c.m.g
18-03-2009, 07:48
mercoledì 18 marzo 2009
Roma - Pare proprio che Opera sia intenzionata a rinnovare i fasti del fu Google Web Accelerator (http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Web_Accelerator), integrando nel browser "alternativo" che ha trascinato IE (http://punto-informatico.it/2572843/PI/News/opera-un-ie-amovibile-non-ci-basta.aspx) davanti alle autorità europee una funzionalità per velocizzare il caricamento delle pagine web in locale, un vero e proprio "Turbo-mode" da impiegare prima di tutto quando non si ha a disposizione una connessione veloce sia essa (A)DSL, fibra o cavo.
Opera Turbo, spiega (http://labs.opera.com/news/2009/03/13/) Roberto Mateu sul blog aziendale, è "una tecnologia di ottimizzazione e compressione dei dati lato-server che offre miglioramenti significativi nella velocità di navigazione su connessioni con banda limitata comprimendo il traffico di rete". Grazie a tale compressione, continua Mateu, non solo si va più veloci nel web-surfing ma si risparmia anche sui costi in caso di un piano tariffario a consumo.
Attualmente implementato come codice di test assieme alla beta del prossimo Opera 10 (http://labs.opera.com/downloads/), il Turbo-mode del browser norvegese funziona con ogni tipo di connessione, ma come Mateu suggerisce e gli utenti confermano (http://engelium.netsons.org/blog/2009/03/14/opera-turbo-e-arrivato.html) dà il meglio di se solo quando la banda è tutto fuorché larga, connessioni Wi-Fi pubbliche condivise con altri utenti, reti UMTS/GPRS e via di questo passo.
Alla base di Opera Turbo c'è la tecnologia "Opera Web Optimization Proxy", che in sostanza si comporta come un vero e proprio proxy remoto processando le pagine da visualizzare nel browser attraverso i server della società europea. Il rendering del sito web rimane intatto ma i contenuti vengono compressi prima dell'invio al client con risultati, dal punto di vista visivo, che possono essere anche molto vistosi (http://lifehacker.com/5169626/operaturbo-boosts-performance-on-slower-connections) con la comparsa di artefatti nelle immagini.
Anticipando le inevitabili discussioni (http://jkontherun.com/2009/03/13/opera-turbo-speeds-desktop-browsing-but-at-what-cost/) su quanto un proxy proprietario possa influenzare la privacy della navigazione, poi, Mateu dice che il traffico compresso su protocollo SSL non viene rediretto attraverso Opera Turbo, e in ogni caso le statistiche generate dal servizio saranno utili solo come un aggregato di dati indistinti, da cui possono essere estrapolate informazioni sul servizio stesso ma non sul singolo utente e sul suo percorso di navigazione in rete.
In ultima istanza, Mateu conferma che il turbo mode fa parte integrante dei piani futuri di Opera, e dopo una prima fase di test esso verrà integrato nella versione desktop del browser; il feedback raccolto in questo periodo servirà a stabilire "come e quando spingerci in avanti con Opera Turbo".
Alfonso Maruccia
Fonte: Punto Informatico (http://punto-informatico.it/2578483/PI/News/opera-mette-turbo-alla-navigazione.aspx)
Roma - Pare proprio che Opera sia intenzionata a rinnovare i fasti del fu Google Web Accelerator (http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Web_Accelerator), integrando nel browser "alternativo" che ha trascinato IE (http://punto-informatico.it/2572843/PI/News/opera-un-ie-amovibile-non-ci-basta.aspx) davanti alle autorità europee una funzionalità per velocizzare il caricamento delle pagine web in locale, un vero e proprio "Turbo-mode" da impiegare prima di tutto quando non si ha a disposizione una connessione veloce sia essa (A)DSL, fibra o cavo.
Opera Turbo, spiega (http://labs.opera.com/news/2009/03/13/) Roberto Mateu sul blog aziendale, è "una tecnologia di ottimizzazione e compressione dei dati lato-server che offre miglioramenti significativi nella velocità di navigazione su connessioni con banda limitata comprimendo il traffico di rete". Grazie a tale compressione, continua Mateu, non solo si va più veloci nel web-surfing ma si risparmia anche sui costi in caso di un piano tariffario a consumo.
Attualmente implementato come codice di test assieme alla beta del prossimo Opera 10 (http://labs.opera.com/downloads/), il Turbo-mode del browser norvegese funziona con ogni tipo di connessione, ma come Mateu suggerisce e gli utenti confermano (http://engelium.netsons.org/blog/2009/03/14/opera-turbo-e-arrivato.html) dà il meglio di se solo quando la banda è tutto fuorché larga, connessioni Wi-Fi pubbliche condivise con altri utenti, reti UMTS/GPRS e via di questo passo.
Alla base di Opera Turbo c'è la tecnologia "Opera Web Optimization Proxy", che in sostanza si comporta come un vero e proprio proxy remoto processando le pagine da visualizzare nel browser attraverso i server della società europea. Il rendering del sito web rimane intatto ma i contenuti vengono compressi prima dell'invio al client con risultati, dal punto di vista visivo, che possono essere anche molto vistosi (http://lifehacker.com/5169626/operaturbo-boosts-performance-on-slower-connections) con la comparsa di artefatti nelle immagini.
Anticipando le inevitabili discussioni (http://jkontherun.com/2009/03/13/opera-turbo-speeds-desktop-browsing-but-at-what-cost/) su quanto un proxy proprietario possa influenzare la privacy della navigazione, poi, Mateu dice che il traffico compresso su protocollo SSL non viene rediretto attraverso Opera Turbo, e in ogni caso le statistiche generate dal servizio saranno utili solo come un aggregato di dati indistinti, da cui possono essere estrapolate informazioni sul servizio stesso ma non sul singolo utente e sul suo percorso di navigazione in rete.
In ultima istanza, Mateu conferma che il turbo mode fa parte integrante dei piani futuri di Opera, e dopo una prima fase di test esso verrà integrato nella versione desktop del browser; il feedback raccolto in questo periodo servirà a stabilire "come e quando spingerci in avanti con Opera Turbo".
Alfonso Maruccia
Fonte: Punto Informatico (http://punto-informatico.it/2578483/PI/News/opera-mette-turbo-alla-navigazione.aspx)