gretas
21-03-2008, 11:43
Forse non doveva essere lui a dirlo, non durante il Festival di Sanremo per giustificate il calo di ascolti. Ma che stiamo diventando un Paese di.......insomma, di quella cosa lì, non c'è alcun dubbio. L'altro giorno ho preso l' Eurostar da Bologna a Roma, all'indomani dell'anteprima dell'ultimo film di Carlo Verdone. Dice : che c'entra Verdone con l' Eurostar ? C'entra, c'entra, Il suo nuovo film "Grande, grosso e Verdone" con una splendida Claudia Gerini e una bravissima Geppy Cucciari è il catalogo perfetto di tutte le volgarità italiane.
Il beccamorto che non rispetta il lutto di una famiglia. Il professore perbenista che la sera va, per così dire, a lucciole e incontra, sullo stesso marciapiede, l'onorevole moralista a ore alterne, magari reduce dal Family Day. Il tamarro e la moglie ancor più tamarra di lui che hanno messo al mondo un figlio coatto, ovviamente diffidato per due anni a frequentare gli stadi, e che seminano cafonaggine a pien mani in un hotel esclusivo di Taormina. Si ride dal primo minuto all'ultimo, poi però si scopre che quella satira degna del miglior Alberto Sordi in vacanza a Cortina o alla Biennale di Venezia riguarda un pò tutti noi.
E siamo all' Eurostar . In ritardo, tanto per cambiare, di tre quarti d'ora perchè qualcuno nella stazione di Milano ha rubato un pò di rame sui binari. La prima classe, dove un tempo la gente se ne stava composta e silenziosa a leggere, scrivere, lavorare, dormire, è un campionario di buzurri vestiti a festa. Chi ascolta musica sull' Ipod a tutto volume agitandosi come una gelatina, chi parla al tlefono a mille decibel vantando le proprie prodezze sessuali, chi lascia la suoneria a tutto volume, chi si leva le scarpe e si stropiccia i piedi poggiati sul sedile anteriore a due millimetri del naso del passeggero di fronte; chi racconta barzellette sporche con risata sguaiata incorporata, chi guarda film sul computer e ha cura di far sentire l'audio all'intera carrozza, chi mangia panini puzzolenti, sbriciolando da tutte le parti e pulendosi i deni con le dita, chi protesta col controllore perchè non ha il biglietto di seconda ma rivendica il diritto di sdraiarsi in prima "perchè tanto è mezza vuota".
Alla fine quando tutti scendono a Termini, la carrozza pare i mercati generali dopo la ritirata dei venditori: cartacce e sacchetti delle patatine e degli snack e oezi di pane sui ui sedili, bicchieri e bottigliette che rotolano nel corridoio, chiazze di Ace e Coca-Cola sui tavolini, giornali sfasciati in terra. E sulla cappelliera, desolate e intatte, le buste bianche e verdi in cui la voce dell'altoparlante ha raccomandato per tutto il viaggio di infilare i rifiuti. Poco dopo il treno riparte, gli addetti alle pulizie non faranno mai in tempo a rimetterlo al mondo, e chi ci salirà maledirà le Ferrovie dello Stato. mentre contribuirà a sporcare la carrozza ancora di più.
Per qusto mi è venuto in mente il film di Verdone. Perchè in quel film ci siamo tutto noi. Noi che, mentre i francesi già non ne possono più di quel tamarro del loro Presidente e rimpiangono quel signore di Chirac, continuiamo ad invidiare Sarkò e ci apprestiamo a rieleggere, per la terza volta, Berluskò.
Marco Travaglio
Il beccamorto che non rispetta il lutto di una famiglia. Il professore perbenista che la sera va, per così dire, a lucciole e incontra, sullo stesso marciapiede, l'onorevole moralista a ore alterne, magari reduce dal Family Day. Il tamarro e la moglie ancor più tamarra di lui che hanno messo al mondo un figlio coatto, ovviamente diffidato per due anni a frequentare gli stadi, e che seminano cafonaggine a pien mani in un hotel esclusivo di Taormina. Si ride dal primo minuto all'ultimo, poi però si scopre che quella satira degna del miglior Alberto Sordi in vacanza a Cortina o alla Biennale di Venezia riguarda un pò tutti noi.
E siamo all' Eurostar . In ritardo, tanto per cambiare, di tre quarti d'ora perchè qualcuno nella stazione di Milano ha rubato un pò di rame sui binari. La prima classe, dove un tempo la gente se ne stava composta e silenziosa a leggere, scrivere, lavorare, dormire, è un campionario di buzurri vestiti a festa. Chi ascolta musica sull' Ipod a tutto volume agitandosi come una gelatina, chi parla al tlefono a mille decibel vantando le proprie prodezze sessuali, chi lascia la suoneria a tutto volume, chi si leva le scarpe e si stropiccia i piedi poggiati sul sedile anteriore a due millimetri del naso del passeggero di fronte; chi racconta barzellette sporche con risata sguaiata incorporata, chi guarda film sul computer e ha cura di far sentire l'audio all'intera carrozza, chi mangia panini puzzolenti, sbriciolando da tutte le parti e pulendosi i deni con le dita, chi protesta col controllore perchè non ha il biglietto di seconda ma rivendica il diritto di sdraiarsi in prima "perchè tanto è mezza vuota".
Alla fine quando tutti scendono a Termini, la carrozza pare i mercati generali dopo la ritirata dei venditori: cartacce e sacchetti delle patatine e degli snack e oezi di pane sui ui sedili, bicchieri e bottigliette che rotolano nel corridoio, chiazze di Ace e Coca-Cola sui tavolini, giornali sfasciati in terra. E sulla cappelliera, desolate e intatte, le buste bianche e verdi in cui la voce dell'altoparlante ha raccomandato per tutto il viaggio di infilare i rifiuti. Poco dopo il treno riparte, gli addetti alle pulizie non faranno mai in tempo a rimetterlo al mondo, e chi ci salirà maledirà le Ferrovie dello Stato. mentre contribuirà a sporcare la carrozza ancora di più.
Per qusto mi è venuto in mente il film di Verdone. Perchè in quel film ci siamo tutto noi. Noi che, mentre i francesi già non ne possono più di quel tamarro del loro Presidente e rimpiangono quel signore di Chirac, continuiamo ad invidiare Sarkò e ci apprestiamo a rieleggere, per la terza volta, Berluskò.
Marco Travaglio