mt_iceman
11-08-2007, 09:53
chissà perchè?
ALLARME INCENDI
Piromane scarcerato, divampano le polemiche
A Latina un pastore di 53 anni era stato sorpreso in flagranza di reato mentre appiccava il fuoco ed aveva altri 17 inneschi ed era stato già denunciato all'autorità giudiziaria per incendio boschivo doloso
10 agosto 2007 - Lo hanno sorpreso in flagranza di reato mentre appiccava il fuoco ed aveva altri 17 inneschi, pronto a propagare le fiamme a Sugherete San Vito, nei pressi di Latina, nel comune di Monte San Biagio. Due settimane prima era stato denunciato per aver appiccato un incendio. In fumo, però, è andata l'opera degli uomini del Corpo Forestale dello Stato. Il tempo infatti di assicurarlo alla giustizia, che poche ore dopo il piromane è stato scarcerato. Mentre l'Italia brucia e si rincorrono gli appelli al senso civico degli italiani, gli sforzi delle forze dell'ordine vengono annullati dalla decisione della magistratura di Latina, che ha rimesso l'incendiario in libertà.
Il piromane libero di agire indisturbato è un pastore di 53 anni, G.Di G., originario di Monte San Biagio, in provincia di Latina. L'uomo era stato arrestato questa mattina all'alba dagli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del comando provinciale di Latina. Il pastore è stato sorpreso mentre appiccava un incendio con un ordigno rudimentale in località Sugherete di San Vito. Proprio quindici giorni, fa il pastore era stato già denunciato all'autorità giudiziaria per incendio boschivo doloso.
L'uomo è stato anche accusato di fabbricazione e detenzione di ordigni incendiari, essendo stato trovato in possesso di una sacca contenente 17 inneschi pronti a essere utilizzati con effetti disastrosi «per la pubblica incolumità e per il patrimonio forestale», come hanno sottolineato le forze dell'ordine al momento dell'arresto.
Denunciato inevece a piede libero per favoreggiamento A. M., di 38 anni, che guidava l'automezzo con il quale i due si erano recati sul posto per appiccare le fiamme, spente grazie all'azione del personale della Forestale.
Insomma, la giornata sul fronte della lotta agli incendi registrava finalmente dopo tante sconfitte una vittoria, considerato che con l'arresto di questa mattina erano saliti a tre, dall'inizio dell'anno, i pastori colti in flagrante in provincia di Latina.
Senza contare che in questa stagione, proprio in quei boschi, sono divampati più di 150 roghi ed è di 2000 ettari l'area boschiva incendiata. Poche ore dopo, come un Canadair che scarica tonnellate di acqua sulle fiamme, ecco arrivare la «doccia fredda»: il pastore-piromane, e recidivo, è tornato in libertà su ordine della magistratura di Latina. E a divampare, sono arrivate puntuali le polemiche.
Il primo a far sentire la sua voce è stato il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. «La scarcerazione immediata del pastore arrestato nei pressi di Latina con 17 inneschi, e mentre si apprestava ad appiccare il fuoco secondo le prime ricostruzioni, è un segnale sbagliato e preoccupante di fronte al dramma degli incendi che sta distruggendo il patrimonio naturale italiano e causando più di una vittima. Le leggi per punire gli incendiari criminali ci sono e prevedono pure pene assai severe ma vanno applicate. Ho ribadito anche al Ministro Mastella, che ho contattato telefonicamente, l'assoluta necessità di rispondere con durezza ai criminali incendiari. Dobbiamo prevedere l'applicazione di varie misure, da quelle cautelari al sequestro dei beni, per chi si macchia di questi reati», ha aggiunto il ministro.«Quando gli incendiari sono pastori - conclude Pecoraro Scanio - come nel caso di Latina, che bruciano per favorire i pascoli, sarebbe utile applicare come deterrente il sequestro e la confisca del bestiame. Forse, essendo recidivi nel caso in esame, l'idea di perdere il bestiame potrebbe essere una misura efficace».
In campo scende anche il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, che esprimere le proprie congratulazioni per la «brillante operazione di polizia giudiziaria condotta dal personale del Corpo forestale di Latina» per l'arresto del piromane. «Gli uomini della forestale impegnano ogni giorno tutte le proprie forze per tentare di arginare questo fenomeno gravissimo.
Mi chiedo - dichiara De Castro - quali possano essere le motivazioni che hanno condotto alla scarcerazione di una persona colta in flagranza di reato, che alcuni giorni fa era già stata denunciata per lo stesso delitto. Il reato di incendio boschivo previsto dall'art 423 bis del codice penale -sottolinea De Castro - è un reato di pericolo in quanto la legge tutela l'incolumità pubblica prima che possano accadere disastri come quello di Peschici, che ha portato purtroppo, oltre alla distruzione del nostro patrimonio boschivo anche alla perdita di vite umane».
A fargli eco, è il presidente dei deputati Verdi, Angelo Bonelli. «Di fronte al disastro provocato da questi criminali, ci aspetteremmo una azione più rigorosa da parte della magistratura. Chiediamo al ministro Mastella -sollecita Bonelli- di verificare personalmente i motivi della scarcerazione del piromane di Latina e, insieme al ministro dell'Ambiente, di prendere ogni provvedimento in grado di assicurare questi criminali alla giustizia, oltre che di garantire la certezza della pena».
In campo scendono anche le associazioni ambientaliste, che gridano il loro sdegno.«Se questo è il modo di mettere in pratica la tanto acclamata 'tolleranza zerò per affrontare l'emergenza incendi, il nostro Paese rischia di convivere a lungo con fiamme e incendiari. Ci aspettiamo che non ci sia più discrepanza tra il rigore, più volte ribadito per affrontare l'emergenza incendi e gli interventi repressivi», afferma Legambiente.
Profonda amarezza è provata invece da Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf. «Se la Magistratura, anche in circostanze così lampanti, ritiene di dover scarcerare un incendiario, a che servono tutti gli sforzi per bloccare quest'orrendo crimine che distrugge i nostri boschi? Sono fortemente amareggiato. Se il Corpo forestale e le altre forze dell'ordine non hanno il sostegno di tutti in questa difficile battaglia-osserva Pratesi- rischiamo di vedere ancora ettari ed ettari di parchi andare in fiamme».
Nella polemica interviene anche il presidente della commissione Ambiente della Camera, Marco Lion. «La scarcerazione da parte di un pm di un pastore piromane, già denunciato e oggi colto in flagranza di reato ed in possesso di ben 17 inneschi incendiari, rappresenta un pessimo segnale che mortifica la battaglia di chi ogni giorno, come il Corpo forestale dello Stato e tutte le altre istituzioni preposte, conduce la difficile battaglia sul campo contro gli incendiari. Dopo un'estate arroventata dagli incendi, che hanno purtroppo causato anche dei morti - aggiunge Lion - un atto di questo tipo, da stigmatizzare, costituisce anche un duro colpo alla coscienza civile".
Intanto anche oggi i Canadair e gli elicotteri della Protezione Civile Nazionale sono stati impegnati nella lotta ai numerosi incendi boschivi che hanno interessato le regioni del centro-sud del Paese. I mezzi della flotta aerea dello Stato, entrati in azione dalle prime luci dell'alba, sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento di 23 incendi boschivi. La Campania è stata la regione più colpita dai roghi: l'intervento dei canadair e degli elicotteri della protezione civile, infatti, è stato richiesto su 7 roghi.
I mezzi aerei sono intervenuti anche su 4 roghi in Sardegna, tutti già spenti, nonostante le operazioni siano state rese particolarmente difficoltose dalla presenza di vento forte. Canadair ed elicotteri hanno operato anche in Abruzzo, dove è stato messo in bonifica il vasto incendio boschivo che aveva interessato il territorio del Comune dell'Aquila, in Molise, in Puglia, in Basilicata e in Calabria. Le operazioni di spegnimento dei roghi dall'aria, assicurato dai velivoli e dagli elicotteri, proseguiranno fino a quando le condizioni di luce consentiranno agli equipaggi di poter operare in condizioni di sicurezza.
«In Italia la maggior parte degli incendi di bosco è causata dalla mano dell'uomo, o per dolo o per cause colpose. Per tutelare il comune patrimonio boschivo e ridurre i danni causati dalle fiamme -sottolinea la Protezione civile- è buona norma non parcheggiare l'auto con marmitta catalitica in presenza di erba secca, non accendere fuochi al di fuori delle aree attrezzate: è vietato e pericoloso, non gettare mozziconi di sigaretta lungo il ciglio della strada, non abbandonare i rifiuti nelle aree verdi: potrebbero diventare un pericoloso combustibile». E al di là della clamorosa scarcerazione del piromane, la Protezione Civile insiste: «È inoltre decisiva la collaborazione dei cittadini nel segnalare ogni incendio al 1515 o al 115 e individuare possibili malintenzionati da segnalare alle autorità di pubblica sicurezza».
io non so più cosa dire. fanno servizi catastrofici ai tg, invitano le persone a segnalare i piromani etc etc e poi questo è il modo in cui il nostro STATO DI MERDA CON I SUOI GIUDICI E LE SUE LEGGI FARLOCCHE prova ad arginar eil problema.
dai, ora aspetto come nel 3ad del pirata della strada che ha ucciso la 16enne dopo 3 sospensioni della patente, colui che verrà a dirci che i giudici e le autorità hanno agito secondo la legge etc etc
però continuo a non capire cosa cazzo si debba far ein questo paese per assicurare i criminali alla giustizia...forse aspettare che entrino loro in galera di propria spontanea volontà buttando la chive nel cesso.
p.s. vi annuncio in anteprima che la prossima scarcerazione probabilmente sarà quella dell'imam di perugia e degli altri indagati per le attività di stampo terroristico che avvenivano in quel centro. vedrete...
ALLARME INCENDI
Piromane scarcerato, divampano le polemiche
A Latina un pastore di 53 anni era stato sorpreso in flagranza di reato mentre appiccava il fuoco ed aveva altri 17 inneschi ed era stato già denunciato all'autorità giudiziaria per incendio boschivo doloso
10 agosto 2007 - Lo hanno sorpreso in flagranza di reato mentre appiccava il fuoco ed aveva altri 17 inneschi, pronto a propagare le fiamme a Sugherete San Vito, nei pressi di Latina, nel comune di Monte San Biagio. Due settimane prima era stato denunciato per aver appiccato un incendio. In fumo, però, è andata l'opera degli uomini del Corpo Forestale dello Stato. Il tempo infatti di assicurarlo alla giustizia, che poche ore dopo il piromane è stato scarcerato. Mentre l'Italia brucia e si rincorrono gli appelli al senso civico degli italiani, gli sforzi delle forze dell'ordine vengono annullati dalla decisione della magistratura di Latina, che ha rimesso l'incendiario in libertà.
Il piromane libero di agire indisturbato è un pastore di 53 anni, G.Di G., originario di Monte San Biagio, in provincia di Latina. L'uomo era stato arrestato questa mattina all'alba dagli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del comando provinciale di Latina. Il pastore è stato sorpreso mentre appiccava un incendio con un ordigno rudimentale in località Sugherete di San Vito. Proprio quindici giorni, fa il pastore era stato già denunciato all'autorità giudiziaria per incendio boschivo doloso.
L'uomo è stato anche accusato di fabbricazione e detenzione di ordigni incendiari, essendo stato trovato in possesso di una sacca contenente 17 inneschi pronti a essere utilizzati con effetti disastrosi «per la pubblica incolumità e per il patrimonio forestale», come hanno sottolineato le forze dell'ordine al momento dell'arresto.
Denunciato inevece a piede libero per favoreggiamento A. M., di 38 anni, che guidava l'automezzo con il quale i due si erano recati sul posto per appiccare le fiamme, spente grazie all'azione del personale della Forestale.
Insomma, la giornata sul fronte della lotta agli incendi registrava finalmente dopo tante sconfitte una vittoria, considerato che con l'arresto di questa mattina erano saliti a tre, dall'inizio dell'anno, i pastori colti in flagrante in provincia di Latina.
Senza contare che in questa stagione, proprio in quei boschi, sono divampati più di 150 roghi ed è di 2000 ettari l'area boschiva incendiata. Poche ore dopo, come un Canadair che scarica tonnellate di acqua sulle fiamme, ecco arrivare la «doccia fredda»: il pastore-piromane, e recidivo, è tornato in libertà su ordine della magistratura di Latina. E a divampare, sono arrivate puntuali le polemiche.
Il primo a far sentire la sua voce è stato il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. «La scarcerazione immediata del pastore arrestato nei pressi di Latina con 17 inneschi, e mentre si apprestava ad appiccare il fuoco secondo le prime ricostruzioni, è un segnale sbagliato e preoccupante di fronte al dramma degli incendi che sta distruggendo il patrimonio naturale italiano e causando più di una vittima. Le leggi per punire gli incendiari criminali ci sono e prevedono pure pene assai severe ma vanno applicate. Ho ribadito anche al Ministro Mastella, che ho contattato telefonicamente, l'assoluta necessità di rispondere con durezza ai criminali incendiari. Dobbiamo prevedere l'applicazione di varie misure, da quelle cautelari al sequestro dei beni, per chi si macchia di questi reati», ha aggiunto il ministro.«Quando gli incendiari sono pastori - conclude Pecoraro Scanio - come nel caso di Latina, che bruciano per favorire i pascoli, sarebbe utile applicare come deterrente il sequestro e la confisca del bestiame. Forse, essendo recidivi nel caso in esame, l'idea di perdere il bestiame potrebbe essere una misura efficace».
In campo scende anche il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, che esprimere le proprie congratulazioni per la «brillante operazione di polizia giudiziaria condotta dal personale del Corpo forestale di Latina» per l'arresto del piromane. «Gli uomini della forestale impegnano ogni giorno tutte le proprie forze per tentare di arginare questo fenomeno gravissimo.
Mi chiedo - dichiara De Castro - quali possano essere le motivazioni che hanno condotto alla scarcerazione di una persona colta in flagranza di reato, che alcuni giorni fa era già stata denunciata per lo stesso delitto. Il reato di incendio boschivo previsto dall'art 423 bis del codice penale -sottolinea De Castro - è un reato di pericolo in quanto la legge tutela l'incolumità pubblica prima che possano accadere disastri come quello di Peschici, che ha portato purtroppo, oltre alla distruzione del nostro patrimonio boschivo anche alla perdita di vite umane».
A fargli eco, è il presidente dei deputati Verdi, Angelo Bonelli. «Di fronte al disastro provocato da questi criminali, ci aspetteremmo una azione più rigorosa da parte della magistratura. Chiediamo al ministro Mastella -sollecita Bonelli- di verificare personalmente i motivi della scarcerazione del piromane di Latina e, insieme al ministro dell'Ambiente, di prendere ogni provvedimento in grado di assicurare questi criminali alla giustizia, oltre che di garantire la certezza della pena».
In campo scendono anche le associazioni ambientaliste, che gridano il loro sdegno.«Se questo è il modo di mettere in pratica la tanto acclamata 'tolleranza zerò per affrontare l'emergenza incendi, il nostro Paese rischia di convivere a lungo con fiamme e incendiari. Ci aspettiamo che non ci sia più discrepanza tra il rigore, più volte ribadito per affrontare l'emergenza incendi e gli interventi repressivi», afferma Legambiente.
Profonda amarezza è provata invece da Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf. «Se la Magistratura, anche in circostanze così lampanti, ritiene di dover scarcerare un incendiario, a che servono tutti gli sforzi per bloccare quest'orrendo crimine che distrugge i nostri boschi? Sono fortemente amareggiato. Se il Corpo forestale e le altre forze dell'ordine non hanno il sostegno di tutti in questa difficile battaglia-osserva Pratesi- rischiamo di vedere ancora ettari ed ettari di parchi andare in fiamme».
Nella polemica interviene anche il presidente della commissione Ambiente della Camera, Marco Lion. «La scarcerazione da parte di un pm di un pastore piromane, già denunciato e oggi colto in flagranza di reato ed in possesso di ben 17 inneschi incendiari, rappresenta un pessimo segnale che mortifica la battaglia di chi ogni giorno, come il Corpo forestale dello Stato e tutte le altre istituzioni preposte, conduce la difficile battaglia sul campo contro gli incendiari. Dopo un'estate arroventata dagli incendi, che hanno purtroppo causato anche dei morti - aggiunge Lion - un atto di questo tipo, da stigmatizzare, costituisce anche un duro colpo alla coscienza civile".
Intanto anche oggi i Canadair e gli elicotteri della Protezione Civile Nazionale sono stati impegnati nella lotta ai numerosi incendi boschivi che hanno interessato le regioni del centro-sud del Paese. I mezzi della flotta aerea dello Stato, entrati in azione dalle prime luci dell'alba, sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento di 23 incendi boschivi. La Campania è stata la regione più colpita dai roghi: l'intervento dei canadair e degli elicotteri della protezione civile, infatti, è stato richiesto su 7 roghi.
I mezzi aerei sono intervenuti anche su 4 roghi in Sardegna, tutti già spenti, nonostante le operazioni siano state rese particolarmente difficoltose dalla presenza di vento forte. Canadair ed elicotteri hanno operato anche in Abruzzo, dove è stato messo in bonifica il vasto incendio boschivo che aveva interessato il territorio del Comune dell'Aquila, in Molise, in Puglia, in Basilicata e in Calabria. Le operazioni di spegnimento dei roghi dall'aria, assicurato dai velivoli e dagli elicotteri, proseguiranno fino a quando le condizioni di luce consentiranno agli equipaggi di poter operare in condizioni di sicurezza.
«In Italia la maggior parte degli incendi di bosco è causata dalla mano dell'uomo, o per dolo o per cause colpose. Per tutelare il comune patrimonio boschivo e ridurre i danni causati dalle fiamme -sottolinea la Protezione civile- è buona norma non parcheggiare l'auto con marmitta catalitica in presenza di erba secca, non accendere fuochi al di fuori delle aree attrezzate: è vietato e pericoloso, non gettare mozziconi di sigaretta lungo il ciglio della strada, non abbandonare i rifiuti nelle aree verdi: potrebbero diventare un pericoloso combustibile». E al di là della clamorosa scarcerazione del piromane, la Protezione Civile insiste: «È inoltre decisiva la collaborazione dei cittadini nel segnalare ogni incendio al 1515 o al 115 e individuare possibili malintenzionati da segnalare alle autorità di pubblica sicurezza».
io non so più cosa dire. fanno servizi catastrofici ai tg, invitano le persone a segnalare i piromani etc etc e poi questo è il modo in cui il nostro STATO DI MERDA CON I SUOI GIUDICI E LE SUE LEGGI FARLOCCHE prova ad arginar eil problema.
dai, ora aspetto come nel 3ad del pirata della strada che ha ucciso la 16enne dopo 3 sospensioni della patente, colui che verrà a dirci che i giudici e le autorità hanno agito secondo la legge etc etc
però continuo a non capire cosa cazzo si debba far ein questo paese per assicurare i criminali alla giustizia...forse aspettare che entrino loro in galera di propria spontanea volontà buttando la chive nel cesso.
p.s. vi annuncio in anteprima che la prossima scarcerazione probabilmente sarà quella dell'imam di perugia e degli altri indagati per le attività di stampo terroristico che avvenivano in quel centro. vedrete...