Jamal Crawford
17-03-2008, 22:35
Carceri di nuovo strapiene soprattutto per piccoli reati
Davide Madeddu
Quasi come prima. Cresce la popolazione dei detenuti nelle carceri d'Italia. Motivo? «Colpa delle leggi del centrodestra», quelle che si chiamano ex Cirielli, Bossi-Fini e Giovanardi-Fini. L'effetto indulto che due anni fa aveva svuotato le celle stracolme sembra essere ormai svanito del tutto e la popolazione carceraria è di nuovo in soprannumero, con un peggioramento della vita dentro le mura e un accumulo di tensioni che in alcuni penitenziari - come quello di Cosenza - si stanno già facendo sentire.
A scontare la pena dietro le sbarre ci sono, oggi, 51mila detenuti. Un dato preoccupante, secondo i responsabili del Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ma anche per le associazioni di volontariato carcerario e le organizzazioni sindacali. A lanciare l'allarme, spiegando che l'effetto dell'indulto sembra ormai svanito è il capo del Dap Ettore Ferrara nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'istituto per gli Studi penitenziari. Preoccupati soprattutto del costante aumento: a passi di circa mille ingressi in più al mese. La maggior parte sono persone che devono scontare pene ridotte. Immigrati e tossicodipendenti che si macchiano di reati legati alla loro condizione.
«A causa di diverse modifiche nelle procedure penali - ha spiegato Ferrara - si registra un turn over di circa 90mila persone all'anno che entrano ed escono dal carcere per periodi brevi. Attualmente, più del 50% dei detenuti rimane in carcere meno di 11 giorni».
«Sono ormai esauriti gli effetti dell'indulto, siamo ad una situazione drammatica, con 51mila presenze nelle carceri italiane ed un aumento di ben oltre mille unità al mese». A far lievitare i numeri, a leggere i dati elaborati dal Dap l'impennata è provocata dalla presenza di stranieri «oltre il 38 per cento, immigrati provenienti da 140 Paesi diversi e con bisogni e culture diverse da affrontare».
Una crescita si registra anche tra i tossicodipendenti la cui presenza è passata dal 10,27 per cento del 1992 al 25 per cento di quest'anno. Detenuti che, nella maggior parte dei casi dietro le sbarre restano per periodi molto brevi che non arrivano a quindici giorni.
Una situazione preoccupante anche secondo le organizzazioni sindacali e quelle che si occupano di volontariato carcerario che puntano il dito sulle leggi varate dal centrodestra. «Questi dati - fanno sapere dalla Funzione pubblica della Cgil - sono il frutto delle leggi volute dal centrodestra».
Luigi Manconi, sottosegretario alla Giustizia con delega per il settore penitenziario non ha dubbi. «Meno male che c'è stato l'indulto - esordisce - perché altrimenti nelle carceri si sarebbe arrivati a una situazione di vero pericolo».
Ossia? «Oggi ci sono 51mila persone - spiega - non ci fossero stati gli esodi dell'indulto si sarebbero superate le 70mila unità». Quanto alle cause che hanno fatto risalire il numero delle persone che si trovano in carcere il sottosegretario è categorico: «senza una modifica alle leggi Giovanardi-Fini, Bossi-Fini e alla ex Cirielli non si risolve nulla. Sono queste norme, infatti, la causa del sovraffollamento. L'indulto doveva essere un provvedimento straordinario e di emergenza per affrontare una situazione di emergenza cui sarebbero dovute seguire modifiche legislative che non ci sono state».
fonte l'unita'
Davide Madeddu
Quasi come prima. Cresce la popolazione dei detenuti nelle carceri d'Italia. Motivo? «Colpa delle leggi del centrodestra», quelle che si chiamano ex Cirielli, Bossi-Fini e Giovanardi-Fini. L'effetto indulto che due anni fa aveva svuotato le celle stracolme sembra essere ormai svanito del tutto e la popolazione carceraria è di nuovo in soprannumero, con un peggioramento della vita dentro le mura e un accumulo di tensioni che in alcuni penitenziari - come quello di Cosenza - si stanno già facendo sentire.
A scontare la pena dietro le sbarre ci sono, oggi, 51mila detenuti. Un dato preoccupante, secondo i responsabili del Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ma anche per le associazioni di volontariato carcerario e le organizzazioni sindacali. A lanciare l'allarme, spiegando che l'effetto dell'indulto sembra ormai svanito è il capo del Dap Ettore Ferrara nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'istituto per gli Studi penitenziari. Preoccupati soprattutto del costante aumento: a passi di circa mille ingressi in più al mese. La maggior parte sono persone che devono scontare pene ridotte. Immigrati e tossicodipendenti che si macchiano di reati legati alla loro condizione.
«A causa di diverse modifiche nelle procedure penali - ha spiegato Ferrara - si registra un turn over di circa 90mila persone all'anno che entrano ed escono dal carcere per periodi brevi. Attualmente, più del 50% dei detenuti rimane in carcere meno di 11 giorni».
«Sono ormai esauriti gli effetti dell'indulto, siamo ad una situazione drammatica, con 51mila presenze nelle carceri italiane ed un aumento di ben oltre mille unità al mese». A far lievitare i numeri, a leggere i dati elaborati dal Dap l'impennata è provocata dalla presenza di stranieri «oltre il 38 per cento, immigrati provenienti da 140 Paesi diversi e con bisogni e culture diverse da affrontare».
Una crescita si registra anche tra i tossicodipendenti la cui presenza è passata dal 10,27 per cento del 1992 al 25 per cento di quest'anno. Detenuti che, nella maggior parte dei casi dietro le sbarre restano per periodi molto brevi che non arrivano a quindici giorni.
Una situazione preoccupante anche secondo le organizzazioni sindacali e quelle che si occupano di volontariato carcerario che puntano il dito sulle leggi varate dal centrodestra. «Questi dati - fanno sapere dalla Funzione pubblica della Cgil - sono il frutto delle leggi volute dal centrodestra».
Luigi Manconi, sottosegretario alla Giustizia con delega per il settore penitenziario non ha dubbi. «Meno male che c'è stato l'indulto - esordisce - perché altrimenti nelle carceri si sarebbe arrivati a una situazione di vero pericolo».
Ossia? «Oggi ci sono 51mila persone - spiega - non ci fossero stati gli esodi dell'indulto si sarebbero superate le 70mila unità». Quanto alle cause che hanno fatto risalire il numero delle persone che si trovano in carcere il sottosegretario è categorico: «senza una modifica alle leggi Giovanardi-Fini, Bossi-Fini e alla ex Cirielli non si risolve nulla. Sono queste norme, infatti, la causa del sovraffollamento. L'indulto doveva essere un provvedimento straordinario e di emergenza per affrontare una situazione di emergenza cui sarebbero dovute seguire modifiche legislative che non ci sono state».
fonte l'unita'