base alla sentenza in esame, il lavoratore in malattia che risulti assente per la necessità di sottoporsi a visita medica specialistica, dovrà dimostrare anche l'impossibilità di effettuare la stessa al di fuori delle suddette fasce. In caso contrario, perderà il trattamento economico di malattia.


http://www.dplmodena.it/cassazione/sentenze/malattia/1809.htm

Con sentenza n. 1809/2008, la Cassazione ha affermato che perché si verifichi la decadenza dei "diritti" nei confronti del lavoratore è sufficiente l'ingiustificata assenza alla visita domiciliare. Pertanto, l'allontanamento da casa per farsi visitare da un medico o per sottoporsi ad una terapia curativa deve essere giustificato dimostrando - attraverso il certificato che lo specialista sottoscrive - che il controllo era necessario e urgente. Per questo motivo le norme prevedono che il medico, che visita a casa e che non trova il malato, debba rilasciare un avviso nel quale invita il lavoratore a recarsi il girono dopo all'ambulatorio. In questo modo il diritto al trattamento economico per i primi dieci giorni sarà perso, ma potrà recuperare quello per i giorni successivi.



provate voi a dimostrare che una visita specialistica è necessaria, urgente e non effettuabile al di fuori delle fasce di reperibilità... l'unica cosa che puoi sperare quando fai una visita è che non arrivi un accertamento o sono cazzi...

CYRANO
30-10-2009, 02:00
L'anno scorso sono stato in malattia 3 mesi... subite 5 visite dagli ispettori. di cui una di domenica mattina :asd:
ogni volta mostravo loro esami nuovi che " certificavano" la mia patologia.
Oltre a questo , mostravo loro gli appuntamenti futuri per altre visite ( tipo appuntamento al reparto di terapia antalgica o l'esame di risonanza magnetica ) loro prendevano nota nel documento che stilavano e mi dicevano che , in caso di visita in quel determinato momento , poi bastava che mostrassi una dichiarazione del medico specialista che stavo la'... boh...



C;l,a,;lz,;la,;lza

Sinclair63
30-10-2009, 13:09
L'anno scorso sono stato in malattia 3 mesi... subite 5 visite dagli ispettori. di cui una di domenica mattina :asd:
ogni volta mostravo loro esami nuovi che " certificavano" la mia patologia.
Oltre a questo , mostravo loro gli appuntamenti futuri per altre visite ( tipo appuntamento al reparto di terapia antalgica o l'esame di risonanza magnetica ) loro prendevano nota nel documento che stilavano e mi dicevano che , in caso di visita in quel determinato momento , poi bastava che mostrassi una dichiarazione del medico specialista che stavo la'... boh...



C;l,a,;lz,;la,;lza
Attento che da indiscrezioni Brunetta legge anche il nostro forum
:asd:

Fratello Cadfael
30-10-2009, 15:38
Scusa ma secondo te la riforma specifica a livello nazionale unico come e quando deve essere svolta la visita del medico? Ovviamente no. Bisogna distinguere tra le responsabilità del ministro e quelle locali delle singole amministrazioni pubbliche.
Hai mai sentito parlare di circolari di attuazione?
E ti sembra poco plausibile che in un clima da caccia alle streghe voluto dal dis-utile e molesto Brunetta alcune amministrazioni si siano date delle regole ancora più stupide di quelle che avrebbe voluto l'ometto stesso?

mixkey
30-10-2009, 15:46
Non sono convinto di questo ma di ben altro.
Io licenzierei tutti quelli che sono sorpresi a truffare sul posto di lavoro e nella finta malattia pagata alla faccia di chi lavora sul serio.

Se un malato vero non necessità di stare a casa a riposo per più di 7 ore forse può andare a lavorare ( in alcuni casi a riscaldare la sedia).
La spesa (con i buoni pasto), comprare i farmaci, comprare le sigarette, la passeggiata, la birra al bar li può delegare ai familiari sani.
Se vive da solo ed è impossibilitato a fare tutto causa malattia si fa ricoverare in ospedale o clinica privata.
Strane poi le malattie subito dopo le ferie estive o natalizie.

Io lavoro per conto mio anche se non sto bene.
Tu che lavoro fai?

Mi faccio ricoverare in ospedale? Economico!

Acrobat
30-10-2009, 15:49
Mia mamma è invalida.
E' a casa praticamente una volta al mese.
Eppure è ben felice che le arrivi a casa la visita fiscale.
Se non hai nulla da nascondere, se non sei furbo, ti dovrebbe solo far piacere.
Quindi...


Sono 7 le ore possibili, c'è comunque modo di andare a fare la spesa.
Non siamo tragici.


Hai letto qualcosa di quello che ho scritto?

fitness
30-10-2009, 18:17
Mi faccio ricoverare in ospedale? Economico!

Se è malato veramente e non ha nessuno che lo assiste non vedo nessuna altra soluzione.
Dove vedi il problema?

ziozetti
30-10-2009, 22:54
Se è malato veramente e non ha nessuno che lo assiste non vedo nessuna altra soluzione.
Dove vedi il problema?
Nel numero di posti letto degli ospedali?

ConteZero
30-10-2009, 23:03
Nel numero di posti letto degli ospedali?

Ca**i di Brunetta.

fitness
30-10-2009, 23:23
Nel numero di posti letto degli ospedali?

Nella mia zona fortunatamente l'ospedale non è carente di posti letto.

fitness
30-10-2009, 23:24
.........


ieri ti avevo posto una domanda.
Non credo di aver letto la risposta.

ziozetti
30-10-2009, 23:43
Nella mia zona fortunatamente l'ospedale non è carente di posti letto.
Devi pensare a livello nazionale, non locale.

fitness
30-10-2009, 23:55
Non ho le capacità e possibilità di influenzare le sorti nazionali e per questa mi limito a dire e fare la mia (in tema di idee ed azioni politiche) nel mio paese.

Comunque aggiungo che da molti anni il mio macromondo coincide con il mio micromondo.
Sono tutti e due abitati da solo 4 persone (i miei due figli, mia moglie ed io).

cat1
31-10-2009, 00:03
Finchè ci sarà disparità di trattamento tra pubblici e privati questa legge, decreto o come dir si voglia è una porcata. Per non parlare da quale pulpito viene la predica..

_BlackTornado_
31-10-2009, 00:57
2) L'implementazione dei sistemi pubblici è una faccenda abbastanza semplice leggi permettendo. Non c'è bisogno di scomodare la NASA per far inviare 4 bit in croce ad un medico. Quindi l'implementazione non è un problema.

Scusa, ma questa mi fa sorridere.
Mia madre è medico di famiglia. Praticamente, da quando ha aperto lo studio, ha cercato di informatizzare tutto l'informatizzabile, e spesso mi è toccato da fargli da "consulente".
Attualmente, in Italia esistono due software per gestire l'attività di un medico... Uno dei due è nettamente più indietro dell'altro, e anche "quello buono", pur "funzionando", sembra aderire ad una logica del "basta che funzioni" da tanto è lento e macchinoso.

Non parliamo poi dei software forniti direttamente dal ministero, come ad esempio quello per le vaccinazioni, che fondamentalmente ha l'unico compito di tenere un database con le vaccinazioni e stampare moduli da firmare. Non funziona in rete locale, addirittura non fa stampare il modulo se non è stato completamente compilato. Software che nessuno in questo forum vorrebbe sul proprio computer.

La "visione" dei ministri è una cosa futuristica... Il medico compila la ricetta, il farmacista la riceve in tempo reale, il datore di lavoro riceve il certificato, tutto bello connesso in rete, con protezione dei dati personali.

BUM!

La realtà è che da una parte, medici in età avanzata, buona parte dei quali non ha mai usato un computer per lavorare, e dall'altra software che già hanno problemi a spedire 4 bit in croce alla stampante, figuriamoci a spedire dati personali in giro per l'Italia.

Roba che un patito di computer farebbe fatica a far girare come si deve... Figuriamoci l'anziano medico sessantenne.
Il tutto, poi, che dovrebbe essere fatto per 100 euro al mese di "contributo di informatizzazione" che dovrebbe coprire, in teoria, le licenze (350€ annui costa quella del programma per lavorare, che ovviamente gira solo su windows, quindi altre licenze), la connessione, i computer, le stampanti, ecc ecc.

Morale della favola? Per quanto riguarda "l'informatizzazione dei medici" c'è da sperare che si tratti di annunci propagandistici e nient'altro, perchè altrimenti, nel 2010, andare dal medico a farsi fare una ricetta potrebbe diventare un impresa molto più ostica del previsto :rolleyes:

Per carità, credo che a tutti qui in HWU piacerebbe un SSN completamente informatizzato... Ma attualmente, farlo è impossibile.

ziozetti
31-10-2009, 02:31
...
O cazzarola, avevo ragione! :cry:

daniele.messina
31-10-2009, 06:49
@_BlackTornado_
ma stai dicendo che sistemi informativi già in uso in banche, assicurazioni, finanziarie, etc, e da alcuni anni anche, sono una roba futuristica irrealizzabile? :muro:

Jo3
31-10-2009, 07:42
Titolo : "Un ministro piccolo piccolo"
Sottotitolo : "Le assenze per malattia anziché diminuire aumentano e lui si vendica come i bimbi di terza elementare"

Quoto al 100%.


Questo e' peggio di una scheggia sotto l'unghia.

togliamo l'ossigeno a lui.

ConteZero
31-10-2009, 07:55
@_BlackTornado_
ma stai dicendo che sistemi informativi già in uso in banche, assicurazioni, finanziarie, etc, e da alcuni anni anche, sono una roba futuristica irrealizzabile? :muro:

Se ci fai caso hai portato ad esempi ambiti in cui i computer sono stati SEMPRE usati, fin dall'inizio (il cobol è nato proprio per quegli ambiti).
Evitiamo disonestà intellettuali.

zerothehero
31-10-2009, 08:12
Metodi alternativi per frenare l'assenteismo epidemico negli uffici pubblici?

Cavolo, c'è gente che presenta nelle scuole certificati medici "fotocopia", uno uguale all'altro.
E poi quando si chiama (scorrendo in graduatoria) un sostituto per cinque giorni, bisogna chiamare per implorare :asd: quest'ultimo di venire al lavoro se non si è proprio malati, perchè altrimenti il posto rimarrebbe scoperto.
E' una barzelletta..una barzelletta che poi finisce per gettare discredito su tutti i lavoratori dello stato. :fagiano:

daniele.messina
31-10-2009, 08:29
Se ci fai caso hai portato ad esempi ambiti in cui i computer sono stati SEMPRE usati, fin dall'inizio (il cobol è nato proprio per quegli ambiti).
Evitiamo disonestà intellettuali.

Pensa ad evitarle tu, che da parte mia non c'è questo pericolo.
E cerca anche di rispettare il tuo interlocutore.

EDIT: io sono qui per confrontarmi con altre persone che possono avere un punto di vista diverso dal mio, sono qui per discutere, non sono qui ad imbrogliare nessuno, e la disonestà intellettuale è una delle cose che più detesto

חוה
31-10-2009, 08:37
Dal sito di brunetta

Con riferimento alle assenze per malattia, i dati di settembre segnalano gli aumenti più rilevanti nei Ministeri, Presidenza del Consiglio e Agenzie fiscali (+28,7%) e nelle Amministrazioni fiscali (+27,7%)


Per quanto riguarda gli eventi di assenza superiori a 10 giorni, gli incrementi più significativi interessano Ministeri, Presidenza del Consiglio e Agenzie fiscali (+28,5%) e le Amministrazioni provinciali (+28,3%) mentre si assiste a una rilevante riduzione nelle altre PA centrali (-26,6%)

Nelle diverse macro-aree del Paese le assenze per malattia registrano variazioni percentuali comprese tra il +28,8% delle Regioni del Nord Ovest e il +22,4% di quelle del Mezzogiorno. Per gli eventi di assenza per malattia superiori a 10 giorni si passa invece dal +22,7% del Nord Ovest al +12,8% del Mezzogiorno. Le assenze per altri motivi, a fronte di un dato medio pari al -2,4%, si riducono invece in misura particolarmente consistente nelle aree meridionali del Paese (-8,1%).

tuttavia

le novità annunciate dal Ministro Brunetta riguardano:
- l'attribuzione al Ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione del compito di fissare le fasce orarie di reperibilità. Con decreto verranno introdotte fasce orarie più lunghe di quelle vigenti (8-13 e 15-18) ma verranno contestualmente previste alcune eccezioni rispetto all'obbligo di reperibilità in considerazioni di particolari patologie o situazioni;


Sulla stessa pagina ci sono i rilevamenti regione per regione, ente per ente

ConteZero
31-10-2009, 08:37
Pensa ad evitarle tu, che da parte mia non c'è questo pericolo.
E cerca anche di rispettare il tuo interlocutore.

Allora devo pensare veramente male del posto in cui lavori.
Che un "Ingegnere elettronico, Dottore di ricerca in Ingegneria Informatica" "assegnista di ricerca presso l'Università di Palermo" e "istruttore per la Cisco Networking Academy" non sappia che i computer hanno iniziato a diffondersi proprio a partire dalle banche e dagli istituti finanziari* è incredibile.

* Esercito, enti di ricerca, università e banche.

daniele.messina
31-10-2009, 09:19
Allora devo pensare veramente male del posto in cui lavori.
Che un "Ingegnere elettronico, Dottore di ricerca in Ingegneria Informatica" "assegnista di ricerca presso l'Università di Palermo" e "istruttore per la Cisco Networking Academy" non sappia che i computer hanno iniziato a diffondersi proprio a partire dalle banche e dagli istituti finanziari è incredibile.

Ma smettila di provocare e confrontati sulle idee. Non ho mai discusso di storia dell'informatica in questo forum, le tue sparate quindi sono solo farneticazioni.
Vedo che la mia firma porta allo scoperto la meschinità della gente, che non esita ad infangare i tuoi studi, i tuoi titoli, la tua professione, le strutture per le quali lavori... grande prova di civiltà e dialogo costruttivo. Sapevo che questa firma avrebbe detto molto di più dei miei interlocutori piuttosto che di me stesso.

LUVІ
31-10-2009, 09:30
Se ci fai caso hai portato ad esempi ambiti in cui i computer sono stati SEMPRE usati, fin dall'inizio (il cobol è nato proprio per quegli ambiti).
Evitiamo disonestà intellettuali.

*

.marco.
31-10-2009, 09:44
i dati di brunetta sulle malattie sono inattendibili, sia quelli di prima che quelli di adesso. E la sua cosiddetta riforma ha tolto incentivi indirizzati a chi lavorava di più (che c'erano, e li ha eliminati o riditti) e ha lasciato quelli a pioggia indiscrimianti, basati solo sulle presenze. Quindi dire "bunetta bluff" è il minimo.

חוה
31-10-2009, 10:01
perchè sono inattendibili?

.marco.
31-10-2009, 10:06
perchè sono inattendibili?

perché il sistema col quale vengono rilevati non è corretto, vengono presi i dati di alcune amministrazioni campionate più o meno a caso o con criteri non scientifici. In pratica vengono presi di dati che fanno più comodo di volta in volta per dimostrare una tesi piuttosto che un'altra.

ConteZero
31-10-2009, 10:11
perché il sistema col quale vengono rilevati non è corretto, vengono presi i dati di alcune amministrazioni campionate più o meno a caso o con criteri non scientifici. In pratica vengono presi di dati che fanno più comodo di volta in volta per dimostrare una tesi piuttosto che un'altra.

Cherry picking (http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking)

daniele.messina
31-10-2009, 10:12
i dati di brunetta sulle malattie sono inattendibili, sia quelli di prima che quelli di adesso. E la sua cosiddetta riforma ha tolto incentivi indirizzati a chi lavorava di più (che c'erano, e li ha eliminati o riditti) e ha lasciato quelli a pioggia indiscrimianti, basati solo sulle presenze. Quindi dire "bunetta bluff" è il minimo.

perché il sistema col quale vengono rilevati non è corretto, vengono presi i dati di alcune amministrazioni campionate più o meno a caso o con criteri non scientifici. In pratica vengono presi di dati che fanno più comodo di volta in volta per dimostrare una tesi piuttosto che un'altra.

Dire ".marco. bluff" è il minimo.

Mostra il punto della riforma dove si parla di incentivi a pioggia indiscriminati o basati solo sulle presenze. Mostra il provvedimento che elimina gli incentivi indirizzati a chi lavorava di più. Oppure eclissati.

daniele.messina
31-10-2009, 10:23
Cherry picking (http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking)

Oh, giusto te.
Parliamo di onestà intellettuale?
Si è svolta una discussione proprio su questo tema in questo forum, la vogliamo linkare? Facciamo sentire le due campane?
http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2048471

.marco.
31-10-2009, 10:27
Dire ".marco. bluff" è il minimo.

Mostra il punto della riforma dove si parla di incentivi a pioggia indiscriminati o basati solo sulle presenze. Mostra il provvedimento che elimina gli incentivi indirizzati a chi lavorava di più. Oppure eclissati.

guarda, io ho lavorato fino a pochi mesi fa, per anni, nel pubblico, e continuo a lavorarci come "fornitore esterno", quindi so di cosa parlo. Gli incentivi per i tecnici, proporzionati alle progettazioni e alle direzioni lavori effettivamente eseguite ed espletate, direttamente legati agli importi delle opere, sono stati tolti o ridotti a importi insignificanti. Mentre gli incentinvi a pioggia sono rimasti, perché sono stati percepiti da tutti, in busta paga, nel 2009.

Io parlo di dati reali, non faccio chacchiere per sentito dire o letto su "il giornale", quindi quello che deve eclissarsi forse non sono io, tu che dici? :D

Vai sul forum del ministero della pubblica amministrazione, per farti un'idea.

חוה
31-10-2009, 10:35
Sarebbe questo il motivo per cui sono inattendibili?

La rilevazione relativa al mese di agosto 2009 è stata avviata dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione con l’esposizione sul
proprio sito sia della comunicazione, che della procedura di acquisizione dati on-line.
Il lancio della rilevazione, rivolta alle pubbliche amministrazioni, è stata curata direttamente dal Dipartimento della funzione pubblica che ha
provveduto a comunicarne l’avvio alle amministrazioni interessate e, per quanto concerne le principali tipologie di amministrazioni locali, attraverso
l’intermediazione di associazioni quali l’ANCI, l’UPI e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Le tipologie di amministrazioni pubbliche incluse nel campo di rilevazione sono: Ministeri, Agenzie fiscali e Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Altre PA centrali[1]; Regioni; Province autonome; Amministrazioni provinciali; Amministrazioni comunali; Aziende ospedaliere pubbliche; Aziende
sanitarie locali; Enti nazionali di previdenza e assistenza.
Successivamente all’acquisizione e al trattamento informatico dei questionari, sono stati effettuati controlli di qualità dei dati per l’individuazione
delle risposte valide ai fini delle elaborazioni.
Il numero complessivo di amministrazioni incluse nelle tipologie sopra elencate, utilizzate per le stime, è 4.469. Dalle elaborazioni sono state,
infatti, escluse 279 amministrazioni poiché non considerate valide sulla base dell’analisi dei dati relativi alle principali variabili del questionario.
La variabile A del questionario è controllata e validata contestualmente alla ricezione dei dati, mentre per le mancate risposte parziali e i dati
anomali relativi alle variabili B e C sono utilizzate le usuali procedure di correzione e imputazione.
La rilevazione è campionaria e il disegno di campionamento utilizzato è stratificato ad uno stadio.
Le variabili di stratificazione sono la tipologia di amministrazione, la ripartizione geografica di localizzazione e la dimensione delle amministrazioni.
Per queste tipologie, le stime sono state elaborate sulla base di coefficienti di riporto all’universo calcolati tenendo conto delle mancate risposte nei
vari strati e calibrando gli stessi coefficienti su alcune variabili ausiliare di cui si conoscono dei totali noti nei rispettivi universi. Tale procedura di
calibrazione garantisce che le stime relative alle variabili ausiliare considerate riproducano esattamente i valori noti. Le variabili ausiliarie utilizzate
sono il numero di unità istituzionali della tipologia e la consistenza delle amministrazioni in termini di personale.
Dato il breve intervallo temporale previsto per la conduzione dell’intera rilevazione, contestualmente all’avvio della rilevazione è stata posta in
essere una procedura di sollecito telefonico alle amministrazioni con l’obiettivo di contenere nella massima misura possibile le mancate risposte, sia
con riferimento alle unità campionate sia con riferimento alle tipologie a rilevazione totale.
[1]
Sono incluse le seguenti tipologie di PA: Organi costituzionali e di rilievo costituzionale, Enti produttori di servizi economici, Enti di regolazione
dell'attività economica, Enti a struttura associativa, Autorità amministrative indipendenti, Enti e istituzioni di ricerca, Istituti zooprofilattici
sperimentali, Stazioni sperimentali per l'industria

daniele.messina
31-10-2009, 10:55
guarda, io ho lavorato fino a pochi mesi fa, per anni, nel pubblico, e continuo a lavorarci come "fornitore esterno", quindi so di cosa parlo. Gli incentivi per i tecnici, proporzionati alle progettazioni e alle direzioni lavori effettivamente eseguite ed espletate, direttamente legati agli importi delle opere, sono stati tolti o ridotti a importi insignificanti. Mentre gli incentinvi a pioggia sono rimasti, perché sono stati percepiti da tutti, in busta paga, nel 2009.

Io parlo di dati reali, non faccio chacchiere per sentito dire o letto su "il giornale", quindi quello che deve eclissarsi forse non sono io, tu che dici? :D

Vai sul forum del ministero della pubblica amministrazione, per farti un'idea.

Un incentivo proporzionato all'importo di un'opera e non alla qualità della realizzazione mi sembra un ottimo sistema per innescare una mafia delle assegnazioni.

Ad ogni modo i tuoi "dati reali" finora si fondano solo sulla tua parola, mi spiace, ma non è sufficiente. Se hai dei documenti, delle circolari, anche delle discussioni sul forum della PA, gli articoli della riforma che contengono quello che dici tu, allora possiamo ragionare.
Non voglio dubitare della buona fede, ma in assenza di riscontri più ampi e generali, l'esperienza personale non è sufficiente a giudicare la situazione globalmente.

alphacygni
31-10-2009, 11:32
La spesa (con i buoni pasto), comprare i farmaci, comprare le sigarette, la passeggiata, la birra al bar li può delegare ai familiari sani.
Se vive da solo ed è impossibilitato a fare tutto causa malattia si fa ricoverare in ospedale o clinica privata.


Ah certo, io devo dipendere per forza da qualcun altro per far contento il ministro?

Poi certo, ricoveriamo tutta italia (dove non si sa, con quali soldi men che meno) perche' non si puo' uscire manco a comprare il latte... questo si che si chiama ragionare attentamente :doh:



Io lavoro per conto mio anche se non sto bene.

..zzi tuoi?

.marco.
31-10-2009, 11:38
Un incentivo proporzionato all'importo di un'opera e non alla qualità della realizzazione mi sembra un ottimo sistema per innescare una mafia delle assegnazioni.

Ad ogni modo i tuoi "dati reali" finora si fondano solo sulla tua parola, mi spiace, ma non è sufficiente. Se hai dei documenti, delle circolari, anche delle discussioni sul forum della PA, gli articoli della riforma che contengono quello che dici tu, allora possiamo ragionare.
Non voglio dubitare della buona fede, ma in assenza di riscontri più ampi e generali, l'esperienza personale non è sufficiente a giudicare la situazione globalmente.

l'incentivo non può che essere commisurato agli importi, così come lo sono le parcelle dei professionisti esterni, secondo dei tariffari stabiliti dagli ordini professionali. La "qualità" non è misurabile, può essere soggettiva, e comunque tutte le opere devono rispondere al progetto approvato da comitati tecnici e dalle amministrazioni, sono collaudate e se ci sono errori del progettista o scelte sbagliate del direttore dei lavori che causano o hanno causato danni questi ne rispondono personalmente, in solido, per tutti i danni cagionati, sia al privato che al pubblico erario, infatti hanno tutti un'assicurazione professionale che, vabbe', copre poco o niente ma costa ed è a carico dei dipendenti, non della p.a.. Quindi c'è anche un rischio professionale non da poco, i risarcimenti in questi casi possono assumere proporzioni notevolissime, da rovina totale. Questo rischio adesso non è più compensato, l'incentivo non c'è più o è ridotto a quasi zero, quindi gli ncarichi vanno tutti all'esterno, con costi decuplicati rispetto a quelli interni, e assgnanti, quelli sì, con criteri clientelari, perché ovviamente l'ing. amico (e sostenitore politico) dell'assessore ha sempre un incarico (grosso) via l'altro, quello che non è amico si arrangia anche se magari è più bravo.

Ho visto da poco il nuovo testo della legge di conversione del DL 112 in particolare l' art. 61 bis comma 8. Le domando sig. ministro: 1) Questo sarebbe il sistema per sviluppare la meritocrazia? 2) Questo sarebbe il sistema per pagare di più chi lavora e si impgna di più? 3)Perchè questo Governo mette alla grande le mani nelle mie tasche? non sono forse un italiano ? 4) Ma le pare corretto cambiare le regole del giuoco in corso di partita tagliando anche il 30-40% del stipendio?
http://www.funzionepubblica.it/forum/forum_posts.asp?TID=1797&PN=1

.marco.
31-10-2009, 11:47
Sarebbe questo il motivo per cui sono inattendibili?

La rilevazione relativa al mese di agosto 2009 è stata avviata dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione con l’esposizione sul
proprio sito sia della comunicazione, che della procedura di acquisizione dati on-line.
Il lancio della rilevazione, rivolta alle pubbliche amministrazioni, è stata curata direttamente dal Dipartimento della funzione pubblica che ha
provveduto a comunicarne l’avvio alle amministrazioni interessate e, per quanto concerne le principali tipologie di amministrazioni locali, attraverso
l’intermediazione di associazioni quali l’ANCI, l’UPI e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Le tipologie di amministrazioni pubbliche incluse nel campo di rilevazione sono: Ministeri, Agenzie fiscali e Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Altre PA centrali[1]; Regioni; Province autonome; Amministrazioni provinciali; Amministrazioni comunali; Aziende ospedaliere pubbliche; Aziende
sanitarie locali; Enti nazionali di previdenza e assistenza.
Successivamente all’acquisizione e al trattamento informatico dei questionari, sono stati effettuati controlli di qualità dei dati per l’individuazione
delle risposte valide ai fini delle elaborazioni.
Il numero complessivo di amministrazioni incluse nelle tipologie sopra elencate, utilizzate per le stime, è 4.469. Dalle elaborazioni sono state,
infatti, escluse 279 amministrazioni poiché non considerate valide sulla base dell’analisi dei dati relativi alle principali variabili del questionario.
La variabile A del questionario è controllata e validata contestualmente alla ricezione dei dati, mentre per le mancate risposte parziali e i dati
anomali relativi alle variabili B e C sono utilizzate le usuali procedure di correzione e imputazione.
La rilevazione è campionaria e il disegno di campionamento utilizzato è stratificato ad uno stadio.
Le variabili di stratificazione sono la tipologia di amministrazione, la ripartizione geografica di localizzazione e la dimensione delle amministrazioni.
Per queste tipologie, le stime sono state elaborate sulla base di coefficienti di riporto all’universo calcolati tenendo conto delle mancate risposte nei
vari strati e calibrando gli stessi coefficienti su alcune variabili ausiliare di cui si conoscono dei totali noti nei rispettivi universi. Tale procedura di
calibrazione garantisce che le stime relative alle variabili ausiliare considerate riproducano esattamente i valori noti. Le variabili ausiliarie utilizzate
sono il numero di unità istituzionali della tipologia e la consistenza delle amministrazioni in termini di personale.
Dato il breve intervallo temporale previsto per la conduzione dell’intera rilevazione, contestualmente all’avvio della rilevazione è stata posta in
essere una procedura di sollecito telefonico alle amministrazioni con l’obiettivo di contenere nella massima misura possibile le mancate risposte, sia
con riferimento alle unità campionate sia con riferimento alle tipologie a rilevazione totale.
[1]
Sono incluse le seguenti tipologie di PA: Organi costituzionali e di rilievo costituzionale, Enti produttori di servizi economici, Enti di regolazione
dell'attività economica, Enti a struttura associativa, Autorità amministrative indipendenti, Enti e istituzioni di ricerca, Istituti zooprofilattici
sperimentali, Stazioni sperimentali per l'industria


certo. Ma anche queste:
La CISL, dopo aver registrato gli attacchi del Presidente della Confindustria e dei “noti liberisti di turno” sul tema dell’ assenteismo dei lavoratori pubblici che costerebbe, secondo i dati dell’imprenditoria organizzata, circa l’ 1% del P.I.L., ha deciso di effettuare una approfondito e trasparente studio di tale fenomeno e dalla cui analisi emergono dati oggettivi che smentiscono la campagna di stampa promossa da Confindustria.
L’organizzazione sindacale, prima di tutto ha evidenziato come il confronto tra pubblico e privato non sia agevole in quanto mentre per il settore pubblico la Ragioneria Generale dello Stato acquisisce per via telematica i dati relativi alle assenze di oltre 3.200.000 dipendenti distribuiti in circa 9.800 pubbliche amministrazioni (agenzie fiscali - autonomie locali - carriera diplomatica e prefettizia - corpi di polizia - enti pubblici non economici – enti di ricerca – forze armate – magistratura - ministeri – scuola – sanità – università – ecc.), nel settore privato non esiste un unico centro di raccolta di tali dati, ma essi sono frazionati in decine di settori merceologici e produttivi (agricoltura – assicurativi - bancari – chimici - commercio – edilizia – gomma - metalmeccanici – servizi - tessili – trasporti – ecc.) con la conseguente difficoltà di sintesi e di comparabile confronto.

Inoltre mentre nel settore pubblico i dati monitorati riguardano tutte le tipologie di assenze previste dai C.C.N.L. e dalla vigente legislazione sociale (ferie – malattie – maternità – permessi retribuiti – assenze non retribuite – assistenza portatori di handicap - scioperi – ecc.), nel settore privato i dati resi pubblici dalla stampa riguardano unicamente le “assenze per malattia” e quindi non comparabili con oggettività con le assenze complessive del settore pubblico. Proprio per tali motivazioni e per una conseguente chiarezza di analisi che la Federazione Nazionale ha rielaborato i dati della Ragioneria Generale dello Stato, distinguendo dalle assenze per malattia tutte le altre assenze previste dai C.C.N.L e dalla vigente legislazione sociale.
I risultati del lavoro sviluppato smentiscono senza ombra di dubbio la “leggenda dei pubblici dipendenti assenteisti” riportando a realtà i dati relativi alle assenze che risultano essere fisiologici ed in linea con quelli riscontrati nel mondo del lavoro privato, infatti i dati generali del settore pubblico enfatizzati dalla stampa in complessive 47 giornate di assenza nell’anno 2006, si ripartiscono in:
• ferie 27,3 giornate
• malattie 10,6 giornate
• maternita e congedi parentali 3 giornate
• permessi retribuiti 2,7 giornate
• assenze non retribuite 2 giornate
• assistenza ai portatori di handicap L. 104/92 1 giornata
• scioperi 0,4 giornate

Quindi a fronte di un’assenza media per malattia del dipendente del settore pubblico certificata dalla Ragioneria Generale dello Stato in 10,6 giorni all’anno, peraltro in costante calo rispetto al passato, i dati non ufficiali del settore privato assunti presso l’ I.N.P.S. sono di 12 giorni di assenza all’anno del complessivo settore privato, mentre quelli forniti da Ferdermeccanica quantificano in 9,6 giorni la assenze per malattia dello specifico settore metalmeccanico.

Per maggiore chiarezza la CISL ha evidenziato l’importante circostanza che nel settore pubblico le assenze per malattia comprendono anche quelle derivanti da “infortunio o malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio”, mentre nel settore privato il dato delle assenze per malattia monitorate dall’ I.N.P.S. non includono quelle derivanti da infortunio sul lavoro, in quanto tale tipologia rientra nella competenza e nella separata gestione dell’ I.N.A.I.L.
Inoltre nel settore pubblico tra i permessi retribuiti vengono erroneamente conteggiate assenze previste dalla vigente legislazione sociale e riconosciute anche nel settore privato (senza però essere oggetto di conteggio) quali ad esempio: donazione sangue, funzioni elettorali, matrimonio, testimonianza in giudizio, riposi compensativi per festività o turnazioni, straordinari non pagati, 150 ore per il diritto allo studio, ecc).
http://209.85.135.132/search?q=cache:o8GLYvIVPqgJ:www.comirap.it/pagine/news_501.htm+dati+contestati+assenze+dipendenti+pubblici&cd=2&hl=it&ct=clnk&gl=it

_BlackTornado_
31-10-2009, 12:18
@_BlackTornado_
ma stai dicendo che sistemi informativi già in uso in banche, assicurazioni, finanziarie, etc, e da alcuni anni anche, sono una roba futuristica irrealizzabile? :muro:

Anche le poste italiane usano sistemi informativi da anni, quindi ormai il tutto dovrebbe anche essere piuttosto testato. Eppure, l'altro giorno dovevo pagare una cosa e non sono riuscito a farlo perchè il sito era defacciato.
E va detto che il sito delle poste funziona piuttosto bene (non mi pronuncio sul problema sicurezza, ma parlo di facilità d'uso).
E non è un caso se, ancora dopo anni, siano molti di più i pensionati che fanno la fila all'ufficio postale per pagare i bollettini che quelli che li pagano online.

Nel caso della sanità, bisogna creare un sistema informativo che per certi versi è ben più complicato di un sistema bancario (database dei medicinali, esenzioni, malattie, dati storici dei pazienti, vaccini, visite a domicilio... Un medico studia almeno 6 anni per fare il suo lavoro, e il software che usa dovrebbe "stargli dietro" in tutto e per tutto) e in più bisogna crearlo da 0.

Ovviamente, nessuno in un forum di informatica dice che è una cosa irrealizzabile. Non c'è dubbio che il futuro sarà così. Semplicemente, è irrealizzabile farlo BENE entro il 2010.

חוה
31-10-2009, 13:11
certo. 3.200.000 dipendenti distribuiti in circa 9.800 pubbliche amministrazioni

alla fine però hanno fatto la statistica su circa la metà delle amministrazioni

anche se hanno computato i dati come dicono quelli del sindacato ( ferie maternità ecc ecc ) alla fine il campione sembra sufficiente e la rilevazione non sarebbe sfalsata, da un mese all'altro, in quanto la base resterebbe 'uguale' si volta in volta

.marco.
31-10-2009, 14:47
alla fine però hanno fatto la statistica su circa la metà delle amministrazioni

anche se hanno computato i dati come dicono quelli del sindacato ( ferie maternità ecc ecc ) alla fine il campione sembra sufficiente e la rilevazione non sarebbe sfalsata, da un mese all'altro, in quanto la base resterebbe 'uguale' si volta in volta

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Stando ai dati diffusi dalla Cgia, i giorni di assenza per malattia sono stati in media 14,3 nei ministeri, 9,6 nelle scuole, ancora meno (7,3) tra i dipendenti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome. Poco più di 13, invece, le assenze annue registrate nei comparti Polizia e Agenzie fiscali. Costo complessivo per lo Stato, poco più di 4 miliardi di euro, con spese sostenute in particolare nella sanità e nella scuola. “Questi numeri – afferma il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – sgombrano il campo da tutta una serie di luoghi comuni che ingiustamente investono il pubblico impiego. Quindi non è vero che sono troppi e che non lavorano. Casomai, i problemi sono la cattiva distribuzione e i livelli di efficienza, imputabili più agli uffici male organizzati che ai singoli lavoratori”.

Per Carlo Podda, segretario generale della Fp Cgil, il margine tra pubblico e privato è in realtà ancora inferiore: “I dati ufficiali cui fare riferimento – spiega – sono soltanto quelli del Conto Annuale della Ragioneria dello Stato”, secondo i quali nel 2005 le effettive assenze per malattia nel settore pubblico sono state pari a 10,8 giorni l'anno, contro i 9,6 nel privato. La differenza è dunque minima e non deriverebbe da una “salute più cagionevole” degli statali, come si legge nello studio della Cgia, bensì dall'includere in questo conteggio anche le assenze per diritti, cioè quelle garantite dalla legge 104 (per l'assistenza ai disabili) e dalle norme che tutelano la maternità e l’assistenza ai figli minori. “Se poi analizziamo con attenzione i dati – sottolinea poi Podda – emergono altri due motivi che generano questa minima differenza. Primo, il 53 per cento dei lavoratori del pubblico impiego è composto di donne, ed è su di loro che grava gran parte del ruolo di cura e di assistenza, visto lo stato penoso in cui grava il welfare nel nostro paese. Secondo, nel pubblico ci sono leggi che permettono più facilmente di ottenere permessi per stare con i propri cari, qualora ne avessero bisogno per motivi di salute”.

Anche per il segretario generale della Fp Cisl, Rino Tarelli, quella della Cgia “è un'elaborazione sbagliata”. Il dirigente sindacale parla di “ennesima strumentalizzazione fatta dai lavoratori autonomi per coprire la loro evasione fiscale”. Più in generale, ammonisce Tarelli riferendosi al Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato, “si tratta di dati complessi, e per questo vanno letti correttamente. Altrimenti si rischia di fare solo demagogia”.

(www.rassegna.it, 29 gennaio 2008)

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=5164

I benefici effetti prodigiosi della ‘cura Brunetta’ per i fannulloni della nostra pubblica amministrazione sono il fiore all’occhiello di questo governo. Della sua terapia miracolosa, il ministro figlio di un venditore ambulante veneziano è riuscito a convincere tutti, dagli statistici agli stessi politici d’opposizione. Per la gente comune, grazie a lui l’impiegato lavativo è stato rimesso in riga. D’altronde come interpretare altrimenti il mirabolante meno 40 per cento di assenze per malattia propagandato a più riprese dal suo ministero? La realtà, però, è diversa dai fuochi d’artificio alla festa del Redentore. E poche coraggiose voci fuori dal coro fra gli statistici del nostro Paese sgonfiano quei numeri, ridimensionando l’ormai celebre effetto-Brunetta. Che si fonda su tre pilastri di cartapesta.
Il primo: l’analisi si limita agli enti che ci tengono a farsi belli della propria virtuosità (mentre gli asini se la battono). Il secondo: nei suoi conti mancano all’appello grossi pezzi dell’apparato statale - come l’istruzione e le forze di polizia - nonché ministeri o comuni importanti. Il terzo: le sue statistiche tagliate con l’accetta spesso finiscono col premiare chi non se lo merita e punire chi non ha colpa. Senza dimenticare che gli stessi dati del ministero iniziano a riconoscere che ‘l’onda’ si sta ritirando.
Riflusso napoletano
Che il travet non abbia più così paura degli strali di Brunetta, infatti, è proprio il suo ministero a raccontarcelo. La riduzione delle assenze per malattia registrata a settembre dello scorso anno, quando si era raggiunto il meno 44,6 per cento, è stato il picco dal quale poi non si è fatto altro che scendere. In modo graduale, ma inesorabile: meno 41 a novembre, meno 33 ad aprile, meno 27 a giugno, per finire con il meno 17 di luglio. Mai come in quest’ultimo mese ci sono state tante amministrazioni che hanno invertito la tendenza, col meno che si è andato trasformando in più. Al Comune di Napoli le assenze si sono impennate del 30 per cento, nonostante il fatto che a palazzo San Giacomo i dipendenti siano diminuiti. Anche l’altra grande città del Regno delle due Sicilie, Palermo, si distingue per la propria indifferenza al ministro-castigatore. Con una particolarità: fra gli uffici che hanno lavorato meno, negli ultimi quattro mesi dell’anno scorso, ci sono quelli addetti a raccogliere soldi per il Comune (servizio Tributi e Tarsu). Alla faccia della lotta all’evasione. Sempre stando ai numeri ministeriali, non è che a Nord se la passino meglio. A Parma, per esempio, chi lavora in Comune a luglio se l’è squagliata: più 32 per cento, rispetto allo zero di giugno e al meno 21 per cento di maggio. E il malcostume non cambia se ci spingiamo ancora in su, per fare tappa in un paesino brianzolo piuttosto noto: ad Arcore, dove il premier ha casa, le assenze sono salite del 27 per cento rispetto all’anno scorso. In barba al suo illustre e industrioso cittadino.
A scoppio ritardato
L’afflosciarsi dell’effetto Brunetta è però solo una parte di quello che il ministro non dice. Se oggi il fannullone italiano inizia a essere una specie protetta, non è solo merito suo (anche se lui se lo arroga tutto). Come dimostrano i dati della Ragioneria generale dello Stato, è già da fine 2004 che si verifica nella popolazione dei dipendenti pubblici una concreta diminuzione di chi si dà malato. Ovverosia già molto prima dell’era post Brunetta del pubblico impiego . Alla Provincia a Pisa lo sanno bene: dall’inizio del 2005 l’ente toscano è riuscito nell’impresa di abbassare del 20-30 per cento il tasso d’assenteismo. “Tutto quello che potevamo recuperare l’abbiamo recuperato, motivo per cui ora le assenze oscillano di mese in mese, seguendo cause fisiologiche come il tempo o i cicli influenzali”, dice il direttore generale Giuliano Palagi, non curandosi del più 17,5 per cento fatto segnare a luglio. Al di là di questa ‘appropriazione indebita’, cosa più grave nel bluff mediatico del ministro-economista è la mancanza di attendibilità dei dati che diffonde ogni mese. “Le sue cifre aprono una finestra solo su una parte del panorama della nostra pubblica amministrazione: quella migliore”, fa notare Giulio Zanella, ricercatore all’Università di Siena e firma del sito di economisti noisefromamerika.org. Appellandosi alla collaborazione delle singole amministrazioni, il ministero infatti non pubblica tutti i numeri degli enti - né potrebbe - ma solo quelli inviati di loro spontanea volontà. Per capirci, è come se a scuola venissero interrogati solo i ragazzi che si offrono volontari: ai somari per cavarsela basta stare zitti. “Però in questo modo il campione non è rappresentativo, e i risultati tanto strombazzati non hanno alcun valore scientifico, perché inevitabilmente sovrastimano la realtà”, aggiunge Zanella. E non ha aiutato nemmeno “l’operazione di ‘pulitura’ dei dati fatta dall’Istat”, perché si è trattato, per l’appunto, solo di una pulitura. “Mi aspetto che i prossimi dati ufficiali della Ragioneria generale dello Stato, che rappresenteranno la prova del nove, ridimensionino quel 40 per cento di Brunetta”, conclude il ricercatore senese. Facendo piazza pulita della retorica politica.
Il paradosso di Sondrio
Che i numeri del ministero siano tutt’altro che uno specchio fedele della realtà lo si capisce anche da altre falle, più o meno grandi. Prima di tutto c’è quella postilla con cui si avvertono i lettori che nell’analisi mensile non rientrano scuola, università, regioni e pubblica sicurezza. Cioè un bel pezzo d’apparato statale. Inoltre, gli stessi enti i cui dati trovi un mese, magari latitano il mese prima. Tanto che spiccano frequenti assenze di lusso: a luglio mancavano i dati del ministero degli Interni e di quello dei Trasporti, della Provincia e del Comune di Milano, dei Comuni di Torino, Bari e Venezia. Quasi tutti, ad eccezione del Viminale e del capoluogo pugliese, erano invece presenti nella rilevazione del mese precedente. Infine, a scapito delle verità di Brunetta va la scarsa collaborazione delle amministrazioni nel loro insieme: meno della metà delle 10 mila burocrazie italiane compila i moduli on line. Certo oggi va meglio che agli inizi, quando già nei primi cinque mesi dall’approvazione della legge 133 Brunetta aveva sbandierato il suo famoso 40 per cento: all’epoca solo il 15 per cento di quella che è l’intera burocrazia italiana aveva risposto alle sollecitazioni ministeriali. C’è poi un ultimo errore da prendere in considerazione, del quale già avvertono a scuola quando ti insegnano a fare la media fra due numeri: se io mangio due polli e tu non mangi niente, se non stai attento finisci col sostenere che abbiamo mangiato un pollo a testa. È il malinteso in cui si incappa prendendo alla lettera i dati di Brunetta. Se scorri i numeri più aggiornati fra quelli forniti dal ministero, al secondo posto nella top ten trovi il Comune di Sondrio, con un aumento delle ore di assenza per malattia di oltre il 90 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Che sia Sondrio, proprio la terra natìa di Giulio Tremonti, la capitale dei fannulloni d’Italia? Non esattamente. A un’analisi appena meno superficiale, infatti, ti accorgi di come stiano le cose in realtà. “Quella del ministero è una statistica piuttosto rozza”, contesta Alcide Molteni, sindaco del comune lombardo: “Ora, io ho circa 150 dipendenti. Tre di questi hanno malattie croniche che li obbligano a casa tutto l’anno, chi per l’infarto, chi per seri problemi polmonari, e loro da soli coprono gran parte delle assenze. Ad agosto, per esempio, su 87 giorni di malattia, in tre ne hanno fatti 62, e tutti gli altri ne hanno fatti 25″. Per converso è facile capire che, come a Sondrio si punisce chi non ha colpe, la media ‘del pollo’ può tranquillamente finire col premiare chi invece non lo meriterebbe.
Le donne nel mirino
Sotto la scure di Brunetta, però, non ci finiscono solo i malati gravi. I primi risultati di uno studio ancora in corso all’Istat - sul numero di persone che fanno orario ridotto a causa di malattia in una settimana tipo - smorzano gli entusiasmi dei brunettiani convinti, concentrandosi sui primi sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Ebbene, il primissimo (e forse l’unico) colpo inferto dalla sua crociata antifannulloni si è abbattuto nell’estate 2008 su una ben precisa fetta dei dipendenti pubblici: le donne del Centro Italia. E basta. Che cosa avranno mai fatto le donne di Roma per meritarsi questo? Una possibile spiegazione ce la suggerisce Riccardo Gatto, ricercatore Istat, e autore dello studio insieme ad Andrea Spizzichino: “D’estate, una volta chiuse le scuole, si hanno più problemi a trovare qualcuno a cui affidare un bimbo, e quindi è possibile che ci si assenti solo per gestirli meglio. Infatti, la differenza significativa rispetto agli uomini sul lavoro è che sono ancora le donne a farsi tipicamente carico delle mansioni familiari”. E sempre le donne, secondo un calcolo fatto da Zanella, fanno mediamente due giorni di assenza l’anno in più degli uomini, per evidenti ragioni familiari e biologiche. Fra l’autunno e l’inverno, invece, ci si ammala per davvero. E proprio negli ultimi tre mesi del 2008, sempre secondo lo studio di Gatto, l’effetto Brunetta semplicemente “non emerge più dall’analisi dei dati”. “Già nei tre mesi estivi il fenomeno non è particolarmente rilevante”, osserva, “perché passa dall’1,8 dell’anno prima all’1,3 per cento. Ma nel quarto trimestre la legge sembra aver esaurito il suo effetto”. Conclusioni pesanti e fuori dal coro, quelle di Gatto, pronunciate durante un seminario a ‘casa’ del ministro. E passate sotto silenzio.
Un mini-risultato
Insomma, malati cronici, donne con figli, ma di fannulloni puniti, per ora, neanche l’ombra. Fatta la tara, che cosa resta concretamente di questa ‘cura Brunetta’? Secondo Zanella, in ultima analisi, si potrebbe parlare di un 10 per cento in meno di assenze. Ma qui finisce. “Il fatto che quest’anno i numeri del ministro si siano ridotti è normale, perché le assenze non possono continuare a calare all’infinito”. Un effetto, quindi, c’è stato, ma è “un puro effetto di prezzo, dovuto alla decurtazione dallo stipendio dei giorni di assenza. Se oggi le arance costano un euro, e domani due, ne comprerai di meno. Qui è la stessa cosa. Ognuno fa i propri conti: prima potevo ammalarmi quanto volevo, adesso non più, quindi cercherò di fare meno assenze. Allora si raggiunge un nuovo equilibrio, in cui le assenze tornano a essere costanti”. Certo è che però non basta tenere la gente in ufficio (magari con 38 di febbre) per farla essere produttiva. “La soluzione non è costringere la gente ad andare al lavoro in qualsiasi condizione di salute, visto che si può arrivare a perdere fino a 50 euro al giorno in caso di malattia”, contesta Michele Gentile della Cgil: “Quel che servirebbe, in realtà, sarebbero più controlli da parte dei dirigenti, cosa che nel privato avviene molto più che nel pubblico”, suggerisce Gianni Baratta della Cisl. Insomma, conclude Gentile, “la diagnosi è giusta, ma la terapia è sbagliata”. di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli - Espresso
http://www.enricodigiacomo.org/2009/09/linchiesta-sul-brunetta-bluff-ha-vantato-risultati-clamorosi-contro-gli-assenteisti-ma-ora-si-scopre-che-purtroppo-non-sono-diminuiti-e-che-le-statistiche-riportavano-soltanto-i-dati-ottimistici/

Fratello Cadfael
31-10-2009, 15:57
i dati di brunetta sulle malattie sono inattendibili, sia quelli di prima che quelli di adesso. E la sua cosiddetta riforma ha tolto incentivi indirizzati a chi lavorava di più (che c'erano, e li ha eliminati o riditti) e ha lasciato quelli a pioggia indiscrimianti, basati solo sulle presenze. Quindi dire "bunetta bluff" è il minimo.
Si potrebbe dire anche, con un po' di fantasia, "Brunetta emorroide"... :D

E vedo che continui a sforzarti a dimostrare le tue tesi portando link, facendo ragionamenti e portando testimonianze. Vuoi scommettere che ti diranno che non è sufficiente e ti chiederanno sempre di più? Io ogni tanto ci provo, scrivo, poi faccio "anteprima messaggio", leggo la mia firma, cancello e rinuncio...

daniele.messina
31-10-2009, 16:51
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Stando ai dati diffusi dalla Cgia, i giorni di assenza per malattia sono stati in media 14,3 nei ministeri, 9,6 nelle scuole, ancora meno (7,3) tra i dipendenti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome. Poco più di 13, invece, le assenze annue registrate nei comparti Polizia e Agenzie fiscali. Costo complessivo per lo Stato, poco più di 4 miliardi di euro, con spese sostenute in particolare nella sanità e nella scuola. “Questi numeri – afferma il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – sgombrano il campo da tutta una serie di luoghi comuni che ingiustamente investono il pubblico impiego. Quindi non è vero che sono troppi e che non lavorano. Casomai, i problemi sono la cattiva distribuzione e i livelli di efficienza, imputabili più agli uffici male organizzati che ai singoli lavoratori”.

Per Carlo Podda, segretario generale della Fp Cgil, il margine tra pubblico e privato è in realtà ancora inferiore: “I dati ufficiali cui fare riferimento – spiega – sono soltanto quelli del Conto Annuale della Ragioneria dello Stato”, secondo i quali nel 2005 le effettive assenze per malattia nel settore pubblico sono state pari a 10,8 giorni l'anno, contro i 9,6 nel privato. La differenza è dunque minima e non deriverebbe da una “salute più cagionevole” degli statali, come si legge nello studio della Cgia, bensì dall'includere in questo conteggio anche le assenze per diritti, cioè quelle garantite dalla legge 104 (per l'assistenza ai disabili) e dalle norme che tutelano la maternità e l’assistenza ai figli minori. “Se poi analizziamo con attenzione i dati – sottolinea poi Podda – emergono altri due motivi che generano questa minima differenza. Primo, il 53 per cento dei lavoratori del pubblico impiego è composto di donne, ed è su di loro che grava gran parte del ruolo di cura e di assistenza, visto lo stato penoso in cui grava il welfare nel nostro paese. Secondo, nel pubblico ci sono leggi che permettono più facilmente di ottenere permessi per stare con i propri cari, qualora ne avessero bisogno per motivi di salute”.

Anche per il segretario generale della Fp Cisl, Rino Tarelli, quella della Cgia “è un'elaborazione sbagliata”. Il dirigente sindacale parla di “ennesima strumentalizzazione fatta dai lavoratori autonomi per coprire la loro evasione fiscale”. Più in generale, ammonisce Tarelli riferendosi al Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato, “si tratta di dati complessi, e per questo vanno letti correttamente. Altrimenti si rischia di fare solo demagogia”.

(www.rassegna.it, 29 gennaio 2008)

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=5164



Nel primo pezzo il titolo (mancante) parla di inesattezze, poi manca il seguente pezzo
Secondo il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, è un problema che va risolto per risollevare la produttività del paese. Ma al di là dalle sentenze, osservando cioè i dati reali, il fenomeno dei “fannulloni” nel pubblico impiego sembra assai meno consistente di quanto certi allarmi vorrebbero far credere. La conferma arriva dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre. Nel 2006, secondo una ricerca degli artigiani veneti, i giorni trascorsi a casa per motivi di salute tra i dipendenti del pubblico impiego sono stati 11.5, contro i 9.6 degli operai del settore privato. In totale fanno due assenze in più in un anno di lavoro: differenza non certo abissale che peraltro, secondo i sindacati (come spieghiamo più avanti), sarebbe anche più sottile.

da cui si deduce che sono dati del 2006, ed inoltre si chiude con il parere di Tarelli che dice che si tratta di un'elaborazione sbagliata. Non è poi questo grande argomento...

daniele.messina
31-10-2009, 16:52
Si potrebbe dire anche, con un po' di fantasia, "Brunetta emorroide"... :D

E vedo che continui a sforzarti a dimostrare le tue tesi portando link, facendo ragionamenti e portando testimonianze. Vuoi scommettere che ti diranno che non è sufficiente e ti chiederanno sempre di più? Io ogni tanto ci provo, scrivo, poi faccio "anteprima messaggio", leggo la mia firma, cancello e rinuncio...

Dal manuale "come offendere gli utenti del forum e farla franca", forse.

.marco.
31-10-2009, 16:56
Nel primo pezzo il titolo (mancante) parla di inesattezze, poi manca il seguente pezzo


da cui si deduce che sono dati del 2006, ed inoltre si chiude con il parere di Tarelli che dice che si tratta di un'elaborazione sbagliata. Non è poi questo grande argomento...

però la risposta al tuo post era quell'altra, questa era per חוה.

LUVІ
31-10-2009, 17:10
Dal manuale "come offendere gli utenti del forum e farla franca", forse.

Se cerchi info puoi rivolgerti all'enciclopedia Proteus, che è specificamente dedicata a questa arte :asd:

Fratello Cadfael
31-10-2009, 17:11
Dal manuale "come offendere gli utenti del forum e farla franca", forse.
Sì, vabbè, segnalami pure. Era per analogia, non ti considero un cretino, se è questo che temi.
Penso ci vogliano una grande lucidità e intelligenza per provocare come fai tu.
:)

daniele.messina
31-10-2009, 18:40
però la risposta al tuo post era quell'altra, questa era per חוה.

Sì, non avevo avuto ancora il tempo di leggere la discussione sul forum della p.a. Confermo i dubbi che a naso avevo espresso sull'assegnazione degli incentivi alla progettazione interna, ci sono almeno due utenti del forum della P.A. che denunciano delle "storture" sistematiche, e si tratta di dipendenti pubblici. Gli altri ovviamente difendono il loro stipendio ed i loro benefici, e chi se ne frega se gli incentivi sono assegnati secondo merito, lavoro effettivamente svolto, documentata professionalità oppure no.
Insomma se taglio c'è stato, sono portato a pensare che sia stato motivato proprio da queste prassi viziose.
Sui costi decuplicati ci sarebbe da verificare, ed anche in quella discussione che hai linkato ci sono pareri discordanti.
Ad ogni modo la "riforma" prevede un meccanismo di portata più ampia di assegnazione di incentivi, rispetto al taglio di cui tu parli, con annessa definizione di criteri ed organi di verifica (anche se in parte rinviata a successivi provvedimenti).

daniele.messina
31-10-2009, 18:43
Sì, vabbè, segnalami pure. Era per analogia, non ti considero un cretino, se è questo che temi.
Penso ci vogliano una grande lucidità e intelligenza per provocare come fai tu.
:)

Ci vuole coraggio a scrivere quello che scrivi tu e nello stesso post dire che a provocare sono io...
E no, non ho intenzione di segnalarti.

mixkey
31-10-2009, 19:09
Se è malato veramente e non ha nessuno che lo assiste non vedo nessuna altra soluzione.
Dove vedi il problema?

E tu dici che se mi presento all'ospedale dicendo che ho un influenza e non so come spedire il certificato mandano a casa un infartuato e mi ricoverano nel suo letto?

Fratello Cadfael
31-10-2009, 19:22
Ci vuole coraggio a scrivere quello che scrivi tu e nello stesso post dire che a provocare sono io...
E no, non ho intenzione di segnalarti.
Allora, spiego meglio onde evitare fraintendimenti.
Il mio invito a .marco. voleva essere a non ribattere all'infinito a chi non ha nessuna capacità (l'esempio della mia firma) o voglia di capire veramente (e questa è l'impressione che dai tu). Il tuo sembra un perfetto stile Belpietro: niente intemperanze o aggressioni, per carità, ma ribattere all'infinito fino a far perdere le staffe all'interlocutore.
Spero non mi segnalerai per averti paragonato a Belpietro :D .
;)

daniele.messina
31-10-2009, 19:53
Allora, spiego meglio onde evitare fraintendimenti.
Il mio invito a .marco. voleva essere a non ribattere all'infinito a chi non ha nessuna capacità (l'esempio della mia firma) o voglia di capire veramente (e questa è l'impressione che dai tu). Il tuo sembra un perfetto stile Belpietro: niente intemperanze o aggressioni, per carità, ma ribattere all'infinito fino a far perdere le staffe all'interlocutore.
Spero non mi segnalerai per averti paragonato a Belpietro :D .
;)

A questa non replico così magari cambi idea, e poi voglio parlare di pubblica amministrazione non di me.

Jo3
01-11-2009, 09:55
Sì, non avevo avuto ancora il tempo di leggere la discussione sul forum della p.a. Confermo i dubbi che a naso avevo espresso sull'assegnazione degli incentivi alla progettazione interna, ci sono almeno due utenti del forum della P.A. che denunciano delle "storture" sistematiche, e si tratta di dipendenti pubblici. Gli altri ovviamente difendono il loro stipendio ed i loro benefici, e chi se ne frega se gli incentivi sono assegnati secondo merito, lavoro effettivamente svolto, documentata professionalità oppure no.
Insomma se taglio c'è stato, sono portato a pensare che sia stato motivato proprio da queste prassi viziose.
Sui costi decuplicati ci sarebbe da verificare, ed anche in quella discussione che hai linkato ci sono pareri discordanti.
Ad ogni modo la "riforma" prevede un meccanismo di portata più ampia di assegnazione di incentivi, rispetto al taglio di cui tu parli, con annessa definizione di criteri ed organi di verifica (anche se in parte rinviata a successivi provvedimenti).

Ascolta :io temo tu stia facendo una gran minestra di concetti & co.


Gli incentivi che tu dici con l'attuale riforma brunetta finiscono solo al 5% dei lavoratori (all'interno del 25% dei lavoratori "bravi").

Ma bravi giudicati da chi? ancora non si sa


Infatti il decreto brunetta non stabilisce chi all'interno delle pubbliche amministrazioni chi sia l'organo di controllo per definire se i dirigenti assegnino una giusta votazione per lavoratori diligenti/negligenti.

Ancora non l'hanno capito nemmeno coloro i quali dovranno applicare tale legge.



Inoltre : chi giudica i dirigenti ?


Ergo piantiamola di far passare un decreto di un ministro come LA riforma perche si sa bene che questo e' un decreto che va a colpire solo una fetta minoritaria, lasciando invece il vero buco (i dirigenti hanno una fascia di premio annuale che e' enorme).

Smettiamola di far passare questa specie di frustrato che e' Brunetta come il risolutore.

Perchè forse il sig. Brunetta dovrebbe iniziare a [B]VERGOGNARSI a sentirlo parlare solamente del fatto che all'amministrazione pubblica vada sopperita togliendo ossigeno (ma nel vero senso letterale del termine )

http://www.youtube.com/watch?v=ShKLQ9Dbs-A



Si vergogni un po e inizi a lavorare lui.

.marco.
01-11-2009, 11:17
Sì, non avevo avuto ancora il tempo di leggere la discussione sul forum della p.a. Confermo i dubbi che a naso avevo espresso sull'assegnazione degli incentivi alla progettazione interna, ci sono almeno due utenti del forum della P.A. che denunciano delle "storture" sistematiche, e si tratta di dipendenti pubblici. Gli altri ovviamente difendono il loro stipendio ed i loro benefici, e chi se ne frega se gli incentivi sono assegnati secondo merito, lavoro effettivamente svolto, documentata professionalità oppure no.
Insomma se taglio c'è stato, sono portato a pensare che sia stato motivato proprio da queste prassi viziose.
Sui costi decuplicati ci sarebbe da verificare, ed anche in quella discussione che hai linkato ci sono pareri discordanti.
Ad ogni modo la "riforma" prevede un meccanismo di portata più ampia di assegnazione di incentivi, rispetto al taglio di cui tu parli, con annessa definizione di criteri ed organi di verifica (anche se in parte rinviata a successivi provvedimenti).

no, sul forum della p.a. il dibattito sugli incentivi pre-esistenti è, semmai, tra i tecnici che, per loro funzione, non li percepiscono, e quelli che li percepiscono. Perché, per esempio, il tecnico che lavora al patrimonio, siccome non fa progetti e/o D.L., non percepisce alcun incentivo, e vede come un privilegio gli incentivi erogati a chi fa invece progettazione e D.L.. Ma sono più che altro invidie interne di nessun conto. E' chiaro infatti che chi progetta e fa D.L. ha più respponsabilità, è maggiormente esposto a rischi professionali di chi fa delle stime, quando le fa e non le fa fare ai progettisti di cui sopra.

Mi sembra che tu non conosca il contesto di tutto questo, non sapevi nemmeno che cerano questi e incentivi e che sono stati eliminati da brunetta. Ma allora, se no'n sai, perché giudichi così frettolosamente? Ti assicuro che gli incentivi ai tecnici funzionavano perfettamente come stimolo a lavorare di più, infatti più si facevano progetti o D.L. e più si prendeva di incentivo, e ti assicuro che progettare e fare D.L. costa tempo e fatica, e responsabilità, e vedere gente che si portava il lavoro a casa era la norma.
Ora non più, i progetti vengono affidati ai professionisti esterni, le D.L. pure, con criteri per lo più inconoscibili (vedi clientele), con costi che sono nell'ordine del 5-10% l'importo dei lavori dell'opera, quindi anche 50 volte di più (per le opere più grandi) di quanto costino se fatti da interni con gli incentivi.
Per fare un paragone un'opera da 10 milioni di euro costa fino 1 milione di euro di prestazioni professionali esterne, tra progettazione, D.L. e sicurezza, mentre costa circa 20 mila euro se fatta da tecnici interni (perché gli incentivi hanno dei limiti, superati i quali anche se il calcolo della percentuale farebbe lievitare gli incentivi essi venivano troncati). Fai tu il calcolo di quanto perde la p.a. a usare professionisti esterni.

Poi è ovvio che i professionisti esterni, intervenuti nel forum della p.a., siano contrari agli incarichi interni, le cifre in ballo, che loro perdono, sono notevoli.

.marco.
01-11-2009, 11:17
edit: post duplicato.

daniele.messina
01-11-2009, 11:57
@.marco.
Io non pretendo di dare dei giudizi così senza dati concreti e statistiche generali in mano, ho espresso dei dubbi sui meccanismi con cui questi incentivi vengono assegnati, ed ho trovato riscontro sui pareri di dipendenti della p.a., tutto lì. Tu dici che sono invidie, ma quelli fanno ben altri discorsi, non è la prima volta che li sento, e a me sono sembrati molto plausibili.
Sarebbe interessante vedere dei numeri su quante volte effettivamente chi fa progettazione è stato perseguito ed ha pagato per i suoi errori.
Leggo che questi incentivi sono scesi dal 2% allo 0,5%, perchè dici che sono stati eliminati?

@Jo3
a me uno che chiama un ministro "una specie di frustrato" dà l'impressione di non potere essere una persona che giudica obiettivamente, poi magari non è così, ma questa è l'impressione.
Io leggo (Sole24ore) di Commissione x la valutazione (art 13), organismi indipendenti di valutazione (14 e 30), piano delle performance (10 e 11) da essere valutato dalla Commissione x la valutazione e da associazioni di consumatori e utenti. Tutti punti che definiscono chi deve valutare e come, sia lavoratori che dirigenti.
Il 13 ottobre il senatore Pietro Ichino, a Porta a Porta ha contestato proprio che non ci fossero abbastanza spazi di discrezionalità e responsabilità per i dirigenti pubblici nel conseguimento dei risultati programmati e nello stesso tempo per effettuare controlli efficaci sugli obiettivi assegnati e sui risultati conseguiti, quindi una critica opposta alla tua, a chi devo credere?

ConteZero
01-11-2009, 12:12
Se il ministro si comporta come una specie di frustrato allora E'una specie di frustrato.
Andare in giro dicendo "li farò lavorare" scordandosi che la gente va in malattia perché SI AMMALA è frustrato, ed è così convinto che per farsi figo serva farli lavorare tutti (a costo di vederli deambulare con le flebo fra gli uffici) da arrivare a mezzucci da bambino di tre anni.

.marco.
01-11-2009, 12:27
@.marco.
Io non pretendo di dare dei giudizi così senza dati concreti e statistiche generali in mano, ho espresso dei dubbi sui meccanismi con cui questi incentivi vengono assegnati, ed ho trovato riscontro sui pareri di dipendenti della p.a., tutto lì. Tu dici che sono invidie, ma quelli fanno ben altri discorsi, non è la prima volta che li sento, e a me sono sembrati molto plausibili.
Sarebbe interessante vedere dei numeri su quante volte effettivamente chi fa progettazione è stato perseguito ed ha pagato per i suoi errori.
Leggo che questi incentivi sono scesi dal 2% allo 0,5%, perchè dici che sono stati eliminati?

fanno ben altri discorsi quali? I discorsi che fanno quelli che non li prendono sono di dire che hanno fatto bene a toglierli perché non li prendono neanche loro, ma loro non li prendono perché sono in un settore in cui il lavoro è diverso e di minore impegno e responsabilità, tutto lì.

Dico che li hanno tolti perché ridurli a 1/4 è l'equivalente di toglierli, fare progettazione e d.l. per quelle cifre non vale la pena, erano già pochi prima. Quando uno vede un professionista esterno che prende 10 volte tanto quello che prende lui di incentivo, e si vede ridurre quella miseria a 1/4 la differenza tra zero e 1/4 di una miseria diventa non apprezzabile.

Gli errori se ci sono comportano sempre delle conseguenze per chi li ha commessi, che sia esterno o interno, con lo stesso medesimo criterio. Ovvio che ci siano errori minori, cui si può rimediare senza che nessuno se ne accorga, ed errori che invece sono talmente grandi da causare conseguenze, e le conseguenze ci sono e sono ben tangibili, sia sul piano civile che su quello penale.

Poi, errori si fa per dire. Per esempio un d.l. che decide che di non pagare, o pagare di meno, certe parti di opera all'impresa, perché non realizzate o fatte male, o di applicare la penale per ritardata ultimazione dei lavori. Ebbene questo d.l. si ritrova a dover affrontare le riserve dell''impresa (richieste di danni), poi l'arbitrato che decide di riconoscere 1/3 delle richieste dell'impresa (perché c'è una circolare del ministero che dà questa indicazione, a prescindere si dà 1/3) e su quel 1/3 l'impresa chiede gli interessi all'amministrazione, e poi la corte dei conti chiede al d.l. di rifondere gli interessi e le spese dell'arbitrato, quando va bene.
Se l'importo dei lavori era di 10-20 milioni, ma anche solo di alcune centinaia di migliaia di euro, di lascio immaginare uno cosa può rischiare, e le assicurazioni non comprono, e uno lo deve fare per cosa? Per 1000 euro in più all'anno? Bah.

Jo3
01-11-2009, 13:18
@.marco.
Io non pretendo di dare dei giudizi così senza dati concreti e statistiche generali in mano, ho espresso dei dubbi sui meccanismi con cui questi incentivi vengono assegnati, ed ho trovato riscontro sui pareri di dipendenti della p.a., tutto lì. Tu dici che sono invidie, ma quelli fanno ben altri discorsi, non è la prima volta che li sento, e a me sono sembrati molto plausibili.
Sarebbe interessante vedere dei numeri su quante volte effettivamente chi fa progettazione è stato perseguito ed ha pagato per i suoi errori.
Leggo che questi incentivi sono scesi dal 2% allo 0,5%, perchè dici che sono stati eliminati?

[QUOTE]
@Jo3
a me uno che chiama un ministro "una specie di frustrato" dà l'impressione di non potere essere una persona che giudica obiettivamente, poi magari non è così, ma questa è l'impressione.


Non sono io che giudico, Brunetta si giudica da solo in quel filmato.
E inoltre sorge il sospetto di una repressa frustrazione quando :

- Appella come "panzoni" le forze dell'Ordine
- Appella come "fannulloni" gli impiegati nella pubblica amministrazione
- Appella come "doverosi di essere soppressi" chi lavora nella pubblica amministrazione

Ma dove e' mai stato scritto nella costituzione Italiana che il popolo italiano debba essere insultato da un Ministro?

E ricordiamoci che questo ministro e' stato assente il 40% delle volte in parlamento europeo durante il suo mandato !






Io leggo (Sole24ore) di Commissione x la valutazione (art 13), organismi indipendenti di valutazione (14 e 30), piano delle performance (10 e 11) da essere valutato dalla Commissione x la valutazione e da associazioni di consumatori e utenti. Tutti punti che definiscono chi deve valutare e come, sia lavoratori che dirigenti.
Il 13 ottobre il senatore Pietro Ichino, a Porta a Porta ha contestato proprio che non ci fossero abbastanza spazi di discrezionalità e responsabilità per i dirigenti pubblici nel conseguimento dei risultati programmati e nello stesso tempo per effettuare controlli efficaci sugli obiettivi assegnati e sui risultati conseguiti, quindi una critica opposta alla tua, a chi devo credere?

Edit : vedo che non ti e' chiara la mia domanda.

I dirigenti valutano le proprie aree.

Una commissione iper partes dovrebbe analizzare le valutazioni dei dirigenti affinchè non ci siano preferenze. (vedi decreto brunetta).

E da chi e' composta (da quali organi, da quali persone) tale commissione in un ente pubblico?

Individuami il punto esatto dove nella legge c'e scritto chi dovrebbe presiedere a questa commissione, pescando dalla rosa di persone di un ente pubblico.

Prendiamo un ente pubblico come un università.

Chi in questo ente pubblico dovrebbe presiedere a tale commissione? gli organi del CDA? il senato accademico? i direttori di dipartimento? CHI?

Rispondi per cortesia a questa domanda

StefAno Giammarco
02-11-2009, 02:12
Ma smettila di provocare e confrontati sulle idee. Non ho mai discusso di storia dell'informatica in questo forum, le tue sparate quindi sono solo farneticazioni.
Vedo che la mia firma porta allo scoperto la meschinità della gente, che non esita ad infangare i tuoi studi, i tuoi titoli, la tua professione, le strutture per le quali lavori... grande prova di civiltà e dialogo costruttivo. Sapevo che questa firma avrebbe detto molto di più dei miei interlocutori piuttosto che di me stesso.

Si vabbè ma datti una bella calmata, questa tua reazione pecca di toni "eccessivi". A tratti si potrebbe pensare che insulti ConteZero ma nel dubbio non ti sospendo. Però fai in modo di non levarmi i dubbi.

StefAno Giammarco
02-11-2009, 02:25
Dire ".marco. bluff" è il minimo.

Mostra il punto della riforma dove si parla di incentivi a pioggia indiscriminati o basati solo sulle presenze. Mostra il provvedimento che elimina gli incentivi indirizzati a chi lavorava di più. Oppure eclissati.

Oh, giusto te.
Parliamo di onestà intellettuale?
Si è svolta una discussione proprio su questo tema in questo forum, la vogliamo linkare? Facciamo sentire le due campane?
http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2048471

Mi hai levato il dubbio certamente su una questione: non sai contenerti. È il caso tu ti dia una calmata. Tre giorni potrebbero bastare

:dissident:
02-11-2009, 02:52
Dico che li hanno tolti perché ridurli a 1/4 è l'equivalente di toglierli, fare progettazione e d.l. per quelle cifre non vale la pena, erano già pochi prima. Quando uno vede un professionista esterno che prende 10 volte tanto quello che prende lui di incentivo, e si vede ridurre quella miseria a 1/4 la differenza tra zero e 1/4 di una miseria diventa non apprezzabile.

Gli errori se ci sono comportano sempre delle conseguenze per chi li ha commessi, che sia esterno o interno, con lo stesso medesimo criterio. Ovvio che ci siano errori minori, cui si può rimediare senza che nessuno se ne accorga, ed errori che invece sono talmente grandi da causare conseguenze, e le conseguenze ci sono e sono ben tangibili, sia sul piano civile che su quello penale.

Poi, errori si fa per dire. Per esempio un d.l. che decide che di non pagare, o pagare di meno, certe parti di opera all'impresa, perché non realizzate o fatte male, o di applicare la penale per ritardata ultimazione dei lavori. Ebbene questo d.l. si ritrova a dover affrontare le riserve dell''impresa (richieste di danni), poi l'arbitrato che decide di riconoscere 1/3 delle richieste dell'impresa (perché c'è una circolare del ministero che dà questa indicazione, a prescindere si dà 1/3) e su quel 1/3 l'impresa chiede gli interessi all'amministrazione, e poi la corte dei conti chiede al d.l. di rifondere gli interessi e le spese dell'arbitrato, quando va bene.
Se l'importo dei lavori era di 10-20 milioni, ma anche solo di alcune centinaia di migliaia di euro, di lascio immaginare uno cosa può rischiare, e le assicurazioni non comprono, e uno lo deve fare per cosa? Per 1000 euro in più all'anno? Bah.

Si ma il discorso di fondo e' sbagliato: far fare DL e progetti internamente va a togliere lavoro all'esterno, facendoli fare (anche con gli incentivi massimi) a prezzi stracciati rispetto al valore reale di quei lavori...

Fratello Cadfael
02-11-2009, 09:23
Si ma il discorso di fondo e' sbagliato: far fare DL e progetti internamente va a togliere lavoro all'esterno, facendoli fare (anche con gli incentivi massimi) a prezzi stracciati rispetto al valore reale di quei lavori...
Mettiamoci d'accordo su cosa debba fare un'amministrazione: se deve pensare al suo bilancio è un conto, se deve far parte di un sistema che muove soldi è un altro. Siamo sicuri che quello che si paga a soggetti esterni sia il valore reale di quei lavori?
E anche quando fosse, sarebbe corretto farsi fare un lavoro da terzi quando si potrebbe fare internamente a un prezzo molto più basso?
Esempio terra terra: due settimane fa mi si è rotta la pompa della lavatrice; l'ho smontata, sono andato a cercare un negozio di ricambi, ne ho comperata una nuova e l'ho rimontata. Un pomeriggio e 20 euri di spesa. Se fosse venuto un riparatore a domicilio immagino che si sarebbe preso più o meno il quadruplo che considerando l'intervento a domicilio, il ricambio e il tempo sarebbe stato anche un prezzo onesto. Ma visto che si trattava di un intervento che ero in grado di fare in proprio e risparmiare...
Insomma, se vogliamo che un'amministrazione contenga i costi dobbiamo anche accettare che faccia lavorare meno esterni, no?

Sinclair63
02-11-2009, 12:18
Ragionamento del cazzo.
Non dico di eliminare i controlli così ognuno fa quel che gli pare.
Puntare sulla repressione delle malattie è fumo negli occhi, visto che comunque una parte del salario per molti lavoratori è legata alla presenza; il rendimento aumenterebbe se si riuscisse a far lavorare tutti meglio, ma è più populista dire che il lavoratore si mette in malattia per stare a casa a fare il cazzo che gli pare.


Parole SENSATISSIME condivido al 100% :mano:

mixkey
02-11-2009, 12:28
Se l'influenza raggiungesse i picchi dell'Ucraina cosa fa il ministro?

Jacoposki
02-11-2009, 12:49
La domanda sorge spontanea...

...ma se uno deve rimanere obbligatoriamente A CASA in quanto malato (e sotto possibile visita) come fa a recuperare il certificato medico da presentare in ufficio ?

A questo punto Brunetta faccia anche la visita medica H24, ma non richieda che il malato vada a farsi visitare per produrre prova della sua malattia.

ti quoto per mille. Stavo per scrivere lo stesso.

daniele.messina
06-11-2009, 00:24
Edit : vedo che non ti e' chiara la mia domanda.

E vedi male. Tu hai chiesto chi giudica se la valutazione dei dipendenti è corretta e più in generale chi giudica i dirigenti.
Io ti ho citato gli organi ed i meccanismi previsti dal decreto che assolvono a questa funzione facendo riferimento agli articoli. La fonte è
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/05/abc-riforma-pubblica-amministrazione-decreto-brunetta.shtml

Ora tu formuli una seconda domanda, e cioè da chi sono composti questi organi? Si tratta di un approfondimento della questione, ma non dire che io non ho capito la tua domanda.
Sono pronto ad andarmi a spulciare il decreto nella sua forma definitiva per risponderti, ma fa' anche tu la stessa cosa. Inoltre penso che per un'università questi meccanismi siano differenti.

:dissident:
06-11-2009, 02:39
Mettiamoci d'accordo su cosa debba fare un'amministrazione: se deve pensare al suo bilancio è un conto, se deve far parte di un sistema che muove soldi è un altro. Siamo sicuri che quello che si paga a soggetti esterni sia il valore reale di quei lavori?
E anche quando fosse, sarebbe corretto farsi fare un lavoro da terzi quando si potrebbe fare internamente a un prezzo molto più basso?
Esempio terra terra: due settimane fa mi si è rotta la pompa della lavatrice; l'ho smontata, sono andato a cercare un negozio di ricambi, ne ho comperata una nuova e l'ho rimontata. Un pomeriggio e 20 euri di spesa. Se fosse venuto un riparatore a domicilio immagino che si sarebbe preso più o meno il quadruplo che considerando l'intervento a domicilio, il ricambio e il tempo sarebbe stato anche un prezzo onesto. Ma visto che si trattava di un intervento che ero in grado di fare in proprio e risparmiare...
Insomma, se vogliamo che un'amministrazione contenga i costi dobbiamo anche accettare che faccia lavorare meno esterni, no?

Non sono d'accordo, innanzitutto perche' in questo modo viene a mancare un meccanismo di controllo, e di qualita' del lavoro: se un dipendente statale puo' fornire una prestazione equivalente a quella di un professionista a un quarto del suo costo e' quantomeno assurdo il fatto che non si metta in proprio invece che accontentarsi. E infatti si vedono i risultati i bei lavori dei geometri degli uffici tecnici comunali...:doh:

Fratello Cadfael
06-11-2009, 09:32
Non sono d'accordo, innanzitutto perche' in questo modo viene a mancare un meccanismo di controllo, e di qualita' del lavoro: se un dipendente statale puo' fornire una prestazione equivalente a quella di un professionista a un quarto del suo costo e' quantomeno assurdo il fatto che non si metta in proprio invece che accontentarsi. E infatti si vedono i risultati i bei lavori dei geometri degli uffici tecnici comunali...:doh:
Pensare che un lavoro venga fatto bene soltanto perché affidato a un esterno è una pia illusione, smentita ad esempio da quei ponti che crollano dopo due anni o da quei tronconi di viadotto che non si incontreranno mai (per rimanere nel campo del tuo esempio). E in caso di lavoro affidato a un professionista esterno il meccanismo di controllo a chi è affidato? Ai geometri del tuo esempio?

Tefnut
06-11-2009, 10:18
se non hanno modificato anche quello, scendere ed andare dal medico è consentito anche nelle ore di reclusione, perchè si produrrà adeguata documentazione nel momento in cui dovesse essere contestata l'assenza

si il problema che se poi non sei a casa, dovrai andare a presentare l'adeguata documentazione non so dove. insomma un bello sbattimento.
Io mi sono ammalato sabato. Lunedi è venuto il medico a casa mia (non sono dipendente pubblico) mi ha fatto il certificato per tutta la settiamana.
La vera rivoluzione sarebbe appunto che certificato etc li invii direttaemnte il medico.
1 Non esco per andare alle poste
2 risparmio 4.5€ per la raccomandata
3 se devo integrare ancora della malattia basta richiamarlo.

ConteZero
06-11-2009, 10:20
si il problema che se poi non sei a casa, dovrai andare a presentare l'adeguata documentazione non so dove. insomma un bello sbattimento.
Io mi sono ammalato sabato. Lunedi è venuto il medico a casa mia (non sono dipendente pubblico) mi ha fatto il certificato per tutta la settiamana.
La vera rivoluzione sarebbe appunto che certificato etc li invii direttaemnte il medico.
1 Non esco per andare alle poste
2 risparmio 4.5€ per la raccomandata
3 se devo integrare ancora della malattia basta richiamarlo.

Dai, che vuoi che sia:

1. compilare il certificato medico
2. presentare una copia all'INPS (entro 48 ore)
3. presentare un altra copia al datore di lavoro

...quando sei a casa con la febbre alta.

חוה
06-11-2009, 10:24
vabbè ma per certe patologie ci vuole il certificato dello specialista che non viene certo a casa

per cui bisognerebbe distinguere i due casi

Sinclair63
06-11-2009, 19:15
Dai, che vuoi che sia:

1. compilare il certificato medico
2. presentare una copia all'INPS (entro 48 ore)
3. presentare un altra copia al datore di lavoro

...quando sei a casa con la febbre alta.

E magari con l'H1N1 :asd:

:rolleyes:

dantes76
06-11-2009, 21:05
Per i medici sarà obbligatorio inviare
i certificati all'Inps per via telematica
ROMA
Torna la lotta all’assenteismo: il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha deciso di estendere a sette ore la reperibilità dei dipendenti statali in malattia. Le nuove fasce orarie aperte alle visite fiscali vanno dalle 9,00 alle 13,00 del mattino, e dalle 15,00 alle 18,00 della sera.

Un aumento di tre ore rispetto alle quattro attuali (10,00-12,00 e 17,00-19,00). «Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno», ha commentato il ministro, che spiega di aver commesso un «errore» nel tornare indietro, riportando a luglio la reperibilità a quattro ore, quando a maggio l’aveva ampliato a undici (8,00-13,00 e 14,00-20,00). La nuova misura rientra nel decreto legislativo di attuazione della legge 15 del 2009, che verrà pubblicata sabato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore a metà novembre.

Il provvedimento, infatti, dà al titolare della Pubblica amministrazione il potere di decidere sulle fasce orarie di reperibilità. A riaccendere l’allarme «fannulloni» sono stati i risultati del monitoraggio sulle assenze nel settore pubblico, che ha rilevato un aumento del 16,7% ad agosto e del 24,2% a settembre, dopo 14 mesi di riduzione progressiva. Brunetta ha sottolineato come «sia stata una delusione ma anche una lezione: abbiamo capito che non possiamo abbassare la guardia contro i comportamenti opportunistici».

L’altra novità inserita nel decreto riguarda l’obbligo d’invio dei certificati medici per via telematica, spedito direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’Inps. Il sistema partirà subito, ha fatto sapere il ministro, anche se è prevista una fase di transizione durante la quale si potrà ricorrere sia al meccanismo online sia al cartaceo.

Ci risiamo :rolleyes:

Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48824girata.asp

ma puo' fare quello che cazzo vuole.. tanto in sicilia facciamo quello che cazzo ci pare e piace, tanto i soldi arrivano e arriveranno sempre...
brunetta ha spalato merda merda su tutti, dai giudici fino alle forze dell'ordine... ma con i siciliani s'ava stari zittu e muto..

http://www.qds.it/immagini/1400.jpg


http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/renato%20brunetta%20con%20la%20sciarpa.jpg

ConteZero
06-11-2009, 21:08
E magari con l'H1N1 :asd:

:rolleyes:

Succederebbe un pandemimonio :asd:

daniele.messina
06-11-2009, 21:48
ma puo' fare quello che cazzo vuole.. tanto in sicilia facciamo quello che cazzo ci pare e piace, tanto i soldi arrivano e arriveranno sempre...
brunetta ha spalato merda merda su tutti, dai giudici fino alle forze dell'ordine... ma con i siciliani s'ava stari zittu e muto..

http://www.qds.it/immagini/1400.jpg


http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/renato%20brunetta%20con%20la%20sciarpa.jpg

Puoi rendere più esplicito il tuo pensiero? :cool:

dantes76
06-11-2009, 22:07
Puoi rendere più esplicito il tuo pensiero? :cool:

uno travagghia e sette taliano :)

daniele.messina
06-11-2009, 22:11
uno travagghia e sette taliano :)
Non è questo ciò a cui mi riferivo. Perchè Brunetta "non può" parlare?

ConteZero
06-11-2009, 22:12
uno travagghia e sette taliano :)

Anche detto " u megghiu travagghiu e chiddru ca fanno l'aurti "

dantes76
06-11-2009, 22:14
Non è questo ciò a cui mi riferivo. Perchè Brunetta "non può" parlare?

perche perdono voti..... l'ultima volta prima delle europee si e' solamente accennato, solamente accennato a dei possibili tagli sia come finaziamenti.. sia come personale... e il nano l'ha presa nel culo... basti vedere la sincope che ha preso con quei voti in meno in sicilia..

dantes76
06-11-2009, 22:21
Anche detto " u megghiu travagghiu e chiddru ca fanno l'aurti "

o anche:

mischini;sunno tutti stanchi, hannu a lingua surata.

daniele.messina
06-11-2009, 22:45
perche perdono voti..... l'ultima volta prima delle europee si e' solamente accennato, solamente accennato a dei possibili tagli sia come finaziamenti.. sia come personale... e il nano l'ha presa nel culo... basti vedere la sincope che ha preso con quei voti in meno in sicilia..

E c'è qualche motivo di pensare che ciò valga in maniera particolare per la Sicilia? O è una considerazione che potrebbe applicarsi a qualunque regione? Tu prometti tagli e perdi consenso, mi sembra naturale...

dantes76
06-11-2009, 23:38
E c'è qualche motivo di pensare che ciò valga in maniera particolare per la Sicilia? O è una considerazione che potrebbe applicarsi a qualunque regione? Tu prometti tagli e perdi consenso, mi sembra naturale...

solo in sicilia, a vedere la sincope che si e' rpesa il nano...

la sicilia va messa in quarantena...