tdi150cv
17-08-2007, 11:10
Napoli,anziano e badante liberati da Cc
Per otto giorni sono stati sequestrati in casa da un serbo, che alla fine è stato arrestato dai carabinieri. Vittime dell'allucinante sequestro un pensionato napoletano 71enne a la sua badante, una polacca di 35 anni. In manette per lesioni, sequestro di persona e rapina è finito Iovanovc Arian, 32 anni, rintracciato nel quartiere Fuorigrotta del capoluogo partenopeo. A far scattare l'allarme è stata la stessa badante.
La donna nel pomeriggio di mercoledì ha avvicinato una pattuglia di carabinieri in viale Augusto e, senza dire una parola, ha tentato di salire a bordo dell'auto. Respinta, ha preso una bottiglia di birra e l'ha lanciata contro l'auto, senza colpirla. Bloccata e accompagnata in caserma, la donna ha continuato a non parlare.
Solo dopo diversi tentativi, i militari sono riusciti a convincerla a spiegare il motivo dell'aggressione: la donna, in lacrime, ha raccontato che aveva cercato di farsi arrestare per sfuggire alla angherie di un cittadino serbo, il quale, da 8 giorni, l'aveva ridotta in schiavitù nell'abitazione del pensionato, picchiandola ripetutamente, costringendola contro la sua volontà ad avere rapporti sessuali e cercando, senza riuscirci, di farla prostituire. Poco dopo i carabinieri hanno rintracciato il serbo, arrestandolo e liberando l'anziano napoletano che era ancora nelle sue mani.
Alla donna, ricoverata per controlli in ospedale, è stata riscontrata la frattura di due costole, del naso e di un dito. La vittima, sentendosi in un ambiente sicuro, si è rasserenata ed ha raccontato che il serbo aveva praticamente annientato la sua volontà. Giunta in Italia da circa un anno era stata accolta come badante nella casa del vedovo pensionato. Da circa due mesi aveva conosciuto il serbo, che si faceva chiamare Michele, ed inizialmente avevano avuto buoni rapporti, ma all'improvviso l'uomo aveva cominciato a pretendere di tutto picchiandola e minacciandola di morte.
Maltrattamenti che si erano fatti ancora più violenti quando la donna aveva detto che voleva smettere di incontrarlo. Circa 15 giorni fa il serbo l'aveva perfino costretta a fare da esca per entrare nella casa del pensionato che senza sospetti aveva aperto la porta della abitazione. L'aveva quindi picchiato, sequestrandogli le chiavi ed il telefonino per impedirgli di chiedere aiuto, per poi rapinarlo del poco denaro a sua disposizione.
Da qual momento il serbo, minacciandoli di morte, aveva cominciato a pretendere rapporti sessuali in presenza dell'anziano e ad obbligare la 35enne ad elemosinare ai semafori, controllandola a distanza. Alcune volte la donna era stata mandata da sola a fare commissioni con la minaccia che il suo mancato ritorno avrebbe comportato la morte del pensionato. Dopo 8 giorni, stancatosi di vivere nella casa dell'anziano, il serbo aveva ridato le chiavi ed il telefonino al proprietario minacciandolo di morte lui e la badante se avessero denunciato i fatti.
Nel frattempo la donna aveva continuato a subire le angherie del serbo che per procurarsi soldi aveva cercato anche di farla prostituire, ma senza riuscirci. Solo a Ferragosto la 35enne aveva pensato che forse il carcere era l'unico mezzo per sfuggire al suo aguzzino ed aveva cercato di farsi arrestare. Il racconto della donna è stato per intero confermato dal pensionato. Iovanovc Arian, che ha cercato di evitare il carcere sostenendo con urla che la donna era sua moglie e che raccontava storie perché non sana di mente, è stato condotto nel carcere di Poggioreale.
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Di questa gente non se ne puo' piu' ... :mad:
Per otto giorni sono stati sequestrati in casa da un serbo, che alla fine è stato arrestato dai carabinieri. Vittime dell'allucinante sequestro un pensionato napoletano 71enne a la sua badante, una polacca di 35 anni. In manette per lesioni, sequestro di persona e rapina è finito Iovanovc Arian, 32 anni, rintracciato nel quartiere Fuorigrotta del capoluogo partenopeo. A far scattare l'allarme è stata la stessa badante.
La donna nel pomeriggio di mercoledì ha avvicinato una pattuglia di carabinieri in viale Augusto e, senza dire una parola, ha tentato di salire a bordo dell'auto. Respinta, ha preso una bottiglia di birra e l'ha lanciata contro l'auto, senza colpirla. Bloccata e accompagnata in caserma, la donna ha continuato a non parlare.
Solo dopo diversi tentativi, i militari sono riusciti a convincerla a spiegare il motivo dell'aggressione: la donna, in lacrime, ha raccontato che aveva cercato di farsi arrestare per sfuggire alla angherie di un cittadino serbo, il quale, da 8 giorni, l'aveva ridotta in schiavitù nell'abitazione del pensionato, picchiandola ripetutamente, costringendola contro la sua volontà ad avere rapporti sessuali e cercando, senza riuscirci, di farla prostituire. Poco dopo i carabinieri hanno rintracciato il serbo, arrestandolo e liberando l'anziano napoletano che era ancora nelle sue mani.
Alla donna, ricoverata per controlli in ospedale, è stata riscontrata la frattura di due costole, del naso e di un dito. La vittima, sentendosi in un ambiente sicuro, si è rasserenata ed ha raccontato che il serbo aveva praticamente annientato la sua volontà. Giunta in Italia da circa un anno era stata accolta come badante nella casa del vedovo pensionato. Da circa due mesi aveva conosciuto il serbo, che si faceva chiamare Michele, ed inizialmente avevano avuto buoni rapporti, ma all'improvviso l'uomo aveva cominciato a pretendere di tutto picchiandola e minacciandola di morte.
Maltrattamenti che si erano fatti ancora più violenti quando la donna aveva detto che voleva smettere di incontrarlo. Circa 15 giorni fa il serbo l'aveva perfino costretta a fare da esca per entrare nella casa del pensionato che senza sospetti aveva aperto la porta della abitazione. L'aveva quindi picchiato, sequestrandogli le chiavi ed il telefonino per impedirgli di chiedere aiuto, per poi rapinarlo del poco denaro a sua disposizione.
Da qual momento il serbo, minacciandoli di morte, aveva cominciato a pretendere rapporti sessuali in presenza dell'anziano e ad obbligare la 35enne ad elemosinare ai semafori, controllandola a distanza. Alcune volte la donna era stata mandata da sola a fare commissioni con la minaccia che il suo mancato ritorno avrebbe comportato la morte del pensionato. Dopo 8 giorni, stancatosi di vivere nella casa dell'anziano, il serbo aveva ridato le chiavi ed il telefonino al proprietario minacciandolo di morte lui e la badante se avessero denunciato i fatti.
Nel frattempo la donna aveva continuato a subire le angherie del serbo che per procurarsi soldi aveva cercato anche di farla prostituire, ma senza riuscirci. Solo a Ferragosto la 35enne aveva pensato che forse il carcere era l'unico mezzo per sfuggire al suo aguzzino ed aveva cercato di farsi arrestare. Il racconto della donna è stato per intero confermato dal pensionato. Iovanovc Arian, che ha cercato di evitare il carcere sostenendo con urla che la donna era sua moglie e che raccontava storie perché non sana di mente, è stato condotto nel carcere di Poggioreale.
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Di questa gente non se ne puo' piu' ... :mad: