View Full Version : Le piccole imprese cancro dell'economia italiana
Voglio porre un tema di discussione.
Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".
Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.
Il sistema industriale basato sulle piccole imprese poteva avere senso decenni fa, ma in un mercato globalizzato e alle prese con i paesi low cost e' ancora pensabile basarsi sulle piccole imprese che non fanno ricerca, non fanno sinergie, non fanno politiche economiche moderne?
Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
Il problema è che l'economia italiana è basata sulle piccole e medie imprese, di grande c'è ben poco. Scompaiono quelle, scompare tutto.
ConteZero
15-10-2009, 23:09
Il problema è che le piccole imprese, spesso a causa dei piccoli (in ben altro senso) proprietari, non crescono.
Al proprietario per anni è interessato più il conto all'estero che lo sviluppo e l'imprenditorialità (anche a causa dei vari problemi dell'Italia) è sempre stata troppo rischiosa.
Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.
Infatti, ma purtroppo non puoi dire ad un malato "Stai per morire ed essere mangiato dai vermi, ti sta bene!" :p
"Purtroppo" perchè magari un moto di orgoglio lo farebbe combattere un po'.
Infatti, ma purtroppo non puoi dire ad un malato "Stai per morire ed essere mangiato dai vermi, ti sta bene!" :p
"Purtroppo" perchè magari un moto di orgoglio lo farebbe combattere un po'.
su questo hai ragione, ma bisognerebbe creare piu' realta' competitive.
killercode
15-10-2009, 23:27
Infatti, ma purtroppo non puoi dire ad un malato "Stai per morire ed essere mangiato dai vermi, ti sta bene!" :p
Con risata malefica alla fine :D
Boh, quello che dite è assolutamente vero, però è anche vero che è un sistema economico che non si distrugge alla prima crisi bancaria, soffre ma regge.
In pratica è una morte mooolto lenta fastidiosa ma mai dolorosa
su questo hai ragione, ma bisognerebbe creare piu' realta' competitive.
C'è un motivo per cui i "liberali" italiani non votano il PLI ma il PDL ;)
Detto questo.....è detto tutto, non serve aggiungere altro.
sparagnino
15-10-2009, 23:31
Li piccole (e medie) imprese non sono le uniche in Italia.
Sono la quasi totalità.
Non è esatto dire che le PM imprese sono male o bene.
E non è anche molto corretto che il Mercato decide cosa sia bene e cosa sia male.
L'Italia se vuole starsene sulle PM imprese deve decidere di accettare realtà tali e non voler (o pretendere) imprese grandi.
Con risata malefica alla fine :D
Stasera mi sento più House del solito :asd:
L'Italia se vuole starsene sulle PM imprese deve decidere di accettare realtà tali e non voler (o pretendere) imprese grandi.
Sì ma sai, se è vero che la base del mercato libero c'è l'innovazione (proprio come quando al mercato dei bisnonni venivano portate merci nuove), preferirei meno aziendine di consulenze informatiche (che magari non ti fanno nemmeno la fattura come l'idraulico o che finiscono a fare consulenze MILIONARIE per i vari "Italia.it" del caso) e più ST Microelectronics.
Voglio porre un tema di discussione.
Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".
Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.
Il sistema industriale basato sulle piccole imprese poteva avere senso decenni fa, ma in un mercato globalizzato e alle prese con i paesi low cost e' ancora pensabile basarsi sulle piccole imprese che non fanno ricerca, non fanno sinergie, non fanno politiche economiche moderne?
Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
guarda che se non ci fossero le piccole imprese che pagano le tasse ance per quelle che evadono e hanno le sedi all'estero .. italia non esisterebbe + da un pezzo .. .non penserai mica che sia la fiat a mantenere le casse dello stato .. ;)
killercode
15-10-2009, 23:43
Sì ma sai, se è vero che la base del mercato libero c'è l'innovazione (proprio come quando al mercato dei bisnonni venivano portate merci nuove), preferirei meno aziendine di consulenze informatiche (che magari non ti fanno nemmeno la fattura come l'idraulico o che finiscono a fare consulenze MILIONARIE per i vari "Italia.it" del caso) e più ST Microelectronics.
A dire il vero la base del mercato libero sono i soldi, l'innovazione è solo uno dei modi per ottenerli :D
A dire il vero la base del mercato libero sono i soldi, l'innovazione è solo uno dei modi per ottenerli :D
Ma senza quella non arrivano quando il mercato è saturo, non puoi vendere in eterno il Pentium 200 MMX......almeno non da solo (-> Larrabee :rotfl: :rotfl: :rotfl: ).
guarda che se non ci fossero le piccole imprese che pagano le tasse ance per quelle che evadono e hanno le sedi all'estero .. italia non esisterebbe + da un pezzo .. .non penserai mica che sia la fiat a mantenere le casse dello stato .. ;)
Infatti è lo Stato a mantenere le casse della Fiat :asd:
killercode
16-10-2009, 00:05
Ma senza quella non arrivano quando il mercato è saturo, non puoi vendere in eterno il Pentium 200 MMX......almeno non da solo (-> Larrabee :rotfl: :rotfl: :rotfl: ).
puoi vendere tutto e ricostruire in un paese dell'africa centrale con un presidente corrotto abbassando così i prezzi rispetto ai concorrenti, oppure puoi metterti d'accordo con i "concorrenti" e fare un bel cartello....
Diciamo che l'innovazione è la via migliore perchè è la più etica e quindi quella che non fa incazzare il popolo (o bisognerebbe dire gli acquirenti) risparmiando un sacco di noie legali e di immagine
ConteZero
16-10-2009, 00:15
Il bello è che Olivetti per un certo periodo ebbe in mano Acorn, che insieme ad Apple e VLSI ha creato la joint venture che ha ideato e brevettato gli ARM.
superanima
16-10-2009, 00:19
Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
sì ma che c'entrano le piccole imprese col dare addosso al libero mercato?
Diciamo che l'italia è un paese che orograficamente e forse pure culturalmente non è favorevole alla grande impresa, abbiamo bisogno di entrambe.
guarda che se non ci fossero le piccole imprese che pagano le tasse ance per quelle che evadono e hanno le sedi all'estero .. italia non esisterebbe + da un pezzo .. .non penserai mica che sia la fiat a mantenere le casse dello stato .. ;)
Ma il problema non e' chi paga le tasse ma il fatto che si perde competitivita' con imprese micro.
sì ma che c'entrano le piccole imprese col dare addosso al libero mercato?
Diciamo che l'italia è un paese che orograficamente e forse pure culturalmente non è favorevole alla grande impresa, abbiamo bisogno di entrambe.
Le piccole imprese forse fanno anche parte del libero mercato, ma il libero mercato non e' di questo mondo. Negli USA ci sono le lobbies, in EUropa i grandi gruppi specie tedeschi, in Asia i nuovi players, in Italia cosa facciamo?
Ma se anche le multinazionali presenti nel nostro territorio stanno andando via, vedi ad esempio la ricerca di Nokia Siemens che ora sembra essere in procinto di morire in Italia e preda di piccole aziende, e che faranno? saranno i soliti rami di azienda che aspettano di morire?
ConteZero
16-10-2009, 00:27
Ma il problema non e' chi paga le tasse ma il fatto che si perde competitivita' con imprese micro.
A meno che non si fondano o si consorzino.
frankytop
16-10-2009, 00:31
Ringraziamo la Olivetti,anzi Mr.De Benedetti,il quale avendo in mano una grande industria anzichè fare ricerca si è messo a fare quasi solo finanza e guarda caso è fallita mandando a spasso migliaia di dipendenti.
Ringraziamo anche Cesare Romiti che con la sua politica industriale fallimetare caratterizzata da miopia imprenditoriale che ha impedito qualunque innovazione tecnologica portando a sfornare ciofeche immonde come la Panda,facendo in modo che i bilanci dell'azienda quadrassero grazie all'assenza di uscite per la ricerca e nonostante gli onnipresenti interventi statali ha praticamente fatto fallire la FIAT.
Si,proprio bella sempre e comunque la grandi industrie,come no.
La piccola almeno si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire,inoltre non può campare sulla finanza come i grandi e non può contare sul contributi statali (soldi nostri).
Le piccole imprese forse fanno anche parte del libero mercato, ma il libero mercato non e' di questo mondo. Negli USA ci sono le lobbies, in EUropa i grandi gruppi specie tedeschi, in Asia i nuovi players, in Italia cosa facciamo?
Ma se anche le multinazionali presenti nel nostro territorio stanno andando via, vedi ad esempio la ricerca di Nokia Siemens che ora sembra essere in procinto di morire in Italia e preda di piccole aziende, e che faranno? saranno i soliti rami di azienda che aspettano di morire?
Eh ma noi abbiamo il Magic Italy, il sole più bello del mondo (TM), il mare più bello del mondo (TM), il campionato più bello del mondo (TM) e la storia più bella del mondo (TM)! :D
Effettivamente anche la pigrizia è la più bella del mondo, non è nemmeno definibile accidia infatti, siamo proprio sorridenti sornioni :D
Che ce ne frega dell'innovazione? Che ce ne frega se i cervelli (quelli veri eh, quelli che fanno la differenza) scappano via e non basta nemmeno la nostalgia di casa a farli tornare? Non bastano nemmeno le cose più belle al mondo (TM).....siamo messi decisamente male allora, altro che bene :p
Dai su, non pensiamoci che intanto abbiamo passato il turno per i mondiali.....:asd:
La piccola almeno si ingegna in tutti i modi per sopravvivere
E' vero, tipo non fare fatturazione se non in casi dove rischiano :p
frankytop
16-10-2009, 00:41
E' vero, tipo non fare fatturazione se non in casi dove rischiano :p
Se per te l'operato della piccola industria si riassume in questo beh,ti consiglio di emigrare.
Prendo atto che tu preferisci che ti sfilino denaro dal portafoglio attraverso gli incentivi statali alle grandi industrie.
Ringraziamo la Olivetti,anzi Mr.De Benedetti,il quale avendo in mano una grande industria anzichè fare ricerca si è messo a fare quasi solo finanza e guarda caso è fallita mandando a spasso migliaia di dipendenti.
Ringraziamo anche Cesare Romiti che con la sua politica industriale fallimetare caratterizzata da miopia imprenditoriale che ha impedito qualunque innovazione tecnologica portando a sfornare ciofeche immonde come la Panda,facendo in modo che i bilanci dell'azienda quadrassero grazie all'assenza di uscite per la ricerca e nonostante gli onnipresenti interventi statali ha praticamente fatto fallire la FIAT.
Si,proprio bella sempre e comunque la grandi industrie,come no.
La piccola almeno si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire,inoltre non può campare sulla finanza come i grandi e non può contare sul contributi statali (soldi nostri).
Allora, la Olivetti ha di fatto creato la Omnitel poi parte fondamentale di Vodafone. Ha poi cercato di riposizionarsi in altri ambiti ma sai le scelte di De Benedetti sono state un po' osteggiate (il lodo Mondadori non ti dice nulla????).
La FIAT ha avuto una gestione infelice con Romiti, ma mi sembra che si stia dando da fare. Con aiuti statali, e tu pensi che all'estero non lo fanno, le cronache recenti non ti hanno detto nulla? Poi, proprio la Panda e' stata un successo? E perche' le piccole e medie aziende non battono continuamente cassa allo stato?
Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?
Chi fa ricerca, le aziende di consulenza informatica che peraltro spesso vivono sulle aziende piu' grandi?
La Mediaset? con Italia 1?
Ma ti rendi conto che un paese non puo' andare avanti con aziende che come dici tu "si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire". Ma dove vogliamo andare? Possiamo competere ad esempio con la Germania che ha:BMW, Volkswagen,Bosch, Siemens, Roche, Lufthansa, Daimler, etc, o con la Francia che ha:Alstom, Auchan, Carrefour, Renault, Alcatel, gruppoPSA, etc. o addirittura USA?
Se per te l'operato della piccola industria si riassume in questo beh,ti consiglio di emigrare.
Prendo atto che tu preferisci che ti sfilino denaro dal portafoglio attraverso gli incentivi statali alle grandi industrie.
Azienda, non industria.....
No, ci sono cose anche peggiori, tipo assunzioni in nero :p
Mi informerò su incentivi statali alla ST (il mio modello di azienda), vediamo cosa ne salta fuori :)
Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?
Penso il 90% degli italiani non sappia nemmeno cosa sia Finmeccanica :p
Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.
L'Italia indubbiamente soffre la mancanza di grandi imprese che in qualche modo raggruppino e focalizzino le piccole imprese ma da qua a dire che sono il cancro del paese ne passa di acqua sotto i ponti....
Leggete un qualunque testo di economia (o, se siete meno "teorici", parlate con qualunque piccolo imprenditore) e vedrete che, dietro il "troviamo un modo per sopravvivere", c'è tantissimo amore per la propria impresa, cosa che spesso li spinge a compiere azioni e sacrifici che nessun capitano di grande industria potrebbe mai pensare.
Le PMI hanno punti deboli ma anche punti di forza, volerne fare a meno è fantascienza e mancanza di concretezza.
frankytop
16-10-2009, 01:00
Allora, la Olivetti ha di fatto creato la Omnitel poi parte fondamentale di Vodafone. Ha poi cercato di riposizionarsi in altri ambiti ma sai le scelte di De Benedetti sono state un po' osteggiate (il lodo Mondadori non ti dice nulla????).
La FIAT ha avuto una gestione infelice con Romiti, ma mi sembra che si stia dando da fare. Con aiuti statali, e tu pensi che all'estero non lo fanno, le cronache recenti non ti hanno detto nulla? Poi, proprio la Panda e' stata un successo? E perche' le piccole e medie aziende non battono continuamente cassa allo stato?
Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?
Chi fa ricerca, le aziende di consulenza informatica che peraltro spesso vivono sulle aziende piu' grandi?
La Mediaset? con Italia 1?
Ma ti rendi conto che un paese non puo' andare avanti con aziende che come dici tu "si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire". Ma dove vogliamo andare? Possiamo competere ad esempio con la Germania che ha:BMW, Volkswagen,Bosch, Siemens, Roche, Lufthansa, Daimler, etc, o con la Francia che ha:Alstom, Auchan, Carrefour, Renault, Alcatel, gruppoPSA, etc. o addirittura USA?
Certo,dopo la batosta fallimentare la Olivetti ha cambiato rotta,ma ci è voluta la batosta che poteva risparmiarsi,compresi i lavoratori.
Stesso discorso per la Fiat tra l'altro dopo decenni di sovvenzioni,quando ancora si poteva fare.
Dell'editoria chissenefrega,non genera ricchezza tecnologica.
Le piccole imprese non battono cassa allo stato perchè tanto questi è completamente sordo sia perchè politicamente ci si guadagna di più con gli incentivi alle grandi industrie che non una piccola e anonima industrietta e sia perchè non ci sarebbe il denaro per tutti.
Dove abito io le industrie tessili ci hanno provato a chiedere incentivi:nisba,nada.
Si grazie,sono al corrente che Finmeccanica produce ricchezza e chi ha detto il contrario?Le grandi industrie hanno una importanza vitale per la grande ricerca,basta volerlo fare però.
Se le piccole aziende vivono,vuol dir che ci sono le condizioni affinchè ciò avvenga,nel senso che è il mercato che decide chi deve sopravvivere e chi no.
Le aziende si confrontano tra loro per dimensioni,e se le piccole riescono a soddisfare le richieste del mercato,bene vuol dire che la loro esistenza è economicamente vantaggiosa:nel momento in cui ciò non dovesse avvenire o scompaiono o crescono associandosi.
Non sei tu a stabilire l'utilità delle dimensioni di una azienda ma il mercato.
Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.
L'Italia indubbiamente soffre la mancanza di grandi imprese che in qualche modo raggruppino e focalizzino le piccole imprese ma da qua a dire che sono il cancro del paese ne passa di acqua sotto i ponti....
Leggete un qualunque testo di economia (o, se siete meno "teorici", parlate con qualunque piccolo imprenditore) e vedrete che, dietro il "troviamo un modo per sopravvivere", c'è tantissimo amore per la propria impresa, cosa che spesso li spinge a compiere azioni e sacrifici che nessun capitano di grande industria potrebbe mai pensare.
Le PMI hanno punti deboli ma anche punti di forza, volerne fare a meno è fantascienza e mancanza di concretezza.
Ma è questo il punto. Servono ma non possono essere il fulcro di un paese competitivo in ambito internazionale. Anche i leucociti servono ma una predominanza impazzita porta a tumori, di qui il titolo del thread.
Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.
Flessibilità in COSA? Lungamente? :asd:
Nella distribuzione semmai, sicuramente non nella progettazione.....nessuna "piccola azienda" può permettersi un team di 100 progettisti necessari per avviare e gestire un progetto che punti ad essere punto di riferimento per il mercato tecnologico, come ad esempio una GeForce o una Radeon.
Nessuna piccola azienda orienta il mercato, al massimo lo asseconda, integra, sostiene.....ma non ne è la radice.
Anche come indotto le cose stanno così.
se le piccole riescono a soddisfare le richieste del mercato,bene vuol dire che la loro esistenza è economicamente vantaggiosa
Spesso solo per l'outsourcing.....ma cosa succede se non lo si chiede più?
Panico.
Certo,dopo la batosta fallimentare la Olivetti ha cambiato rotta,ma ci è voluta la batosta che poteva risparmiarsi,compresi i lavoratori.
Stesso discorso per la Fiat tra l'altro dopo decenni di sovvenzioni,quando ancora si poteva fare.
Dell'editoria chissenefrega,non genera ricchezza tecnologica.
Le piccole imprese non battono cassa allo stato perchè tanto questi è completamente sordo sia perchè politicamente ci si guadagna di più con gli incentivi alle grandi industrie che non una piccola e anonima industrietta e sia perchè non ci sarebbe il denaro per tutti.
Dove abito io le industrie tessili ci hanno provato a chiedere incentivi:nisba,nada.
Si grazie,sono al corrente che Finmeccanica produce ricchezza e chi ha detto il contrario?Le grandi industrie hanno una importanza vitale per la grande ricerca,basta volerlo fare però.
Se le piccole aziende vivono,vuol dir che ci sono le condizioni affinchè ciò avvenga,nel senso che è il mercato che decide chi deve sopravvivere e chi no.
Le aziende si confrontano tra loro per dimensioni,e se le piccole riescono a soddisfare le richieste del mercato,bene vuol dire che la loro esistenza è economicamente vantaggiosa:nel momento in cui ciò non dovesse avvenire o scompaiono o crescono associandosi.
Non sei tu a stabilire l'utilità delle dimensioni di una azienda ma il mercato.
Al mercato non credo in quanto come ho detto non esiste come libero soggetto e la crisi lo ha ampiamente dimostrato. E comunque la crisi attuale sua falcidiando le piccole aziende, purtroppo per i lavoratori.
Al mercato non credo in quanto come ho detto non esiste come libero soggetto e la crisi lo ha ampiamente dimostrato. E comunque la crisi attuale sua falcidiando le piccole aziende, purtroppo per i lavoratori.
Il libero mercato non esiste nella realtà fattuale. E' un aspirazione teorica asintotica che non si raggiunge mai. Ci si può avvicinare, ma in italia siamo più distanti che da altre parti (nemmeno gli Usa lo sono, tanto per chiarire).Lo stato è padrone di quello che produci per metà. Gestisce malissimo queste risorse (del resto non sono di nessuno essendo "bene comune" ) e crea cartelli, monopoli, privilegi e prebende. Oltre 3 milioni di dipendenti pubblici (Quante multinazionali ci sarebbero con tutta questa forza lavoro?) un sistema burocratico asfissiante e una presenza sindacale che produce intralcio all'impresa, ma allo stesso tempo ha tutelato pochissimo la produttività del dipendente. L'imprenditore cerca aiuti politici perchè trova terreno fertile. Il problema non è la piccola o la grande impresa, in un sistema meno corrotto e più libero dalla politica le condizioni sarebbero sicuramente migliori per fare ricerca e innovazione.
frankytop
16-10-2009, 01:27
Al mercato non credo in quanto come ho detto non esiste come libero soggetto e la crisi lo ha ampiamente dimostrato. E comunque la crisi attuale sua falcidiando le piccole aziende, purtroppo per i lavoratori.
Certo che vengono falcidiate ma la crisi colpisce tutti,anche i grandi,la crisi non ha messo in evidenza una relazione tra diensione aziendale e la sua fragilità perchè come si vede ci sono parecchie piccole aziende che organizzando i turni di lavoro riescono a sopravvivere.
Tutte le grandi aziende,basta vedere negli USA,che non hanno goduto di sovvenzioni statali hanno sofferto come le piccole.
frankytop
16-10-2009, 01:32
Il libero mercato non esiste nella realtà fattuale. E' un aspirazione teorica asintotica che non si raggiunge mai. Ci si può avvicinare, ma in italia siamo più distanti che da altre parti (nemmeno gli Usa lo sono, tanto per chiarire).Lo stato è padrone di quello che produci per metà. Gestisce malissimo queste risorse (del resto non sono di nessuno essendo "bene comune" ) e crea cartelli, monopoli, privilegi e prebende. Oltre 3 milioni di dipendenti pubblici (Quante multinazionali ci sarebbero con tutta questa forza lavoro?) un sistema burocratico asfissiante e una presenza sindacale che produce intralcio all'impresa, ma allo stesso tempo ha tutelato pochissimo la produttività del dipendente. L'imprenditore cerca aiuti politici perchè trova terreno fertile. Il problema non è la piccola o la grande impresa, in un sistema meno corrotto e più libero dalla politica le condizioni sarebbero sicuramente migliori per fare ricerca e innovazione.
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frankytop
16-10-2009, 01:36
Consiglio di leggere questo interessante articolo de Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/imprese-ripresa/articoli/imprese-ripresa-sfera-acciaio-alfabeto-crisi.shtml?uuid=c805f292-9857-11de-872e-41be20626090&DocRulesView=Libero&fromSearch) che parla di una azienda produttrice di cuscinetti a sfera.
tutelato pochissimo la produttività del dipendente
"Tutelare la produttività del dipendente"? :asd:
Non sapevo fosse questo il compito del sindacato, io pensavo fosse tutelarne l'integrità, la retribuzione.....non il fatto che produca di più per ogni giorno/uomo :D
Consiglio di leggere questo interessante articolo de Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/imprese-ripresa/articoli/imprese-ripresa-sfera-acciaio-alfabeto-crisi.shtml?uuid=c805f292-9857-11de-872e-41be20626090&DocRulesView=Libero&fromSearch) che parla di una azienda produttrice di cuscinetti a sfera.
Uno cinico direbbe "Il mercato ha premiato i vostri concorrenti cinesi, esattamente come voi siete stati premiati in passato (e QUINDI avete fatto chiudere altre realtà aziendali)".
Resta cmq come dicevo sopra:
Spesso solo per l'outsourcing.....ma cosa succede se non lo si chiede più?
Panico.
Se il tuo core business è dipendente così strettamente da altri.....la tua lamentela non è diversa da quella dell'operaio che magari hai licenziato.
doctorstein
16-10-2009, 01:47
Voglio porre un tema di discussione.
Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".
Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.
Il sistema industriale basato sulle piccole imprese poteva avere senso decenni fa, ma in un mercato globalizzato e alle prese con i paesi low cost e' ancora pensabile basarsi sulle piccole imprese che non fanno ricerca, non fanno sinergie, non fanno politiche economiche moderne?
Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
Premetto che da come hai impostato il discorsi, se l'articolo fosse di repubblica o il fatto, saresti stato d'accordo.
Il problema non è tanto la dimensione, ma la capitalizzazione delle aziende, la capacità di far fronte a investimenti, ricerca con mezzi propri, di reggere a crisi senza interventi esterni e tutto questo purtroppo è molto crossover, e non legato al numero di dipendenti, o al giro di affari.
Ovviamente la piccola impresa pesa meno sullo stato perchè non ha modo di ricattare l'opinione pubblica minacciando migliaia di licenziamenti.
Il problema è che l'economia italiana è basata sulle piccole e medie imprese, di grande c'è ben poco. Scompaiono quelle, scompare tutto. non sarebbe assolutemente un problema, a patto che il paese sia competitivo... costo del lavoro altissimo e redditi procapite bassi servono a bloccare lo sviluppo e a castrare la domanda interna. Per questo le PMI faticano a diventare corporate.
Il problema è che le piccole imprese, spesso a causa dei piccoli (in ben altro senso) proprietari, non crescono.
Al proprietario per anni è interessato più il conto all'estero che lo sviluppo e l'imprenditorialità (anche a causa dei vari problemi dell'Italia) è sempre stata troppo rischiosa.
Il problema più grande è il salto generazionale. Queste persone piccole e basse e pure schifose, si prendono dei rischi personali mooolto grandi, magari lasciano la casa in garanzia per le linee di credito, magari buttano soldi in ditta in momenti di crisi. Per la carità, ho sognato, sono tutti ladri ed evasori. Personalmente conosco diversi imprenditori, che mantengono l'azienda aperta, praticamente in pari, solo per non lasciare a casa i dipendenti. omportamemto veramente squallido!
A parte l'insabilite e altri rischi che hanno bloccato il convergere di capitali, l'italia è fortemente limitata in quanto a infrastrutture:
Sistema portuale fortemente limitato (nonostante una posizione invidiabile). Vedere problemi del porto di genova, che non cresce perchè una politica miope ritiene inutile un collegamento ferroviario efficace con la pianura padana.
Sistema ferroviario ridicolo, penalizzato dalla conformazione del territorio, ma anche castrato dalla miopia delle amministrazioni anche locali. Linea alta velocità pensata tra i primi al mondo, e 40 anni dopo non ancora ultimata. Forti opposizioni locali alla costruione di infrastrutture strategiche (Tav in valsusa).
Sistema straale non in grado i sostenere il traffico. Cronica carenza di posteggi nelle città, regolamentazioni miopi e masochistiche con limiti anacronistici
Sistema aeroportuale da barzelletta, 30 aeroporti i cui almeno la metà sostenuti con soldi pubblici. Scarsità di collegamenti intercontinentali da milano. Mercato aereo praticamene in mano alle low cost. Se i fondi fossero spesi per ottimizzare solo l'utile, anzichè foraggiare o costruirie aeroporti che non arrivano nemmeno ai 200.000 passeggeri annuali tutto il sistema ne guadagnerebbe, sebbene sia un forum di informatica gli affari si concludono spesso e volentieri di persona magari dall'altro lato del mondo e non dopo una videoconferenza. Possibile che da amsterdam si arrivi in tutto il mondo e da milano ,capitale della moda e dell'industria italiana non si vada da nessuna parte? unica soluzione? chiudere linate, e i conti tornerebbero quasi da subito... ma nessuno vuole costringere potenziali elettori a alzarsi 30 minuti prima per andare a malpensa piuttosto che a linate, che continua a funzionare in barba alla legge bersani che dovrebbe limitarlo.
su questo hai ragione, ma bisognerebbe creare piu' realta' competitive.
Ci sono e sono molto più di quello che si crede.
Come anche in italia ci sono grandi aziende, spesso leader nei settori dove operano. la citata fin meccanica, la ferrero e si porebbe andare avanti a lungo. Non siamo la germania, la cui industria pesante risale a ben prima della guerra ed è legata soprattutto alla presneza di materie prime, e di una cultura organizzativa diversa.
Con risata malefica alla fine :D
Boh, quello che dite è assolutamente vero, però è anche vero che è un sistema economico che non si distrugge alla prima crisi bancaria, soffre ma regge.
In pratica è una morte mooolto lenta fastidiosa ma mai dolorosa
Il sistema ha retto abbastanza bene, e le banche hanno saputo reggere meglio di molti altri paesi che reputiamo davanti a noi.
Li piccole (e medie) imprese non sono le uniche in Italia.
Sono la quasi totalità.
Non è esatto dire che le PM imprese sono male o bene.
E non è anche molto corretto che il Mercato decide cosa sia bene e cosa sia male.
L'Italia se vuole starsene sulle PM imprese deve decidere di accettare realtà tali e non voler (o pretendere) imprese grandi.
Le due aziende possono e devono convivere. Il grosso problema per le PMI è l'accesso al credito, regolamentato da Basilea 2, parametrato su aziende più grandi, e soprattuto rapportato ai tempi di pagamenti medi europei, e quelli italiani sono almeno doppi. Cosa pretendere, se anche le PA pagano mesi dopo la scadenza delle fatture, peccato che non se ne possa chiedere il fallimento.
Infatti è lo Stato a mantenere le casse della Fiat :asd: dal un po' di anni solo con incentivi, che vanno indistintamente a tutte le case. La cassa integrazione è pagata da un fondo apposito in cui le aziende che ne hanno diritto versano contributi specifici.
Le piccole imprese forse fanno anche parte del libero mercato, ma il libero mercato non e' di questo mondo. Negli USA ci sono le lobbies, in EUropa i grandi gruppi specie tedeschi, in Asia i nuovi players, in Italia cosa facciamo?
Ma se anche le multinazionali presenti nel nostro territorio stanno andando via, vedi ad esempio la ricerca di Nokia Siemens che ora sembra essere in procinto di morire in Italia e preda di piccole aziende, e che faranno? saranno i soliti rami di azienda che aspettano di morire?
PMI di eccellenza potrebbero realmente fare la differenza se il paese fosse competitivo. Grazie alla rete molti servizi si possono erogare worlwide, grazie ai collegamenti si potrebbero fornire servizi e prodotti on time a livello globale. Essere strutturati diversamente rispetto al resto del mondo non è necessariamente un male. basta che il sistema sia competitivo.
Allora, la Olivetti ha di fatto creato la Omnitel poi parte fondamentale di Vodafone. Ha poi cercato di riposizionarsi in altri ambiti ma sai le scelte di De Benedetti sono state un po' osteggiate (il lodo Mondadori non ti dice nulla????).
La FIAT ha avuto una gestione infelice con Romiti, ma mi sembra che si stia dando da fare. Con aiuti statali, e tu pensi che all'estero non lo fanno, le cronache recenti non ti hanno detto nulla? Poi, proprio la Panda e' stata un successo? E perche' le piccole e medie aziende non battono continuamente cassa allo stato?
Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?
Chi fa ricerca, le aziende di consulenza informatica che peraltro spesso vivono sulle aziende piu' grandi?
La Mediaset? con Italia 1?
Ma ti rendi conto che un paese non puo' andare avanti con aziende che come dici tu "si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire". Ma dove vogliamo andare? Possiamo competere ad esempio con la Germania che ha:BMW, Volkswagen,Bosch, Siemens, Roche, Lufthansa, Daimler, etc, o con la Francia che ha:Alstom, Auchan, Carrefour, Renault, Alcatel, gruppoPSA, etc. o addirittura USA?
Fiat non è messa così male, continua a crescere sia sul nazionale che nell'internazionale. Eni è una compagnia petrolifera importante, finmeccanica, e correlata sono all'avanguardia, agusta westland è ai vertici mondiali di sistemi elicotteristici etc.. E tutte le aziende grandi hanno bisogno di un terziario di PMI, e infatti molte multinazionali estere, fanno produrre a piccole realtà italiane i componenti per i loro preziosi prodotti, siano essi BMW, BOSH e tutte le altre.
Penso il 90% degli italiani non sappia nemmeno cosa sia Finmeccanica :p
magari non sanno che l'italiana luxottica, controlla la Rayban ;)
Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.
L'Italia indubbiamente soffre la mancanza di grandi imprese che in qualche modo raggruppino e focalizzino le piccole imprese ma da qua a dire che sono il cancro del paese ne passa di acqua sotto i ponti....
Leggete un qualunque testo di economia (o, se siete meno "teorici", parlate con qualunque piccolo imprenditore) e vedrete che, dietro il "troviamo un modo per sopravvivere", c'è tantissimo amore per la propria impresa, cosa che spesso li spinge a compiere azioni e sacrifici che nessun capitano di grande industria potrebbe mai pensare.
Le PMI hanno punti deboli ma anche punti di forza, volerne fare a meno è fantascienza e mancanza di concretezza.
Le microaziende spesso lavorano all'ombra della grande impresa, come fornitori, tezisti, poli e centri di consulenza etc.. Moltissime aziende italiane forniscono componenti a tanto decantate aziende tedesche, La piccola azienda è una ricchezza, non un limite. Il limite è del paese che grazie ad anni di bastoni tra le ruote, di padrone cattivo e da punire, le ha ostacolate bloccando un passaggio allo step successivo.
blamecanada
16-10-2009, 01:50
una presenza sindacale che produce intralcio all'impresa, ma allo stesso tempo ha tutelato pochissimo la produttività del dipendente.
Al dipendente interessa della sua condizione e del suo salario o stipendio, ossia tutto ciò che riceve dal suo lavoro.
La merce (materiale o immateriale) che il dipendente produce, è dell'imprenditore, mi sembra ovvio che non gliene freghi molto della produttività.
Sei tu a dire che nessuno s'interessa alle cose che non sono proprie, perché mai il dipendente dovrebbe proccuparsi di ciò che non è suo?
Al massimo potrebbe interessarsi del fatto che l'azienda non fallisca e continui a pagargli lo stipendio, ma sei tu stesso a spiegare che del “bene comune” interessa sempre assai poco, ma mi sembra legittimo che un dipendente si occupi di se stesso e delle sue cose, e lasci che sia l'imprenditore a occuparsi della sua azienda...
Per questo le PMI faticano a diventare corporate.
O non vogliono, perchè piccolo è anche comodo.
Conosco datori di lavoro che mi hanno chiesto APPOSITAMENTE di non mandar loro laureati perchè preferivano il dipendente non-causa-di-rogne (e che magari mettesse in discussione l' "autorità" e la "competenza" dell' "imprenditore" - chiamiamolo così).
Non romanziamo tutto, per piacere, la dolce, cara, piccola azienda....
PMI di eccellenza potrebbero realmente fare la differenza se il paese fosse competitivo. Grazie alla rete molti servizi si possono erogare worlwide, grazie ai collegamenti si potrebbero fornire servizi e prodotti on time a livello globale.
Bisogna quantificare l'inerzia aziendale, prima di fare quadri da sogno :p
Mica sono tutte start-up Google-like.
Io invece sono straconvinto che siano proprio le PMI che evadono di più....
Proprio nelle piccole aziende ho notato il maggiore lavoro nero, i maggiori "magheggi" per nascondere alcuni tipi di spese o entrare...lasciamo perdere va...
Quando poi vedo in tv proprio i piccoli imprenditori veneti o varessotti che piangono mi vien da ridere....proprio loro che alle "dipendenze" hanno il maggior numero di immigrati irregolari a 200€ al mese (A NERO)...
MA IL CATENNE TURBO S BIANCO NEL PARCHEGGIO XO NON MANCA....
Vermezzese
16-10-2009, 08:57
Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".
Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.
Non Vorrei offenderti ma probabilmente non sai di cosa stai parlando.
il 75% del PIL nella nostra nazione è creato appunto dalle Piccole Medie Imprese, e le aziende appartenenti alla CONFINDUSTRIA usano spesso le piccole imprese non solo come fornitori e distribuitori ma anche come manodopera. non è difficile trovare SPA multinazionali che hanno in organico poche decine di dipendenti, a volte meno, e sono per la maggior parte agenti e commerciali.
in Italia inoltre, sono le piccole e medie imprese che per la maggiore eseguono ricerca e sviluppo, perchè senza di quella. in alcuni settori non resisterebbero più di un anno.
il problema in questo paese invece, è la "liberta di mercato" che è veramente usato solo per far ridurre la concorrenza verso le grandi imprese, lo dice anche la presidentessa di confindustria, quello che deve fare il governo è liberalizzare, aumentando così la concorrenza, e molte di queste piccole imprese a breve potrebbero diventare tranquillamente SPA e ingrandirsi a dismisura.
vi faccio un esempio?
" Autorizzazione di 1°/2°/3° grado rilasciata dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni per l'installazione, il collaudo, l'allacciamento e la manutenzione di impianti di telecomunicazione."
questa mi serve per crimpare un cavo dati, anche lungo un metro, oppure.... mi servirebbe per installare qualsiasi apparato che abbia più di 2 prese telefoniche, e comunque è un decreto come al solito POCO CHIARO, che neanche chi la fatto riesce a decifrarlo alla lettera.
in pratica queste certicazioni, non vengono rilasciate a seconda delle conoscenze del personale, ma a seconda di quanti dipendenti hai e quanti mezzi hai, (e i minimi sono piuttosto alti) LIMITANDO COSI' a scapito delle PMI il mercato delle telecomunicazioni, chi è del settore la conosce bene.
è tutto creato a doc per farci pagare sempre di più, qualsiasi cosa, e per limitare la concorrenza ai massimi livelli.
poi non parliamo dei diritti ai vari enti, qualcuno di voi lo sapeva che per far ascoltare la musica di attesa che parte dalla centrale telefonica bisogna:
avere pagato i diritti di autore (ovviamente) alla siae
e poi pagare ( e sono tanti soldi) una volta all'anno un contributo all'associazione per i diritti di riproduzione MECCANICA, praticamente se vi è un disco che gira, voi dovete pagare i diritti a quest'associazione, ma vi pare logico?
ah stiamo parlando di solo 1000/1500€ all'anno.
e se mi girano le palle devo pagare qualche altro diritto?
Non Vorrei offenderti ma probabilmente non sai di cosa stai parlando.
il 75% del PIL nella nostra nazione è creato appunto dalle Piccole Medie Imprese, e le aziende appartenenti alla CONFINDUSTRIA usano spesso le piccole imprese non solo come fornitori e distribuitori ma anche come manodopera. non è difficile trovare SPA multinazionali che hanno in organico poche decine di dipendenti, a volte meno, e sono per la maggior parte agenti e commerciali.
in Italia inoltre, sono le piccole e medie imprese che per la maggiore eseguono ricerca e sviluppo, perchè senza di quella. in alcuni settori non resisterebbero più di un anno.
il problema in questo paese invece, è la "liberta di mercato" che è veramente usato solo per far ridurre la concorrenza verso le grandi imprese, lo dice anche la presidentessa di confindustria, quello che deve fare il governo è liberalizzare, aumentando così la concorrenza, e molte di queste piccole imprese a breve potrebbero diventare tranquillamente SPA e ingrandirsi a dismisura.
vi faccio un esempio?
" Autorizzazione di 1°/2°/3° grado rilasciata dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni per l'installazione, il collaudo, l'allacciamento e la manutenzione di impianti di telecomunicazione."
questa mi serve per crimpare un cavo dati, anche lungo un metro, oppure.... mi servirebbe per installare qualsiasi apparato che abbia più di 2 prese telefoniche, e comunque è un decreto come al solito POCO CHIARO, che neanche chi la fatto riesce a decifrarlo alla lettera.
in pratica queste certicazioni, non vengono rilasciate a seconda delle conoscenze del personale, ma a seconda di quanti dipendenti hai e quanti mezzi hai, (e i minimi sono piuttosto alti) LIMITANDO COSI' a scapito delle PMI il mercato delle telecomunicazioni, chi è del settore la conosce bene.
è tutto creato a doc per farci pagare sempre di più, qualsiasi cosa, e per limitare la concorrenza ai massimi livelli.
poi non parliamo dei diritti ai vari enti, qualcuno di voi lo sapeva che per far ascoltare la musica di attesa che parte dalla centrale telefonica bisogna:
avere pagato i diritti di autore (ovviamente) alla siae
e poi pagare ( e sono tanti soldi) una volta all'anno un contributo all'associazione per i diritti di riproduzione MECCANICA, praticamente se vi è un disco che gira, voi dovete pagare i diritti a quest'associazione, ma vi pare logico?
ah stiamo parlando di solo 1000/1500€ all'anno.
e se mi girano le palle devo pagare qualche altro diritto?
Potrei dire lo stesso di te. A mio parere e' proprio il 75% che crea problemi e bassissima competivita' Qualche tempo fa le PMI reggevano perche' non c'era la concorrenza low cost (ad esempio cinese). Ora queste piccole imprese stanno diventando una palla al piede. Il problema della burocrazia che tu accenni e' tristemente vero ed e' ancor di piu' un esempio di come il libero mercato sia una utopia. Utopia amio parere anche molto dannosa in quanto, invece, regole statali, se ben fatte (e non e' il caso nostro) danno solo sicurezza, certessa della competizione, facilita' di impresa e soprattutto quella che e' la leva prima del liberismo e della ricchezza e cioe' la diffusione del reddito tra i cittadini che evita tesaurizzazione. Mi dispiace dirlo ma gli ultimi governi Berlusconi sono stati piu' monetaristi che liberisti (anche se in intenzione piu' che nei fatti -per fortuna) anche se una certa tesaurizzazione perniciosa e' stata permessa.
Dream_River
16-10-2009, 10:08
Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
In relazione alla parte in grassetto, dovresti quindi lamentarti di come il mercato venga lasciato libero ma viziato dall'azione statale, minandone quindi la sua capacità evolutiva e di autoregolamentazione per favorire invece le sue deficienze.
Il problema è che in tanti preferiscono fare i liberisti a singhiozzi, solo quando gli conviene:p
Il problema è che in tanti preferiscono fare i liberisti a singhiozzi, solo quando gli conviene:p
Anche la maggior parte degli elettori "liberisti", mica solo dei politici "liberisti".
Ripeto, il PLI è lì ma non lo vota nessuno, un motivo ci sarà.
superanima
16-10-2009, 10:18
Aggiungo un altro spunto alla riflessione sulle Pmi e la ricerca.
Se il sistema industriale italiano è ancora così alieno ala ricerca molte delle responsabilità sono a carico del mondo accademico, qualcuno ricorda che ancora fino a pochi anni fa gli slogan studenteschi erano: «fuori le industrie dalle università!»? Si è creata in Italia e mantenuta per decenni una contrapposizione tra "mondo reale" e "mondo accademico, e oggi ne paghiamo le conseguenze.
Buffo però che oggi sia soprattutto quello accademico a lamentarsi della scarsa partecipazione delle industrie alla ricerca.
Buffo però che oggi sia soprattutto quello accademico a lamentarsi della scarsa partecipazione delle industrie alla ricerca.
Non è scarsa, è finalizzata a loro: è il solito problema della ricerca di base, non essendo finalizzata a priori, nessuno la finanzia.
Per quanto riguarda l'essere alieno, non è raro trovare il datore di lavoro che si sente soverchiato dal neolaureato eccitato: come dicevo prima, inerzia aziendale, non c'entrano gli slogan universitari.
Voglio porre un tema di discussione.
Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".
Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.
Il sistema industriale basato sulle piccole imprese poteva avere senso decenni fa, ma in un mercato globalizzato e alle prese con i paesi low cost e' ancora pensabile basarsi sulle piccole imprese che non fanno ricerca, non fanno sinergie, non fanno politiche economiche moderne?
Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
Oltre a riportare spunti letti o sentiti qua e là, ti sei chiesto quali son le differenze reali (non parlo di meglio o peggio) fra un sistema, come quello italico, che poggia su micro e piccole, piuttosto che uno alla tedesca che è fatto di grandi aziende?
Altro problema e che in Italia, i governi non aiutano le PMI a crescere ma fanno di tutto per asfissiarle a livello economico. Questo incide pesantemente sulla possibilità di RD nel bel paese. Le piccole realtà altamente specializzate e di nicchia in Italia tengono bene la botta, in quanto al "cinese" non conviene entrare in competizione dentro un mercato che gli costa molto e che non riuscirebbe in ogni caso a mitigare con la "quantità".
Si ma non e' che la cosa si ferma alla PMI neh.. prova ad entrare in un gruppo di lavoro di una grossa azienda e fare il neolaureato eccitato come ti mettono a cuccia alla svelta. Dipende tutto dalle persone con cui ti trovi a lavorare.
O meglio dalla mentalità che hanno: se hanno la mentalità del gretto arrivista per cui l'azienda è emanazione di se stessi sicuramente non vai lontano, ma il pregio della grande azienda sta appunto nel fatto che nessuno la vede come propria emanazione ma come una "corporazione" (->corporate).
A parte una in Italia, Mediaqualcosa :D
Le piccole realtà altamente specializzate e di nicchia
Insomma quelle che producono servizi.....fino a quando altre aziende richiedono tali servizi.
Viene un po' in mente la bolla della new economy di inizio 2000 :asd:
Oltre a riportare spunti letti o sentiti qua e là, ti sei chiesto quali son le differenze reali (non parlo di meglio o peggio) fra un sistema, come quello italico, che poggia su micro e piccole, piuttosto che uno alla tedesca che è fatto di grandi aziende?
L'unica cosa riportata sono gli slogan dei liberisti italiani. In merito alla situazione delle grandi aziende ci ho lavorato in Italia e all'estero e ti dico che solo in realta' medio grandi si riesce a fare progettazione per mercati competitivi. Prima lo si faceva anche nelle medio piccole, ma ora l'abbattimento estremo dei costi e l'accresciuta competenza nelle zone low-cost impongono ricerca di base e tecnologica per essere sempre "avanti". E questo e' vero adesso e per un po' di tempo, poi il modello nelmedio-lungo periodo puo' cambiare. Certo che so che la storia industriale tedesca e' diversa, ma mi sembra pericoloso non cercare di cambiare quella italiana o perlomeno non fare seri piani industriali, e comunque il tessuto industriale italiano era piu' orientato alle grandi aziende prima che ora, e passato il preiodo dei "distretti" bisognerebbe cercare di adeguarsi.
Dream_River
16-10-2009, 11:01
Anche la maggior parte degli elettori "liberisti", mica solo dei politici "liberisti".
Ripeto, il PLI è lì ma non lo vota nessuno, un motivo ci sarà.
Certo certo, con quel "molti" intendevo anche i semplici cittadini che si professano liberisti
Un liberista serio voterebbe PLI, o magari Radicali, non certo PDL
In merito alla situazione delle grandi aziende ci ho lavorato in Italia e all'estero e ti dico che solo in realta' medio grandi si riesce a fare progettazione per mercati competitivi. Prima lo si faceva anche nelle medio piccole, ma ora l'abbattimento estremo dei costi e l'accresciuta competenza nelle zone low-cost impongono ricerca di base e tecnologica per essere sempre "avanti".
*
Esempio? Quello biomedico e genomico ineunte (wow, ce l'ho fatta ad usare questo participio almeno una volta nella mia vita :D)
blamecanada
16-10-2009, 11:05
Il problema è che in tanti preferiscono fare i liberisti a singhiozzi, solo quando gli conviene:p
Le prime a pensarla cosí sono le imprese di tutto il mondo, e poiché le imprese controllano indirettamente i successi politici dell'uno o dell'altro partito in tutte le democrazie liberali...
L'unica cosa riportata sono gli slogan dei liberisti italiani. In merito alla situazione delle grandi aziende ci ho lavorato in Italia e all'estero e ti dico che solo in realta' medio grandi si riesce a fare progettazione per mercati competitivi. Prima lo si faceva anche nelle medio piccole, ma ora l'abbattimento estremo dei costi e l'accresciuta competenza nelle zone low-cost impongono ricerca di base e tecnologica per essere sempre "avanti". E questo e' vero adesso e per un po' di tempo, poi il modello nelmedio-lungo periodo puo' cambiare. Certo che so che la storia industriale tedesca e' diversa, ma mi sembra pericoloso non cercare di cambiare quella italiana o perlomeno non fare seri piani industriali, e comunque il tessuto industriale italiano era piu' orientato alle grandi aziende prima che ora, e passato il preiodo dei "distretti" bisognerebbe cercare di adeguarsi.
Non condivido tutto, ma ci può stare. Ma, al di là della novella "Imprenditore tiranno", credi che in periodi di crisi o di "vacche poco grasse" sia più semplice essere licenziati in una medio grande o in una micro piccola?
Non condivido tutto, ma ci può stare. Ma, al di là della novella "Imprenditore tiranno", credi che in periodi di crisi o di "vacche poco grasse" sia più semplice essere licenziati in una medio grande o in una micro piccola?
penso in una medio-piccola, anzi direi che ne sono certo. vuoi per l'esposizione mediatica vuoi per gli aiuti che le istituzioni possono dare.
penso in una medio-piccola, anzi direi che ne sono certo. vuoi per l'esposizione mediatica vuoi per gli aiuti che le istituzioni possono dare.
E qui sbagli! ;)
E qui sbagli! ;)
dalla mia esperienza direi di no.
Mi fai degli esempi? -non per polemica, ma per capire la tua posizione.
Una grossa azienda passa prima per casse integrazioni, mediazioni salariali, poi cerca di ottenere soldi, cerca dievitare cattiva pubblicita'.
doctorstein
16-10-2009, 12:05
LA piccola azienda tende a "fidelizzare" il dipendente valido, perchè per lei è una ricchezza, Il piccolo imprenditore si vende la casa per tenere in piedi quella che per lui è il mezzo di sostentamento, sperando di rifarsi un domani in tempi migliori. Molto spesso per le PMI, come dicevo prima nella maggior parte dei casi sottocapitalizzate, l'unica via possibile è sopravvivere con enormi sforzi, perchè la chiusura a causa dell'indebitamento verso banche e fornitori costringerebbe a portare i libri in tribunale.
Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia. La grande azienda quando funziona macina utili mostruosi, ma quando si blocca crea voraggini altrettanto grandi, e spesso e volentieri preferisce la delocalizzazione, o il ridimensionamento scaricando l'onere sui conti pubblici (CIGS). E poi la flessibilità la piccola azienda muove cifre molto più basse e ha bisogno di commesse meno importanti per sopravvivere, mentre la grande azienda guarda i bilanci, e taglia i rami secchi invece che convertirli e reinventarsi per sopravvivere, in quanto quello che realmente interessa agli azionisti è il dividendo.
superanima
16-10-2009, 12:22
Certo certo, con quel "molti" intendevo anche i semplici cittadini che si professano liberisti
Un liberista serio voterebbe PLI, o magari Radicali, non certo PDL
Come pensi possano esistere liberisti in Italia?
Un liberista serio non pretenderebbe di insegnare il libero mercato ma poi tenersi stretto il "posto garantito a vita", non ha credibilità.
Insomma quelle che producono servizi.....fino a quando altre aziende richiedono tali servizi.
Viene un po' in mente la bolla della new economy di inizio 2000 :asd:
Non solo, ci sono molti campi di "nicchia" dove gli italiani sono stimati e praticamente senza concorrenza. Poi se vuoi pensarla diversamente libero di farlo eh. Non parlo di quelli basati sui servizi ;)
Vermezzese
16-10-2009, 12:25
Potrei dire lo stesso di te. A mio parere e' proprio il 75% che crea problemi e bassissima competivita' Qualche tempo fa le PMI reggevano perche' non c'era la concorrenza low cost (ad esempio cinese). Ora queste piccole imprese stanno diventando una palla al piede. Il problema della burocrazia che tu accenni e' tristemente vero ed e' ancor di piu' un esempio di come il libero mercato sia una utopia. Utopia amio parere anche molto dannosa in quanto, invece, regole statali, se ben fatte (e non e' il caso nostro) danno solo sicurezza, certessa della competizione, facilita' di impresa e soprattutto quella che e' la leva prima del liberismo e della ricchezza e cioe' la diffusione del reddito tra i cittadini che evita tesaurizzazione. Mi dispiace dirlo ma gli ultimi governi Berlusconi sono stati piu' monetaristi che liberisti (anche se in intenzione piu' che nei fatti -per fortuna) anche se una certa tesaurizzazione perniciosa e' stata permessa.
ti dico solo una cosa, non sono un economista, anzie vivo da anni nell'imprenditoria delle PMI, conosco, almeno del mio settore i pregi e i difetti, e sono pure un elettore di sinistra.
comunque, il governo berlusconi ha creato falsi decreti che sono stati emanati solo per dar libero sfogo alle società da lui "create".
ce ne sono tantissime e anche di PMI, ma purtroppo sono loro a lavorare di più appunto perchè in questo paese creare concorrenza è pressoché impossibile.
sono daccordo con te a dire che ci devono essre delle regole, altrimenti ognunpo fa quel che vuole, ma attenzione, regole liberali e non che distruggano letteralmente la libertà di mercato e di concorrenza.
ti dico perchè non si riesce ad esportare quasi nulla, se non prodotti ad altissima tecnologia? perchè la burocrazia, il sistema, le tasse troppo alte, tutti quelle piccole virgole che ci fanno tirare fuori tantissimi soldi, la libertà di dettare legge alle banche, è tutto questo che ci distrugge, e non ci permette di sfondare in europa, perchè? perchè a parita di prodotto e di tecnologià, magari siamo più bravi, ma.... il prezzo è 3 volte superiore.
dimmi se sbaglio, oppure, magari, entra in una PMI e parla con il titolare, non quelli disonesti ma quelli onesti, che come me vanno in giro con il doblò.
è sbagliato e qui lo dico a tutti, generalizzare sui titolari, perchè non tutti evadono le tasse e sopratutto, non tutti hanno quei favori dei "politicanti".
comunque le PMI se evadono e vengono beccate "CHIUDONO" e rovinano i titolari, sono sopratutto le PMI che non evadono. perchè 1 sono le magior controllate da parte dello stato, e sopratutto hanno un rischio altissimo!
per quanto riguarda gli immigrati, che lavorano in nero, fidatevi vi sono molte azienda che vorrebberò metterli il regola ma queste finte leggi non glielo permettono.
Vermezzese
16-10-2009, 12:29
LA piccola azienda tende a "fidelizzare" il dipendente valido, perchè per lei è una ricchezza, Il piccolo imprenditore si vende la casa per tenere in piedi quella che per lui è il mezzo di sostentamento, sperando di rifarsi un domani in tempi migliori. Molto spesso per le PMI, come dicevo prima nella maggior parte dei casi sottocapitalizzate, l'unica via possibile è sopravvivere con enormi sforzi, perchè la chiusura a causa dell'indebitamento verso banche e fornitori costringerebbe a portare i libri in tribunale.
Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia. La grande azienda quando funziona macina utili mostruosi, ma quando si blocca crea voraggini altrettanto grandi, e spesso e volentieri preferisce la delocalizzazione, o il ridimensionamento scaricando l'onere sui conti pubblici (CIGS). E poi la flessibilità la piccola azienda muove cifre molto più basse e ha bisogno di commesse meno importanti per sopravvivere, mentre la grande azienda guarda i bilanci, e taglia i rami secchi invece che convertirli e reinventarsi per sopravvivere, in quanto quello che realmente interessa agli azionisti è il dividendo.
tu non ti immagini quanto ti quoto!
shambler1
16-10-2009, 12:31
Dopo la famiglia tradizionale e la religione ce la prendiamo anche con le piccole imprese. Cosa c'è rimasto? La forma di stivale?:D
Flessibilità in COSA? Lungamente? :asd:
Nella distribuzione semmai, sicuramente non nella progettazione.....nessuna "piccola azienda" può permettersi un team di 100 progettisti necessari per avviare e gestire un progetto che punti ad essere punto di riferimento per il mercato tecnologico, come ad esempio una GeForce o una Radeon.
Nessuna piccola azienda orienta il mercato, al massimo lo asseconda, integra, sostiene.....ma non ne è la radice.
Anche come indotto le cose stanno così.
La grande impresa, se funziona e rende, è anche per merito delle piccole imprese, che si possono specializzare a costi più bassi.
Nessuna piccola azienda può permettersi 100 progettisti ma anche le grandi, se possono, non ne assumono 100 a meno che non sia strettamente necessario: ne assumono 50 e gli altri 50 sono consulenti esterni per ambiti specifici.
Che poi non plasmino il mercato, mi pare anche ovvio (tranne per le nicchie, se vogliamo). Ma non vedo perchè questo dovrebbe portarle a essere considerate un cancro, che poi è la questione iniziale del thread.
La grande impresa, se funziona e rende, è anche per merito delle piccole imprese, che si possono specializzare a costi più bassi.
Nessuna piccola azienda può permettersi 100 progettisti ma anche le grandi, se possono, non ne assumono 100 a meno che non sia strettamente necessario: ne assumono 50 e gli altri 50 sono consulenti esterni per ambiti specifici.
Che poi non plasmino il mercato, mi pare anche ovvio (tranne per le nicchie, se vogliamo). Ma non vedo perchè questo dovrebbe portarle a essere considerate un cancro, che poi è la questione iniziale del thread.
In merito al titolo ripeto: anche i leucociti servono, ma una proliferazione indiscriminata di essi porta al cancro.
Dopo la famiglia tradizionale e la religione ce la prendiamo anche con le piccole imprese. Cosa c'è rimasto? La forma di stivale?:D
Va a cercare i post di Fabio80 a riguardo della PMI, è un ingegnere gestionale mangiacomunisti.....ma ovviamente la colpa è sempre del progressismo :asd:
Pancho Villa
16-10-2009, 15:47
Dopo la famiglia tradizionale e la religione ce la prendiamo anche con le piccole imprese. Cosa c'è rimasto? La forma di stivale?:D
Anche l'essere una penisola in effetti ci penalizza, vuoi mettere una bella pianura compatta e interconnessa come quella mitteleuropea? :D
blade9722
16-10-2009, 16:07
LA piccola azienda tende a "fidelizzare" il dipendente valido, perchè per lei è una ricchezza, Il piccolo imprenditore si vende la casa per tenere in piedi quella che per lui è il mezzo di sostentamento, sperando di rifarsi un domani in tempi migliori. Molto spesso per le PMI, come dicevo prima nella maggior parte dei casi sottocapitalizzate, l'unica via possibile è sopravvivere con enormi sforzi, perchè la chiusura a causa dell'indebitamento verso banche e fornitori costringerebbe a portare i libri in tribunale.
Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia. La grande azienda quando funziona macina utili mostruosi, ma quando si blocca crea voraggini altrettanto grandi, e spesso e volentieri preferisce la delocalizzazione, o il ridimensionamento scaricando l'onere sui conti pubblici (CIGS). E poi la flessibilità la piccola azienda muove cifre molto più basse e ha bisogno di commesse meno importanti per sopravvivere, mentre la grande azienda guarda i bilanci, e taglia i rami secchi invece che convertirli e reinventarsi per sopravvivere, in quanto quello che realmente interessa agli azionisti è il dividendo.
Parli per sentito dire, oppure puoi fornire dati a supporto? Perche' nei momenti di crisi sono le piccole imprese a soffrire maggiormente.
doctorstein
16-10-2009, 16:54
Parli per sentito dire, oppure puoi fornire dati a supporto? Perche' nei momenti di crisi sono le piccole imprese a soffrire maggiormente.
A parte che sono uno di quei piccoli cancri che, a detta di chi ha aperto il 3d, affliggono l'italia. Parlo per esperienza personal e di contatto tutti i giorni con altre PMI. La PMI se chiude è perchè è costretta, non per convenienza, anche perchè il esempio giro di affari troppo piccolo per giustificare la creazione di buchi per cui valga la pena fallire volontariamente.
Poi ovviamente non tutto nelle PMI è giusto e sano, come non lo è nemmeno nei grandi gruppi industriali.
blade9722
16-10-2009, 17:02
A parte che sono uno di quei piccoli cancri che, a detta di chi ha aperto il 3d, affliggono l'italia. Parlo per esperienza personal e di contatto tutti i giorni con altre PMI. La PMI se chiude è perchè è costretta, non per convenienza, anche perchè il esempio giro di affari troppo piccolo per giustificare la creazione di buchi per cui valga la pena fallire volontariamente.
Poi ovviamente non tutto nelle PMI è giusto e sano, come non lo è nemmeno nei grandi gruppi industriali.
Aspetta, a me sembra che stai aggirando la domanda. Prendendo in considerazione l'attuale crisi, hai a disposizione i dati con la distribuzione dei licenziamenti, se provengono prevalentemente da piccole, medie o grandi imprese? Servono i numeri, non i giri di parole.
A parte che sono uno di quei piccoli cancri che, a detta di chi ha aperto il 3d, affliggono l'italia. Parlo per esperienza personal e di contatto tutti i giorni con altre PMI. La PMI se chiude è perchè è costretta, non per convenienza, anche perchè il esempio giro di affari troppo piccolo per giustificare la creazione di buchi per cui valga la pena fallire volontariamente.
Poi ovviamente non tutto nelle PMI è giusto e sano, come non lo è nemmeno nei grandi gruppi industriali.
Il punto che ho aperto e argomentato non e' che la singola piccola impresa e' un danno, ma e' un danno pensare un sistema industriale fatto essenzialmente di piccole realta'. In un altro momento storico hanno avuto senso, ma attualmente non e' piu' cosi. Globalizzazione, innovazione non sipossono permettere un tessuto industriale (non realta' singole sane) di piccole aziende.
blamecanada
16-10-2009, 17:41
Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia.
Quando l'imprenditore e dipendente si rapportano ciascuno in quanto uomo, può anche esserci maggior “calore” nella piccola impresa, ma il rapporto tra i due in quanto imprenditore e dipendente, ossia nel puro rapporto economico è puramente strumentale: l'imprenditore non è altro che lo strumento col quale il lavoratore guadagna dei soldi, il lavoratore è lo strumento col quale l'imprenditore guadagna dei soldi.
Nella grande impresa viene strappato quell'ipocrita velo patetico-sentimentale che mistifica questo rapporto e lo fa apparire come una relazione umana.
Io poi ho notizie ben meno idilliache nella piccola impresa, come persone in seguito ad incidenti che li rendevano meno “efficienti” (nella piccola impresa non è necessaria la giusta causa per il licenziamento): altro che calore.
-kurgan-
16-10-2009, 17:52
mah.. nella mia umile esperienza personale, nella microimpresa che sto realizzando insieme ad un socio.. e nessun altro, facciamo bassi e chitarre elettriche che non temono nessuno sul mercato, con materiali design e tecniche di costruzione che nei negozi io non vedo, pure per marche "famose". Poi magari dovrei guardare fuori dal mio orticello, ma io e il mio socio per ora non ci vediamo così indietro rispetto ai concorrenti.. anzi, direi che sono indietro gli altri ;)
http://img.photobucket.com/albums/v633/kurgo/basso.jpg
nb facciamo tutto, ovviamente.. dal blocco di legno al prodotto finito, elettronica compresa su nostro progetto.
e non ditemi che faccio spam perchè dubito di trovar clienti qui :asd:
blade9722
16-10-2009, 18:04
Quando l'imprenditore e dipendente si rapportano ciascuno in quanto uomo, può anche esserci maggior “calore” nella piccola impresa, ma il rapporto tra i due in quanto imprenditore e dipendente, ossia nel puro rapporto economico è puramente strumentale: l'imprenditore non è altro che lo strumento col quale il lavoratore guadagna dei soldi, il lavoratore è lo strumento col quale l'imprenditore guadagna dei soldi.
Nella grande impresa viene strappato quell'ipocrita velo patetico-sentimentale che mistifica questo rapporto e lo fa apparire come una relazione umana.
Io poi ho notizie ben meno idilliache nella piccola impresa, come persone in seguito ad incidenti che li rendevano meno “efficienti” (nella piccola impresa non è necessaria la giusta causa per il licenziamento): altro che calore.
Mah, la mia obiezione era perlopiu' relativa ai licenziamenti. Per quanto riguarda i rapporti umani, dalla mia esperienza (non diretta, amici, sorella, etc...) i casi peggiori sono proprio le piccole aziende a gestione padronale. Sono quelle in cui ti fanno le storie per concederti un giorno di ferie non concordato con tre mesi di anticipo, dove cercano di indurti a stare 10 ore in ufficio senza chiedere straordinari, dove sono piu frequenti gli episodi di mobbing. Essere un "numero" non e' necessariamente uno svantaggio.
marcolinuz
16-10-2009, 19:17
Voglio porre un tema di discussione.
Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".
Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.
Il sistema industriale basato sulle piccole imprese poteva avere senso decenni fa, ma in un mercato globalizzato e alle prese con i paesi low cost e' ancora pensabile basarsi sulle piccole imprese che non fanno ricerca, non fanno sinergie, non fanno politiche economiche moderne?
Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
Il problema non è piccole/medie imprese vs grandi imprese. Storicamente proprio grazie ai Distretti Industriali italiani si è dimostrato che il modello delle Pmi può reggere la competizione internazionale anche con la grande impresa.
Il problema non è quale modello organizzativo sia migliore, ma risolvere altre problematiche tra cui le più gravi l'arretratezza del nostro Sistema Paese cui ha contribuito anche la pessima politica degli ultimi 15 anni (di tutti i colori e a tutti i livelli) e la mancanza di una Politica Industriale che sappia guidare e stimolare gli investimenti dai settori in declino vs quelli futuri.
Mancanza o arretratezza di infrastrutture, poca concorrenza in settori chiavi (energia, trasporti, telecomunicazioni, credito), mancanza di una politica lungimirante sul fattore chiave di concorrenza attuale e futura "La Conoscenza" (scuole, università, formazione), ecc.... sono questi i VERI problemi.
shambler1
16-10-2009, 19:36
e già: per raggiungere il luminoso futuro messianico o come cazzo si chiama vogliono eliminare ANCHE la piccola impresa. Ci vorrebbe, chessò, un'unica enorme multinazionale che producesse tutto ..a leggere queste cose come si fa a non provare ribrezzo per i comunisti?
Balthasar85
16-10-2009, 19:44
Ci vorrebbe, chessò, un'unica enorme multinazionale che producesse tutto ..a leggere queste cose come si fa a non provare ribrezzo per i comunisti?
In questo periodo io provo ribrezzo per molte cose.. ma ti dirò, i comunisti (razza estinta millenni fa, mai esistita in Italia che per lo più era abitata dai socialisti) son l'ultima cosa che mi crea sconcerto. :O
CIAWA
Vermezzese
17-10-2009, 09:41
...
Io poi ho notizie ben meno idilliache nella piccola impresa, come persone in seguito ad incidenti che li rendevano meno “efficienti” (nella piccola impresa non è necessaria la giusta causa per il licenziamento): altro che calore.
conosco molto bene sia la piccola che la media impresa, e ti posso dire che non esiste la frase che nella piccola impresa non è necessaria la giusta causa per il licenziamento, è una grande castroneria, poichè i contratti sono pressochè identici, e i contratti cercano, come è giusto che sia, di tutelare il dipendente.
comunque non vi sono contratti, e neanche quello a progetto prevede il licenziamento senza giusta causa, neanche la risoluzione immediata del contratto.
-kurgan-
17-10-2009, 10:07
Se sapessero, gli illuminati, fare qualche analisi realistica dei costi d'impresa soprirebbero che le cosidette grandi aziende sono, alla lunga, assai più soggette alle diseconomie delle piccole. La ragione di tutto ciò si individua nel peso della struttura burocratica che necessita per tenerle in piedi e controllarne il funzionamento. Il processo è il medesimo che affligge ciò che viene erroneamente definito democrazia e se una grande azienda riesce a far quadrare i conti meglio di una opiccola è dovuto solo al "peso politico" ed alla relativa influenza che certe dimensioni aziendali portano con sè.
P.S. Il mero rendiconto economico chiarirebbe, senza possibilità di dubbio, quale parte strutturale di una "grande azienda" assorba la quantità di risorse maggiore e, contrariamente a quanto molti pensano, non è il R&D ma proprio, come negli stati nazione similfintodemocratici, la componente burocratica.
come sai Proteus è raro che io e te si vada d'accordo.. ma questo è uno di quei casi :D ;)
sempre per la mia umilissima esperienza in merito all'argomento, poi non so se conti qualcosa o meno.
avrei da dire pure sulla ricerca tecnologica e le sue applicazioni, ma ritengo dipenda tantissimo dal prodotto di cui si parla e dalle risorse economiche che occorrono per svilupparlo.
Nella grande impresa viene strappato quell'ipocrita velo patetico-sentimentale che mistifica questo rapporto e lo fa apparire come una relazione umana.
Vediamo chi lo nega.....no perchè qualcuno è pure in grado di ingannare se stesso dicendo che NON sia così :asd:
Ovviamente si parla di aziende con proprietario/dirigente e sottoposti, non di due amici che mettono su un'attività (anche se poi anche lì possono saltar fuori prima o poi attriti).
e già: per raggiungere il luminoso futuro messianico o come cazzo si chiama vogliono eliminare ANCHE la piccola impresa. Ci vorrebbe, chessò, un'unica enorme multinazionale che producesse tutto ..a leggere queste cose come si fa a non provare ribrezzo per i comunisti?
A me fa ribrezzo pensare che qualcuno si illuda che il male sia nei comunisti e non uniformemente distribuito, e che diventi più subdolo proprio dove qualcuno ti spaccia un posto come "amico".
Sono quelle in cui ti fanno le storie per concederti un giorno di ferie non concordato con tre mesi di anticipo, dove cercano di indurti a stare 10 ore in ufficio senza chiedere straordinari, dove sono piu frequenti gli episodi di mobbing. Essere un "numero" non e' necessariamente uno svantaggio.
Successo lo stesso a mio cugino LEGHISTA (lo dico perchè dopo pure lui diventerebbe comunista seguendo i grandi saggi del forum) quando è diventato padre: giustamente è incavolato a morte.
zerothehero
17-10-2009, 11:10
Non è vero che le pmi italiane di per sè siano poco competive. Tutt'altro semmai, visto che trainano gran parte dell'export italiano.
-kurgan-
17-10-2009, 11:14
Vediamo chi lo nega.....no perchè qualcuno è pure in grado di ingannare se stesso dicendo che NON sia così :asd:
Ovviamente si parla di aziende con proprietario/dirigente e sottoposti, non di due amici che mettono su un'attività (anche se poi anche lì possono saltar fuori prima o poi attriti).
concordo su questo.. ma chi se ne frega del rapporto paternalistico, è su altre cose che si valuta un'azienda. E non sempre una grande struttura è meglio di una piccola, insomma ci vuole un pò di elasticità mentale ed evitare di generalizzare come in ogni cosa. E' ovvio che se produco automobili devo avere una struttura da migliaia di dipendenti, ma è altrettanto ovvio che non esiste azienda al mondo per quanto grande in grado di competere con i liutai di cremona nel fare i violini. Capisco che allo statista medio da forum ( :D ) piacciano di più enormi imprese con milioni di operai che si muovono come un solo uomo, ma la realtà è molto più complessa! :)
danno lavoro e sostengono l'economia sia le grandi aziende che le piccole, e se abbiamo più piccole imprese forse dobbiamo sforzarci di sostenerle e puntare sulle loro qualità, invece di cercare di trasformarci in qualcosa di diverso solo per cercare di imitare (male, di solito) qualche altro paese.
Quando scendiamo nel campo del realismo pragmatico non è possibile discordare da quanto affermano i freddi numeri. Inoltre la grande azienda massifica e livella, togliendo tramite la struttura burocratica che agisce da zavorra, in gran parte, l'iniziativa personale ed il conseguente spirito inventivo che spesso caratterizza il successo di tante piccole realtà imprenditoriali.
Infatti si vede Google come è ferma all'età della pietra pur essendo ora una multinazionale: è un'azienda che si BASA sull'iniziativa personale, dal primo all'ultimo dipendente e può farlo proprio perchè non è ancorata ai vecchi paradigmi che vedono la grande azienda come un pachiderma: è simpatico vedere come qualcuno pensi che "Grande Azienda=Italsider degli anni '60".
Il dinamismo non sta nell'essere piccola o grande, sta nel paradigma adottato.
Capisco che allo statista medio da forum ( :D ) piacciano di più enormi imprese con milioni di operai che si muovono come un solo uomo, ma la realtà è molto più complessa! :)
Ma non è questione di piacere o meno, come ha detto prima fransys:
Il punto che ho aperto e argomentato non e' che la singola piccola impresa e' un danno, ma e' un danno pensare un sistema industriale fatto essenzialmente di piccole realta'. In un altro momento storico hanno avuto senso, ma attualmente non e' piu' cosi. Globalizzazione, innovazione non sipossono permettere un tessuto industriale (non realta' singole sane)è di piccole aziende.
A me pare che tutti quelli che hanno criticato non hanno capito NIENTE di quello che voleva dire :boh:
-kurgan-
17-10-2009, 11:20
Ma non è questione di piacere o meno, come ha detto prima fransys:
Lo avrà detto, ma per me sono balle. Punti di vista ;)
il successo della grande impresa o della piccola dipende dal prodotto trattato e dal mercato a cui si rivolge. La realtà è un filo più complessa.
Lo avrà detto, ma per me sono balle. Punti di vista ;)
il successo della grande impresa o della piccola dipende dal prodotto trattato e dal mercato a cui si rivolge. La realtà è un filo più complessa.
Balle?
Ma davvero pensate che le migliaia di PMI che fanno parte dell'indotto di grandi gruppi avrebbero mercato se questi non esistessero? :mbe:
Questo vale addirittura per le medie imprese, non solo per le piccole: se fallissero di colpo tutte le aziende che producono auto (che non sono piccole) cosa farebbero quello che producono freni, sospensioni, ecc per loro (che sono o medie o piccole)?
Mica tutti fabbricano chitarre o violini, cioè beni destinati all'utilizzatore finale :p
-kurgan-
17-10-2009, 11:29
A me pare che tutti quelli che hanno criticato non hanno capito NIENTE di quello che voleva dire :boh:
a me pare che le generalizzazioni in ogni campo portano sempre ad un'analisi sbagliata dei dati a disposizione e a conclusioni affrettate. Singole realtà sane? potrei dire lo stesso di google, che comunque è un esempio in un settore ben definito. Per il suo prodotto è ovvio che serve una struttura come la sua, per altri sarebbe totalmente inadatta. Quello che conta è l'indotto per il paese sia economico che in termini di lavoro, e non è affatto detto che una grande impresa porti più vantaggi di tante piccole. Anzi, spesso le multinazionali delocalizzano all'estero molto più delle piccole.
-kurgan-
17-10-2009, 11:34
Balle?
Ma davvero pensate che le migliaia di PMI che fanno parte dell'indotto di grandi gruppi avrebbero mercato se questi non esistessero? :mbe:
Questo vale addirittura per le medie imprese, non solo per le piccole: se fallissero di colpo tutte le aziende che producono auto (che non sono piccole) cosa farebbero quello che producono freni, sospensioni, ecc per loro (che sono o medie o piccole)?
Mica tutti fabbricano chitarre o violini, cioè beni destinati all'utilizzatore finale :p
ho fatto un esempio che conosco bene, dimostrando come esistono settori in cui un'azienda grossa non è detto che lavori meglio di una piccola. Per l'auto ho detto IO che conviene una struttura multinazionale, non tu.
sostenere che le pmi sono il cancro dell'economia del paese è una balla eccome, dipende dai settori in cui si è specializzata l'impresa nazionale. Ovvio che se si producono auto avendo aziende da due dipendenti si è destinati al fallimento.. ovvio pure il contrario, in certi settori avere una struttura enorme non funziona.
e questo vale pure per la ricerca tecnologica, dipende dai settori: in certi una struttura più piccola riesce a lavorare e applicare risultati meglio di una grossa.
quello che contesto sono gli assolutismi e le generalizzazioni, che semplificano i problemi e fanno prendere cantonate colossali.
Qui di "more solito" c'è il tuo "more solito" che usi sempre :asd:
Se si parla sempre di innovazione (anche nella gestione aziendale) e meritocrazia (anche nella gestione aziendale) allora la direzione è quella, altrimenti ammettiamolo che sono solo parole al vento con cui ci si fa belli ma in cui non crede nessuno.
Per quanto concerne aziende a contenuto tecnologico medio-alto il problema "burocrazia" è stato GIA' ampiamente risolto, però capisco che per qualcuno le "grandi aziende" siano FIAT e non ST, MS, ecc.
Ti rammento che un successo in un campo non significa che il medesimo sitema possa portare ai medesimi risultati in altro settore.
Il problema burocrazia è tutt'ora vigente, semmai è stato leggermente attutito ma nulla di più. Il successo delle grandi aziende deriva, in gran parte, dal loro peso politico, peso che consente loro di ottenere, per ragioni di consenso che i politicanti attuali, che io definisco come i re per diritto di consenso, curano con molta dedizione, facilitazioni/aiuti che alle piccole imprese sono negate.
Quale piccola azienda ha mai goduto di incentivi/aiuti per indurre i consumatori ad acquistarne i prodotti ?. Risponditi e saprai dove si trova la vera chiave di lettura che pare esserti ignota.
Invece di riempirti la bocca di paroloni come innovazioni, ricerca, sviluppo etc etc ti invito a dirigere un'azienda facendone quadrare i conti, vedrai come ti divertirai.
P.S. Sai che differenza esiste tra noi due ?, io sono competente per professionalità esercitata, prima di decidere che non era una vita desiderabile, nell'analisi dei costi e dell'efficienza aziendale, mentre tu sei semplicemente uno che parla per sentito dire ed in base a sue, poco attinenti alla realtà, convinzioni ideologiche.
Guarda, il titolo che ho dato e' essenzialmente una provocazione. Ho detto che in altri momenti storici un tessuto di PMI aveva senso, ora a mio parere un a struttura industriale di PMI in un ambiente altamente competitivo in termini di costi e prodotti la vedo molto male. Anche io ho esperienza nel campo e so benissimo che le multinazionali sono dei carrozzoni rispetto alle PMI ma hanno anche una forza di impatto che non puo' essere neanche minimamente paragonata alle piccole e nei momenti di crisi - e non puoi negare che ci sia crisi- essere con le spalle grandi e' un bene. Ora in Italia le PMI stanno arrancando e un piano industriale serio servirebbe come il pane. Dici che innovazione, ricerca sono delle parole forse senza senso, io direi che nel caso di magliette e' anche vero (ma neanche troppo), ma dimentichiamo che non abbiamo piu' una industria chimica (nella patria di Natta), la farmaceutica e' stata mostruosamente dimensionata, la telefonia (che era molto presente fino a 5-10 anni fa) e' praticamente un ricordo, etc. etc.
matti157
18-10-2009, 15:48
:mbe:
ma la olivetti è fallita?
Olivetti (www.olivetti.it)
giacomo_uncino
18-10-2009, 16:06
:mbe:
ma la olivetti è fallita?
Olivetti (www.olivetti.it)
l'olivetti di adesso è un pallido fantasma di quella di un tempo, sulla sua lapide puoi leggere questo epitaffio:
"la società di Ivrea è strutturalmente solida, potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare "
A.D 30 aprile 1964
matti157
18-10-2009, 19:52
l'olivetti di adesso è un pallido fantasma di quella di un tempo, sulla sua lapide puoi leggere questo epitaffio:
"la società di Ivrea è strutturalmente solida, potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare "
A.D 30 aprile 1964
frase profetica....
almeno adesso producono ancora
l'olivetti di adesso è un pallido fantasma di quella di un tempo, sulla sua lapide puoi leggere questo epitaffio:
"la società di Ivrea è strutturalmente solida, potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare "
A.D 30 aprile 1964
Beh la frase di Valletta non la considererei profetica visto che la crisi della Olivetti c'e' stata almeno 20 anni dopo il 1964. E' comunque vero il resto e cioe' che per fare investimenti in alcuni settori bisogna avere una forza non indifferente. Voglio sperare che nessuno voglia paragonare il peso economico dell'Italia 1964 rispetto all'attuale, di passi ne abbiamo fatti -anche grazie alle PMI- a mio parere per il prossimo futuro bisogna pensare un po' piu' in grande e parlare anche di realta' europee puttosto che italiane. L'industria europea ha bisogno di appoggi perche' altrimenti contro India e Cina stra-spalleggiate dai governi non c'e' futuro e anche gli USA non possono essere seguiti per innovazione (a meno di casi eclatanti come l'auto).
E io che ho detto esponendo i "vantaggi" propri della grande impresa ?. Cosa significa, a tuo parere, l'affermazione "le grandi imprese sono avvantaggiate perchè assmono peso politico rilevante" ?. Cosa significa l'affermazione che questo peso politico viene "speso" per ottenere incentivi ed aiuti negati alle piccole imprese, prive di quel peso contrattuale e di quell'influenza ?.
P.S. Ti pare che questo andazzo somigli alla meritocrazia che tanti invocano oppure più ad una sorta di raccomandazioni ottenute tramite certe rendite di posizione, rendite influenzanti il consenso cui i re per suo mezzo tanto tengono per tenersi stretto il trono e gli annessi privilegi ?.
Lo so che non e' una cosa meritevole, ma se la controparte gode di vantaggi nati da appoggi statali, non ti sembra una sorta di ritorno alle medesime condizioni di partenza?
Non parlo comunque di solo peso politico, ma anche di peso economico e di lobbing verso altre aziende dell'indotto.
Io non ho nulla contro le PMI, ma penso che nelle situazioni attuali sono un modello debole.
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