c.m.g
28-08-2007, 19:06
Roma - Australia, terra di hacker (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1047) e di lotta alla pornografia (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=273722) online. Sono bastati trenta minuti a Tom Wood, sedici anni, per crackare il filtro per la pornografia distribuito (http://netalert.gov.au/about_netalert.html) dal Governo australiano a tutte le famiglie e costato (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1538590) l'equivalente di quasi 43 milioni di euro[/url].
Secondo (http://abc.net.au/news/stories/2007/08/27/2015813.htm?section=australia) il giovane Tom, il software statunitense Safe Eyes (http://www.internetsafety.com/safe-eyes/) scelto dal Governo australiano "è un [b]orribile spreco di denaro[/url]". "L'ho scaricato per vedere quanto fosse buono - racconta - perché per tutti quei soldi [b]mi sarei aspettato un filtro quasi indistruttibile[/url]: ho provato un paio di cose, e ci è voluta circa mezz'ora per renderlo totalmente inservibile". Il metodo (http://neonblue2.blogspot.com/2007/08/how-to-crack-safeeyes-aka-canberras.html) utilizzato non elimina il software dal computer, ma si limita a renderlo [b]inoffensivo e, beffa oltre al danno, apparentemente funzionante.
Nel frattempo il governo tenta (http://www.news.com.au/dailytelegraph/story/0,22049,22304224-5005941,00.html) di difendere il sistema, annunciando di aver previsto questa eventualità e di aver già richiesto un aggiornamento al produttore. Anche un nuovo software denominato Integard (http://www.raceriver.com/) è comparso online sulle pagine del programma ministeriale: questa volta (http://gizmodo.com/gadgets/porn-for-all/australian-84-million-porn-filter-thwarted-by-16yearold-293419.php) a Tom sono serviti quaranta minuti per scavalcarne le difese.
Il ragazzo, che vive a Melbourne ed è un liceale modello, ha scelto di rendere pubblico il suo exploit per evitare che qualcun altro scoprisse il trucchetto e lo diffondesse. Le sue intenzioni sono sincere, sostiene, poiché a suo dire "filtrare la pornografia può servire" ma soprattutto è necessario "collaborare coi ragazzi, perché il problema che abbiamo riguarda direttamente i ragazzi, non gli adulti".
L'occasione era troppo ghiotta perché i promotori della crociata antipornografia[/url] non si facessero avanti. È il caso di Steve Fielding, senatore e da molto tempo tra i protagonisti della campagna per la cyber-sicurezza, che ribadisce (http://www.theage.com.au/news/national/teenager-cracks-government-porn-filter/2007/08/25/1187462562878.html) la necessità di integrare dei filtri (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1439798) anche [b]sugli apparati dei provider: "C'è bisogno di entrambi (i filtri, ndr), a livello di ISP e a livello di PC. Il Governo non ha avuto buon senso e ha esposto i ragazzi al pericolo". Di tutt'altro avviso la blogosfera (http://suicidegirls.com/news/politics/22172/), che plaude (http://enthusiast.hardocp.com/news.html?news=Mjc3MDksLCxoZW50aHVzaWFzdCwsLDE=) a Tom e alla sua vena hacker e ribadisce (http://mrbadak.com/index.php/2007/08/au84-million-porn-filter-cracked-in-30-minutes/) l'importanza del controllo diretto dei genitori, senza delegarlo ad un software qualunque, e del dialogo (http://michaelvisser.com.au/2007/08/27/16yo-kid-vs-dcima-netalert-porn-filter/).
Fonte: Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2054155)
Secondo (http://abc.net.au/news/stories/2007/08/27/2015813.htm?section=australia) il giovane Tom, il software statunitense Safe Eyes (http://www.internetsafety.com/safe-eyes/) scelto dal Governo australiano "è un [b]orribile spreco di denaro[/url]". "L'ho scaricato per vedere quanto fosse buono - racconta - perché per tutti quei soldi [b]mi sarei aspettato un filtro quasi indistruttibile[/url]: ho provato un paio di cose, e ci è voluta circa mezz'ora per renderlo totalmente inservibile". Il metodo (http://neonblue2.blogspot.com/2007/08/how-to-crack-safeeyes-aka-canberras.html) utilizzato non elimina il software dal computer, ma si limita a renderlo [b]inoffensivo e, beffa oltre al danno, apparentemente funzionante.
Nel frattempo il governo tenta (http://www.news.com.au/dailytelegraph/story/0,22049,22304224-5005941,00.html) di difendere il sistema, annunciando di aver previsto questa eventualità e di aver già richiesto un aggiornamento al produttore. Anche un nuovo software denominato Integard (http://www.raceriver.com/) è comparso online sulle pagine del programma ministeriale: questa volta (http://gizmodo.com/gadgets/porn-for-all/australian-84-million-porn-filter-thwarted-by-16yearold-293419.php) a Tom sono serviti quaranta minuti per scavalcarne le difese.
Il ragazzo, che vive a Melbourne ed è un liceale modello, ha scelto di rendere pubblico il suo exploit per evitare che qualcun altro scoprisse il trucchetto e lo diffondesse. Le sue intenzioni sono sincere, sostiene, poiché a suo dire "filtrare la pornografia può servire" ma soprattutto è necessario "collaborare coi ragazzi, perché il problema che abbiamo riguarda direttamente i ragazzi, non gli adulti".
L'occasione era troppo ghiotta perché i promotori della crociata antipornografia[/url] non si facessero avanti. È il caso di Steve Fielding, senatore e da molto tempo tra i protagonisti della campagna per la cyber-sicurezza, che ribadisce (http://www.theage.com.au/news/national/teenager-cracks-government-porn-filter/2007/08/25/1187462562878.html) la necessità di integrare dei filtri (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1439798) anche [b]sugli apparati dei provider: "C'è bisogno di entrambi (i filtri, ndr), a livello di ISP e a livello di PC. Il Governo non ha avuto buon senso e ha esposto i ragazzi al pericolo". Di tutt'altro avviso la blogosfera (http://suicidegirls.com/news/politics/22172/), che plaude (http://enthusiast.hardocp.com/news.html?news=Mjc3MDksLCxoZW50aHVzaWFzdCwsLDE=) a Tom e alla sua vena hacker e ribadisce (http://mrbadak.com/index.php/2007/08/au84-million-porn-filter-cracked-in-30-minutes/) l'importanza del controllo diretto dei genitori, senza delegarlo ad un software qualunque, e del dialogo (http://michaelvisser.com.au/2007/08/27/16yo-kid-vs-dcima-netalert-porn-filter/).
Fonte: Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2054155)