c.m.g
18-05-2009, 09:33
16 maggio, 2009 – 3:17 pm
http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/05/i_want_your_money_unclesam-223x300.jpg
Secondo un recente studio del Security Technology and Response (STAR), i primi dieci grandi cyberminali avrebbero incassato quasi 300 milioni di dollari a testa, per un giro d’affari complessivo che sfiora i 7 miliardi di dollari.
Dal gennaio 2008 a dicembre 2008 il numero di attacchi informatici diretti al furto dei codici d’accesso ai conti correnti ed altri servizi di pagamento telematico sarebbero aumentati dell’827%. In una recente intervista al sito Ossevatorio finanziario.it Gerardo Costabile, presidente dell’IISFA Italian Chapter (Information Systems Forensics Association) ha dichiarato a chiare lettere che “Il crimine informatico ha un giro d’affari che ormai supera quello della droga”.
Peter Cassidy, il segretario generale di APWG, l’Anti-phishing Working Group avrebbe aggiunto “agli artigiani criminali organizzati su Internet bisogna dare una risposta unificata che sia organizzata quanto gli stessi crimini”.
I dati forniti dalla Polpost, contribuiscono a tratteggiare il quadro di certo fosco del fenomeno: il 52% degli utenti online ha subito tentativi di furto di codici d’accesso mediante attacchi phishing di vario tipo. Nel 2008, il bottino dei cybercriminali sarebbe stimato intorno ai 3 milioni di euro.
Il più pericoloso malware del 2008 sarebbe Mebroot il virus che circola in rete ed è capace di rubare i codici di accesso e le password dei clienti. Sempre secondo la Polpost, il furto elettronico subito dagli italiani ammonterebbe ad oltre 900 mila euro, a fronte delle 1.600 denunce pervenute agli inquirenti.
Ma secondo gli esperti la cifra sarebbe sottostimata perché molte banche, per evitare danni di immagine, preferirebbe rimborsare ed evitare appendici giudiziarie. Per questo si arriverebbe ai circa 3 milioni di euro. Gli attacchi all’home banking proverrebbero prevalentemente dall’Europa dell’est, ovvero da paesi come Romania e Russia.
Ulteriori informazioni: Scenario/1 “Un giro d’affari più grande della droga” (http://www.osservatoriofinanziario.com/of/newslarge.asp?id=638&pagina=3) - OsservatorioFinanziario
Fonte: Anti-Phishing Italia (http://www.anti-phishing.it/phishing/2009/05/16/939#more-939)
http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/05/i_want_your_money_unclesam-223x300.jpg
Secondo un recente studio del Security Technology and Response (STAR), i primi dieci grandi cyberminali avrebbero incassato quasi 300 milioni di dollari a testa, per un giro d’affari complessivo che sfiora i 7 miliardi di dollari.
Dal gennaio 2008 a dicembre 2008 il numero di attacchi informatici diretti al furto dei codici d’accesso ai conti correnti ed altri servizi di pagamento telematico sarebbero aumentati dell’827%. In una recente intervista al sito Ossevatorio finanziario.it Gerardo Costabile, presidente dell’IISFA Italian Chapter (Information Systems Forensics Association) ha dichiarato a chiare lettere che “Il crimine informatico ha un giro d’affari che ormai supera quello della droga”.
Peter Cassidy, il segretario generale di APWG, l’Anti-phishing Working Group avrebbe aggiunto “agli artigiani criminali organizzati su Internet bisogna dare una risposta unificata che sia organizzata quanto gli stessi crimini”.
I dati forniti dalla Polpost, contribuiscono a tratteggiare il quadro di certo fosco del fenomeno: il 52% degli utenti online ha subito tentativi di furto di codici d’accesso mediante attacchi phishing di vario tipo. Nel 2008, il bottino dei cybercriminali sarebbe stimato intorno ai 3 milioni di euro.
Il più pericoloso malware del 2008 sarebbe Mebroot il virus che circola in rete ed è capace di rubare i codici di accesso e le password dei clienti. Sempre secondo la Polpost, il furto elettronico subito dagli italiani ammonterebbe ad oltre 900 mila euro, a fronte delle 1.600 denunce pervenute agli inquirenti.
Ma secondo gli esperti la cifra sarebbe sottostimata perché molte banche, per evitare danni di immagine, preferirebbe rimborsare ed evitare appendici giudiziarie. Per questo si arriverebbe ai circa 3 milioni di euro. Gli attacchi all’home banking proverrebbero prevalentemente dall’Europa dell’est, ovvero da paesi come Romania e Russia.
Ulteriori informazioni: Scenario/1 “Un giro d’affari più grande della droga” (http://www.osservatoriofinanziario.com/of/newslarge.asp?id=638&pagina=3) - OsservatorioFinanziario
Fonte: Anti-Phishing Italia (http://www.anti-phishing.it/phishing/2009/05/16/939#more-939)