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View Full Version : [ POLITICA ] Per i partiti la Mafia non esiste - Elio Veltri


Ser21
26-03-2008, 10:06
Per i partiti la Mafia non esiste




di Elio Veltri - Megachip - 22 marzo 2008

I programmi dei partiti (tutti) sorvolano sulla mafia. E non mi riferisco a quella delle fiction televisive e dei romanzi rosa.




Parlo della mafia S.pA (Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra, Sacra Corona Unita), la più grande multinazionale europea, con un fatturato valutato almeno 140 miliardi di Euro (Fonte Confesercenti; Procura nazionale antimafia, Commissione antimafia del Parlamento) che investe in 18 paesi del mondo e che a detta della relazione della Commissione antimafia del Parlamento sulla Ndrangheta ( febbraio 2008), ha “colonizzato” Milano.



La relazione lo dice perché sa che saremo pochissimi a leggerla, altrimenti non sarebbe stata approvata alla unanimità, e dopo averla letta non potremo fare nulla perché gli organi di informazione hanno per l'argomento un rifiuto maggiore dei politici. D'altronde, negli atti del Parlamento da anni è depositato un documento della DIA (Direzione investigativa antimafia) che indica il numero degli affiliati in 1.800.000, mentre le televisioni parlano di 10-15 mila affiliati e secondo diverse fonti attendibili il patrimonio consolidato delle mafie ha un valore di 1000 miliardi, un po' meno del debito pubblico. Dell'argomento si occupano cattedre di prestigiose università, il Senato degli Stati Uniti, l'Onu, l'Unione Europea. Ma i politici italiani promettono: diminuzione delle tasse, maggiore sicurezza sul lavoro, riduzione del precariato e più posti di lavoro, pur sapendo che investitori i altri paesi da noi non investono i loro capitali perché abbiamo in casa una delle cinque mafie più potenti del mondo, ma anche la più rispettata perché ha fornito alle altre cultura, modelli di comportamento ed esempi rari di accordi con la politica, con l'economia e la finanza. Quindi, i programmi e i comizi elettorali, anche televisivi, sono falsi perché oltre il 40 per cento della ricchezza prodotta è illegale e criminale e non paga né tasse né contributi. Il silenzio serve anche a convincere i cittadini, che il problema rimane confinato alle quattro regioni meridionali, nonostante MAFIA SpA ricicli e investa il denaro principalmente da Roma in su e all'estero.

IL Senatore Kerry ha titolato il suo rapporto al Senato degli Stati Uniti ”The new war”, quella contro il crimine organizzato che è uscito vincente dalla globalizzazione, dall'uso di Internet, dalla caduta delle frontiere. Luise I. Shelley, direttore del Transnational Crime and Corruption della Università di Washington ha osservato:” la criminalità transnazionale sarà per i legislatori il problema dominante del ventunesimo secolo, così come lo fu la guerra fredda per il ventesimo e il colonialismo per il diciannovesimo” Se ne sono accorti tutti tranne i nostri leader politici e i nostri organi di informazione.

Poiché da mesi leggo sull'argomento libri e documenti mi sono chiesto il perché di tanto silenzio, interrotto solo da due intellettuali, Sartori e Saviano, che hanno intuito il problema ma non sono entrati nel merito più di tanto. So bene che qualche altro giornalista ogni tanto ne scrive, ma purtroppo per chi scrive e per noi, non provoca dibattito, perché se il dibattito occupasse le trasmissioni tv si dovrebbe chiedere lo scioglimento di consigli comunali del Nord Italia, una attenzione particolare al comune di Milano, e, soprattutto, si dovrebbe dire che la legge sulla confisca dei beni non funziona, che i paradisi fiscali andrebbero posti sotto embargo, che le banche italiane non dovrebbero aprirvi sedi e che non dovrebbero farlo nemmeno le società quotate in borsa. Inoltre banche e società finanziarie con tracce di denaro criminale andrebbero punite almeno con la sostituzione dei dirigenti e va da sé che analoga misura dovrebbe riguardare tutti gli uomini politici coinvolti. Quindi, in un paese come il nostro, non si può.

Ma, tornando alle domande, credo che le uniche risposte possibili siano queste:

1) I dirigenti dei partiti sanno, ma non hanno il coraggio di aprire una voragine dagli esiti imprevedibili. Quindi si comportano come se non sapessero, per viltà.

2) I dirigenti dei partiti sono collusi direttamente o per interposte persone. Come lo fu Andreotti a suo tempo.

3) I dirigenti dei partiti sono ignoranti perché presi dal teatrino della politica e sensibili solo all'informazione televisiva. Il che significa che si circondano di persone che sanno meno di loro;

4) I dirigenti dei partiti sanno, sottovalutano il problema e pensano di evitare il terremoto della verità perché per la durata dei loro incarichi ci penserà lo stellone.

Se il professore americano e con lui tanti altri ( ho letto il libro del prof Masciandaro, docente alla Bocconi e consulente dell'ONU, “La farina del diavolo” del 2000!, che nella bibliografia riporta 32 voci di autori per la pubblicazione di oltre 50 volumi) avranno ragione, i dirigenti dei nostri partiti un giorno o l'altro saranno processati perché i nostri figli e i nostri nipoti saranno costretti a lavorare con imprese criminali e chissà in quanti lo fanno già senza saperlo. Saranno processati anche se furbescamente delegando il problema alla magistratura e alle forze dell'ordine pensano di potersene lavare le mani. Ma, una classe dirigente che delega il maggior problema politico del paese e ne fa un problema di ordine pubblico, prima o dopo deve pagare il conto.

Megachip


I politici non ci pensano nemmeno a toccare i LORO interessi e gli interessi degli amici degli amici...
Di questo passo è facilmente intuibile dove andremo a finire..
Come non essere cmq d'accordo con i politici,oramai mafia massoneria e poteri forti in generale non attirano più,basti vedere quanti reply ricevono thread del genere.
Se invece si parla del nomade che uccide guidando ubbriaco,quello si che tira....

Per tutto ciò,inizierei nel ringraziare i media e la politica ch eaccordandosi fra di loro hanno fatto diventare un dogma il principio secondo cui "Se non se ne parla = Non esiste".

stbarlet
26-03-2008, 11:06
ieri era comparso un articolo molto simile di pino corrias su "voglioscendere".. oggi è sparito :mbe:

Ser21
26-03-2008, 11:18
Interessante editoriale,ve lo propongo:

--


di Livio Pepino

Quando il sistema penale gira a vuoto

Alla vigilia della giornata della memoria e dell’impegno (momento di grande mobilitazione sui temi dell’antimafia) si susseguono segnali inquietanti. Due su tutti: il mantenimento di un ruolo di primo piano negli equilibri politici della Sicilia di personaggi politici in odore di mafia e, poi, la scarcerazione per scadenza dei termini massimi di custodia cautelare del figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore, condannato dalla Corte di appello di Palermo a undici anni e otto mesi di reclusione per associazione mafiosa. Fatti tra loro diversi ma egualmente esemplari, che interpellano la politica e la giustizia.
La crisi della politica è, ormai, una sorta di leitmotiv, ma tale diffusa consapevolezza raramente si traduce in reale rinnovamento. La situazione è ancor più grave di quella che, all’inizio degli anni Novanta, determinò la caduta della Prima Repubblica, a dimostrazione che non basta intervenire sulla ingegneria istituzionale (passando dal sistema proporzionale a quello maggioritario) per modificarla. La Seconda Repubblica è stata, infatti, una occasione di rinnovamento mancato anche per quanto riguarda i profili che qui interessano.
Essa – come ha osservato recentemente Antonio Ingroia – è nata alla fine di una terrificante stagione di stragi di mafia e anche di trattative con la mafia (di cui non sono stati individuati tutti gli artefici), ma nessuna recente Commissione parlamentare ha avuto la volontà o la forza di occuparsene. Il fatto è che da tempo la “questione mafia” e, più in generale, la “questione morale” hanno perso centralità nella politica e possono essere sacrificate senza troppa sofferenza – come accaduto nella legislatura appena conclusa – persino sull’altare di un voto contingente al Senato… Così, anche in questa ennesima campagna elettorale, personaggi come Cuffaro o Dell’Utri (condannati in primo grado, rispettivamente, per associazione mafiosa e per favoreggiamento nei confronti di personaggi di Cosa nostra) continuano a definire alleanze e liste di candidati, sono guardati con timoroso rispetto anche dagli avversari, pontificano – corteggiati e vezzeggiati – sui più importanti organi di stampa. È l’ennesimo segnale di una politica malata (oltre che di una informazione subalterna) non risanata da maquillage dell’ultima ora. Ciò rafforza la mafia come sistema di potere ed è incongruo e fuorviante occultarlo rivendicando alcune brillanti (e positive) operazioni contro questo o quell’esponente dell’ala militare di Cosa nostra o della ’ndrangheta. Per invertire la tendenza, occorre contrapporre a questi segnali elementi altrettanto esemplari di segno opposto, anche partendo dalla società civile (richiedendo specifici impegni in sede locale e nazionale, negando pubblicamente il voto a chi rifiuti di assumerli etc.).
A fronte di questa ambiguità e insufficienza della politica stanno una crescente marginalità dell’intervento giudiziario (nonostante le apparenze di alcuni processi clamorosi) e alcune sue clamorose defaillances. Di ciò è segno la scarcerazione di Riina, frutto non solo e non tanto – a quanto è dato comprendere in questa prima fase – di insipienze e di responsabilità individuali, quanto di un sistema penale che gira sempre più a vuoto producendo carte e non esiti. La ineffettività del sistema e lo sfascio incidono profondamente sulle stesse condizioni di vita delle persone e della collettività producendo, talora, effetti secondari pericolosi per la stessa convivenza democratica. Eppure i primi cenni di programma delle forze politiche che si candidano alla guida del Paese per il prossimo quinquennio sono – se possibile – ancor più deludenti di quelli che li hanno preceduti. Da una parte inasprimenti di pena per i reati di strada, nuova penalità e nuove carceri per i briganti, ulteriore depotenziamento delle possibilità di accertamento per i galantuomini, più drastici interventi sul piano ordinamentale, acritica (e impressionistica) importazione di istituti stranieri (a cominciare dalla giuria); dall’altra non più che la promessa (priva di concrete indicazioni sul come) di una crescita di efficienza della macchina giudiziaria, di tempi più rapidi per i processi, di improbabili accorpamenti di tribunali, di manager preposti alla gestione degli uffici... I veri problemi della giustizia e – in primis – il contrasto reale e non puramente cartaceo ai fenomeni criminali più rilevanti restano, ancora una volta, sullo sfondo.
In questo quadro è inutile coltivare illusioni. Ma continuare a sperare – e a impegnarsi concretamente nella direzione del cambiamento – è più che mai necessario.

Marlex
26-03-2008, 12:15
ovvio... altrimenti non si spiegherebbe la presenza di mafiosi prescritti e/o collusi nel senato della repubblica...

esistesse veramente la mafia... certe cose non potrebbero essere tollerate, no ???

oppure esiste ma... in fondo... massì-checcefrega...

Con mafia e camorra bisogna convivere e i problemi di criminalità ognuno li risolva come vuole.
(Pietro Lunardi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti - Governi berlusconi II e III)

...in fondo, considerando l'appartenenza politica di Lunardi (senatore di Forza Italia) secondo me parla con sufficiente "cognizione di causa"...

Ser21
26-03-2008, 12:20
Il problema sono i mezzi di informazione.
Se si parlasse di mafia&co come sif aceva ai tempi di mani pulite e falcone,oggi giorni ci sarebbe un'insurrezaione popolare di fronte a queste candidature...Invece succede che nessuno ne parla e quindi il fenomeno si mischia alla rassegnazione generale e diventa trasparente,ovvero non esiste più.

La frase di Lunardi nella mentalità Italiota si sta radicando sempre più: "con la mafia bisogna conviverci"...triste verità....

FabioGreggio
26-03-2008, 13:20
Elio Veltri è un grande.
Uno dei pochi uomini politici che non si è arricchito e ha 10 querele dall'entourage di Berlusconi di cui 5 vinte.

Infatti nessuno lo ha candidato.

fg

Ser21
26-03-2008, 15:35
a quanto pare dal numero di reply,nessuno lo ha cagato...

_fred_
26-03-2008, 16:15
Per i partiti la Mafia non esiste




di Elio Veltri - Megachip - 22 marzo 2008

I programmi dei partiti (tutti) sorvolano sulla mafia. E non mi riferisco a quella delle fiction televisive e dei romanzi rosa.





I politici non ci pensano nemmeno a toccare i LORO interessi e gli interessi degli amici degli amici...
Di questo passo è facilmente intuibile dove andremo a finire..
Come non essere cmq d'accordo con i politici,oramai mafia massoneria e poteri forti in generale non attirano più, basti vedere quanti reply ricevono thread del genere.
Se invece si parla del nomade che uccide guidando ubbriaco,quello si che tira....




E ci credo. La gente cerca di reagire, i commecianti taglieggiati dal pizzo si ribellano (o almeno tentano), ma se poi i criminali non vengono fermati e vengono liberati c'è poco da fare. Stessa cosa per la politica, se i candidati sono quelli che abbiamo stiamo freschi. Siamo arrivati al punto in cui l'unica soluzione sia quella di tirarsi un colpo alla testa...