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View Full Version : Musica elettronica: una analisi su Knol


astral
28-01-2009, 11:45
Mi rivolgo agli appassionati che non hanno dimenticato quale importanza rivestisse la musica elettronica in Italia anche solo fino a pochi anni fa.

E mi rivolgo inoltre a coloro che, o non hanno vissuto quel periodo, o volessero saperne di piu' su questo complesso genere musicale.

Ho scritto su Knol una analisi riguardante l'evoluzione della musica elettronica

http://knol.google.com/k/marco-lenci/musica-elettronica-un-viaggio-tra/ek5c1174f54s/1#

che considera in una prospettiva unitaria i suoi sottogeneri principali.

HyperOverclock
30-01-2009, 11:45
Complimenti!

Un primo augurio e’ che l’odierna anomalia italiana termini e che, attraverso il rientro in un contesto musicale europeo, l’elettronica, autoctona o estera che sia, torni a riaffacciarsi nel nostro mercato discografico generalista.
L’altra speranza, ancor piu’ sentita, e’ che l’Italia, memore di numerosi successi di livello internazionale, possa ritrovare quel ruolo da protagonista sulla scena della musica di sintesi che latita da tanto, troppo tempo.

E' anche il mio augurio più grande.... Comunque, almeno nella trance qualcosina si sta smuovendo rispetto agli anni passati! Vediamo un pò!


Ottimo articolo!!;)

astral
02-02-2009, 09:35
Complimenti!

Un primo augurio e’ che l’odierna anomalia italiana termini e che, attraverso il rientro in un contesto musicale europeo, l’elettronica, autoctona o estera che sia, torni a riaffacciarsi nel nostro mercato discografico generalista.
L’altra speranza, ancor piu’ sentita, e’ che l’Italia, memore di numerosi successi di livello internazionale, possa ritrovare quel ruolo da protagonista sulla scena della musica di sintesi che latita da tanto, troppo tempo.

E' anche il mio augurio più grande.... Comunque, almeno nella trance qualcosina si sta smuovendo rispetto agli anni passati! Vediamo un pò!


Ottimo articolo!!;)

Grazie.

Io pero' non sono cosi' ottimista circa il futuro. Posta la fondamentale distinzione tra Italia e resto d'Europa, all'estero Giuseppe Ottaviani vede ormai il suo nome accanto a quello di Paul Van Dyk nelle principali compilation, mentre nel nostro paese quella parte di pubblico generalista convinta di seguire la musica elettronica - o meglio quello che viene offerto da noi, ossia pop-house - ignora chi sia e, con ogni probabilita', non avra' mai neanche sentito nominare Tiesto o Van Buuren.

E come biasimarli se, tra le canzoni trasmesse ad alta rotazione non c'e' neache per sbaglio una canzone, non dico di trance, ma neppure di musica dance?

Ed intanto, a fronte di aumenti di vendite di dischi di pop e rock in vinile che ormai ricompaiono nelle grandi catene, in Italia i negozi per dj con materiale import chiudono.

Da dove nasce il tuo ottimismo?

jenni
02-02-2009, 10:29
ho appena sostenuto un esame sulla musica elettronica...posso assicurare che il tema è ancora molto attuale...

MZpowaa
02-02-2009, 10:34
Ciao, articolo interessante e condivisibile.:)

Purtroppo come dici tu abbiamo assistito alla totale ghettizzazione della musica di questo tipo a partire da qualche anno... Se la nascita di m2o poteva rappresentare qualcosa di positivo per chi ama questo genere, è stata l'occasione per eliminare dai palinsesti delle radio commerciali (vedi radio Deejay;) ) quel poco che era rimasto, tagliando fuori la grande massa da questo genere.
Protezionismo è la parola più esatta secondo me e infatti come dici tu risale già al periodo 98-99, quando qui da noi c'è stato un boom della dance commerciale (in rotazione spinta sulle radio), mentre nello stesso periodo all'estero si stava assistendo al boom enorme della Trance. Probabilmente non c'era spazio anche per quel genere, non saprei, comunque un'occasione persa per tutti.

E' vero, ricordo anch'io quando c'era MTV Europe:cry: Mi sono reso conto che anche qualcosa di diverso esisteva vedendo il video di Madonna, remixata dagli Above & Beyond :cry:


Quanto all'ottimismo, negli ultimi due anni grazie a m2o qualcosa si è mosso... specie per la trance, anche se siamo terribilmente in ritardo per farlo diventare un fenomeno culturale come lo è stato in passato nel resto del mondo.
Positvo in tutto questo è che è stata tagliata fuori certa dance commerciale fatta con i piedi, che andava tanto a partire dal 2003-2004. Quello è stato un errore delle etichette, che stampavano praticamente ogni porcheria che gli arrivava sotto tiro (anche perché spesso queste porcherie arrivavano da nomi illustri...), ed è un errore che pagano ancora oggi. Purtroppo oggi i giovani produttori che "pretenderebbero" di produrre un disco di dance commerciale si ispirano spesso a quel periodo nefasto...

Un po' la colpa va anche al p2p... ovviamente è un fenomeno che investe tutti i generi musicali, ma tra tutti i generi quello che vende sicuramente meno in termini di numeri è l'elettronica. E se le case discografiche oggi decidono di investire su qualcosa, investono su quello che probabilmente gli genera maggiori incassi.. quindi pop, rock, emo-band:stordita: eccetera, e crudelmente l'elettronica è stata tagliata fuori, perché antieconomica:(

astral
03-02-2009, 10:45
Ciao, articolo interessante e condivisibile.:)

Purtroppo come dici tu abbiamo assistito alla totale ghettizzazione della musica di questo tipo a partire da qualche anno... Se la nascita di m2o poteva rappresentare qualcosa di positivo per chi ama questo genere, è stata l'occasione per eliminare dai palinsesti delle radio commerciali (vedi radio Deejay;) ) quel poco che era rimasto, tagliando fuori la grande massa da questo genere.

Esatto, la nascita di m2o ha significato la definitiva ghettizzazione della musica elettronica, letteralmente espulsa dalle radio generaliste come quella Radio Dj che, sulla dance, aveva costruito molta della propria fortuna.

Su questo forum si parla anche di Radio Italia Network, il cui successo era nato proprio grazie all'aver saputo intercettare quella parte di pubblico che non apprezzava la svolta pop di Radio Dj e che amava la musica elettronica. Ed infatti Radio Italia Network aveva programmi che, in orari normali (mattina, pomeriggio) spaziavano su dance, techno, trance.

Con il passaggio a "Rin", ai format parlati, ai presentatori pseudo personaggi televisivi ed alla musica pop la probabile pensata era stata quella di allargare la propria base di pubblico.

Ma perche' ascoltare una copia di Radio Dj se si poteva ascoltare l'originale?

Il vecchio pubblico, inoltre, ha abbandonato la radio che si era uniformata alla musica pop ed alla fine la genialata per aumentare l'audience ha fatto fallire la radio.


Protezionismo è la parola più esatta secondo me e infatti come dici tu risale già al periodo 98-99, quando qui da noi c'è stato un boom della dance commerciale (in rotazione spinta sulle radio), mentre nello stesso periodo all'estero si stava assistendo al boom enorme della Trance. Probabilmente non c'era spazio anche per quel genere, non saprei, comunque un'occasione persa per tutti.

Lo spazio c'era, mancava la volonta'.

E' vero, ricordo anch'io quando c'era MTV Europe:cry: Mi sono reso conto che anche qualcosa di diverso esisteva vedendo il video di Madonna, remixata dagli Above & Beyond :cry:

E non solo, nei primi anni '90 l'elettronica aveva un peso davvero rilevante nei palinsesti, a differenza di quanto avviene oggi.

Questo nel nostro paese, visto che all'estero le cose stanno molto diversamente.

Un esempio significativo. Diverso tempo fa, una domenica mattina, mi capito' di ascoltare dal satellite questa canzone

http://it.youtube.com/watch?v=GsjXzlF6c5k

trasmessa in un programma sulla Zdf (l'equivalente tedesco di Rai Uno).

Una canzone dance perfetta, orecchiabile, con una melodia che cattura al primo ascolto, ballabile e soprattutto, trasmessa in un programma - sulla principale rete pubblica tedesca! - dedicato alle famiglie, con un pubblico composto anche da bambini ed anziani, tutti a divertirsi spensieratamente ascoltando musica elettronica di domenica mattina. (il programma, peraltro, l'ho ritrovato ed era questo
http://it.youtube.com/watch?v=9V1BfV0YJm8& ).

Che io sappia questa canzone, con tutte le carte in regola per sfondare, non l'ho mai sentita nel nostro paese.

Questa e' la differenza tra l'Italia ed il resto d'Europa. All'estero l'elettronica, come e' ovvio che sia, rappresenta un genere musicale trattato alla stregua degli altri, con un suo pubblico, un suo mercato, una dignita' artistica che non ha certo bisogno di essere provata. Ed infatti la produzione di elettronica di tutti i tipi va a gonfie vele in Germania.

In Italia non solo non si produce piu' quella musica che era in grado di scalare le classifiche di mezzo mondo (ben piu' che il Ramazzotti di turno e con colpevole silenzio da parte degli organi di stampa generalisti) ma le radio e le televisioni non fanno neanche piu' arrivare, pop-house a parte, quella techno, quella dance e soprattutto quella trance che all'estero domina le classifiche.

E cosi' il pubblico generalista, che pero' alla fine e' quello che crea il mercato, viene strumentalmente convinto che magari la dance non e' piu' prodotta e che esiste solo un certo tipo di house e viene tenuto all'oscuro dell'esistenza della trance, ormai vera e propria alternativa mainstream alla house. Sulla techno poi e' meglio sorvolare.


[QUOTE=MZpowaa;26116157]Quanto all'ottimismo, negli ultimi due anni grazie a m2o qualcosa si è mosso... specie per la trance, anche se siamo terribilmente in ritardo per farlo diventare un fenomeno culturale come lo è stato in passato nel resto del mondo.

Io non credo che, considerando l'importanza di livello mainstream che ha acquisito all'estero, un'oretta di trance alle nove di sera in giorni lavorativi ed un paio d'ore di Van Buuren/Tiesto una volta alla settimana sia da considerare un inizio.

Piu' che in ritardo direi che non ci siamo proprio: e' un contentino che ha il sapore della presa in giro.


Positvo in tutto questo è che è stata tagliata fuori certa dance commerciale fatta con i piedi, che andava tanto a partire dal 2003-2004. Quello è stato un errore delle etichette, che stampavano praticamente ogni porcheria che gli arrivava sotto tiro (anche perché spesso queste porcherie arrivavano da nomi illustri...), ed è un errore che pagano ancora oggi. Purtroppo oggi i giovani produttori che "pretenderebbero" di produrre un disco di dance commerciale si ispirano spesso a quel periodo nefasto...

Non sono assolutamente d'accordo. Nessuno, a priori, si puo' arrogare il diritto di giudicare un genere musicale. Ed allo stesso modo nessuno dovrebbe poter decidere a priori cosa il pubblico debba o meno ascoltare, quale sia la musica piu' "adatta" su non si sa quali basi di ragionamento.

La dance no, la trance neanche, la techno non ne parliamo, la house si' ma senza esagerare... ma stiamo scherzando?

In un contesto europeo, la musica elettronica dovrebbe arrivare tutta nel nostro paese: sta poi al pubblico, una volta aver ascoltato, decidere. Solo al pubblico, non ad altri che presumono di interpretare il pensiero o i desideri altrui.


Un po' la colpa va anche al p2p... ovviamente è un fenomeno che investe tutti i generi musicali, ma tra tutti i generi quello che vende sicuramente meno in termini di numeri è l'elettronica. E se le case discografiche oggi decidono di investire su qualcosa, investono su quello che probabilmente gli genera maggiori incassi.. quindi pop, rock, emo-band:stordita: eccetera, e crudelmente l'elettronica è stata tagliata fuori, perché antieconomica:(

Questo e' un circolo vizioso dell'attualita', infatti a meta' degli anni 90 l'elettronica era trasmessa, era presente nelle classifiche generaliste e veniva poi comprata.

Ovvio che se un genere non lo trasmetti il pubblico non lo conosce e quindi non lo compra (ed alla fine neanche si acquistano piu' i diritti per l'Italia).

Troppo semplicistico poi addossare sempre ogni colpa al disco masterizzato sulla bancarella o ad internet.

In Germania o nel resto d'Europa l'elettronica viene prodotta e venduta anche se non manca loro la possibilita' di scaricarsela (e con linee adsl migliori delle nostre).

E' ora di spezzare questo circolo vizioso che ha portato alla scomparsa dell'elettronica dal nostro paese. E per farlo basterebbe ricordarsi del passato recente o, al limite, sarebbe sufficiente che coloro che prendono le famigerate decisioni discografiche che decidono le sorti di un genere, rinunciassero al loro comodo provincialismo, tanto foriero di privilegi quanto anacronistico e mettessero il naso fuori dall'Italia.

Uno sguardo alle classifiche di vendita, non certo la sensibilita' musicale, potrebbe convincerli a cambiare idea.

astral
03-02-2009, 10:46
ho appena sostenuto un esame sulla musica elettronica...posso assicurare che il tema è ancora molto attuale...

Infatti si vede da quanto venga trasmessa su radio e televisioni.