SuperTux
12-02-2009, 17:14
Da "LA REPUBBLICA" di sabato 31 gennaio 2009
Murdoch in Telecom incubo del Cavaliere CLAUDIO TITO TELECOM nelmirino di Sky.
Si, proprio del gruppo televisivo di Rupert Murdoch.
C HE da qualche mese ha coltivato sempre più intensamente il rapporto con Cesar Alierta, presidente della spagnola Telefonica, socio forte del gruppo italiano. Da ottobre alla fine dell`anno, raccontano i bene informati, i due - attraverso il "facilitatone" Josè Maria Aznar hanno avuto almeno due incontri per discutere l`affare. Uno a Madrid e uno a NewYork. E la base di discussione è sempre statala stessa: un ingresso graduale del magnate australiano nei telefoni italiani. Una jointventure con interessi convergenti. Per Alierta, infatti, significa porre le premesse per acquisire il controllo definitivo di Telecom e poter usufruire dei contenuti tv di Sky. Per Murdoch vuol dire entrare nel mercato televisivo spagnolo e contare sulla tecnologia del futuro:
la banda larga.
Una trattativa tanto concreta da mettere in allarme il governo italiano e il presidente del consiglio.
Silvio Beriusconi ha sempre puntato sulla «italianità» del gruppo guidato da Bernabè. Sulla sua scrivania, però, il dossier Sky-Telecom è permanentemente spalancato. Il Cavaliere vuole essere informato quotidianamente su tutte le mosse compiute dal "socio" di Madrid e dal "nemico" di Melbourne. «Voglio sapere tutto», ha intimato ai suoi collaboratori. La guerra con" ` amico Rupert" è diventata sempre più aperta. Non riguarda solo l`aumento dell`Iva, il trasloco di Fiorello davanti alle telecamere di Sky o l`ingresso nella tedesca Premiere. Il rischio spagnolo di un putsch nell`azienda di Corso d`Italia hanno provocato un vero e proprio sussulto a Palazzo Chigi.
Al punto di mettere nel conto pure un`azione per sospingere Telefonica fuori dal gruppo dicomando di Telco. Telecom, del resto, non rappresenta solo telefoni e cellulari. Ma è il futuro della televisione. Con la banda larga e non solo. L`idea, quindi, che Sky possa guadagnare una posizione privilegiata e magari di monopolio sulla rete Telecom, è per il Cavaliere come il fumo negli occhi:
«una cosa inaccettabile».
Tra le contromosse allo studio, c`è in primo luogo lo scorporo della rete. Un passo che il governo vorrebbe compiere al piùpresto.
Il pressing su Bernabè è sen- za sosta. La scorsa settimana, ad esempio, è stato avvistato proprio dalle parti di Palazzo Chigi.
Uno azione che, secondo gli uomini dell`esecutivo, dovrebbe prendere la forma di una nuova società composta da un soggetto "pubblico" come la Cassa depositi e prestiti e da tutti i "competitor" che utilizzano la rete: Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb.
Ma anche operatori televisivi: Rai e soprattutto la berlusconianissimaMediaset.
Questo strumento, spiega chi segue la vicenda per conto del premier, eviterebbe «monopoli» e renderreaccessibile il cavo a tutte le parti interessate.
Una condizione da assicurare subito, perché con le nuove tecnologie i contenuti tvpossono essere "compressi" e passare sulla linea telefonica con il cosiddetto "doppino". Il tutto in attesa della banda larga a 100 megabit che con la fibra ottica pian piano dovrebbe attraversare tutto il Paese.
Sta di fatto che Sky deve accelerare le sue mosse e per questo sta puntando su Telefonica. A partire dal 2011 l`antitrust europeo consentirà a Murdoch di "scendere" dal satellite. Un`opzione che il magnate australiano ha già deciso di attivare. Per una serie di motivi: considera quella satellitare una tecnologia `vecchia", satura e con una scarsa propensione all`interattività.
Senza contare che satelliti e parabole sono altamente deperibili e quindi costosi. L`accesso al digitale terrestre, invece, viene giudicato ormai tardivo (tant`è che l`ingresso in Telecom consentirebbe di compensare in parte questo ritardo attraverso il digitale terrestre di La7). L`unica scelta, dunque, al momento è il cavo.
Ma è una scelta che Berlusconi vuole contrastare ad ogni costo.
Per difendere l`«italianità» di Telecom e mantenere l`attuale equilibrio televisivo. Basti pensare che tra gli argomenti del Cavaliere spiccala considerazione è che in nessun paese europeo esiste un soggetto televisivo prevalente che non sia "nazionale" (come lo sono Rai e Mediaset) o perlomeno "comunitario". Unabattaglia che rischia di investire gli attuali assetti di Tele com, una resa dei conti con Telefonica. Gli uomini del premier hanno iniziato a far di conto per capire con chi e come sostituire, in caso di necessità, la quota di Telefonica.
Tenendo presente che da tempo pure la famiglia Benetton ha fatto sapere di voler uscire dal business dei telefoni. I riflettori di B erlusconi sono allora puntati su Mediobanca e Generali. E c`è anche chi ipotizza un cambio della guardia ai vertici aziendali. I rapporti, ad esempio, tra Palazzo Chigi e Francesco Caio, il superconsulente del governo che si sta occupando proprio del dossier sulla banda larga, si stanno facendo sempre più stretti. Cosicome i contatti tra il premier e Stefano Parisi sono da sempre intensissimi.
Tant`è che l`ad di Fastweb (azienda che già conta su una rete in fibra ottica) viene indicato come il possibile amministratore della futura "rete scorporata".
Fonte: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=34647259
Murdoch in Telecom incubo del Cavaliere CLAUDIO TITO TELECOM nelmirino di Sky.
Si, proprio del gruppo televisivo di Rupert Murdoch.
C HE da qualche mese ha coltivato sempre più intensamente il rapporto con Cesar Alierta, presidente della spagnola Telefonica, socio forte del gruppo italiano. Da ottobre alla fine dell`anno, raccontano i bene informati, i due - attraverso il "facilitatone" Josè Maria Aznar hanno avuto almeno due incontri per discutere l`affare. Uno a Madrid e uno a NewYork. E la base di discussione è sempre statala stessa: un ingresso graduale del magnate australiano nei telefoni italiani. Una jointventure con interessi convergenti. Per Alierta, infatti, significa porre le premesse per acquisire il controllo definitivo di Telecom e poter usufruire dei contenuti tv di Sky. Per Murdoch vuol dire entrare nel mercato televisivo spagnolo e contare sulla tecnologia del futuro:
la banda larga.
Una trattativa tanto concreta da mettere in allarme il governo italiano e il presidente del consiglio.
Silvio Beriusconi ha sempre puntato sulla «italianità» del gruppo guidato da Bernabè. Sulla sua scrivania, però, il dossier Sky-Telecom è permanentemente spalancato. Il Cavaliere vuole essere informato quotidianamente su tutte le mosse compiute dal "socio" di Madrid e dal "nemico" di Melbourne. «Voglio sapere tutto», ha intimato ai suoi collaboratori. La guerra con" ` amico Rupert" è diventata sempre più aperta. Non riguarda solo l`aumento dell`Iva, il trasloco di Fiorello davanti alle telecamere di Sky o l`ingresso nella tedesca Premiere. Il rischio spagnolo di un putsch nell`azienda di Corso d`Italia hanno provocato un vero e proprio sussulto a Palazzo Chigi.
Al punto di mettere nel conto pure un`azione per sospingere Telefonica fuori dal gruppo dicomando di Telco. Telecom, del resto, non rappresenta solo telefoni e cellulari. Ma è il futuro della televisione. Con la banda larga e non solo. L`idea, quindi, che Sky possa guadagnare una posizione privilegiata e magari di monopolio sulla rete Telecom, è per il Cavaliere come il fumo negli occhi:
«una cosa inaccettabile».
Tra le contromosse allo studio, c`è in primo luogo lo scorporo della rete. Un passo che il governo vorrebbe compiere al piùpresto.
Il pressing su Bernabè è sen- za sosta. La scorsa settimana, ad esempio, è stato avvistato proprio dalle parti di Palazzo Chigi.
Uno azione che, secondo gli uomini dell`esecutivo, dovrebbe prendere la forma di una nuova società composta da un soggetto "pubblico" come la Cassa depositi e prestiti e da tutti i "competitor" che utilizzano la rete: Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb.
Ma anche operatori televisivi: Rai e soprattutto la berlusconianissimaMediaset.
Questo strumento, spiega chi segue la vicenda per conto del premier, eviterebbe «monopoli» e renderreaccessibile il cavo a tutte le parti interessate.
Una condizione da assicurare subito, perché con le nuove tecnologie i contenuti tvpossono essere "compressi" e passare sulla linea telefonica con il cosiddetto "doppino". Il tutto in attesa della banda larga a 100 megabit che con la fibra ottica pian piano dovrebbe attraversare tutto il Paese.
Sta di fatto che Sky deve accelerare le sue mosse e per questo sta puntando su Telefonica. A partire dal 2011 l`antitrust europeo consentirà a Murdoch di "scendere" dal satellite. Un`opzione che il magnate australiano ha già deciso di attivare. Per una serie di motivi: considera quella satellitare una tecnologia `vecchia", satura e con una scarsa propensione all`interattività.
Senza contare che satelliti e parabole sono altamente deperibili e quindi costosi. L`accesso al digitale terrestre, invece, viene giudicato ormai tardivo (tant`è che l`ingresso in Telecom consentirebbe di compensare in parte questo ritardo attraverso il digitale terrestre di La7). L`unica scelta, dunque, al momento è il cavo.
Ma è una scelta che Berlusconi vuole contrastare ad ogni costo.
Per difendere l`«italianità» di Telecom e mantenere l`attuale equilibrio televisivo. Basti pensare che tra gli argomenti del Cavaliere spiccala considerazione è che in nessun paese europeo esiste un soggetto televisivo prevalente che non sia "nazionale" (come lo sono Rai e Mediaset) o perlomeno "comunitario". Unabattaglia che rischia di investire gli attuali assetti di Tele com, una resa dei conti con Telefonica. Gli uomini del premier hanno iniziato a far di conto per capire con chi e come sostituire, in caso di necessità, la quota di Telefonica.
Tenendo presente che da tempo pure la famiglia Benetton ha fatto sapere di voler uscire dal business dei telefoni. I riflettori di B erlusconi sono allora puntati su Mediobanca e Generali. E c`è anche chi ipotizza un cambio della guardia ai vertici aziendali. I rapporti, ad esempio, tra Palazzo Chigi e Francesco Caio, il superconsulente del governo che si sta occupando proprio del dossier sulla banda larga, si stanno facendo sempre più stretti. Cosicome i contatti tra il premier e Stefano Parisi sono da sempre intensissimi.
Tant`è che l`ad di Fastweb (azienda che già conta su una rete in fibra ottica) viene indicato come il possibile amministratore della futura "rete scorporata".
Fonte: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=34647259