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View Full Version : Fazio,Serra e le marchette della sinistra


frankytop
29-09-2009, 21:01
di Giampaolo Pansa - Ma sì, proviamo a non pagare più il canone Rai. E vediamo se qualcuno dei big di viale Mazzini sarà costretto a cambiare mestiere. Sino a oggi, in casa mia abbiamo continuato a pagarlo. Perché sono un legalitario, purtroppo. Non parcheggio in sosta vietata. Pago le tasse sino all’ultimo euro. Esigo la ricevuta fiscale. Volete che non dia un obolo per sfamare l’Equino Insaziabile?

Sono un vero fesso. Anche perché in Rai vedo troppe cose che non mi piacciono. E sulle quali non ho potere, pur essendo pure io un azionista. Occorre un esempio? No, non farò quello di “Annozero” by Michele Santoro. Farò il nome di Fabio Fazio e del suo programma “Che tempo che fa”.

Di mister Fazio da Savona mi è rimasta in mente una serata speciale. Me ne ero occupato più due anni fa, ma senza turbare la marmorea indifferenza di nessun sinistro. Era la domenica 13 maggio 2007, sotto il regime di Romano Prodi. Sulla Rete Tre andava in onda il programma faziesco che promuove libri e autori. Anche quella sera il libro non mancava. E fin qui niente di strano. Lo strano emergeva nello scoprire che l’autore dell’opera era un big della Rai: Antonio Caprarica, allora direttore di tutti i giornali radio.

La situazione era comica. Rete di sinistra. Conduttore di sinistra. Autore del libro pure lui di sinistra, diventato direttore Rai in quota Ds. Ho scritto comica, ma dovrei dire indecente. Un conflitto d’interessi sfacciato. Meglio ancora: una marchetta rossa. Fabbricata in casa, fra compagnucci che si strizzano l’occhio. Alla faccia della buona creanza.

Le ragioni dell’esclusione

Mister Fazio potrebbe ribattere: Pansa ce l’ha con me perché non l’ho mai invitato a presentare uno dei suoi libracci revisionisti. In parte è vero, sono uno degli eterni esclusi dal suo show. All’inizio, la faccenda mi seccava. Poi mi sono messo il cuore in pace, poiché ho visto che la mia carta stampata si vendeva lo stesso, e molto.

Tuttavia mi è rimasta una curiosità. Chi mi ha sempre escluso? Fazio o il suo autore più influente, Michele Serra? Tra un po’ di giorni l’Uomo di Savona ritornerà in onda. Il suo contratto è stato firmato, per il tenace interessamento del presidente della Rai, Paolo Garimberti. E Serra sarà di nuovo uno degli autori. Il più importante, essendo l’umorista ufficiale di “Repubblica” e dell’“Espresso”.

Lui è più inamovibile di Fazio. Lo vedremo all’opera, sempre con un compenso generoso, anche nelle quattro puntate di Gianni Morandi sulla Rete Uno. Il cantante di Monghidoro si produrrà in un pistolotto per ogni serata, imitando Adriano Celentano. C’è da giurare che i pistolotti glieli scriverà Serra, come aveva già fatto per il Molleggiato.

Possono sembrare piccole miserie da parrocchia televisiva. Ma non è così. In realtà sono la spia di un problema più generale: quello dei talk show politici della Rai. E della continua supremazia della sinistra su un centro-destra senza idee, pavido e inerte.

Vediamo come stanno le cose. “Porta a porta” di Bruno Vespa è un’eccezione alla regola. Lo sanno tutti che non milita a sinistra. E per questo sta sui santissimi ai compagni. Anche se la sua trasmissione è la più bipartisan nel pianeta della tivù pubblica.

L’imitazione di Vespa

Giovanni Floris, con “Ballarò”, cerca di imitare Vespa. Ma non gli riesce. A emergere, ogni volta, è il suo imprinting di oppositore accanito. Chi lo accusa di essere troppo tenero nei confronti del cavalier Berlusconi è chiaro che non lo vede mai.

Di “Annozero” sappiamo tutto. Ho sempre ammirato Michele Santoro e sono stato più volte suo ospite, persino quando lavorava per la Mediaset del Caimano. Oggi il suo show mi annoia, perché so già quel che racconterà, e passo subito ad altro. Però ammiro Michele più di prima, per l’esempio che offre: un uomo solo può imporsi a quel mostro impotente che è Mamma Rai.

Un altro show rosso lo fa tutti i giorni Corradino Mineo su “Rai News 24”. La mattina presto, Mineo va in onda sulla Rete Tre. La sua lettura dei giornali e il colloquio con l’invitato di turno hanno il profumo della vecchia sinistra. Il Pci è morto. Ma gli orfani, ancorché invecchiati, tengono duro. E grazie alla Rai continuano la loro annosa militanza.

Proprio Mineo ci offre la prova che in Rai esiste una catena di complice amicizia tra i programmi rossi. Ieri mattina, lunedì 28 settembre, Corradino già ribatteva, allarmato, alla proposta di non pagare il canone. E soprattutto difendeva con ardore la puntata di “Annozero”. Come se Santoro fosse il suo capo corrente.

Il motto di Nenni

A questo punto, il problema vero non è: canone sì, canone no. La questione è un’altra e riguarda il centro-destra. Ecco un’area politica accusata di aver schiavizzato la Rai e di imporre la volontà del Caimano. In realtà, non è cosi. Con il risultato che la mitica egemonia della cultura comunista, post-comunista o di sinistra continua a imperare.

Dichiaro che la faccenda non mi riguarda. Grazie al cielo, esiste la carta stampata. A cominciare dai quotidiani. È vero che le tante sinistre ne sfornano ben nove ogni mattina. Tanto da indurre il sospetto che il vecchio motto di Pietro Nenni, a proposito dello scarto fra le piazze dei comizi e i risultati elettorali, andrebbe aggiornato così: “Edicole piene, urne vuote”. Ma è il complesso dei giornali a garantire il pluralismo e la libertà d’informazione.

Vecchio bardi provincia

Tuttavia la questione dovrebbe riguardare la cultura di centro-destra. Quest’area urla, strepita, accusa, ma lascia fare. Sta al governo, però si comporta come un’opposizione parolaia e impotente. È mai possibile che non sia capace di creare un suo programma Rai dedicato al dibattito politico? Che ci stanno a fare i tanti intellettuali e/o esperti che ronzano attorno al Cavaliere? Forse si fanno le pippe, si sarebbe risposto nel mio vecchio bar di provincia.

Ma farsi le pippe, per poi piangere sul predominio di Santoro, di Fazio e compagni, non serve a niente. O forse serve soltanto a coltivare la pia illusione che spetti alle tivù di proprietà del Caimano tenere in equilibrio il mercato dell’informazione televisiva. Sì, cari amici azzurri, bianchi, grigi ed ex neri: pippatevi pure. In attesa che tutti cantino “Marchetta rossa la trionferà”.

Libero.it (http://www.libero-news.it/webeditorials/view/2893)

redsith
29-09-2009, 22:45
http://riflessirallentati.files.wordpress.com/2009/06/minzolini.jpg http://www.cinquestellealgiornalismo.it/file/imgs/10_big_MazzaMauro.jpg http://4.bp.blogspot.com/_YZKpaQkNdOw/R0yuR7OuCdI/AAAAAAAAAKM/7qUYMyVvn5k/s320/bruno-vespa.jpg http://www.sconfini.eu/images/stories/attualita/costume_societa/nopqr/bianchetti.jpg

fresco fresco

http://tv.repubblica.it/dossier/10-domande/berlusconi-chiamatemi-cosi-mi-sento-meno-solo/37365?video=&pagefrom=1

più

http://www.emiliofede.net/fede/images/storie03.gif http://www.raucci.net/wp-content/uploads/2008/09/tg5.jpg http://picnicb.ciao.com/it/764735.jpg http://vanbronck.interfree.it/images/deldebbio2.jpg




MA DI CHE CAZZO STIAMO PARLANDO???

redsith
29-09-2009, 22:47
No così, per sapere :)

ennys
29-09-2009, 22:58
Poi ha citato Pansa, ma come si permette ?

Avesse detto Bocca, almeno...






:)

redsith
29-09-2009, 23:02
Poi ha citato Pansa, ma come si permette ?

Avesse detto Bocca, almeno...






:)

Certamente. L'articolo sembra scritto da un ragazzino delle medie ed esprime concetti imbarazzantemente vuoti.
La tv italiana sappiamo a chi è in mano, quindi non diciamo cazzate. Si, ci sono ancora delle voci discordanti, e questa campagna mira a eliminarle.

ennys
29-09-2009, 23:08
Infatti, ho sempre pensato che Pansa, al di là delle apparenze,

sia un fascista liberticida.

Chissà da chi era paraculato per scrivere sull'Espresso...







:)

frankytop
29-09-2009, 23:10
MA DI CHE CAZZO STIAMO PARLANDO???

ah non lo so,ho solo proposto un articolo di Pansa

redsith
29-09-2009, 23:11
ah non lo so,ho solo proposto un articolo di Pansa

Ma infatti io ce l'avevo con Pansa :)

dantes76
29-09-2009, 23:21
di Giampaolo Pansa - Ma sì, proviamo a non pagare più il canone Rai. E vediamo se qualcuno dei big di viale Mazzini sarà costretto a cambiare mestiere. Sino a oggi, in casa mia abbiamo continuato a pagarlo. Perché sono un legalitario, purtroppo. Non parcheggio in sosta vietata. Pago le tasse sino all’ultimo euro. Esigo la ricevuta fiscale. Volete che non dia un obolo per sfamare l’Equino Insaziabile?

Sono un vero fesso. Anche perché in Rai vedo troppe cose che non mi piacciono. E sulle quali non ho potere, pur essendo pure io un azionista. Occorre un esempio? No, non farò quello di “Annozero” by Michele Santoro. Farò il nome di Fabio Fazio e del suo programma “Che tempo che fa”.

Di mister Fazio da Savona mi è rimasta in mente una serata speciale. Me ne ero occupato più due anni fa, ma senza turbare la marmorea indifferenza di nessun sinistro. Era la domenica 13 maggio 2007, sotto il regime di Romano Prodi. Sulla Rete Tre andava in onda il programma faziesco che promuove libri e autori. Anche quella sera il libro non mancava. E fin qui niente di strano. Lo strano emergeva nello scoprire che l’autore dell’opera era un big della Rai: Antonio Caprarica, allora direttore di tutti i giornali radio.

La situazione era comica. Rete di sinistra. Conduttore di sinistra. Autore del libro pure lui di sinistra, diventato direttore Rai in quota Ds. Ho scritto comica, ma dovrei dire indecente. Un conflitto d’interessi sfacciato. Meglio ancora: una marchetta rossa. Fabbricata in casa, fra compagnucci che si strizzano l’occhio. Alla faccia della buona creanza.

Le ragioni dell’esclusione

Mister Fazio potrebbe ribattere: Pansa ce l’ha con me perché non l’ho mai invitato a presentare uno dei suoi libracci revisionisti. In parte è vero, sono uno degli eterni esclusi dal suo show. All’inizio, la faccenda mi seccava. Poi mi sono messo il cuore in pace, poiché ho visto che la mia carta stampata si vendeva lo stesso, e molto.

Tuttavia mi è rimasta una curiosità. Chi mi ha sempre escluso? Fazio o il suo autore più influente, Michele Serra? Tra un po’ di giorni l’Uomo di Savona ritornerà in onda. Il suo contratto è stato firmato, per il tenace interessamento del presidente della Rai, Paolo Garimberti. E Serra sarà di nuovo uno degli autori. Il più importante, essendo l’umorista ufficiale di “Repubblica” e dell’“Espresso”.

Lui è più inamovibile di Fazio. Lo vedremo all’opera, sempre con un compenso generoso, anche nelle quattro puntate di Gianni Morandi sulla Rete Uno. Il cantante di Monghidoro si produrrà in un pistolotto per ogni serata, imitando Adriano Celentano. C’è da giurare che i pistolotti glieli scriverà Serra, come aveva già fatto per il Molleggiato.

Possono sembrare piccole miserie da parrocchia televisiva. Ma non è così. In realtà sono la spia di un problema più generale: quello dei talk show politici della Rai. E della continua supremazia della sinistra su un centro-destra senza idee, pavido e inerte.

Vediamo come stanno le cose. “Porta a porta” di Bruno Vespa è un’eccezione alla regola. Lo sanno tutti che non milita a sinistra. E per questo sta sui santissimi ai compagni. Anche se la sua trasmissione è la più bipartisan nel pianeta della tivù pubblica.

L’imitazione di Vespa

Giovanni Floris, con “Ballarò”, cerca di imitare Vespa. Ma non gli riesce. A emergere, ogni volta, è il suo imprinting di oppositore accanito. Chi lo accusa di essere troppo tenero nei confronti del cavalier Berlusconi è chiaro che non lo vede mai.

Di “Annozero” sappiamo tutto. Ho sempre ammirato Michele Santoro e sono stato più volte suo ospite, persino quando lavorava per la Mediaset del Caimano. Oggi il suo show mi annoia, perché so già quel che racconterà, e passo subito ad altro. Però ammiro Michele più di prima, per l’esempio che offre: un uomo solo può imporsi a quel mostro impotente che è Mamma Rai.

Un altro show rosso lo fa tutti i giorni Corradino Mineo su “Rai News 24”. La mattina presto, Mineo va in onda sulla Rete Tre. La sua lettura dei giornali e il colloquio con l’invitato di turno hanno il profumo della vecchia sinistra. Il Pci è morto. Ma gli orfani, ancorché invecchiati, tengono duro. E grazie alla Rai continuano la loro annosa militanza.

Proprio Mineo ci offre la prova che in Rai esiste una catena di complice amicizia tra i programmi rossi. Ieri mattina, lunedì 28 settembre, Corradino già ribatteva, allarmato, alla proposta di non pagare il canone. E soprattutto difendeva con ardore la puntata di “Annozero”. Come se Santoro fosse il suo capo corrente.

Il motto di Nenni

A questo punto, il problema vero non è: canone sì, canone no. La questione è un’altra e riguarda il centro-destra. Ecco un’area politica accusata di aver schiavizzato la Rai e di imporre la volontà del Caimano. In realtà, non è cosi. Con il risultato che la mitica egemonia della cultura comunista, post-comunista o di sinistra continua a imperare.

Dichiaro che la faccenda non mi riguarda. Grazie al cielo, esiste la carta stampata. A cominciare dai quotidiani. È vero che le tante sinistre ne sfornano ben nove ogni mattina. Tanto da indurre il sospetto che il vecchio motto di Pietro Nenni, a proposito dello scarto fra le piazze dei comizi e i risultati elettorali, andrebbe aggiornato così: “Edicole piene, urne vuote”. Ma è il complesso dei giornali a garantire il pluralismo e la libertà d’informazione.

Vecchio bardi provincia

Tuttavia la questione dovrebbe riguardare la cultura di centro-destra. Quest’area urla, strepita, accusa, ma lascia fare. Sta al governo, però si comporta come un’opposizione parolaia e impotente. È mai possibile che non sia capace di creare un suo programma Rai dedicato al dibattito politico? Che ci stanno a fare i tanti intellettuali e/o esperti che ronzano attorno al Cavaliere? Forse si fanno le pippe, si sarebbe risposto nel mio vecchio bar di provincia.

Ma farsi le pippe, per poi piangere sul predominio di Santoro, di Fazio e compagni, non serve a niente. O forse serve soltanto a coltivare la pia illusione che spetti alle tivù di proprietà del Caimano tenere in equilibrio il mercato dell’informazione televisiva. Sì, cari amici azzurri, bianchi, grigi ed ex neri: pippatevi pure. In attesa che tutti cantino “Marchetta rossa la trionferà”.

Libero.it (http://www.libero-news.it/webeditorials/view/2893)

chissa' che ne pensa pansa della rivoluzione rumena....

uc84
29-09-2009, 23:43
ah non ero più al corrente da tempo delle condizioni di salute di pansa. tre o quattro anni fa, quando ancora scriveva sull'espresso qualche articolo lealmente critico verso l'ulivo, e aveva pubblicato un solo libro sulla resistenza, lo stimavo tantissimo, certo più del suo arcinemico giorgio bocca (che a differenza di lui era stato veramente fascista e dipendente di berlusconi).

non sapevo che fosse finito a libero :eek: . scrive ancora bene per gli standard del rotolo, e cerca vagamente di mantenere la vecchia onestà intellettuale. ma si vede benissimo che, come tutti i fuoriusciti o epurati dalla sinistra (ferrara, guzzanti, vincino e molti altri), nutre un risentimento folle verso la sua vecchia fazione. per ora finge ancora critiche bipartisan, ma presto immagino che volterà definitivamente la gabbana e si adeguerà a razzolare nel letame come gli altri di libero. che peccato.

John Cage
29-09-2009, 23:56
La situazione era comica. Rete di sinistra. Conduttore di sinistra. Autore del libro pure lui di sinistra, diventato direttore Rai in quota Ds. Ho scritto comica, ma dovrei dire indecente. Un conflitto d’interessi sfacciato. Meglio ancora: una marchetta rossa. Fabbricata in casa, fra compagnucci che si strizzano l’occhio. Alla faccia della buona creanza.



conflitto di interessi?

:mc:

:doh:

Pansa, perché ci racconti queste barzellette?

redsith
30-09-2009, 00:04
Ma si infatti si porta come esempio di scandalosa marchetta un giornalista che ospita un altro giornalista che ha scritto un libro nella sua trasmissione. Il conflitto di interessi si configura in quanto entrambi appartengono allo stesso schieramento politico!!! HAHAHAHA
Tutto questo dopo la performance di b****ni a porta a porta dell'altro giorno. Ma la coerenza dov'è??? :muro:

Jarni
30-09-2009, 00:39
Perché sono un legalitario, purtroppo.
Oh, poverino...

Sono un vero fesso.
Questa mi piace di più.:D
Conduttore di sinistra.
Chi? Fazio? Quello che chiese a Craxi di non fargli fare il militare?
E della continua supremazia della sinistra su un centro-destra senza idee, pavido e inerte.
Non riesco a scrivere, mi fa male la panZa dalle risate...

Vediamo come stanno le cose. “Porta a porta” di Bruno Vespa è un’eccezione alla regola. Lo sanno tutti che non milita a sinistra. E per questo sta sui santissimi ai compagni. Anche se la sua trasmissione è la più bipartisan nel pianeta della tivù pubblica.
Ma certo, invitare il capo del governo, da solo, che risponde alle domande che si fa lui stesso, è il massimo del bipartizan... il bipartizan Belgrado, forse.(battuta fiacca, lo so, ma ubi major...)


Giovanni Floris, con “Ballarò”, cerca di imitare Vespa. Ma non gli riesce.
Ed è un male?

Oggi il suo show mi annoia, perché so già quel che racconterà, e passo subito ad altro.
Quindi non lo vedi. E allora che ne parli a fare?

Un altro show rosso lo fa tutti i giorni Corradino Mineo su “Rai News 24”. La mattina presto, Mineo va in onda sulla Rete Tre. La sua lettura dei giornali e il colloquio con l’invitato di turno hanno il profumo della vecchia sinistra. Il Pci è morto. Ma gli orfani, ancorché invecchiati, tengono duro. E grazie alla Rai continuano la loro annosa militanza.
Cambia deodorante, allora.

E soprattutto difendeva con ardore la puntata di “Annozero”. Come se Santoro fosse il suo capo corrente.
Oppure come se Santoro fosse un bravo giornalista. Sai, i punti di vista...

A questo punto, il problema vero non è: canone sì, canone no. La questione è un’altra e riguarda il centro-destra. Ecco un’area politica accusata di aver schiavizzato la Rai e di imporre la volontà del Caimano. In realtà, non è cosi.
Nooooo, come puoi pensare che io creda ciò...

A cominciare dai quotidiani. È vero che le tante sinistre ne sfornano ben nove ogni mattina.
Come è vero che gli italiani sono il popolo che meno di tutti legge i quotidiani, preferendo la TV.

Tuttavia la questione dovrebbe riguardare la cultura di centro-destra. Quest’area urla, strepita, accusa, ma lascia fare. Sta al governo, però si comporta come un’opposizione parolaia e impotente. È mai possibile che non sia capace di creare un suo programma Rai dedicato al dibattito politico?
C'è un post più sopra, pieno di immagini, che meglio di me risponde a questa domanda.

Che ci stanno a fare i tanti intellettuali e/o esperti che ronzano attorno al Cavaliere? Forse si fanno le pippe, si sarebbe risposto nel mio vecchio bar di provincia.
Forse stanno nel lettone di Putin...

Il resto dell'articolo è follia pura.

LUVІ
30-09-2009, 06:22
MA DI CHE CAZZO STIAMO PARLANDO???

Ah non lo so, un libro, una marchetta, :asd: certo che ci vuole un coraggio a parte, o una totale e becera :asd: malafede.

Lorekon
30-09-2009, 09:35
Stimo Pansa perchè ha il coraggio di dire comunque quello che pensa ed è certamente un anticonformista (fino a chiudere il cerchio e a risultare conformista)

però

va riconosciuto che ha un pò la "sindrome dello spretato", un pò come Bondi e Ferrara.
Questo mi sembra evidente