View Full Version : Bagnasco: "In Italia l’oscurantismo laicista supera la tolleranza"
EarendilSI
17-01-2008, 09:20
Roma - "In Italia si fa strada un atto di oscurantismo laicista". È grande l’amarezza che traspare dalle parole dell’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana. Il porporato, da meno di un anno alla guida dell’episcopato italiano, è uomo pacato, che anche di fronte alle minacce personali ricevute ha sempre inviato segnali di pacificazione. Bagnasco, in questa intervista al Giornale, racconta la sua reazione alla cancellazione della visita di Benedetto XVI alla Sapienza, definisce di "buon senso" questa scelta, assicurando che la Chiesa non rinuncerà al dialogo e al confronto con il mondo scientifico. E afferma che il Paese ha bisogno di una "più grande serenità culturale".
Eminenza, innanzitutto qual è il suo stato d’animo per la rinuncia di Benedetto XVI alla visita alla Sapienza?
"Il primo sentimento è di grandissima amarezza per il fatto che l’università si sia privata di una voce autorevolissima e perché la violenza e la chiusura culturale di pochi ha prevaricato il desiderio e la volontà dei più, che all’interno della Sapienza volevano ascoltare le parole del Santo padre, come uomo di cultura riconosciuto in tutto il mondo. Il secondo sentimento è di tristezza per l’immagine che emerge del nostro Paese: anziché il tradizionale equilibrio e la tolleranza dialogica che caratterizza la nostra storia, si fa strada un atto di oscurantismo laicista".
Perché il Papa ha preso questa decisione?
"Perché ha buon senso".
La cancellazione della visita sta forse a significare che la Chiesa rinuncia al dialogo con il mondo della scienza?
"Nel modo più assoluto la Chiesa non rinuncia al dialogo con la scienza perché fa parte del Dna della fede cristiana la stima e il rapporto dialogico con la ragione e quindi con la scienza. La fede, infatti, si rivolge a tutto l’uomo senza escludere nessuna delle sue dimensioni, né intellettiva né affettiva, ma al contrario valorizzando ogni espressione dell’umano. D’altronde la storia ci attesta la continua promozione di cultura e di civiltà che scaturisce dal Vangelo".
Eminenza, lunedì scorso il Giornale ha pubblicato un ampio stralcio della conferenza che l’allora cardinale Ratzinger fece nel 1990, dal quale si evince bene che non aveva fatto sue le posizioni di Feyerabend, ma, al contrario, difendeva la ragione. Com’è possibile un simile fraintendimento?
"Quando non si è liberi da pregiudizi verso determinate persone o verso determinate posizioni religiose o culturali, ogni fraintendimento non solo è possibile, ma quasi inevitabile. Per accostarsi al pensiero di chi non la pensa come noi è necessaria una vera serenità di giudizio senza la quale non vi è né confronto né dialogo e quindi si diventa intolleranti".
Teme che questo triste episodio abbia ripercussioni sul clima politico e sociale del nostro Paese, già attraversato da non poche tensioni?
"Il Paese ha bisogno di una più grande serenità culturale per creare vere e sistematiche sinergie a tutti i livelli per il bene reale della gente. La Chiesa, sempre vicina alla gente, da parte sua, non cesserà mai di portare il suo leale contributo per la crescita reale del Paese e per il bene integrale di ogni persona, delle famiglie e della società intera".
Se la chiesa non si fosse tanto impegnata, ultimamente, a muovere le sue marionette in parlamento per assoggettare tutti i cittadini, credenti o no, alle sue "verità" , probabilmente non ci sarebbe stata questa reazione da parte degli studenti.
Totale ribaltamento della realtà, come sempre, con l'avvallo dei politci e media conniventi per piaggeria.
EarendilSI
17-01-2008, 09:27
«L’insulto a Ratzinger? È la rivincita della sinistra»
«Cosa mi aspetto adesso? Che il concretarsi della spinta antireligiosa della sinistra divenga un boomerang: che domenica, all’Angelus in San Pietro, ci sia una folla sterminata... tutti dovremmo andarci. Sarebbe la migliore risposta al divieto di parola imposto al Papa».
Marcello Pera, già presidente del Senato, ha digerito poco e male la forzata rinuncia di Benedetto XVI a presenziare oggi all’apertura dell’anno accademico alla Sapienza impostagli «da cattivi maestri di scuola, certo non docenti universitari» e dal «silenzio» imbarazzato del governo. Ma nel suo studio di palazzo Giustiniani s’interroga - una volta di più - anche su quello che un «dignitoso» centrodestra dovrebbe mettere in campo ora che, cadute le ultime foglie di fico, si è aperta formalmente la guerra tra laicisti e difensori delle radici cristiane.
«Lo dico da tempo: il discrimine tra sinistra e destra, dopo la morte dell’ideologia comunista, è ormai divenuto il laicismo. Pazienza che mi abbiano deriso... ma ora la prova è sul tavolo: il manifesto della sinistra italiana è ormai l’antireligiosità. E Benedetto XVI diviene di fatto il catalizzatore della protesta...».
Presidente Pera: intanto mi dica cosa ha visto nella vicenda della Sapienza.
«Un oltraggio al pontefice, un grosso incidente diplomatico cui l’Italia non era mai incorsa in precedenza e una resa dello Stato alla violenza dei laicisti che non immaginavo e un colpo mortale all’immagine dell’università italiana. Certo: adesso fioriscono miserie umane e forme di squallore nel tentativo di minimizzare, smussare, precisare, distinguere, ma ci sono state grosse responsabilità. Sarebbe bastata una presa di posizione di Prodi, o di Amato, o di Mussi ai firmatari del manifesto anti-papale sul diritto del pontefice a dir la sua che tutto sarebbe cambiato. E invece, quei 67 hanno proprio contato su quel silenzio per cercare di sfondare le porte. E lo hanno fatto».
Si è fatto una ragione di quel silenzio? Perché Prodi e compagni hanno evitato di dir qualcosa salvo poi intervenire, quando la frittata era ormai fatta...?
«Credo si sia tentata una... rivincita. Sì, una rivincita rispetto alle ritirate che si erano dovute compiere su Pacs e Dico, sulla fecondazione, sulle critiche del Vaticano al degrado di Roma. Un sospetto il mio? Una certezza. Dico di più: qualcuno forse ha voluto far vedere all’Europa intera come in Italia siamo molto meglio di altri, riuscendo a far tacere persino il Papa! Siamo più avanti di Zapatero...».
Crede che all’Europa importi molto?
«L’ideologia di sinistra sostitutiva del comunismo ha oggi due architravi: l’europeismo e il laicismo. È su questi due elementi che si sono ancorati i tanti che hanno creduto per anni e anni nell’ideologia marxista e che cercano sostituti in grado di mantenere viva la loro fede. Nemmeno si preoccupano che si tratti di scelte paradossali: Togliatti non era laicista e dell’Europa dei De Gasperi, degli Schuman, degli Adenauer proprio i comunisti erano i più fieri avversari».
Parla dell’Europa odierna che rifiuta le radici cristiane?
«Sì, parlo dell’Europa che rinnega se stessa, che si arrende al fondamentalismo islamico, che censura Buttiglione perché distingue la morale dal diritto, che non difende il Papa dopo Ratisbona, che considera “conquiste” e “diritti” ogni offesa alla tradizione cristiana, che non ha più la forza neppure di dire “Buon Natale”. Gli ex comunisti sono europeisti perché amano questa Europa. E sono laicisti perché vogliono distruggere le tradizione europea. Il vero maestro di laicità è Benedetto XVI. Lui ha una sensibilità politica molto più profonda di tanti leader europei. È talmente laico da aver proposto una sfida: che cosa significa laicità? Quali valori rappresenta? Hanno saputo così poco dare risposte che gli hanno impedito di fare le domande. Si legga quello che avrebbe detto: è fantastico, un capolavoro di dottrina e di cultura!».
Certo i 67 firmatari si sono assunti di fatto una grave responsabilità. O no?
«Guardi che quella, fatto salvo Maiani che per lo meno è davvero un fisico anche se si è comportato in modo interessato cercando poi di nascondere la sua firma, è gente che non ha nulla da dire... Vecchie conoscenze sessantottine che già una volta hanno contribuito a distruggere l’università e colpito la grande facoltà di fisica di Roma. Speravo almeno in uno scatto d’orgoglio del rettore Guarini. Prima invita il Papa, poi cambia il protocollo e degrada la lectio magistralis, a mero intervento, come se il Papa fosse un passante invitato lì a fare un dibbattito e alla fine si acconcia agli eventi. Perché non dimettersi?».
Lo strappo si rimedia?
«Vedo che le diplomazie della Repubblica e la segreteria di stato sono già al lavoro, ma quello che è successo è una catastrofe molteplice: internazionale, politica, istituzionale e culturale che non si rimedia. Solo la gente può farlo, a partire da domenica all’Angelus, con la sua vicinanza al Papa e alla Chiesa».
Non potrebbe pensarci il centrodestra?
«Dovrebbe trovare una strategia per combattere l’anti-cristianesimo e sviluppare un dibattito serio. Cosa ci differenzia dal centrosinistra? Un punto di tasse in più o in meno? Le infrastrutture? La separazione delle carriere dei magistrati? Servono leader capaci di introdurre novità sostanziali e visioni strategiche, invece la politica del centrodestra pare interessarsi poco di questi temi. Li orecchia soltanto, oppure semplicemente si accoda, col rischio che al laicismo degli uni si contrapponga il clericalismo degli altri. Questo vuoto oggi lo ricoprono menti illuminate come quelle di Benedetto XVI oppure giornali come Il Foglio. La gente lo capisce e per questo sono convinto che domenica a S. Pietro ci saranno in tanti».
EarendilSI
17-01-2008, 09:35
E questo è il discorso del Santissimo Padre che i "democratici" e altamente minoritari professori ex-sessantottini e i facenti parti dei collettivi di sinistra, poche nullità di studenti, hanno censurato, hanno impedito in modo vergognoso di svolgere tra l'altro falsificando completamente un discorso del Papa tenuto nel 1990:
IL DISCORSO DEL PAPA
Magnifico Rettore, Autorità politiche e civili, Illustri docenti e personale tecnico amministrativo, cari giovani studenti! È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della "Sapienza - Università di Roma" in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo. Da sempre la Chiesa di Roma guarda con simpatia e ammirazione a questo centro universitario, riconoscendone l’impegno, talvolta arduo e faticoso, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni. Non sono mancati in questi ultimi anni momenti significativi di collaborazione e di dialogo. Vorrei ricordare, in particolare, l’Incontro mondiale dei Rettori in occasione del Giubileo delle Università, che ha visto la vostra comunità farsi carico non solo dell’accoglienza e dell’organizzazione, ma soprattutto della profetica e complessa proposta della elaborazione di un "nuovo umanesimo per il terzo millennio".
Mi è caro, in questa circostanza, esprimere la mia gratitudine per l’invito che mi è stato rivolto a venire nella vostra università per tenervi una lezione. In questa prospettiva mi sono posto innanzitutto la domanda: Che cosa può e deve dire un Papa in un’occasione come questa? Nella mia lezione a Ratisbona ho parlato, sì, da Papa, ma soprattutto ho parlato nella veste del già professore di quella mia università, cercando di collegare ricordi ed attualità. Nell’università "Sapienza", l’antica università di Roma, però, sono invitato proprio come Vescovo di Roma, e perciò debbo parlare come tale. Certo, la "Sapienza" era un tempo l’università del Papa, ma oggi è un’università laica con quell’autonomia che, in base al suo stesso concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di università, la quale deve essere legata esclusivamente all’autorità della verità. Nella sua libertà da autorità politiche ed ecclesiastiche l’università trova la sua funzione particolare, proprio anche per la società moderna, che ha bisogno di un’istituzione del genere.
Ritorno alla mia domanda di partenza: Che cosa può e deve dire il Papa nell’incontro con l’università della sua città? Riflettendo su questo interrogativo, mi è sembrato che esso ne includesse due altri, la cui chiarificazione dovrebbe condurre da sé alla risposta. Bisogna, infatti, chiedersi: Qual è la natura e la missione del Papato? E ancora: Qual è la natura e la missione dell’università? Non vorrei in questa sede trattenere Voi e me in lunghe disquisizioni sulla natura del Papato. Basti un breve accenno. Il Papa è anzitutto Vescovo di Roma e come tale, in virtù della successione all’Apostolo Pietro, ha una responsabilità episcopale nei riguardi dell’intera Chiesa cattolica. La parola "vescovo"–episkopos, che nel suo significato immediato rimanda a "sorvegliante", già nel Nuovo Testamento è stata fusa insieme con il concetto biblico di Pastore: egli è colui che, da un punto di osservazione sopraelevato, guarda all’insieme, prendendosi cura del giusto cammino e della coesione dell’insieme. In questo senso, tale designazione del compito orienta lo sguardo anzitutto verso l’interno della comunità credente. Il Vescovo – il Pastore – è l’uomo che si prende cura di questa comunità; colui che la conserva unita mantenendola sulla via verso Dio, indicata secondo la fede cristiana da Gesù – e non soltanto indicata: Egli stesso è per noi la via. Ma questa comunità della quale il Vescovo si prende cura – grande o piccola che sia – vive nel mondo; le sue condizioni, il suo cammino, il suo esempio e la sua parola influiscono inevitabilmente su tutto il resto della comunità umana nel suo insieme. Quanto più grande essa è, tanto più le sue buone condizioni o il suo eventuale degrado si ripercuoteranno sull’insieme dell’umanità. Vediamo oggi con molta chiarezza, come le condizioni delle religioni e come la situazione della Chiesa – le sue crisi e i suoi rinnovamenti – agiscano sull’insieme dell’umanità. Così il Papa, proprio come Pastore della sua comunità, è diventato sempre di più anche una voce della ragione etica dell’umanità.
Qui, però, emerge subito l’obiezione, secondo cui il Papa, di fatto, non parlerebbe veramente in base alla ragione etica, ma trarrebbe i suoi giudizi dalla fede e per questo non potrebbe pretendere una loro validità per quanti non condividono questa fede. Dovremo ancora ritornare su questo argomento, perché si pone qui la questione assolutamente fondamentale: Che cosa è la ragione? Come può un’affermazione – soprattutto una norma morale – dimostrarsi "ragionevole"? A questo punto vorrei per il momento solo brevemente rilevare che John Rawls, pur negando a dottrine religiose comprensive il carattere della ragione "pubblica", vede tuttavia nella loro ragione "non pubblica" almeno una ragione che non potrebbe, nel nome di una razionalità secolaristicamente indurita, essere semplicemente disconosciuta a coloro che la sostengono. Egli vede un criterio di questa ragionevolezza fra l’altro nel fatto che simili dottrine derivano da una tradizione responsabile e motivata, in cui nel corso di lunghi tempi sono state sviluppate argomentazioni sufficientemente buone a sostegno della relativa dottrina. In questa affermazione mi sembra importante il riconoscimento che l’esperienza e la dimostrazione nel corso di generazioni, il fondo storico dell’umana sapienza, sono anche un segno della sua ragionevolezza e del suo perdurante significato. Di fronte ad una ragione a-storica che cerca di autocostruirsi soltanto in una razionalità a-storica, la sapienza dell’umanità come tale – la sapienza delle grandi tradizioni religiose – è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee.
Ritorniamo alla domanda di partenza. Il Papa parla come rappresentante di una comunità credente, nella quale durante i secoli della sua esistenza è maturata una determinata sapienza della vita; parla come rappresentante di una comunità che custodisce in sé un tesoro di conoscenza e di esperienza etiche, che risulta importante per l’intera umanità: in questo senso parla come rappresentante di una ragione etica.
Ma ora ci si deve chiedere: E che cosa è l’università? Qual è il suo compito? È una domanda gigantesca alla quale, ancora una volta, posso cercare di rispondere soltanto in stile quasi telegrafico con qualche osservazione. Penso si possa dire che la vera, intima origine dell’università stia nella brama di conoscenza che è propria dell’uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità. In questo senso si può vedere l’interrogarsi di Socrate come l’impulso dal quale è nata l’università occidentale. Penso ad esempio – per menzionare soltanto un testo – alla disputa con Eutifrone, che di fronte a Socrate difende la religione mitica e la sua devozione. A ciò Socrate contrappone la domanda: "Tu credi che fra gli dei esistano realmente una guerra vicendevole e terribili inimicizie e combattimenti … Dobbiamo, Eutifrone, effettivamente dire che tutto ciò è vero?" (6 b – c). In questa domanda apparentemente poco devota – che, però, in Socrate derivava da una religiosità più profonda e più pura, dalla ricerca del Dio veramente divino – i cristiani dei primi secoli hanno riconosciuto se stessi e il loro cammino. Hanno accolto la loro fede non in modo positivista, o come la via d’uscita da desideri non appagati; l’hanno compresa come il dissolvimento della nebbia della religione mitologica per far posto alla scoperta di quel Dio che è Ragione creatrice e al contempo Ragione-Amore. Per questo, l’interrogarsi della ragione sul Dio più grande come anche sulla vera natura e sul vero senso dell’essere umano era per loro non una forma problematica di mancanza di religiosità, ma faceva parte dell’essenza del loro modo di essere religiosi. Non avevano bisogno, quindi, di sciogliere o accantonare l’interrogarsi socratico, ma potevano, anzi, dovevano accoglierlo e riconoscere come parte della propria identità la ricerca faticosa della ragione per raggiungere la conoscenza della verità intera. Poteva, anzi doveva così, nell’ambito della fede cristiana, nel mondo cristiano, nascere l’università.
È necessario fare un ulteriore passo. L’uomo vuole conoscere – vuole verità. Verità è innanzitutto una cosa del vedere, del comprendere, della theoría, come la chiama la tradizione greca. Ma la verità non è mai soltanto teorica. Agostino, nel porre una correlazione tra le Beatitudini del Discorso della Montagna e i doni dello Spirito menzionati in Isaia 11, ha affermato una reciprocità tra "scientia" e "tristitia": il semplice sapere, dice, rende tristi. E di fatto – chi vede e apprende soltanto tutto ciò che avviene nel mondo, finisce per diventare triste. Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene. Questo è anche il senso dell’interrogarsi socratico: Qual è quel bene che ci rende veri? La verità ci rende buoni, e la bontà è vera: è questo l’ottimismo che vive nella fede cristiana, perché ad essa è stata concessa la visione del Logos, della Ragione creatrice che, nell’incarnazione di Dio, si è rivelata insieme come il Bene, come la Bontà stessa.
Nella teologia medievale c’è stata una disputa approfondita sul rapporto tra teoria e prassi, sulla giusta relazione tra conoscere ed agire – una disputa che qui non dobbiamo sviluppare. Di fatto l’università medievale con le sue quattro Facoltà presenta questa correlazione. Cominciamo con la Facoltà che, secondo la comprensione di allora, era la quarta, quella di medicina. Anche se era considerata più come "arte" che non come scienza, tuttavia, il suo inserimento nel cosmo dell’universitas significava chiaramente che era collocata nell’ambito della razionalità, che l’arte del guarire stava sotto la guida della ragione e veniva sottratta all’ambito della magia. Guarire è un compito che richiede sempre più della semplice ragione, ma proprio per questo ha bisogno della connessione tra sapere e potere, ha bisogno di appartenere alla sfera della ratio. Inevitabilmente appare la questione della relazione tra prassi e teoria, tra conoscenza ed agire nella Facoltà di giurisprudenza. Si tratta del dare giusta forma alla libertà umana che è sempre libertà nella comunione reciproca: il diritto è il presupposto della libertà, non il suo antagonista. Ma qui emerge subito la domanda: Come s’individuano i criteri di giustizia che rendono possibile una libertà vissuta insieme e servono all’essere buono dell’uomo? A questo punto s’impone un salto nel presente: è la questione del come possa essere trovata una normativa giuridica che costituisca un ordinamento della libertà, della dignità umana e dei diritti dell’uomo. È la questione che ci occupa oggi nei processi democratici di formazione dell’opinione e che al contempo ci angustia come questione per il futuro dell’umanità. Jürgen Habermas esprime, a mio parere, un vasto consenso del pensiero attuale, quando dice che la legittimità di una carta costituzionale, quale presupposto della legalità, deriverebbe da due fonti: dalla partecipazione politica egualitaria di tutti i cittadini e dalla forma ragionevole in cui i contrasti politici vengono risolti. Riguardo a questa "forma ragionevole" egli annota che essa non può essere solo una lotta per maggioranze aritmetiche, ma che deve caratterizzarsi come un "processo di argomentazione sensibile alla verità" (wahrheitssensibles Argumentationsverfahren). È detto bene, ma è cosa molto difficile da trasformare in una prassi politica. I rappresentanti di quel pubblico "processo di argomentazione" sono – lo sappiamo – prevalentemente i partiti come responsabili della formazione della volontà politica. Di fatto, essi avranno immancabilmente di mira soprattutto il conseguimento di maggioranze e con ciò baderanno quasi inevitabilmente ad interessi che promettono di soddisfare; tali interessi però sono spesso particolari e non servono veramente all’insieme. La sensibilità per la verità sempre di nuovo viene sopraffatta dalla sensibilità per gli interessi. Io trovo significativo il fatto che Habermas parli della sensibilità per la verità come di elemento necessario nel processo di argomentazione politica, reinserendo così il concetto di verità nel dibattito filosofico ed in quello politico.
Ma allora diventa inevitabile la domanda di Pilato: Che cos’è la verità? E come la si riconosce? Se per questo si rimanda alla "ragione pubblica", come fa Rawls, segue necessariamente ancora la domanda: Che cosa è ragionevole? Come una ragione si dimostra ragione vera? In ogni caso, si rende in base a ciò evidente che, nella ricerca del diritto della libertà, della verità della giusta convivenza devono essere ascoltate istanze diverse rispetto a partiti e gruppi d’interesse, senza con ciò voler minimamente contestare la loro importanza. Torniamo così alla struttura dell’università medievale. Accanto a quella di giurisprudenza c’erano le Facoltà di filosofia e di teologia, a cui era affidata la ricerca sull’essere uomo nella sua totalità e con ciò il compito di tener desta la sensibilità per la verità. Si potrebbe dire addirittura che questo è il senso permanente e vero di ambedue le Facoltà: essere custodi della sensibilità per la verità, non permettere che l’uomo sia distolto dalla ricerca della verità. Ma come possono esse corrispondere a questo compito? Questa è una domanda per la quale bisogna sempre di nuovo affaticarsi e che non è mai posta e risolta definitivamente. Così, a questo punto, neppure io posso offrire propriamente una risposta, ma piuttosto un invito a restare in cammino con questa domanda – in cammino con i grandi che lungo tutta la storia hanno lottato e cercato, con le loro risposte e con la loro inquietudine per la verità, che rimanda continuamente al di là di ogni singola risposta.
Teologia e filosofia formano in ciò una peculiare coppia di gemelli, nella quale nessuna delle due può essere distaccata totalmente dall’altra e, tuttavia, ciascuna deve conservare il proprio compito e la propria identità. È merito storico di san Tommaso d’Aquino – di fronte alla differente risposta dei Padri a causa del loro contesto storico – di aver messo in luce l’autonomia della filosofia e con essa il diritto e la responsabilità propri della ragione che s’interroga in base alle sue forze. Differenziandosi dalle filosofie neoplatoniche, in cui religione e filosofia erano inseparabilmente intrecciate, i Padri avevano presentato la fede cristiana come la vera filosofia, sottolineando anche che questa fede corrisponde alle esigenze della ragione in ricerca della verità; che la fede è il "sì" alla verità, rispetto alle religioni mitiche diventate semplice consuetudine. Ma poi, al momento della nascita dell’università, in Occidente non esistevano più quelle religioni, ma solo il cristianesimo, e così bisognava sottolineare in modo nuovo la responsabilità propria della ragione, che non viene assorbita dalla fede. Tommaso si trovò ad agire in un momento privilegiato: per la prima volta gli scritti filosofici di Aristotele erano accessibili nella loro integralità; erano presenti le filosofie ebraiche ed arabe, come specifiche appropriazioni e prosecuzioni della filosofia greca. Così il cristianesimo, in un nuovo dialogo con la ragione degli altri, che veniva incontrando, dovette lottare per la propria ragionevolezza. La Facoltà di filosofia che, come cosiddetta "Facoltà degli artisti", fino a quel momento era stata solo propedeutica alla teologia, divenne ora una Facoltà vera e propria, un partner autonomo della teologia e della fede in questa riflessa. Non possiamo qui soffermarci sull’avvincente confronto che ne derivò. Io direi che l’idea di san Tommaso circa il rapporto tra filosofia e teologia potrebbe essere espressa nella formula trovata dal Concilio di Calcedonia per la cristologia: filosofia e teologia devono rapportarsi tra loro "senza confusione e senza separazione". "Senza confusione" vuol dire che ognuna delle due deve conservare la propria identità. La filosofia deve rimanere veramente una ricerca della ragione nella propria libertà e nella propria responsabilità; deve vedere i suoi limiti e proprio così anche la sua grandezza e vastità. La teologia deve continuare ad attingere ad un tesoro di conoscenza che non ha inventato essa stessa, che sempre la supera e che, non essendo mai totalmente esauribile mediante la riflessione, proprio per questo avvia sempre di nuovo il pensiero. Insieme al "senza confusione" vige anche il "senza separazione": la filosofia non ricomincia ogni volta dal punto zero del soggetto pensante in modo isolato, ma sta nel grande dialogo della sapienza storica, che essa criticamente e insieme docilmente sempre di nuovo accoglie e sviluppa; ma non deve neppure chiudersi davanti a ciò che le religioni ed in particolare la fede cristiana hanno ricevuto e donato all’umanità come indicazione del cammino. Varie cose dette da teologi nel corso della storia o anche tradotte nella pratica dalle autorità ecclesiali, sono state dimostrate false dalla storia e oggi ci confondono. Ma allo stesso tempo è vero che la storia dei santi, la storia dell’umanesimo cresciuto sulla basa della fede cristiana dimostra la verità di questa fede nel suo nucleo essenziale, rendendola con ciò anche un’istanza per la ragione pubblica. Certo, molto di ciò che dicono la teologia e la fede può essere fatto proprio soltanto all’interno della fede e quindi non può presentarsi come esigenza per coloro ai quali questa fede rimane inaccessibile. È vero, però, al contempo che il messaggio della fede cristiana non è mai soltanto una "comprehensive religious doctrine" nel senso di Rawls, ma una forza purificatrice per la ragione stessa, che aiuta ad essere più se stessa. Il messaggio cristiano, in base alla sua origine, dovrebbe essere sempre un incoraggiamento verso la verità e così una forza contro la pressione del potere e degli interessi.
Ebbene, finora ho solo parlato dell’università medievale, cercando tuttavia di lasciar trasparire la natura permanente dell’università e del suo compito. Nei tempi moderni si sono dischiuse nuove dimensioni del sapere, che nell’università sono valorizzate soprattutto in due grandi ambiti: innanzitutto nelle scienze naturali, che si sono sviluppate sulla base della connessione di sperimentazione e di presupposta razionalità della materia; in secondo luogo, nelle scienze storiche e umanistiche, in cui l’uomo, scrutando lo specchio della sua storia e chiarendo le dimensioni della sua natura, cerca di comprendere meglio se stesso. In questo sviluppo si è aperta all’umanità non solo una misura immensa di sapere e di potere; sono cresciuti anche la conoscenza e il riconoscimento dei diritti e della dignità dell’uomo, e di questo possiamo solo essere grati. Ma il cammino dell’uomo non può mai dirsi completato e il pericolo della caduta nella disumanità non è mai semplicemente scongiurato: come lo vediamo nel panorama della storia attuale! Il pericolo del mondo occidentale – per parlare solo di questo – è oggi che l’uomo, proprio in considerazione della grandezza del suo sapere e potere, si arrenda davanti alla questione della verità. E ciò significa allo stesso tempo che la ragione, alla fine, si piega davanti alla pressione degli interessi e all’attrattiva dell’utilità, costretta a riconoscerla come criterio ultimo. Detto dal punto di vista della struttura dell’università: esiste il pericolo che la filosofia, non sentendosi più capace del suo vero compito, si degradi in positivismo; che la teologia col suo messaggio rivolto alla ragione, venga confinata nella sfera privata di un gruppo più o meno grande. Se però la ragione – sollecita della sua presunta purezza – diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza, inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e così non diventa più grande, ma più piccola. Applicato alla nostra cultura europea ciò significa: se essa vuole solo autocostruirsi in base al cerchio delle proprie argomentazioni e a ciò che al momento la convince e – preoccupata della sua laicità – si distacca dalle radici delle quali vive, allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma.
Con ciò ritorno al punto di partenza. Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.
Benedetto XVI
trallallero
17-01-2008, 09:37
«L’insulto a Ratzinger? È la rivincita della sinistra»
«Cosa mi aspetto adesso? Che il concretarsi della spinta antireligiosa della sinistra divenga un boomerang: che domenica, all’Angelus in San Pietro, ci sia una folla sterminata... tutti dovremmo andarci. Sarebbe la migliore risposta al divieto di parola imposto al Papa»
divieto di parola imposto al Papa ??? ce lo troviamo tutti i giorni in tutti i tg, in tutti i giornali, tra un pò lo si vedrà anche su Topolino e questo parla di divieto di parola ?
divieto di parola imposto al Papa ??? ce lo troviamo tutti i giorni in tutti i tg, in tutti i giornali, tra un pò lo si vedrà anche su Topolino e questo parla di divieto di parola ?
Devi capire, non sono abituati al fatto che qualcuno gli dica di no.
Solo in italia si "venera" un capo di stato in questa maniera. Se non è medioevo, questo.
EarendilSI
17-01-2008, 09:42
divieto di parola imposto al Papa ??? ce lo troviamo tutti i giorni in tutti i tg, in tutti i giornali, tra un pò lo si vedrà anche su Topolino e questo parla di divieto di parola ?
Quello che è successo in questi giorni è una vera e propria censura nei confronti del Papa, un divieto di prendere parola dopo invito presso un'Università che dovrebbe essere il tempio della libertà...
Il Papa non si è imposto all'Università ma è stato invitato dal Rettore e dal Senato Accademico, massima autorità in campo universitario...
Solo in italia si "venera" un capo di stato in questa maniera. Se non è medioevo, questo.
Dicasi la stessa cosa per: che guevara, stalin, lenin, marx, trotsky, fidel castro, mao, eccetera eccetera:rolleyes: :rolleyes:
almeno noi cattolici ne veneriamo UNO...voi non si capisce...cambiate opinione ogni 10 secondi...
EarendilSI
17-01-2008, 09:50
Senza considerare che questi professori e questi collettivi si sinistra saranno gli stessi che invitano terroristi e assassini ex brigatisti a parlare nelle università invocando la libertà di parola...
Libertà che ovviamente viene negata a persone che avrebbero molto più diritto di parlare nelle università ma che hanno idee diverse...
Questa è la famosa libertà intesa da loro...
Bagnasco: "In Italia l’oscurantismo laicista supera la tolleranza"
commento personale:
MAGARI FOSSE VERO!!!!!
resta comunque impressionante come per i vertici della chiesa di roma ci sia solo "laicismo" e "cattolicesimo"...
non passa per le loro testoline sante manco l'idea che esistano "altre religioni", altri modi di "non essere laici" ...
e questo la dice lunga sulla loro reale apertura mentale, idea di libertà e democraticità.
scorpionkkk
17-01-2008, 09:58
Senza considerare che questi professori e questi collettivi si sinistra saranno gli stessi che invitano terroristi e assassini ex brigatisti a parlare nelle università invocando la libertà di parola...
Libertà che ovviamente viene negata a persone che avrebbero molto più diritto di parlare nelle università ma che hanno idee diverse...
Questa è la famosa libertà intesa da loro...
A parte il fatto che il dissenso dei professori di Fisica era limitato alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico.
A parte il fatto che sembra alquanto strano attribuire la responsabilità degli inviti a parlare alla sapienza di Negri a 64 professori di Fisica.
A parte queste banalità riscontro una notevole somiglianza di questa affermazione con le righe scritte in questi giorni da vari giornalai...righe che passano nel mondo bacato dell'informazione nostrana ma che signori miei qui non passano visto che fortunatamente, almeno qui,mi sembra che il QI medio sia maggiore di zero, quindi cerchiamo di ragionare sui fatti e non sugli articoli di giornale.
pistacchio89
17-01-2008, 09:59
Oscurantista e intollerante è chi non è capace di accettare il dissenso e si rifiuta di parlare e confrontarsi difronte a un pubblico che non sia ossequiante.
Dicasi la stessa cosa per: che guevara, stalin, lenin, marx, trotsky, fidel castro, mao, eccetera eccetera:rolleyes: :rolleyes:
almeno noi cattolici ne veneriamo UNO...voi non si capisce...cambiate opinione ogni 10 secondi...
Voi chi??? Io non sono certo comunista, anzi.
Ma sul fatto di venerarne UNO, ammesso che abbia senso il discorso, ce ne sarebbe. Se cominciamo con la lista dei santi e dei papi passati non la finiamo più. Ma è un discorso senseless.
divieto di parola imposto al Papa ??? ce lo troviamo tutti i giorni in tutti i tg, in tutti i giornali, tra un pò lo si vedrà anche su Topolino e questo parla di divieto di parola ?
effettivamente: è lo stato dell'arte del lavaggio mentale ... farti andare in crisi se per una volta non riescono a dire la loro dall'ennesimo pulpito.
quando unteiologo mussulmano, ebreo, buddhista ha avuto a sua disposizione la copertura e diffusione garantita quotidianamente al teologo Ratzinger ??
MAI !!
e vengon pure a pianger miseria ...
:muro: :muro: :muro:
Senza considerare che questi professori e questi collettivi si sinistra saranno gli stessi che invitano terroristi e assassini ex brigatisti a parlare nelle università invocando la libertà di parola...
Libertà che ovviamente viene negata a persone che avrebbero molto più diritto di parlare nelle università ma che hanno idee diverse...
Questa è la famosa libertà intesa da loro...
Concordo sull aprima parte, anche se a memoria non ricordo quali furono i brigatisti invitati a parlare alla sapienza, se puoi ricordarmelo tu mi fai un favore.
Sulla seconda parte ci sarebbe da discutere.
EarendilSI
17-01-2008, 10:02
Bagnasco: "In Italia l’oscurantismo laicista supera la tolleranza"
commento personale:
MAGARI FOSSE VERO!!!!!
resta comunque impressionante come per i vertici della chiesa di roma ci sia solo "laicismo" e "cattolicesimo"...
non passa per le loro testoline sante manco l'idea che esisteano "altre religioni", altri modi di "non essere laici" ...
e questo la dice lunga sulla loro reale apertura emntale, idea di libertà e democraticità.
Intanto questo cosa centra con quello che si sta discutendo? E cioè del fatto che alcuni facinorosi hanno censurato un discorso del Papa in un luogo che dovrebbe essere il tempio della libertà?
Poi, ti faccio notare che tante figure Cristiano Cattoliche e il Papa in primis sono sempre stati tra i promotori degli incontri interreligiosi, incontri che spesso sono osteggiati da altre religioni...
Voi chi??? Io non sono certo comunista, anzi.
Ma sul fatto di venerarne UNO, ammesso che abbia senso il discorso, ce ne sarebbe. Se cominciamo con la lista dei santi e dei papi passati non la finiamo più. Ma è un discorso senseless.
Voi, nel senso di chi si dichiara comunista, anticlericale, e che attacca i cattolici sempre sul loro credo...:rolleyes: :rolleyes:
Cmq, guarda che venerare santi non ha mai fatto male a nessuno...a differenza di venerare i nomi che ho fatto che hanno portato solo morte e intorpodimento della gente che li venera e che sono ancora alla ricerca e all'inseguimento dell'utopia per eccezione...;)
trallallero
17-01-2008, 10:09
Devi capire, non sono abituati al fatto che qualcuno gli dica di no.
Solo in italia si "venera" un capo di stato in questa maniera. Se non è medioevo, questo.
forse non lo è ancora ma la direzione mi sembra quella
Quello che è successo in questi giorni è una vera e propria censura nei confronti del Papa, un divieto di prendere parola dopo invito presso un'Università che dovrebbe essere il tempio della libertà...
Il Papa non si è imposto all'Università ma è stato invitato dal Rettore e dal Senato Accademico, massima autorità in campo universitario...
forse la reazione di pochi all'università è stata eccessiva ma non si può parlare di censura, semplicemente la sua presenza non è gradita, girare al largo, grazie.
E son d'accordissimo con loro, nonostante io sia ideologicamente più per la destra
trallallero
17-01-2008, 10:12
e poi sto discorso potrebbe benissimo essere stato scritto DOPO, ad hoc
Mancano i link agli articoli.
Comunque, sostenere che al Papa non è data libertà di parola è una cosa ridicola vista la sua forza in Italia.
Alla sapienza poteva andare tranquillamente, magari si sarebbe beccato i giusti fschi in casa odi stupidaggine detta. Ma lui non può ritenersi tale da non potere ricevere i fischi. Se li sono presi Prodi, Berlusconi e altri, può prenderseli anche lui.
Ziosilvio
17-01-2008, 10:13
Se la chiesa non si fosse tanto impegnata, ultimamente, a muovere le sue marionette in parlamento per assoggettare tutti i cittadini, credenti o no, alle sue "verità" , probabilmente non ci sarebbe stata questa reazione da parte degli studenti.
Spero che quello che dici sia vero.
divieto di parola imposto al Papa ??? ce lo troviamo tutti i giorni in tutti i tg, in tutti i giornali, tra un pò lo si vedrà anche su Topolino e questo parla di divieto di parola ?
Ci si riferisce ovviamente al divieto di parola imposto in questa occasione.
E imposto, ricordiamolo, dagli studenti e non certo dai docenti; neanche da quelli firmatari, che per loro stessa dichiarazione avrebbero lasciato che il Papa tenesse il suo discorso se la decisione finale del rettore fosse stata questa.
almeno qui,mi sembra che il QI medio sia maggiore di zero
Il QI varia tra 0 e 200 con mediana a 100; la soglia del ritardo mentale non ricordo se sia 85 o 70.
Oscurantista e intollerante è chi non è capace di accettare il dissenso e si rifiuta di parlare e confrontarsi difronte a un pubblico che non sia ossequiante.
Faccio osservare come "non ossequiante" non implichi "ingiuriante"; e come gli studenti ai quali si deve questo episodio appartenessero senz'altro alla seconda categoria.
Ma la volete smettere con questi thread FAZIOSI?
I professori non hanno mai detto che il papa non può parlare, ma che NON ERA ADEGUATO CHE APRISSE L'ANNO ACCADEMICO.
Lasciate in pace i professori e prendetevela con gli studenti e NON OSATE (ripeto NON OSATE) dare del cattivo maestro a chi mette tutta la sua vita nello studio della fisica.
:muro: :muro: :muro:
Lo vorreste Veronesi a fare l'omelia della messa di Natale?
Voi, nel senso di chi si dichiara comunista, anticlericale, e che attacca i cattolici sempre sul loro credo...:rolleyes: :rolleyes:
Cmq, guarda che venerare santi non ha mai fatto male a nessuno...a differenza di venerare i nomi che ho fatto che hanno portato solo morte e intorpodimento della gente che li venera e che sono ancora alla ricerca e all'inseguimento dell'utopia per eccezione...;)
Ma dove vivi? La lista di persone che secondo te si venererebbero è completamente sbagliata.
Venerare Stalin, mao in Italia? Ma quando? Sono dei politici, on possono essere venerati. idem per gli altri (con il solo Che che è visto come un'icona, ma da qua a dire che a sinistra si venerino....)
L'idea berlusconiana dei comunisti mangiabambini è ancora forte in molta gente...
peccato che il comunismo in italia sia altra cosa rispetto alle dittature comuniste Russa e Cinese
Dicasi la stessa cosa per: che guevara, stalin, lenin, marx, trotsky, fidel castro, mao, eccetera eccetera:rolleyes: :rolleyes:
almeno noi cattolici ne veneriamo UNO...voi non si capisce...cambiate opinione ogni 10 secondi...
NON esiste un "noi" ;)
Se tu trovi uno che ha fatto del Che il suo mito per me puoi anche dargli del fascista, sicuramente non ha capito nulla del modo di pensare della sinistra (che NON ha alcun "eroe", né Guevara, Stalin, Lenin, Marx, Trotsky, Fidel Castro, Mao).
I nomi proprio anche se ti sono antipatici vanno in maiuscolo :p :p :p
Ziosilvio
17-01-2008, 10:20
Ma la volete smettere con questi thread FAZIOSI?
I professori non hanno mai detto che il papa non può parlare, ma che NON ERA ADEGUATO CHE APRISSE L'ANNO ACCADEMICO.
Lasciate in pace i professori e prendetevela con gli studenti e NON OSATE (ripeto NON OSATE) dare del cattivo maestro a chi mette tutta la sua vita nello studio della fisica.
Quoto solo fin qui.
Dare le capocciate contro il muro, sarebbe dare troppo rilievo ai tanti muri di questa sezione.
A parte il fatto che il dissenso dei professori di Fisica era limitato alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico.
Mi chiedo perchè ancora non lo si voglia capire, sono ALLIBITO.
pistacchio89
17-01-2008, 10:23
Faccio osservare come "non ossequiante" non implichi "ingiuriante"; e come gli studenti ai quali si deve questo episodio appartenessero senz'altro alla seconda categoria.
E io faccio osservare come nessuno dei firmatari della lettera di protesta abbia insultato nessuno.
Faccio notare anche che solo poco tempo fa, nelle università romane, sono stati contestati Epifani e il Presidente della Camera, e non ricordo di prese di posizione indignate dei vari Bagnasco, Pera, Ferrara e compagnia bella riguardo intolleranza e presunte negazioni della libertà di parola, anzi.
Ma dove vivi? La lista di persone che secondo te si venererebbero è completamente sbagliata.
Venerare Stalin, mao in Italia? Ma quando? Sono dei politici, on possono essere venerati. idem per gli altri (con il solo Che che è visto come un'icona, ma da qua a dire che a sinistra si venerino....)
L'idea berlusconiana dei comunisti mangiabambini è ancora forte in molta gente...
peccato che il comunismo in italia sia altra cosa rispetto alle dittature comuniste Russa e Cinese
mah...io ricordo vagamente i periodi degli anni 50, 60...ricordo, gli inneggiamenti al "che"...stalin, lenin ecc ecc...da parte ei rossi...saranno i miei occhi offuscati??? non mi pare:rolleyes:
NON esiste un "noi" ;)
Se tu trovi uno che ha fatto del Che il suo mito per me puoi anche dargli del fascista, sicuramente non ha capito nulla del modo di pensare della sinistra (che NON ha alcun "eroe", né Guevara, Stalin, Lenin, Marx, Trotsky, Fidel Castro, Mao).
I nomi proprio anche se ti sono antipatici vanno in maiuscolo :p :p :p
del fascista??? nono, son comunisti.
del fascista??? nono, son comunisti.
Sbagli, una persona che crede negli "eroi" a sinistra (quella vera) è come un pesce nella bancarella della frutta.
Ziosilvio
17-01-2008, 10:26
E io faccio osservare come nessuno dei firmatari della lettera di protesta abbia insultato nessuno.
Noto con piacere che ce ne eravamo accorti in due (tre, contando lowenz):
Ci si riferisce ovviamente al divieto di parola imposto in questa occasione.
E imposto, ricordiamolo, dagli studenti e non certo dai docenti; neanche da quelli firmatari, che per loro stessa dichiarazione avrebbero lasciato che il Papa tenesse il suo discorso se la decisione finale del rettore fosse stata questa.
Tornando a noi:
Faccio notare anche che solo poco tempo fa, nelle università romane, sono stati contestati Epifani e il Presidente della Camera, e non ricordo di prese di posizione indignate dei vari Bagnasco, Pera, Ferrara e compagnia bella riguardo intolleranza e presunte negazioni della libertà di parola, anzi.
http://www.linux.it/~della/fallacies/falsa-pista.html
Sbagli, una persona che crede negli "eroi" a sinistra (quella vera) è come un pesce nella bancarella della frutta.
e allora vallo a dire a tutti i sinistroidi che girano per strada inneggiandoli, e anche ai vari Diliberto et compagni che, alzando il pugno, ne gridano il nome:rolleyes: :rolleyes: ;) ;)
cmq...stiamo andando OT:O
scorpionkkk
17-01-2008, 10:36
Mi chiedo perchè ancora non lo si voglia capire, sono ALLIBITO.
Perchè la gente ha tempo da buttare...altri invece, sui giornali, hanno interessi da curare.
Infatti non so se hai notato che la tua frase non viene quotata da nessuno..meglio parlare dell'attacco al papa e degli idoli della sinistra etc etc..
EarendilSI
17-01-2008, 10:37
Ma la volete smettere con questi thread FAZIOSI?
I professori non hanno mai detto che il papa non può parlare, ma che NON ERA ADEGUATO CHE APRISSE L'ANNO ACCADEMICO.
Lasciate in pace i professori e prendetevela con gli studenti e NON OSATE (ripeto NON OSATE) dare del cattivo maestro a chi mette tutta la sua vita nello studio della fisica.
:muro: :muro: :muro:
Lo vorreste Veronesi a fare l'omelia della messa di Natale?
I tal professori che hanno sottoscritto la lettera probabilmente non hanno nemmeno letto il discorso del Papa a cui fanno riferimento visto che in quel discorso il Santo Padre riportava soltanto un paragrafo che ha fatto tanto arrabbiare tal superficiali accademici e se sono così superficiali anche nelle lezioni e nelle ricerche e così pervasi dall'ideologismo oso e come oso dire che sono "cattivi maestri"...
Riporto il testo di Giorgio Israel Professore ordinario di Matematiche complementari all'Università di Roma La Sapienza
È sorprendente che quanti hanno scelto come motto la celebre frase attribuita a Voltaire - “mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che penso” - si oppongano a che il Papa tenga un discorso all’università di Roma La Sapienza.
È tanto più sorprendente in quanto le università italiane sono ormai un luogo aperto ad ogni tipo di intervento ed è inspiegabile che al Papa soltanto sia riservato un divieto d’ingresso. Che cosa di tanto grave ha spinto a mettere da parte la tolleranza volterriana?
Lo ha spiegato Marcello Cini nella lettera dello scorso novembre in cui ha condannato l’invito fatto dal rettore Renato Guarini a Benedetto XVI.
Quel che gli appare “pericoloso” è che il Papa tenti di aprire un discorso tra fede e ragione, di ristabilire una relazione fra le tradizioni giudaico-cristiana ed ellenistica, di non volere che scienza e fede siano separate da un’impenetrabile parete stagna.
Per Cini questo programma è intollerabile perché sarebbe in realtà dettato dall’intento perverso, che Benedetto XVI coltiverebbe fin da quando era “capo del Sant’Uffizio”, di “mettere in riga la scienza” e ricondurla entro “la pseudo-razionalità dei dogmi della religione”. Inoltre, secondo Cini, egli avrebbe anche prodotto l’effetto nefasto di suscitare veementi reazioni nel mondo islamico. Dubitiamo però che Cini chiederebbe a un rappresentante religioso musulmano di pronunziare un mea culpa per la persecuzione di Averroè prima di mettere piede alla Sapienza. Siamo anzi certi che lo accoglierebbe a braccia aperte in nome dei principi del dialogo e della tolleranza.
L’opposizione alla visita del Papa non è quindi motivata da un principio astratto e tradizionale di laicità. L’opposizione è di carattere ideologico e ha come bersaglio specifico Benedetto XVI in quanto si permette di parlare di scienza e dei rapporti tra scienza e fede, anziché limitarsi a parlare di fede.
Anche la lettera contro la visita firmata da un gruppo di fisici è ispirata da un sentimento di fastidio per la persona stessa del Papa, presentato come un ostinato nemico di Galileo.
Essi gli rimproverano di aver ripreso - in una conferenza tenuta proprio alla Sapienza il 15 febbraio 1990 (cfr J. Ratzinger, Wendezeit für Europa? Diagnosen und Prognosen zur Lage von Kirche und Welt, Einsiedeln-Freiburg, Johannes Verlag, 1991, pp. 59 e 71) - una frase del filosofo della scienza Paul Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto“.
Non si sono preoccupati però di leggere per intero e attentamente quel discorso. Esso aveva come tema la crisi di fiducia nella scienza in sé stessa e ne dava come esempio il mutare di atteggiamento sul caso Galileo. Se nel Settecento Galileo è l’emblema dell’oscurantismo medioevale della Chiesa, nel Novecento l’atteggiamento cambia e si sottolinea come Galileo non avesse fornito prove convincenti del sistema eliocentrico, fino all’affermazione di Feyerabend - definito dall’allora cardinale Ratzinger come un “filosofo agnostico-scettico” - e a quella di Carl Friedrich von Weizsäcker che addirittura stabilisce una linea diretta tra Galileo e la bomba atomica.
Queste citazioni non venivano usate dal cardinale Ratzinger per cercare rivalse e imbastire giustificazioni: “Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità”. Esse piuttosto venivano addotte come prova di quanto “il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica”.
In altri termini, il discorso del 1990 può ben essere considerato, per chi lo legga con un minimo di attenzione, come una difesa della razionalità galileiana contro lo scetticismo e il relativismo della cultura postmoderna.
Del resto chi conosca un minimo i recenti interventi del Papa sull’argomento sa bene come egli consideri con “ammirazione” la celebre affermazione di Galileo che il libro della natura è scritto in linguaggio matematico.
Come è potuto accadere che dei docenti universitari siano incorsi in un simile infortunio? Un docente dovrebbe considerare come una sconfitta professionale l’aver trasmesso un simile modello di lettura disattenta, superficiale e omissiva che conduce a un vero e proprio travisamento.
Ma temo che qui il rigore intellettuale interessi poco e che l’intenzione sia quella di menar fendenti ad ogni costo. Né c’entra la laicità, categoria estranea ai comportamenti di alcuni dei firmatari, che non hanno mai speso una sola parola contro l’integralismo islamico o contro la negazione della Shoah.
Come ha detto bene Giuseppe Caldarola, emerge qui “una parte di cultura laica che non ha argomenti e demonizza, non discute come la vera cultura laica, ma crea mostri”. Pertanto, ripetiamo con lui che “la minaccia contro il Papa è un evento drammatico, culturalmente e civilmente”.
Questo spiega dì più di ogni altra cosa...
e allora vallo a dire a tutti i sinistroidi che girano per strada inneggiandoli, e anche ai vari Diliberto et compagni che, alzando il pugno, ne gridano il nome:rolleyes: :rolleyes: ;) ;)
cmq...stiamo andando OT:O
Mi sa che vivi in un mondo pareallello.
Io in una città di sinistra come torino scene come queste non ne vedo.
Poi inneggiare a Stalin e Mao... Al massimo c'è gente con la maglia del Che.
non cerchiamo di vedere fantasmi dove non ce ne sono...
tal superficiali accademici e se sono così superficiali anche nelle lezioni e nelle ricerche e così pervasi dall'ideologismo oso e come oso dire che sono "cattivi maestri"
Adesso ce lo dimostri però con prove un tantino più solide della TUA visione ideologica della loro LAMENTELA.
Altrimenti è un bella accusa pesante che rivolgi a 60 persone piuttosto preparate.
EarendilSI
17-01-2008, 10:51
Adesso ce lo dimostri però con prove un tantino più solide della TUA visione ideologica della loro LAMENTELA.
Altrimenti è un bella accusa pesante che rivolgi a 60 persone piuttosto preparate.
Forse dovresti leggere tutto il post e non fermarti a queste prime righe...
Probabilmente hai avuto come professori tali accademici? :rolleyes:
Voi, nel senso di chi si dichiara comunista, anticlericale, e che attacca i cattolici sempre sul loro credo...:rolleyes: :rolleyes:
Cmq, guarda che venerare santi non ha mai fatto male a nessuno...a differenza di venerare i nomi che ho fatto che hanno portato solo morte e intorpodimento della gente che li venera e che sono ancora alla ricerca e all'inseguimento dell'utopia per eccezione...;)
lascia perdere il discorso di stalin mao e compagnia bella , che è OT e comunque ben lontano dalla realtà.
Cerchiamo di capire l'origine della protesta, giusta o sbagliata che sia.
Se non ci fosse stata , negli ultimi anni , da parte della chiesa questa "offensiva" e pesante intromissione nel mondo laico, utilizzando come ariete i politici "cattolici" (solo a parole, sappiamo veramente poi come stanno le cose) non ci sarebbe stata questa reazione, da studenti e persone di scienza esasperati da cotal ingerenza. La chiesa può intrometetrsi pesantemente e tramite i suoi emissari, dirottare fondi, mettere personaggi sedicenti cattolici in posti di potere e così via.
Forse dovresti leggere tutto il post e non fermarti a queste prime righe...
E tu dovresti leggere quello che scrivo: ho chiesto una TUA DIMOSTRAZIONE della superficialità nell'insegnare che TU hai nominato, non un PARERE di un loro collega.
tal superficiali accademici e se sono così superficiali anche nelle lezioni e nelle ricerche e così pervasi dall'ideologismo oso e come oso dire che sono "cattivi maestri"
Su, dimostra.
Mi sa che vivi in un mondo pareallello.
Io in una città di sinistra come torino scene come queste non ne vedo.
Poi inneggiare a Stalin e Mao... Al massimo c'è gente con la maglia del Che.
non cerchiamo di vedere fantasmi dove non ce ne sono...
A bologna commemorano tutti gli anni la nascita e la morte di stalin :fagiano:
(In un'aula comunale, non in un centro sociale)
Probabilmente hai avuto come professori tali accademici? :rolleyes:
Visto che sono del PoliMI è un tantino difficile, ma proprio un po' tanto.
lascia perdere il discorso di stalin mao e compagnia bella , che è OT e comunque ben lontano dalla realtà.
non penso si amolto lontano dalla realtà...purtroppo
Cerchiamo di capire l'origine della protesta, giusta o sbagliata che sia.
Se non ci fosse stata , negli ultimi anni , da parte della chiesa questa "offensiva" e pesante intromissione nel mondo laico, utilizzando come ariete i politici "cattolici" (solo a parole, sappiamo veramente poi come stanno le cose) non ci sarebbe stata questa reazione, da studenti e persone di scienza esasperati da cotal ingerenza. La chiesa può intrometetrsi pesantemente e tramite i suoi emissari, dirottare fondi, mettere personaggi sedicenti cattolici in posti di potere e così via.
io non penso che chi fosse all'università, fossero TUTTi studenti...non penso che non si siano infiltrati anche "esterni" per aumentare il casino e le okkupazione...e non penso che si sia voluto impedire il discorso del Papa, ma proprio impedire al Papa di andare, minacciando cortei, fischi e insulti,che poi il discorso non vertiva sulla religione, ma sull'università...
utilizzando come ariete i politici "cattolici"
che sono democraticamente eletti, gli italiani sono liberissimi di votare la prox volta per politici che non siano cattolici..........o che non sottostiano ai consigli "dall'alto".........:O
Io sono contento che il papa non sia andato alla Sapienza, ma non sono e non sono mai stato minimamente comunista, non ho ancora capito il nesso della cosa :rolleyes: ... c'è troppa gente indottrinata che parla per proclami.
elfoscuro
17-01-2008, 11:07
C'è un oscurantismo tale che il TG1 si spara notizie su chiesa e annessi quasi ogni giorno e con relative interviste a porporati o ciellin-giornalisti. E non sono notizie flash, dato che va via mezzo telegiornale ogni volta. Oscurantismo... puah
Io sono contento che il papa non sia andato alla Sapienza, ma non sono e non sono mai stato minimamente comunista, non ho ancora capito il nesso della cosa :rolleyes: ... c'è troppa gente indottrinata che parla per proclami.
I comunisti erano chiamati mangiapreti un tempo (ora sono più bigotti dei bigotti).
E' un buon modo per attaccare la sinistra. Come se il papa fosse di destra...
Comunque la santa sede ha ottenuto un risultato maggiore rispetto a quanto si aspettasse: non ha potuto parlare all'università ma è dipinta dalle Tv come la povera vittima dei cattivi studenti e professori, va in tutte le TV e domenica ci sarà sicuramente almeno un quarto d'ora per ogni telegiornale sulla predica del papa a san pietro.
Comunque la santa sede ha ottenuto un risultato maggiore rispetto a quanto si aspettasse: non ha potuto parlare all'università ma è dipinta dalle Tv come la povera vittima dei cattivi studenti e professori, va in tutte le TV e domenica ci sarà sicuramente almeno un quarto d'ora per ogni telegiornale sulla predica del papa a san pietro.
Sicuramente l'autogoal causato dagli studenti vale 10 e non 1 e ha creato un precedente al quale ci si attaccherà sempre in futuro d'ora in poi.
I miei complimentoni agli studenti che in quanto a tattica e lungimiranza sono veramente delle matricole: consiglio di insegnare un po' di teoria dei giochi (http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_giochi) a fisica :D
EarendilSI
17-01-2008, 11:17
E tu dovresti leggere quello che scrivo: ho chiesto una TUA DIMOSTRAZIONE della superficialità nell'insegnare che TU hai nominato, non un PARERE di un loro collega.
Su, dimostra.
"Tu capire italiano?" :p
Ti spiego la frase che ho scritto:
"I tal professori che hanno sottoscritto la lettera probabilmente non hanno nemmeno letto il discorso del Papa a cui fanno riferimento visto che in quel discorso il Santo Padre riportava soltanto un paragrafo che ha fatto tanto arrabbiare tal superficiali accademici"
Ho messo superficiali perché con la loro lettera hanno dimostrato di non aver letto il discorso del Santo Padre ma di aver solo estrapolato una frase travisando completamente il discorso completo...
" e se sono così superficiali anche nelle lezioni e nelle ricerche e così pervasi dall'ideologismo oso e come oso dire che sono "cattivi maestri"..."
Nota bene l'uso del "se" riferito alla superficialità con cui hanno letto il discorso del Padre nel 1990 e alla superficialità con cui hanno estratto tal frase che non è neppure del Santo Padre, il prosequio del discorso è riferito a tal superficialità che se fossero dei accademici non pervasi da ideologismo non ci dovrebbe essere stata.
Quindi io non ho nulla da dimostrare perché la mia affermazione è che hanno dato una lettura superficiale e ideologia di un discorso del Papa del 1990...
LucaTortuga
17-01-2008, 11:22
Oscurantista e intollerante è chi non è capace di accettare il dissenso e si rifiuta di parlare e confrontarsi difronte a un pubblico che non sia ossequiante.
Quoto, riquoto e straquoto!
Cori, fischi, striscioni e constestazioni non sono "minacce di violenza", come qualcuno continua a ripetere facendo orecchie da mercante.
Sono una normalissima espressione di dissenso.
Da un centinaio di studentelli ventenni non si possono pretendere bei modi diplomatici: esprimono una critica assolutamente legittima con i loro metodi poco "educati". Cosa c'è di male?
Se basta così poco a spaventare il Papa, che a sentire i giornali sarebbe stato comunque applaudito dal 99% degli studenti e dei professori, evidentemente ci sono grossi problemi in Vaticano ad accettare anche il minimo dissenso.
Ziosilvio
17-01-2008, 11:27
I comunisti erano chiamati mangiapreti un tempo (ora sono più bigotti dei bigotti).
Beh, qualsiasi cosa abbia i connotati di una religione---ossia: faccia leva su una serie di ideologie allo scopo di dirigere l'operato dei singoli verso l'interesse della collettività---è per sua stessa natura esposta al rischio del bigottismo...
la santa sede ha ottenuto un risultato maggiore rispetto a quanto si aspettasse
Non saprei dire cosa si aspettasse la Santa Sede, quindi non posso né concordare né dissentire.
non ha potuto parlare all'università ma è dipinta dalle Tv come la povera vittima dei cattivi studenti e professori, va in tutte le TV e domenica ci sarà sicuramente almeno un quarto d'ora per ogni telegiornale sulla predica del papa a san pietro.
E la cosa allucinante è che persone le quali dovrebbero saper usare il cervello---ossia gli studenti a cui dobbiamo la rinuncia del Papa---non si siano minimamente rese conto di stare facendo, agli occhi di chi vuole vederli così, la figura degli inquisitori che mandano la gente al rogo per le proprie idee.
Se questa è la classe studentesca italiana, povera Italia...
EDIT: vedere QUI (http://www.hwupgrade.it/forum/showpost.php?p=20615733).
che sono democraticamente eletti, gli italiani sono liberissimi di votare la prox volta per politici che non siano cattolici..........o che non sottostiano ai consigli "dall'alto".........:O
Magari, ma come sai voti una coalizione e non un "nome" . Se togli l'estrema sinistra, cioè 4 gatti, tutti gli altri , per mero interesse, si atteggiano a "cattolici". Aho, ha vinto la sinistra, eppure.....
Il tutto fa parte del discorso di casta, cane non mangia cane, convenienza, facciata....insomma politica italiana.
E la cosa allucinante è che persone le quali dovrebbero saper usare il cervello---ossia gli studenti a cui dobbiamo la rinuncia del Papa---non si siano minimamente rese conto di stare facendo, agli occhi di un intero Paese, la figura degli inquisitori che mandano la gente al rogo per le proprie idee.
Se questa è la classe studentesca italiana, povera Italia...
faccio notare in grassetto la falsità da te appena detta. Inquisizione e rogo attribuiti a chi esprime un semplice dissenso? :D
Pe ril resto ti assicuro che all'estero si parla dei rifiuti di napoli, il papa è relegato nelle notizie secondarie. Non c'è lo stesso interesse di facciata che abbiamo qui in italia, per quelle cose.
"Tu capire italiano?" :p
Ti spiego la frase che ho scritto:
"I tal professori che hanno sottoscritto la lettera probabilmente non hanno nemmeno letto il discorso del Papa a cui fanno riferimento visto che in quel discorso il Santo Padre riportava soltanto un paragrafo che ha fatto tanto arrabbiare tal superficiali accademici"
Ho messo superficiali perché con la loro lettera hanno dimostrato di non aver letto il discorso del Santo Padre ma di aver solo estrapolato una frase travisando completamente il discorso completo...
" e se sono così superficiali anche nelle lezioni e nelle ricerche e così pervasi dall'ideologismo oso e come oso dire che sono "cattivi maestri"..."
Nota bene l'uso del "se" riferito alla superficialità con cui hanno letto il discorso del Padre nel 1990 e alla superficialità con cui hanno estratto tal frase che non è neppure del Santo Padre, il prosequio del discorso è riferito a tal superficialità che se fossero dei accademici non pervasi da ideologismo non ci dovrebbe essere stata.
Quindi io non ho nulla da dimostrare perché la mia affermazione è che hanno dato una lettura superficiale e ideologia di un discorso del Papa del 1990...
Sì io capire italiano e vedere che tu non avere letto mio intervento di ieri CONTRO ERRORE fatto da professori nel leggere documento, intervento fatto ieri in altro thread dove io stesso denunciare grossolanità.
Inoltre vedere che essere problema con sintassi: tu avere detto "e se sono così superficiali anche nelle lezioni e nelle ricerche e così pervasi dall'ideologismo oso e come oso dire che sono "cattivi maestri"" e questa essere ulteriore affermazione (e che tu dovere dimostrare essere vera, dimostrando veridicità di parte causale con "se") oltre tua precedente dato che in italiano "e" essere congiunzione e separare principali.
I tal professori che hanno sottoscritto la lettera probabilmente non hanno nemmeno letto il discorso del Papa a cui fanno riferimento visto che in quel discorso il Santo Padre riportava soltanto un paragrafo che ha fatto tanto arrabbiare tal superficiali accademici
Qui tua affermazione non essere "tal superficiali accademici" ma "probabilmente non hanno nemmeno letto il discorso del Papa": ora tu spiegare come conciliare "probabilmente" con "certezza di essere cattivi maestri".
Grazie e ora io tornare ad imparare italiano :p
Lorè...mi hai fatto sganasciare aheuahueauie :sbonk: :sbonk:
pistacchio89
17-01-2008, 11:42
Noto con piacere che ce ne eravamo accorti in due (tre, contando lowenz):
Tornando a noi:
http://www.linux.it/~della/fallacies/falsa-pista.html
Premetto subito che trovo giusto e legittimo esprimere il propriuo dissenso.
Non non si tratta di sviare.
Anche Bertinotti, che era andato all'università in veste di Presidente della Camera, era stato invitato e come in questo caso molti non avevano gradito e di conseguenza lo avevano contestato e dicendoglidi tutto.
Però, se ti vai a leggere i quotidiani che oggi si stracciano le vesti per Ratzinger, all'epoca non avevano mica parlato di "attentato alla democrazia", "libertà negata", "oscurantismo", "censura", "intolleranza", riportatavano minuziosamente tutti gli epiteti con cui era stato apostrofato e non avevano nessuna parola di sdegno o di solidarietà e addirittura c'era chi sosteneva (Libero) che in fondo era colpa sua a causa del "radicalismo di sinistra" che egli stesso aveva diffuso.
Oggi, per molto meno, gridano allo scandalo e si stringono tutti intorno al Papa.
A questo punto non posso che dubitare sulla sincerità e l'onestà di queste persone, infatti come si vede dalle loro dichiarazioni questa vicenda è un pretesto per meri attachi politici e ideologici.
Magari, ma come sai voti una coalizione e non un "nome" . Se togli l'estrema sinistra, cioè 4 gatti, tutti gli altri , per mero interesse, si atteggiano a "cattolici". Aho, ha vinto la sinistra, eppure.....
Il tutto fa parte del discorso di casta, cane non mangia cane, convenienza, facciata....insomma politica italiana.
esatto, hai centrato la questione: non è possibile votare per coalizioni totalmente laiche!
Ma perchè?è evidente che la forza elettorale, i numeri, le persone che si affidano al consiglio cattolico al momento del voto, sono moltissime. In Italia non si governa senza i cattolici (dalla fine del non-expedit ad oggi).
Come si può risolvere una cosa del genere!?!?!:rolleyes:
Sicuramente l'autogoal causato dagli studenti vale 10 e non 1 e ha creato un precedente al quale ci si attaccherà sempre in futuro d'ora in poi.
I miei complimentoni agli studenti che in quanto a tattica e lungimiranza sono veramente delle matricole: consiglio di insegnare un po' di teoria dei giochi (http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_giochi) a fisica :D
si ... però poi dovresti integrare l'insegnamento con questo : http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Sessantotto
:Prrr:
non confondere la tattica delle partite con i processi di rinnovamento perchè hanno dinamiche differenti .
LucaTortuga
17-01-2008, 11:50
E la cosa allucinante è che persone le quali dovrebbero saper usare il cervello---ossia gli studenti a cui dobbiamo la rinuncia del Papa---non si siano minimamente rese conto di stare facendo, agli occhi di un intero Paese, la figura degli inquisitori che mandano la gente al rogo per le proprie idee.
Se questa è la classe studentesca italiana, povera Italia...
Se il dissenso della Chiesa verso Giordano Bruno si fosse limitato ad un centinaio di preti che gli gridavano "Buuuuu" e gli mostravano il sedere, oggi non ricorderemmo nemmeno l'episodio.
esatto, hai centrato la questione: non è possibile votare per coalizioni totalmente laiche!
Ma perchè?è evidente che la forza elettorale, i numeri, le persone che si affidano al consiglio cattolico al momento del voto, sono moltissime. In Italia non si governa senza i cattolici (dalla fine del non-expedit ad oggi).
Come si può risolvere una cosa del genere!?!?!:rolleyes:
le persone di potere sedicenti "cattoliche" sono molte.
Ma vorrei un censimento dei cattolici praticanti in italia, non dei battezzati.
Secondo me sono numericamente sopravvalutati. E di conseguenza questi politici pseudo-cattolici in verità si muovono contro la maggioranza della popolazione.
pistacchio89
17-01-2008, 11:53
Riporto il testo di Giorgio Israel Professore ordinario di Matematiche complementari all'Università di Roma La Sapienza
Ma temo che qui il rigore intellettuale interessi poco e che l’intenzione sia quella di menar fendenti ad ogni costo. Né c’entra la laicità, categoria estranea ai comportamenti di alcuni dei firmatari, che non hanno mai speso una sola parola contro l’integralismo islamico o contro la negazione della Shoah.
Un discorso del genere è di una disonestà intelletuale sconcertante.
Cosa c'entra la shoah con la laicità dei firmatari?
Che c'entra l'aver detto o meno qualcosa contro l'integralismo islamico?
Se è per questo io posso dire di non aver mai sentito Giorgio Israel prendere posizione contro i massacri di Nanchino o la fame in Eritrea, e allora? :rolleyes:
trallallero
17-01-2008, 11:54
Pe ril resto ti assicuro che all'estero si parla dei rifiuti di napoli, il papa è relegato nelle notizie secondarie. Non c'è lo stesso interesse di facciata che abbiamo qui in italia, per quelle cose.
io emigrando ho involontariamente ma fortunatamente tolto mia figlia da un asilo dove gesù era ovunque, con tanto di foto del papa e compagnia bella ogni 2 metri, per metterla in uno dove i tizi di cui sopra non sanno neanche chi siano
Willy McBride
17-01-2008, 11:55
le persone di potere sedicenti "cattoliche" sono molte.
Ma vorrei un censimento dei cattolici praticanti in italia, non dei battezzati.
Secondo me sono numericamente sopravvalutati. E di conseguenza questi politici pseudo-cattolici in verità si muovono contro la maggioranza della popolazione.
Basta guardare le reazioni dei politici e dei giornali e confrontarle con quello che si legge in questo o in altri forum o tra le centinaia di commenti sui siti del corriere e di repubblica. Chi rappresenta tutti quelli, e non sono per niente pochi, che hanno appoggiato le proteste, che non sopportano più l'interferenza costante della chiesa? Al momento nessuno, ed è una cosa vergognosa.
LucaTortuga
17-01-2008, 11:55
Sicuramente l'autogoal causato dagli studenti vale 10 e non 1 e ha creato un precedente al quale ci si attaccherà sempre in futuro d'ora in poi.
Questo se passa la "vulgata" della disinformazione italiana..
Io me lo ricorderò sempre come il giorno in cui il Sommo Pontefice in persona, Guida spirituale di un miliardo di cattolici, ha pavidamente calato le braghe di fronte a 4 studentelli imberbi.
Ziosilvio
17-01-2008, 11:56
faccio notare in grassetto la falsità da te appena detta.
Ribadisco di essermi riferito alla figura fatta, piuttosto che a quella che si voleva fare.
E sì che mi sembra di scrivere abbastanza bene, in lingua italiana...
Se il dissenso della Chiesa verso Giordano Bruno si fosse limitato ad un centinaio di preti che gli gridavano "Buuuuu" e gli mostravano il sedere, oggi non ricorderemmo nemmeno l'episodio.
Ah, quindi secondo te in questo caso sarebbe legittima l'applicazione della legge del taglione?
Senza nulla togliere all'indubbia manifestazione di debolezza da parte del Papa, eh...
LucaTortuga
17-01-2008, 11:57
io emigrando ho involontariamente ma fortunatamente tolto mia figlia da un asilo dove gesù era ovunque, con tanto di foto del papa e compagnia bella ogni 2 metri, per metterla in uno dove i tizi di cui sopra non sanno neanche chi siano
Infatti, sarebbe molto interessante verificare quanti cattolici resterebbero in Italia, se non fosse consentito al Vaticano di fare proselitismo a tappeto in tutte le scuole dello Stato, partendo dagli asili in poi...
Concordo con trallallà !
Cmalzmla
Ziosilvio
17-01-2008, 11:59
Premetto subito che trovo giusto e legittimo esprimere il propriuo dissenso.
Ribadisco che si sta trovando da ridire, al più, sul modo in cui questo è stato espresso.
come si vede dalle loro dichiarazioni questa vicenda è un pretesto per meri attachi politici e ideologici.
Cioè: come vedi tu, questa vicenda ecc.
Niente da dire sul resto del post, si tratta del resoconto di eventi e delle tue opinioni su di essi.
le persone di potere sedicenti "cattoliche" sono molte.
Ma vorrei un censimento dei cattolici praticanti in italia, non dei battezzati.
Secondo me sono numericamente sopravvalutati. E di conseguenza questi politici pseudo-cattolici in verità si muovono contro la maggioranza della popolazione.
Guarda, proprio stamattina su RTL ho sentito una statistica: pare che i praticanti siano circa il 30% della popolazione (ma circa il 70% degli italiani, praticanti e non, porta con se un santino....vuol dire che 1 su 3 crede.......ma 2 su 3 stanno cmq attenti al mondo religioso, vuoi per abitudine, tradizione, superstizione, paura).
LucaTortuga
17-01-2008, 12:02
Ah, quindi secondo te in questo caso sarebbe legittima l'applicazione della legge del taglione?
Senza nulla togliere all'indubbia manifestazione di debolezza da parte del Papa, eh...
Forse non riesco a spiegarmi...
Ho detto che se la Chiesa, in passato, avesse manifestato il suo dissenso come hanno fatto gli studenti oggi, non dovremmo ricordarci di nessuno bruciato sul rogo per le proprie idee.
E' più chiaro adesso?
LucaTortuga
17-01-2008, 12:03
Guarda, proprio stamattina su RTL ho sentito una statistica: pare che i praticanti siano circa il 30% della popolazione (ma circa il 70% degli italiani, praticanti e non, porta con se un santino....vuol dire che 1 su 3 crede.......ma 2 su 3 stanno cmq attenti al mondo religioso, vuoi per abitudine, tradizione, superstizione, paura).
Queste statistiche, secondo me, vanno sempre lette in parallelo con quelle sugli oroscopi: è un paragone illuminante. ;)
Ziosilvio
17-01-2008, 12:05
vorrei un censimento dei cattolici praticanti in italia, non dei battezzati.
Anch'io.
Secondo me sono numericamente sopravvalutati. E di conseguenza questi politici pseudo-cattolici in verità si muovono contro la maggioranza della popolazione.
Questo è un non sequitur: affinché la politica si muova contro la maggioranza, non è sufficiente che coloro i cui desideri sono assecondati dalla politica siano la minoranza, ma è necessario che coloro i cui desideri sono osteggiati dalla politica siano la maggioranza: e questo non è garantito in una situazione nella quale sia possibile avere un'opinione neutrale.
Queste statistiche, secondo me, vanno sempre lette in parallelo con quelle sugli oroscopi: è un paragone illuminante. ;)
si, non sono statistiche illuminanti....ma è tanto per avere un riferimento da cui partire........
Ziosilvio
17-01-2008, 12:08
Forse non riesco a spiegarmi
No, forse sono io che non riesco a farmi capire.
Secondo te, è giusto (grosso respiro) mettere a tacere una persona perché i suoi predecessori di quattro secoli fa ne hanno messa a tacere un'altra? (possiamo tirare il fiato)
Sto questionando la correttezza dell'implicazione.
Per Bagnasco e Ratzinger tutti coloro che non si inginocchiano a baciare i piedi al papa e magari osano dissentire sono pericolosi oscurantisti laici , distruttori di famiglie , deviati e terribili relativisti dedicati alla distruzione dell' uomo .
Devi capire, non sono abituati al fatto che qualcuno gli dica di no.
Solo in italia si "venera" un capo di stato in questa maniera. Se non è medioevo, questo.
Solo in Italia leggi doverose e giuste come quella sulle coppie di fatto non vengono fatte per l' ingerenza di un capo religioso e altri obbrobri giuridici come quello sulla fecondazione artificiale vengono invece messi in piedi calpestando i diritti delle donne e insultando la scienza solo per seguire dettami religiosi di 2000 anni fa .
Ah no , un altro paese c' è , l' IRAN . :rolleyes:
Io sono contento che il papa non sia andato alla Sapienza, ma non sono e non sono mai stato minimamente comunista, non ho ancora capito il nesso della cosa :rolleyes: ... c'è troppa gente indottrinata che parla per proclami.
Tutti quelli che non baciano i piedi del papa sono comunisti , non lo sapevi ?
No, forse sono io che non riesco a farmi capire.
Secondo te, è giusto (grosso respiro) mettere a tacere una persona perché i suoi predecessori di quattro secoli fa ne hanno messa a tacere un'altra? (possiamo tirare il fiato)
Sto questionando la correttezza dell'implicazione.
Secondo te , se invitano Totò Riina , Felicetto Maniero e Donato Bilancia a parlare all' inaugurazione dell' anno giudiziario è giusto ?
E se qualcuno si oppone è una censura ?
Il papa parli ai SUOI fedeli , non venga a imporre le sue personali idee e la sua personale morale a chi si occupa di far progredire il mondo nonostante la sua presenza .
LucaTortuga
17-01-2008, 12:16
No, forse sono io che non riesco a farmi capire.
Secondo te, è giusto (grosso respiro) mettere a tacere una persona perché i suoi predecessori di quattro secoli fa ne hanno messa a tacere un'altra? (possiamo tirare il fiato)
Sto questionando la correttezza dell'implicazione.
No, secondo me è giusto esprimere il proprio dissenso in modi non fisicamente violenti e senza impedire a nessuno di parlare (com'è stato fatto alla Sapienza) mentre non è giusto bruciare sul rogo (letteralmente) chi la pensa in modo diverso.
Ripeto: se la Chiesa, 4 secoli fa, avesse adottato metodi "studenteschi" per esprimere il proprio dissenso, non avremmo avuti roghi.
Se gli studenti avessero usato i vecchi metodi ecclesiastici, oggi di B16 rimarrebbe un mucchietto di cenere.
Per questo criticavo la tua frase in cui associavi gli studenti all'inquisizione: è un associazione che non ci sta, perchè gli uni dissentono e basta, mentre l'altra uccideva in nome dell'ortodossia.
Ziosilvio
17-01-2008, 12:22
Secondo te , se invitano Totò Riina , Felicetto Maniero e Donato Bilancia a parlare all' inaugurazione dell' anno giudiziario è giusto ?.
Secondo te, se fregàto si dicesse frègato avremmo trovato la rima con fegato?
niente censura.
solo il rispetto del principio di reciprocità.
provate a parlare pubblicamente del condom in Vaticano.
Le personalità "non gradite" non vengono invitate.
Addirittura una volta disdirono l'internvento di Lauryn Hill dei Refugees, che doveva cantare di fronte al Papa (il precedente, che organizzava adunate oceaniche con "i giovani" per migliorare l'immagine mediatica del Vaticano), perchè aveva parlato di contraccezione.
dato questo fatto, non vedo perchè Ratzinger debba PER FORZA parlare in un'ateneo. Mica glielo ha detto il dottore.
Ha già amplissimi spazi dovunque, radio tv giornali etc...
trallallero
17-01-2008, 12:25
Ha già amplissimi spazi dovunque, radio tv giornali etc...
http://www.vaticano.com/
Secondo te , se invitano Totò Riina , Felicetto Maniero e Donato Bilancia a parlare all' inaugurazione dell' anno giudiziario è giusto ?
E se qualcuno si oppone è una censura ?
Il papa parli ai SUOI fedeli , non venga a imporre le sue personali idee e la sua personale morale a chi si occupa di far progredire il mondo nonostante la sua presenza .
Lungi da me schierarmi,ma chi te lo ha detto che voleva imporre?poi si può benissimo non andare o non ascoltare,o ascoltare e continuare a fare le cose secondo le proprie idee...
Ziosilvio
17-01-2008, 12:31
No, secondo me è giusto esprimere il proprio dissenso in modi non fisicamente violenti e senza impedire a nessuno di parlare (com'è stato fatto alla Sapienza) mentre non è giusto bruciare sul rogo (letteralmente) chi la pensa in modo diverso.
E fin qui ci siamo.
Ripeto: se la Chiesa, 4 secoli fa, avesse adottato metodi "studenteschi" per esprimere il proprio dissenso, non avremmo avuti roghi.
Qui posso solo sperare che quello che dici sia vero. Ma lo faccio volentieri.
Per questo criticavo la tua frase in cui associavi gli studenti all'inquisizione: è un associazione che non ci sta, perchè gli uni dissentono e basta, mentre l'altra uccideva in nome dell'ortodossia.
Allora si vede che non riesco a farmi capire.
Io, per me, non ho paragonato nessuno.
La figura fatta dagli studenti agli occhi di chi in quel modo li vorrebbe vedere(*), invece, è incontestabile.
Stando così le cose, mi permetto di ritenere quantomeno miope il comportamento aggressivo degli studenti contestatori... i quali, da quanto leggo nelle news di Repubblica, contestano lo stesso anche se non c'è più il Papa (ma ci sono Veltroni e Mussi, che del Papa avevano preso le difese).
(*) EDIT: mi sono appena accorto, rileggendo il thread, di aver originariamente parlato di un intero Paese.
Sì, lo so, sono rimbambito.
Credo che quest'ultima versione sia più rappresentativa dello stato delle cose. Modifico il post originale.
nomeutente
17-01-2008, 12:37
Ma la volete smettere con questi thread FAZIOSI?
La domanda giusta è:
la volete smettere di aprire thread che ho chiuso chiedendo esplicitamente di non aprirne altri? :cry:
@EarendilSI: ci sono stati utenti che, molto correttamente, mi hanno contattato privatamente per chiedermi se potevano aprire discussioni e sondaggi e a cui ho risposto di no visto l'andazzo negli altri thread. Mi spiace che tu non abbia fatto altrettanto.
Visto che le cose stanno così, questo thread lo lascio aperto dal momento che, per ora, non è degenerato: sei tuttavia caldamente invitato ad assumerti personalmente la responsabilità del suo andamento perché se dovesse degenerare mi riservo la facoltà di sospendere anche te insieme agli altri o di raddoppiare le eventuali sanzioni che ti dovessero riguardare. Così forse mostrerai maggiore rispetto per le richieste di chi si fa il mazzo per mantenere il forum in ordine.
Addendum: beninteso che sono in grado di capire se uno viene a flammare solo per far sospendere EarendilSI. In tal caso la sanzione doppia sarà per lui.
Nessuno ha impedito al Papa di andare.
67 docenti e qualche centinaio di studenti hanno chiesto che l'intervento non ci fosse, preannunciando manifestazioni e contestazioni. E questo in un'Università che conta oltre 100.000 studenti e un migliaio di docenti.
Il Vaticano ha deciso di non far presentare il pontefice.
Ottenendo una vittoria mediatica di proporzioni schiaccianti, incomparabilmente superiore a quello che avrebbe ottenuto un discorso o una lectio magistralis.
La prova è nei primi post.
Ormai i media italiani fanno a gara a chi riesce ad appecoronarsi di più.
Adesso TUTTA l'università, presa in blocco, non solo La Sapienza ma tutto il mondo universitario senza distinzioni, è diventato la massima espressione dell'intolleranza e dell'oscurantismo.
Da oggi in poi, chiunque abbia il coraggio di professarsi "laico" verrà trattato come il peggior verme.
Senza nemmeno dover alzare un dito, con una semplice rinuncia, il Vaticano ha sferrato un colpo devastante alla concezione laica dell'Università.
Sono troppo forti, hanno le menti più sottili che si possano immaginare.
Cito Crozza:
Ma perchè rischiare parlando alla Sapienza, quando è così facile parlare all'ignoranza?
indelebile
17-01-2008, 13:28
Vedo che alla fine ha vinto soprattutto la chiesa con il solito vittimismo e chi non vuole intromissioni del papa
insomma hanno vinto gli estremisti
e ha perso chi veramente dialoga (perchè la chiesa dice di dialogare ma poi nei fatti il dialogo è: fate quello che diciamo, quello che diciamo è giusto.)
Perde il PD e prodi e chi vuole...e cerca il dialogo che se la situazione dovesse peggiorare dovranno accodarsi per sopravivenza ai papisti.
Corriere della sera
Caso Sapienza: scarsa eco all'estero
Più enfasi in Spagna e in Germania, Paese natale di Benedetto XVI. In Francia commenti contenuti
La decisione di Papa Benedetto XVI di rinunciare al suo discorso alla Sapienza di Roma non ha avuto un'eco particolare all'estero.
SPAGNA - La risonanza più grande si è avuta in Spagna. El Pais in prima pagina rimanda a un articolo all'interno nel quale si spiega che il pontefice ha deciso di non andare «a causa delle proteste di un nutrito gruppo di professori e alunni, difensori della laicitá della ricerca e critici con il Papa per le sue idee sulla condanna a Galileo». Ne parla anche El Mundo, ma senza molta enfasi.
GERMANIA - La vicenda ha scatenato reazioni contrastanti in Germania. Sui siti dei quotidiani che hanno dedicato spazio alla vicenda si moltiplicano i commenti dei lettori. Particolarmente frequentato è il forum aperto dal quotidiano conservatore Die Welt. Si va da chi attacca la «dittatura delle idee della sinistra coi suoi dogmi e tabù» a chi si chiede: «che università è quella che non fa parlare le persone con un’idea diversa? È vergognoso e ridicolo». Numerose, comunque, anche le voci a sostegno della protesta degli studenti. Benedetto XVI «resta il solito inquisitore», scrive un lettore della Welt. «Di fronte alla presenza quotidiana della Chiesa cattolica in Italia tale dura reazione è comprensibile», commenta un lettore della Sueddeutsche Zeitung. Articoli anche su Der Spiegel e Der Tagesspiegel.
FRANCIA - In Francia l'edizione online di Liberation e di Le Monde riportano la notizia nella colonna delle brevi, fatta con un collage dei lanci di agenzie con un titolo su «Benedetto XVI rinuncia a recarsi alla Sorbona italiana, dopo le manifestazioni degli studenti e dei professori».
GRAN BRETAGNA - Il Guardian è stato l'unico tra i quotidiani nazionali a dare risalto alla vicenda, con un'ampia corrispondenza da Roma che apre la sezione estera. Secondo il Guardian, la controversia è «senza precedenti in un Paese dove normalmente non vengono mosse critiche alla Chiesa cattolica romana». Alla vicenda il Times ha dedicato soltanto una notizia di pochissime righe a una colonna (sotto il titolo «Protesta papale ferma il discorso»). Anche l'Independent si è limitato a pubblicare un'informazione scarna nella rubrica European News.
USA - La vicenda è stata sostanzialmente ignorata dalle principali televisioni ma viene citata dal New York Times e dal Los Angeles Times che alle polemiche italiane riservano due servizi. Seppur con toni diversi, i due quotidiani si dicono «sorpresi» del fatto che in un'università «prestigiosa» siano state sollevate polemiche tali da portare un pontefice a rinunciare al suo intervento. «Papa Benedetto XVI - scrive il New York Times - in un raro gesto di arrendevolezza alla protesta, ha cancellato il discorso in seguito all'opposizione di professori e studenti che sostengono che il Papa è ostile alla scienza». Anche il quotidiano californiano riserva alla vicenda una certa attenzione. «È il Papa ostile alla scienza? Benedetto è un grande intellettuale che ha enfatizzato l'importanza della ragione nella pratica della fede. Tuttavia sostiene anche che l'evoluzione è il prodotto di un creatore divino. E ha contribuito a sconfiggere le posizioni di coloro che in Italia chiedevano che fossero varate leggi per la liberalizzazione della fertilità assistita».
LucaTortuga
17-01-2008, 13:37
La figura fatta dagli studenti agli occhi di chi in quel modo li vorrebbe vedere(*), invece, è incontestabile.
(*) EDIT: mi sono appena accorto, rileggendo il thread, di aver originariamente parlato di un intero Paese.
Messa così, suona in tutt'altro modo. ;)
Anche se, sinceramente, credo sia più corretto riferirsi a chi "in quel modo li vorrebbe far vedere", ovvero la solita accozzaglia di politici e giornalisti che, sbagliando imho, sperano di accaparrarsi le simpatie vaticane proponendo una visione distorta dei fatti, in totale spregio dei fatti e dell'intelligenza dell'opinione pubblica.
LotharInt
17-01-2008, 13:52
Nessuno ha impedito al Papa di andare.
67 docenti e qualche centinaio di studenti hanno chiesto che l'intervento non ci fosse, preannunciando manifestazioni e contestazioni. E questo in un'Università che conta oltre 100.000 studenti e un migliaio di docenti.
Il Vaticano ha deciso di non far presentare il pontefice.
Ottenendo una vittoria mediatica di proporzioni schiaccianti, incomparabilmente superiore a quello che avrebbe ottenuto un discorso o una lectio magistralis.
La prova è nei primi post.
Ormai i media italiani fanno a gara a chi riesce ad appecoronarsi di più.
Adesso TUTTA l'università, presa in blocco, non solo La Sapienza ma tutto il mondo universitario senza distinzioni, è diventato la massima espressione dell'intolleranza e dell'oscurantismo.
Da oggi in poi, chiunque abbia il coraggio di professarsi "laico" verrà trattato come il peggior verme.
Senza nemmeno dover alzare un dito, con una semplice rinuncia, il Vaticano ha sferrato un colpo devastante alla concezione laica dell'Università.
Sono troppo forti, hanno le menti più sottili che si possano immaginare.
Cito Crozza:
Ma perchè rischiare parlando alla Sapienza, quando è così facile parlare all'ignoranza?
quoto, è impressionante il potere mediatico che hanno.Non c'è edizione del telegiornale ,del mattino e della sera, o quotidiano nazionale che giorno per giorno non ci informi su cosa ha fatto o non ha fatto il pontefice, su come la pensa su qualcosa o qualcuno.
Per ciò che riguarda la questione in se' , il problema non era tanto considerato il discorso del papa in una università laica, ma il fatto che questo coincidesse con l'inaugurazione dell'anno accademico, momento simbolico che dovrebbe mantenersi strettamente laico. Tra l'altro il papa è comunque una figura intellettuale che non offenderebbe in alcun modo il prestigio o la reputazione della facoltà , considerando che in una università non esistono solo materie strettamente di carattere scientifico ( scienze fisiche /naturali) ma anche materie storico/umanistiche , che possono tranquillamente essere trattate e condivise dal papa , dal momento che buona parte della cultura dell'europa occidentale è di matrice cristiana (e lo dico da agnostico) .
In sintesi questa rinuncia ha fatto piu' male che bene all'università stessa, non tanto per il mancato contributo del discorso del pontefice, di cui puo' anche non fregarci nulla, ma per la cattiva pubblicità con la quale viene descritto adesso l'ambiente universitario, come se fosse dominato da gretti oscurantisti e marxisti anticlericali..mah..
EarendilSI
17-01-2008, 14:01
La domanda giusta è:
la volete smettere di aprire thread che ho chiuso chiedendo esplicitamente di non aprirne altri? :cry:
@EarendilSI: ci sono stati utenti che, molto correttamente, mi hanno contattato privatamente per chiedermi se potevano aprire discussioni e sondaggi e a cui ho risposto di no visto l'andazzo negli altri thread. Mi spiace che tu non abbia fatto altrettanto.
Visto che le cose stanno così, questo thread lo lascio aperto dal momento che, per ora, non è degenerato: sei tuttavia caldamente invitato ad assumerti personalmente la responsabilità del suo andamento perché se dovesse degenerare mi riservo la facoltà di sospendere anche te insieme agli altri o di raddoppiare le eventuali sanzioni che ti dovessero riguardare. Così forse mostrerai maggiore rispetto per le richieste di chi si fa il mazzo per mantenere il forum in ordine.
Addendum: beninteso che sono in grado di capire se uno viene a flammare solo per far sospendere EarendilSI. In tal caso la sanzione doppia sarà per lui.
Scusa, non avevo letto i thread precedenti e sinceramente non volevo mettere in difficoltà i mod o mancare di rispetto.
Cmq visto quello che è successo chiedo di chiudere questo thread e cmq io non interverrò più su questo.
Per ultimo ti chiederei una postilla sul regolamento dove finchè i mod non vorranno diversamente sarà vietato parlare del Santo Padre...
Willy McBride
17-01-2008, 14:02
http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index.php?id=653
Tutto sbagliato, tutto da rifare
di Daniele Garrone, decano della Facoltà valdese di teologia
Il papa, "La Sapienza" e la laicità asfittica del nostro paese
Di fronte a quello che sta succedendo a seguito dell’invito rivolto al Papa a presiedere l’apertura dell’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma, mi viene in mente solo il vecchio adagio di Gino Bartali: "Tutto sbagliato, tutto da rifare". Purtroppo, nulla si può rifare e si rimane attoniti spettatori dell’ennesimo colpo inferto, da ogni parte, alla asfittica laicità del nostro paese. Le critiche all’iniziativa del rettore vengono - da destra e sinistra, da cattolici militanti e da chierichetti atei - stigmatizzate come violazione della libertà di parola. Tutti - compresi gli ex fascisti e gli ex-comunisti, dunque gli eredi delle culture non liberali - diventano profeti di liberalismo.
Ritenere non opportuno un invito a tenere un discorso è cosa diversa dall’impedire a qualcuno di esprimere le proprie opinioni.
Il Papa non è un semplice accademico che sostiene tesi controverse o formula ipotesi non condivise da pochi o da molti. Il Papa parla di valori non negoziabili, non formula ipotesi; pretende di esplicitare la verità; si pronuncia non come esponente di una delle varie religioni e confessioni presenti sulla agorà, ma come esperto di umanità in grado di indicare i fondamenti dello Stato e i criteri di una corretta laicità. Il Papa pretende di sapere per tutti noi come si debbano rettamente coniugare fede e ragione. Se vogliamo, il Papa è anche l’ultimo sovrano assoluto per diritto divino. Benedetto XVI bolla la ricerca del pensiero scientifico e filosofico della modernità “post-cristiana” come dittatura del relativismo. Cioè pronuncia una drastica censura nei confronti di quello che è lo spirito della ricerca libera e senza presupposti che spero presieda all’insegnamento nelle nostre università. Benedetto XVI persegue, con grande intelligenza, una strategia di rimonta nei confronti della società laica e pluralista.
Tutto questo andava ricordato nel momento in cui lo si invitava. Si doveva sapere che il Papa non viene a discutere o a confrontarsi, ma viene per essere ascoltato con reverenza ed eventualmente accolto con una genuflessione. Si doveva sapere che era legittimo dissentire dall’invito, non perché si è oscurantisti ma perché non si può né si vuole riconoscere la pretesa che egli statutariamente e quindi inevitabilmente porta con sé. Per queste ragioni io non l’avrei invitato a presiedere l’apertura dell’anno accademico. Lo inviterei però, domani stesso, a partecipare come uno dei relatori ad un dies academicus: si darebbe un bellissimo esempio di cosa può essere una università libera e laica e veramente plurale. Perché - sebbene gli italiani, in primis gli atei devoti, di destra come di sinistra, non lo sappiano - qualunque “capo religioso”, persino il Papa, nella democrazia discorsiva è “uno dei relatori”. Nulla di meno - e va detto con forza e io lo faccio con assoluta convinzione - ma neanche nulla di più.
Una volta che l’invito - inopportuno a mio avviso - era stato rivolto, il Papa doveva parlare. Il dissenso era legittimo; se il dissenso poneva problemi di ordine pubblico - in una università il dissenso si esprime con il dibattito delle idee e con un po’ di humour - essi dovevano essere risolti come ogni altro problema di ordine pubblico. Nessuno, tuttavia, può essere posto al riparo dal dissenso che si manifesta nelle forme legittime. Tra l’altro, giova ricordare che Gesù si espose sulla pubblica piazza, senza aver prima negoziato con l’autorità le condizioni consone alla sua visita. Anzi parlò senza essere invitato. Ci pensino quelli che nel Papa ravvisano il Vicario e che oggi vedono in lui la vittima di un sopruso.
Chi pensava che Benedetto XVI fosse meno capace di “comunicare” del suo predecessore, ha oggi una bella smentita. Non andando alla Sapienza, il Papa diventa una vittima dell’intolleranza laica, la nuova inquisizione lo sta portando al rogo. Bisogna vegliare per lui. Me lo si lasci dire, visto che i miei antenati di inquisizione ne sapevano qualcosa: quando c’è l’inquisizione non si tratta di qualche sberleffo o magari di qualche insulto in mezzo ad un folla compunta e persino adorante.
Per giorni non si parlerà d’altro. E anche senza questo incidente, ogni giorno, dalla mattina alla sera, le televisioni italiane (l’Europa e il mondo sono un’altra cosa) parlano del Papa e dei suoi moniti e dei suoi rimbrotti e dei suoi non possumus che vogliono dire “non dovete”. Ora tutti faranno a gara per riparare, per scusarsi, per far vedere che - per quanto atei - si sa dare alla chiesa e al papa il dovuto riconoscimento. Per fortuna le occasioni non mancheranno: c’è una legge sulla libertà religiosa da lasciar sepolta; la 194 da rivedere; il riconoscimento delle unioni civili da non prendere neppure in considerazione; la vita da tutelare. Forse si potrebbe anche porre qualche limite alla diffusione dei contraccettivi. E poi siamo italiani, la fantasia non ci manca, sapremo come farci perdonare. D’altronde, se non abbiamo avuto Lutero, Kant e Jefferson non è colpa nostra.
Corriere della sera
Caso Sapienza: scarsa eco all'estero
Più enfasi in Spagna e in Germania, Paese natale di Benedetto XVI. In Francia commenti contenuti
La decisione di Papa Benedetto XVI di rinunciare al suo discorso alla Sapienza di Roma non ha avuto un'eco particolare all'estero.
SPAGNA - La risonanza più grande si è avuta in Spagna. El Pais in prima pagina rimanda a un articolo all'interno nel quale si spiega che il pontefice ha deciso di non andare «a causa delle proteste di un nutrito gruppo di professori e alunni, difensori della laicitá della ricerca e critici con il Papa per le sue idee sulla condanna a Galileo». Ne parla anche El Mundo, ma senza molta enfasi.
GERMANIA - La vicenda ha scatenato reazioni contrastanti in Germania. Sui siti dei quotidiani che hanno dedicato spazio alla vicenda si moltiplicano i commenti dei lettori. Particolarmente frequentato è il forum aperto dal quotidiano conservatore Die Welt. Si va da chi attacca la «dittatura delle idee della sinistra coi suoi dogmi e tabù» a chi si chiede: «che università è quella che non fa parlare le persone con un’idea diversa? È vergognoso e ridicolo». Numerose, comunque, anche le voci a sostegno della protesta degli studenti. Benedetto XVI «resta il solito inquisitore», scrive un lettore della Welt. «Di fronte alla presenza quotidiana della Chiesa cattolica in Italia tale dura reazione è comprensibile», commenta un lettore della Sueddeutsche Zeitung. Articoli anche su Der Spiegel e Der Tagesspiegel.
FRANCIA - In Francia l'edizione online di Liberation e di Le Monde riportano la notizia nella colonna delle brevi, fatta con un collage dei lanci di agenzie con un titolo su «Benedetto XVI rinuncia a recarsi alla Sorbona italiana, dopo le manifestazioni degli studenti e dei professori».
GRAN BRETAGNA - Il Guardian è stato l'unico tra i quotidiani nazionali a dare risalto alla vicenda, con un'ampia corrispondenza da Roma che apre la sezione estera. Secondo il Guardian, la controversia è «senza precedenti in un Paese dove normalmente non vengono mosse critiche alla Chiesa cattolica romana». Alla vicenda il Times ha dedicato soltanto una notizia di pochissime righe a una colonna (sotto il titolo «Protesta papale ferma il discorso»). Anche l'Independent si è limitato a pubblicare un'informazione scarna nella rubrica European News.
USA - La vicenda è stata sostanzialmente ignorata dalle principali televisioni ma viene citata dal New York Times e dal Los Angeles Times che alle polemiche italiane riservano due servizi. Seppur con toni diversi, i due quotidiani si dicono «sorpresi» del fatto che in un'università «prestigiosa» siano state sollevate polemiche tali da portare un pontefice a rinunciare al suo intervento. «Papa Benedetto XVI - scrive il New York Times - in un raro gesto di arrendevolezza alla protesta, ha cancellato il discorso in seguito all'opposizione di professori e studenti che sostengono che il Papa è ostile alla scienza». Anche il quotidiano californiano riserva alla vicenda una certa attenzione. «È il Papa ostile alla scienza? Benedetto è un grande intellettuale che ha enfatizzato l'importanza della ragione nella pratica della fede. Tuttavia sostiene anche che l'evoluzione è il prodotto di un creatore divino. E ha contribuito a sconfiggere le posizioni di coloro che in Italia chiedevano che fossero varate leggi per la liberalizzazione della fertilità assistita».
Ma come? Non avevamo fatto una figura di cacca interplanetaria secondo alcuni?
Il peggiore dei giornali stranieri è meno critico del più buono dei nostri?
Siamo proprio un paese di bigotti.
http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index.php?id=653
Posso dire una cosa: MITICI.
Hanno preso le idee dal mio cervello e le hanno scritte sotto forma di articolo.
E sono cose dette da un decano della Facoltà valdese di teologia. Mica da un professore di fisica.
Ma come? Non avevamo fatto una figura di cacca interplanetaria secondo alcuni?
Il peggiore dei giornali stranieri è meno critico del più buono dei nostri?
Siamo proprio un paese di bigotti.
La figura di cacca la facciamo ogniqualvolta i nostri politici si genuflettono davanti ai preti .
E succede spessissimo .
federuko
17-01-2008, 14:35
A quando il gemellaggio con Tehran?
Grand Kenyon
17-01-2008, 14:37
non si può non ridere leggendo certe cose, perchè il Papa o chi per lui che da dell'intollerante oscurantista a qualcuno è veramente il bue che da del cornuto all'asino.
ma perchè ce lo siamo ripreso? non potevano lasciarlo ad Avignone, a comandare i francesi?
Io il papa lo avrei fatto venire.
E lo avrei anche fischiato :sofico:
Poi mi chiedo una cosa. Ma perchè tutti credono che quelli contro il papa sono solo quelli di sinistra? Che bisogno c'è di fare per ogni questione, una separazione politica? Sono laico,agnostico e di DESTRA! Ci siamo anche noi contro il papa :muro:
nomeutente
17-01-2008, 14:53
Scusa, non avevo letto i thread precedenti e sinceramente non volevo mettere in difficoltà i mod o mancare di rispetto.
Cmq visto quello che è successo chiedo di chiudere questo thread e cmq io non interverrò più su questo.
Prendo atto della buona fede, che comunque non ho messo in discussione: come chiarito in pvt ciò che chiedo (a tutti) è un minimo di collaborazione. Non costa nulla vedere quali thread sono già aperti e quali sono sono stati chiusi e perché.
Se la cosa ti ha spinto a riflettere su quanto gravoso e ingrato sia il ruolo di moderare un forum, mi ritengo soddisfatto.
Lascio comunque aperto il thread perché mi sembra che, passata l'agitazione delle prime ore, adesso sia venuto (finalmente) il momento in cui ci si confronta con serenità, cosa che puoi continuare a fare anche tu.
Il thread è comunque a rischio ed eventuali violazioni saranno sanzionate con estrema severità: tutti avvisati.
Posso dire una cosa: MITICI.
Hanno preso le idee dal mio cervello e le hanno scritte sotto forma di articolo.
E sono cose dette da un decano della Facoltà valdese di teologia. Mica da un professore di fisica.
Non per niente io dò l'8 per 1000 all chiesa valdese (pur essendo ateo)
http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_per_mille#Chiesa_valdese ;)
Dandoli allo stato è come darli al vaticano comunque
Sono laico,agnostico e di DESTRA! Ci siamo anche noi contro il papa :muro:
Nah, per la Destra italiana sei un comunista infiltrato, fattene una ragione.....compagno :asd: :sofico: :D
Ziosilvio
17-01-2008, 15:30
A quanto leggo dalle news di Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/cronaca/sapienza-inaugura/sapienza-inaugura/index.html), i tizi che avevano deciso "famo casino, famo casino" stanno a fà casino lo stesso anche se non c'è il Papa...
(In grassetto le parti più esilaranti.)
--------
13:03 Corteo concluso ma ateneo resta chiuso
Dopo il passaggio delle autorità che hanno partecipato all'inaugurazione dell'Anno Accademico, i manifestanti sono arrivati verso le 12 a piazzale Aldo Moro, l'ingresso principale della Sapienza, dove stanno continuando la protesta. "E' una rappresaglia verso gli studenti che vogliono esprimere il loro pensiero - ha detto il deputato di Prc Francesco Caruso - A questo punto chiudiamo l'università e apriamo le basiliche, questo è un dispiegamento assurdo delle forze dell'ordine, un atteggiamento un pò schizofrenico da parte delle autorità che ci impediscono la manifestazione".
13:11 Manifestazione imepdisce l'accesso a un monsignore
Bloccato dai manifestanti all'esterno della Sapienza e dunque impossibilitato a celebrare la funzione religiosa in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico. E' quanto accaduto a monsignor Enzo Dieci, uno dei vescovi ausiliari della diocesi di Roma, con competenza su questa parte della città, e dunque sull'università. Al suo posto è stato uno dei cappellani dell'ateneo a celebrare la funzione religiosa nell'edificio di culto che è affidato ai gesuiti.
13:20 Parlamentari sinistra critica: "Mussi e Veltroni intolleranti"
"Intolleranti gli studenti della Sapienza? Ma non scherziamo! Intolleranti sono semmai Veltroni e Mussi, campioni di intolleranza verso i migranti il primo e contro la libera protesta degli studenti il secondo, che oggi ha chiuso le porte dell'universita'". A dichiararlo i parlamentari di Sinistra Critica Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò, quest'ultimo presente alla manifestazione dei Collettivi insieme al consigliere provinciale di Sc Nando Simeone. "L'unica tolleranza di questi signori- proseguono - è verso il Vaticano, di cui la maggioranza di centrosinistra accetta ingerenze quotidiane".
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A monsignor Dieci piace tanto farsi vedere in mezzo ai GGGiovani... ben gli sta.
A quanto leggo dalle news di Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/cronaca/sapienza-inaugura/sapienza-inaugura/index.html), i tizi che avevano deciso "famo casino, famo casino" stanno a fà casino lo stesso anche se non c'è il Papa...
(In grassetto le parti più esilaranti.)
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13:03 Corteo concluso ma ateneo resta chiuso
13:11 Manifestazione imepdisce l'accesso a un monsignore
Bloccato dai manifestanti all'esterno della Sapienza e dunque impossibilitato a celebrare la funzione religiosa in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico. E' quanto accaduto a monsignor Enzo Dieci, uno dei vescovi ausiliari della diocesi di Roma, con competenza su questa parte della città, e dunque sull'università. Al suo posto è stato uno dei cappellani dell'ateneo a celebrare la funzione religiosa nell'edificio di culto che è affidato ai gesuiti.
buon metodo per passare dalla parte del torto....
13:20 Parlamentari sinistra critica: "Mussi e Veltroni intolleranti"
"Intolleranti gli studenti della Sapienza? Ma non scherziamo! Intolleranti sono semmai Veltroni e Mussi, campioni di intolleranza verso i migranti il primo e contro la libera protesta degli studenti il secondo, che oggi ha chiuso le porte dell'universita'". A dichiararlo i parlamentari di Sinistra Critica Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò, quest'ultimo presente alla manifestazione dei Collettivi insieme al consigliere provinciale di Sc Nando Simeone. "L'unica tolleranza di questi signori- proseguono - è verso il Vaticano, di cui la maggioranza di centrosinistra accetta ingerenze quotidiane".
Concordo pienamente.
Willy McBride
17-01-2008, 15:45
A quanto leggo dalle news di Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/cronaca/sapienza-inaugura/sapienza-inaugura/index.html), i tizi che avevano deciso "famo casino, famo casino" stanno a fà casino lo stesso anche se non c'è il Papa...
(In grassetto le parti più esilaranti.)
Ti sei dimenticato le altre parti esilaranti: i giovani di AN sono potuti entrare tranquillamente con le bandiere per contestare Veltroni e Mussi, i giovani cattolici hanno avuto accesso all'aula magna per imbavagliarsi a favor di telecamera, tutti gli altri invece trattenuti dalla polizia...:rolleyes:
Se posso esprimere la mia opinione è che il papa aveva il diritto di parlare alla sapienza (anche perchè, al contrario del vaticano, uno dei principi dell'università è dare spazio a tutte le idee). Comunque c'è da dire che anche i docenti avevano diritto di critica verso la scelta del rettore, così come gli studenti avevano diritto di criticare il papa (probabilmente quando questo sarebbe andato a parlare chi aveva intenzione di criticarlo sarebbe stato lasciato fuori, e questo non è giusto) per cui scandalizzarsi così tanto per delle proteste è sintomatico di come lo stato italiano non sia laico.
Volevo dire un'altra cosa tutta la gente che si scandalizza per questo fatto, non si è mai scandalizzata per i continui attacchi a diverse categorie che il papa fa' tutti giorni in tv senza lasciare il diritto di replica a questi.
Ziosilvio
17-01-2008, 16:56
Se posso esprimere la mia opinione
Certo che puoi: mica siamo in Vaticano :D
è che il papa aveva il diritto di parlare alla sapienza
Sono d'accordo, soprattutto perché era stato invitato.
(anche perchè, al contrario del vaticano, uno dei principi dell'università è dare spazio a tutte le idee)
Beh, magari l'idea che la terra è piatta, o che bere la propria urina cura il cancro, secondo me possono anche rimanere fuori...
Comunque c'è da dire che anche i docenti avevano diritto di critica verso la scelta del rettore, così come gli studenti avevano diritto di criticare il papa
Sono d'accordo.
(probabilmente quando questo sarebbe andato a parlare chi aveva intenzione di criticarlo sarebbe stato lasciato fuori, e questo non è giusto)
Farli entrare a contestare, però, sarebbe stato ingiusto verso chi avesse voluto ascoltarlo, e sarebbe stato invece costretto a sentire gli schiamazzi.
tutta la gente che si scandalizza per questo fatto, non si è mai scandalizzata per i continui attacchi a diverse categorie che il papa fa' tutti giorni in tv senza lasciare il diritto di replica a questi.
Però questo non c'è bisogno che gli dia il diritto il Papa: se lo prendono già loro...
Ti sei dimenticato le altre parti esilaranti: i giovani di AN sono potuti entrare tranquillamente con le bandiere per contestare Veltroni e Mussi, i giovani cattolici hanno avuto accesso all'aula magna per imbavagliarsi a favor di telecamera, tutti gli altri invece trattenuti dalla polizia...:rolleyes:
Se non sbaglio facevano entrare solo gli iscritti all'università
Ziosilvio
17-01-2008, 16:59
Se non sbaglio facevano entrare solo gli iscritti all'università
Facevano entrare quelli che esibivano il tesserino da studente.
Se gli studenti di sinistra lasciano a casa il proprio tesserino, molto difficilmente la colpa sarà degli studenti cattolici, e meno che mai della polizia.
Ammesso e non concesso che tutti i sinistri che volevano entrare fossero studenti.
Però questo non c'è bisogno che gli dia il diritto il Papa: se lo prendono già loro...[/QUOTE]
Mi riferivo hai telegiornali, e spesso in altre "trasmisioni", dove viene sempre riportato il pensiero del papa è mai una replica da parte di chi non la pensa come lui, un pò come è accaduto in questi giorni per questa vicenda.
Facevano entrare quelli che esibivano il tesserino da studente.
Lunghe file di studenti si sono formate sin dal primo mattino davanti ai cancelli dell'Università 'La Sapienza' dove, come misura di sicurezza in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico, la polizia chiede loro di esibire il tesserino universitario. C'è sconcerto tra molti studenti che dicono di essere ancora in attesa di ricevere il tesserino dalla segreteria; altri protestano e chiedono di chiamare ai cancelli i professori per dimostrare che frequentano l'ateneo
"Vergogna, vergogna". Con questo slogan gli studenti di sinistra dei collettivi che manifestano fuori dai cancelli dell'università la sapienza in via De Lollis hanno accolto la notizia che ai giovani di An è stato consentito di entrare nella cittadella. Ai manifestanti, infatti, l'ingresso viene invece impedito se non in possesso del tesserino universitario
Fallita la mediazione del parlamentare Francesco Caruso con il rettore della sapienza Guarini - e dopo che ad alcuni ragazzi di Azione Giovani, l'organizzazione di An, è stato consentito l'ingresso nell'ateneo romano - gli studenti dei collettivi fuori dai cancelli di via De Lollis stanno avanzando a braccia alzate verso i cordoni delle forze dell'ordine, che intanto hanno già indossato i caschi. Sale, insomma, la tensione nell'area.
La polizia ha chiuso l'ingresso di via De Lollis dell'università La Sapienza, spiegando che la decisione è stata presa per "motivi di sicurezza". Non possono entrare, quindi, nemmeno gli studenti che esibiscono il tesserino universitario. La chiusura fa seguito alle proteste degli studenti che hanno portato ad un faccia a faccia ai cancelli con le forze dell'ordine.
Parrebbe che anche quelli di AN fossero senza tesserino eppure sono entrati lo stesso , pare inoltre che i tesserini siano piuttosto rari , pare inoltre che anche gente col tesserino sia stata lasciata fuori ...
Ziosilvio
17-01-2008, 17:10
Mi riferivo hai telegiornali, e spesso in altre "trasmisioni", dove viene sempre riportato il pensiero del papa è mai una replica da parte di chi non la pensa come lui, un pò come è accaduto in questi giorni per questa vicenda.
Sarà che i giornali italiani li leggo solo sul Web e spesso prima su HwUp, ma di repliche al Papa mi càpita di sentirne parecchie.
Ziosilvio
17-01-2008, 17:13
Parrebbe
A te.
Dall'articolo che hai postato, non c'è niente che dimostri questa tesi... anche se ci sono degli indubbi indizi.
Una volta che l’invito - inopportuno a mio avviso - era stato rivolto, il Papa doveva parlare. Il dissenso era legittimo; se il dissenso poneva problemi di ordine pubblico - in una università il dissenso si esprime con il dibattito delle idee e con un po’ di humour - essi dovevano essere risolti come ogni altro problema di ordine pubblico. Nessuno, tuttavia, può essere posto al riparo dal dissenso che si manifesta nelle forme legittime. Tra l’altro, giova ricordare che Gesù si espose sulla pubblica piazza, senza aver prima negoziato con l’autorità le condizioni consone alla sua visita. Anzi parlò senza essere invitato. Ci pensino quelli che nel Papa ravvisano il Vicario e che oggi vedono in lui la vittima di un sopruso.
L'ho pensata 100 volte sta cosa, Cristo è andato a Gerusalemme ben sapendo quello che lo aspettava, non ha mica mandato un discorso da leggere, e il Vaticano non ha avuto il coraggio di mandare il pontefice ad affrontare qualche fischio ...
i monaci buddhisti in birmania si son fatti uccidere in nome della liberta' e della democrazia.......
Sarà che i giornali italiani li leggo solo sul Web e spesso prima su HwUp, ma di repliche al Papa mi càpita di sentirne parecchie.
In rapporto agli attestati stima arrivati da ogni dove?
Titolo in prima pagina contro articoletto in basso. Questo è il problema.
per non parlare di Rai (dove pure il mezzobusto ha detto di suo "vergognoso attacco") e mediaset...
Secondo me il discorso diramato, che avrebbe dovuto essere tenuto dal papa alla Sapienza, è stato scritto a posteriori. Geniale (e diabolica) mossa del Vaticano. Va un pò contro i comandamenti, però...
Sarà che i giornali italiani li leggo solo sul Web e spesso prima su HwUp, ma di repliche al Papa mi càpita di sentirne parecchie.
Ti faccio un esempio: monito del papa " la scienza senza dio è il male" ecc.
Dopo di chè a commento del monito del papa interviene un membro di scienza e vita e dice difendiamo: la vita degli embrioni contro chi disprezza la vita.
Ora dal mio punto di vista personale, io sono ateo e vorrei diventare un giorno un ricercatore, mi sento tirato in ballo sarebbe stato giusto che al monito del papa ci fosse stato un scenziato che replicasse a questo tipo di accuse, invece no c'è quello che avvalla la sua tesi. IO tutto ciò non lo ritengo il massimo della democrazia, e nonostante sia sbagliata il tipo di protesta fatto dagli studenti della sapienza non mi sento di dargli tutti i torti.:read:
«Guardi che quella, fatto salvo Maiani che per lo meno è davvero un fisico anche se si è comportato in modo interessato cercando poi di nascondere la sua firma, è gente che non ha nulla da dire... Vecchie conoscenze sessantottine che già una volta hanno contribuito a distruggere l’università e colpito la grande facoltà di fisica di Roma.
Cioè ma ci rendiamo conto del livello INFIMO che si sta toccando?
Queste sono parole di Pera che non c'entra UN TUBO con la facoltà di fisica e le chiama "Vecchie conoscenze"?
Cioè ma ci rendiamo conto del livello INFIMO che si sta toccando?
Queste sono parole di Pera che non c'entra UN TUBO con la facoltà di fisica e le chiama "Vecchie conoscenze"?
Se leggi Pera e ascolti Buttiglione starai sempre peggio:D
Comunque questa vicenda, dal contenuto di per se irrilevante, dimostra quanto il Vaticano abbia imparato a servirsi dei moderni mezzi di comunicazione...
Censurare il papa.. come concetto, e' perlomeno orwelliano nell'italia di oggi
roverello
17-01-2008, 19:19
Se posso esprimere la mia opinione è che il papa aveva il diritto di parlare alla sapienza (anche perchè, al contrario del vaticano, uno dei principi dell'università è dare spazio a tutte le idee). Comunque c'è da dire che anche i docenti avevano diritto di critica verso la scelta del rettore, così come gli studenti avevano diritto di criticare il papa (probabilmente quando questo sarebbe andato a parlare chi aveva intenzione di criticarlo sarebbe stato lasciato fuori, e questo non è giusto) per cui scandalizzarsi così tanto per delle proteste è sintomatico di come lo stato italiano non sia laico.
Volevo dire un'altra cosa tutta la gente che si scandalizza per questo fatto, non si è mai scandalizzata per i continui attacchi a diverse categorie che il papa fa' tutti giorni in tv senza lasciare il diritto di replica a questi.
Sono sicuramente d'accordo con la seconda parte del tuo ragionamento. Tra l'altro ribadito dal vaticano, e cioè che non è ammissibile criticare il Papa!
Sul primo punto vorrei ricordare che non si tratta di un invito qualsiasi, ma di tenere il discorso di inaugurazione dell'anno accademico!
Il che è un'altra storia.
SAI CHE SCOPERTA CHE QUELLI DEI COLLETTIVI NON SONO STUDENTI
si e no uno su 4 è uno della sapienza gli altri sono fuoricorso storici o vanno a roma 3 per superare qualche esame
The_ouroboros
17-01-2008, 21:44
Voi, nel senso di chi si dichiara comunista, anticlericale, e che attacca i cattolici sempre sul loro credo...:rolleyes: :rolleyes:
Cmq, guarda che venerare santi non ha mai fatto male a nessuno...a differenza di venerare i nomi che ho fatto che hanno portato solo morte e intorpodimento della gente che li venera e che sono ancora alla ricerca e all'inseguimento dell'utopia per eccezione...;)
la chiesa fa solo quello sottolineato da.... solamente 2000 anni...
Ma questa è solo un opinione...come la tua...
Cmq....er quanto riguarda il non male di venerare i santi... crociate ti ricorda qualcosa?
Ti sei dimenticato le altre parti esilaranti: i giovani di AN sono potuti entrare tranquillamente con le bandiere per contestare Veltroni e Mussi, i giovani cattolici hanno avuto accesso all'aula magna per imbavagliarsi a favor di telecamera, tutti gli altri invece trattenuti dalla polizia...:rolleyes:
Quoto, anche se devo dire che al TG3 uno degli studenti di AN - che tra l'altro non so se siano effettivamente entrati, mi pare di no - ha detto una delle cose più sensate finora sentite.
E cioè che il rettore deve andarsene a casa, è lui il principale responsabile di una delle più clamorose figure di merda dell'università.
E io aggiungo, anche per come ha gestito la cosa: prima pensa di farsi bello e offrire al Papa la lectio magistralis, il Papa accetta, poi a seguito delle critiche gli riduce l'intervento a un semplice "discorso".
Ecchecaz, praticamente lo ha trattato come l'ospite di uno show televisivo :p
Lo spettacolo dei giovani cattolici in aula magna è semplicemente inquietante.
Unica presenza ammessa, c'è poco da dire: dal fatto che siano lì, si capisce che QUELLA sarà la classe dirigente e politica che avrà il potere in questo paese negli anni a venire.
Con buona pace di chi ancora si illude che il futuro possa riservare qualcosa di diverso.
Mandare a casa un rettore è più difficile che mandare a casa un papa :D
sid_yanar
17-01-2008, 22:58
Lo spettacolo dei giovani cattolici in aula magna è semplicemente inquietante.
Unica presenza ammessa, c'è poco da dire: dal fatto che siano lì, si capisce che QUELLA sarà la classe dirigente e politica che avrà il potere in questo paese negli anni a venire.
Con buona pace di chi ancora si illude che il futuro possa riservare qualcosa di diverso.
quoto ed aggiungo che quanto accaduto in questi giorni è semplicemente uno dei tanti esperimenti sul campo di manipolazione dell'opinione pubblica, peraltro felicemente riuscito. Il loro maggiore successo è stato quello di creare come vedi molti portavoce che invece di attenersi ai fatti raccontano quanto viene loro comodo, nel tentavivo di difendere idee che credono loro ma che in realtà provengono dall'alto.
L'italia ed il mondo avrebbero certamente bisogno di quella parte della chiesa che si sporca le mani, non di quella che fa politica e disinformazione.
meno male che ci siete voi.....
Hitman04
17-01-2008, 23:09
L'importante era di parlare del Papa, e di farne un martire, una vittima, il massimo esponente della libertà di parola e di pensiero (solo a parole poi...), censurato e cacciato da studenti e professori rossi sovversivi.
Quando poi in ogni telegiornale c'è un servizio su papa&chiesa, e la scelta di non andare è stata sua per evitare di essere contestato. Si goda la piazza domenica.
No comment.:rolleyes:
NeSs1dorma
18-01-2008, 01:47
Quello che è successo in questi giorni è una vera e propria censura nei confronti del Papa, un divieto di prendere parola dopo invito presso un'Università che dovrebbe essere il tempio della libertà...
Il Papa non si è imposto all'Università ma è stato invitato dal Rettore e dal Senato Accademico, massima autorità in campo universitario...
Una vergogna senza fine.
W la democrazia, vero, sinistri?
Una minoranza che decide per tutti. Come al governo del Paese, del resto.
Che schifo.
The_ouroboros
18-01-2008, 08:58
Una vergogna senza fine.
che decide per tutti. Come al governo del Paese, del resto.
Che schifo.
dai... non essere così cattivo verso la chiesa...
LightIntoDarkness
18-01-2008, 10:13
A parte che l'unico commento inerente al discorso che il Papa avrebbe tenuto alla sapienza è stata l'accusa di averlo scritto a posteriori (:(), davvero a nessuno interessa per valutare se le accuse di essere fuori luogo in quell'ambito trovano corrispondenza in ciò che sarebbe stato il suo intervento?
Io capisco che c'è il forte desiderio di "vendetta" verso la Chiesa per le sue "violenze" nei confronti di "diritti umani" che molti pensano riconosciuti da tutti (ma non dalla carta dei diritti) e negati dall'ingerenza cattolica, capisco il desiderio di imporre il concetto di laicità come totale separazione della eventuale fede personale dalle scelte di vita e di valori di una persona...
... ma chiedo a tutti di rimanere in topic.
Il fatto lo conosciamo, si dovrebbe discutere sulle motivazioni contenute nella lettera inviata al rettore, sulla principale motivazione contenuta un quella lettera e sulla coerenza del movimento che si è creato.
Si potrebbe anche riflettere sulla differenza, in questo caso, che ci può essere fra intolleranza e dissenso.
Si potrebbe riflettere su come il pensiero laico ed ateo debba (e se) confrontarsi con quello credente e cattolico in particolare... e per questo nel discorso del Papa troviamo molti spunti da cui partire, criticare, rielaborare.
;)
PS: nessuno riesce a trovarmi il testo completo della lettera di Napolitano al Papa?
Si potrebbe riflettere su come il pensiero laico ed ateo debba (e se) confrontarsi con quello credente e cattolico in particolare... e per questo nel discorso del Papa troviamo molti spunti da cui partire, criticare, rielaborare.
Ma non vedo perchè sfruttare il papa come attrazione all'apertura dell'anno accademico (così come Bertinotti nell'altra università): c'è tutto il RESTO DELL'ANNO per trattare questo delicato tema che sicuramente sta a cuore alle persone "di buona volontà".
Ziosilvio
18-01-2008, 10:41
non vedo perchè sfruttare il papa come attrazione all'apertura dell'anno accademico (così come Bertinotti nell'altra università): c'è tutto il RESTO DELL'ANNO per trattare questo delicato tema che sicuramente sta a cuore alle persone "di buona volontà"
per le quali però di "pace in terra" all'orizzonte non ne vedo...
mah...io ricordo vagamente i periodi degli anni 50, 60...ricordo, gli inneggiamenti al "che"...stalin, lenin ecc ecc...da parte ei rossi...saranno i miei occhi offuscati??? non mi pare:rolleyes:
Ma non avevi 20 anni? :mbe:
Beh nel '50 il Che era ancora uno studente (aveva 22 anni) :fagiano:
Ma no! Dj Ruck avrà 20 anni, come fa a ricordarsi, anche vagamente, gli anni 50-60? :confused:
Ma no! Dj Ruck avrà 20 anni, come fa a ricordarsi, anche vagamente, gli anni 50-60? :confused:
Pure a me era sorto il dubbio... Avrà almeno 60 anni allora.
Ma non avevi 20 anni? :mbe:
Ma no! Dj Ruck avrà 20 anni, come fa a ricordarsi, anche vagamente, gli anni 50-60? :confused:
Pure a me era sorto il dubbio... Avrà almeno 60 anni allora.
Non penso che per conoscere un periodo storico lo si debba aver vissuto per forza...altrimenti tutti avremmo almeno 3500-4000 anni per conoscere i Sumeri...:rolleyes:
e il "vagamente" era una sorta di ironia :rolleyes: :rolleyes:
Beh nel '50 il Che era ancora uno studente (aveva 22 anni) :fagiano:
appunto ho scritto 50/60;)
Non penso che per conoscere un periodo storico lo si debba aver vissuto per forza...altrimenti tutti avremmo almeno 3500-4000 anni per conoscere i Sumeri...:rolleyes:
e il "vagamente" era una sorta di ironia :rolleyes: :rolleyes:
1. Non sai scrivere in italiano.
2. Basta con sti rolleyes, c'è poco da fare il superiore. :rolleyes:
1. Non sai scrivere in italiano.
2. Basta con sti rolleyes, c'è poco da fare il superiore. :rolleyes:
1. Lo sai scrivere tu.
2. Non è per fare i superiori, ma per far capire che non volete capire e che non fate ridere;)
e cmq, sei OT;)
the thread is going into cow.
LucaTortuga
18-01-2008, 12:40
the thread is going into cow.
:D
nomeutente
18-01-2008, 12:41
1. Non sai scrivere in italiano.
2. Basta con sti rolleyes, c'è poco da fare il superiore. :rolleyes:
1. Lo sai scrivere tu.
2. Non è per fare i superiori, ma per far capire che non volete capire e che non fate ridere;)
e cmq, sei OT;)
Basta.
Può darsi che GianoM abbia frainteso, non c'è bisogno di rollare tutte le volte.
Del resto non è nemmeno il caso di prendersela per un rolleye.
Ziosilvio
18-01-2008, 12:43
the thread is going into cow.
My hovercraft is full of eels.
:D
(cmq, speriamo di no...)
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