c.m.g
03-07-2008, 15:45
03 Luglio 2008 ore 12:12 di: Giacomo Dotta
http://www.webnews.it/img/news/news_58889ed0b0704f70.png
800 lettere sono in partenza, altre centinaia sono in preparazione: la BPI ha trovato la collaborazione degli ISP inglesi ed ora tramite la Virgin Media sta inviando missive minacciose a coloro i quali scaricano musica illegalmente dal web
Ancora una volta, l'ennesima volta: nella disputa tra case discografiche e utenti in tema di file sharing inevitabilmente v'è la posizione contrastata degli ISP i quali, perennemente tra incudine e martello, debbono rispondere agli uni senza contrastare gli altri. La nuova puntata giunge dal Regno Unito, ove in queste ore (come preannunciato (http://www.webnews.it/news/leggi/8533/lettere-di-avvertimento-contro-la-pirateria/)) stanno partendo centinaia di lettere destinate agli utenti scoperti in fase di download da canali P2P.
L'iniziativa giunge (http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7486743.stm) dalla BPI, gruppo rappresentante le case discografiche inglesi, e coinvolge teoricamente tutti gli ISP d'oltremanica. In realtà le conferme sono al momento poche: ufficiale l'impegno Virgin Media, assodata la partecipazione British Telecom, unico diniego ufficiale al momento è quello di Carphone Warehouse. 800 lettere sarebbero già partite, altre migliaia sarebbero in partenza. Quello che ha chiesto la BPI è una sorta di manovra a tre fasi (strategia organica comunque negata dalla Virgin): un primo monito scritto per ricordare che l'uso di strumenti di file sharing può costituire reato, un secondo avviso per ribadire il fatto di aver monitorato la connessione e di aver riscontrato usi illeciti, quindi la disconnessione coatta e l'impossibilità conseguente di accedere alla rete.
Per Virgin Media, il primo gruppo a partecipare all'iniziativa, il tutto non sembra però restituire buoni risultati: la clientela si è subito lamentata della posizione dell'ISP in quanto si sente minacciata da un'azienda a cui viene versato del danaro e dalla quale si intende essere protetti. Da parte degli ISP si sta sviluppando una duplice strategia difensiva: innanzitutto si smuiscono i numeri, valutando come «una goccia nel mare» le centinaia di lettere in preparazione (si stima come poco più del 60% degli utenti della rete abbiano già scaricato materiale illegale); inoltre BPI e ISP parlano di "educazione", di una mossa volta a non cercare uno scontro legale con gli utenti ma comunque utile a sviare dalla cattiva strada.
Secondo PcWorld (http://www.pcworld.com/article/146785/virgin_music_campaigns_against_illegal_filesharing.html) l'iniziativa è destinata a durare due mesi, una sorta di "beta" prima di valutare il feedback e gli effetti delle lettere inviate. «L'educazione è assolutamente la chiave per ridurre l'estensione del fenomeno del download illegale. Noi crediamo che le nuove partnership (http://www.bpi.co.uk/index.asp?Page=piracy/content_file_329.shtml) con gli ISP possano aiutare a costruire una rete in cui la musica è tenuta in giusta considerazione. Questa collaborazione con Virgin Media è il primo passo per raggiungere l'obiettivo», parola di Geoff Taylor, executive BPI. L'associazione ritiene (http://www.bpi.co.uk/news/press/news_content_file_1142.shtml) che sia questa la strada ideale per giungere ad una battaglia più serrata contro la pirateria, e per certi versi il tutto appare come un ritorno al passato dopo che le battaglie legali (lunghe e incerte) non hanno nel tempo restituito risultati concreti ai detentori dei diritti.
Fonte: WebNews (http://www.webnews.it/news/leggi/8724/caro-pirata-ti-scrivo/)
http://www.webnews.it/img/news/news_58889ed0b0704f70.png
800 lettere sono in partenza, altre centinaia sono in preparazione: la BPI ha trovato la collaborazione degli ISP inglesi ed ora tramite la Virgin Media sta inviando missive minacciose a coloro i quali scaricano musica illegalmente dal web
Ancora una volta, l'ennesima volta: nella disputa tra case discografiche e utenti in tema di file sharing inevitabilmente v'è la posizione contrastata degli ISP i quali, perennemente tra incudine e martello, debbono rispondere agli uni senza contrastare gli altri. La nuova puntata giunge dal Regno Unito, ove in queste ore (come preannunciato (http://www.webnews.it/news/leggi/8533/lettere-di-avvertimento-contro-la-pirateria/)) stanno partendo centinaia di lettere destinate agli utenti scoperti in fase di download da canali P2P.
L'iniziativa giunge (http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7486743.stm) dalla BPI, gruppo rappresentante le case discografiche inglesi, e coinvolge teoricamente tutti gli ISP d'oltremanica. In realtà le conferme sono al momento poche: ufficiale l'impegno Virgin Media, assodata la partecipazione British Telecom, unico diniego ufficiale al momento è quello di Carphone Warehouse. 800 lettere sarebbero già partite, altre migliaia sarebbero in partenza. Quello che ha chiesto la BPI è una sorta di manovra a tre fasi (strategia organica comunque negata dalla Virgin): un primo monito scritto per ricordare che l'uso di strumenti di file sharing può costituire reato, un secondo avviso per ribadire il fatto di aver monitorato la connessione e di aver riscontrato usi illeciti, quindi la disconnessione coatta e l'impossibilità conseguente di accedere alla rete.
Per Virgin Media, il primo gruppo a partecipare all'iniziativa, il tutto non sembra però restituire buoni risultati: la clientela si è subito lamentata della posizione dell'ISP in quanto si sente minacciata da un'azienda a cui viene versato del danaro e dalla quale si intende essere protetti. Da parte degli ISP si sta sviluppando una duplice strategia difensiva: innanzitutto si smuiscono i numeri, valutando come «una goccia nel mare» le centinaia di lettere in preparazione (si stima come poco più del 60% degli utenti della rete abbiano già scaricato materiale illegale); inoltre BPI e ISP parlano di "educazione", di una mossa volta a non cercare uno scontro legale con gli utenti ma comunque utile a sviare dalla cattiva strada.
Secondo PcWorld (http://www.pcworld.com/article/146785/virgin_music_campaigns_against_illegal_filesharing.html) l'iniziativa è destinata a durare due mesi, una sorta di "beta" prima di valutare il feedback e gli effetti delle lettere inviate. «L'educazione è assolutamente la chiave per ridurre l'estensione del fenomeno del download illegale. Noi crediamo che le nuove partnership (http://www.bpi.co.uk/index.asp?Page=piracy/content_file_329.shtml) con gli ISP possano aiutare a costruire una rete in cui la musica è tenuta in giusta considerazione. Questa collaborazione con Virgin Media è il primo passo per raggiungere l'obiettivo», parola di Geoff Taylor, executive BPI. L'associazione ritiene (http://www.bpi.co.uk/news/press/news_content_file_1142.shtml) che sia questa la strada ideale per giungere ad una battaglia più serrata contro la pirateria, e per certi versi il tutto appare come un ritorno al passato dopo che le battaglie legali (lunghe e incerte) non hanno nel tempo restituito risultati concreti ai detentori dei diritti.
Fonte: WebNews (http://www.webnews.it/news/leggi/8724/caro-pirata-ti-scrivo/)