View Full Version : Aiuto psicologico.
anonimizzato
12-02-2008, 19:11
Ciao a tutti,
da alcuni mesi a questa parte, complice soprattutto il lavoro, tendo ad avere dei continui e profondi stati di ansia, depressione (ma credo lieve), turbe emotive con frequenti sbalzi di umore, attacchi d'ira (sempre sopita) ecc. ecc.
Ho 27 anni, una vita mediamente agiata (diciamo che non mi manca niente, ne a livello materiale che familiare) eppure diverse situazioni lavorative che non condivido e non concepisco tendono a procurarmi profondi stati di disagio a dire il vero sproporzionati rispetto all'entità delle cause in se.
Ho già parlato diverse volte con il mio capo per cercare di correggere eventuali difetti di percorso nel normale lavoro quotidiano ma appena non me l'aspetto ricado in una sorta di paralisi mentale e mi ritrovo a fissare il monitor non trovando vie d'uscita.
Per precisare meglio: lavoro come programmatore presso una web agency del mio paese (quindi lavoro a 5 min. da casa, niente cartellino da timbrare, massima flessibilità, stipendio dignitoso, insomma non mi posso lamentare.)
Ho sempre avuto supporto dal mio capo e dai miei colleghi, sia personale che professionale e ad oggi mi sono fatto dare alcuni giorni di ferie giusto per staccare la spina.
Per cercare di risolvere il problema ieri sera sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.
Stamane sono stato in pratica rimbalzato da un ufficio all'altro e trattato infine più come un fastidio, un contrattempo, un impiccio dallo psicologo stesso che mi ha trattato con molto sufficienza rimandandomi all'ambulatorio XYZ il giorno XX ecc. il tutto in sala d'attesa senza nemmeno 1/2 min. di colloquio privato.
Mi sono sentito profondamente deluso e disilluso (già provavo un pò di vergogna per essere li) e sono uscito stracciando e buttando le carte mediche nel cestino davanti all'impiegata.
La domanda: avete mai sofferto di qualcosa di simile?
Come ne siete usciti?
Uno psicologo privato chiede molto?
Grazie in anticipo per le risposte.
Tetrahydrocannabin
12-02-2008, 19:18
quello che penso non posso consigliartelo ;)
credo si risolva cambiando lavoro, cominciando a tacchinare qualche ragazza o apportare cambiamenti alla propria vita. con me ha funzionato! :O :O
Ziosilvio
12-02-2008, 19:22
Ansia e depressione le cura lo psichiatra, e non lo psicologo.
Quest'ultimo, al più, può immedesimarsi in te e chi ti circonda, e aiutarti a trovare soluzioni ai problemi veri o presunti che hai.
Solo che, da come ce l'hai presentata, quello da cui sei stato mandato tu semplicemente non aveva la voglia o la capacità di svolgere il proprio lavoro. Ma sei sicuro che non ti stesse "semplicemente" fissando un appuntamento?, un consulto psicologico non è una visita d'urgenza...
anonimizzato
12-02-2008, 19:26
quello che penso non posso consigliartelo ;)
Spararmi un colpo in testa?
deggungombo
12-02-2008, 19:27
tu stesso dici che le tue reazioni sono esagerate rispetto alle cause, già il fatto che ti renda conto è un buon passo... magari sei stato sfortunato trovando scarsa gentilezza col primo psicologo, provane un altro... e parlane con lui, saprà dirti se il problema è di sua competenza.
Tetrahydrocannabin
12-02-2008, 19:28
Spararmi un colpo in testa? :D
assolutamente no... anche se in un certo senso centrano le bombe! :D
giannola
12-02-2008, 19:30
Ciao a tutti,
da alcuni mesi a questa parte, complice soprattutto il lavoro, tendo ad avere dei continui e profondi stati di ansia, depressione (ma credo lieve), turbe emotive con frequenti sbalzi di umore, attacchi d'ira (sempre sopita) ecc. ecc.
si chiama stress.
E' una condizione che rimuovi con la rimozione delle cause.
Probabilmente sei insoddisfatto di qualcosa.
Magari dentro di te (e la cosa ti turba) hai elaborato che la vita agiata non è sinonimo di felicità.
Devi concentrarti essenzialmente sulle situazioni, luoghi e persone con cui ti trovi quando hai i tuoi attacchi e gli stati ansionsi.
Adrian II
12-02-2008, 19:34
in genere questi periodi arrivano per qualcosa che ti preoccupa, se hai qualche problema prenditi un po' di tempo per risolverlo, comunque m'è capitato di avere qualche piccolo momento d'ansia senza apparenti motivi, in quei momenti mi aiuta suonare uno strumento, trovarti un hobby per distrarti potrebbe certamente aiutarti... altro non so dirti..
Adrian II
12-02-2008, 19:36
assolutamente no... anche se in un certo senso centrano le bombe! :D
noo woman no cryyyy:O
Tetrahydrocannabin
12-02-2008, 19:37
noo woman no cryyyy:O
:cincin:
Stormblast
12-02-2008, 19:39
vai di psicologo privato. 9/10 i dottori della mutua hanno più ansia e depressione di te....
come consiglio personale posso solo dirti di essere più menefreghista. fregatene di tutte le piccolezze che infastidiscono.
testa alta e coa dura. ;)
Fides Brasier
12-02-2008, 19:40
Per cercare di risolvere il problema ieri sera sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.il mio suggerimento e' di lasciare perdere il leggero ansiolitico, che tampona ma non risolve il problema, e anche di evitare gli psichiatri, che prediligono un approccio farmacologico a problematiche che vengono risolte in maniera molto piu' efficace e radicale dagli psicoterapeuti.
:.Blizzard.:
12-02-2008, 19:43
Ciao a tutti,
da alcuni mesi a questa parte, complice soprattutto il lavoro, tendo ad avere dei continui e profondi stati di ansia, depressione (ma credo lieve), turbe emotive con frequenti sbalzi di umore, attacchi d'ira (sempre sopita) ecc. ecc.
Ho 27 anni, una vita mediamente agiata (diciamo che non mi manca niente, ne a livello materiale che familiare) eppure diverse situazioni lavorative che non condivido e non concepisco tendono a procurarmi profondi stati di disagio a dire il vero sproporzionati rispetto all'entità delle cause in se.
Ho già parlato diverse volte con il mio capo per cercare di correggere eventuali difetti di percorso nel normale lavoro quotidiano ma appena non me l'aspetto ricado in una sorta di paralisi mentale e mi ritrovo a fissare il monitor non trovando vie d'uscita.
Per precisare meglio: lavoro come programmare presso una web agency del mio paese (quindi lavoro a 5 min. da casa, niente cartellino da timbrare, massima flessibilità, stipendio dignitoso, insomma non mi posso lamentare.)
Ho sempre avuto supporto dal mio capo e dai miei colleghi, sia personale che professionale e ad oggi mi sono fatto dare alcuni giorni di ferie giusto per staccare la spina.
Per cercare di risolvere il problema ieri sera sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.
Stamane sono stato in pratica rimbalzato da un ufficio all'altro e trattato infine più come un fastidio, un contrattempo, un impiccio dallo psicologo stesso che mi ha trattato con molto sufficienza rimandandomi all'ambulatorio XYZ il giorno XX ecc. il tutto in sala d'attesa senza nemmeno 1/2 min. di colloquio privato.
Mi sono sentito profondamente deluso e disilluso (già provavo un pò di vergogna per essere li) e sono uscito stracciando e buttando le carte mediche nel cestino davanti all'impiegata.
La domanda: avete mai sofferto di qualcosa di simile?
Come ne siete usciti?
Uno psicologo privato chiede molto?
Grazie in anticipo per le risposte.
Ciao, inanzitutto da come scrivi si percepisce la tua voglia di uscirne fuori o cmq riconoscere di aver bisogno di aiuto. COme è stato detto queste cose si curano lavorando sulle cause. Credo che uno psichiatra sia la scelta migliore. Però nn andare dal primo che ti capita. Quello da cui sei stato, seppur psicologo, è stato davvero un cretino.
il mio suggerimento e' di lasciare perdere il leggero ansiolitico, che tampona ma non risolve il problema, e anche di evitare gli psichiatri, che prediligono un approccio farmacologico a problematiche che vengono risolte in maniera molto piu' efficace e radicale dagli psicoterapeuti.
Veramente gli psichiatri sono anche psicoterapeuti. O no?
sei già andato dal tuo medico di famiglia (e hai fatto bene) ma in genere il primo approccio è sempre un ansiolitico quando per problemi come il tuo credo sia più indicato un antidepressivo inibitore della ricaptazione della serotonina.
Cerca di mantenere la calma anche perchè per questi problemi ci vuole tempo.
Valuta anche una visita psichiatrica ma senza farti troppi problemi.
In bocca al lupo.
:)
Fides Brasier
12-02-2008, 19:57
Veramente gli psichiatri sono anche psicoterapeuti. O no?nunu, anzi :D
giusto per chiarire le differenze:
http://www.forumsalute.it/Forum/topic.asp?TOPIC_ID=82545
Psicologo
E' un laureato in Psicologia, che a seguito della laurea quinquennale, ha sostenuto un esame di stato per l'abilitazione alla professione e per l'iscrizione all'albo degli Psicologi (gli ordini professionali sno organizzati e gestiti dalla regione di competenza)
Uno Psicologo è abilitato a fare, in campo clinico, diagnosi e consulenza, mai psicoterpia.
Psicoterapeuta
E' un laureato in Psicologia o in Medicina che a serguito dell'iscrizione all'albo ha frequentato una scuola di specializzazione in Psicoetrapia.
In Italia ve ne sono moltissime, tutte molto diverse tra loro sia come procedure terapeutiche, sia come percorsi formativi.
Alcune tra le più conosciute:
-Psicoterapia cognitivo-comportamentale
-Psicanalisi(la quale al suo interno ha diverse correnti)
-Psicoterapia Rogersiana
-Psicoterapia Gestalt
-Psicoterapia Bioenergetica
-Psicoterapia Integrata
-Psicoterapia Sistemico-Relazionale
Uno Psicoterapeuta è abilitato a fare psicoterapia.
Psichiatra
E' un laureato in medicina che ha conseguito una specializzazione in Psichiatria. Può prescrivere farmaci e fare diagnosi, ma di norma, non dovrebbe fare psicoterpia, se non ha conseguito un titolo come psicoterapeuta
l'ultima frase spiega come mai uno psichiatra preferisce prescrivere farmaci (cosa che puo' fare) piuttosto che praticare una psicoterapia (per la quale puo' anche non essere abilitato/essere capace).
credo si risolva cambiando lavoro, cominciando a tacchinare qualche ragazza o apportare cambiamenti alla propria vita. con me ha funzionato! :O :O
perchè il tuo intervento non mi stupisce? :asd:
Per l'autore... credo che non sia niente di grave, ti serve solo riposo e un po' più di rilassamento (a livello di testa) trovati qualcosa con cui svagarti, vedrai che le cose miglioreranno :)
Kharonte85
12-02-2008, 20:13
Ciao a tutti,
da alcuni mesi a questa parte, complice soprattutto il lavoro, tendo ad avere dei continui e profondi stati di ansia, depressione (ma credo lieve), turbe emotive con frequenti sbalzi di umore, attacchi d'ira (sempre sopita) ecc. ecc.
Ho 27 anni, una vita mediamente agiata (diciamo che non mi manca niente, ne a livello materiale che familiare) eppure diverse situazioni lavorative che non condivido e non concepisco tendono a procurarmi profondi stati di disagio a dire il vero sproporzionati rispetto all'entità delle cause in se.
Ho già parlato diverse volte con il mio capo per cercare di correggere eventuali difetti di percorso nel normale lavoro quotidiano ma appena non me l'aspetto ricado in una sorta di paralisi mentale e mi ritrovo a fissare il monitor non trovando vie d'uscita.
Per precisare meglio: lavoro come programmare presso una web agency del mio paese (quindi lavoro a 5 min. da casa, niente cartellino da timbrare, massima flessibilità, stipendio dignitoso, insomma non mi posso lamentare.)
Ho sempre avuto supporto dal mio capo e dai miei colleghi, sia personale che professionale e ad oggi mi sono fatto dare alcuni giorni di ferie giusto per staccare la spina.
Per cercare di risolvere il problema ieri sera sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.
Stamane sono stato in pratica rimbalzato da un ufficio all'altro e trattato infine più come un fastidio, un contrattempo, un impiccio dallo psicologo stesso che mi ha trattato con molto sufficienza rimandandomi all'ambulatorio XYZ il giorno XX ecc. il tutto in sala d'attesa senza nemmeno 1/2 min. di colloquio privato.
Mi sono sentito profondamente deluso e disilluso (già provavo un pò di vergogna per essere li) e sono uscito stracciando e buttando le carte mediche nel cestino davanti all'impiegata.
La domanda: avete mai sofferto di qualcosa di simile?
Come ne siete usciti?
Uno psicologo privato chiede molto?
Grazie in anticipo per le risposte.
Ciao
Qualcuno ti ha gia' diagnosticato una depressione?
Se si' dovresti rivolgerti ad uno psichiatra e psicoterapeuta, che affianchi ai medicinali una terapia...
In caso contrario nessuno ti puo' dire da chi andare...prima di tutto avresti bisogno di una diagnosi, quindi una consultazione dallo psicologo (non l'incompetente da cui sei andato, massimo disprezzo... :rolleyes: ) è il punto di partenza, se sara' il caso valutera' lui di consigliarti uno psichiatra...purtroppo si' i privati sono di solito abbastanza cari, ma se ne vuoi uscire è la strada giusta...l'importante è che la scelga tu, e ovviamente devi sceglierti come aiuto qualcuno che ti dia fiducia e che ascolti davvero i tuoi problemi perche', come in tutte le professioni, ci sono bravi e cattivi psicologi ... ;)
Non è possibile fornire supporto psicologico su un forum ne' tanto meno farti una diagnosi...a leggerti mi viene in mente il disturbo bipolare, ma sono il primo a dirti che non puoi prendere per buona la mia sensazione (ne' andare dallo psicologo o psichiatra dicendo che un avatar su un forum ti ha detto che hai questo e quello ecc...:D)
Al di là delle vaccate che si possono scrivere qui, per la serie http://img155.imageshack.us/img155/4964/imagesqx9.jpg (http://imageshack.us)
cerca di capire cosa non va e risolvilo: secondo me basta partire da un punto in particolare, dopo un po' che cerchi di vederne le cause ti passerà la voglia di piangerti addosso!
perchè il tuo intervento non mi stupisce? :asd:
:D giuro che la parte del tacchinamento l'ho messa apposta per vedere se te ne accorgevi!
anonimizzato
12-02-2008, 20:55
Ciao
Qualcuno ti ha gia' diagnosticato una depressione?
No, ma non penso si tratti di vera e propria depressione quanto più "attacchi ansiogeni" come scritto in prima battuta dal mio medico di base.
anonimizzato
12-02-2008, 20:57
assolutamente no... anche se in un certo senso centrano le bombe! :D
Beh guarda sono 2 mesi e mezzo che ho smesso di fumare, vorrei evitare di passare ai cannoni. :p
Tetrahydrocannabin
12-02-2008, 21:15
Beh guarda sono 2 mesi e mezzo che ho smesso di fumare, vorrei evitare di passare ai cannoni. :p
eh allora mi chiamo fuori... non sono psicologo ne psichiatra... ti darei solo pareri senza valore! :)
Ziosilvio
13-02-2008, 11:54
il mio suggerimento e' di lasciare perdere il leggero ansiolitico, che tampona ma non risolve il problema, e anche di evitare gli psichiatri, che prediligono un approccio farmacologico a problematiche che vengono risolte in maniera molto piu' efficace e radicale dagli psicoterapeuti.
Per spiegare l'inesattezza che hai detto uso un tuo post successivo:
nunu, anzi :D
giusto per chiarire le differenze:
http://www.forumsalute.it/Forum/topic.asp?TOPIC_ID=82545
l'ultima frase spiega come mai uno psichiatra preferisce prescrivere farmaci (cosa che puo' fare) piuttosto che praticare una psicoterapia (per la quale puo' anche non essere abilitato/essere capace).
L'ultima frase spiega che ci sono psichiatri che non sono psicoterapeuti, e psichiatri che lo sono.
Uno psichiatra che non è psicoterapeuta, prescrive farmaci; uno psichiatra che è psicoterapeuta, prescrive farmaci e pratica psicoterapia.
Stando così le cose, la probabilità di avere farmaci dato il fatto che si è andati dallo psichiatra, non può che essere maggiore della probabilità di avere psicoterapia dato il fatto che si è andati dallo psichiatra. Ma questo non vuol dire che "gli psichiatri prediligano un approccio farmacologico": solo, che alcuni possono seguire solo quello, di approccio.
Anzi: dal tuo discorso e al link che hai postato, segue che la scelta migliore che si possa fare, è andare da uno psichiatra che sia anche psicoterapeuta, in modo da avere la psicoterapia con un aiuto farmacologico se necessario. Tale opzione non può certo avere risultati peggiori della sola psicoterapia.
(Senza dimenticare che la terapia farmacologica richiede mesi e quella psicoterapica richiede anni.)
serbring
13-02-2008, 16:31
Ciao a tutti,
da alcuni mesi a questa parte, complice soprattutto il lavoro, tendo ad avere dei continui e profondi stati di ansia, depressione (ma credo lieve), turbe emotive con frequenti sbalzi di umore, attacchi d'ira (sempre sopita) ecc. ecc.
Ho 27 anni, una vita mediamente agiata (diciamo che non mi manca niente, ne a livello materiale che familiare) eppure diverse situazioni lavorative che non condivido e non concepisco tendono a procurarmi profondi stati di disagio a dire il vero sproporzionati rispetto all'entità delle cause in se.
Ho già parlato diverse volte con il mio capo per cercare di correggere eventuali difetti di percorso nel normale lavoro quotidiano ma appena non me l'aspetto ricado in una sorta di paralisi mentale e mi ritrovo a fissare il monitor non trovando vie d'uscita.
Per precisare meglio: lavoro come programmatore presso una web agency del mio paese (quindi lavoro a 5 min. da casa, niente cartellino da timbrare, massima flessibilità, stipendio dignitoso, insomma non mi posso lamentare.)
Ho sempre avuto supporto dal mio capo e dai miei colleghi, sia personale che professionale e ad oggi mi sono fatto dare alcuni giorni di ferie giusto per staccare la spina.
Per cercare di risolvere il problema ieri sera sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.
Stamane sono stato in pratica rimbalzato da un ufficio all'altro e trattato infine più come un fastidio, un contrattempo, un impiccio dallo psicologo stesso che mi ha trattato con molto sufficienza rimandandomi all'ambulatorio XYZ il giorno XX ecc. il tutto in sala d'attesa senza nemmeno 1/2 min. di colloquio privato.
Mi sono sentito profondamente deluso e disilluso (già provavo un pò di vergogna per essere li) e sono uscito stracciando e buttando le carte mediche nel cestino davanti all'impiegata.
La domanda: avete mai sofferto di qualcosa di simile?
Come ne siete usciti?
Uno psicologo privato chiede molto?
Grazie in anticipo per le risposte.
piccole domande, magari un po' stupide....
Cosa nella tua vita ti spinge a vivere la tua vita in un certo modo? Hai qualche hobby/morosa che ti fà sentire importante, che ti dà soddisfazione?
Quando alla mattina appena sveglio ti senti peggio ma alla sera prima di coricarti ti senti un po' meglio?
Fides Brasier
13-02-2008, 16:35
Anzi: dal tuo discorso e al link che hai postato, segue che la scelta migliore che si possa fare, è andare da uno psichiatra che sia anche psicoterapeuta, in modo da avere la psicoterapia con un aiuto farmacologico se necessario. Tale opzione non può certo avere risultati peggiori della sola psicoterapia.
(Senza dimenticare che la terapia farmacologica richiede mesi e quella psicoterapica richiede anni.)ma quando mai? :confused: questo e' semplicemente falso: la terapia farmacologica non risolve proprio nulla, mentre quella psicoterapeutica invece si. e poi tu ti confondi: e' la psicanalisi di stampo classico (freudiana, piuttosto che junghiana) che richiede anni; la psicoterapia e' in grado di risolvere i problemi nell'arco di poche settimane o mesi.
il farmaco invece non risolve nulla: il farmaco ha lo scopo di attenuare il sintomo. l'ansia, il panico, gli sbalzi di umore sono sintomi di un disagio emotivo vissuto a livello inconscio; lo scopo del farmaco e' di attenuare questi sintomi per ricondurli a un livello di sopportazione tollerabile dal paziente, in modo da consentirgli di vivere una vita normale -e quindi magari impedirgli di suicidarsi o di avere attacchi di panico a ripetizione-; ma il disagio emotivo inizia a passare solo dal momento in cui avviene la presa di consapevolezza delle cause che lo hanno condotto, e questo con i farmaci semplicemente non puo' avvenire.
quindi la scelta migliore e' andare dallo psichiatra qualora si ritenga che i sintomi vissuti siano al momento incompatibili con una vita di relazione sociale (e spero per Sgurbat che non sia questo il suo caso :D ), altrimenti la psicoterapia e' la scelta appropriata, se intende risolvere i suoi problemi.
ti capisco, anche io spesso cado in depression.
c,a,lz,la
SilveRazzo
13-02-2008, 21:46
ma quando mai? :confused: questo e' semplicemente falso: la terapia farmacologica non risolve proprio nulla, mentre quella psicoterapeutica invece si. e poi tu ti confondi: e' la psicanalisi di stampo classico (freudiana, piuttosto che junghiana) che richiede anni; la psicoterapia e' in grado di risolvere i problemi nell'arco di poche settimane o mesi.
il farmaco invece non risolve nulla: il farmaco ha lo scopo di attenuare il sintomo. l'ansia, il panico, gli sbalzi di umore sono sintomi di un disagio emotivo vissuto a livello inconscio; lo scopo del farmaco e' di attenuare questi sintomi per ricondurli a un livello di sopportazione tollerabile dal paziente, in modo da consentirgli di vivere una vita normale -e quindi magari impedirgli di suicidarsi o di avere attacchi di panico a ripetizione-; ma il disagio emotivo inizia a passare solo dal momento in cui avviene la presa di consapevolezza delle cause che lo hanno condotto, e questo con i farmaci semplicemente non puo' avvenire.
quindi la scelta migliore e' andare dallo psichiatra qualora si ritenga che i sintomi vissuti siano al momento incompatibili con una vita di relazione sociale (e spero per Sgurbat che non sia questo il suo caso :D ), altrimenti la psicoterapia e' la scelta appropriata, se intende risolvere i suoi problemi.
quoto, secondo me Ziosilvio sta peccando di superficialità nel trattare questo argomento
DvL^Nemo
13-02-2008, 22:58
Ciao a tutti,
da alcuni mesi a questa parte, complice soprattutto il lavoro, tendo ad avere dei continui e profondi stati di ansia, depressione (ma credo lieve), turbe emotive con frequenti sbalzi di umore, attacchi d'ira (sempre sopita) ecc. ecc.
Ho 27 anni, una vita mediamente agiata (diciamo che non mi manca niente, ne a livello materiale che familiare) eppure diverse situazioni lavorative che non condivido e non concepisco tendono a procurarmi profondi stati di disagio a dire il vero sproporzionati rispetto all'entità delle cause in se.
Ho già parlato diverse volte con il mio capo per cercare di correggere eventuali difetti di percorso nel normale lavoro quotidiano ma appena non me l'aspetto ricado in una sorta di paralisi mentale e mi ritrovo a fissare il monitor non trovando vie d'uscita.
Per precisare meglio: lavoro come programmatore presso una web agency del mio paese (quindi lavoro a 5 min. da casa, niente cartellino da timbrare, massima flessibilità, stipendio dignitoso, insomma non mi posso lamentare.)
Ho sempre avuto supporto dal mio capo e dai miei colleghi, sia personale che professionale e ad oggi mi sono fatto dare alcuni giorni di ferie giusto per staccare la spina.
Per cercare di risolvere il problema ieri sera sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.
Stamane sono stato in pratica rimbalzato da un ufficio all'altro e trattato infine più come un fastidio, un contrattempo, un impiccio dallo psicologo stesso che mi ha trattato con molto sufficienza rimandandomi all'ambulatorio XYZ il giorno XX ecc. il tutto in sala d'attesa senza nemmeno 1/2 min. di colloquio privato.
Mi sono sentito profondamente deluso e disilluso (già provavo un pò di vergogna per essere li) e sono uscito stracciando e buttando le carte mediche nel cestino davanti all'impiegata.
La domanda: avete mai sofferto di qualcosa di simile?
Come ne siete usciti?
Uno psicologo privato chiede molto?
Grazie in anticipo per le risposte.
Purtroppo i dottori son cosi', lo fanno per professione, quindi alla fine un paziente vale l'altro.. Ti posso dire di non pensare troppo al lavoro, esci dall'ufficio e pensa ad altro.. E vai a donne :D
morgana.06
13-02-2008, 23:50
Ciao a tutti,
da alcuni mesi a questa parte, complice soprattutto il lavoro, tendo ad avere dei continui e profondi stati di ansia, depressione (ma credo lieve), turbe emotive con frequenti sbalzi di umore, attacchi d'ira (sempre sopita) ecc. ecc.
Ho 27 anni, una vita mediamente agiata (diciamo che non mi manca niente, ne a livello materiale che familiare) eppure diverse situazioni lavorative che non condivido e non concepisco tendono a procurarmi profondi stati di disagio a dire il vero sproporzionati rispetto all'entità delle cause in se.
Ho già parlato diverse volte con il mio capo per cercare di correggere eventuali difetti di percorso nel normale lavoro quotidiano ma appena non me l'aspetto ricado in una sorta di paralisi mentale e mi ritrovo a fissare il monitor non trovando vie d'uscita.
Per precisare meglio: lavoro come programmatore presso una web agency del mio paese (quindi lavoro a 5 min. da casa, niente cartellino da timbrare, massima flessibilità, stipendio dignitoso, insomma non mi posso lamentare.)
Ho sempre avuto supporto dal mio capo e dai miei colleghi, sia personale che professionale e ad oggi mi sono fatto dare alcuni giorni di ferie giusto per staccare la spina.
Per cercare di risolvere il problema ieri sera sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.
Stamane sono stato in pratica rimbalzato da un ufficio all'altro e trattato infine più come un fastidio, un contrattempo, un impiccio dallo psicologo stesso che mi ha trattato con molto sufficienza rimandandomi all'ambulatorio XYZ il giorno XX ecc. il tutto in sala d'attesa senza nemmeno 1/2 min. di colloquio privato.
Mi sono sentito profondamente deluso e disilluso (già provavo un pò di vergogna per essere li) e sono uscito stracciando e buttando le carte mediche nel cestino davanti all'impiegata.
La domanda: avete mai sofferto di qualcosa di simile?
Come ne siete usciti?
Uno psicologo privato chiede molto?
Grazie in anticipo per le risposte.
Leggendo il tuo post mi sono sentita particolarmente coinvolta.
Io sto provando le stesse sensazioni... mi sento demoralizzata, apatica e insoddisfatta ma oggettivamente non mi manca nulla. E allora sono sempre tesa e ansiosa.
Da quando è iniziata questa crisi sono anche diventata molto più apprensiva. A lavoro sono sempre più esigente verso me stessa e verso i colleghi, in famiglia mi assorbo i problemi degli altri e con gli miei amici sono diventata molto severa, noto facilmente dei torti sui quali, prima, passavo sopra senza rancore.
Quest'estate però, anzichè tenere tutto dentro, dopo una furisoa lite con mia sorella ho rotto questo nodo in gola e mi sono lasciata andare in un pianto per me liberatorio, per i miei familiari a dir poco pauroso e così mia madre mi ha portata al pronto soccorso dove mi hanno dato delle gocce di calmanti.
Ho passato 2 giorni a letto a dormire....
Da quel momento ho capito che i farmaci non mi avrebbero aiutata.
Continuo ad essere così....diciamo depressa... e cerco di trovare una soluzione (anche se in cuor mio credo di conoscerla ma non volerla ammettere) con vari tentativi.
Vorrei solo poter dire di essere felice.
Ma di cosa ho bisogno? Cosa mi manca?
Questa è la prima volta che ne parlo.
E soprattutto gli altri perchè non lo notano? Non mi conoscono abbastanza?
Fides Brasier
13-02-2008, 23:53
e cerco di trovare una soluzione (anche se in cuor mio credo di conoscerla ma non volerla ammettere)quale...?
Ziosilvio
14-02-2008, 02:35
questo e' semplicemente falso: la terapia farmacologica non risolve proprio nulla, mentre quella psicoterapeutica invece si.
Come fa ad essere falso che la psicoterapia con l'eventuale aiuto dei farmaci possa avere almeno lo stesso effetto della psicoterapia da sola?
e' la psicanalisi di stampo classico (freudiana, piuttosto che junghiana) che richiede anni; la psicoterapia e' in grado di risolvere i problemi nell'arco di poche settimane o mesi.
Quante persone conosci, tu, che hanno risolto i propri problemi di depressione con "poche settimane o mesi" di psicoterapia?
il farmaco ha lo scopo di attenuare il sintomo.
Il farmaco ha lo scopo di aiutare a ristabilire uno stato fisiologico sano.
Non c'è niente di strano in questo: il cervello è un organo, e gli organi si ammalano, e quando si ammalano vanno curati.
il disagio emotivo inizia a passare solo dal momento in cui avviene la presa di consapevolezza delle cause che lo hanno condotto, e questo con i farmaci semplicemente non puo' avvenire.
Ammesso che sia vero, questo proverebbe l'inefficacia della terapia solamente farmacologica... che nessuno, qui, ha proposto.
morgana.06
14-02-2008, 09:51
Come fa ad essere falso che la psicoterapia con l'eventuale aiuto dei farmaci possa avere almeno lo stesso effetto della psicoterapia da sola?
Quante persone conosci, tu, che hanno risolto i propri problemi di depressione con "poche settimane o mesi" di psicoterapia?
Il farmaco ha lo scopo di aiutare a ristabilire uno stato fisiologico sano.
Non c'è niente di strano in questo: il cervello è un organo, e gli organi si ammalano, e quando si ammalano vanno curati.
Ammesso che sia vero, questo proverebbe l'inefficacia della terapia solamente farmacologica... che nessuno, qui, ha proposto.
io personalemente ho visto come è guarito mio fratello in soli tre mesi di terapia.
Dopo il divorzio era caduto in uno stato depressivo acuto. Non mangiava, non andava a lavoro, piangeva e non voleva vedere nessuno.
Il medico che l'ha curato gli ha prescritto dei farmaci da prendere solo nella prima settimana perchè temeva il peggio....
con il suo aiuto però si è ripreso alla grande ed ora stra felice con la sua nuova compagna.
:.Blizzard.:
14-02-2008, 09:56
io personalemente ho visto come è guarito mio fratello in soli tre mesi di terapia.
Dopo il divorzio era caduto in uno stato depressivo acuto. Non mangiava, non andava a lavoro, piangeva e non voleva vedere nessuno.
Il medico che l'ha curato gli ha prescritto dei farmaci da prendere solo nella prima settimana perchè temeva il peggio....
con il suo aiuto però si è ripreso alla grande ed ora stra felice con la sua nuova compagna.
Siamo persone diverse, ognuno con i suoi problemi e il proprio passato.
In un campo come quello della sofferenza interiore e non fisica credo non si possa fare alcun paragone con altri casi.
Ziosilvio
14-02-2008, 10:31
Siamo persone diverse, ognuno con i suoi problemi e il proprio passato.
In un campo come quello della sofferenza interiore e non fisica credo non si possa fare alcun paragone con altri casi.
Peccato che nel caso del fratello di morgana.06 la sofferenza fosse arrivata a un livello fisico tale da paralizzarlo nelle attività quotidiane...
Ciao sgurbat, leggendo il tuo post m'è preso un mezzo colpo, sembi me! :D
anche io faccio il programmatore per una piccola ditta, niente cartellino, massima libertà, 27 anni ecc... eppure anche io sono insoddisfatto per come sono le dinamiche del lavoro quà dentro.
Non sono arrivato alle turbe emotive e alla lieve depressione, ma questo credo dipenda dai caratteri e dalle situazioni che una persona ha intorno a se. Io mi sono trovato in una situazione in cui tra virgolette non potevo "permettermi" di andare in depressione, la mia ragazza è stata male e ancora non si è completamente ripresa, insieme stiamo comprando una casa, preoccupazioni una dopo l'altra, e se mi fossi lasciato andare sarebbe successo il patatrac!
Allora mi sono fermato, ho fatto un attimo di mente locale, mi sono fatto forza e ho capito che lasciare questo lavoro e cercare una situazione lavorativa diversa mi avrebbe aiutato a superare questo stato di empasse.
Come ti ha detto qualcuno prima, individuata la causa che ti porta questo disagio, che ti ripeto è quello che sto vivendo pure io, devi impegnarti per rimuoverla e sicuramente starai meglio.
In bocca al lupo! ;)
fabio
Murakami
14-02-2008, 10:53
ma quando mai? :confused: questo e' semplicemente falso: la terapia farmacologica non risolve proprio nulla, mentre quella psicoterapeutica invece si. e poi tu ti confondi: e' la psicanalisi di stampo classico (freudiana, piuttosto che junghiana) che richiede anni; la psicoterapia e' in grado di risolvere i problemi nell'arco di poche settimane o mesi.
il farmaco invece non risolve nulla: il farmaco ha lo scopo di attenuare il sintomo. l'ansia, il panico, gli sbalzi di umore sono sintomi di un disagio emotivo vissuto a livello inconscio; lo scopo del farmaco e' di attenuare questi sintomi per ricondurli a un livello di sopportazione tollerabile dal paziente, in modo da consentirgli di vivere una vita normale -e quindi magari impedirgli di suicidarsi o di avere attacchi di panico a ripetizione-; ma il disagio emotivo inizia a passare solo dal momento in cui avviene la presa di consapevolezza delle cause che lo hanno condotto, e questo con i farmaci semplicemente non puo' avvenire.
Dipende: se i sintomi sono causati da un "semplice" squilibrio biochimico del sistema nervoso centrale (di origine genetica, ambientale o altro) il farmaco "cura" dove la psicoterapia non può nulla.
Fides Brasier
18-02-2008, 21:52
Come fa ad essere falso che la psicoterapia con l'eventuale aiuto dei farmaci possa avere almeno lo stesso effetto della psicoterapia da sola?
Quante persone conosci, tu, che hanno risolto i propri problemi di depressione con "poche settimane o mesi" di psicoterapia?
Il farmaco ha lo scopo di aiutare a ristabilire uno stato fisiologico sano.
Non c'è niente di strano in questo: il cervello è un organo, e gli organi si ammalano, e quando si ammalano vanno curati.
Ammesso che sia vero, questo proverebbe l'inefficacia della terapia solamente farmacologica... che nessuno, qui, ha proposto."ammesso che sia vero", ma e' proprio cosi': lo ha scoperto freud piu' di cento anni fa, e da allora i passi avanti nella scienza psicoterapeutica sono stati enormi.
il messaggio che si coglieva da cio' che hai detto prima e' "con gli psicofarmaci si guarisce in pochi mesi, con la psicoterapia si guarisce in anni", ed e' un messaggio sbagliato perche' da' l'illusione che il farmaco miracoloso risolva i problemi piu' in fretta e meglio: e invece non e' vero. il farmaco, si, riequilibra i meccanismi fisiologici del cervello, ma una volta terminato l'effetto si torna come prima. la psicoterapia invece e' efficace sempre, perche' risolve il problema all'origine. ecco allora che il farmaco antidepressivo puo' essere efficace per permettere che il paziente riesca ad arrivare in studio e non si ammazzi prima :D (sorridiamo che e' meglio...), ma e' il singolo paziente che puo' valutare il suo stato e decidere a chi rivolgersi, se uno psichiatra (che puo' fornire un ausilio farmacologico alla terapia) o allo psicoterapeuta.
d'altro canto lo stesso psicoterapeuta e' in grado di valutare se puo' essere di aiuto al paziente, oppure se invece e' meglio indirizzarlo altrove.
sulla tua domanda iniziale, quante persone conosco io: mi spiace, ma io non sono uno psicoterapeuta tale da poter vantare i miei successi; ne' d'altronde lavoro per l'istat; ne' d'altro canto mi rivolgo alle persone che conosco chiedendo "eri depresso? come sei guarito?"; pero' mi informo e guardo e, alla luce di cio' che so (ovvero che la psicoterapia da sola e' in grado di guarire una persona dalle proprie ansie e nevrosi) e da cio' che leggo (per esempio qui (http://www.dica33.it/argomenti/psicologia/depressione/depressione13.asp) e qui (http://www.psichiatria.unimo.it/CD/Psicoterapie_file/scheda%20sulla%20psicoterapia%20cognitiva.htm)), traggo le mie conclusioni.
LA PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DELLA DEPRESSIONE
La terapia cognitivo-comportamentale è, senza dubbio, la forma di psicoterapia più estesamente esaminata per la Depressione Maggiore. L’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale è in genere almeno buona, e in alcuni casi lo è di più, quanto quella di altre forme di psicoterapia. Alcune meta-analisi hanno concluso che l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale è maggiore che la farmacoterapia
Al termine del periodo la conclusione era abbastanza semplice: dopo l'interruzione, chi era stato sottoposto a psicoterapia era molto meno esposto alle ricadute di chi aveva assunto e sospeso i farmaci; tra i primi, infatti, la risposta sostenuta si presentava soltanto in poco più del 16% dei pazienti, mentre era del 37% circa nel secondo gruppo. Chi continuava ad assumere farmaci aveva una risposta sostenuta nel 27% circa. Tuttavia la differenza tra chi aveva sostenuto la psicoterapia e chi continuava ad assumere i farmaci non era ritenuta significativa. In definitiva, anche un ciclo di 4 mesi di terapia, se ha successo, protegge dalle ricadute almeno quanto continuare a prendere farmaci.
ovviamente poi, gli psicofarmaci hanno controindicazioni anche pesanti... poi alla fine ognuno prende cio' che vuole, io pesonalmente ne conosco parecchia di gente che si "cura" il raffreddore con gli antibiotici :D
Fides Brasier
18-02-2008, 21:59
Dipende: se i sintomi sono causati da un "semplice" squilibrio biochimico del sistema nervoso centrale (di origine genetica, ambientale o altro) il farmaco "cura" dove la psicoterapia non può nulla.i riscontri con la tomografia dicono il contrario:
http://vitadicoppia.blogosfere.it/2007/05/depressione-la-psicoterapia-modifica-le-funzioni-cerebrali.html
La psicoterapia interviene infatti sul metabolismo cerebrale.
Lo studio si è svolto praticando a 14 pazienti colpiti da depressione un esame, la tomografia a emissione di positroni (PET), che consente di visualizzare l’attività delle diverse aree cerebrali, valutandone il metabolismo. Il test è stato condotto una prima volta e, successivamente, dopo che i pazienti avevano completato, con successo, un ciclo di psicoterapia. Ebbene, la PET eseguita al termine della terapia ha mostrato che effettivamente si verifica un cambiamento cerebrale con aumento dell’attività di alcune aree della regione limbica e della corteccia frontale, le stesse che vengono influenzate dai farmaci antidepressivi.
Murakami
19-02-2008, 08:23
i riscontri con la tomografia dicono il contrario:
http://vitadicoppia.blogosfere.it/2007/05/depressione-la-psicoterapia-modifica-le-funzioni-cerebrali.html
Interessante, ma qui si parla solo di metabolismo ed attività cerebrale. Alcuni farmaci di nuova generazione (Fevarin, Anafranil etc.) inducono ipertrofia permanente (contrariamente a quanto tu hai asserito prima, ovverosia che "una volta smesso di assumere il farmaco si torna come prima") di determinate aree del cervello, supposte carenti in precedenza.
Fides Brasier
19-02-2008, 13:43
Interessante, ma qui si parla solo di metabolismo ed attività cerebrale. Alcuni farmaci di nuova generazione (Fevarin, Anafranil etc.) inducono ipertrofia permanente (contrariamente a quanto tu hai asserito prima, ovverosia che "una volta smesso di assumere il farmaco si torna come prima") di determinate aree del cervello, supposte carenti in precedenza."solo" e' ampiamente riduttivo, visto che si tratta della medesima azione (a livello fisiologico) dei farmaci:
http://www.dica33.it/argomenti/psicologia/depressione/depressione7.asp
Ebbene, la PET eseguita al termine della terapia ha mostrato che effettivamente si verifica un cambiamento cerebrale con aumento dell’attività di alcune aree della regione limbica e della corteccia frontale, le stesse che vengono influenzate dai farmaci antidepressivi.
Differenze rispetto al farmaco
Tuttavia lo schema non è lo stesso: la psicoterapia causa l’aumento del metabolismo di due aree chiamate ippocampo e cingolo dorsale e una diminuzione dell’attività della corteccia dorsale, mediana e ventrale; un farmaco ampiamente usato come la paroxetina, invece, provoca un aumento del metabolismo nell’area prefrontale e una diminuzione di quello dell’ippocampo e di altre aree. Insomma c‘è un effetto organico per entrambe le terapie ma è differente.
ovviamente senza gli effetti collaterali dei farmaci...
che poi non mi e' chiaro cosa intendi con l'ultima affermazione: forse che si puo' affermare che con un ciclo di questi psicofarmaci da te menzionati, con l'induzione dell'ipertrofia permanete, si ha una guarigione definitiva dalla depressione?
Murakami
19-02-2008, 13:58
che poi non mi e' chiaro cosa intendi con l'ultima affermazione: forse che si puo' affermare che con un ciclo di questi psicofarmaci da te menzionati, con l'induzione dell'ipertrofia permanete, si ha una guarigione definitiva dalla depressione?
Si, se la patologia specifica dipende dal sottosviluppo di determinate aree cerebrali: questo è quanto mi ha detto il mio psichiatra.
Tra 3 o 4 anni ti saprò dire se aveva ragione.
Ziosilvio
19-02-2008, 14:23
"ammesso che sia vero", ma e' proprio cosi': lo ha scoperto freud piu' di cento anni fa
Ah, quindi Freud avrebbe scoperto più di cento anni fa che i farmaci di oggi non servono a niente? :confused:
Senza contare che in scienza il principio di autorità non vale...
il farmaco, si, riequilibra i meccanismi fisiologici del cervello, ma una volta terminato l'effetto si torna come prima.
Che cosa vuol dire "come prima"?
la psicoterapia invece e' efficace sempre, perche' risolve il problema all'origine.
Nemmeno la psicoterapia, però, può fare niente contro una seconda insorgenza dovuta ad un motivo diverso.
Ziosilvio
19-02-2008, 14:34
Ah, dimenticavo:
sulla tua domanda iniziale, quante persone conosco io: mi spiace, ma io non sono uno psicoterapeuta tale da poter vantare i miei successi; ne' d'altronde lavoro per l'istat; ne' d'altro canto mi rivolgo alle persone che conosco chiedendo "eri depresso? come sei guarito?";
È un discreto lavoro da aspirante poeta ermetico, ma non una risposta alla domana che ho fatto io.
pero' mi informo e guardo e, alla luce di cio' che so (ovvero che la psicoterapia da sola e' in grado di guarire una persona dalle proprie ansie e nevrosi) e da cio' che leggo (per esempio qui (http://www.dica33.it/argomenti/psicologia/depressione/depressione13.asp) e qui (http://www.psichiatria.unimo.it/CD/Psicoterapie_file/scheda%20sulla%20psicoterapia%20cognitiva.htm)), traggo le mie conclusioni.
dica33.it sembra un sito per consumatori più che per medici. Prova anche: www.depressione-ansia.it
Quanto alla parte tratta dal sito dell'Università di Modena, dice che la psicoterapia da sola è secondo alcuni studi, e neanche tutti, più efficace (a medio e lungo termine, probabilmente) della farmacoterapia da sola; ma non dice niente su cosa succede combinandole, quindi non è possibile usarla a suporto della tua tesi che "la psicoterapia da sola è più efficace della psicoterapia associata alla farmacoterapia".
E per finire:
ovviamente poi, gli psicofarmaci hanno controindicazioni anche pesanti
Quali farmaci?
Fides Brasier
19-02-2008, 16:06
Ah, quindi Freud avrebbe scoperto più di cento anni fa che i farmaci di oggi non servono a niente? :confused:
Senza contare che in scienza il principio di autorità non vale...
Che cosa vuol dire "come prima"?
Nemmeno la psicoterapia, però, può fare niente contro una seconda insorgenza dovuta ad un motivo diverso.ma che stai dicendo?? :mbe: da dove tiri fuori questa conclusione strampalata su freud e i farmaci?
la scoperta di freud e' stata il trauma inconscio come origine dei disagi emotivi; rimosso il trauma (portandolo alla consapevolezza), rimosso il disagio. mi spieghi quale farmaco potra' mai portare alla consapevolezza un trauma inconscio? il farmaco ha una sua azione nel tempo, esaurita la quale la sua azione termina, e il trauma inconscio con il suo disagio permane.
e poi non e' vero che la psicoterapia nulla puo' fare contro una seconda insorgenza; innanzitutto nemmeno l'ortopedico puo' fare nulla dopo averti guarito se vieni investito da un'altra auto :D ma la psicoterapia, oltre a risolvere i traumi inconsci, permette anche di attuare dei rinforzi dell'io e della personalita', cosa che attualmente nessun farmaco puo' fare.
Fides Brasier
19-02-2008, 16:14
Ah, dimenticavo:
È un discreto lavoro da aspirante poeta ermetico, ma non una risposta alla domana che ho fatto io.
dica33.it sembra un sito per consumatori più che per medici. Prova anche: www.depressione-ansia.it
Quanto alla parte tratta dal sito dell'Università di Modena, dice che la psicoterapia da sola è secondo alcuni studi, e neanche tutti, più efficace (a medio e lungo termine, probabilmente) della farmacoterapia da sola; ma non dice niente su cosa succede combinandole, quindi non è possibile usarla a suporto della tua tesi che "la psicoterapia da sola è più efficace della psicoterapia associata alla farmacoterapia".
E per finire:
Quali farmaci?io ti ho risposto, dicendoti che non ne conosco nessuno, e ti ho anche spiegato i motivi per i quali non ne conosco nessuno; d'altro canto, quante persone conosci tu che grazie alla terapia farmacologica sono guarite del tutto e definitivamente dalla depressione?
se poi non ti piace quel sito, vedi se ti piace questo estratto da un documento riportato dal sito della societa' italiana di psicopatologia:
http://www.sopsi.it/italiano/rivista/2006/vol12-3/Riva.pdf
I farmacologi hanno spesso considerato la psicoterapia come una modalità di intervento sostanzialmente “riabilitativa” o secondaria in quanto non agirebbe sui sintomi veri e propri e sui meccanismi fondamentali della psicopatologia bensì su aspetti ad essa correlati, come le difficoltà nelle relazioni interpersonali, il deterioramento dell’autostima, i fattori che condizionano il disadattamento ed il ritiro sociale del paziente. Sull’altro versante, gli psicoterapeuti hanno spesso criticato i trattamenti farmacologici per il loro effetto sostanzialmente sintomatologico o per la loro prevalente azione sul tono dell’umore del paziente. Tale processo non modificherebbe però le condizioni conflittuali sottostanti i sintomi, lasciando inalterate la struttura e le dinamiche psichiche profonde dell’individuo e, dunque, non ridurrebbe il rischio di eventuali ricadute. È inoltre stata posta la questione circa gli effetti derivanti dall’impiego a lungo termine, ed a scopo profilattico, dei farmaci che, con i loro effetti collaterali, potrebbero diventare a loro volta un problema per il paziente. Riguardo gli effetti dovuti all’interazione fra psicoterapia e farmacoterapia sono stati sottolineati aspetti diversi. L’impiego di farmaci può influire negativamente sul processo psicoterapeutico portando ad una diminuzione della motivazione del paziente a partecipare alla psicoterapia, in vista di un cambiamento strutturale, in seguito alla scomparsa, dovuta all’azione farmacologica, dei sintomi depressivi e ansiosi. Ciò andrebbe a limitare la possibilità di sviluppare una relazione ed un’alleanza psicoterapeutica in grado di intervenire sulle aree conflittuali, che il paziente riesce a percepire attraverso il proprio disagio, al fine di avviare una trasformazione profonda, dotata di significato, e dunque duratura nel tempo, delle dinamiche interne psicopatologiche. In sintesi i farmaci, anche quando funzionano, rischiano di amplificare un atteggiamento passivo del paziente nei confronti della propria patologia e della terapia
Ziosilvio
19-02-2008, 18:25
quante persone conosci tu che grazie alla terapia farmacologica sono guarite del tutto e definitivamente dalla depressione?
"Del tutto e definitivamente" si può dire solo dei morti, e lo sai anche tu.
Inoltre, è evidente che stai cercando di far credere che io abbia detto che "la terapia solo farmacologica funziona meglio della psicoterapia". Stando così le cose, ti sfido a riportare il punto in cui lo avrei fatto.
Ziosilvio
19-02-2008, 18:44
A quanto pare càpita anche a me di dare troppa importanza alle persone sbagliate.
Tornando a chi importa davvero:
sono comunque andato dal mio medico di base che mi ha prescritto un leggero ansiolitico e soprattutto una visita specilistica dallo psicologo.
Quindi, rileggendo: il tuo medico di base ha prescritto dei farmaci, e ha affidato la parte psicoterapica a uno specialista; il quale specialista però si è dimostrato un po' caciottaro.
Cerca di rivedere presto il tuo medico, e di dirgli com'è andata con questo psicologo. Magari ti manda da uno un po' più attento ai pazienti.
(già provavo un pò di vergogna per essere li)
Bah: il cervello è un organo, gli organi si ammalano, gli organi malati si curano... se la guardi così, vedi che non c'è gran che di cui vergognarsi.
avete mai sofferto di qualcosa di simile?
Sì.
Come ne siete usciti?
Elopram e psicoterapia insieme, con uno psichiatra psicoterapeuta bravo, e io che prendevo l'Elopram esattamente secondo le sue indicazioni.
Uno psicologo privato chiede molto?
Se è bravo, sì.
Fides Brasier
19-02-2008, 20:52
"Del tutto e definitivamente" si può dire solo dei morti, e lo sai anche tu.
Inoltre, è evidente che stai cercando di far credere che io abbia detto che "la terapia solo farmacologica funziona meglio della psicoterapia". Stando così le cose, ti sfido a riportare il punto in cui lo avrei fatto.A quanto pare càpita anche a me di dare troppa importanza alle persone sbagliate.non e' mia abitudine mettere parole in bocca agli altri, e non vedo proprio il motivo per cui dovrei cominciare adesso.
ci tengo invece a portare a conoscenza, a sgurbat e ad altri che possano sentirne l'esigenza, che una buona psicoterapia e' efficace come e anche piu' dei farmaci, i quali possono anche dimostrarsi del tutto superflui a meno che non siano invece necessari. perche' tra "superflui" e "necessari" c'e' una enorme zona grigia in cui si tende a prescrivere comunque il farmaco (lo stesso sgurbat ci ha riportato l'esempio del medico che gli prescrive il "blando ansiolitico" cosi', giusto per gradire); invece l'alternativa c'e'. in quest'ottica non ci sono persone "giuste" o "sbagliate" o piu' o meno importanti con cui parlare (per la verita' non ci sono persone giuste o sbagliate a prescindere da tutto, ma vabuo'), ma ventagli di possibilita' da valutare: mi limito ad esporre considerazioni suffragate da documenti, tutto qua :fagiano:
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