c.m.g
13-05-2009, 08:49
13 maggio 2009 – 12:25 am
http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/05/crisi-300x199.jpg
Padre e figlio implicati in un attivitā di riciclaggio on-line dopo aver risposto ad un falsa offerta di lavoro sono stati condannati, pena sospesa, ad un anno e 4 mesi di reclusione per aver trasferito oltre 5 mila euro verso conti russi. Nonostante i due si siano sempre professati innocenti ed inconsapevoli della truffa internazionale in atto, il giudice ha invece riconosciuto nei loro confronti l’elemento del dolo eventuale.
L’attivitā risale al 2007 quando i due vengo reclutati dalla fantomatica azienda Inkore di Madrid, che spacciandosi per una rivendita di auto aveva proposto loro un lavoro semplice ed altamente remunerativo. Era sufficiente possedere un personal computer, un conto corrente bancario e del tempo libro a disposizione. Scopo del “lavoro” trasferire le somme accreditate sul conto verso altri beneficiari attraverso il circuito della Western Union, tenendo per loro una percentuale dell’8% sulla somma da inviare.
I soldi depositati in realtā appartenevano ad una societā sportiva di Bologna, la cui denuncia ha dato il via alle indagini da parte della Polizia Postale. I bonifici giunti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, sono stati di 2mila e 700 euro e di 3mila e 100 euro.
Al terzo trasferimento tuttavia i due hanno intuito che qualcosa non andava, infatti hanno provato a verificare la posizione della societā spagnola presso la Camera di Commercio, ma non c’č stato il tempo dato che l’attivitā della Polizia Postale ha permesso di individuare e bloccare l’attivitā di padre e figlio. Ad aiutare gli agenti nella ricerca, la causale indicata nei trasferimento partiti dal conto della societā sportiva, era infatti riportato il nome e cognome del padre.
Fonte: Anti-Phishing Italia (http://www.anti-phishing.it/false-offerte-di-lavoro/2009/05/13/919#more-919)
http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/05/crisi-300x199.jpg
Padre e figlio implicati in un attivitā di riciclaggio on-line dopo aver risposto ad un falsa offerta di lavoro sono stati condannati, pena sospesa, ad un anno e 4 mesi di reclusione per aver trasferito oltre 5 mila euro verso conti russi. Nonostante i due si siano sempre professati innocenti ed inconsapevoli della truffa internazionale in atto, il giudice ha invece riconosciuto nei loro confronti l’elemento del dolo eventuale.
L’attivitā risale al 2007 quando i due vengo reclutati dalla fantomatica azienda Inkore di Madrid, che spacciandosi per una rivendita di auto aveva proposto loro un lavoro semplice ed altamente remunerativo. Era sufficiente possedere un personal computer, un conto corrente bancario e del tempo libro a disposizione. Scopo del “lavoro” trasferire le somme accreditate sul conto verso altri beneficiari attraverso il circuito della Western Union, tenendo per loro una percentuale dell’8% sulla somma da inviare.
I soldi depositati in realtā appartenevano ad una societā sportiva di Bologna, la cui denuncia ha dato il via alle indagini da parte della Polizia Postale. I bonifici giunti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, sono stati di 2mila e 700 euro e di 3mila e 100 euro.
Al terzo trasferimento tuttavia i due hanno intuito che qualcosa non andava, infatti hanno provato a verificare la posizione della societā spagnola presso la Camera di Commercio, ma non c’č stato il tempo dato che l’attivitā della Polizia Postale ha permesso di individuare e bloccare l’attivitā di padre e figlio. Ad aiutare gli agenti nella ricerca, la causale indicata nei trasferimento partiti dal conto della societā sportiva, era infatti riportato il nome e cognome del padre.
Fonte: Anti-Phishing Italia (http://www.anti-phishing.it/false-offerte-di-lavoro/2009/05/13/919#more-919)