PDA

View Full Version : Maxi Blitz a Palermo - Nel mirino Appalti e protezione a Lo Piccolo


Ser21
09-08-2007, 11:01
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/mafia-arresti/mafia-arresti/mafia-arresti.html

Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi contro diversi componenti del mandamento di Boccadifalco-Passo di Rigano. Tra le accuse, l'aver protetto il boss latitante Lo Piccolo

Mafia, operazione nel palermitano

Arrestati anche funzionari pubblici
Rilascio 'compiacente' di alcune licenze edilizie. Indagati imprenditori e professionisti
Emersi dall'indagine stretti legami con le cosche americane: teneva i contatti Frankie Calì

PALERMO - Operazione della polizia a Palermo contro il mandamento mafioso di Boccadifalco-Passo di Rigano, che secondo gli inquirenti ha protetto nel corso della sua latitanza Salvatore Lo Piccolo, uno dei boss emergenti del dopo-Provenzano. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare: tra gli arrestati anche imprenditori, liberi professionisti e due funzionari pubblici, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa per il rilascio, ritenuto "compiacente", di alcune licenze edilizie.

La latitanza di Lo Piccolo e gli altri illeciti. Lo Piccolo ha trascorso un periodo della sua latitanza nel territorio della "famiglia" di Torretta, che fa capo appunto al mandamento di Boccadifalco-Passo di Rigano. Ma aver protetto il boss è solo uno dei reati tra quelli per cui vengono accusati gli arrestati, che devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso in impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, estorsione. Ad alcuni viene invece contestato il solo concorso esterno in associazione mafiosa.

Lo Piccolo sfuggito tre volte alla cattura. Dalle intercettazioni utilizzate dalla polizia per portare a termine l'indagine e gli arresti è emerso che Lo Piccolo, latitante da anni assieme al figlio Sandro, è sfuggito per tre volte alla cattura. Il 'reggente' della famiglia mafiosa di Torretta, Vincenzo Brusca, parlando per telefono al nipote Nicolò Testa ha detto che Lo Piccolo "ha cambiato zona se ne è andato", dal momento che "... a lui gli hanno fatto 'la zampata' tre volte e lui ... loro entrano di qua e lui esce di là... se l'è fatta franca così ... franca per miracolo proprio". Dunque, in passato gli investigatori sono arrivati vicinissimi a Lo Piccolo, riuscito a dileguarsi tre volte "per miracolo".

I nomi degli arrestati. Tra gli arrestati, Calogero Caruso, 70 anni, ritenuto il capo della "famiglia" di Torretta e che era libero per decisione del Tribunale del riesame dopo essere stato arrestato una prima volta due anni fa. Gli altri provvedimenti giudiziari riguardano Rosario Bordonaro, 55 anni, impiegato dell'Ufficio tecnico del Comune di Torretta; Gaspare Caravello, 41 anni; Antonio Di Maggio, 35 anni; Benedetto Dragotta, 58 anni, funzionario del Comune di Torretta; Salvatore Ferranti, 36 anni; Matteo La Barbera, 34 anni, e Pietro La Barbera, 32 anni, figli del vecchio boss Michelangelo La Barbera; Andrea Licata, 47 anni, architetto libero professionista; Stefano Mannino, 58 anni; Rosario Mignano, 43 anni, imprenditore; Francesco Sirchia, 69 anni; Francesco Spinelli, 49 anni, imprenditore. Altre cinque persone sono indagate, e per una di queste il gip non ha accolto la richiesta di misura cautelare proposta dalla Procura.

'La casetta delle delizie' e il riciclaggio. Un filone dell'indagine ha riguardato attività di riciclaggio che sarebbero state realizzate dai fratelli La Barbera, in particolare attraverso la società in accomandita semplice "La casetta delle delizie" per la gestione di snack bar, tavole calde, gelaterie, pasticcerie, rivendite di alimentari e casalinghi, costituita nel maggio del 2003. Sono stati infatti sequestrati l'omonimo panificio di via Leonardo da Vinci a Palermo e un terreno in contrada Codilla Falconieri a Torretta.

I collegamenti con la mafia Usa. Dall'inchiesta della polizia sono inoltre emersi stretti rapporti tra le famiglie palermitane, in particolare quella di Torretta, e la mafia americana. In particolare, secondo gli investigatori, a tenere i contatti con le cosche d'Oltreoceano e a curare i traffici di denaro e droga tra i boss dei due paesi sarebbe stato un uomo che nelle conversazioni intercettate dagli investigatori veniva chiamato "u Frankie', identificato poi in Frankie Calì, uomo d'onore del clan mafioso dei Gambino e parente dei boss Inzerillo, fuggiti negli Usa dopo la guerra di mafia degli anni Ottanta. E infatti in indagini recenti gli inquirenti avevano accertato che il rientro in Sicilia degli Inzerillo sarebbe stato auspicato proprio da Lo Piccolo, che con la famiglia di Torretta ha stretto una forte alleanza.

(9 agosto 2007)



Bene bene,quindi si scopre che La Barbera, Di Maggio,Licata,Mannino ed altri,ex fiduciari dei corleonesi trattano in affari coi gambino-inzerillo....
Questa mafia si sta sempre più furbescamente inabissando...addirittura si stanno concretizzando affari tra calì e siciliani,in barba alla seconda guerra di mafia che vedeva gli inzerillo scappare dalla sicilia oper evitare ulteriori morti...

Lo Piccolo ha capito che assiema a Messina Denaro può gestire gli affari illeciti senza ulteriori spargimenti di sangue..
L'uccisione di un componente dei Madonia (un reggente...quasi un capo bastone) è la spiegazione che la tattica della violenza sta scomparendo piano piano,per evitare di destare sospetti.I Madonia sn notiriamente tra i reggimenti più propensi per usare violenza e mezzi brutali.

Speriamo che presto si arrivi alla cattura di Lo Piccolo e Messina Denaro.
Intanto questi arresti fanno ben sperare anche per una rapida dissoluzione della famiglia Gambino...una delle più potenti del mondo,in ambito di cosche.
Voglio speare che FBI e DIA stiano collaborando gomito a gomito...oramai i collegamenti tra cosa nostra siciliana e quella americana sn ripresi come prima della seconda guerra di mafia...e questo è molto molto grave...
La quantità di denaro che entra nelle casse di cosa nostra è assolutamente spaventosa se si crea un'alleanza con i Gambino....

sempreio
09-08-2007, 11:21
io non ho mai capito per quale motivo tu sia cosi informato sui fatti di "casa loro":D

Ser21
09-08-2007, 11:26
io non ho mai capito per quale motivo tu sia cosi informato sui fatti di "casa loro":D

Passione per notizie ed informazioni che intaccano direttamente lo stato democratico in cui viviamo.
Da qui poi è facile capire i meccanismi e i legami tra le famiglie,senza dimenticare le alleanze e i traffici che ci sono dietro.
Ogni notizie di mafia ha sempre un significato "locale" e apparente ma in realtà c'è sempre una lettura tra le righe che approfondisce molto di più i meccanismi e le "finalità" di cosa nostra..che possono anche essere molteplici.
Quando si acquisce una conoscenza del fenomeno mafioso,è molto facile capire quale siano gli intenti reali di cosa nostra....purtroppo nella maggior parte dei casi,c'è un legame diretto coi colletti bianchi che in teoria dovrebberoe ssere i rappresentati della democrazia...