View Full Version : In Italia SALARI inferiori del 20% rispetto alla media Ocse
Mailandre
02-07-2008, 15:55
In Italia salari inferiori del 20% rispetto alla media Ocse
In Italia i salari sono inferiori di quasi il 20% alla media Ocse. E il divario si allarga se si parla di potere d'acquisto (-22%). Questo è il quadro emerso nell'Outlook sull'Occupazione dell'Ocse (l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce i paesi più sviluppati). Altri dati poco lusinghieri sono quello sull'occupazione femminile (ai livelli più bassi tra i paesi Ocse) e dei giovani che nel nostro Paese hanno forti difficoltà ad accedere al mondo del lavoro. Positivo invece il dato sulle ore lavorate. Nel 2007 gli italiani hanno lavorato in media 1.824 ore, 10 in più del 2006 (media Ocse 1.794).
In base ai dati pubblicati dall'Ocse, il salario medio loro annuo in Italia nel 2006 è stato pari a 31.995 dollari, inferiore del 19,5% rispetto ai 39.743 dollari che costituiscono la media Ocse, ma sotto anche la media dell'Europa (37.516 dollari), della Ue-15 (38.759) e anche della Ue-19 (36.706). Se poi si considera il livello dei salari in termini di potere di acquisto, il dato italiano scende a 29.844 dollari, il 22% in meno rispetto ai 38.252 dollari della media Ocse e 34.322 della media europea. I salari medi reali, secondo i calcoli dell'Organizzazione, sono diminuiti dello 0,2% nel 2006 (+1,1% media Ocse), dopo essere aumentati dello 0,8% nel periodo 1995-2000. Nel 2007 per le retribuzioni medie reali del settore business è emerso invece un aumento dello 0,2% dopo -0,5% nel 2006. Le proiezioni danno un incremento dello 0,5% per il 2008 e dello 0,7% per il 2009.
L'Ocse prevede per quest'anno una crescita della disoccupazione, in parallelo con il rallentamento dell'economia. «Il trend declinante della disoccupazione osservato negli ultimi anni - afferma l'Organizzazione nell'outlook sull'occupazione - é destinato ad invertirsi nel 2008, con il numero di disoccupati nell'aerea Ocse stimato in aumento di 1 milione di persone per quest'anno e di altri 2 milioni nel 2009». In particolare, nei paesi Ocse, il numero di disoccupati é atteso in crescita a 32,9 milioni per quest'anno e 34,8 milioni nel 2009, dai 31,9 milioni del 2007. La disoccupazione italiana, segnala ancora l'Ocse, dopo essere diminuita dal 6,8% del 2006 al 6,1% dello scorso anno è stimata in aumento al 6,2% quest'anno e al 6,5% nel 2009, contro una media per gli altri Paesi industrializzati del 5,7% quest'anno e del 6% il prossimo. Il tasso di occupazione complessivo è salito al 58,7% nel 2007 dal 58,4% del 2006, ma il dato nasconde forti disparità tra i due sessi: per gli uomini si sale al 70,7%, per le donne si scende al 46,6%, assai lontano dal 57,4% che costituisce la media dei Paesi aderenti all'Ocse e dal 59,1% dalla Ue-15. Il divario italiano è uno dei più ampi nell'intera aerea, stigmatizza il rapporto: è infatti il quinto su 30 Paesi. Solo Turchia, Messico, Grecia e Corea fanno peggio.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/07/ocse-salari-italia.shtml?uuid=deadbc64-4817-11dd-bace-5577a4a87901&DocRulesView=Libero
draghi hadetto che gli italiani devono fare ancora + sacrifici :O
.. e brunetta che aumenterà gli stipendi del 1.7% come da programma :O
Mailandre
02-07-2008, 16:26
Tremonti, impegno sui salari Ironia su Draghi: si è convertito
Prima dell'estate il Governo formalizzerà un impegno in favore dei redditi delle famiglie e dei pensionati. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante l'audizione sul Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) davanti alle commissione Bilancio di Camera e Senato. «Se c'è sviluppo e ricchezza da distribuire questa va distribuita in termini fiscali a favore dei redditi da lavoro dipendente, delle pensioni e della famiglia - ha detto Tremonti -. È un impegno che pensiamo di formalizzare e prendere prima dell'estate».
La conversione di Draghi e il nodo speculazione. Tremonti non ha risparmiata una frecciata al governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, intervenuto ieri all'Aspen Institute con un discorso nel quale ha registrato l'erosione dei salari e la situazione critica per i risparmi degli italiani. «Nel 2007 la Banca d'Italia diceva che la crisi finanziaria globale era solo un turbamento, ancora nella relazione la considerava quasi superata e priva di un impatto sull'economia reale». Oggi, ha rilevato il ministro, comincia a considerarla. «Prendiamo atto della conversione di illustri personaggi sulle nostre. Sappiamo bene che i redditi sono oggetto di una erosione, ma sappiamo anche che questo dipende dalla speculazione e non lo abbiamo ancora sentito». Tremonti ha anche dichiarato: «Chiederemo in Europa l'applicazione dell'articolo 81 del trattato di Roma: è l'articolo che riguarda le manipolazioni di mercato, che abbiamo ragione di tenere che si applichi anche ad operatori che non sono dentro il perimetro europeo».
Robin Tax, vietato scaricarla sui consumatori. Il ministro ha anche puntualizzato che i costi della Robin Tax non dovranno essere scaricati da banche, assicurazioni e compagnie petrolifere sui consumatori, pena «un ulteriore appesantimento fiscale». La stretta, infatti, ha riguardato «settori in grado di assorbire in modo non problematico un'imposta che è una riduzione relativa dei profitti. Mi pare che i settori l'abbiano assorbita, pur con dialettiche, con responsabilità nazionale. Tutti quei soldi sono andatia finanziare il sociale, altrimenti avremmo dovuto ridurlo».
Crescita zero, difficoltà copertura da taglio Ires. Sul fronte della crescita, come noto, si va verso lo zero, ma in più ci sono delle «criticità di copertura» sulla riforma fiscale «fatte dal precedente governo in favore delle imprese» riducendo l'Ires dal 33 al 27,5 per cento. Tra le criticità anche la possibile «sentenza della Corte Costituzionale sulla deducibilità dell'Irap dall' Ires».
La crisi più grave dal Dopoguerra. Tremonti ha poi spiegato che le coordinate economiche del Dpef sono state sviluppate sotto il vincolo della grave crisi economica in atto in Italia e nel mondo. Negli anni passati siamo stati accusati di non essere pro mercato, adesso molti si interrogano sui limiti del mercato». Nell'estate del 2007 - ha aggiunto - qualcuno aveva parlato di una crisi soltanto finanziaria, senza effetti sull'economia reale. Adesso si scopre che è la crisi più grave dal Dopoguerra con effetti non limitati al solo campo finanziario, ma estesi anche alla vita della gente. Io ho i titoli per discutere di questo, altri non hanno i titoli morali perché hanno concorso a creare il male che sta arrivando».
Bersani (Pd) attacca: «Manovra regressiva». Il ministro "ombra" dell'Economia, Pierluigi Bersani, ha espresso la «profonda irritazione dell'opposizione per il meccanismo di discussione» della manovra che a suo giudizio è inoltre un provvedimento «regressivo». Bersani è intervenuto subito dopo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato impegnate nell'esame del Dpef. «È vergognoso - ha incalzato Bersani - ci avete messo 9 minuti ad approvarla, 9 giorni a scriverla e non so quante ore prevedete per la discussione in Parlamento». Poi Bersani chiede: «Come fa a non essere regressiva questa manovra con l'inflazione programmata all'1,7% e senza interventi su salari e pensioni?».
La replica del ministro. L'inflazione programmata indicata nel Dpef all' 1,7% «è un numero che ci sembrava coerente con le strutture del sistema ma sappiamo bene che quel numero non rispetta la realtà», ha replicato Tremonti. Quanto ai conti pubblici il titolare di via Venti Settembre ha ribadito che il governo Prodi non ha avviato un vero risanamento strutturale.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/07/Tremonti-Dpef-audizione.shtml
P.s. Detta così , e sentita nei TG , sembra che il "SE" sia "C'E'" ,... è bravo a vendere il prodotto che non c'è , non c'è nulla da dire!!
Bene, gli imprenditori fuggiranno dalla Romania per impiantare le fabbriche qui.
Mailandre
02-07-2008, 16:34
draghi hadetto che gli italiani devono fare ancora + sacrifici :O
.. e brunetta che aumenterà gli stipendi del 1.7% come da programma :O
Contro ordine compagni!!! :D
SALARI: BIGGERI (ISTAT), A INIZIO 2008 AUMENTATI DEL 4,3%
(ASCA) - Roma, 2 lug - Dinamica salariale in aumento ad inizio 2008, anche grazie al rinnovo di alcuni contratti di lavoro. Lo ha detto il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri, nell'ambito dell'audizione alla Camera sul Dpef 2009-2013.
Le retribuzioni per unita' di lavoro, ha precisato, sono aumentate ''in termini tendenziali'' del 4,3%. L'incremento e' stato piu' marcato nei settori di credito e assicurazioni (+6,6%) e dell'industria in senso stretto (+5,6%) ma e' risultato dell'ordine del 4% anche nelle costruzioni e nell'aggregato comprendente commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni.
http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=765261&canale=ORA&articolo=SALARI:%20BIGGERI%20(ISTAT),%20A%20INIZIO%202008%20AUMENTATI%20DEL%204,3%
P.s. Questi dell'ISTAT , a volte, me li sento dentro il colon-retto .... :uh:
Sinclair63
02-07-2008, 20:06
Contro ordine compagni!!! :D
SALARI: BIGGERI (ISTAT), A INIZIO 2008 AUMENTATI DEL 4,3%
(ASCA) - Roma, 2 lug - Dinamica salariale in aumento ad inizio 2008, anche grazie al rinnovo di alcuni contratti di lavoro. Lo ha detto il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri, nell'ambito dell'audizione alla Camera sul Dpef 2009-2013.
Le retribuzioni per unita' di lavoro, ha precisato, sono aumentate ''in termini tendenziali'' del 4,3%. L'incremento e' stato piu' marcato nei settori di credito e assicurazioni (+6,6%) e dell'industria in senso stretto (+5,6%) ma e' risultato dell'ordine del 4% anche nelle costruzioni e nell'aggregato comprendente commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni.
http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=765261&canale=ORA&articolo=SALARI:%20BIGGERI%20(ISTAT),%20A%20INIZIO%202008%20AUMENTATI%20DEL%204,3%
P.s. Questi dell'ISTAT , a volte, me li sento dentro il colon-retto .... :uh:
Comè la storia del pollo? :stordita:
svarionman
02-07-2008, 20:12
Il Marciaquaglia pensiero:
CONTRATTI: MARCEGAGLIA,NO AD AUMENTI LEGATI A INFLAZIONE REALE
(AGI) - Roma, 26 giu. - “Non si puo’ fare l’errore di legare i contratti all’inflazione reale”. Lo ribadisce il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia durante la presentazione delle previsioni macroeconomiche del Centro studi dell’associazione.
“C’e un problema reale di potere d’acquisto, lo sappiamo - ammette Marcegaglia - ma la risposta non e’ aumentare la retribuzione in base all’inflazione reale”, come vorrebbero i sindacati, “perche’ tanto poi le imprese scaricano gli aumenti sui prezzi”.
Cosi’ facendo, sottolinea la leader degli imprenditori, si tornerebbe a “logiche di scala mobile, innnescando una spirale salari-inflazione”, con dei “costi enormi” per il Paese. “Se ricominciassimo a fare i contratti in base all’inflazione reale - aggiunge Marcegaglia facendo riferimento ad un dato diffuso oggi dal Centro studi - l’inflazione arriverebbe all’8%”. Mantenendo invece l’inflazione programmata piu’ bassa di quella reale, “potremmo tornare sulla strada di un maggiore equilibrio”.
A poche ore dal vertice di contratti con Cgil, Cisl e Uil, in cui probabilmente si parlera’ di inflazione, il leader di Confindustria fissa dunque i paletti. “E’ positivo il fatto che al Tavolo i sindacati parlino e comprendano che c’e’ un problema di competitivita’ - conclude Marcegaglia - ma non e’ comprensibile il loro atteggiamento in relazione all’inflazione”. (AGI)
Non la facevo così sta Mercegaglia. Si sta rivelando piuttosto becera.
dovremmo lavorare per quanto siamo pagati. spediamo il 22% del nostro tempo alla macchina del caffè :rolleyes: poi vediamo la marciaquaglia :rolleyes:
svarionman
02-07-2008, 20:50
dovremmo lavorare per quanto siamo pagati. spediamo il 22% del nostro tempo alla macchina del caffè :rolleyes: poi vediamo la marciaquaglia :rolleyes:
Parla al singolare. Abbiamo gli amministratori delegati più pagati d'Europa, quando un'azienda va male l'unica opzione è trasferire la baracca in Romania......questi sono tutti "figli di" che hanno ereditato la fabbricuccia. Se gli nomini il fordismo credono che sia una tecnica per il salto in alto.
Parla al singolare. Abbiamo gli amministratori delegati più pagati d'Europa, quando un'azienda va male l'unica opzione è trasferire la baracca in Romania......questi sono tutti "figli di" che hanno ereditato la fabbricuccia. Se gli nomini il fordismo credono che sia una tecnica per il salto in alto.
era un invito, non una constatazione
e comunque anche la marciaquaglia p una figlia di, che però viene a dirti che devi fare la fame per permettere a quelli come lei di andare avanti così
GUSTAV]<
02-07-2008, 21:01
per diminuire la disoccupazione ? semplice, agenzie del lavoro e contratti di una settimana :O
così il giornale titola :"2008 un milione di nuove assunzioni" :O
Si deve fare come in Germania: sussidio di disoccupazione e uffici di collocamento molto più efficienti...
le agenzie del lavoro (=caporalato sotto altro nome), devono essere limitate solo ad alcuni settori e soprattutto
per aiutare gli extracomunitari..
La legge Biagi fù un altro bel "regalo" del governo Berluscconi !
http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Biagi
no per carità, finiremmo per avere mezza italia col sussidio
l'taliano medio dei tenerlo lontano dal sociale
scorpionkkk
02-07-2008, 21:46
Non la facevo così sta Mercegaglia. Si sta rivelando piuttosto becera.
ma va benissimo!!
Io non vi capisco...il capo di confindustria dice che gli stipendi non devono essere adeguati?
A parte il fatto che in regime di stagflazione non ha tutti i torti ma, considerando che probabilmente il fatto che si stesse in stagflazione l'aveva imparato due secondi prima, è probabile che non sappia di cosa si sta parlando.
Detto questo si va avanti come con il prezzo del petrolio: 1,50 € al litro? -20% di immatricolazioni auto.
Ho 1000 euro di stipendio? Pane, formaggio e casa fuori città. No pizza, no vacanze, no niente.
Crepo io..ma mi porto giù mezza industria italiana.
Ho 1000 euro di stipendio? Pane, formaggio e casa fuori città. No pizza, no vacanze, no niente.
Crepo io..ma mi porto giù mezza industria italiana.
sì ma che vita di mmmm
e devo farla per fare contenta la marciaquaglia?
scorpionkkk
02-07-2008, 21:59
sì ma che vita di mmmm
e devo farla per fare contenta la marciaquaglia?
forse, (e dico forse) per far fallire qualcuno dei suoi amici,
in alternativa mi indebito per fare 1 settimana di vacanza e mi accontento paciosamente del mio bel contrattino semestrale da ingegnere..faccio una vita di mmmm lo stesso..ma vuoi mettere la settimana passata alle maldive da ripagarsi in comode rate mensili?
Mailandre
02-07-2008, 22:02
VERSO UN NUOVO ’29
GLI STIPENDI E LA CRISI
Se lo dice lui! Il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, in una relazione all'Aspen Istitute Italia, dedicata ai rapporti Italia-Usa, ha detto tra l'altro: «I prezzi delle materie prime essenziali crescono, stipendi e salari perdono potere d'acquisto, è minacciata la tranquillità dei risparmi». Quest'affermazione concorda con le notizie, riportate da tutti i giornali, sui tagli alle spese delle famiglie italiane, a partire dal 2000. Peraltro, ambedue gli schieramenti politici, nelle recenti campagne elettorali, hanno detto e ripetuto che le famiglie italiane riescono a fatica a raggiungere la fine del mese.
Il fatto quindi sussiste. Ma le idee, anche se implicite, sulle terapie divergono notevolmente. Non stupisce che il Governatore, di fatto, concordi con gli altri governatori delle banche centrali mondiali i quali, a Basilea, si sono pronunciati a favore di un futuro rialzo dei tassi di interesse, contro l'inflazione. Draghi, nella sua relazione, escludeva tassativamente che si possano mettere limiti all'assoluta libertà degli scambi mondiali. Ambedue le tesi, quindi, implicitamente escludono che una ripresa delle economie europee possa passare attraverso un rilancio della domanda interna, o mediante la sostituzione delle importazioni, tesi blasfema di questi tempi, o attraverso un rilancio degli investimenti. Il fatto è che la situazione che si sta profilando richiederebbe un attaccamento meno dogmatico alle tesi di liberismo incondizionato, che affidano in via esclusiva gli equilibri reali e finanziari al funzionamento dei mercati mondiali.
Siamo entrati, dall'agosto 2007, in una crisi finanziaria che, a detta dello stesso Draghi, è peggiore, perlomeno qualitativamente, di quella del '29, e i cui effetti sono lontani dall'essere esauriti. Ciò significa che dovremo aspettarci fallimenti di istituti finanziari con ripercussioni imprevedibili sull'economia reale. Già adesso l'economia statunitense è in forte rallentamento, con i mercati degli immobili e delle auto in caduta libera. Gli economisti americani discutono da mesi solo se la recessione sarà meno profonda, o peggiore, di quella del '29.
Dato il livello delle esportazioni europee negli Usa, questa è una pessima notizia. Alla crisi finanziaria dell'estate 2007 le banche centrali americana, inglese ed europea hanno fatto fronte con una massiccia iniezione di liquidità. Questo ha innescato una nuova ondata speculativa sulle materie prime. Da cui l'aumento del costo di carburante e degli alimentari, e conseguente approfondimento della crisi di potere d'acquisto delle famiglie italiane. Rispondere a questa inflazione, come dicono i banchieri mondiali, con un aumento dei tassi d'interesse, può solo aggiungere impulsi recessivi a quelli che arrivano dagli Usa.
Certo, forse il corso dell'euro rispetto al dollaro potrebbe esplodere, e porre le basi di una sostituzione del dollaro con l'euro come moneta-perno mondiale. Ma il prezzo sarebbe una severissima recessione, che colpirebbe soprattutto Paesi, come l'Italia, già in difficoltà. Si potrebbe concludere che l'economia è una cosa troppo seria per farla fare ai banchieri. I quali, magari, in quanto provenienti da istituzioni finanziarie private, sono un po' troppo orientati al salvataggio di quelle istituzioni, e meno al rilancio delle economie.
Forse, i governi dovebbero cominciare a pensare seriamente a come finanziare la ripresa di domanda interna, accrescendo salari e stipendi, e gli investimenti. Missione non impossibile, spremendosi le meningi ma, soprattutto, volendolo.
(02 luglio 2008)
http://ilpiccolo.repubblica.it/dettaglio/GLI-STIPENDI-E-LA-CRISI/1482806?edizione=EdRegionale
PRIMA LE DONNE , DOPO I BAMBINI...!! :nera:
http://www.maritimequest.com/liners/titanic/photos/art/11_titanic.jpg
Mailandre
02-07-2008, 22:10
Se è per quello anche Brunetta e Comp. dicono che siamo dei lazzaroni fannulloni: :rolleyes:
LA NOTIZIA: ITALIANI, I PIU’ POVERI MA STAKANOVISTI (ORE17)
(AGI) - Roma, 2 lug. - I salari sono sempre piu’ ‘poveri’: ieri l’allarme del Governatore di Bankitalia Mario Draghi, oggi lo certifica anche l’Ocse. Gli italiani, secondo l’organizzazione parigina, guadagnano circa il 20% in meno rispetto rispetto alla media Ocse e il 17% in meno rispetto a quella di Eurolandia. Il salario medio annuo in Italia nel 2006 e’ stato di 31.995 dollari, il 19,5% in meno rispetto ai 39.743 dollari della media Ocse e il 17% in meno della media di Eurolandia (38.759). Eppure gli italiani sono tra quelli che lavorano di piu’: nel 2007 la media e’ stata di 1.824 ore contro le 1.814 del 2006, un valore inferiore solo a Repubblica Ceca (1.985), Ungheria (1986), Polonia (1976) e Messico (1.871).
I sindacati suonano la grancassa. Domani con Confindustria, discuteranno dell’indice di riferimento dell’inflazione cui far riferimento per i prossimi rinnovi contrattuali, ma sollecitano comunque a stringere un patto sui redditi entro fine mese. Il Governo, nelle parole di Giulio Tremonti ascoltato oggi in Parlamento, promette comunque che se ci sara’ redistribuzione di ricchezza, la priorita’ sara’ per i ceti piu’ deboli e quindi pensionati e lavoratori dipendenti. Nel pomeriggio, nuovo pressing del Governatore di Bankitalia: in Parlamento, Mario Draghi ha esortato nuovamente l’esecutivo a ridurre le tasse, perche’ un intervento di questo genere “diminuirebbe le distorsioni dell’attivita’ economica e migliorerebbe la posizione competitiva delle nostre imprese”. Allo stesso tempo, ha aggiunto il Governatore, i conti pubblici peggioreranno nel 2008 e quindi non bisogna abbassare la guardia ma intervenire per abbattere il debito.
E mentre si attendono misure a favore dei redditi, il nuovo Rapporto sullo stato sociale fa sapere che un adeguamento dei coefficienti, ossia dei sistemi di calcolo in base ai quali si conteggiano le pensioni future, potrebbe essere ‘fatale’. Se l’operazione venisse infatti compiuta ogni tre anni, la retribuzione perderebbe in media 3.300 euro l’anno. (AGI)
http://www.aziende-oggi.it/archives/00045386.html
forse, (e dico forse) per far fallire qualcuno dei suoi amici,
in alternativa mi indebito per fare 1 settimana di vacanza e mi accontento paciosamente del mio bel contrattino semestrale da ingegnere..faccio una vita di mmmm lo stesso..ma vuoi mettere la settimana passata alle maldive da ripagarsi in comode rate mensili?
in alternativa si gioca sporco. chiamasi sopravvivenza
DvL^Nemo
02-07-2008, 22:12
Purtroppo per noi negli anni (almeno per i prossimi 10 ) a venire il divario sara' sempre maggiore.. Siamo credo il primo paese al mondo che paghera' lo scotto energetico..
Mailandre
02-07-2008, 22:15
Ocse: dopo il minimo del 2007
disoccupazione torna a crescere
PARIGI, 2 LUGLIO (Apcom) - Dopo un 2007 in cui la disoccupazione era calata ai minimi da oltre 25 anni, ora l'Ocse prevede che sulla media degli stati membri si assista a un peggioramento sia sul 2008 che nel prossimo anno. La creazione di nuovi posti di lavoro dovrebbe accusare un rallentamento, prevede l'organizzazione parigina nel suo rapporto annuale sul mercato del lavoro.
"La tendenza al ribasso della disoccupazione a cui si è assistito in questi ultimi anni dovrebbe invertirsi nel 2008 - si lege - il numero di disoccupati dell'intera area Ocse aumenterà di un milione di unità nel 2008, e di quasi due milioni nel 2009". Per quest'anno l'Ocse prevede un tasso di disoccupazione medio nell'area del 5,7%, dal 5,6% del 2007, e nel 2009 salirà al 6%.
ITALIA: AUMENTA IL LAVORO, MA ANCHE LO STRESS
Negli ultimi anni l'Italia è riuscita a conseguire "considerevoli miglioramenti" sul fronte della disoccupazione, che è calata ai minimi da oltre 25 anni, ma i punti dolenti del suo mercato restano tutti da risolvere: la partecipazione generale resta tra le più basse dei paesi avanzati, in particolare sulle donne e sui giovani, che incontrano grandi difficoltà a trovare la prima occupazione. In più ora, mentre il rallentamento dell'economia mette e rischio i progressi compiuti, emerge anche un preoccupante aumento dei disturbi mentali legati al lavoro, come stress, ansia o insonnia.
E il numero degli insoddisfatti aumenta più rapidamente rispetto agli altri paesi.
E' il quadro per l'Italia tracciato dall'Ocse - l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - nel suo rapporto annuale sulla situazione e le prospettive del mercato del lavoro di tutta l'area. In generale, dopo un 2007 in cui la disoccupazione era scesa da un quarto di secolo, ora l'Ocse prevede che sulla media degli stati membri si assista a un peggioramento sia sul 2008 che nel prossimo anno: "Il numero di disoccupati dell'area Ocse aumenterà di un milione di unità nel 2008 - si legge - e di quasi due milioni nel 2009".
Un problema da cui non è esente la penisola. Nel 2007 ha visto la disoccupazione calare al 6,1%, minimo dal 1981, un punto più bassa della media di Eurolandia e solo mezzo punto superiore alla media dell'Ocse. "Ma ora ci sono rischi di frenata della crescita economica - avverte l'Ocse - con potenziali effetti negativi sul mercato del lavoro". E' poi meno confortante un altro indicatore chiave del mercato del lavoro, il tasso di occupazione, che in Italia è al 59% "tra i più bassi" dell'area, e ben lontano dal 70% dei paesi capofila. Peraltro nello scorso anno la generale crescita dell'occupazione è stata più bassa della media e "nei prossimi due anni dovrebbe rallentare ulteriormente".
Tra i vari aspetti critici del mercato del lavoro italiano, quello dei giovani è il primo esaminato dall'Ocse nella sua scheda: nonostante un taglio da 10 punti nel passato decennio, la disoccupazione sulla fascia di età 15-24 anni resta "molto elevata: 20,3%. Su questa voce solo Grecia e Polonia fanno peggio dell'Italia. In media - recita il rapporto - i giovani italiani ci mettono tre anni a trovare il loro primo impiego dopo aver finito gli studi, un anno in più della media dell'Ue. E ci vuole in media un altro anno pe trovare un lavoro a tempo indeterminato".
Il secondo problema rilevato dall'Ocse è quello dei crescenti casi di disturbi mentali legati al lavoro. Problemi come "stress, insonnia e disturbi dell'ansia sono aumentati di 3,2 punti percentuali rispetto ai livelli della metà degli anni '90, a causa del deterioramento delle condizioni di lavoro. In particolare - avverte l'organizzazione parigina - l'intensità del lavoro è aumentata di 28 punti percentuali, e si tratta dell'aumento più forte di tuta l'Ue. E la percentuale di dipendenti che si dichiara totalmente insoddisfatta del lavoro sta a sua volta crescendo più velocemente rispetto alla maggior parte degli altri paesi".
Altro grande problema è la questione della bassa partecipazione femminile al lavoro, al 46% in generale e che anche sulle fasce di età normalmente più attive è a livelli tra i più bassi dell'Ocse, peggio ci sono solo a Turchia e Messico. "Questo è il primo e più importante motivo che determina la generale bassa partecipazione al lavoro" di tutta la popolazione italiana. E la maggior parte delle 'colpe', secondo l'Ocse ricade "su insufficienti iniziative politiche per un sistema di assistenza all'infanzia sostenibile e incentivi fiscali sul lavoro per entrambi i genitori".
Ma oltre all'inefficace politica di sostegno alla maternità, in Italia le donne devono anche fronteggiare altre difficoltà: "hanno chances significativamente più basse di trovare un lavoro ben pagato". E questi problemi si riflettono su tutti gli indicatori: tra le donne nella fascia di età privilegiata per l'occupazione (prime-age) il precariato (lavoro temporaneo) è al 15%, contro il 9% degli uomini; mentre il livello di retribuzione medio è del 18% più basso dei maschi. Da rilevare che questa divergenza sui salari peggiora perfino con il livello di istruzione: in Italia le donne laureate guadagnano in media il 22% in meno rispetto ai maschi, osserva l'Ocse.
L'organizzazione parigina sprona quindi l'Italia a maggiori sforzi sulle politiche contro le ogni forma di discriminazione e ulteriori misure sul fronte delle liberalizzazioni. Ad esempio, le sole liberalizzazioni sui mercati dei prodotti potrebbero far aumentare l'occupazione femminile di 1,5 punti. Inoltre "l'attuale normativa non tutela i lavoratori dalle rappresaglie del datore contro lamentele o la resa di testimonianze, fattore che scoraggia fortemente le vittime dall'intraprendere iniziative legali". Sono inoltre bassi, secondo l'Ocse, i risarcimenti dei danni e mancano sistemi di sanzioni. Infine le discriminazioni su base etnica, su cui l'Ocse rileva che "il divario rispetto alle 'best practices' è ancora più ampio", e finora il sostegno delle istituzioni su questi casi è stato "insufficiente".
http://www.parmaok.it/parmaok/economia/ocse_disoccupazione_italia_stipendi_stress_donne_202070817.html
Il secondo problema rilevato dall'Ocse è quello dei crescenti casi di disturbi mentali legati al lavoro. Problemi come "stress, insonnia e disturbi dell'ansia sono aumentati di 3,2 punti percentuali rispetto ai livelli della metà degli anni '90, a causa del deterioramento delle condizioni di lavoro. In particolare - avverte l'organizzazione parigina - l'intensità del lavoro è aumentata di 28 punti percentuali, e si tratta dell'aumento più forte di tuta l'Ue. E la percentuale di dipendenti che si dichiara totalmente insoddisfatta del lavoro sta a sua volta crescendo più velocemente rispetto alla maggior parte degli altri paesi".
ah strano, la confcazzari dice che siamo dei pelandroni di primo pelo...
Mailandre
02-07-2008, 22:28
ah strano, la confcazzari dice che siamo dei pelandroni di primo pelo...
Perchè "loro" si alzano alle 5 la mattina e finiscono alle 20 ,...quindi c'è ancora da spremere il "pelandrone" :D !!
E poi, che c@zzo serve la detassazione degli straordinari??!! :rolleyes:
Naturalmente ,non chiedetemi soldi ,...la competitività con i paesi emergenti, pereppeeee...ppeee....rrrrr.....prepeee :O
Perchè "loro" si alzano alle 5 la mattina e finiscono alle 20 ,...quindi c'è ancora da spremere il "pelandrone" :D !!
E poi, che c@zzo serve la detassazione degli straordinari??!! :rolleyes:
Naturalmente ,non chiedetemi soldi ,...la competitività con i paesi emergenti, pereppeeee...ppeee....rrrrr.....prepeee :O
a me a niente, non sono pagati, difatti non ne faccio più
d'ora innanzi do ut des
stemanca
03-07-2008, 00:43
Non la facevo così sta Mercegaglia. Si sta rivelando piuttosto becera.
Mi sta sempre più venendo il sospetto che sia una specie di burattino, un'immagine da dare in pasto ai media per coprire i burattinai...
scorpionkkk
03-07-2008, 00:48
in alternativa si gioca sporco. chiamasi sopravvivenza
"chiedimi di Grim Fandango (tm)"
wildsliver
03-07-2008, 09:41
un altro dato interessante, di cui ora non trovo il link (ma è abbastanza intuitivo, basta guardars intorno)
in italia la media dei salari è al -20%
ma i salari degli over 50 sono più o meno in linea con quelli europei
ergo
quasi tutto il divario si ripercuote sui giovani... suppongo che a questo punto i salari siano al -30, -40 o -50% rispetto la media OCSE
ergo
un paese senza futuro
dave4mame
03-07-2008, 09:49
Non la facevo così sta Mercegaglia. Si sta rivelando piuttosto becera.
eh... si vede che non l'hai mai sentita pontif... esporre il suo pensiero quando faceva gavetta dai giovani imprenditori.
Mailandre
03-07-2008, 09:58
Se il Governo dimentica
la questione salariale
Salari greci, imposte norvegesi, Welfare sudamericano. L'impoverimento degli italiani è racchiuso in questo triangolo del paradosso, dove svaniscono l'equità sociale e la giustizia redistributiva. Nel Belpaese il lavoratore medio guadagna la metà di un "collega" scandinavo, paga le sue stesse tasse, ma senza avere in cambio servizi e sussidi altrettanto efficienti.
La manovra del governo Berlusconi scardina la "triade maledetta", e costruisce le condizioni per creare più ricchezza e per spalmarla sulle categorie che in questi anni hanno sofferto di più la perdita di potere d'acquisto? Avevamo la ragionevole certezza che la risposta non fosse positiva. Ora arriva la conferma più autorevole: quella di Mario Draghi.
Per quanto "ambizioso" nel merito (come lo definisce il governatore della Banca d'Italia) e per quanto innovativo nel metodo (come lo avevamo giudicato all'indomani della sua approvazione) il piano triennale di Berlusconi e Tremonti ha un limite imperdonabile: ignora la "questione salariale", che resta una vera emergenza nazionale. La manovra ha due versanti. C'è un versante di redistribuzione marginale, ma in qualche caso propagandistica. Restituzione dell'Ici alle fasce di reddito medio-alto. Promessa di cospicui tagli di spesa (ma più in conto capitale che corrente, come ha prontamente denunciato Tito Boeri). Stangata su petrolieri, banchieri e assicuratori (ma con misure che possono rivelarsi una partita di giro, a somma negativa per il consumatore). C'è un versante di modernizzazione reale, ma in tutti i casi da verificare.
Le riforme del pubblico impiego di Brunetta. Le semplificazioni di Sacconi.
Per il resto, prova ad occuparsi degli "ultimi", con una card che trasforma un diritto sociale in carità individuale per una categoria oggettivamente già troppo umiliata come i pensionati al minimo. Cerca di aiutare i "penultimi", con una detassazione degli straordinari e dei premi aziendali che riguarda una platea francamente ancora troppo ristretta di possibili beneficiari. Trascura tutto il resto. Cioè quell'enorme "invaso sociale", per usare una formula cara a Giuseppe de Rita, che un tempo avremmo definito "ceto medio". Oggi ha un perimetro incerto. Vive di lavoro dipendente o sopravvive di lavoro atipico. Ma è tartassato dal fisco e massacrato da un'inflazione che, dal pane alla benzina, gli costa almeno 1.500 euro in più all'anno. E diventa così, a sua volta, la peggiore "tassa sui poveri", come ha ricordato Luigi Spaventa.
Può anche darsi che Draghi si sia ricreduto sulla crisi finanziaria mondiale (come ora giustamente si compiace il ministro dell'Economia) e oggi sia più disposto a riconoscere che le fosche previsioni di Tremonti, che aveva parlato della "peste del secolo", si avvicinano più al vero delle sue. Ma sulla questione salariale il governatore è anni luce avanti al governo.
L'allarme della Banca d'Italia è suonato da tempo. A ottobre del 2007, a un Prodi ormai infiacchito dalle liti interne all'Unione, ha ricordato che ormai da otto anni le retribuzioni mensili nette italiane sono in media inferiori del 10% a quelle tedesche, del 20 a quelle inglesi e del 25 a quelle francesi. Il differenziale cresce in misura inversamente proporzionale all'età: più sei giovane, meno guadagni. A maggio di quest'anno, a un Berlusconi fresco di trionfo elettorale ha ricordato che "la definizione di un percorso pluriennale di riduzione di alcune importanti aliquote d'imposta migliorerebbe le aspettative delle famiglie".
Prediche inutili. Suona retorico, ma è così. Pur coltivando la pretesa neo-democristiana di assurgere al ruolo di grande "partito del lavoro", oltre che "delle libertà", il Pdl con la sua manovra parla o niente a quel mondo. Al di là degli altri rilievi critici, è questa l'accusa più vera che Bankitalia muove alla Finanziaria e al Dpef. Resta "troppo elevata" la pressione fiscale prevista dal governo che un tempo prometteva "meno tasse per tutti". È ora di introdurre "quanto prima riduzioni delle aliquote di imposta", soprattutto quelle "gravanti su lavoratori e imprese".
Come si sostiene il reddito? Come si difende il potere d'acquisto? Come e quando si restituisce quell'altra odiosa tassa occulta chiamata fiscal drag, che tra 2002 e 2005 era arrivata a 6,5 miliardi di euro, e ora con questi tassi d'inflazione sarà almeno raddoppiata? Di tutto questo, nei piani del governo, per ora non c'è traccia. È giusto affidare la sfida del recupero di produttività al buon senso di Confindustria e sindacati, con la riforma del sistema contrattuale. Ma non si possono confondere due parti con il tutto. Dov'è la politica?
..cut...
http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&del=20080703&fonte=RPB&codnews=191266
P.s. Caro Tremonti, le belle balle della campagna elettorale ti stanno infiammando la prostata!! Adesso ci fai vedere quanto sei bravo con i fatti.. dei proclami ne abbiamo piene le palle..!! :mad:
dave4mame
03-07-2008, 10:28
era un bell'articolo... perchè rovinarlo con il commento di cui sotto?
ps.
ci sono due modi per guadagnare "in benessere".
avere stipendi più alti e ottenere maggior potere di acquisto.
se sulla prima opzione c'è (pare) poca trippa per gatti, sulla seconda anche il singolo "può fare", basta volerlo.
l'articolo è troppo caro? te lo lascio sul bancone.
vediamo se alla lunga non abbassano la cresta.
se la pasta a marchio commerciale costa un euro, perchè la barilla (che ha lo stesso livello qualitativo) ne deve costare 1,40?
era un bell'articolo... perchè rovinarlo con il commento di cui sotto?
ps.
ci sono due modi per guadagnare "in benessere".
avere stipendi più alti e ottenere maggior potere di acquisto.
se sulla prima opzione c'è (pare) poca trippa per gatti, sulla seconda anche il singolo "può fare", basta volerlo.
l'articolo è troppo caro? te lo lascio sul bancone.
vediamo se alla lunga non abbassano la cresta.
se la pasta a marchio commerciale costa un euro, perchè la barilla (che ha lo stesso livello qualitativo) ne deve costare 1,40?
Non ci arrivano i consumatori come non ci arrivano i commercianti: i primi sono delle specie di selvaggi del consumismo senza alcuna consapevolezza, i secondi se ti vendono la roba a prezzi improponibili e gli rimane in magazzino, allora c'è crisi, danno la colpa al governo di turno, alla Cina e via dicendo. Vai tranquillo- Comunque è ora ti rompere le palle seriamente, noi giovani la stiamo prendendo in quel posto per tutti e più di tutti. Purtroppo abbiamo coetanei cerebrolesi con una naturale propensione a farsi fregare, sfruttare e vessare.
trallallero
03-07-2008, 10:56
<;23149398']La legge Biagi fù un altro bel "regalo" del governo Berluscconi !
http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Biagi
che è una miglioria del contratto cococo, grande regalo del governo dalema
(che strano, è sparita la pagina cococo da wikipedia ...)
un altro dato interessante, di cui ora non trovo il link (ma è abbastanza intuitivo, basta guardars intorno)
in italia la media dei salari è al -20%
ma i salari degli over 50 sono più o meno in linea con quelli europei
ergo
quasi tutto il divario si ripercuote sui giovani... suppongo che a questo punto i salari siano al -30, -40 o -50% rispetto la media OCSE
ergo
un paese senza futuro
temo sia realmente così, ma d'altronde la confcazzari giustificherebbe dicendo
che vorremmo tutto e subito, che le cose ce le dobbiamo sudare, la gavetta...
ma d'altronde come se ne può uscire? con un aumento del 40% del netto per decreo legge? impensabile. detassando tutto e tutti? meno che meno
la cosa triste è che non c'è via di uscita, temo.
a meno di trovarsi un secondo lavoro in nero, fottere fisco e confcazzari in un solo colpo, e contemporaneamente delegare il lavoro regolare a riempitivo da spezzare a suon di malattie false e produttività ridottissima per caricarsi per il secondo lavoro
siamo italiani e dobbiamo farci prendere per il culo, ma come ci fan sempre notare siamo anche mafiosi e delinquenti nel dna, e forse è il caso di dare un senso alla fama
che tristezza, non c'è futuro nemmeno per chi vuole guadagnarselo
Non ci arrivano i consumatori come non ci arrivano i commercianti: i primi sono delle specie di selvaggi del consumismo senza alcuna consapevolezza, i secondi se ti vendono la roba a prezzi improponibili e gli rimane in magazzino, allora c'è crisi, danno la colpa al governo di turno, alla Cina e via dicendo. Vai tranquillo- Comunque è ora ti rompere le palle seriamente, noi giovani la stiamo prendendo in quel posto per tutti e più di tutti. Purtroppo abbiamo coetanei cerebrolesi con una naturale propensione a farsi fregare, sfruttare e vessare.
no, molti semplicemente vivono ancora coi soldi del papi, e non si rendono conto fino quando coi mille ci dovranno pagare sia l'entrata all'old fashion che la pastasciutta
svarionman
03-07-2008, 20:35
no, molti semplicemente vivono ancora coi soldi del papi, e non si rendono conto fino quando coi mille ci dovranno pagare sia l'entrata all'old fashion che la pastasciutta
Quoto, meglio scappare dall'Italia prima che questi rampanti 30/35enni acquisiscano ruoli dirigenziali nelle aziende del papi. Non è possibile che noi si debba lavorare di più che in Danimarca, guadagnando all'incirca la metà, per permettere a certi bambocci di mantenere il loro stile di vita senza far nulla.
wildsliver
03-07-2008, 20:37
temo sia realmente così, ma d'altronde la confcazzari giustificherebbe dicendo
che vorremmo tutto e subito, che le cose ce le dobbiamo sudare, la gavetta...
ma d'altronde come se ne può uscire? con un aumento del 40% del netto per decreo legge? impensabile. detassando tutto e tutti? meno che meno
la cosa triste è che non c'è via di uscita, temo.
a meno di trovarsi un secondo lavoro in nero, fottere fisco e confcazzari in un solo colpo, e contemporaneamente delegare il lavoro regolare a riempitivo da spezzare a suon di malattie false e produttività ridottissima per caricarsi per il secondo lavoro
siamo italiani e dobbiamo farci prendere per il culo, ma come ci fan sempre notare siamo anche mafiosi e delinquenti nel dna, e forse è il caso di dare un senso alla fama
che tristezza, non c'è futuro nemmeno per chi vuole guadagnarselo
per me la questione è cinicamente semplice. Prima i posti statali erano numerosi e gli stipendi discretamente benevoli, cosicchè c'era un buon numero di persone pronte a spendere e quindi sostenere il seppur asfittico mercato privato (auto, case, etc). Si è creato un buon indotto col debito. Queste sono le persone che ora a 50/60 anni tutto sommato si lamentano ma non se la passano male. Poi ci sono le nuove classi, schiacciate dal peso di riforme inique (mercato del lavoro) e impossibilità di sfoghi pubblici lauti come in passato. Diciamo che il tutto si riequilibra introducendo concorrenza anche nelle aziende, cosicchè il mercato del lavoro si riequilibra (oggi c'è troppa domanda rispetto l'offerta) e quindi un'azienda se vuole quello bravo lo deve pagare.
per me la questione è cinicamente semplice. Prima i posti statali erano numerosi e gli stipendi discretamente benevoli, cosicchè c'era un buon numero di persone pronte a spendere e quindi sostenere il seppur asfittico mercato privato (auto, case, etc). Si è creato un buon indotto col debito. Queste sono le persone che ora a 50/60 anni tutto sommato si lamentano ma non se la passano male. Poi ci sono le nuove classi, schiacciate dal peso di riforme inique (mercato del lavoro) e impossibilità di sfoghi pubblici lauti come in passato. Diciamo che il tutto si riequilibra introducendo concorrenza anche nelle aziende, cosicchè il mercato del lavoro si riequilibra (oggi c'è troppa domanda rispetto l'offerta) e quindi un'azienda se vuole quello bravo lo deve pagare.
utopia, temo
MesserWolf
03-07-2008, 20:43
http://i260.photobucket.com/albums/ii21/MesserWolf/costo-operario-600.jpg
questo è per l'operaio , ma se guardiamo gli stipendi per i neolaureati la cosa va molto peggio ...
Quoto, meglio scappare dall'Italia prima che questi rampanti 30/35enni acquisiscano ruoli dirigenziali nelle aziende del papi. Non è possibile che noi si debba lavorare di più che in Danimarca, guadagnando all'incirca la metà, per permettere a certi bambocci di mantenere il loro stile di vita senza far nulla.
mi riferivo anche ai bimbiminchia che vivono nel limbo perchè tanto la casa gliela regala la nonna, la macchina i genitori, e lo stipendio lo possono spendere per sbattersi quattro zoccole il sabato sera
c'è ancora un volano monetario della generazione precedente che sta girando per inerzia ma che attualmente impedisce anche reazioni rabbiose di chi non ha nemmeno l'intelligenza di comprendere che lo stanno prendendo per il culo e lo capirebbe solo provando realmente a stare in bolletta
http://i260.photobucket.com/albums/ii21/MesserWolf/costo-operario-600.jpg
questo è per l'operaio , ma se guardiamo gli stipendi per i neolaureati la cosa va molto peggio ...
sì, però il costo mensile negli altri paesi dove l'hanno messo?
no, non siamo in europa, in europa hanno imprenditori seri
MesserWolf
03-07-2008, 20:47
sì, però il costo mensile negli altri paesi dove l'hanno messo?
no, non siamo in europa, in europa hanno imprenditori seri
non hai capit l'immagine mi sa ...
L'idea è ... a pari costo per l'azienda , cosa arriva nelle tasche dell'impiegato nei diversi paesi
wildsliver
03-07-2008, 20:57
non hai capit l'immagine mi sa ...
L'idea è ... a pari costo per l'azienda , cosa arriva nelle tasche dell'impiegato nei diversi paesi
il problema è che siamo indietro anche rispetto a paesi a tassazione elevata come germania e francia
Non la facevo così sta Mercegaglia. Si sta rivelando piuttosto becera.
Una delusione totale.
harbinger
04-07-2008, 09:32
http://i260.photobucket.com/albums/ii21/MesserWolf/costo-operario-600.jpg
questo è per l'operaio , ma se guardiamo gli stipendi per i neolaureati la cosa va molto peggio ...
Sarò rimbambito perché sono al secondo scritto degli Esami di Stato ma il calcolo fatto pare errato: non tiene conto degli effetti fiscali a carico dell'azienda (deducibilità IRES del costo del dipendente e cuneo fiscale IRAP). Sarei curioso di vedere codesto calcolo rifatto per ogni paese, considerate le imposte - e relative deduzioni - a carico azienda. Temo si scoprirebbe che in Italia i lavoratori non costano così follemente di più come si tenta di far credere.
Aggiungo che bisognerebbe spiegare come viene calcolato il costo mensile: è compreso il rateo tredicesima (ovvero 13 e 14a se del caso), ROL e ferie? E' compreso il rateo INAIL? Oppure è l'esborso mensile non standardizzato e riferito a un'ipotetica media?
Poi, gli altri paesi considerati (non li conosco tutti) hanno menislità aggiuntive come in Italia? Il livello dell'imposizione previdenziale è pari o non sono consideati versamenti obbligatori in fondi privati.
I calcoli netto-lordo, i lordo-netto e i costo-aziendale che tanto vanno di moda, e sui quali ho costruito un pezzettino di carriera ai bei tempi che furono ( :D ), sono complicati e talvolta farciti di errori concettuali molto difficili da scoprire. Invito alla cautela davanti a roboanti proclami, soprattutto in quelli di parte.
Commento: il costo del lavoro in Italia è certamente più alto che in molti altri posti ma è profondamente sbagliato considerare la sola imposizione fiscale/previdenziale come principale responsabile dello scarno netto percepito. Bisognerebbe parlare di:
- scarso valore aggiunto delle imprese (es. se fai concorrenza alla manifattura vietnamita sei un aspirante fallito);
- pessima innovazione di processo (e scarsa di prodotto), direttamente ricollegabile al primo punto;
- orrido sistema finanziario con aziende follemente sottocapitalizzate, anche questo parzialmente riconducibile al primo punto;
- sfibrante apparato burocratico, più adatto a punire gli onesti e ignorare i disonesti;
- debilitante complesso normativo nel quale ogni governo vuole aggiungere proprie leggi, alla moda delle grida manzoniane, che tanto promettevano e nulla risolvevano. Togliere, non mettere.
Quasi tutti i fattori sopra riportati sono ascrivibili a scarse o nulle capacità imprenditoriali. E' inutile che Confindustria pianga miseria se prima non migliora la qualità dei propri iscritti. Tanti anni fa mi hanno insegnato che prima si guarda il proprio orticello, poi quello degli altri.
Nota di servizio: pur trovando il mio profitto lavorando con gli imprenditori italiani, non nutro grande stima per diversi di loro. La maggior parte non ha capacità e umiltà per affrontare un mercato estremamente competitivo e nel quale conta tantissimo sapersi adattare nel più breve tempo possibile (o, addirittura, anticiparlo). Non biasimo quelli che, raggiunto un discreto benessere, si fermano ma detesto quelli che depauperano il patrimonio delle proprie aziende per comprarsi gli orpelli più ridicoli e costosi, salvo poi piangere miseria quando devono pagare operai/impegati, imposte e contributi; quelli che comprano la mega villa con piscina+porsche e poi non sanno come finanziare la crescita dell'azienda; quelli che pretendono di essere più furbi di tutti e poi ti tornano davanti dopo aver firmato uno swap con un sottostante di dieci milioni, lamentandosi che all'inizio conveniva e che la banca li sta truffando (col cavolo! Non sei mia nonna ottantacinquenne ma un imprenditore. Se non sai, chiedi prima di firmare).
Sawato Onizuka
05-07-2008, 18:15
sì, però il costo mensile negli altri paesi dove l'hanno messo?
bellissima l'idea di riportare SOLO gli esempi lampanti di tassazioni per le imprese più agevolate delle nostre ... e grazie che poi possono aumentare le buste paga ..... anche se io propongo più per scambiare gli imprenditori :fagiano: :Perfido:
Sinclair63
06-07-2008, 08:15
....c'è ancora un volano monetario della generazione precedente che sta girando per inerzia ma che attualmente impedisce anche reazioni rabbiose di chi non ha nemmeno l'intelligenza di comprendere che lo stanno prendendo per il culo e lo capirebbe solo provando realmente a stare in bolletta
http://www.geocities.com/athens/troy/8866/ovation.gif
Perfetto fabio, hai analizzato PERFETTAMENTE la situazione attuale, si va avanti per inerzia, "scroccando" da genitori e nonni, ma fino a quando?? ;)
Mailandre
08-07-2008, 15:30
Salari: Sacconi, si' a "complicita' tra capitale e lavoro"
"L'unico calore che dovremo mettere nel prossimo autunno è una complicità nel rapporto tra capitale e lavoro". Lo ha affermato il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, durante il confronto con il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, sul palco dell'assemblea annuale degli Industriali di Parma.
"Non si può pensare di redistribuire ciò che non c'è - ha precisato il ministro - bisogna pensare a una stagione di complicità nazionale che è tutto il contrario della logica di chi ipotizza un autunno caldo".
Sacconi ha messo in guardia dalla "logica della scala mobile: se dovesse prevalere l'idea che il salario ha una funzione solidale, che è uno strumento distributivo a prescindere, spalmabile su tutti i lavori indipendentemente dalla produttività, e se peggio ancora parte la rincorsa prezzi-salari potremo addirittura moltiplicare il danno". Secondo Sacconi infatti "ci vuole poco a portare l'inflazione a 8 punti, è un circolo che abbiamo già vissuto".
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200807072041028131&chkAgenzie=TMFI&sez=news
P.s. Quindi se ho ben inteso , dire "complicità" significa cosa:?????!! :confused:
Non è che devo "prendelo nel culo" ancora,....nè!!??? :ciapet:
lo ripeto. legare produttività a salario? giusto, giustissimo. prendiamo il 22% in meno di un collega europeo, se diamo retta alla media del pollo ( in realtà molto meno)
quindi
dobbiamo spendere il 22% della ns giornata lavorativa a cazzeggiare.
easy
Mailandre
09-07-2008, 13:36
Inflazione, Draghi:
Salari rimasti fermi a 15 anni fa
ROMA, 9 LUGLIO 2008 (Apcom) - L'aumento dei prezzi erode il potere d'acquisto delle famiglie: le retribuzioni unitarie medie dei lavoratori dipendenti non sono molto al di sopra del livello di 15 anni fa. E' l'allarme lanciato dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso del suo intervento all'assemblea annuale dell'Abi. "Contrastando il rialzo dell'inflazione - sottolinea Draghi - si difende il reddito disponibile delle famiglie. L'aumento dei prezzi erode il potere d'acquisto, abbassa il valore reale della ricchezza finanziaria, contribuisce al rallentamento dei consumi e della crescita".
"Le retribuzioni unitarie medie dei lavoratori dipendenti, al netto di imposte e contributi e in termini reali, non sono oggi molto al di sopra del livello di quindici anni fa".
INFLAZIONE, I SEGNALI DI ALLARME SI STANNO INFITTENDO
Sull'inflazione "i segnali di allarme si stanno infittendo". Ad affermarlo il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso del suo intervento all'Assemblea annuale dell'Abi. "In tutti i maggiori paesi - afferma il governatore - il tasso di inflazione è cresciuto.
Anche se l'inflazione 'di fondo', al netto dei prodotti energetici e alimentari, è più contenuta, i segnali di allarme si stanno infittendo".
Mailandre
09-07-2008, 17:42
SALARI: EPIFANI, VERO PROBLEMA PAESE E' REDISTRIBUZIONE
(AGI) - Roma, 9 lug. - "Mancava, nelle parole del governatore, il riferimento alle politiche fiscali e di redistribuzione del reddito per sostenere i consumi. E' questo il vero problema del paese": cosi', a margine dell'assemblea annuale dell'Abi, il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha commentato il discorso del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. "Il governo fino ad oggi ha pensato solo alla Robin tax - ha continuato Epifani - un intervento caritatevole ma che non porta aiuto". E sul discorso del ministro dell'Economia, il segretario della Cgil ha aggiunto: "Tremonti usa toni da profeta. Bisogna valutare il rapporto tra cio' che dice e cio' che fa e misurare cio' che fa e non cio' che dice".
http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&del=20080709&fonte=AGI&codnews=246510
proverbio:" fra il dire e il fare, c'è di mezzo il mare! "
Mailandre
10-07-2008, 10:59
BCE: CHIARI RISCHI INFLAZIONE, NO A INDICIZZAZIONE SALARI
Roma, 10 lug. (Adnkronos) - Oltre a petrolio e alimenti, la Bce segue con attenzione anche le fasi della contrattazione salariale e ''chiede che siano evitate forme di indicizzazione'' delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo, per evitare ''uno choc al rialzo sull'inflazione'', con ''ricadute negative sull'occupazione e sulla competitivita' nei paesi interessati''. E' quanto si legge nel bollettino mensile dell'istituto di Francoforte in cui si sottolinea che ''il Consiglio direttivo segue con particolare attenzione il processo di formazione dei prezzi e le trattative salariali all'interno dell'area dell'euro''. Rischi al rialzo, sottolinea la Bce, ''potrebbero inoltre scaturire da aumenti imprevisti delle imposte indirette e dei prezzi amministrati. E' quindi indispensabile assicurare che le aspettative di inflazione a medio-lungo termine restino saldamente ancorate su livelli in linea con la stabilita' dei prezzi. Bisogna accettare la variazione dei prezzi relativi e il connesso trasferimento di reddito dai paesi importatori di materie prime ai paesi esportatori, il che richiede un mutamento del comportamento di famiglie e imprese. Occorre pertanto evitare che il processo di formazione dei salari e dei prezzi risenta di effetti di secondo impatto generalizzati connessi al rincaro dei prodotti energetici e alimentari. Tutte le parti -conclude la Bce- coinvolte, nei settori sia pubblico che privato, devono mostrare senso di responsabilita' in merito''.
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNzEwMTAyMTU5LnhtbCI7fQ==
Il senso di responsabilità .... è già !!! Ecco come andrà a finire.....
BCE: CHIARI RISCHI INFLAZIONE, NO A INDICIZZAZIONE SALARI
Roma, 10 lug. (Adnkronos) - Oltre a petrolio e alimenti, la Bce segue con attenzione anche le fasi della contrattazione salariale e ''chiede che siano evitate forme di indicizzazione'' delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo, per evitare ''uno choc al rialzo sull'inflazione'', con ''ricadute negative sull'occupazione e sulla competitivita' nei paesi interessati''. E' quanto si legge nel bollettino mensile dell'istituto di Francoforte in cui si sottolinea che ''il Consiglio direttivo segue con particolare attenzione il processo di formazione dei prezzi e le trattative salariali all'interno dell'area dell'euro''. Rischi al rialzo, sottolinea la Bce, ''potrebbero inoltre scaturire da aumenti imprevisti delle imposte indirette e dei prezzi amministrati. E' quindi indispensabile assicurare che le aspettative di inflazione a medio-lungo termine restino saldamente ancorate su livelli in linea con la stabilita' dei prezzi. Bisogna accettare la variazione dei prezzi relativi e il connesso trasferimento di reddito dai paesi importatori di materie prime ai paesi esportatori, il che richiede un mutamento del comportamento di famiglie e imprese. Occorre pertanto evitare che il processo di formazione dei salari e dei prezzi risenta di effetti di secondo impatto generalizzati connessi al rincaro dei prodotti energetici e alimentari. Tutte le parti -conclude la Bce- coinvolte, nei settori sia pubblico che privato, devono mostrare senso di responsabilita' in merito''.
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNzEwMTAyMTU5LnhtbCI7fQ==
Il senso di responsabilità .... è già !!! Ecco come andrà a finire.....
ci stanno dicendo che dobbiamo accettare di diventare poveri senza battere ciglio?
bwahahahahah :D
stan freschi
crisi ?? quale crisi ??? :sofico:
IPhone, notte in coda per un melafonino
(11 luglio 2008)
ROMA - In fila dalle sei del pomeriggio per essere il primo, scoccata la mezzanotte, ad avere fra le mani l'agognato iPhone di Apple. È Ciro, 22 anni, impiegato in un call center del ministero della Pubblica istruzione, che nel centro Tim di piazza Colonna a Roma si è aggiudicato il tanto agognato Melafonino dell'azienda di Cupertino. «Scelgo l'iPhone perché è Apple - dice il ragazzo -. Ed Apple è uno stile di vita. Ma non è solo una questione estetica, l'iPhone è anche uno dei cellulari più avanzati che c'è al momento».
ROMA - Anche Roma è stata dunque contagiata dalla febbre iPhone, seppure in tono minore rispetto alle lunghissime file che che si sono create negli Stati Uniti davanti ai negozi di At&t. In uno dei centri capitolini Tim aperti in misura straordinaria da mezzanotte alle 5 i più impazienti si sono radunati solo a partire dal tardo pomeriggio, iniziando a distribuire numeri «fai da te» per segnare l'ordine d'arrivo degli acquirenti. Poco dopo la mezzanotte erano poco meno di centocinquanta. Essere sempre connessi a Internet, avere tra le mani un navigatore satellitare, sfoggiare un oggetto dal design moderno e accattivante. Così i fan Apple motivano la loro passione per l'iPhone. Ma quasi nessuno nasconde la delusione nei confronti dei piani tariffari approntati da Tim e Vodafone, gli operatori che in Italia hanno al momento l'accordo con Apple per la distribuzione dello smartphone. «Una vergogna - dice Tommaso, 25 anni, studente -. L'iPhone è un apparecchio pensato per essere sempre connessi, ma con questi prezzi è impossibile».
MILANO - Tutti in fila davanti ai rivenditori Tim e Vodafone anche a Milano per accaparrarsi i primi cellulari iPhone. In centro, sia in galleria Vittorio Emanuele che in piazza Duomo, i negozi di telefonia sono stati presi d'assalto con gruppi di persone in attesa sin dalla prima mattina. I più previdenti si sono recati già la scorsa notte nei negozi Tim, aperti straordinariamente anche a tarda ora, per impossessarsi dei primi modelli a partire dalla mezzanotte. Un ragazzo in attesa davanti al rivenditore spiega: «già dalla notte c'erano file di 2-300 metri e oltretutto non funzionavano i terminali, abbiamo quindi dovuto aspettare diverse ore».
fonte: corriere.it
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_luglio_11/iPhone_code_mondo_ff6e4c5c-4f10-11dd-932f-00144f02aabc.shtml
wildsliver
11-07-2008, 19:52
al massimo è indice di sperequazione...
Mailandre
11-07-2008, 21:10
DI PIETRO: ECONOMIA A ROTOLI MA SI DEDICA SOLO A BERLUSCONI
Roma, 11 lug. - (Adnkronos) - Il Paese e' in ginocchio e il governo, invece di concentrarsi sulla crisi economica, si dedica solo ai problemi giudiziari del premier. Lo sottolinea il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Vi confesso -scrive Di Pietro sul suo blog- che oggi mi sembrava di essere su un altro pianeta.
Tutti i titoli dei giornali in prima pagina erano dedicati all'immunita' di Silvio Berlusconi, mentre il Paese si trova di fronte ad una crisi economica e sociale che, forse, non ha eguali nel dopoguerra. Una situazione che mi ricorda la battuta di Maria Antonietta che, a chi le diceva che il popolo aveva fame, rispondeva: 'dategli delle brioches!'".
"In due soli mesi, marzo e aprile, l'Italia ha incrementato di circa quaranta miliardi il suo debito pubblico. Le grandi imprese Alitalia, Telecom e Fiat si preparano a licenziare o a avviare la cassa integrazione. Il costo degli alimentari aumenta secondo la percezione dei consumatori del 19%. La produzione industriale e' rallentata vistosamente. Centinaia di migliaia di imprese sono indebitate e a rischio fallimento".
"E noi, noi parlamentari, eletti per dare una risposta ai problemi del Paese. Noi che siamo mille, come i Mille di Garibaldi, mille persone molto ben pagate, a tre mesi dalle elezioni non ci siamo occupati dell'economia e delle famiglie, ma soltanto dell'impunita' del presidente del Consiglio e delle impronte ai bambini rom. Tre mesi sprecati per interessi privati mentre il Paese va a rotoli. Se il governo non si occupera' dell'economia- avverte in conclusione Di Pietro- sara' ben presto l'economia a occuparsi del governo".
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNzExMTkyOTIwLnhtbCI7fQ==
e abbassare gli stipendi dei parlamentari ?
Pucceddu
12-07-2008, 09:00
e abbassare gli stipendi dei parlamentari ?
e cheddupalle sta storia...
Non saranno gli stipendi di 1000 cristiani a cambiare il volto del paese, altro che ste minchiate, si parla della necessita' di aumentare del 20% lo stipendio dei lavoratori senza che poi il salumiere alzi del 40% il costo del pane...
Io mi chiedo, ma la speculazione euro-lira ha giovato a qualcuno?
Chi e' riuscito a mangiare sul cambio?Ok i commercianti nel primo periodo, ma poi?
e cheddupalle sta storia...
Non saranno gli stipendi di 1000 cristiani a cambiare il volto del paese, altro che ste minchiate, si parla della necessita' di aumentare del 20% lo stipendio dei lavoratori senza che poi il salumiere alzi del 40% il costo del pane...
Io mi chiedo, ma la speculazione euro-lira ha giovato a qualcuno?
Chi e' riuscito a mangiare sul cambio?Ok i commercianti nel primo periodo, ma poi?
intanto iniziamo da loro e i grandi dirigenti come cimoli .. tronchetti provera .. ecc... che prendono milioni di €di buonauscita ogni volta che fanno fallire una impresa...
e le 550.000 auto blu dei politici non pesaano sulle tasche degli italiani ?? :muro:
e tutti i loro privilegi ??? cominciamo a decimarli e a fargli provare cosa sia la fame ..
Mailandre
12-07-2008, 16:56
Tariffe:costi servizi +40% dal 2000
Cgia Mestre, stipendi non seguono la stessa rotta
Tariffe:costi servizi +40% dal 2000(ANSA) - VENEZIA, 12 LUG - I costi dei servizi pubblici, con i rifiuti in testa al +42,2%, sono aumentati dal 2000 ad oggi del 40%. A fronte di un aumento delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti del 22,3%, con un tasso di inflazione del 21,2%. Emerge da un'indagine dell'Associazione artigiani Cgia di Mestre sugli aumenti delle principali tariffe dei servizi pubblici dal 2000 al maggio 2008. Per la Cgia il costo della vita aumenta mentre gli stipendi non seguono la stessa rotta.
http://www.borsaitaliana.it/bitApp/news/ansa/detail.bit?id=76639
Mailandre
14-07-2008, 11:32
Bersani: il vero patto di Tremonti
è con i petrolieri e non con gli operai
Li ha messi al riparo dalla concorrenza contro i cittadini
«Assisto a grandi lezioni storiche da parte del ministro Tremonti. Vorrei ricordare solo che nella bozza del Dpef del 2002 la stessa persona proponeva una misura che permetteva di ipotecare l'immobile posseduto, moltiplicando il proprio indebitamento a chi aveva una casa, seguendo lo slogan: siamo ricchi e non ce ne accorgiamo. Era un meccanismo che ricorda molto da vicino quello dei subprime che ci hanno portati dove siamo oggi».
Pier Luigi Bersani, ministro ombra dell'economia, mescola preoccupazione e incredulità nel seguire la strategia del governo. Incredulo? E perché? Tremonti è stato chiaro: non ci sono soldi per nessuno, va salvaguardato il bene supremo del Paese che è il bilancio dello Stato. Più o meno le stesse parole che usava lei quando era al governo. «La parole sono una cosa i numeri sono altri».
Sta dicendo che i numeri presentati in Parlamento non sono veri?
«Io dico che nei primi sei mesi siamo tre miliardi in vantaggio sull'obiettivo di fabbisogno, nei secondi improvvisamente dovremmo andar sotto di 19 miliardi, delle due l'una: anche scontando una pessima congiuntura o si prevede che non funzioneranno i tagli di spesa previsti dal governo, o l'Italia smetterà di pagare le tasse. E' evidente che qualcosa non funziona o c'è sotto qualcosa che non ci dicono». Vista la crisi mondiale è presumibile che ci siano meno entrate fiscali. «Ma basta con questa storia della crisi mondiale. Nessuno nega che ci sia».
E allora ci si deve fare i conti.
«Ma non facendo la caricatura delle posizioni altrui. In tempi passati abbiamo visto dove ci ha portato il protezionismo regressivo della destra, con queste cose non ci si scherza. Basta con le fantasie dello Stato imperialista delle multinazionali, delle lobby giudaico massoniche, dei blocchi mercatisti globalisti e comunisti: in Italia si fa fatica ad arrivare alla quarta settimana». Ora è lei però che fa demagogia. «No, affatto. Tutte le azioni sinora messe in campo dal governo non hanno protetto dall'inflazione e quindi dall'impoverimento del continuo rialzo dei prezzi chi non può difendersi: pensionati, reddito fisso, le imprese attive nel settore dei consumi. Questi sono fatti non demagogia». E' un fatto che con la Robin Tax il governo abbia tassato banche e petrolieri. «La destra usa meglio di noi parole confortevoli. Ma che stavolta resteranno parole e non funzioneranno».
Ripeto: la Robin tax non è una parola sono tasse e non per gli operai. «Sì, ma inefficaci. Anzi che tendono a fare sì che poteri forti come i petrolieri, le banche, le assicurazioni (non ho sentito una parola su di loro per inciso) siano messi al riparo dal confronto con i consumatori, con la concorrenza». Tornano i poteri forti? «Certo. Il discorso che fa Tremonti è semplice: voi petrolieri, banche, vi affidate allo Stato mediatore e io vi metto al riparo. Vi accordate con me sui mutui e la portabilità dei mutui stessi di fatto va in cavalleria. Ecco gli accordi con le Autostrade, i camionisti, la Tav, l'azzeramento dell'Authority per l'energia che aveva osato mettere il naso nei bilanci dei colossi energetici...». Sarà, ma l'Eni di Scaroni staccherà un assegno da 200 milioni per il fondo di solidarietà. E' un altro fatto. «Sì ma intanto gli lascia la rete del gas e la concorrenza non farà passi in avanti. E senza concorrenza l'inflazione corre. Tranne che per il governo».
Che significa tranne per il governo?
«Che ha posto l'inflazione programmata all'1,7% che significa che ai rinnovi contrattuali non si potranno avvicinare i salari, il reddito fisso, al rialzo dei prezzi vero, mentre si permetterà a chi può di scaricare l'inflazione sui consumatori. Mettendo al riparo chi produce inflazione. Non so se le forze sociali accetteranno un discorso del genere». Autunno caldo quindi. «Questo non lo so, spetterà ai sindacati decidere. Io mi chiedo perché non si parla di abolizione della commissione di massimo scoperto per le banche? di portabilità di mutui? di prezzo della benzina? E si permette che l'inflazione impoverisca chi non arriva alla fine del mese». Ma scusi, con il petrolio a 140 dollari è chiaro che l'inflazione è importata. «Esatto, chi potrà scaricherà sui consumatori i prezzi. E nessuno li difenderà». Allora ha ragione Tremonti a indicare nella globalizzazione senza freni uno dei nostri problemi principali. «No, è diverso: lui se ne fa scudo per non dare un euro a chi paga i costi della globalizzazione. E poi, basta con questa diplomazia delle parole, con tutti questi discorsi la massaia non ci fa il brodo».
Avete perso le elezioni, evidentemente le massaie pensavano che neanche con voi avrebbero fatto tanto brodo.
«Che avessimo dei problemi sul nostro assetto strategico è indubbio, ma che avessimo ben chiaro cosa fare questo è un altro discorso». E lo dica cosa avreste fatto. «Detrazioni fiscali per i lavoratori sotto i 25 mila euro di reddito annuo, 20 mila per i pensionati, e per gli incapienti un intervento medio attorno 300-350 euro ...». Sì, sì, e i soldi dove li prendevate? «Nello stesso posto dove Tremonti ha preso quelli per l'Ici...». Senza l'Ici è scomparsa un tassa per l'85% degli italiani che possiedono una casa, non è poco sa? «Il 40% delle case intanto era già esentato dal governo Prodi. E comunque anche abolendo l'Ici ci sarebbe stato spazio e ci sarebbe ancora per gli interventi di cui parlavo. A meno che non si tema che le entrate diminuiscano perché le tasse non verranno pagate più».
Ma scusi, Tremonti è stato chiaro:nessuna riduzione di tasse se non con il federalismo.
«Come a dire campa cavallo... Una cosa è ridurre le tasse come ha cominciato a fare il governo Prodi, un'altra è attendersi una minore fedeltà fiscale... La storia del federalismo poi...». La storia del federalismo? Ma se siete lì a fare la corte a Bossi... «E' il contrario. Bossi, che in questo per me è un maestro, sa che un conto è il confronto, un altro è togliere le castagne dal fuoco». Traduca. «Al dialogo io preferisco accordo e disaccordo perché le intese si fanno sulle cose. Il dialogo si fa sulle parole e sui grandi temi istituzionali, ad esempio, è giusto confrontarsi a lungo. Facciano una proposta, noi siamo interessati, la portino in Parlamento e lì vedremo se un accordo è possibile».
http://www.corriere.it/politica/08_luglio_14/Bersani_tremonti_petrolieri_f4c03a4e-516e-11dd-a6b4-00144f02aabc.shtml
Mailandre
16-07-2008, 11:25
Bankitalia vede nero: stagflazione. Veltroni: il governo sottovaluta la crisi
Il governatore Mario Draghi
Nel 2009 calerà ancora il potere d'acquisto degli italiani
Consumi e investimenti fermi, crescita "appena" sopra lo zero, competitività in calo rispetto ai concorrenti europei. E' il quadro poco confortante della situazione italiana, dipinto da Bankitalia nel suo Bollettino Economico. E mentre il potere d'acquisto delle famiglie continua ad erodersi inesorabilmente, il caro-petrolio rischia di inasprire ulteriormente la corsa dell'inflazione. A peggiorare le cose, i rincari degli alimentari.
Ce n'è abbstanza per indurre Banca d'Italia a dimezzare di fatto le previsioni di crescita del Pil, portandole allo 0,4% per il biennio 2008-2009, contro le stime di gennaio di un +1% e +1,1%. Insomma, si delineneano prospettive di stagnazione per consumi e investimenti: Bankitalia vede crescere le spese delle famiglie solo dello 0,2% quest'anno e dello 0,3% l'anno prossimo, mentre i consumi collettivi aumenteranno rispettivamente dello 0,6% e dello 0,3%. Sui consumi privati, spiega il Bollettino, pesa l'andamento negativo del reddito disponibile, "compresso dagli effetti della maggiore inflazione". Una situazione che è destinata a peggiorare, visto che "alla fine del biennio 2008-2009, il potere d'acquisto potrebbe essere ancora inferiore a quello medio del 2007". Male anche gli investimenti, che rimarranno ad un modesto +0,3% per il biennio in questione, mentre l'export continuera' a crescere, ma solo del 2,1% nel 2008 (+1,5% nel 2009), contro il +4,5% del 2007 ed il +6,5% del 2006. Pesa in particolare la perdità di competitivita' dell'export italiano, "che ha continuato a risentire negativamente di una crescita della produttivita' che rimane inferiore a quella delle altre principali economie dell'area, oltre che dell'effetto dell'apprezzamento dell'euro".
Veltroni: "Il governo sottovaluta l'allarme di Bankitalia"
"I dati di Bankitalia - ha detto Veltroni alla Camera - confermano nella maniera più evidente la drammaticità di una situazione che sta diventando una vera emergenza. Io da settimane considero questa la principale emergenza sociale del Paese: il Paese non cresce, i consumi si riducono, l'inflazione sale, le prospettive del Pil hanno la crescita zero o pressapoco. E' una situazione da allarme vero e c'è da parte del governo una totale sottovalutazione".
"La manovra finanziaria - aggiunge il leader del Pd - non introduce nessun elemento di sostegno alla crescita e il Paese rischia di avvitarsi in una spirale depressiva di cui i primi a pagare il prezzo saranno i ceti sociali piu' deboli e le pmi".
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=83878
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