c.m.g
24-03-2009, 08:51
martedì 24 marzo 2009
Roma - Non usa mezzi termini, l'organizzazione con base a Washington Free Press, nel descrivere le conseguenze probabili di un'estensione delle pratiche di deep packet inspection (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=tag:%22deep+packet+inspection%22) per tutta la rete: nel suo ultimo rapporto cita i R.E.M. (http://www.youtube.com/watch?v=i-WmDdXZflo&fmt=18) sostenendo che mettere il naso in ogni singolo bit scambiato on-line dagli utenti porterà inesorabilmente alla fine di Internet come la conosciamo oggi (http://www.freepress.net/files/Deep_Packet_Inspection_The_End_of_the_Internet_As_We_Know_It.pdf).
La net neutrality (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=tag:%22net+neutrality%22) va difesa a spada tratta, suggerisce Free Press, perché l'utilizzo improprio degli strumenti di analisi del traffico di rete oggi disponibili si presta a ogni genere di abusi, sia da parte degli ISP (attori primi delle pratiche di DPI) che delle aziende interessate a far fruttare una conoscenza approfondita di abitudini e contenuti insiti nelle comunicazioni telematiche in chiaro.
Free Press spiega che, grazie alla DPI, chi processa i pacchetti di dati scambiati online non si limita più (come storicamente è sempre stato) a leggere l'header di pacchetto per conoscerne l'origine e la destinazione, ma passa direttamente a indagare nel contenuto del pacchetto avendo così la possibilità di controllarne il fluire o persino bloccarne la circolazione, di propria intenzione o eterodiretta.
Non si tratta di ipotesi ma di mera realtà, come dimostra il crescente numero di allarmi (http://punto-informatico.it/2397843/PI/News/provider-sara-un-nemico-abbattere.aspx) sugli abusi della DPI, il behavioral advertising di "servizi" quali Phorm (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=phorm&t=4&o=0) e NebuAd (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=nebuad&t=4) e l'intervento illustre (http://punto-informatico.it/2574193/PI/News/berners-lee-non-spiate-rete.aspx) di Tim Berners-Lee, unanimemente considerato il creatore della tecnologia alla base del World Wide Web. Ovviamente Free Press non contesta gli utilizzi legittimi (http://www.crunchgear.com/2009/03/21/advocacy-group-claims-deep-packet-inspection-puts-free-open-internet-in-danger/) delle pratiche di DPI, tecniche che possono ad esempio rivelarsi utilissime nel contrastare la proliferazione del pedoporno online.
Ma al di là di questo l'organizzazione avverte (http://blogs.zdnet.com/BTL/?p=15022) che l'uso selvaggio delle tecnologie di sniffing più sofisticate "può cambiare Internet come la conosciamo oggi, trasformando una piattaforma aperta e innovativa in un'altra forma di media pay-per-play". "Quando un provider di rete sceglie di installare attrezzatura per il DPI - conclude Free Press - quello stesso provider si arma consapevolmente con la capacità di monitorare e monetizzare Internet in modi che minacciano di distruggere la neutralità di rete e l'essenziale natura aperta di Internet".
Alfonso Maruccia
Fopnte: Punto Informatico (http://punto-informatico.it/2583888/PI/News/fine-internet-come-conosciamo.aspx)
Roma - Non usa mezzi termini, l'organizzazione con base a Washington Free Press, nel descrivere le conseguenze probabili di un'estensione delle pratiche di deep packet inspection (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=tag:%22deep+packet+inspection%22) per tutta la rete: nel suo ultimo rapporto cita i R.E.M. (http://www.youtube.com/watch?v=i-WmDdXZflo&fmt=18) sostenendo che mettere il naso in ogni singolo bit scambiato on-line dagli utenti porterà inesorabilmente alla fine di Internet come la conosciamo oggi (http://www.freepress.net/files/Deep_Packet_Inspection_The_End_of_the_Internet_As_We_Know_It.pdf).
La net neutrality (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=tag:%22net+neutrality%22) va difesa a spada tratta, suggerisce Free Press, perché l'utilizzo improprio degli strumenti di analisi del traffico di rete oggi disponibili si presta a ogni genere di abusi, sia da parte degli ISP (attori primi delle pratiche di DPI) che delle aziende interessate a far fruttare una conoscenza approfondita di abitudini e contenuti insiti nelle comunicazioni telematiche in chiaro.
Free Press spiega che, grazie alla DPI, chi processa i pacchetti di dati scambiati online non si limita più (come storicamente è sempre stato) a leggere l'header di pacchetto per conoscerne l'origine e la destinazione, ma passa direttamente a indagare nel contenuto del pacchetto avendo così la possibilità di controllarne il fluire o persino bloccarne la circolazione, di propria intenzione o eterodiretta.
Non si tratta di ipotesi ma di mera realtà, come dimostra il crescente numero di allarmi (http://punto-informatico.it/2397843/PI/News/provider-sara-un-nemico-abbattere.aspx) sugli abusi della DPI, il behavioral advertising di "servizi" quali Phorm (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=phorm&t=4&o=0) e NebuAd (http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=nebuad&t=4) e l'intervento illustre (http://punto-informatico.it/2574193/PI/News/berners-lee-non-spiate-rete.aspx) di Tim Berners-Lee, unanimemente considerato il creatore della tecnologia alla base del World Wide Web. Ovviamente Free Press non contesta gli utilizzi legittimi (http://www.crunchgear.com/2009/03/21/advocacy-group-claims-deep-packet-inspection-puts-free-open-internet-in-danger/) delle pratiche di DPI, tecniche che possono ad esempio rivelarsi utilissime nel contrastare la proliferazione del pedoporno online.
Ma al di là di questo l'organizzazione avverte (http://blogs.zdnet.com/BTL/?p=15022) che l'uso selvaggio delle tecnologie di sniffing più sofisticate "può cambiare Internet come la conosciamo oggi, trasformando una piattaforma aperta e innovativa in un'altra forma di media pay-per-play". "Quando un provider di rete sceglie di installare attrezzatura per il DPI - conclude Free Press - quello stesso provider si arma consapevolmente con la capacità di monitorare e monetizzare Internet in modi che minacciano di distruggere la neutralità di rete e l'essenziale natura aperta di Internet".
Alfonso Maruccia
Fopnte: Punto Informatico (http://punto-informatico.it/2583888/PI/News/fine-internet-come-conosciamo.aspx)