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View Full Version : Festeggiamenti in pompa magna per il centenario Mondadori, ma non si vergognano?


greasedman
18-11-2007, 14:58
Prendo spunto dall'articolo di Marco Travaglio:



ARNOLDO PREVITI EDITORE

http://www.uonna.it/previti-crigno.jpg

Fervono a Milano i festeggiamenti per il centesimo compleanno dell'Arnoldo Mondadori Editore. Tra un convegno, una mostra e un vernissage, il centro di Milano (Scala, Galleria, Palazzo Reale) è stato per l'occasione privatizzato e trasformato dalla giunta Moratti in un gigantesco set per celebrare degnamente l'anniversario.
Un libro, Album Mondadori 1907-2007, ricostruisce il primo secolo di vita del glorioso marchio. Purtroppo nell'indice dei nomi ne mancano due fondamentali: Metta Vittorio e Previti Cesare. Il primo è il giudice della Corte d'appello di Roma che il 24 gennaio 1991 annullò il lodo Mondadori e consegnò la casa editrice a Berlusconi, sottraendola al legittimo proprietario De Benedetti. Il secondo è l'avvocato occulto di Berlusconi che, insieme ai colleghi Pacifico e Acampora, fece recapitare a Metta almeno 400 milioni di lire in contanti, messi gentilmente a disposizione della Fininvest :rolleyes: . Una storia così torbida e avvincente meriterebbe un Giallo Mondadori tutto per sé, o almeno un capitolo dell'Album encomiastico. Invece niente. Silenzio assoluto.
Fra i rulli di tamburo e gli squilli di trombone delle celebrazioni, nessuno ricorda che da 16 anni Berlusconi possiede un gruppo editoriale, il primo d'Italia, che non gli appartiene. E come si chiama, dizionario alla mano, chi possiede una cosa che non gli appartiene? Ladro, se l'ha rubata lui. Ricettatore, se l'ha rubata un altro per lui. Per carità, parlare di furti o di ricettazioni avrebbe rovinato la festa. Ma qualcuno, almeno fra le righe, avrebbe potuto scriverlo che la prima casa editrice italiana fu sottratta 16 anni fa al legittimo proprietario dall'attuale capo dell'opposizione, che fra l'altro non l'ha ancora restituita. Non c'è nemmeno bisogno dei verbi al condizionale o dell'aggettivo «presunto», per raccontare questa storia: la sentenza di condanna di Previti, Metta & C. è definitiva da qualche mese, proprio come la prescrizione di Berlusconi. Per dire: forse Salman Rushdie e David Grossman, anch'essi l'altra sera alla Scala, non hanno mai saputo che i loro libri in Italia vengono pubblicati da un abusivo, che comprava giudici e sentenze. Sarebbe il caso di farglielo sapere. Ma non c'è pericolo: anche questa volta lasceranno l'Italia senza sospettare nulla. Leggendo i giornali di ieri han trovato molti particolari sull'abbigliamento di Marina Berlusconi, sulla pettinatura di Piersilvio, sulla lacca della Moratti (pare che il buco dell'ozono, che si stava restringendo, abbia ricominciato ad allargarsi), sulla leggendaria simpatia di Vespa e Confalonieri, ma nemmeno una parola sulla sentenza della Cassazione che ha definitivamente sancito l'illiceità del passaggio della sentenza che annullò il lodo Mondadori e sconvolse gli equilibri editoriali (e anche politici) dell'Italia.
Visto che alla cerimonia ha preso parte l'Ingegnere (che nella causa civile da lui intentata ai berluscones attende la restituzione del maltolto, quantificato in un milione di euro), sarebbe stato facile ricordare, in due righe, com'è finita la faccenda. Invece niente, nemmeno una parola.
Esemplare la paraculaggine della Stampa, che nella didascalia sotto la foto dell'Ingegnere scrive: "Lo sconfitto: De Benedetti battuto nel 1991 nella guerra per il possesso della casa editrice". Ecco, secondo La Stampa le sentenze comprate si chiamano "guerre", tant'è che Marina auspica la pace. Uno deruba un altro, poi i giornali scrivono che i due erano in guerra, ma ora faranno la pace. Strepitoso. Più pudicamente, il Corriere evita di ricordare chi controlli oggi la Mondadori e come se la sia procurata.
Sul Giornale della ditta, Mario Giordano Bruno Guerri infrange il muro della decenza, e scrive testuale: «La fine del 1984 era il periodo della grande crisi della casa editrice, messa in pericolo dall'investimento televisivo e dall'assalto di De Benedetti». Ecco: il pericolo era De Benedetti che comprò il gruppo, non Previti che comprò i giudici. :eek: E tutti vissero felici e contenti.

Marco Travaglio


Ps. L'unico a ricordare la storia più recente della Mondadori è stato Piero Ricca, che ha tentato di volantinare stralci della sentenza in piazza Scala. Ma la Questura ha pensato bene di farlo prelevare con la forza e rinchiudere in commissariato per tutta la durata della cerimonia. Sarebbe interessante sapere dal questore e dal Viminale quale reato commetta un cittadino incensurato distribuendo sentenze della Cassazione e se Milano sia ancora una città libera o sia stata invece annessa a Milano-2.
Attendiamo fiduciosi risposte.

iuccio
18-11-2007, 15:29
Ma è tutto vero? Sembra quasi irreale da quant'è ridicolo...

anonimizzato
18-11-2007, 15:35
Ma è tutto vero? Sembra quasi irreale da quant'è ridicolo...

Certo che è vero, solo che la disinformazione o la NON-informazione quando riguarda certi interessi rimane ancora sovrana in questo paese.

Lo stesso si potrebbe dire riguardo Rete4.

Imrahil
18-11-2007, 15:37
Tutto vero, purtroppo in Italia sia preferisce parlare di Garlasco o di Perugia...

greasedman
18-11-2007, 15:49
Certo che è vero, solo che la disinformazione o la NON-informazione quando riguarda certi interessi rimane ancora sovrana in questo paese.

Lo stesso si potrebbe dire riguardo Rete4.rete4 è un furto legalizzato di fatto dalla legge gasparri.
Per la mondadori invece non era ancora entrato in politica, si faceva più fatica a rubare.
Per carità, alla fine ci si riusciva lo stesso, ma lo si doveva fare con metodi obsoleti tipo pagare i giudici. In politica invece le leggi te le fai te, così i giudici obbediscono gratis ai tuoi porci comodi... :muro:

s83m
18-11-2007, 16:00
Purtroppo è tutto vero come è vero che non se ne parla...Basta farsi un po' di ricerche personali e la roba si trova!

Fil9998
18-11-2007, 16:12
si, però consiglio prima di mettersi alla cerca di smetterla con cibi grassi, zucchero e alcoolici ... il fegato non sopporterebbe la doppia botta...

Dj Ruck
18-11-2007, 16:40
http://www.uonna.it/previti-crigno.jpg[/CENTER]

chi è che ha editato sta figura???

davvero un pessimo lavoro:rolleyes: :rolleyes:

sony111
18-11-2007, 16:51
rete4 è un furto legalizzato di fatto dalla legge gasparri.

Ma quale furto legalizzato????
Questo e' un furto legalizzato: http://magazine.libero.it/televisione/generali/ne6636.phtml
Con i soldi del canone di tutti i contribuenti la sx si prepara a sparare minch.... nello spazio...

plut0ne
18-11-2007, 17:05
azzo sta cosa non la sapevo...
ma cioè c'è QUALCOSA che berlusconi non abbia rubato???? :eek: :eek: :eek:

io pensavo che OK...HA RUBATO QUALCOSA...HA CONTATTI MAFIOSI ECC..

ma non che TUTTO il suo impero fosse il risultato di una enorme carriera da ladro/mafioso/corruttore ecc...
:eek: :eek: :eek: :eek: :eek: :eek:

io mi ero fermato al conflitto rete4-europa7...e ai vari casini con la mafia...ma pensavo che la mondadori fosse "pulita"...e invece :Puke: :Puke:

ci credo che metà italia non vuole dargli il paese in mano :rolleyes: ...l'altra metà invece non so perchè si fida di un essere così :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

Fil9998
18-11-2007, 17:08
par condicio di riempiere i marroni agli italiani .... prima avevamo solo le barzellette di *fasulla destra... ora finalemtne anche quelle di *fasulla sinistra ...

e democrazia *all italiana [ finalmente fatta.:O :O :O

sander4
18-11-2007, 17:14
Certo che molti queste cose non le sanno.

Difatti il controllo dei media è un suo punto forte proprio per NON far sapere alla gente, tra le altre cose, che pezzi considerevoli del suo impero come la Mondadori sono stati ottenuti corrompendo giudici e rubando tramite acquisto di sentenze come in questo caso.

In particolare il furto della Mondadori, la più grande e redditizia casa editrice italiana, è una delle vergogne maggiori di Berlusconi, direi tra i più grandi impuniti al mondo, e del corruttore Previti che comprò la sentenza col solito bonifico di fondi di Silvio.

Andrebbe restituita al suo proprietario o come minimo rimessa sul mercato.

greasedman
18-11-2007, 17:14
chi è che ha editato sta figura???

davvero un pessimo lavoro:rolleyes: :rolleyes:un vero scoop il tuo, se venisse confermato da una perizia della commissione mitrokin farebbe crollare tutto il castello di sabbia della vicenda mondadori... :mc:

Dj Ruck
18-11-2007, 17:17
scoop??? il mio non è uno scoop...

e poi...come molti qui dentro dicono...

uno non è colpevole di un reato finchè non vi è sentenza a proposito...quindi:rolleyes:

blackgnat
18-11-2007, 17:44
scoop??? il mio non è uno scoop...

e poi...come molti qui dentro dicono...

uno non è colpevole di un reato finchè non vi è sentenza a proposito...quindi:rolleyes:


...parli di Previti ?

Dj Ruck
18-11-2007, 17:49
...parli di Previti ?

no;)

rip82
18-11-2007, 18:00
scoop??? il mio non è uno scoop...

e poi...come molti qui dentro dicono...

uno non è colpevole di un reato finchè non vi è sentenza a proposito...quindi:rolleyes:

Si pone un problema non da poco: come fa uno ad arrivare alla sentenza se fa l'impossibile (e ci riesce) per cadere in prescrizione? Poi la prescrizione non e' mica un'assoluzione, concordano con me vocabolario e legge, e non e' neanche impossibile riaprire un processo caduto in prescrizione (su richiesta del prescritto) per fare in modo che venga concluso.
Poi si pone un'ultima questione: sara' mica pirla Previti a commettere un reato di quella portata a vantaggio di Berlusconi, se poi Berlusconi non ne sa nulla, oltretutto pagando le mazzette coi soldi di Berlusconi :mbe:

FedNat
18-11-2007, 18:40
uno non è colpevole di un reato finchè non vi è sentenza a proposito...quindi:rolleyes:

Esatto, ma Previti e' stato condannto e Berlusconi e' stato prescritto, non assolto, quindi di colpevoli ne vedo ben due.

Saluti

s83m
18-11-2007, 18:44
Non fa una grinza

gourmet
18-11-2007, 20:10
L'unico a ricordare la storia più recente della Mondadori è stato Piero Ricca, che ha tentato di volantinare stralci della sentenza in piazza Scala. Ma la Questura ha pensato bene di farlo prelevare con la forza e rinchiudere in commissariato per tutta la durata della cerimonia. Sarebbe interessante sapere dal questore e dal Viminale quale reato commetta un cittadino incensurato distribuendo sentenze della Cassazione e se Milano sia ancora una città libera o sia stata invece annessa a Milano-2.

Che schifo... Dj Ruck per favore difendi anche il questore di milano e i solerti celerini che hanno preso questa democratica iniziativa

Marilson
18-11-2007, 20:41
azzo sta cosa non la sapevo...
ma cioè c'è QUALCOSA che berlusconi non abbia rubato???? :eek: :eek: :eek:

io pensavo che OK...HA RUBATO QUALCOSA...HA CONTATTI MAFIOSI ECC..

ma non che TUTTO il suo impero fosse il risultato di una enorme carriera da ladro/mafioso/corruttore ecc...
:eek: :eek: :eek: :eek: :eek: :eek:

io mi ero fermato al conflitto rete4-europa7...e ai vari casini con la mafia...ma pensavo che la mondadori fosse "pulita"...e invece :Puke: :Puke:

ci credo che metà italia non vuole dargli il paese in mano :rolleyes: ...l'altra metà invece non so perchè si fida di un essere così :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

c'è di più, ha cominciato dalla villa di Arcore e da lì non ha smesso più, pensavi anche che la sua villona storica di Arcore, pluricitata in tutti i giornali, fosse pulita almeno quella? ma vaaa

leggere prego:
QUALCUNO PARLA DI VELTRONI E DEL SUO APPARTAMENTO.
GIUSTO.... ESATTO BISOGNA PARLARNE
RICORDIAMO PERO CHE LA VILLA DI ARCORE FU ACQUISTATA CON UNA TRUFFA E DOPO UNA TRAGEDIA.
LEGGETE QUI

Nel 1973 Silvio Berlusconi acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda rimasta orfana nel 1970, la settecentesca Villa San Martino di Arcore, con quadri d'autore, parco di un milione di mq., campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni.

La Casati è assistita da un pro-tutore, l'avvocato Cesare Previti, amico di Berlusconi e figlio di un suo prestanome (Umberto Previti) e dirigente di una società del gruppo, la Immobiliare Idra.

Grazie alla fortunata coincidenza, la favolosa villa con annessi e connessi viene pagata circa 500 milioni dell'epoca: un prezzo irrisorio.

Per giunta non viene pagata in denaro frusciante, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borsa, così che, quando la ragazza si trasferisce in Brasile e cerca di monetizzare i titoli, si ritrova con una carrettata di carta.

A quel punto, Previti e Berlusconi offrono di ricomprare le azioni, ma alla metà del prezzo inizialmente pattuito.

I retroscena dello sporco affare la dicono lunga sul cinismo e l'avidità dei due personaggi.

Nell’agosto 1970 il miliardario ed eccentrico marchese Camillo Casati Stampa di Soncino si suicida a Roma dopo aver ucciso in un raptus di gelosia la moglie di seconde nozze Anna Fallarino e il suo amante, lo studente Massimo Minorenti.

Inizia subito il balletto per accaparrarsi l’immensa eredità del marchese valutata intorno ai 400 miliardi dell’epoca, tra palazzi, terreni, quadri antichi, gioielli, ecc.

Gli eredi di Anna Fallinaro (genitori e sorella) incaricano l’avv. Cesare Previti di intraprendere un’azione legale: se infatti riuscissero a dimostrare che la morte della Fallinaro è avvenuta anche un attimo dopo quella del marito, buona parte dell’eredità sarebbe passata a quest’ultima e quindi a loro in quanto suoi eredi anziché ad Annamaria, unica figlia del marchese nata dalla prima moglie, Letizia Izzo.

Ma le perizie medico-legali stabiliscono che Anna Fallinaro è morta all’istante, quindi l’intera eredità passa alla figlia del marchese, Annamaria Casati Stampa, ancora minorenne.

Il 7 settembre 1970, una settimana dopo la tragedia, Cesare Previti e il senatore liberale Giorgio Bergamasco (vecchio amico del marchese defunto) accompagnano Annamaria dal giudice del tribunale dei minori che assegna loro la tutela degli interessi della minorenne, anziché all’unica zia materna Emilia Izzo.

Il senatore Giorgio Bergamaschi viene nominato tutore di Annamaria Casati Stampa, Cesare Previti protutore, cioè il legale che deve tutelare la minore in caso di conflitto tra quest’ultima e il suo tutore. Assistendo la marchesina l’avvocato Previti disattende sfacciatamente il mandato dei Fallinaro.


Il giorno dopo l'affidamento dell’incarico di pro-tutore, Previti si reca al palazzo di Giustizia di Roma con la marchesina e si fa affidare il sontuoso appartamento di via Puccini 9, dove è avvenuta la tragedia, composto da una ventina di stanze per oltre 500 mq., arredato con pezzi di grande valore.

L’ereditiera, sconvolta dall’accaduto e ancora minorenne, assediata della stampa e dai paparazzi, lascia l’Italia e si rifugia alle Seychelles, lasciando la cura dei suoi beni all’anziano tutore e al suo protutore Cesare Previti.

Il 26 giugno 1971 il senatore Bergamasco presenta all’Ufficio delle Imposte la "denuncia di successione" comprendente l’inventario analitico dei beni mobili ed immobili passati di proprietà alla marchesina Annamaria. Nella denuncia si accenna ad un contenzioso aperto tra l’erario ed il defunto, relativo alle dichiarazioni dei redditi presentate in passato dal marchese.

Nel maggio 1972, la marchesina, diventata maggiorenne ed acquistata la piena e diretta disponibilità del patrimonio ereditato, decide di restare all’estero e di delegare la gestione dei suoi beni in Italia al vecchio tutore affiancato dal suo avvocato di fiducia Cesare Previti.

Nell’autunno del 1973, la marchesina Annamaria Casati Stampa (che nel frattempo si è sposata e risiede stabilmente in Brasile), pressata dalle tasse arretrate e dall’imposta di successione, incarica l’avvocato Cesare Previti di trattare la vendita della villa di Arcore, con l’esclusione degli arredi, della pinacoteca, della biblioteca e delle circostanti proprietà terriere.


Nella primavera del 1974 Previti mette di fronte la marchesina al fatto compiuto e le annuncia di aver concluso "un vero affare": ha ceduto per la somma di 500 milioni di lire al costruttore Silvio Berlusconi, la stupenda villa settecentesca di Arcore, tutti gli arredi, i quadri di autore, il parco di 1 milione di mq., i campi da tennis, l’enorme biblioteca, il maneggio, le scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreno.

La marchesina, residente all’estero, ancora scossa dalla tragedia familiare e pressata dall’erario, non si rende neppure conto della risibilità della somma.

Nella stessa primavera del 1974, Berlusconi si trasferisce nella villa di Arcore prendendo possesso di tutti i beni, ma non paga i 500 milioni.

Li pagherà nel tempo, in comode ed indefinite rate, coincidenti con le scadenze e le entità dovute da Annamaria Casati all’erario.

Berlusconi rinvierà con varie scuse il rogito notarile fino al 1980, mentre la marchesina continuerà per ben 7 anni a pagare le tasse di proprietà sull’immobile in quanto ancora intestato a lei anche se in piena disponibilità dell’imprenditore.

Nel frattempo nella villa si insediano Marcello dellUtri e il pluripregiudicato Vittorio Mangano, mentre l’anziano ragionier Lorenzo Saracchi che amministra il patrimonio Casati Stampa, viene affiancato da Egidio Lo Baido, originario di Palermo.

Subito dopo le abitazioni dei Casati Stampa situate a Cinisello Balsamo (MI) vengono affidate in locazione ad un gruppo di siculo-calabresi i quali, attraverso pesanti intimidazioni e minacce di stampo mafioso al ragionier Saracchi, ne diventeranno i legittimi proprietari.

Nel Luglio 1975 la villa di Arcore è presidiata da brutti ceffi siculo-calabresi armati di fucili a canne mozze che "vigilano" su Previti e Berlusconi. Il precedente 26 giugno, la sede delle attività berlusconiane, in via Rovani a Milano, era stata oggetto di un misterioso attentato dinamitardo.
Ma queste sono altre storie.

Nell'inverno del 1977-78, Cesare Previti vola in Brasile dalla sua assistita per avanzare nuove pressanti richieste inerenti i beni ereditati.

Ma Annamaria Casati inizia a sospettare qualcosa e non solo rifiuta le pretese dell' avvocato ma gli intima di procedere al rogito notarile per le proprietà di Arcore, per le quali continua a pagare le tasse benchè siano da anni di proprietà di Berlusconi.

Nel frattempo Berlusconi e Previti hanno messo gli occhi su altre proprietà ereditate dalla marchesina Annamaria Casati Stampa.

Il 30 luglio 1979, viene portata avanti una seconda truffa ai danni della giovane ereditiera; viene infatti registrata la scrittura privata tra il procuratore generale della marchesina, sen. Bergamaschi, e il ragionier Giuseppino Scabini impiegato, prestanome di Berlusconi, che acquista in nome della Immobiliare Coriasco spa di cui è amministratore unico e legale rappresentante, altri beni immobili siti nel Comune di Cusago.


Si tratta do oltre 246 ettari, pari a 2.466.000 mq. (corrispondenti a circa 1/4 dell'intero territorio comunale), comprensivi dello stesso abitato di Cusago con il centro storico, piazzette e stradine, il magnifico castello (monumento nazionale fin dal 1912), le tenute agricole di Cusago di Sotto, la Corte del Rami, il Podere S.Antonio, il Podere Stampa, una sessantina di fabbricati rurali alcuni dei quali di grandi dimensioni e decine di boschi, terreni seminativi, prati, stagni per la pesca, rogge e canali di irrigazione.

La scrittura privata consiste in una permuta: in cambio dei beni ceduti, Annamaria Casati Stampa, riceve 800.000 azioni della Cantieri Riuniti Milanesi spa, il cui valore ipotetico (L. 1.7000.000) corrisponde a quello stimato (?) dei beni ceduti, per cui non si procede a conguaglio.

Promotore e artefice della transizione è naturalmente l'avvocato Cesare Previti che oltre ad essere l'avvocato di fiducia della parte venditrice ha diretti interessi nelle società della parte acquirente.

Sia l'Immobiliare Coriasco spa che la Cantieri Riuniti Milanesi spa sono società appartenenti al nascente gruppo Fininvest, nel quale hanno un ruolo-chiave sial l'avvocato che suo padre Umberto Previti.

La Cantieri Riuniti Milanesi spa era nata il 12 maggio 1978 dalla Immobiliare Paltano spa, amministrata da Marcello Dell'Utri, con sede a Cirè (TO) come la sua "gemella" Immobiliare Coriasco spa.

La transizione è palesemente assurda: quale valore possono avere azioni non quotate da nessuna parte, di una società "fantasma" la cui attività si avvale di soli 7 dipendenti?

Infatti appena la marchesina tenta di monetizzare le azioni si ritrova con un pugno di carta straccia ed è costretta a rivolgersi alla stessa Cantieri Riuniti Milanesi spa che le riacquista per 850 milioni, il 50% cioè del valore dichiarato al momento della cessione l'anno prima.

Alla fine dell'operazione Berlusconi avrà acquistato quell'immensa proprietà per L. 345 al metro quadro!

A questo punto Annamaria Casati si rende conto della truffa e decide finalmente di revocare la procura ai propri fiducuari; prima però deve ottenere il rogito per la vendita della villa di Arcore, rimasta a lei intestata anche se da anni di proprietà effettiva di Berlusconi.

Nel frattempo sui terrenei di Cusago inizieranno le speculazioni edilizie della Cantieri Riuniti Milanesi spa

Il 2 ottobre 1980, sette anni dopo l'effettiva cessione dei beni, viene finalmente sottoscritto il rogito notarile per la Villa di Arcore e i circostanti terreni (atto repertorio 36110 del notaio milanese Guido Rodeva).

Sotto la solita e sapiente regia di Cesare Previti, la signora Annamaria Casati Stampa (rappresentata dal procuratore sen. Giorgio Bergamasco) vende i beni alla società Idra srl, rappresentata dal sig. Giovanni Dal Santo, prestanome di Berlusconi e amministratore unico della società, pochi giorni dopo che il Comune di Arcore aveva deliberato la destinazione urbanistica di parte dei terreni oggetto della compravendita.


Il prezzo pattuito è di 500 milioni, una cifra irrisoria considerando che solo la Via Crucis del Luini, facente parte, insieme a quadri del Tintoretto, del Tiepolo, ecc..., della pinacoteca ceduta, vale tanto.

Sia Cesare Previti che il padre Umberto facevano parte del collegio sindacale della società acquirente, controllata dalla Fininvest (l'avvocato ne uscirà un mese prima del contratto).

Ma la truffa non finisce qui.

Previti, ormai ai ferri corti con la sua assistita Annamaria Casati Stampa e consapevole che la marchesina avrebbe ritirato le procure subito dopo il contratto, nello stesso giorno organizza un secondo atto notarile di vendita di tutti i superstiti possedimenti terrieri dei Casati Stampa non compresi nel primo rogito.

Il procuratore sen. Bergamaschi, su procura della signora Annamaria Casati Stampa, cede alla Immobiliare Briantea srl, controllata dalla Fininvest e rappresentata dall'amministratore unico Giovanni Bottino, prestanome di Berlusconi, tutti i beni residui posseduti dai Casati Stampa ad Arcore, ovvero circa 70 ettari di terreni agricoli consistenti in poderi a coltura intensiva, appezzamenti seminativi, prati, boschi e pascoli, comprese le cascine e tutti i fabbricati rurali sovrastanti.

Il prezzo pattuito è di L. 250 milioni, ma anche questa volta la transizione avverrà attraverso una permuta.

In cambio dei beni ceduti, la marchesina riceve 55.000 azioni della Infrastrutture Immobiliari spa, del valore nominale dichiarato equivalente alla somma pattuita, per cui non si procede a conguaglio.

Le azioni, non quotate in borsa, di una società sconosciuta, valutate in fase di cessione quattro volte e mezzo il loro valore nominale dagli stessi interessati, sono di fatto prive di valore e saranno anzi fonte di grane per la vittima del raggiro.

Note:


La società Infrastrutture Immobiliari era stata costituita a Roma il 30 dicembre 1977 ed era passata sotto il controllo Fininvest nel 1978. Nel 1980, poco prima del raggiro ad Annamaria Casati Stampa, il capitale sociale era stato portato a 400 milioni e Luigi Restelli ne era stato nominato amministratore unico.


La Immobiliare Briantea srl, nata a Milano il 30 settembre 1978 con capitale sociale di 900 mila lire, resta una scatola vuota fino al 2 giugno 1980 quando Luigi Restelli la convoglia nel gruppo Fininvest, portandone il capitale a 450 miliomi di lire e nominando come amministratore unico il prestanome Giovanni Bottino.


La immobiliare Idra viene costituita a Roma il 4 maggio 1977, pochi mesi prima dell'affiliazione di Berlusconi alla Loggia P2, dalle stesse fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro (Servizio Italia spa e Saf spa). Sia la BNL che le due fiduciarie sono controllate da banchieri affiliati alla Loggia P2. La Idra nasce con un capitale di un milione che verrà elevato a 900 l'anno successivo; amministratore unico è il prestanome Giovanni Del Santo e nel collegio sindacale risultano Cesare Previti e il padre Umberto Previti. Il 28 giugno la sede sociale si trasferisce a Milano, in via Rovani 2 (sede delle attività berlusconiane) e lo stesso giorno Cesare Previti lascia il collegio sindacale per potersi occupare come "avvocato di fiducia" del passaggio dei beni di Annamaria Casati Stampa. Tra il 1984 e il 1985 la Idra acquista una faraonica villa a Lada, in Sardegna (28 stanze, 12 bagni, 2.500 mq. di superficie), al "prezzo storico" di un miliardo e mezzo. Il venditore è Flavio Carboni, losco faccendiere sardo che sarà condannato a 15 anni di carcere per il crac del Banco Ambrosiano del piduista Roberto Calvi e a 10 anni e 4 mesi quale mandante del tentato omicidio di Roberto Rasone, all'epoca in società con Berlusconi. Il 10 dicembre l'immobiliare Idra incorpora la Gir-Gestioni immobiliari romane srl, collegata a misteriosi ambienti svizzeri e al boss mafioso Pippo Calò. Nel 1993 l'immobiliare Idra viene acquistata direttamente da Silvio Berlusconi

:rolleyes:

plut0ne
18-11-2007, 21:23
ho letto tutto...sono scioccato..non sapevo che berlusconi fosse di una bassezza del genere..

ma la gente che lo vota è aconoscenza di queste cose??
cioè ha RUBATO tutto a questa marchesa (stupidissima lei però a fidarsi di uno come previti....QUASI peggio di berlusconi...)


non ho parole

s83m
18-11-2007, 22:35
Se volete farvi un idea di quest omino leggete la biografia di berlusconi a cura di marco travaglio....OLE!

Dj Ruck
18-11-2007, 23:00
Che schifo... Dj Ruck per favore difendi anche il questore di milano e i solerti celerini che hanno preso questa democratica iniziativa

mah..io non difendo nessuno...a parte me stesso e i miei cari;)

degli altri poco me ne importa...

Ser21
19-11-2007, 11:49
Questo è il vero MADE in ITALY.

Che paese,nemmeno in Mozzambico.

greasedman
19-11-2007, 20:45
uno non è colpevole di un reato finchè non vi è sentenza a proposito...quindi:rolleyes:

Se non l'avessi ancora capito, il furto della mondadori con sentenza comprata ai giudici corrotti, è una sentenza definitiva.

dantes76
19-11-2007, 20:46
chi è che ha editato sta figura???

davvero un pessimo lavoro:rolleyes: :rolleyes:

CvD, quando la news, non piace, si guarda una cosa, quando la news non puo essere criticata si fa un plauso alle Fdo

dantes76
19-11-2007, 20:47
vergorgnarsi? perche? dell'utri ha fondato forza italia..mica la lega.. e il pesce fa puzza dalla testa mai dalla coda...

Ser21
19-11-2007, 22:28
ho letto tutto...sono scioccato..non sapevo che berlusconi fosse di una bassezza del genere..

ma la gente che lo vota è aconoscenza di queste cose??
cioè ha RUBATO tutto a questa marchesa (stupidissima lei però a fidarsi di uno come previti....QUASI peggio di berlusconi...)


non ho parole

è solo l'inizio e secondo me il 3% della popolazione sa realmente come sono i fatti...

majino
19-11-2007, 22:50
chi è che ha editato sta figura???

davvero un pessimo lavoro:rolleyes: :rolleyes:

quando non si ha niente da dire talvolta si fa più bella figura a nn dire niente.. :D

cmq... la vicenda del lodo mondadori è veramente una brutta pagina della storia italiana...

sid_yanar
19-11-2007, 22:54
Certo che molti queste cose non le sanno.

Difatti il controllo dei media è un suo punto forte proprio per NON far sapere alla gente, tra le altre cose, che pezzi considerevoli del suo impero come la Mondadori sono stati ottenuti corrompendo giudici e rubando tramite acquisto di sentenze come in questo caso.

In particolare il furto della Mondadori, la più grande e redditizia casa editrice italiana, è una delle vergogne maggiori di Berlusconi, direi tra i più grandi impuniti al mondo, e del corruttore Previti che comprò la sentenza col solito bonifico di fondi di Silvio.

Andrebbe restituita al suo proprietario o come minimo rimessa sul mercato.



la disinformazione produce una ulteriore categoria di soggetti, quelli che pur messi di fronte al fatto compiuto negano l'evidenza. Un esempio può essere quello dei molti tifosi che parlano di "legalità" e poi danno il loro voto ad un partito fondato da un mafioso condannato in appello. A volte ci si chiede: non sanno o non vogliono sapere?

Ser21
19-11-2007, 23:02
la disinformazione produce una ulteriore categoria di soggetti, quelli che pur messi di fronte al fatto compiuto negano l'evidenza. Un esempio può essere quello dei molti tifosi che parlano di "legalità" e poi danno il loro voto ad un partito fondato da un mafioso condannato in appello. A volte ci si chiede: non sanno o non vogliono sapere?

mi sono convinto a forza di parlarci con questa che gente che non lo vogliano sapere...