cl4x
31-08-2009, 12:14
Volevo postarlo in "info utili" ma non ne ho i permessi.
Da questo sito (fonte http://www.fotoemonti.com/nozioni/aberrazioni_ottiche_e_difetti_de.htm) ho trovato un'interessante guida sull'argomento (che riporto di seguito):
Aberrazioni ottiche e difetti degli obiettivi
DIFETTI DELL’OBIETTIVO E DIAFRAMMATURA:
Aberrazione sferica: I raggi luminosi che attraversano le aree più marginali dell’obiettivo vanno a fuoco davanti al piano focale.
Diaframmando, il difetto si riduce.
Aberrazione di coma: I punti luminosi ai bordi del fotogramma appaiono come piccole comete, o farfalle. Questo perché i raggi di luce obliqui, analogamente a quanto accade nell'aberrazione sferica, si addensano in modo che la miriade di punti che costituisce, a livello pratico, un punto luminoso, appaia nelle forme suddette.
Diaframmando, il difetto si riduce.
Aberrazione di astigmatismo: I punti spostati rispetto all'asse ottico vengono registrati come microsegmenti su piani diversi e non risultano contemporaneamente a fuoco. Chiudendo il diaframma il difetto si riduce, a causa dell'aumento della profondità di campo, che "confonde" i microsegmenti.
Diaframmando, in maniera direttamente proporzionale all'aumentare della profondità di campo, il difetto si riduce.
Curvatura di campo: I punti luminosi vanno a formare un'immagine su una superficie curva, anziché piana. E' un difetto legato alla progettazione dell'obiettivo, che viene solitamente ridotto ricorrendo a vetri speciali. E' spesso presente su ottiche molto luminose, specie se usate a breve distanza dal soggetto.
E' solitamente assente nella ottiche macro.
Diaframmando, in maniera direttamente proporzionale all'aumentare della profondità di campo, il difetto si riduce.
Aberrazione di distorsione: E' pressoché congenita nelle ottiche ad escursione focale, ed oramai molto meno che in passato, in quelle grandangolari. Si presenta quando l'immagine va a fuoco sul piano focale, ma i suoi punti tracciati da raggi obliqui appaiono spostati lateralmente, così da far apparire deformata l'immagine stessa. E' influenzata dalla "posizione" del diaframma all'interno dello schema ottico.
Diaframmando, il difetto permane invariato.
Aberrazione cromatica: I diversi colori vanno a fuoco su piani diversi, per via degli indici di rifrazione dei materiali impiegati per le lenti (per esempio, il blu va a fuoco davanti al piano focale ed il rosso, teoricamente, anche al di là di esso), causando una marcata perdita di nitidezza. Il problema affligge in particolare i teleobiettivi ed è pressoché irrilevante coi grandangolari. In genere si tende a contenere quest'aberrazione utilizzando, nella costruzione delle lenti, materiali speciali come la fluorite.
Diaframmando, il difetto permane invariato.
Slittamento del fuoco: E' un difetto tipico delle ottiche molto economiche: la somma delle aberrazioni ottiche fa sì che, chiudendo il diaframma, il piano di focheggiatura appaia lievemente spostato, rispetto a quello individuato mettendo a fuoco a tutta apertura. Raramente questo difetto può verificarsi in macrofotografia, utilizzando diaframmi molto chiusi, o con ottiche dotate di lenti speciali, che, surriscaldandosi, si dilatano. Per contenere quest'ultimo problema, alcune case produttrici colorano di bianco i propri obiettivi professionali.
Diaframmando il difetto peggiora (nel caso in cui dipenda da una dilatazione delle lenti, migliora).
Riflessi interni: Quando un raggio di luce colpisce la lente frontale può "rimbalzare" tra le diverse superfici dello schema ottico di un obiettivo ed originare riflessi parassiti, od effetti di velo, che abbassano il contrasto dell'immagine. La chiusura del diaframma non corregge il difetto, ma, eliminando il contributo delle aree più marginali dell'ottica, migliora comunque la situazione. La possibilità di imbattersi in questo problema aumenta col controluce e col numero delle lenti che compongono l'obiettivo, che determinano gli spazi aria/lente, che favoriscono la presenza di riflessi interni. L'applicazione di un filtro sull'obiettivo, quindi, benché dotato di un ottimo trattamento anti-riflesso, è comunque dannosa.
Diaframmando, il difetto può migliorare.
Vignettatura geometrica: E’ costituzionale nei grandangolari. Il fascio di luce che colpisce il fotogramma si allarga verso i bordi (“dispersione anomala”), causando una perdita di luminosità. Un’ampia lente frontale contiene questo difetto.
Diaframmando, il difetto si riduce, fino a scomparire con la chiusura, in genere, di 2-3 stop.
Vignettatura meccanica: E' un difetto strutturale dell'obiettivo, oramai molto raro, che si può notare in obiettivi con lenti di piccolo diametro, o montature portafiltri "strette", o paraluce sottodimensionato. Può facilmente verificarsi montando più filtri su uno stesso obiettivo, specie se grandangolare.
Diaframmando, il difetto permane quasi sempre invariato.
Da questo sito (fonte http://www.fotoemonti.com/nozioni/aberrazioni_ottiche_e_difetti_de.htm) ho trovato un'interessante guida sull'argomento (che riporto di seguito):
Aberrazioni ottiche e difetti degli obiettivi
DIFETTI DELL’OBIETTIVO E DIAFRAMMATURA:
Aberrazione sferica: I raggi luminosi che attraversano le aree più marginali dell’obiettivo vanno a fuoco davanti al piano focale.
Diaframmando, il difetto si riduce.
Aberrazione di coma: I punti luminosi ai bordi del fotogramma appaiono come piccole comete, o farfalle. Questo perché i raggi di luce obliqui, analogamente a quanto accade nell'aberrazione sferica, si addensano in modo che la miriade di punti che costituisce, a livello pratico, un punto luminoso, appaia nelle forme suddette.
Diaframmando, il difetto si riduce.
Aberrazione di astigmatismo: I punti spostati rispetto all'asse ottico vengono registrati come microsegmenti su piani diversi e non risultano contemporaneamente a fuoco. Chiudendo il diaframma il difetto si riduce, a causa dell'aumento della profondità di campo, che "confonde" i microsegmenti.
Diaframmando, in maniera direttamente proporzionale all'aumentare della profondità di campo, il difetto si riduce.
Curvatura di campo: I punti luminosi vanno a formare un'immagine su una superficie curva, anziché piana. E' un difetto legato alla progettazione dell'obiettivo, che viene solitamente ridotto ricorrendo a vetri speciali. E' spesso presente su ottiche molto luminose, specie se usate a breve distanza dal soggetto.
E' solitamente assente nella ottiche macro.
Diaframmando, in maniera direttamente proporzionale all'aumentare della profondità di campo, il difetto si riduce.
Aberrazione di distorsione: E' pressoché congenita nelle ottiche ad escursione focale, ed oramai molto meno che in passato, in quelle grandangolari. Si presenta quando l'immagine va a fuoco sul piano focale, ma i suoi punti tracciati da raggi obliqui appaiono spostati lateralmente, così da far apparire deformata l'immagine stessa. E' influenzata dalla "posizione" del diaframma all'interno dello schema ottico.
Diaframmando, il difetto permane invariato.
Aberrazione cromatica: I diversi colori vanno a fuoco su piani diversi, per via degli indici di rifrazione dei materiali impiegati per le lenti (per esempio, il blu va a fuoco davanti al piano focale ed il rosso, teoricamente, anche al di là di esso), causando una marcata perdita di nitidezza. Il problema affligge in particolare i teleobiettivi ed è pressoché irrilevante coi grandangolari. In genere si tende a contenere quest'aberrazione utilizzando, nella costruzione delle lenti, materiali speciali come la fluorite.
Diaframmando, il difetto permane invariato.
Slittamento del fuoco: E' un difetto tipico delle ottiche molto economiche: la somma delle aberrazioni ottiche fa sì che, chiudendo il diaframma, il piano di focheggiatura appaia lievemente spostato, rispetto a quello individuato mettendo a fuoco a tutta apertura. Raramente questo difetto può verificarsi in macrofotografia, utilizzando diaframmi molto chiusi, o con ottiche dotate di lenti speciali, che, surriscaldandosi, si dilatano. Per contenere quest'ultimo problema, alcune case produttrici colorano di bianco i propri obiettivi professionali.
Diaframmando il difetto peggiora (nel caso in cui dipenda da una dilatazione delle lenti, migliora).
Riflessi interni: Quando un raggio di luce colpisce la lente frontale può "rimbalzare" tra le diverse superfici dello schema ottico di un obiettivo ed originare riflessi parassiti, od effetti di velo, che abbassano il contrasto dell'immagine. La chiusura del diaframma non corregge il difetto, ma, eliminando il contributo delle aree più marginali dell'ottica, migliora comunque la situazione. La possibilità di imbattersi in questo problema aumenta col controluce e col numero delle lenti che compongono l'obiettivo, che determinano gli spazi aria/lente, che favoriscono la presenza di riflessi interni. L'applicazione di un filtro sull'obiettivo, quindi, benché dotato di un ottimo trattamento anti-riflesso, è comunque dannosa.
Diaframmando, il difetto può migliorare.
Vignettatura geometrica: E’ costituzionale nei grandangolari. Il fascio di luce che colpisce il fotogramma si allarga verso i bordi (“dispersione anomala”), causando una perdita di luminosità. Un’ampia lente frontale contiene questo difetto.
Diaframmando, il difetto si riduce, fino a scomparire con la chiusura, in genere, di 2-3 stop.
Vignettatura meccanica: E' un difetto strutturale dell'obiettivo, oramai molto raro, che si può notare in obiettivi con lenti di piccolo diametro, o montature portafiltri "strette", o paraluce sottodimensionato. Può facilmente verificarsi montando più filtri su uno stesso obiettivo, specie se grandangolare.
Diaframmando, il difetto permane quasi sempre invariato.