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View Full Version : ah, by the way: Sole24ore: Saltano in Finanziaria i tagli al costo della politica


pars_
04-11-2007, 14:32
Cosi' mentre mi aggiornavo sulla notizie di domenica, con un trafiletto piccino piccio' su canisciolti (http://www.canisciolti.info/news_dettaglio.php?id=10310) mi è capitato di leggere:


"Il governo aveva annunciato un pacchetto di tagli ai costi della politica del valore, a regime, di 1,3 miliardi. Ma in finanziaria i risparmi certi e quantificabili sono fermi a 419 milioni". E' quanto sottolinea il Sole 24 ore nel pezzo di apertura del giornale. "Salta - continua l'articolo - la stretta sul numero dei consiglieri comunali e provinciali: il testo del Governo ne eliminava 24.500. In Aula al Senato presentati 700 emendamenti, 530 del centro destra".


:D :D :D :muro: :muro: :muro:

Edo4444
04-11-2007, 14:36
Cosi' mentre mi aggiornavo sulla notizie di domenica, con un trafiletto piccino piccio' su canisciolti (http://www.canisciolti.info/news_dettaglio.php?id=10310) mi è capitato di leggere:



:D :D :D :muro: :muro: :muro:

Altra occasione persa...:muro: :muro: :muro:

DonaldDuck
04-11-2007, 14:44
http://www.corriere.it/politica/07_novembre_02/rizzoStella.shtml

Solenni impegni, ma poi saltano i tagli

Altolà all'emendamento presentato da Massimo Villone.
E spente le luci vengono meno gli impegni presi

Fausto Bertinotti andrà al prossimo congresso della Sinistra Europea, dov'è invitato non nel ruolo di presidente della Camera ma di comunista, con un volo di linea. Direte: embè? Ve l'immaginate se Angela Merkel avesse dato alle agenzie la notizia che era andata a Ischia, come ha fatto, con la Lufthansa? I tedeschi sarebbero saltati su: ci mancherebbe altro! Eppure ciò che altrove è scontato, da noi è finito in un dispaccio Apcom. Titolo: «Costi politica / Bertinotti a Praga senza volo di Stato». Sia chiaro: applausi. Meglio tardi che mai. Il presidente della Camera, la cui scelta di andare con l'aereo istituzionale anche in visita ai monaci del monte Athos, in vacanza in Normandia e perfino a una festa privata a Parigi aveva sollevato un mucchio di polemiche, ha fatto bene a tagliare con queste abitudini che, scrisse al Corriere, gli erano state «imposte dai servizi di sicurezza della Camera ». Resta tuttavia il tema: nei palazzi della politica si sono affermati negli anni tanti privilegi che perfino la scelta di prendere un volo di linea, come già capitò a Franco Marini quando fece visita al figlio a Edimburgo o a Tommaso Padoa- Schioppa, l'unico a essere andato spesso ai vertici internazionali con aerei low cost, viene considerata una notizia. Se non addirittura una notizia eccentrica.

Il punto è che a distanza di mesi dall'esplosione del dibattito nel Paese sui costi della politica e su quanto viene restituito ai cittadini in termini di efficienza, al di là di segnali di buona volontà, volonterose sforbiciatine e solenni impegni per domani o dopodomani (come la riduzione dei ministri e dei sottosegretari o degli stessi parlamentari: ma dal prossimo governo e dalla prossima legislatura, s'intende), l'impressione netta è che quelli che Luigi Einaudi chiamava «i padreterni » non sappiano bene quali pesci prendere. Sanno che devono marcare qualche svolta netta. Chiara. Concreta. Ma non riescono a decidere esattamente da cosa partire. Basti vedere i pezzi perduti per strada da chi aveva garantito l'arrivo di tagli radicali. Tagli sui quali lo stesso Romano Prodi si era impuntato: «Guardate che se non ci mettiamo questa roba dentro, sono anche disposto a non farla per niente la Finanziaria». I consigli provinciali, comunali e circoscrizionali dovevano subire inizialmente una riduzione del 20%. Poi ridotta al 10%. Poi sparita. Le circoscrizioni dovevano essere abolite ovunque salvo che nelle metropoli. Poi salvo quelle delle città con almeno 250 mila abitanti. Poi ogni soppressione è scomparsa. Le comunità montane dovevano essere drasticamente diminuite concentrando gli aiuti verso quelle sopra i mille metri di altitudine. Poi sopra i 700. Poi sopra i 600 per le Alpi e i 500 per gli Appennini. Poi boh…

L'ultimo altolà è arrivato ieri l'altro dallo stralcio di un emendamento che, presentato da Massimo Villone (autore con Cesare Salvi del libro denuncia «Il costo della democrazia») chiedeva che nel programmare le spese venisse finalmente adottato dagli organi costituzionali e a rilevanza costituzionale (Camera, Senato, Quirinale, Cne, Consulta, Csm...) il punto di riferimento dell'inflazione programmata e non più del «Pil nominale». Di che si tratta? Di un giochino da tempo utilizzato per mascherare i continui, irrefrenabili, mostruosi aumenti dei costi. Un esempio? Mettiamo che un anno l'inflazione programmata sia del 2% e la crescita dell'economia stimata di un altro 2%: il «Pil nominale» (cioè la crescita economica prevista più l'inflazione) sarà automaticamente del 4%. Il che significa che se tu vai a spendere il 3,9% in più rispetto all'anno prima puoi sì vantarti di rimanere al di sotto del «Pil nominale», ma aumenti i costi del doppio dell'inflazione. Tutto chiaro? L'emendamento Villone faceva chiarezza. Ed era stato fatto proprio dal relatore Giovanni Legnini, vale a dire dal governo. Ma lì la cosa si è inceppata. Il Colle, con una nota del segretario generale Donato Marra, faceva sapere d'aver già deciso per proprio conto: «Il bilancio di previsione dell'amministrazione del Quirinale per l'esercizio finanziario 2008 sarà predisposto in modo da mantenere la richiesta della dotazione a carico del bilancio dello Stato entro il tasso di inflazione programmato».

Il presidente del Senato Franco Marini e quello della Camera Fausto Bertinotti, convenivano «sull'opportunità che, con autonoma decisione dei due Uffici di Presidenza, la dotazione ordinaria di Camera e Senato per l'esercizio finanziario 2008 venga ridotta in modo che il suo incremento, rispetto alla dotazione del 2007, non superi l'indice di inflazione programmata ». Risultato finale, lo stralcio dell'emendamento: «ledeva l'autonomia degli organi istituzionali». Tutto è bene quel che finisce bene? No, risponde Villone. Scusate, chiede, ma chi dovrebbe decidere, se non il Parlamento? C'è qualcuno più sovrano del Parlamento espressione della volontà popolare? «Nella esperienza costituzionale di tutti i paesi è sempre il parlamento l'organo legittimato a decidere l'attribuzione di risorse agli organi costituzionali». Quindi «non si capisce davvero perché il Parlamento inglese possa decidere e decida la “civil list” della Corona, e a quello italiano non sia invece consentito decidere sulla Corte costituzionale, la Corte dei conti o il Parlamento medesimo». Di più: «Non si capisce perché la legge possa in Danimarca stabilire che le spese della Corona sono annualmente aumentate secondo l'indice di incremento salariale del settore pubblico, e invece il Parlamento italiano non possa stabilire analogo principio per gli organi costituzionali».
Parole d'oro. Per non dire di un «dettaglio » niente affatto secondario.

Il voto alla Finanziaria avrebbe reso immediatamente operativa l'abolizione del giochino sul Pil nominale, recuperando 45 di quei 53 milioni di euro (pari quasi al costo annuale della monarchia britannica) che i vari organi istituzionali costerebbero in più nel 2008 in più. E avrebbero coperto parte dei finanziamenti necessari per abolire i ticket sulla specialistica e la diagnostica. Da subito. Così, invece, c'è solo un impegno. Per carità: solenne. Ma ci si consenta di ricordare che solo quattro mesi una notizia d'agenzia tranquillizzava i cittadini dicendo che «anche nell'ultimo anno le spese della Camera sono diminuite, in linea con un trend che dura ormai da alcuni anni e sui cui si sta ancora lavorando in modo da ottenere sempre maggiori risparmi». Parole stupefacenti se confrontate con i costi reali di Montecitorio: 749 milioni e 895 mila euro nel 2001, 980 e 300 mila cinque anni dopo, con responsabilità quella volta più della destra che della sinistra e un balzo del 16% oltre l'inflazione. Titolo dell'agenzia: «Camera, nel 2006 è costata 980,3 milioni, risparmi per 42,8». Ma come? Dove? Rispetto a cosa? Ovvio: alle previsioni fatte sulla base del Pil nominale. Per carità: fidarsi è un obbligo. Però…



Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella
02 novembre 2007

ELISAMAC1
04-11-2007, 14:54
Ritornati finalente sulla terra.Ma credete veramente che questi qua' si tagliano i loro privilegi.:muro: Ma doveva proprio venire il governo di sx per far credere alla gente che loro salvavano l'italia dagli alti costi della politica.:muro: :muro: :muro:

greasedman
04-11-2007, 18:15
Ritornati finalente sulla terra.Ma credete veramente che questi qua' si tagliano i loro privilegi.:muro: Ma doveva proprio venire il governo di sx per far credere alla gente che loro salvavano l'italia dagli alti costi della politica.:muro: :muro: :muro:Veramente chi alla camera ha votato contro ai tagli e ha preso le difese delle comunità montane a livello del mare è stata proprio FI, e sempre lo stesso cdx è stato quello che ha proposto la stragrandemaggioranza delle nuove provincette.


Quindi se la volevi metterla sul piano cdx/csx hai pestato l'ennesima merdazza.

greasedman
04-11-2007, 18:19
A mio avviso il titolo del tread è fallace, il pezzo evidenziato recita che: "in finanziaria i risparmi certi e quantificabili sono fermi a 419 milioni" quindi i tagli certi ci sono e non sono noccioline.

L'articolo notifica che una parte non sono "certi e quantificabili", non dice affatto che sono saltati i tagli.

DonaldDuck
04-11-2007, 20:01
Penso che qualcuno pur di difendere stò governo cercherebbe di farci credere negli elfi e le fate :mbe:

marco.r
04-11-2007, 23:53
Veramente chi alla camera ha votato contro ai tagli e ha preso le difese delle comunità montane a livello del mare è stata proprio FI, e sempre lo stesso cdx è stato quello che ha proposto la stragrandemaggioranza delle nuove provincette.


Quindi se la volevi metterla sul piano cdx/csx hai pestato l'ennesima merdazza.
Non sapevo che la maggioranza in parlamento fosse gia' cambiata :asd:
(non che FI sia migliore, intendiamoci )

indelebile
05-11-2007, 00:19
Stop a scatti e premio di produttività, chi va in pensione
non sarà sostituito. Decisione presa senza consultare i sindacati
Il Senato taglia benefit ai dipendenti
Primo giro di vite sui costi della politica
di CARMELO LOPAPA

<B>Il Senato taglia benefit ai dipendenti<br>Primo giro di vite sui costi della politica</B>
ROMA - Il giro di vite che i parlamentari si sono imposti sui vitalizi (ma dalla prossima legislatura) e sulle indennità (congelate per i prossimi 5 anni con la Finanziaria), stringe per la prima volta sui 1.053 dipendenti del Senato. Scatterà da gennaio e sarà una stretta senza precedenti, proprio perché per la prima volta incide su quella è considerata la top class della burocrazia: il loro contratto, i loro scatti automatici, i loro premi di produttività, le ferie non godute finora retribuite.

Tutti "privilegi" ritenuti non più in linea coi tempi. Commessi, funzionari e impiegati lavoreranno anche di più, dato che non saranno sostituti con nuovi assunti i 65 che andranno in pensione a gennaio, e nemmeno chi lascerà il posto successivamente. In totale, una manovra da circa dieci milioni di euro. E misure analoghe si appresta ad adottare mercoledì anche Montecitorio.

A Palazzo Madama la decisione è stata assunta mercoledì in una riunione dell'Ufficio di presidenza, nelle stesse ore in cui i presidenti di Senato e Camera, Marini e Bertinotti, assumevano solennemente l'impegno a contenere la spesa per il 2008 entro l'inflazione programmata. Che è dell'1,70 per cento. Ebbene, i membri della presidenza del Senato hanno deciso che il prossimo anno le spese cresceranno un soffio meno di quella soglia: 1,69 per cento. In soldoni, vuol dire che anziché i 519 milioni di euro previsti, il Senato chiederà al ministero del Tesoro una dotazione di 511 milioni, spiega il questore Gianni Nieddu.

E dove si recupereranno quegli otto milioni mancanti? Dal budget del personale, con una manovra articolata che consentirà di recuperare anche un paio di altri milioni. La misura che piacerà meno ai dipendenti, e che rischia di aprire un fronte coi sindacati, è il blocco, deciso dalla presidenza dell'ex sindacalista Marini, dello scatto automatico di cui godono tutti i dipendenti che è pari allo 0,75 per cento dell'indennità. Sarebbe arrivato come sempre a gennaio.

La prossima settimana saranno convocate le rappresentanze dei lavoratori per comunicare appunto la revoca della "clausola di salvaguardia" del contratto. E sarà facile immaginare come la prenderanno i sindacati che, al Senato come alla Camera, erano già sul piede di guerra. Oltre all'interruzione (senza precedenti) degli automatismi salariali, ci sarà lo stop al turn over. Niente più concorsi e nuove assunzioni: in 65 hanno già chiesto di andare in pensione a gennaio, altri lo faranno in seguito.

"Ma non saranno sostituiti - spiega Nieddu - le loro mansioni potranno essere svolte senza problemi dai loro colleghi". E ancora, altri due milioni saranno risparmiati cancellando la retribuzione delle ferie non godute e il premio di produttività, benefit anche questi da archiviare. Infine, il collegio dei questori del Senato conta di recuperare altri 780 mila euro aumentando la quota dei contributi versati dai dipendenti all'amministrazione. Ultimo intervento riguarda l'acquisto di beni e servizi: il prossimo anno i senatori promettono di contenere la spesa entro gli 11,6 milioni del 2007.

Adesso la palla passa alla Camera. Fausto Bertinotti ha già convocato il "suo" ufficio di presidenza per mercoledì: all'ordine del giorno, "l'ammontare della dotazione della Camera e il contenimento dell'aumento per il 2008 nei limiti del tasso di inflazione programmato". Il questore Severino Galante: "Non abbiamo un piano di intervento predefinito, siamo stati convocati e decideremo in quella sede". Ma è molto probabile che la cura dimagrante già varata dal Senato faccia scuola.

(4 novembre 2007)

meglio di 5 anni di promesse risolte sul nulla, anche se è ancora poco, comunque il genio che ha calmierato i tagli è stato uno del udeur....chi se no

DonaldDuck
05-11-2007, 00:50
[I]Stop a scatti e premio di produttività, chi va in pensione
non sarà sostituito. Decisione presa senza consultare i sindacati
Il Senato taglia benefit ai dipendenti
Primo giro di vite sui costi della politica
di CARMELO LOPAPA

<B>Il Senato taglia benefit ai dipendenti<br>Primo giro di vite sui costi della politica</B>
ROMA - Il giro di vite che i parlamentari si sono imposti sui vitalizi (ma dalla prossima legislatura) e sulle indennità (congelate per i prossimi 5 anni con la Finanziaria), stringe per la prima volta sui 1.053 dipendenti del Senato. Scatterà da gennaio e sarà una stretta senza precedenti, proprio perché per la prima volta incide su quella è considerata la top class della burocrazia: il loro contratto, i loro scatti automatici, i loro premi di produttività, le ferie non godute finora retribuite.

Tutti "privilegi" ritenuti non più in linea coi tempi. Commessi, funzionari e impiegati lavoreranno anche di più, dato che non saranno sostituti con nuovi assunti i 65 che andranno in pensione a gennaio, e nemmeno chi lascerà il posto successivamente. In totale, una manovra da circa dieci milioni di euro. E misure analoghe si appresta ad adottare mercoledì anche Montecitorio.

CUT


Vale anche per i 629 assistenti su 683 assunti in nero al Parlamento? O sono stati "sanati" con il concorso per il Senato che si è svolto alcuni mesi fa? In caso qualcuno non ricordasse...
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/politica/camera-portaborse/camera-portaborse/camera-portaborse.html

Camera, stop ai portaborse in nero
"Accredito solo a chi ha il contratto"

ROMA - La Presidenza della Camera ha approvato stamattina la delibera che mette fine all'anarchica situazione dei collaboratori parlamentari. L'impegno a sanare i numerosi casi dei "portaborse in nero" era stata presa dai Presidenti delle due Camere, Fausto Bertinotti e Franco Marini, in reazione alla denuncia fatta la settimana scorsa dal programma di Italia Uno, Le Iene. Dei 683 collaboratori accreditati alla Camera, infatti, ad oggi solo 54 hanno un contratto regolare. I giornalisti de Le Iene hanno intervistato 629 "portaborse" i quali hanno dichiarato di percepire dai 750 ai 900 euro al mese, tutti in nero, e di non avere riconosciuto alcun diritto. E solo alcuni dei deputati intervistati ha ammesso di avere collaboratori a titolo non oneroso (pagati in nero o addirittura non pagati).

Il presidente Bertinotti a Le Iene aveva parlato di "grave slealtà" per definire la situazione e aveva promesso un intervento immediato per salvaguardare gli interessi dei lavoratori. Così stamattina è stata diffusa la nota dalla Presidenza dalla Camera che fissa al numero di due gli assistenti di cui potrà avvalersi ciascun singolo deputato e obbliga ad instaurare con essi un regolare contratto di lavoro a titolo oneroso.

I deputati hanno due mesi di tempo per conformarsi alla nuova procedura: dovranno, cioè, consegnare una copia del contratto stipulato e approvato da un consulente del lavoro. Il contratto potrà essere stipulato anche con quei collaboratori che abbiano già un rapporto di lavoro con un soggetto terzo legato a sua volta al deputato, al partito o al gruppo parlamentare di riferimento.

La Presidenza ha confermato poi che i rapporti di collaborazione, per la loro natura fiduciaria, non si risolvono in rapporti giuridici diretti tra la Camera e i collaboratori, ma tra collaboratori e singolo deputato, oggetto perciò di autonomia contrattuale.

(13 marzo 2007)

greasedman
05-11-2007, 01:20
Penso che qualcuno pur di difendere stò governo cercherebbe di farci credere negli elfi e le fate :mbe:Non è questione di governo o di opposizione, io credo che così come quando si mettono in risalto gli aumenti debbano anche essere riconosciute le volte che invece qualcuno opera dei tagli al proprio stesso portafogli. Mi pare che lo fece anche il precedente governo con l'extra ministeriale.
Anche Scalfaro si dimezzò di fatto lo stipendio appena diventato presidente, al contrario di quelli che lo hanno preceduto.

Se uno che opera un taglio al proprio portafoglio non ottiene nemmeno la riconoscenza del proprio gesto, chi glielo fa fare agli altri?

DonaldDuck
05-11-2007, 05:10
Voilà, trovato :D
Concorso pubblico, per esami, a trenta posti di Assistente parlamentare della professionalità generale
http://www.senato.it/relazioni/21615/21699/28644/136765/relpaginaconcorso.htm

and

http://www.senato.it/relazioni/21615/21699/28644/136765/136771/138063/genpagina.htm

[QUOTE]
L'emissione del bando è del 23 Marzo con scadenza prorogata di un ulteriore mese a partire dal 27 aprile 2007. Insomma sanati non tutti ma un aiutino...degli altri...beh non si sa nulla ( o quasi :D ).

Jackari
05-11-2007, 08:15
meglio di 5 anni di promesse risolte sul nulla, anche se è ancora poco, comunque il genio che ha calmierato i tagli è stato uno del udeur....chi se no

beh che bravi. invece di tagliare i propri stipendi tagliano quelli dei dipendenti del senato. bravi, bravi. applausi per favore.
c'è da sperare che i vari dipendenti sfruttino la loro posizione per farsi sentire (un tappeto fuori posto, una buccia di banana sulle scale, un arazzo tremolante in testa a qualche senatore :asd:)

Vale anche per i 629 assistenti su 683 assunti in nero al Parlamento? O sono stati "sanati" con il concorso per il Senato che si è svolto alcuni mesi fa? In caso qualcuno non ricordasse...
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/politica/camera-portaborse/camera-portaborse/camera-portaborse.html

in ogni caso non vedo perchè debbano sanare con un concorso e quindi con i soldi pubblici. sono in nero? bene perchè non mandano un controllo fiscale a chi li ha assunti.

flisi71
05-11-2007, 10:02
A mio avviso il titolo del tread è fallace, il pezzo evidenziato recita che: "in finanziaria i risparmi certi e quantificabili sono fermi a 419 milioni" quindi i tagli certi ci sono e non sono noccioline.

L'articolo notifica che una parte non sono "certi e quantificabili", non dice affatto che sono saltati i tagli.


Ritornati finalente sulla terra.Ma credete veramente che questi qua' si tagliano i loro privilegi.:muro: Ma doveva proprio venire il governo di sx per far credere alla gente che loro salvavano l'italia dagli alti costi della politica.:muro: :muro: :muro:

Se tui avessi letto e compreso l'articolo avresti tratto quantomeno le conclusioni di greasedman, e avresti confrontato questi risultati con il nulla attuato dai tuoi beniamini nell'intera precedente legislatura.

Penso che qualcuno pur di difendere stò governo cercherebbe di farci credere negli elfi e le fate :mbe:

Anche io penso che qualcuno pur di attaccare sempre e comunque gli avversari si attacca a tutto, ed evita sistematicamente di riconoscergli anche ogni minimo successo.
:rolleyes:


Ciao

Federico

DonaldDuck
05-11-2007, 10:16
Anche io penso che qualcuno pur di attaccare sempre e comunque gli avversari si attacca a tutto, ed evita sistematicamente di riconoscergli anche ogni minimo successo.
:rolleyes:


Ciao

Federico
Vero, sono perfettamente d'accordo :D

DonaldDuck
05-11-2007, 10:25
beh che bravi. invece di tagliare i propri stipendi tagliano quelli dei dipendenti del senato. bravi, bravi. applausi per favore.
c'è da sperare che i vari dipendenti sfruttino la loro posizione per farsi sentire (un tappeto fuori posto, una buccia di banana sulle scale, un arazzo tremolante in testa a qualche senatore :asd:)

:D

Basterà una standing ovation di 45 minuti :sofico: ? Il resto, badate bene, è rimandato alla prossima legislatura, non finanziaria :muro:

in ogni caso non vedo perchè debbano sanare con un concorso e quindi con i soldi pubblici. sono in nero? bene perchè non mandano un controllo fiscale a chi li ha assunti.

Da quanto mi risulta i ragazzi intervistati dalle Iene si sono tenuti un pò stretti riguardo le cifre "confessate". Non so se nel complesso, però...Quindi mejo me sento. Te li immagini auto-inviarsi un controllo fiscale :D ?

greasedman
05-11-2007, 21:58
Voilà, trovato :D


Ti sarà anche costato una notte di fatche, ma alla fine chi non avrebbe penato per rimediare un simile scoop? :p

http://img69.imageshack.us/img69/5309/70483089ov5.jpg

s83m
05-11-2007, 23:18
W L'itaGLia

loncs
06-11-2007, 00:39
Veramente chi alla camera ha votato contro ai tagli e ha preso le difese delle comunità montane a livello del mare è stata proprio FI, e sempre lo stesso cdx è stato quello che ha proposto la stragrandemaggioranza delle nuove provincette.


Quindi se la volevi metterla sul piano cdx/csx hai pestato l'ennesima merdazza.

Non è colpa dell'opposizione se non passano i tagli del GOVERNO.

Certo il comportamento di FI non è bello.

Chissà se un giorno la finiremo almeno tra di noi di prenderci in giro.

greasedman
06-11-2007, 00:55
Non è colpa dell'opposizione se non passano i tagli del GOVERNO.

Certo il comportamento di FI non è bello.

Chissà se un giorno la finiremo almeno tra di noi di prenderci in giro.
Infatti i tagli sono passati, così come quello del numero dei deputati, anche perchè solo FI e parte di AN hanno votato contro.

http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_04/camera_meno_deputati.shtml

DonaldDuck
06-11-2007, 08:08
Ti sarà anche costato una notte di fatche, ma alla fine chi non avrebbe penato per rimediare un simile scoop? :p


Mi alzo presto la mattina ;) , altro che notte di fatiche :O . Poi chi andrebbe a lavorare al mio posto :D ?

Jackari
06-11-2007, 08:22
Infatti i tagli sono passati, così come quello del numero dei deputati, anche perchè solo FI e parte di AN hanno votato contro.

http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_04/camera_meno_deputati.shtml

devo dire che non sono assolutamente d'accordo con FI.
la motivazione, poi, è inussistente: "non votiamo a favore perchè la riforma la vogliamo fare noi al prossimo governo".:rolleyes:

in ogni caso, nel merito, non mi pare un gran taglio.
da 630 a 512
e da 315 a 184.

si potrebbe arrivare anche ad un totale di max 500 tra deputati e senatori (e, per quello che fanno, è anche troppo).
tuttavia non credo che questa proposta possa effettivamente portare ad una riduzione dei costi della politica, che a mio parere stanno altrove.

DonaldDuck
06-11-2007, 09:02
Infatti i tagli sono passati, così come quello del numero dei deputati, anche perchè solo FI e parte di AN hanno votato contro.

http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_04/camera_meno_deputati.shtml
Metti però anche la data dell'articolo :D : 04 ottobre 2007. Gli articoli postati, contenenti resoconti e/o commenti, sono un pochino più recenti ;). Si tratta di una riforma costituzionale che andrà in vigore dalla prossima legislatura. Nella medesima seduta:
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/riduzione-deputati/riduzione-deputati/riduzione-deputati.html

Non passano, invece, al Senato, le proposte del leghista Roberto Calderoli sui tagli dei costi della politica, a partire al congelamento degli aumenti automatici per le indennità dei parlamentari. L'Aula ha respinto due emendamenti in questo senso alla risoluzione di maggioranza alla Nota di aggiornamento del Dpef. In un emendamento, Calderoli chiedeva di inserire, già in sede di Finanziaria, il taglio del numero dei sottosegretari al governo, mentre nell'altro chiedeva "la soppressione dei meccanismi di automatico aumento delle indennità dei parlamentari". Negativo, in entrambi i casi, il verdetto di Palazzo Madama.