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View Full Version : IL GIUDICE PAGHI I SUOI ERRORI


EarendilSI
29-02-2008, 10:31
È vero che siamo abituati a vederne di tutti i colori: ma certe decisioni della magistratura ci farebbero venire il dubbio, se non stessimo assistendo a delle tragedie, di essere su «Scherzi a parte».
Prendiamo ad esempio il caso di Gravina. Quando il giudice ha ordinato l’arresto del padre di Ciccio e Tore, per motivare la sua convinzione che i due piccoli non potevano essere spariti per disgrazia (ipotesi che invece ora appare la più probabile), ha scritto: «Resta il fatto insuperabile che Gravina di Puglia non è un comune di alta montagna, con crepacci, burroni e slavine pronti a seppellire per sempre i corpi dei malcapitati». Peccato che un luogo adatto a seppellire i corpi c’era, ed era lì a un palmo di naso. Ma non solo: basta aprire un vocabolario - o anche solo digitare su Internet, se proprio non si ha voglia di alzarsi dalla seggiola - per vedere che alla voce «gravina» si legge: «Profondo crepaccio eroso in terreni calcarei; ve ne sono in Puglia e in Lucania». Può un magistrato che lavora in Puglia non sapere che Gravina si chiama Gravina proprio perché pieno di gravine? Insomma era possibilissimo che i due fossero scomparsi per disgrazia. Eppure il magistrato l’ha escluso a priori e ha messo in galera il padre per omicidio. Per lui, c’era un fatto «insuperabile».
Di «insuperabile» sembra esserci invece la tranquillità con cui si possono prendere le decisioni più assurde senza timore di pagarne il dazio. Ieri, altro esempio, è stato scarcerato il figlio di Totò Riina, Salvuccio, condannato in appello a 8 anni e 10 mesi per mafia. «Scadenza dei termini di custodia cautelare», è stata la motivazione. «La Cassazione ha applicato la legge», ha commentato il presidente dell’Associazione Magistrati. Certo: i termini erano scaduti. Ma chi non ha chiuso il processo in tempo, se non i magistrati?
Anni fa un sostituto procuratore del tribunale dei minori di Milano accusò un povero papà di avere sodomizzato la figlia di due anni, che invece aveva un cancro al retto, del quale morì. Ma quel magistrato fu promosso per anzianità e, da sostituto che era, divenne capo del suo ufficio.
Certo: in tutti i lavori c’è gente che sbaglia, più o meno colpevolmente. Ma chi sbaglia di solito paga: ovunque, tranne che in magistratura, un mondo che vive di autocontrollo, un mondo dove non c’è distinzione di carriera tra persone meritevoli e incapaci. Qualche tempo fa il professor Pietro Ichino, che ora si candida con Veltroni, ha meritoriamente introdotto il tema dei «fannulloni» nella pubblica amministrazione. È tempo che la questione venga estesa alla magistratura. Difficile che il Pd riesca a convincere il suo alleato Di Pietro a seguirlo su questa strada. Ma è una strada che è indispensabile percorrere: non per un interesse di destra o di sinistra, ma per la sicurezza di tutti gli italiani.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=244625

Possibile che un qualsiasi lavoratore se sbaglia paga e nella magistratura, invece, si ottengono promozioni?
Se io sbaglio un progetto facendo perdere centinaia di migliaia di euro probabilmente la mia carriera sarà segnata, la magistratutra può e ha rovinato persone, famiglie in alcuni casi portandoli anche alla morte e nessuno che paghi per l'errore commesso....

giannola
29-02-2008, 10:35
condivido

Brakon
29-02-2008, 10:41
Sono d'accordo ma estenderei il discorso ad un più generico "Chi sbaglia deve pagare"... non è una novità che in Italia, più sei in alto, più hai il culo parato nel caso di errori.

Comunque riguardo a

Ma chi sbaglia di solito paga: ovunque, tranne che in magistratura, un mondo che vive di autocontrollo, un mondo dove non c’è distinzione di carriera tra persone meritevoli e incapaci.


Cosa? In Italia è PIENO di storie dove persone importanti fanno le peggio cose e vengono premiati! Ora l'articolo porta gl iesempi crepacuore di tre fatti di cronaca e la magistratura è diventata magicamente un covo di incompetenti? Sfido chiunque a giustificare chi, avendo commesso un errore talmente grave, viene premiato invece che punito. Succede, è sempre successo in tutte le cariche Italiane, è un cancro il "furbettismo" e lo statalismo che l'Italia si porta dietro da decenni.

Tanto per portare un controesempio... a essere puniti sono stati in passato Borsellino e Falcone, e in tempi recenti De Magistris e Forleo anche se questi ultimi in modo più "politically correct". L'articolo dice il vero, chi sbaglia deve pagare. Ma chi è nel giusto e invece di essere premiato viene punito? Di quelli non ne parliamo? La giustizia la vogliamo solo quando non ci tocca?

Lasciamo perdere la strumentalizzazione finale a scopo elettorale.

giannola
29-02-2008, 10:45
Sono d'accordo ma estenderei il discorso ad un più generico "Chi sbaglia deve pagare"... non è una novità che in Italia, più sei in alto, più hai il culo parato nel caso di errori.

Comunque riguardo a


Cosa? In Italia è PIENO di storie dove persone importanti fanno le peggio cose e vengono premiati! Ora l'articolo porta gl iesempi crepacuore di tre fatti di cronaca e la magistratura è diventata magicamente un covo di incompetenti? Sfido chiunque a giustificare chi, avendo commesso un errore talmente grave, viene premiato invece che punito. Succede, è sempre successo in tutte le cariche Italiane, è un cancro il "furbettismo" e lo statalismo che l'Italia si porta dietro da decenni.

Tanto per portare un controesempio... a essere puniti sono stati in passato Borsellino e Falcone, e in tempi recenti De Magistris e Forleo anche se questi ultimi in modo più "politically correct". L'articolo dice il vero, chi sbaglia deve pagare. Ma chi è nel giusto e invece di essere premiato viene punito? Di quelli non ne parliamo? La giustizia la vogliamo solo quando non ci tocca?

Lasciamo perdere la strumentalizzazione finale a scopo elettorale.

Beh fare bene il proprio lavoro dovrebbe costituire un dovere, quindi da un poliziotto mi aspetto che prenda i delinqunti, da un medico che salvi le persone.
Se poi il lavoro non solo lo fai bene ma nel tempo ci metti anche quella passione in più, quel qualcosa che fa la differenza allora sono d'accordo che si vada premiati.
;)

nomeutente
29-02-2008, 10:45
Approfondiamo.

Esiste già una legge sulla responsabilità del magistrato: la 117/88.

Nei casi citati non so se si possa applicare perché il magistrato non ha il compito di basarsi sull'etimologia di "gravina": non è un geologo e nemmeno un tuttologo. Il magistrato si basa sugli atti e deve basarsi su quelli: se il difensore non è stato in grado di sollevare davanti al giudice la questione "a Gravina ci sono le gravine, che sono delle fosse" è il difensore che non ha fatto il suo lavoro come si deve.

EarendilSI
29-02-2008, 10:50
Sono d'accordo ma estenderei il discorso ad un più generico "Chi sbaglia deve pagare"... non è una novità che in Italia, più sei in alto, più hai il culo parato nel caso di errori.

Comunque riguardo a


Cosa? In Italia è PIENO di storie dove persone importanti fanno le peggio cose e vengono premiati! Ora l'articolo porta gl iesempi crepacuore di tre fatti di cronaca e la magistratura è diventata magicamente un covo di incompetenti? Sfido chiunque a giustificare chi, avendo commesso un errore talmente grave, viene premiato invece che punito. Succede, è sempre successo in tutte le cariche Italiane, è un cancro il "furbettismo" e lo statalismo che l'Italia si porta dietro da decenni.

Tanto per portare un controesempio... a essere puniti sono stati in passato Borsellino e Falcone, e in tempi recenti De Magistris e Forleo anche se questi ultimi in modo più "politically correct". L'articolo dice il vero, chi sbaglia deve pagare. Ma chi è nel giusto e invece di essere premiato viene punito? Di quelli non ne parliamo? La giustizia la vogliamo solo quando non ci tocca?

Lasciamo perdere la strumentalizzazione finale a scopo elettorale.

Partiamo dalla fine...direi che in questo articolo non c'è nessuna strumentalizzazione a scopo elettorale ma vengono portati degli esempi espliciti, tornando indietro nel tempo si può parlare di Tortora, del giudice Lombardini, di Tangentopoli e di tanti altri casi...
L'articolo non porta nessuna giustificazione per chi ha sbagliato e non viene punito, l'articolo parla della magistratura e quindi generalizzare è inutili...

lowenz
29-02-2008, 10:57
Scusate tanto, ma quella del cancro al retto è al limite dell'assurdo: se proprio fosse vero (ma stento a crederci) la colpa è ovviamente dei periti medici, mica del giudice.

Fratello Cadfael
29-02-2008, 11:18
Approfondiamo.

Esiste già una legge sulla responsabilità del magistrato: la 117/88.

Nei casi citati non so se si possa applicare perché il magistrato non ha il compito di basarsi sull'etimologia di "gravina": non è un geologo e nemmeno un tuttologo. Il magistrato si basa sugli atti e deve basarsi su quelli: se il difensore non è stato in grado di sollevare davanti al giudice la questione "a Gravina ci sono le gravine, che sono delle fosse" è il difensore che non ha fatto il suo lavoro come si deve.

Scusate tanto, ma quella del cancro al retto è al limite dell'assurdo: se proprio fosse vero (ma stento a crederci) la colpa è ovviamente dei periti medici, mica del giudice.

Chissà perché il Giornale vorrebbe che i giudici stessero sempre sotto la spada di Damocle. A parte che nei casi riportati la responsabilità è più dei difensori e dei periti che del giudice... quanti giudici condannerebbero un potente sapendo che potrebbe fare ricorso avvalendosi dei migliori avvocati (mentre probabilmente lui dovrebbe pagarsi la difesa in proprio) e in caso di accoglimento chiedere risarcimenti miliardari?

EarendilSI
29-02-2008, 11:23
Chissà perché il Giornale vorrebbe che i giudici stessero sempre sotto la spada di Damocle. A parte che nei casi riportati la responsabilità è più dei difensori e dei periti che del giudice... quanti giudici condannerebbero un potente sapendo che potrebbe fare ricorso avvalendosi dei migliori avvocati (mentre probabilmente lui dovrebbe pagarsi la difesa in proprio) e in caso di accoglimento chiedere risarcimenti miliardari?

Il Giornale non parla solo di giudici, nel caso ecclatante del padre si parla di un sostituto procuratore...
Io sono dell'idea che una persona debba essere accusata e incarcerata solo se ci sono evidenti prove...
Troppi innocenti si son visti la vita rovinata perché un giudice, un magistrato, un procuratore l'ha accusato di qualcosa in modo superficiale, magari senza alcun controllo ma solo per omonimia, per una vaga somiglianza o solo perché a quel magistrato chissà cosa pensava...
Ma tanto la magistratura non paga anzi la carriera la fanno solo per anzianità e non per bravura...

dave4mame
29-02-2008, 11:29
Scusate tanto, ma quella del cancro al retto è al limite dell'assurdo: se proprio fosse vero (ma stento a crederci) la colpa è ovviamente dei periti medici, mica del giudice.

è vera, è vera.
me la ricordo bene anche se sono passati quasi vent'anni.
il padre era un omone enorme, il classico gigante innocuo.
la stampa lo dipinse come barbablu...

CYRANO
29-02-2008, 11:29
Che strana l'offensiva del giornale contro i giudici..non l'avrei mai detto...



Cò,aò,zò,a

nomeutente
29-02-2008, 11:30
Il Giornale non parla solo di giudici, nel caso ecclatante del padre si parla di un sostituto procuratore...
Io sono dell'idea che una persona debba essere accusata e incarcerata solo se ci sono evidenti prove...
Troppi innocenti si son visti la vita rovinata perché un giudice, un magistrato, un procuratore l'ha accusato di qualcosa in modo superficiale, magari senza alcun controllo ma solo per omonimia, per una vaga somiglianza o solo perché a quel magistrato chissà cosa pensava...
Ma tanto la magistratura non paga anzi la carriera la fanno solo per anzianità e non per bravura...

Gli innocenti incarcerati per sbaglio sono pochi. Mosche bianche, direi.
In compenso ci sono un sacco di criminali a piede libero.

E' pur vero che per un garantista (e io mi considero tale... anzi, mi prendo addirittura del buonista) è meglio un criminale in libertà che un innocente in prigione, però vista la situazione mi pare che gli errori giudiziari citati siano l'ultimo dei nostri problemi.

Trabant
29-02-2008, 11:32
Il Giornale non parla solo di giudici, nel caso ecclatante del padre si parla di un sostituto procuratore...
Io sono dell'idea che una persona debba essere accusata e incarcerata solo se ci sono evidenti prove...
Troppi innocenti si son visti la vita rovinata perché un giudice, un magistrato, un procuratore l'ha accusato di qualcosa in modo superficiale, magari senza alcun controllo ma solo per omonimia, per una vaga somiglianza o solo perché a quel magistrato chissà cosa pensava...
Troppi ... ma quanti scusa, hai dei dati quantitativi oggettivamente verificabili?

Io metterei in galera gli avvocati dei mafiosi, dei criminali acclarati, che sanno benissimo che il loro cliente è colpevole, e guadagnano cifre astronomiche escogitando tutti i trucchi possibili per non farli condannare, o per protrarre per anni i processi fino alla prescrizione (come fecero quelli del tuo padrone che erano pure parlamentari e un giorno stavano in tribunale e quello dopo a votare le leggi per non farlo condannare).

Fratello Cadfael
29-02-2008, 11:32
...
Ma tanto la magistratura non paga anzi la carriera la fanno solo per anzianità e non per bravura...
Su questo sono d'accordo. Ma rimane il fatto che il giudice dovrebbe essere sopra le parti e la magistratura dovrebbe essere irreprensibile (e se ci contesta qualcosa potrebbe essere perché qualcosa di male abbiamo fatto e non perché abbiamo un'altra fede politica, calcistica, religiosa o altro...). E non può lavorare serenamente se si sente sotto il ricatto della responsabilità civile...

Trabant
29-02-2008, 11:45
Ma che porcheria sto Giornale, il problema in Italia è che la magistratura non riesce a colpire spietatamente come dovrebbe i peggiori criminali che la fanno puntualmente franca per via delle pastoie del sistema e degli strapagati avvocati, e queste merde gettano discredito su un'intera categoria che si fa un mazzo quadrato, con gente che rischia la vita ogni giorno, che ha visto i suoi più eroici esponenti massacrati a kalashnikov e bombe dalla mafia.

E questo perchè il loro badrone non può farsi liberamente i porci affaracci sua.


Vergognatevi, fate schifo al cazzo.

rip82
29-02-2008, 11:58
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=244625

Possibile che un qualsiasi lavoratore se sbaglia paga e nella magistratura, invece, si ottengono promozioni?
Se io sbaglio un progetto facendo perdere centinaia di migliaia di euro probabilmente la mia carriera sarà segnata, la magistratutra può e ha rovinato persone, famiglie in alcuni casi portandoli anche alla morte e nessuno che paghi per l'errore commesso....

Articolo interessante, ma perche' non parlano di Squillante, Carnevale, delle porcate di Grasso quando era a Palermo? Nell'articolo sono citati piccoli errori giudiziari, perche' invece non citano dei VERI casi di mala (per non dire pessima) giustizia? Perche' non nominano i giudici che hanno agevolato la mafia?
Poi ci sono delle imprecisioni, per esempio un magistrato non firma gli ordini di custodia, li richiede e basta.
Il giornale non e' buono neanche come carta igienica.

nomeutente
29-02-2008, 12:03
queste merde
Vergognatevi, fate schifo al cazzo.

Così non va: 3 gg.

EarendilSI
29-02-2008, 12:07
Troppi ... ma quanti scusa, hai dei dati quantitativi oggettivamente verificabili?

Io metterei in galera gli avvocati dei mafiosi, dei criminali acclarati, che sanno benissimo che il loro cliente è colpevole, e guadagnano cifre astronomiche escogitando tutti i trucchi possibili per non farli condannare, o per protrarre per anni i processi fino alla prescrizione (come fecero quelli del tuo padrone che erano pure parlamentari e un giorno stavano in tribunale e quello dopo a votare le leggi per non farlo condannare).

Ma che porcheria sto Giornale, il problema in Italia è che la magistratura non riesce a colpire spietatamente come dovrebbe i peggiori criminali che la fanno puntualmente franca per via delle pastoie del sistema e degli strapagati avvocati, e queste merde gettano discredito su un'intera categoria che si fa un mazzo quadrato, con gente che rischia la vita ogni giorno, che ha visto i suoi più eroici esponenti massacrati a kalashnikov e bombe dalla mafia.

E questo perchè il loro badrone non può farsi liberamente i porci affaracci sua.


Vergognatevi, fate schifo al cazzo.

Chi si deve vergognare forse è qualcun altro visto che qui si sta parlando cmq di un problema che si è verificato più volte e si cerca di intervenire in modo pacato...
Il fatto che la magistratura non riesca a colpire in modo duro i peggiori criminali è un altro problema che bisogna affrontare e risolvere, infatti si sente parlare sempre più di certezza della pena sia a sx che a dx...
Per quanto riguarda gli avvocati dei mafiosi e dei peggiori criminali pure io mi chiedo come facciano a vivere con la propria coscienza sapendo di difendere dei criminali ma nello stesso tempo è da pensare che è giusto che chiunque debba avere una difesa, chiunque si possa difendere...

Per ultimo io non ho nessun padrone, mi ritengo fortunato di pensare liberamente e di prendere le mie decisioni in tutta libertà...

Cfranco
29-02-2008, 12:11
Possibile che un qualsiasi lavoratore se sbaglia paga e nella magistratura, invece, si ottengono promozioni?
A parte che la colpevolezza del giudice è tutta da dimostrare ( siamo garantisti a senso unico ? ) , mi pare che ci siano ampie categorie di persone che pagano poco o niente gli errori che fanno , ad esempio politici , giornalisti , medici , avvocati , notai e commercialisti ...

EarendilSI
29-02-2008, 12:19
Articolo interessante, ma perche' non parlano di Squillante, Carnevale, delle porcate di Grasso quando era a Palermo? Nell'articolo sono citati piccoli errori giudiziari, perche' invece non citano dei VERI casi di mala (per non dire pessima) giustizia? Perche' non nominano i giudici che hanno agevolato la mafia?
Poi ci sono delle imprecisioni, per esempio un magistrato non firma gli ordini di custodia, li richiede e basta.
Il giornale non e' buono neanche come carta igienica.

Scusa che porcate avrebbe fatto Grasso quando era a Palermo?!?
Leggo su Wikipedia:
"A Palermo da Procuratore della Repubblica dall'agosto del 1999, sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, sono stati arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, che erano inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ha ottenuto 380 ergastoli e centinaia di condanne circa per un totale di migliaia di anni di carcere."

lowenz
29-02-2008, 12:19
è vera, è vera.
me la ricordo bene anche se sono passati quasi vent'anni.
il padre era un omone enorme, il classico gigante innocuo.
la stampa lo dipinse come barbablu...
Ma come è possibile pensare in primis a violenza carnale (così estrema poi) e non ad una malattia? :mbe:

Maverick18
29-02-2008, 12:22
Sono d'accordo ma estenderei il discorso ad un più generico "Chi sbaglia deve pagare"... non è una novità che in Italia, più sei in alto, più hai il culo parato nel caso di errori.


Esatto, inorridisco quando vedo manager che dopo aver fallito miseramente prendono una barca di soldi per andarsene.

trallallero
29-02-2008, 12:22
A parte che la colpevolezza del giudice è tutta da dimostrare ( siamo garantisti a senso unico ? ) , mi pare che ci siano ampie categorie di persone che pagano poco o niente gli errori che fanno , ad esempio politici , giornalisti , medici , avvocati , notai e commercialisti ...

vi quoto entrambi (:asd:)

rip82
29-02-2008, 12:28
Scusa che porcate avrebbe fatto Grasso quando era a Palermo?!?
Leggo su Wikipedia:
"A Palermo da Procuratore della Repubblica dall'agosto del 1999, sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, sono stati arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, che erano inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ha ottenuto 380 ergastoli e centinaia di condanne circa per un totale di migliaia di anni di carcere."

Ha smontato dalle fondamenta il lavoro fatto da Caselli, ossia la circolazione delle informazioni all'interno del pool e l'accorpamento delle inchieste simili.
Risultato: tanti pesci piccoli, e NESSUN colletto bianco.

EarendilSI
29-02-2008, 12:32
Ha smontato dalle fondamenta il lavoro fatto da Caselli, ossia la circolazione delle informazioni all'interno del pool e l'accorpamento delle inchieste simili.
Risultato: tanti pesci piccoli, e NESSUN colletto bianco.

Sarà che io di Caselli non ho una buona opinione ma a me sembra che Grasso abbia fatto decisamente meglio...

bluelake
29-02-2008, 12:32
Ma come è possibile pensare in primis a violenza carnale (così estrema poi) e non ad una malattia? :mbe:
Aprile 1989.
Lanfranco Schillaci, professore di Matematica a Limbiate, in provincia di Milano, trova tracce di sangue sul pannolino della sua bambina di due anni, Miriam, e fa la cosa più logica, quella che farebbero tutti: la porta al Pronto Soccorso.
La bambina presenta ematomi ed abrasioni nella zona perianale ed il medico conclude, affrettatamente, che potrebbe essere il segno di una violenza sessuale.
Così avverte il Tribunale dei Minori, che dispone ulteriori analisi e, in attesa dei risultati, allontana Miriam dalla famiglia.
A questo punto la notizia trapela.
I giornali vi si avventano sopra come avvoltoi su una carogna. Pubblicano tutto e di tutto, nomi e cognomi, fotografie, illazioni, descrizioni minuziose della presunta violenza, opinioni di medici, dettagli sulla vita privata della famiglia, interviste ai vicini, al parroco, ai conoscenti, a gente che non c'entra ma vuole dire la sua.
A Limbiate il via vai di telecamere è spaventoso.
L'indagine, che avrebbe dovuto essere discreta, diventa un sommario processo pubblico. La sentenza è già fatta: Lanfranco Schillaci è sbattuto in prima pagina come “il mostro di Limbiate”.
Se non che le ulteriori analisi disposte dal Tribunale dei Minori scagionano completamente il padre.
L’ematoma non è il segno di una violenza, ma di un "Teratoma sacro-coccigeo", cioè un cancro al retto, che porterà Miriam Schillaci alla morte, nel giro di pochi mesi, in Sicilia, dove Schillaci è tornato dopo tutto lo schifo che gli è stato fatto piovere addosso.
http://bisax.splinder.com/post/10236183/LA+DEONTOLOGIA+PROFESSIONALE+D#10236183

rip82
29-02-2008, 12:37
Sarà che io di Caselli non ho una buona opinione ma a me sembra che Grasso abbia fatto decisamente meglio...

Nessun berlusconiano ha una buona opinione di Caselli, penso che fosse perche' si era avvicinato parecchio a Roma e ad Arcore.
Lo stesso berlusconi ne aveva cosi' paura da fare la prima legge contra personam della storia della repubblica italiana, un decreto ad hoc che nel 2005 taglio' fuori Caselli dalla carica di procuratore nazionale antimafia.
Comunque ti ripeto, con Grasso sono finite le indagini su politici legati alla mafia.

Cfranco
29-02-2008, 13:32
Sarà che io di Caselli non ho una buona opinione ma a me sembra che Grasso abbia fatto decisamente meglio...
Per i politici sì .
Ha infatti accuratamente evitato di andare a caccia dei livelli più alti della mafia e della politica , ha accuratamente nascosto agli altri procuratori il pentimento di Giuffrè in maniera da impedirgli di vuotare il sacco sui politici , ha fatto fuori i sostituti che hanno lavorato alla ricerca dei referenti politici della mafia per sostituirli con gente più malleabile e meno interessata a scovare mafiosi , ha affondato il processo a Cuffaro forzando la richiesta di un' accusa ridicola e insostenibile al posto di quella ben più evidente e pesante di associazione mafiosa .
Grasso è uno che abbaia sempre ma non morde mai .
Non a caso Silvio Berlusconi gli ha cucito addosso una legge ad-hoc per estromettere Caselli dalla DIA e piazzare Grasso al suo posto .

blackgnat
29-02-2008, 13:47
Scusate tanto, ma quella del cancro al retto è al limite dell'assurdo: se proprio fosse vero (ma stento a crederci) la colpa è ovviamente dei periti medici, mica del giudice.

...cut...
postato lo stesso articolo do Bluelake !!

Fratello Cadfael
29-02-2008, 14:04
Ma come è possibile pensare in primis a violenza carnale (così estrema poi) e non ad una malattia? :mbe:
Semplice: a qualcuno sembrerà incredibile, ma il 70-80% degli abusi sui minori avvengono in ambito familiare. Bene hanno fatto dal Pronto Soccorso ad allertarsi subito e male hanno fatto a scambiare una cosa per un'altra.

elfoscuro
29-02-2008, 17:15
Troppi ... ma quanti scusa, hai dei dati quantitativi oggettivamente verificabili?

Io metterei in galera gli avvocati dei mafiosi, dei criminali acclarati, che sanno benissimo che il loro cliente è colpevole, e guadagnano cifre astronomiche escogitando tutti i trucchi possibili per non farli condannare, o per protrarre per anni i processi fino alla prescrizione (come fecero quelli del tuo padrone che erano pure parlamentari e un giorno stavano in tribunale e quello dopo a votare le leggi per non farlo condannare).

la cosa fantastica è sono gli stessi che poi si lamentano dei processi troppo lunghi. E no, non è possibile che i processi durino così tanto cribbio!

Jackari
29-02-2008, 22:32
cmq la giustizia in italia fa veramente :puke: soprattutto in ambito penale dopo si assommano le incapacità e la superficialità delle forze dell'ordine e degli organi della p.a. (prefetti questori). sembra proprio che nè polizia, nè carabinieri, nè p.m., nè giudici (ma questi in misura minore) sappiano fare il loro lavoro. oltre i fratellina di gravina, ci sono anche il caso Sandri, il caso Raciti, la sentenza sul caso Placanica e chi più ne ha più ne metta. Anche il processo sulla strage di Erba è, a mio parere, scandaloso: è scandaloso che vengono ascoltati centinaia di testi e che vengano fatte decine di udienze. c'è la testimonianza di chi era sul luogo del delitto - una delle vittime - e la confessione dei colpevoli. quanto deve durare sto processo prima di concludersi con una condanna ??

_Magellano_
29-02-2008, 23:03
Io non sono informato come molti di voi lo sono (o almeno riescono a far finta di essere tanto da convincermi) quindi l'unica cosa che posso dire in quanto cittadino è che la fiducia globale nella magistratura è sempre meno.

cocis
01-03-2008, 00:28
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=244625

Possibile che un qualsiasi lavoratore se sbaglia paga e nella magistratura, invece, si ottengono promozioni?
Se io sbaglio un progetto facendo perdere centinaia di migliaia di euro probabilmente la mia carriera sarà segnata, la magistratutra può e ha rovinato persone, famiglie in alcuni casi portandoli anche alla morte e nessuno che paghi per l'errore commesso....

Sono d'accordo ma estenderei il discorso ad un più generico "Chi sbaglia deve pagare"... non è una novità che in Italia, più sei in alto, più hai il culo parato nel caso di errori.

Comunque riguardo a


Cosa? In Italia è PIENO di storie dove persone importanti fanno le peggio cose e vengono premiati! Ora l'articolo porta gl iesempi crepacuore di tre fatti di cronaca e la magistratura è diventata magicamente un covo di incompetenti? Sfido chiunque a giustificare chi, avendo commesso un errore talmente grave, viene premiato invece che punito. Succede, è sempre successo in tutte le cariche Italiane, è un cancro il "furbettismo" e lo statalismo che l'Italia si porta dietro da decenni.

Tanto per portare un controesempio... a essere puniti sono stati in passato Borsellino e Falcone, e in tempi recenti De Magistris e Forleo anche se questi ultimi in modo più "politically correct". L'articolo dice il vero, chi sbaglia deve pagare. Ma chi è nel giusto e invece di essere premiato viene punito? Di quelli non ne parliamo? La giustizia la vogliamo solo quando non ci tocca?

Lasciamo perdere la strumentalizzazione finale a scopo elettorale.

quoto .. sbagliano e non pagano..
sarebe da mettere il giudice ora dentro per tuto il tempo che ha fatto stare il padre.. :mad:

ulk
01-03-2008, 00:35
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=244625

Possibile che un qualsiasi lavoratore se sbaglia paga e nella magistratura, invece, si ottengono promozioni?
Se io sbaglio un progetto facendo perdere centinaia di migliaia di euro probabilmente la mia carriera sarà segnata, la magistratutra può e ha rovinato persone, famiglie in alcuni casi portandoli anche alla morte e nessuno che paghi per l'errore commesso....

Nel caso di Gravina l'errore del giudice sta prima, nell'affidare al padre i due bambini.

naitsirhC
02-03-2008, 11:32
Approfondiamo.

Esiste già una legge sulla responsabilità del magistrato: la 117/88.

Nei casi citati non so se si possa applicare perché il magistrato non ha il compito di basarsi sull'etimologia di "gravina": non è un geologo e nemmeno un tuttologo. Il magistrato si basa sugli atti e deve basarsi su quelli: se il difensore non è stato in grado di sollevare davanti al giudice la questione "a Gravina ci sono le gravine, che sono delle fosse" è il difensore che non ha fatto il suo lavoro come si deve.

Se non ti arreca disturbo, potresti approfondire anche la parte che ho evidenziato in grassetto?

LucaTortuga
02-03-2008, 12:32
Non si può sottoporre il lavoro di indagine (forze dell'ordine, p.m.) e di giudizio (giudice, consulenti tecnici) alla paura di sbagliare.
Gli errori del personale di giustizia vanno puniti solo quando vi si possa ravvisare dolo (ossia non si tratti di errori veri e propri, ma di "sbagli voluti" in mala fede, e bisogna provarlo).
Per correggere gli "errori" colposi (la cui responsabilità va comunque spartita tra tutti coloro che hanno contribuito alla decisione finale, dal carabiniere che ha raccolto le prove, al tecnico che le ha esaminate) esistono già il tribunale del riesame, i tre gradi di giudizio, nonchè i risarcimenti che lo Stato concede al cittadino ingiustamente condannato.
Questi problemi vengono dibattuti da quando esiste un sistema giudiziario vero e proprio (dai tempi dell'antica Roma); secoli di esperienza hanno portato a raggiungere un delicato equilibrio tra la necessità di perseguire efficacemente i delitti e le garanzie necessarie a ridurre al minimo (senza azzerare, è impossibile) la possibilità che un innocente sia condannato ingiustamente.
Il sistema è ottimo, di per sè.
Se poi non funziona perchè vengono sistematicamente tagliati i fondi e i tribunali sono cronicamente sotto organico, bisognerebbe chiedersi a chi giova.

Jackari
02-03-2008, 12:41
Non si può sottoporre il lavoro di indagine (forze dell'ordine, p.m.) e di giudizio (giudice, consulenti tecnici) alla paura di sbagliare.
Gli errori del personale di giustizia vanno puniti solo quando vi si possa ravvisare dolo (ossia non si tratti di errori veri e propri, ma di "sbagli voluti" in mala fede, e bisogna provarlo).
Per correggere gli "errori" colposi (la cui responsabilità va comunque spartita tra tutti coloro che hanno contribuito alla decisione finale, dal carabiniere che ha raccolto le prove, al tecnico che le ha esaminate) esistono già il tribunale del riesame, i tre gradi di giudizio, nonchè i risarcimenti che lo Stato concede al cittadino ingiustamente condannato.
Questi problemi vengono dibattuti da quando esiste un sistema giudiziario vero e proprio (dai tempi dell'antica Roma); secoli di esperienza hanno portato a raggiungere un delicato equilibrio tra la necessità di perseguire efficacemente i delitti e le garanzie necessarie a ridurre al minimo (senza azzerare, è impossibile) la possibilità che un innocente sia condannato ingiustamente.
Il sistema è ottimo, di per sè.
Se poi non funziona perchè vengono sistematicamente tagliati i fondi e i tribunali sono cronicamente sotto organico, bisognerebbe chiedersi a chi giova.

a mio parere oltre che il dolo deve essere punita anche la colpa grave, SENZA OMBRA DI DUBBIO. se il primo può rilevare come fatto penale, il secondo non può non rilevare quale fatto che va a pesare sulla carriera del magistrato. il magistrato quando prende una decisione deve essere sicuro della sua decisione, e la stessa non può che risiedere su precisi elementi di fatto che la sorreggono.
ma in ogni caso già punire il dolo, anche con sanzioni disciplinari, mi parrebbe un passo avanti. se un magistrato a conoscenza di motivi di astensione, non si astensione dalle indagini, ad es. , dovrà risponderne in sede disciplinare. invece da noi chi indaga su colui che gli ha arrestato il fratello (mi riferisco ad un caso in cui fu coinvolto di pietro), nonostante tutte le accuse portate vengono smentite di ogni fondamento, viene destinato ad altri uffici (invece di essere allontatnato dalla magistratura con un sonoro calcione nel didietro).

Onisem
02-03-2008, 13:07
E' un principio condivisibile, anche se credo che in certi ambiti l'errore umano sia sempre possibile è a pagare dovrebbe essere l'organizzazione/azienda più che chi materialmente lo compie. Detto questo, l'articolo è a dir poco strumentale e non c'è da stupirsene visto il pulpito da cui proviene.

nomeutente
03-03-2008, 08:50
Se non ti arreca disturbo, potresti approfondire anche la parte che ho evidenziato in grassetto?

Nessun disturbo: siamo qui apposta per confrontarci :)

Devo dire però che non mi interessa molto la cronaca nera e quindi il mio è un discorso generale in merito alla responsabilità dei magistrati (e infatti ho precisato: "Nei casi citati non so se si possa applicare" [...] "se il difensore").

I casi sono due:
1) la tesi "non ci sono fosse" se l'è inventata il giudice perché nessun atto processuale arriva a questa conclusione; se ciò è stato determinante ai fini della decisione (cioè tutti gli altri atti davano esito contrario) allora significa che il giudice non si è basato sugli atti ma ha introdotto elementi arbitrari e può essere denunciato sulla base della legge 117/88 già citata;
2) la tesi "non ci sono fosse" è stata utilizzata dall'accusa e, per quanto imprecisa, non è stata contestata dalla difesa: in tal caso il giudice ha fatto il suo dovere, motivando le decisioni sulla base di ciò che emerge dagli atti, mentre è in difetto la difesa che non ha contestato questa specifica tesi accusatoria presentando una perizia tecnica che dimostra che invece a Gravina è pieno di fosse.

In nessun caso è necessaria una nuova legge per punire il magistato: nel primo caso perché c'è già, nel secondo caso perché non è colpa del magistrato se la difesa non ha prodotto sufficienti elementi per scagionare l'indagato.

Ricordiamoci del concetto fondamentale: il giudice basa la decisione sugli atti, non è suo compito produrre le prove o indicare i testi.

generals
03-03-2008, 09:41
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=244625

Possibile che un qualsiasi lavoratore se sbaglia paga e nella magistratura, invece, si ottengono promozioni?
Se io sbaglio un progetto facendo perdere centinaia di migliaia di euro probabilmente la mia carriera sarà segnata, la magistratutra può e ha rovinato persone, famiglie in alcuni casi portandoli anche alla morte e nessuno che paghi per l'errore commesso....

c'hanno provato, passò anche un referendum sulla questione ma la corporazione è troppo potente e non se ne è fatto e farà mai nulla.....:rolleyes:

generals
03-03-2008, 09:43
Che strana l'offensiva del giornale contro i giudici..non l'avrei mai detto...



Cò,aò,zò,a

però è un problema reale, e a parte questi casi eclatanti di arresto per omicidio sai quante sentenze assurde i cittadini nel quotidiano si trovano a dovere subire? l'incompetenza ma soprattutto la mancanza di qualsivoglia responsabilità risarcitoria fa si che il giudice se ne infischi altamente dei diritti del cittadino :muro:

generals
03-03-2008, 09:48
Nessun disturbo: siamo qui apposta per confrontarci :)

Devo dire però che non mi interessa molto la cronaca nera e quindi il mio è un discorso generale in merito alla responsabilità dei magistrati (e infatti ho precisato: "Nei casi citati non so se si possa applicare" [...] "se il difensore").

I casi sono due:
1) la tesi "non ci sono fosse" se l'è inventata il giudice perché nessun atto processuale arriva a questa conclusione; se ciò è stato determinante ai fini della decisione (cioè tutti gli altri atti davano esito contrario) allora significa che il giudice non si è basato sugli atti ma ha introdotto elementi arbitrari e può essere denunciato sulla base della legge 117/88 già citata;
2) la tesi "non ci sono fosse" è stata utilizzata dall'accusa e, per quanto imprecisa, non è stata contestata dalla difesa: in tal caso il giudice ha fatto il suo dovere, motivando le decisioni sulla base di ciò che emerge dagli atti, mentre è in difetto la difesa che non ha contestato questa specifica tesi accusatoria presentando una perizia tecnica che dimostra che invece a Gravina è pieno di fosse.

In nessun caso è necessaria una nuova legge per punire il magistato: nel primo caso perché c'è già, nel secondo caso perché non è colpa del magistrato se la difesa non ha prodotto sufficienti elementi per scagionare l'indagato.

Ricordiamoci del concetto fondamentale: il giudice basa la decisione sugli atti, non è suo compito produrre le prove o indicare i testi.

e quale sarebbe? :mbe:

nomeutente
03-03-2008, 09:49
e quale sarebbe? :mbe:

L'ho scritto 2 volte: la 117 del 1988. ;)

http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l117_88.html

generals
03-03-2008, 10:02
L'ho scritto 2 volte: la 117 del 1988. ;)

http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l117_88.html

Infatti nella legge che hai postato il risarcimento non è a carico del giudice ma dello stato....;)
Quello di cui quì si parlava è la responsabilità diretta e risarcitoria del magistrato che fu votata dal referendum e mai prevista.....;) . E' facile sbagliare se poi paga Pantaloni......:O

Art. 2.

Responsabilità per dolo o colpa grave

1. Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale.

nomeutente
03-03-2008, 10:34
Infatti nella legge che hai postato il risarcimento non è a carico del giudice ma dello stato....;)
Quello di cui quì si parlava è la responsabilità diretta e risarcitoria del magistrato che fu votata dal referendum e mai prevista.....;) . E' facile sbagliare se poi paga Pantaloni......:O

Hai ragione: da questo punto di vista la legge non è molto giusta.
Io però ero fermo al passaggio precedente: prima di determinare chi è che paga, bisogna capire se il giudice è responsabile di qualcosa. Se ha fatto il suo dovere nessuno paga.
Nel caso del presunto stupro ha fatto il suo dovere senza dubbio, visto che c'era una perizia medica (al massimo ha sbagliato il medico e hanno sbagliato i giornali a sbattere il mostro in prima pagina).
Nel caso di Gravina è tutto ancora in corso quindi è difficile dare un giudizio.

Gos
03-03-2008, 11:56
Infatti nella legge che hai postato il risarcimento non è a carico del giudice ma dello stato....;)
Quello di cui quì si parlava è la responsabilità diretta e risarcitoria del magistrato che fu votata dal referendum e mai prevista.....;) . E' facile sbagliare se poi paga Pantaloni......:O

il giudice non può essere esposto direttamente ad una pretesa risarcitoria.
Se così fosse non potrebbe decidere in modo imparziale....qualunque scelta sarebbe fonte di responsabilità.
Se assolve il colpevole è responsabile, se condanna l'innocente è responsabile! a questo punto non decide così è sicuro.....
Se il giudice sbaglia paga lo stato che poi si rivale sul giudice entro una certa quota.

generals
03-03-2008, 12:52
il giudice non può essere esposto direttamente ad una pretesa risarcitoria.
Se così fosse non potrebbe decidere in modo imparziale....qualunque scelta sarebbe fonte di responsabilità.
Se assolve il colpevole è responsabile, se condanna l'innocente è responsabile! a questo punto non decide così è sicuro.....
Se il giudice sbaglia paga lo stato che poi si rivale sul giudice entro una certa quota.

si parla di responsabilità nei casi di dolo o colpa grave del giudice ;)

generals
03-03-2008, 12:56
Hai ragione: da questo punto di vista la legge non è molto giusta.
Io però ero fermo al passaggio precedente: prima di determinare chi è che paga, bisogna capire se il giudice è responsabile di qualcosa. Se ha fatto il suo dovere nessuno paga.
Nel caso del presunto stupro ha fatto il suo dovere senza dubbio, visto che c'era una perizia medica (al massimo ha sbagliato il medico e hanno sbagliato i giornali a sbattere il mostro in prima pagina).
Nel caso di Gravina è tutto ancora in corso quindi è difficile dare un giudizio.

si ovviamente occorre accertarne la "eventuale" responsabilità in modo oggettivo, sarebbe però opportuno che non fosse affidata agli stessi magistrati l'accertamento però ma ad organi sempre imparziali e indipendenti ma esterni alla magistratura poichè il rischio è il prevalere della logica di evitare "precedenti di risarcimento" che danneggino la corporazione.

majino
03-03-2008, 13:19
quindi la magistratura fa schifo perchè nei tre casi del giornale, ha fatto cilecca? :) avete, per caso, la minima idea di quanti processi si svolgono ogni giorno? :)

la casistica è SICURAMENTE a favore dei magistrati. portare 3 esempi per rafforzare la propria tesi è deboluccia, come tecnica.

Fratello Cadfael
03-03-2008, 15:42
quindi la magistratura fa schifo perchè nei tre casi del giornale, ha fatto cilecca?...
Veramente loro volevano mostrarsi super partes e per questo non hanno citato le altre centinaia di casi riguardanti Silvio e Paolo B., Marcello D.U., Cesare P., Fedele C.... :D

Gos
03-03-2008, 16:27
si parla di responsabilità nei casi di dolo o colpa grave del giudice ;)

allora diciamo che si parla del solo dolo.....che sarebbe praticamente indimostrabile...

FabioGreggio
03-03-2008, 16:32
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=244625

Possibile che un qualsiasi lavoratore se sbaglia paga e nella magistratura, invece, si ottengono promozioni?
Se io sbaglio un progetto facendo perdere centinaia di migliaia di euro probabilmente la mia carriera sarà segnata, la magistratutra può e ha rovinato persone, famiglie in alcuni casi portandoli anche alla morte e nessuno che paghi per l'errore commesso....

E i politici con pendenti penali?

Il Giornale non ci fa sfizio a quelli li? :Prrr: :Prrr: :Prrr: :Prrr:

fg

giacomo_uncino
03-03-2008, 20:29
quindi la magistratura fa schifo perchè nei tre casi del giornale, ha fatto cilecca? :) avete, per caso, la minima idea di quanti processi si svolgono ogni giorno? :)

la casistica è SICURAMENTE a favore dei magistrati. portare 3 esempi per rafforzare la propria tesi è deboluccia, come tecnica.

http://www.alessandrab.org/

me ne basta uno per rabbrividire..... poi se ne vuoi altri c'è google

majino
03-03-2008, 21:39
http://www.alessandrab.org/

me ne basta uno per rabbrividire..... poi se ne vuoi altri c'è google

se io te ne posto centomila dove i giudici hanno fatto il loro dovere e c'hanno preso, ho ragione io? :)

giacomo_uncino
03-03-2008, 23:46
se io te ne posto centomila dove i giudici hanno fatto il loro dovere e c'hanno preso, ho ragione io? :)

che discorsi :rolleyes: e quale risultato abbiamo: ogni centomila casi risolti felicemente il sistema impazzisce e trita la vita di qualche disgraziato e famiglia annessa, un pò come le vittime collaterali dei bombardamenti intelligenti........ cosa vuoi che sia finchè non capita a me.........

LucaTortuga
04-03-2008, 10:15
che discorsi :rolleyes: e quale risultato abbiamo: ogni centomila casi risolti felicemente il sistema impazzisce e trita la vita di qualche disgraziato e famiglia annessa, un pò come le vittime collaterali dei bombardamenti intelligenti........ cosa vuoi che sia finchè non capita a me.........

Fosse soltanto uno su centomila, ci sarebbe da festeggiare.
Peccato che, essendo gli uomini statisticamente fallibili, l'errore sia inevitabile in qualsiasi attività: purtroppo, ogni tanto qualcuno muore sotto i ferri del chirurgo, qualcun'altro perde miliardi in borsa, un ponte crolla e così via...

rip82
04-03-2008, 10:20
che discorsi :rolleyes: e quale risultato abbiamo: ogni centomila casi risolti felicemente il sistema impazzisce e trita la vita di qualche disgraziato e famiglia annessa, un pò come le vittime collaterali dei bombardamenti intelligenti........ cosa vuoi che sia finchè non capita a me.........

Non consideri le vite che triterebbe un delinquente libero proprio a causa dell'eccessivo garantismo, e se un giudice al massimo ti mette in galera, un delinquente spazia su un catalogo fornitissimo.

majino
04-03-2008, 10:21
che discorsi :rolleyes: e quale risultato abbiamo: ogni centomila casi risolti felicemente il sistema impazzisce e trita la vita di qualche disgraziato e famiglia annessa, un pò come le vittime collaterali dei bombardamenti intelligenti........ cosa vuoi che sia finchè non capita a me.........

fermati un secondo a riflettere sul fatto che io non sto criticando il fatto in se, bensì la tecnica strappalacrime del giornale che, per criticare la magistratura, riporta tre casi dove la magistratura ha sbagliato. tu hai quotato un mio intervento in tal senso, e m'hai postato un altro caso. da qui, il mio provocatorio "te ne porto centomila". :)

naitsirhC
09-03-2008, 16:54
Nessun disturbo: siamo qui apposta per confrontarci :)

Devo dire però che non mi interessa molto la cronaca nera e quindi il mio è un discorso generale in merito alla responsabilità dei magistrati (e infatti ho precisato: "Nei casi citati non so se si possa applicare" [...] "se il difensore").

I casi sono due:
1) la tesi "non ci sono fosse" se l'è inventata il giudice perché nessun atto processuale arriva a questa conclusione; se ciò è stato determinante ai fini della decisione (cioè tutti gli altri atti davano esito contrario) allora significa che il giudice non si è basato sugli atti ma ha introdotto elementi arbitrari e può essere denunciato sulla base della legge 117/88 già citata;
2) la tesi "non ci sono fosse" è stata utilizzata dall'accusa e, per quanto imprecisa, non è stata contestata dalla difesa: in tal caso il giudice ha fatto il suo dovere, motivando le decisioni sulla base di ciò che emerge dagli atti, mentre è in difetto la difesa che non ha contestato questa specifica tesi accusatoria presentando una perizia tecnica che dimostra che invece a Gravina è pieno di fosse.

In nessun caso è necessaria una nuova legge per punire il magistato: nel primo caso perché c'è già, nel secondo caso perché non è colpa del magistrato se la difesa non ha prodotto sufficienti elementi per scagionare l'indagato.

Ricordiamoci del concetto fondamentale: il giudice basa la decisione sugli atti, non è suo compito produrre le prove o indicare i testi.

A tuo avviso, sono state maggiori e preponderanti le negligenze del Pm, durante le indagini preliminari, o le colpe dell'avvocato difensore nella disquisizione sulla presenza o meno di fosse et similia?

naitsirhC
14-03-2008, 21:32
Gela, il giudice che li ha condannati:
"Adesso non ho tempo". Inutili i richiami del Csm

Otto anni per scrivere una sentenza, boss liberi

La scarcerazione di Salvatore Riina, terzogenito di Totò Riina
MILANO - Due mafiosi condannati otto anni fa a 24 anni di reclusione ciascuno, la moglie del boss Piddu Madonia condannata a 8 anni di reclusione e altri quattro favoreggiatori di Cosa nostra condannati a pene minori, sono liberi da 6 anni perché il giudice che emise la sentenza, Edi Pinatto non ne ha ancora scritto le motivazioni. È un record, s'intende negativo, della giustizia italiana che ancora oggi rimane tale e che fa gridare allo scandalo il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che si è rivolto al ministero della Giustizia: "Non si può - dice - consentire che in uno Stato democratico basato sul diritto, lo Stato condanni ed un magistrato, a distanza di quasi otto anni non depositi una sentenza per cui un intero clan mafioso è in libertà e gira tranquillo per la mia città".

Edi Pinatto, 42 anni, da sette, da quando ha lasciato Gela, è pubblico ministero alla procura di Milano. La sua stanza è al quinto piano, la numero 512 e lui è quasi sempre presente, non si è mai assentato eppure, nonostante siano trascorsi esattamente 7 anni, 8 mesi e 18 giorni, non è riuscito a scrivere le motivazioni di quella condanna. "Perché vuole sapere di questa sentenza? Io non posso parlare di cose di lavoro con i giornalisti", è la sua prima reazione. E quando obiettiamo che non si tratta di rivelare segreti relativi ad inchieste in corso e che chiediamo di sapere perché tanto ritardo, Pinatto abbassa il volume della radio che trasmette brani di musica jazz e risponde serafico: "Guardi, io non posso proprio dire nulla, se vuole ne parliamo dopo, quando finirò di scrivere la sentenza".

Ma intanto sa che quei due mafiosi condannati, così come la moglie del boss Piddu Madonia, sono liberi? "Sì lo so, ma non è la prima volta, non sono il solo a metterci tanto tempo. Le scriverò fra alcuni mesi, appena smaltirò questi fascicoli che lei vede sul mio tavolo, e solo allora potremmo parlarne. Adesso mi lasci lavorare".

La storia di questo processo, uno dei più lunghi della storia giudiziaria italiana, comincia nel dicembre del 1998, quando i carabinieri del Ros arrestano una cinquantina di mafiosi in tutta la Sicilia, tutti favoreggiatori e uomini di Bernardo Provenzano. Tra questi Giuseppe Lombardo, Carmelo Barbieri, Maria Stella Madonia e Giovanna Santoro, rispettivamente sorella e moglie del boss della Cupola, Piddu Madonia da anni in carcere dove sta scontando una serie di ergastoli.

Il troncone nisseno, per competenza, passa al tribunale di Gela ed Edi Pinatto presiede la sezione che processerà i quattro imputati eccellenti, considerati esponenti di primo piano di Cosa nostra. Il 22 maggio del 2000, in tempi brevissimi, arriva la sentenza di primo grado. Edi Pinatto condanna Lombardo e Barbieri a 24 anni di reclusione ciascuno, Maria Stella Madonia a 10, Giovanna Santoro ad 8 ed altri a pene minori. Il magistrato avrebbe dovuto pubblicare i motivi della sentenza tre mesi dopo il pronunciamento. Non lo ha ancora fatto. Così nel 2002 tutti i condannati sono stati scarcerati per scadenza dei termini di custodia cautelare.

Pinatto nel frattempo aveva ottenuto il trasferimento dal Tribunale di Gela alla procura di Milano dove attualmente lavora. Ma anche a Milano Edi Pinatto si è fatto la fama di "giudice lento" tanto da essere stato sollecitato dal capo del suo ufficio che gli ha contestato, per iscritto, il suo "basso rendimento" nelle inchieste milanesi di cui è titolare.

Il presidente del Tribunale di Gela, Raimondo Genco ha segnalato da tempo la vicenda della sentenza fantasma al Csm ed al ministero della Giustizia. Convocato dal Csm nel giugno del 2004, Pinatto tentò di giustificarsi in qualche modo: "È certamente un caso scandaloso - ammise - ma non è il solo, ve ne sono altri". In quell'occasione Pinatto venne "condannato" dal Csm a due anni di perdita di anzianità. Ma delle motivazioni, anche in seguito, nessuna traccia. Due anni dopo venne nuovamente convocato per lo stesso motivo. "La pervicacia dell'omissione dell'incolpato - disse il rappresentante dell'accusa al Csm - è anche denegata giustizia" e una "stasi incredibile".

L'accusa chiese alla sezione disciplinare del Csm di erogare la massima sanzione prima della rimozione, ma Pinatto se la cavò con altri due mesi di perdita di anzianità. Tutti i suoi colleghi pensavano che avrebbe provveduto, invece tutto è fermo, come otto anni fa. E i mafiosi? "Stanno qua, girano tranquilli per la città e - dice un investigatore di Gela - continuano a fare i mafiosi".

di FRANCESCO VIVIANO
(11 marzo 2008)

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/mafia-3/boss-liberi/boss-liberi.html?ref=search

naitsirhC
22-03-2008, 12:32
La cattiva giustizia paga 56 mln

Di di Claudia Morelli

Cinquantasei milioni e oltre di cattiva giustizia. Ecco il conto salato che finora è gravato sulle casse dello stato per la lentezza dei processi civili e penali.
Senza contare le altre somme spese per i processi amministrativo e tributario. I dati aggiornatissimi del ministero della giustizia, che ItaliaOggi è in grado di rappresentare, hanno fatto il punto sulle somme sborsate dal 2002, anno nel quale si è attiva l'erogazione degli indennizzi sulla base della legge Pinto che, come è noto, per evitare il crescere del contenzioso presso la Corte dei diritti dell'uomo contro l'Italia, ha istituito un meccanismo di equo risarcimento per i processi che superino la ragionevole durata. Come le tabelle evidenziano, alle cifra di 56 milioni di euro ne va aggiunta un'altra, pari a oltre 15 milioni di euro derivante dalle procedure di pignoramento attivate nei confronti del ministero della giustizia che non ha ottemperato ai decreti di condanna. I dati testimoniano un incremento esponenziale delle cifre sborsate da via Arenula e Corti di appello dal 2002 al 2007. Si è partiti con un esborso di circa 1milioni e 200 mila euro fino a raggiungere la ragguardevole cifra di 56.340.246 euro nel 2007. L'anno che ha visto il ministero mettere mano al portafoglio per l'esborso complessivo più consistente è stato il 2006 in cui sono state pagati 17.946.000 euro. Non solo. Le difficoltà di pagamento dell'amministrazione giudiziaria sono confermate dalla crescita esponenziale delle procedure esecutive, precetti e pignoramenti, e dall'importo sempre crescente delle ordinanze di assegnazione. Se nel 2002 la procedure avviate sono state 117 nel 2002 sono lievitate a 1.814, con un picco di 1.883 nel 2004. Di conseguenza sono cresciuti anche gli importi, peraltro non comprensivi degli oneri accessori e delle spese relative al precetto e al pignoramento, che ammontano a un totale di 15 milioni e mezzo. Il mal funzionamento della giustizia, così, si conferma sempre più causa di diseconomie sempre più consistenti per le casse dello stato, oltre a far scivolare l'Italia sempre più in basso nelle classifiche internazionali sulla competitività dei paesi. In epoca di campagna elettorale, a programmi degli schieramenti già presentati, c'è da chiedersi se l'obiettivo sempre riproposto, a destra come a sinistra, della riduzione dei tempi processuali sia solo una formula di maniera o sia frutto di un reale e fattivo convincimento dell'impellenza del risultato. Altrimenti sempre di più chi di giustizia ferisce di giustizia perisce.

http://it.biz.yahoo.com/12032008/246/cattiva-giustizia-paga-56-mln.html

naitsirhC
01-05-2008, 16:16
Il processo non è iniziato e sono scaduti i termini per la custodia cautelare, quattordici romeni e un moldavo oggi scarcerati

Scarcerati perché scaduti i termini di custodia cautelare. E da oggi la banda di specializzata in furti e spaccate con il tombino sarà di nuovo libera di scorrazzare per il Veneto saccheggiando negozi e abitazioni. È questo per ora l'amaro epilogo dell'operazione messa a segno lo scorso 24 ottobre dagli investigatori della squadra mobile di Padova agli ordini di Marco Calì, e coordinata dal pubblico ministero Roberto Lombardi.

Erano stati arrestati in quindici, quattordici rumeni e un moldavo. Altri otto nei due mesi successivi. Sei quelli ancora ricercati, quaranta i denunciati. Alla banda, che aveva il suo quartiere generale a Padova e il luogo di ritrovo in una bar vicino alla stazione (il New bar), sono attribuiti più di settanta furti in appartamenti e negozi di mezzo Veneto. Molti dei quali anche nell'Alta padovana. Come i furti di febbraio dello scorso anno a San Martino di Lupari. O le successive due spaccate nella profumeria Limoni di Camposampiero (16.900 euro di bottino). Uomini e donne senza scrupoli che agivano in gruppi alleandosi anche solo per portare a termine un unico colpo, e poi si scioglievano, salvo magari ricomporsi per un'altra spaccata. I primi quindici arrestati ad ottobre dello scorso anno oggi saranno tutti rimessi in libertà. La legge è chiara: ci sono dei limiti di tempo alla carcerazione preventiva. In assenza di un provvedimento giudiziale, recita l'articolo 303 codice di procedura penale, chi ha commesso reati contro il patrimonio, come i romeni arrestati, non può stare in carcere più di sei mesi prima di una sentenza definitiva di condanna. Salvo proroga. Che però sarebbe possibile solo se le indagini fossero ancora in corso. Non è questo il caso. A tutti gli imputati, infatti, è già stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini (415 bis). Pertanto, essendo passati sei mesi (24 ottobre-24 aprile), oggi saranno tutti scarcerati.

Fra di loro, al telefono, si chiamavano "ragazzi". Avevano inventato un gergo per non farsi comprendere: i poliziotti erano diventati "coccodrilli", la refurtiva "il morto". La loro specialità erano i furti nelle abitazioni (si portavano dietro anche anestetici a pronto effetto da utilizzare per evitare imprevisti con i residenti loro vittime), ma anche in negozi (si sono guadagnati il soprannome di "banda del tombino" per la consuetudine di farsi strada all'interno dei locali fracassandone le vetrate con un tombino) e furti d'auto. In quattro mesi hanno messo a segno più di settanta colpi. Il loro schema di lavoro aveva un che di seriale. Sceglievano un posto, in una notte effettuavano più di un furto, e poi si ritrovavano a Padova. Al New Bar, che fra loro, al telefono, chiamavano "Pasvante", nome di un locale pubblico di Tecuci, piccolo paese della Romania da dove provengono la maggior parte di loro. Al bar, decidevano come spartirsi il bottino e spedire la merce rubata in Romania. L'"export" era garantito da alcune donne del gruppo, che avevano il compito di trovare nascondigli "puliti" e piazzare la merce. Oggi tornerà in libertà anche la più agguerrita di tutte, Alina, di soli diciannove anni. L'unica rappresentante del gentil sesso ad essere finita in prigione assieme ai suoi connazionali uomini.
Giovanna Frigo


http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3764938&Data=2008-4-24&Pagina=2




In un colpo solo, il Nordest si ritrova meno sicuro. Per decorrenza dei termini della custodia cautelare, oggi ritornano in libertà 15 dei 29 romeni e moldavi arrestati lo scorso ottobre dalla polizia. Una banda vera e propria, tant'è che viene contestato loro l'associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione. Ma la Giustizia è lenta, così non essendo nemmeno stata celebrata l'udienza preliminare, i sei mesi della detenzione preventiva sono scaduti. E allora al Gip non è rimasto altro che firmare i provvedimenti di scarcerazione con la disposizione di misure alternative, come l'obbligo di firma o di dimora. Ma ve l'immaginate 15 criminali che già stavano pianificando la fuga all'estero rimanersene tranquilli a casa in attesa del processo? Così, quei "predatori" che avevano messo a segno quasi un centinaio di furti e spaccate con il tombino seminando danni in tutto il Nordest, ritornano liberi. Il pubblico ministero Roberto Lombardi non avrebbe potuto chiedere la proroga perché le indagini le ha chiuse, il Gip non ha avuto il tempo di fissare l'udienza. Chi ha sbagliato, sempre che effettivamente ci sia stato un errore, spetterà ad altri deciderlo, eventualmente al ministero della Giustizia.

Come le cavallette dovevano portar via tutto quel che potevano per poi cambiare zona. Emigrare in Germania, in Francia, in Spagna, in Svizzera. A marzo erano talmente tanti che avevano dovuto dirottare i nuovi arrivati a Milano e Roma. "No, tu devi andare da un'altra parte, lo so che siete in tanti e avete da fare... Siete un grande gruppo" la frase che era stata intercettata a febbraio del 2007 dagli investigatori della Squadra mobile di Padova che stavano lavorando sulla impennata di "spaccate" in tutta la provincia. Dopo otto mesi di duro lavoro, gli agenti diretti dal dottor Marco Calì, all'alba del 24 ottobre quel "gruppo" lo avevano stroncato eseguendo quindici delle ventinove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari Cristina Cavaggion. Cinquantaquattro le persone indagate complessivamente, tutte romene, 47 i furti per i quali erano stati scoperti gli autori anche se quelli compiuti dovevano essere almeno il doppio.

Due erano le tecniche utilizzate dai banditi. Passare al setaccio strade e abitazioni saccheggiando auto parcheggiate, garage e abitazioni, con in tasca bombolette spray di narcotico, oppure rubare le macchine per poi usarle nelle "spaccate" sfondando le vetrate dei negozi con le stesse auto o i tombini. La banda aveva la base in città, al New Bar, ribattezzato Pasvante perché ai ladri ricordava il loro locale preferito di Galati, ma si muoveva in tutto il Nordest.

Mentre l'indagine muoveva i suoi primi passi, alcuni dei componenti della banda erano stati arrestati un po' in tutte le province. A Camposampiero la Mobile padovana aveva bloccato un commando dopo il secondo assalto alla profumeria Limoni, a Rovigo gli agenti diretti dal dottor Leo Sciamanna in un colpo solo avevano stretto le manette ai polsi del nucleo che aveva compiuto il saccheggio di sette negozi in una sola settimana. Altri malviventi erano stati catturati in differenti circostanze, soltanto che ritornavano rapidamente in libertà dopo aver patteggiato la pena o aver subito condanne minime. Intanto il gruppo si era allargato e aveva cominciato ad ampliare gli orizzonti. E dopo i furti la nuova frontiera era stata la prostituzione, che però a Padova è in mano agli albanesi. Per questo il 18 marzo del 2007 Mihai Tecuta (nella foto), uno dei capi dell'associazione, era stato preso di mira all'Arcella da un sicario che aveva tentato di ucciderlo scaricandogli un caricatore di pistola riuscendo, però, solo a ferirlo. Gli investigatori padovani si erano resi conto che stavano ricostruendo uno dei più grossi gruppi criminali stranieri. Attraverso il Servizio centrale operativo del ministero i poliziotti avevano così aperto un canale per lo scambio di informazioni con i colleghi romeni. Sul tavolo del pubblico ministero Lombardi erano arrivate decine e decine di dati fin quando il sostituto procuratore aveva tirato le somme e aveva chiesto al giudice per le indagini preliminari le 29 misure cautelari che erano state subito disposte. In 277 pagine di ordinanza si racchiudevano mesi di sacrifici per gli investigatori che sono andati a stanare i banditi pure nei rifugi sotto le tangenziali. Quattro romeni erano stati inseguiti fino al casello di Milano e arrestati al momento di pagare il pedaggio. Stavano scappando in Svizzera.

Egle Luca Cocco

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3764537&Data=2008-4-24&Pagina=5

naitsirhC
01-05-2008, 16:18
C'era voluto un anno di indagini per individuare i componenti della banda che aveva un sistema semplicissimo: sradicava i tombini dalle strade e con quelli infrangeva le vetrine dei negozi. Più di cento colpi nel solo Nordest: profumerie, abbigliamento, telefonini; ma anche abitazioni. Razziavano in fretta, come le cavallette non lasciavano nemmeno un filo d'erba: «Portiamo via tutto quello che possiamo, poi cambiamo zona», riferisce un'intercettazione telefonica. E il pm ha raccolto ogni cosa in 277 pagine di ordinanza di rinvio a giudizio. Non si è capito bene cosa sia accaduto, forse l'ordinanza è arrivata tardi, forse il giudice dell'udienza preliminare non ha fatto in tempo. Eppure i due hanno avuto sei mesi per far tutto. Il risultato è che domani non si saprà più dove cercare i 15 detenuti ( e i 54 indagati). Questo mentre si parla di sicurezza e di immigrazione romena.Da noi non cambia mai niente. Abbiamo appena finito d'indignarci per il magistrato che ha impiegato otto anni per scrivere le motivazioni della sentenza di condanna ai mafiosi del clan Madonia. Nel frattempo, i mafiosi erano tornati in libertà. Non gli hanno nemmeno sospeso le funzioni e lo stipendio. Come alla signora giudice del Tribunale di Vicenza che, assente per malattia, era impegnata in regate attorno al mondo. Certo per Padova si è trattato di un disguido, ma qualcuno dovrà pure avere la responsabilità della scarcerazione di massa. È vero: sono state fatte leggi che hanno ristretto i tempi di prescrizioni, annullato reati, fabbricato indulti; tutte cose delle quali i magistrati non hanno colpe. Ma è anche vero che vicende come quella padovana sono purtroppo frequenti e, forse, sono possibili perché qualcuno non ha fatto sino in fondo il suo dovere. Se un magistrato sbaglia non avviene nulla. Non c'è ricordo di un magistrato radiato. Probabilmente è toccato in passato a qualcuno che ha ucciso la moglie per gelosia e gli hanno dato l'ergastolo. Persino quelli trovati con le mani nel sacco se la cavano con le dimissioni e se ne vanno tranquillamente in pensione. Anche quell'alto magistrato che aveva ritirato la mazzetta per un famoso processo e che disse di aver appena buttato centinaia di milioni in un cassonetto svizzero. Perché nel paese degli orologi a cucù i tempi della giustizia sono scanditi dall'uccellino. Quel signore oggi è un ex magistrato in pensione. Gli stipendi e le pensioni dei magistrati sono equiparati a quelli dei parlamentari.Bisogna intervenire. Non si tratta soltanto di certezza della pena, i tempi della giustizia sono esasperanti: si fissano cause civili tra quindici anni! Un'anziana signora in lite per un appartamento si è vista fissare l'udienza nel 2013. Lei va verso i cento anni, l'ha presa come un augurio d'eternità. Al magistrato che sbaglia non accade niente. Da qualche tempo ispettori del ministero fanno controlli sui ritardi nei depositi dei provvedimenti, ma i termini previsti sono "ordinatori" non "perentori". Tutto rimane provvisorio, anche il tempo. Mai visto un magistrato punito perché ha depositato una sentenza colpevolmente in ritardo. L'autogestione della magistratura non funziona nè a livello centrale (Csm) nè a livello locale (il presidente di Tribunale può intervenire).Sicuramente la maggior parte dei magistrati lavora con onestà intellettuale e coraggio e nei tempi previsti. Ma a difendere le mele marce, alla fine si getta via il cesto. Coraggio: chi sbaglia deve pagare. È vero o non è vero che "la legge è uguale per tutti"?

Edoardo Pittalis

naitsirhC
08-09-2008, 22:02
http://www.tg5.mediaset.it/cronaca/articoli/2008/09/articolo7880.shtml


Gli rubano la moto, la giustizia lo beffa

Gli costò un occhio della testa. 35 milioni delle vecchie lire, nel 2001. Ma il sogno di una moto di grande cilindrata, durò solo 10 giorni, il tempo che qualcuno la rubasse prim'ancora che fosse assicurata contro il furto. Così, quando dopo un anno e mezzo la polizia piemontese ha ritrovato il veicolo con tanto di presunto ladro ancora in sella, Roberto Simmi, titolare di un'osteria nel quartiere Trastevere, a Roma, ha creduto di recuperare almeno parte del patrimonio. Invece no: secondo il giudice al legittimo proprietario spettano solo il motore e il carter, il resto al ladro, che negli anni ha abbellito la moto. Roberto attende solo la restituzione della moto, intanto sequestrata. Solo che in tribunale il ladro sostiene di aver apportato numerose e costosissime modifiche, e dopo una lunga battaglia legale il giudice da ragione al malvivente. In sostanza secondo il giudice, di tutta la moto soltanto le due parti meccaniche sono riconducibili al signor Simmi, perché presentano il numero di telaio, il resto potrebbe essere stato cambiato dal ladro, quindi resta a lui. Roberto rinuncia a riavere il motore, ma non è finita, perché non solo ci sono da pagare 3mila di parcelle agli avvocati, ci sono da pagare anche 5 anni di deposito giudiziario della moto. Insomma, aver ritrovato la moto rubatagli, rischia di costare a Roberto quasi 8mila euro.

kintaro oe
09-09-2008, 03:26
http://www.tg5.mediaset.it/cronaca/articoli/2008/09/articolo7880.shtml


Gli rubano la moto, la giustizia lo beffa

Gli costò un occhio della testa. 35 milioni delle vecchie lire, nel 2001. Ma il sogno di una moto di grande cilindrata, durò solo 10 giorni, il tempo che qualcuno la rubasse prim'ancora che fosse assicurata contro il furto. Così, quando dopo un anno e mezzo la polizia piemontese ha ritrovato il veicolo con tanto di presunto ladro ancora in sella, Roberto Simmi, titolare di un'osteria nel quartiere Trastevere, a Roma, ha creduto di recuperare almeno parte del patrimonio. Invece no: secondo il giudice al legittimo proprietario spettano solo il motore e il carter, il resto al ladro, che negli anni ha abbellito la moto. Roberto attende solo la restituzione della moto, intanto sequestrata. Solo che in tribunale il ladro sostiene di aver apportato numerose e costosissime modifiche, e dopo una lunga battaglia legale il giudice da ragione al malvivente. In sostanza secondo il giudice, di tutta la moto soltanto le due parti meccaniche sono riconducibili al signor Simmi, perché presentano il numero di telaio, il resto potrebbe essere stato cambiato dal ladro, quindi resta a lui. Roberto rinuncia a riavere il motore, ma non è finita, perché non solo ci sono da pagare 3mila di parcelle agli avvocati, ci sono da pagare anche 5 anni di deposito giudiziario della moto. Insomma, aver ritrovato la moto rubatagli, rischia di costare a Roberto quasi 8mila euro.

:eek: :eek: :eek:

Ma dai, questo articolo e' una burla , non e' possibile :muro: :muro:

naitsirhC
13-09-2008, 23:20
Processo lumaca...

Dagli arresti per l'accusa di riciclaggio, del giugno 1992, al giudizio in appello, arrivato ad aprile 2008, sono passati 16 anni. Tutto prescritto, ma la vera beffa giudiziaria sta nel modo con cui il codice di "procedura della vita" ha battuto sul tempo quello penale: tra testimoni, imputati e difensori sono 13 le persone decedute. La vicenda, raccontata dal Corriere della Sera, riguarda il cosiddetto ''processo del casinò di Montecarlo''.

Il caso nasce dall'intreccio tra alcuni narcotrafficanti turchi arrestati nel 1991 e una presunta organizzazione dedita al riciclaggio in cui era coinvolta, per gli inquirenti, anche un'amica del principe Ranieri, Maddalena Motto, responsabile dell'ufficio Fidi del Casinò di Montecarlo. Secondo gli inquirenti, i giocatori venivano finanziati attraverso un meccanismo che permetteva di creare una provvista di denaro pulito destinato ai trafficanti.

Il dibattimento di primo grado è iniziato nel 2002 dopo un pellegrinaggio giudiziario tra Milano, Sanremo, Torino e ritorno nel capoluogo lombardo con cambio di ipotesi accusatoria in associazione per delinquere. Dopo 50 udienze, il Tribunale ha assolto gli imputati nel gennaio del 2006.

L'appello, sollecitato dall' accusa, si è instaurato nell'aprile del 2008 ma ormai mancavano due degli indagati iniziali, dieci testimoni e un avvocato. Tutti deceduti. In seguito alle dichiarazioni del principale imputato, Umberto Orio, la Corte d'appello ha annullato l'assoluzione trovandosi però costretta a decretare il proscioglimento per prescrizione. Gli imputati superstiti, forse sfiniti dall'iter processuale, hanno così rinunciato a ricorrere per ottenere nuovamente l'assoluzione.

naitsirhC
18-10-2008, 12:50
Csm rimuove magistrato di Napoli
Avrebbe ottenuto regali e favori da indagati

(ANSA) - ROMA, 17 OTT - Eugenio Polcari, 47 anni, giudice del tribunale di Napoli, e' stato rimosso dall'ordine giudiziario dalla sezione disciplinare del Csm. Polcari avrebbe tenuto, quando era pretore di Thiene e poi giudice a Vicenza, 'comportamenti gravemente lesivi dei doveri di correttezza e di imparzialita', con ripetute strumentalizzazioni della pubblica funzione rivestita'. Avrebbe intrattenuto rapporti con persone coinvolte in processi da cui avrebbe accettato regali e vantaggi economici.


http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus//ticker/news/2008-10-17_117272748.html

Ser21
18-10-2008, 13:05
Sarà che io di Caselli non ho una buona opinione ma a me sembra che Grasso abbia fatto decisamente meglio...

grasso ha evitato di firamre l'accusa contro cuffaro di associazione mafiosa.
2 pm si sn dimessi da pool per protesta.
l'accusa firmata è stata favoreggiametno aggravato.
capisci la sottile differenza ?
questi sono veri errori giudiziari,in malafede.

ConteZero
18-10-2008, 13:13
Grasso è considerato uno che ha fatto molto poco, il minimo perché non si dicesse che non faceva nulla.
Non è tipicamente un intrallazzatore, ma probabilmente è più interessato alla carriera (e quindi ad evitare di scatenare terremoti o scontentare i potenti) che ad usare "il massimo" delle sue risorse.

Ser21
18-10-2008, 14:51
Grasso è considerato uno che ha fatto molto poco, il minimo perché non si dicesse che non faceva nulla.
Non è tipicamente un intrallazzatore, ma probabilmente è più interessato alla carriera (e quindi ad evitare di scatenare terremoti o scontentare i potenti) che ad usare "il massimo" delle sue risorse.

Quoto,la penso come te,non voleva pestare i piedi al potente di turno...