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View Full Version : [NEWS] Phishing, le prime pronunce: ma il crimine paga?


c.m.g
19-05-2009, 08:34
18 maggio 2009 – 10:37 pm

http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/05/money-graphics-2007_884034a-300x233.jpg

Con due importanti pronunce emesse alla fine del 2008, ancora non pienamente disponibili sul web, il Tribunale di Milano ha precisato alcuni importanti principi in materia di phishing. In particolare, nessun diritto per le banche a costituirsi parte civile tranne nei casi in cui abbiano contrattualmente previsto di risarcire i correntisti. In secondo luogo, anche coloro che agevolano i phisher (chiamati financial manager) saranno condannati, ma dai tribunali dei luoghi di residenza.

Con l’ordinanza del 10 ottobre 2008, a firma del Giudice Pietro Gamacchio, è stato chiarito che la costituzione di parte civile per le banche andrebbe tendenzialmente esclusa in tutti i casi in cui sia dimostrata “l’esistenza di un preciso obbligo contrattuale in capo all’istituto depositario di tenere indenne il cliente da ogni tipo - o quanto meno da questo tipo - di aggressioni alla provvista depositata potrebbe attribuire all’ente la qualità di danneggiato diretto dal reato”.

In tutti gli altri casi, no. In particolare “le spese sostenute dagli enti, invero, appaiono connesse al fenomeno generale ed alla obiettiva esistenza di possibilità di aggressione del patrimonio per via informatica, ma non sono di per sé riconducibili all’azione di singoli rei. Per analogia, sarebbe come sostenere che gli autori dei delitti di rapina in danno di istituti di Credito debbano rispondere civilmente delle spese sostenute per i dispositivi di sicurezza, gli allarmi, i servizi di vigilanza e simili.”

Con l’ordinanza del 15 ottobre 2008, a firma del Dott. Simone Luerti, invece, è stato appurato che anche coloro che hanno agevolato i phisher mettendo a disposizione il proprio conto corrente potranno essere condannati, ma solo dopo un processo che dovrà svolgersi nel luogo di residenza. In definitiva, due indagini concluse, 112 financial manager rinviati a giudizio, 7 condanne per ricettazione/riciclaggio. I giudici del Tribunale di Milano non hanno, in sostanza, dichiarato l’esistenza di un autonomo diritto del correntista ad ottenere un risarcimento dalla banca, in assenza di un apposito accordo contrattuale che ciò espressamente disponga.

La Procura di Milano aveva chiesto il rinvio a giudizio di 112 financial manager, in relazione ad un fenomeno che riteneva unitario. Il Giudice Luerti ha invece ritenuto che la competenza a decidere spettasse ai Tribunali dei luoghi nei quali erano avvenuti i singoli episodi di ricettazione/riciclaggio.

A Milano quindi sono rimaste 20 posizioni, 9 delle quali decise con giudizio abbreviato (con sentenza di condanna per 7 imputati a pene che vanno da anni 1 mesi 4 ad anni 2 mesi 2 di reclusione). La Guardia di Finanza aveva posto sotto sequestro oltre 250.000 mila euro, soldi tutti già usciti dalle banche in quanto già prelevati dai financial manager e già consegnati agli sportelli di Western Union per il trasferimento all’estero. Ma le somme sequestrate sarebbero solo una minima parte del denaro sottratto ai diversi correntisti, che ammonterebbe ad oltre un milione di euro.

Ma gli strumenti in dotazione agli inquirenti per fronteggiare questo incredibile fenomeno sono assolutamente deficitari. Secondo quanto dichiara il PM Cajani ai taccuini del sito osservatoriofinaziario.it” era il 2007 quando dal Viminale ci fecero sapere che gli ultimi computer per la Polizia Giudiziaria erano stati acquistati «una tantum nel 1992» e che di soldi per comprarne dei nuovi, al momento, non ve ne erano” Della cosa ne parlò anche la stampa (vedi l’articolo del Corsera dell’epoca - clicca qui (http://archiviostorico.corriere.it/2007/novembre/18/Milano_tribunale_senza_300_pc_co_9_071118146.shtml))

Gli inquirenti non hanno la possibilità di riutilizzare i computer confiscati ai phisher perchè manca una norma che consenta loro di entrare in possesso di tali risorse. Ma oltre al danno si aggiunge la beffa “Il phisher rumeno che abbiamo arrestato e fatto condannare in Italia” afferma il PM che ha seguito le principali inchieste sul phishing “definito un genio informatico, si è meritato la prima pagina del Corriere della Sera alla notizia che - a detta del suo difensore - a breve otterrà un lavoro ben pagato presso una società di informatica che, peraltro, collabora con la Procura di Como. E adesso chi glielo dice alla Polizia Giudiziaria di continuare a fare le indagini utilizzando ancora quei vecchi computer?”

La conclusione amara del magistrato: “E’ proprio vero: il crimine paga”.


Ulteriori informazioni: Lotta al cybercrime. Intervista esclusiva al magistrato a caccia delle nuove mafie (http://www.osservatoriofinanziario.com/of/newslarge.asp?id=636&pagina=4) - OsservatorioFinanziario


immagine tratta da Telegraph.co.uk (http://www.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/00884/money-graphics-2007_884034a.jpg)



Fonte: Anti-Phishing Italia (http://www.anti-phishing.it/contributi-legali/2009/05/18/942#more-942)