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View Full Version : Le multinazionali: "Questi italiani sono bamboccioni e poco intrapendenti"


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07-06-2008, 19:00
. Una giornata con le aziende a caccia di talenti.
Alla Luiss il "career day" con i laureati e con 115 imprese internazionali

ROMA - Non sanno l'inglese, hanno poche idee piuttosto confuse e scarsa capacità propositiva: sì, in fondo i ragazzi italiani sono davvero un po' "bamboccioni". Le aziende internazionali che hanno a che fare con i nostri neolaureati danno ragione a Tommaso Padoa-Schioppa che quando utilizzò quel termine, qualche mese fa, scatenò risentimenti e polemiche in più di una generazione. Ma a sentire chi gira le università a caccia di nuovi talenti l'analisi dell'allora ministro dell'Economia non era del tutto sbagliata.

Lo dicono molte delle 115 aziende che ieri, nel "career day", hanno invaso i cortili di una delle più importanti università private, la Luiss di Roma, per contattare possibili reclute. Cosa cercano e cosa trovano negli studenti italiani? Al di là delle specifiche esigenze ci sono richieste comuni: il neolaureato da "iniziare" non deve superare una certa età (spesso 25 anni, qualche volta 28) deve conoscere bene l'inglese, avere un buon voto di laurea (in genere non meno di 100/110), offrire disponibilità e dimostrare autonomia. La prima scrematura si fa su questi valori.

Ma sui risultati, non ci siamo. L'inglese prima di tutto: "I neolaureati assicurano di averne una buona conoscenza, ma spesso non è così - commenta Pierfrancesco Matarazzo, responsabile Risorse Umane per Dexia Crediop. Stesso rilievo per Microsoft: "La lingua è un vero problema, a tutti i livelli: lo scorso anno cercavamo 40 figure di alto profilo e non siamo riusciti ad assumere nemmeno un italiano, il livello tecnico in diversi casi era eccellente, ma l'inglese un disastro" dice Els Van de Water, senior manager Risorse Umane della multinazionale. Ma non è solo questione di "fluent english" mancano anche idee e autonomia. Il modo di proporsi per esempio: "Invece di dirci loro cosa sanno fare o cosa vorrebbero fare ci chiedono: voi cosa offrite?" notano alla Microsoft. Quanto ad autonomia, nei curriculum scarseggia. "Valutiamo bene l'Erasmus, certo, ma ci piace molto anche sapere se i ragazzi cercano di cavarsela da soli, magari facendo i baristi o i camerieri, possibilmente all'estero, per mantenersi agli studi. Lo riteniamo un ottimo avvio alla "gestione clienti" - dice la Van de Water - ma se da noi ciò è quasi prassi (lei è belga ndr) qui no, o almeno non lo si ritiene un requisito importante da inserire nel curriculum, spesso farcito di titoli che non raccontano niente. Bamboccioni? Un po' sì". Altra questione: la disponibilità a qualche sacrificio. "Qualche anno fa ce n'era un po' di più - dice Carlo Berardelli socio delle revisioni alla Deloitte - anche per le retribuzioni: noi ai neoassunti offriamo 22mila euro lordi di partenza, ma investiamo talmente tanto sulla formazione che dopo cinque anni sei sul mercato. Non tutti lo capiscono e non tutti sono disposti a spostarsi, nemmeno fra Roma e Milano".
E la preparazione com'è? Era decisamente migliore quando c'era il corso di laurea tradizionale. "Con il 3 più 2 di adesso si è perso in teoria e non si è guadagnato in pratica" è il commento generale. Ma è proprio così? "Nooo" è il coro dei ragazzi. Da Cristiana ad Andrea, da Viviana a Stefano tutti si dicono "disponibilissimi" sia a muoversi che a partire da zero. "Sono le aziende che se possono, negli stages, ci usano per fare fotocopie" accusano. Riassumendo, comunque, a tutti loro si può dare qualche consiglio: Erasmus, inglese e voglia di sporcarsi le mani. Tre mesi da cameriere a Londra possono valere più di molti altri titoli.
(31 maggio 2008)

http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universitarilavorano/career-day-luiss/career-day-luiss.html

Onisem
07-06-2008, 19:19
In italia ormai c'è una mentalità tale per cui sembra che darsi da fare non paghi (e magari alle volte nel nostro sistema succede), così si tende a vivacchiare.

ReverendoMr.Manson
07-06-2008, 19:37
E meno male che non sono andati alla Bocconi :sbonk: :sbonk: :sbonk:

Ma dico io proprio nelle università private dovevano andare. Di solito all'estero tutto ciò che è privato è migliore specialmente scuole/università ma in Italia funziona al contrario :(

_Magellano_
07-06-2008, 19:52
Con il sistema di istruzione che premia i ruffiani a discapito di chi si da da fare cosa ci dobbiamo aspettare? inutili incapaci che tifano la stessa squadra del professore e commentano le partite prendono voti piu alti di silenziosi quattrocchi che però valgono il doppio e producono il doppio.
Non è certo da stupirsi se l'università può rimediare solo in parte ad una certa mentalità di fondo anche perchè ormai l'università non è più una cosa per pochi ma una sorta di estensione del ciclo di studi un po come il dessert alla fine di una cena.

Wesker
07-06-2008, 20:09
Bah... io lavoro in una multinazionale... e dico che se i nostri dirigenti americani avessero un cervello più grande di quello di un canarino non ci troveremo nella situazione in cui siamo.

GUSTAV]<
07-06-2008, 20:33
. Una giornata con le aziende a caccia di talenti.
Alla Luiss il "career day" con i laureati e con 115 imprese internazionali

ROMA - Non sanno l'inglese, hanno poche idee piuttosto confuse e scarsa capacità propositiva: sì, in fondo i ragazzi italiani sono davvero un po' "bamboccioni". Le aziende internazionali che hanno a che fare con i nostri neolaureati danno ragione a Tommaso Padoa-Schioppa che quando utilizzò quel termine, qualche mese fa, scatenò risentimenti e polemiche in più di una generazione. Ma a sentire chi gira le università a caccia di nuovi talenti l'analisi dell'allora ministro dell'Economia non era del tutto sbagliata.

Lo dicono molte delle 115 aziende che ieri, nel "career day", hanno invaso i cortili di una delle più importanti università private, la Luiss di Roma, per contattare possibili reclute. Cosa cercano e cosa trovano negli studenti italiani? Al di là delle specifiche esigenze ci sono richieste comuni: il neolaureato da "iniziare" non deve superare una certa età (spesso 25 anni, qualche volta 28) deve conoscere bene l'inglese, avere un buon voto di laurea (in genere non meno di 100/110), offrire disponibilità e dimostrare autonomia. La prima scrematura si fa su questi valori.

Ma sui risultati, non ci siamo. L'inglese prima di tutto: "I neolaureati assicurano di averne una buona conoscenza, ma spesso non è così - commenta Pierfrancesco Matarazzo, responsabile Risorse Umane per Dexia Crediop. Stesso rilievo per Microsoft: "La lingua è un vero problema, a tutti i livelli: lo scorso anno cercavamo 40 figure di alto profilo e non siamo riusciti ad assumere nemmeno un italiano, il livello tecnico in diversi casi era eccellente, ma l'inglese un disastro" dice Els Van de Water, senior manager Risorse Umane della multinazionale. Ma non è solo questione di "fluent english" mancano anche idee e autonomia. Il modo di proporsi per esempio: "Invece di dirci loro cosa sanno fare o cosa vorrebbero fare ci chiedono: voi cosa offrite?" notano alla Microsoft. Quanto ad autonomia, nei curriculum scarseggia. "Valutiamo bene l'Erasmus, certo, ma ci piace molto anche sapere se i ragazzi cercano di cavarsela da soli, magari facendo i baristi o i camerieri, possibilmente all'estero, per mantenersi agli studi. Lo riteniamo un ottimo avvio alla "gestione clienti" - dice la Van de Water - ma se da noi ciò è quasi prassi (lei è belga ndr) qui no, o almeno non lo si ritiene un requisito importante da inserire nel curriculum, spesso farcito di titoli che non raccontano niente. Bamboccioni? Un po' sì". Altra questione: la disponibilità a qualche sacrificio. "Qualche anno fa ce n'era un po' di più - dice Carlo Berardelli socio delle revisioni alla Deloitte - anche per le retribuzioni: noi ai neoassunti offriamo 22mila euro lordi di partenza, ma investiamo talmente tanto sulla formazione che dopo cinque anni sei sul mercato. Non tutti lo capiscono e non tutti sono disposti a spostarsi, nemmeno fra Roma e Milano".
E la preparazione com'è? Era decisamente migliore quando c'era il corso di laurea tradizionale. "Con il 3 più 2 di adesso si è perso in teoria e non si è guadagnato in pratica" è il commento generale. Ma è proprio così? "Nooo" è il coro dei ragazzi. Da Cristiana ad Andrea, da Viviana a Stefano tutti si dicono "disponibilissimi" sia a muoversi che a partire da zero. "Sono le aziende che se possono, negli stages, ci usano per fare fotocopie" accusano. Riassumendo, comunque, a tutti loro si può dare qualche consiglio: Erasmus, inglese e voglia di sporcarsi le mani. Tre mesi da cameriere a Londra possono valere più di molti altri titoli.
(31 maggio 2008)

http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universitarilavorano/career-day-luiss/career-day-luiss.html
"il neolaureato da "iniziare" non deve superare una certa età (spesso 25 anni, qualche volta 28) deve conoscere bene l'inglese, avere un buon voto di laurea (in genere non meno di 100/110), offrire disponibilità e dimostrare autonomia. La prima scrematura si fa su questi valori."
e che fà gli uovi d'oro :O

Essì, lo vogliono giovane e che ha studiato tutto, la classica gallina dalle uovi d'oro.
a 25 anni è una mente molto manipolabile.. e seppoi ha passato la sua
vita a studiare sui libri, lo è ancora di più.. :asd:

Window Vista
08-06-2008, 10:44
Quindi è colpa nostra? :confused:

ulk
08-06-2008, 10:49
Quindi è colpa nostra? :confused:

Solite minchiate, questi qua cercano il plurilaureato con conoscenza multilingua da pagare il meno possibile. Hai presente gli annunci stile praxi?

GUSTAV]<
08-06-2008, 11:58
Solite minchiate, questi qua cercano il plurilaureato con conoscenza multilingua da pagare il meno possibile. Hai presente gli annunci stile praxi?
Quoto :D

Window Vista
08-06-2008, 13:45
esatto....poi se accetti il lavoro ti chiedono di rimanere qualche ora in più, di fare sacrifici, ti sbandierano ruoli che potrai forse un giorno assumere se ti impegnerai quelle 23/24 ore al giorno.....per un stipendio da fame. Preferisco il vivacchio di gran lunga.

Ma allora così è essere furbi!!

Devi avere esperienza e un neolaureato non c'è l'ha, e poi ci sta la gavetta come in tutti i lavori, no?
In cucina nn è così?
Prima devi imparare e poi puoi tirar su i soldi, devi fare sacrifici, quindi fa bn a dire così!!!:)

Marko91
08-06-2008, 13:50
esatto....poi se accetti il lavoro ti chiedono di rimanere qualche ora in più, di fare sacrifici, ti sbandierano ruoli che potrai forse un giorno assumere se ti impegnerai quelle 23/24 ore al giorno.....per un stipendio da fame. Preferisco il vivacchio di gran lunga.

Il figlio di un collega di mio papà ha 26 anni, conosce francese, inglese, tedesco, si è laureato con 110L alla Bocconi e ora lavora a Londra, in una agenzia di rating. Lavora circa 14 ore al giorno e prende un 100.000€ all'anno di stipendio, con grandi possibilità di fare carriera e un giorno di prendere 10 volte quella cifra di stipendio....
Se uno lavora tanto ed è determinato, le porte che si possono aprire sono tante.

Wesker
08-06-2008, 13:53
esatto....poi se accetti il lavoro ti chiedono di rimanere qualche ora in più, di fare sacrifici, ti sbandierano ruoli che potrai forse un giorno assumere se ti impegnerai quelle 23/24 ore al giorno.....per un stipendio da fame. Preferisco il vivacchio di gran lunga.

Confermo. nella multinazionale in cui lavoro è esattamente così...

Tra l'altro, se le cose vanno bene non ti ringraziano molto, ma se vanno male ti inculano subito.

Wesker
08-06-2008, 13:54
Il figlio di un collega di mio papà ha 26 anni, conosce francese, inglese, tedesco, si è laureato con 110L alla Bocconi e ora lavora a Londra, in una agenzia di rating. Lavora circa 14 ore al giorno e prende un 100.000€ all'anno di stipendio, con grandi possibilità di fare carriera e un giorno di prendere 10 volte quella cifra di stipendio....
Se uno lavora tanto ed è determinato, le porte che si possono aprire sono tante.

Se lavora 14 ore al giorno e ne dorme 7, cosa fa d'altro.

Ricordo che si lavora per vivere, non si vive per lavorare.

Willy McBride
08-06-2008, 13:57
Il figlio di un collega di mio papà ha 26 anni, conosce francese, inglese, tedesco, si è laureato con 110L alla Bocconi e ora lavora a Londra, in una agenzia di rating. Lavora circa 14 ore al giorno e prende un 100.000€ all'anno di stipendio, con grandi possibilità di fare carriera e un giorno di prendere 10 volte quella cifra di stipendio....
Se uno lavora tanto ed è determinato, le porte che si possono aprire sono tante.

E qui in Italia prenderebbe un terzo...

ulk
08-06-2008, 14:15
Se lavora 14 ore al giorno e ne dorme 7, cosa fa d'altro.

Ricordo che si lavora per vivere, non si vive per lavorare.

Si va beh probabilmente, se è così, si può permettere le escort. Di certo può aspirare a di meglio se conosce tre lingue.

Ileana
08-06-2008, 14:21
<;22799089']"il neolaureato da "iniziare" non deve superare una certa età (spesso 25 anni, qualche volta 28) deve conoscere bene l'inglese, avere un buon voto di laurea (in genere non meno di 100/110), offrire disponibilità e dimostrare autonomia. La prima scrematura si fa su questi valori."
e che fà gli uovi d'oro :O

Essì, lo vogliono giovane e che ha studiato tutto, la classica gallina dalle uovi d'oro.
a 25 anni è una mente molto manipolabile.. e seppoi ha passato la sua
vita a studiare sui libri, lo è ancora di più.. :asd:

Solite minchiate, questi qua cercano il plurilaureato con conoscenza multilingua da pagare il meno possibile. Hai presente gli annunci stile praxi?

Cercasi 18enne, laureato in ingegneria aerospaziale specializzato in sviluppo di reattori termonucleari, con 10 anni di esperienza nel campo :O


Il figlio di un collega di mio papà ha 26 anni, conosce francese, inglese, tedesco, si è laureato con 110L alla Bocconi e ora lavora a Londra, in una agenzia di rating. Lavora circa 14 ore al giorno e prende un 100.000€ all'anno di stipendio, con grandi possibilità di fare carriera e un giorno di prendere 10 volte quella cifra di stipendio....
Se uno lavora tanto ed è determinato, le porte che si possono aprire sono tante.
Si, ok, anche io un paio di persone del genere le conosco.
ma sono casi a parte.
Sinceramente manco se studiassi 26h al giorno riuscirei a fare 'na roba simile.
Considerando poi che ho anche una vita al di fuori del libro, mi scoccerebbe buttarla nel cesso :fagiano:

^TiGeRShArK^
08-06-2008, 14:27
Il figlio di un collega di mio papà ha 26 anni, conosce francese, inglese, tedesco, si è laureato con 110L alla Bocconi e ora lavora a Londra, in una agenzia di rating. Lavora circa 14 ore al giorno e prende un 100.000€ all'anno di stipendio, con grandi possibilità di fare carriera e un giorno di prendere 10 volte quella cifra di stipendio....
Se uno lavora tanto ed è determinato, le porte che si possono aprire sono tante.

e grazie al ca...
a LONDRA.
A londra pure io avrei uno stipendio della madonna...
ma ti ricordo che siamo in italia...:stordita:

ferste
08-06-2008, 15:28
la Luiss di Roma,

prott prott prott.....potevano andare a cercarli a Castellanza gia che c'erano..........

Washakie
08-06-2008, 16:16
prott prott prott.....potevano andare a cercarli a Castellanza gia che c'erano..........

Quoto...Tra l'altro anche come internazionalità fa pena...


Parlando della conoscenza delle lingua inglese è indubbio che (anche nelle università) aumenta esponenzialmente da sud verso nord (non solo in Italia, ma in tutta Europa).


E meno male che non sono andati alla Bocconi :sbonk: :sbonk: :sbonk:

Ma dico io proprio nelle università private dovevano andare. Di solito all'estero tutto ciò che è privato è migliore specialmente scuole/università ma in Italia funziona al contrario :(
Questo credo sia il commento più stupido, immotivato e lontano dalla realtà che io abbia letto sinora.

wildsliver
08-06-2008, 16:46
Il figlio di un collega di mio papà ha 26 anni, conosce francese, inglese, tedesco, si è laureato con 110L alla Bocconi e ora lavora a Londra, in una agenzia di rating. Lavora circa 14 ore al giorno e prende un 100.000€ all'anno di stipendio, con grandi possibilità di fare carriera e un giorno di prendere 10 volte quella cifra di stipendio....
Se uno lavora tanto ed è determinato, le porte che si possono aprire sono tante.

in inghilterra un mio amico lavora come cameriere e dice di guadagnare molto di più di quanto era programmatore in italia (con laurea)

è l'italia che sta con un piede nella fossa :muro: